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I Vini da Antipasto

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Le bollicine che ti svoltano l’aperitivo … sono quelle del Prosecco Platimoon. Un Prosecco di Conegliano Valdobbiadene di grande freschezza, dal perlage delicato e profumato. Proprio quello che si vuole alla fine di ogni faticosa giornata.

Il Platimoon di Conca d’Oro

Il Platimoon è un Prosecco millesimato, pensato e creato dalla Fattoria Conca d’Oro, con uve raccolte dalle vigne di proprietà sulle “Rive” di Collalbrigo e Costa.

Luoghi collinari, dai ripidi pendii – proprio questo sta a indicare il termine Rive – in cui le uve di Glera beneficiano di una perfetta esposizione, per l’intera giornata, e dove, di notte, vengono illuminate dalla luna piena durante la vendemmia settembrina.

Un Prosecco che è figlio del territorio e di una cantina che, ormai da generazioni, gestisce le sue vigne e segue di persona la creazione dei suoi vini, in ogni fase produttiva.

Il Prosecco Platimoon, nella sua particolare bottiglia
Il Prosecco Platimoon, nella sua bottiglia opaca, a prova di raggi solari

Prosecco Platimoon: Perlage, Profumi e Gusto

Il Platimoon è una coccola spumeggiante che solletica i sensi con note agrumate, di pesca bianca e mela Golden, contornate da soffuse sensazioni di fiori di glicine.

Profumi eleganti e croccanti che diventano ancora più intensi e evidenti all’assaggio. Il gusto di questo Prosecco è verticale, con una spiccata acidità, che trova il suo equilibrio nel finish setoso e in una carbonica mai eccessiva. Un insieme di sensazioni che regalano un sorso equilibrato e piacevole, dal carattere rinfrescante e dalla stuzzicante sapidità.

Si apprezza benissimo anche in assolo, un Prosecco di qualità che non necessita di accompagnamenti mangerecci per essere amato  … tuttavia, con i giusti appetizer accanto, la sua semplicità immediata diventa uno spettacolo.

Il Prosecco Platimoon: Aperitivo Estivo all'insegna di freschezza e semplicità
Il Prosecco Platimoon: Aperitivo Estivo all’insegna di freschezza e semplicità

Il Prosecco Platimoon: i Migliori Abbinamenti

Con i suoi profumi vivaci, il perlage accogliente e la fresca leggerezza di ogni sorso, il Prosecco Platimoon è perfetto accanto ad appetizer profumati e genuini, creati per esaltare aromi e ingredienti in versione nature.

Bollicine ottime nel valorizzare il gusto dei formaggi freschi; deliziose accanto a delle tartine con ricotta ed erbe aromatiche, magari anche con l’aggiunta di pomodori secchi o olive taggiasche.

Per chi ama il pesce, il Prosecco Platimoon ne racconta di belle accanto all’appeal raw di una fresca tartare con salmone e avocado o di un’insalata con gamberi e pomodori. Abbinamenti in cui il carattere autentico degli ingredienti e del vino vincono insieme.

Cheers!

p.s. Vuoi scoprire altri ottimi Prosecco e i loro abbinamenti? Dai un’occhiata qui:

La Primavera in rosa è un classico intramontabile e il Rosé Giovanni Galliano di Borgo Maragliano ci sta a meraviglia, anche solo con la sua tonalità tramonto. Un Metodo Classico piemontese, a tutto Pinot Nero, che si apprezza per la sua cremosa intensità, i profumi variegati e il finish rinfrescante e aromatico. Un’autentica nuvola di piacere, di cui bearsi a un giusto prezzo. Bollicine di qualità che si trovano facilmente online, a un costo di circa 17 Euro. Da sole sono ottime e con i giusti abbinamenti cibo vino … durano pochissimo in tavola.

Il Rosé Giovanni Galliano: un’idea di famiglia

Quella di Borgo Maragliano è un’attività artigianale attiva da oltre 50 anni, a Loazzolo, splendido borgo piemontese dell’astigiano. Un’azienda artigianale, guidata fin dagli inizi dalla famiglia Galliano, celebre per le sue variazioni di Moscato d’Asti e per la sua mirata attività di valorizzazione di quelle uve che meglio hanno saputo legarsi al terroir locale. Proprio per questo, tra gli ettari vitati di proprietà, trovano posto piante di Moscato, Chardonnay e Pinot Nero, per una produzione che vanta deliziosi vini da dessert e spumanti da tutto pasto.  Questo loro Metodo Classico, da sole uve di Pinot Nero, prende il nome dal vigneron capostipite della famiglia Galliano, quel Giovanni che, per primo, acquistò delle vigne a Loazzolo, dando così vita alla sua idea di vino.

Metodo Classico Rosé Giovanni Galliano Brut, 2018, di Borgo Maragliano
Metodo Classico Rosé Giovanni Galliano Brut, 2018, di Borgo Maragliano

Il Rosé Giovanni Galliano: un Metodo Classico di Qualità

Il Rosato Giovanni Galliano, dosaggio Brut, viene realizzato con grappoli di Pinot Nero coltivati su ripidi pendii collinari, a un’altitudine di 410 metri sul livello del mare, su un suolo variegato, formato da tufo e arenarie.  Dopo la raccolta manuale, le uve vengono pressate sofficemente, dando così vita a quel “succo” già rosato che verrà poi fermentato in acciaio. Al termine della vinificazione, il vino rimane ad affinare per circa 8 mesi, quindi viene imbottigliato, con l’aggiunta di zuccheri e lieviti, per la seconda fermentazione in bottiglia. A completamento di quest’ultima, il vino spumeggiante rimane a contatto con i lieviti per 36 mesi. Una lavorazione esclusiva e un lungo affinamento per un Metodo Classico generoso di profumi e sapori.

Il Rosé Giovanni Galliano: Profumi e Gusto

Uno spumante champenoise che profuma di pane appena sfornato, di mandorle e di fragole, con un tocco di scorza d’arancia e succo di pompelmo rosa.  Un’aromaticità che non finisce qui e si amplia con nuance erbacee che fanno pensare al basilico. Un ensemble di sensazioni fruttate,  fragranti e vegetali che si fa subito sentire, appena lo stappi e lo versi. Un calice da cui ti guardano fitte bollicine, finissime, capaci di rendere cremoso l’assaggio, nonostante la vivacità della carbonica. Un gusto in cui senti subito l’acidità, con rinfrescanti note agrumate, e poi l’appetitosa mineralità, con richiami quasi gessosi e delicatamente salini. Un assaggio che culmina in una persistenza fragrante, fruttata e balsamica, con ritorni di mandorle, agrumi e frutti rossi. Uno spumante che piace proprio per il suo invitante gioco di freschezza e morbidezza e per quella sua persistenza d’autore, straripante di ricordi aromatici.

Il Rosé Giovanni Galliano: ottimo con gli involtini di melanzane e tzatziki e con la pizza, ancora meglio se con bufala e basilico
Il Rosé Giovanni Galliano: ottimo con gli involtini di melanzane e tzatziki e con la pizza, ancora meglio se con bufala e basilico

Il Rosé Giovanni Galliano: Abbinamenti con il Cibo

Con una personalità così piacevole, il Rosé Giovanni Galliano nasce per abbinarsi a ingredienti e ricette diverse. La sua particolare aromaticità, da cui emergono spiccate sensazioni fragranti, agrumate e anche erbacee, gli permette di conferire uno sprint in più soprattutto a ricette con protagonisti pesci e crostacei, a crudo, formaggi freschi e ortaggi. Bollicine che, pertanto, sono grandi amiche di vegetariani e vegani. Se questo Rosé brut risulta ottimo con delle tartine con ciauscolo e robiola, è allo stesso tempo un perfetto compagno per una tartare di tonno e avocado e una pizza bufala, pachino e basilico: piatti che vengono insaporiti e vivacizzati dal connubio fresco – sapido del vino.

Il Rosé Giovanni Galliano: ottimo con una tartare con tonno, avocado e anacardi
Il Rosé Giovanni Galliano: ottimo con una tartare con tonno, avocado e anacardi

Grazie al suo finish setoso e alle sfumature erbacee, questo Rosé è particolarmente squisito con degli involtini di melanzane e tzatziki. Un appetizer difficile in termini di abbinamento con il vino, fortemente aromatico e con evidenti sfumature amare e tendenzialmente acidule, ma che trova giusta morbidezza e persistenza nelle bollicine del Rosé Giovanni Galliano. Provare per credere.

Cheers!

L’aperitivo ha un fascino squisitamente croccante con il Pinot Nero Spumante di Vanzini: un metodo Martinotti che spicca, nel calice, per la sua immediata fragranza e il gusto piacevolmente fresco. Una bevibilità che … una bottiglia è poco. Scoperto di recente, è quello spumante che acquisti e ricompri, senza pensarci due volte, complice anche il suo ottimo prezzo.

Gli Spumanti firmati Vanzini: eccellenze dell’Oltrepò Pavese

Siamo in Oltrepò Pavese, terra di ottimi spumanti e di grandi uve di Pinot Nero, ma non solo. La Tenuta Vanzini, situata a San Damiano al Colle, in provincia di Pavia, nasce nel lontano 1890. Una realtà vinicola storica del territorio, fin dall’inizio guidata dall’esperienza e dalla passione di una sola famiglia. Un’azienda con 33 ettari di proprietà, coltivati a Pinot Nero, Barbera, Croatina, Pinot Grigio e Moscato: vitigni che hanno sempre dimostrato un profondo attaccamento a questo terroir variegato, all’incrocio di quattro diverse regioni.

Un areale collinare che permette la valorizzazione di uve diverse e che, pertanto, favorisce la produzione ricca e distintiva della Tenuta, che oggi vanta ben 15 etichette, per appassionanti vini bianchi, rossi, frizzanti, spumanti e dolci.

Il Pinot Nero Spumante di Vanzini: Produzione e Affinamento

Questo Spumante Extra Dry di Vanzini nasce da sole uve di Pinot Nero, coltivate in posizione collinare, nelle campagne di San Damiano al Colle. Un terroir in cui i grappoli del vitigno traggono forza dall’esposizione ottimale, dalle intense escursioni termiche e da un suolo formatosi da una disgregazione di marne calcaree e arenarie, con una componente argillosa.

Una volta raccolti, i grappoli di Pinot Nero vengono vinificati in bianco, senza alcun contatto con le bucce, con una prima fermentazione svolta in acciaio, a temperatura controllata.

Il vino derivante viene poi spumantizzato in autoclave e, al termine della seconda fermentazione, rimane ad affinare, a contatto con i lieviti, per almeno 9 mesi. Prima di venir commercializzato, riposa in bottiglia per altri 3 mesi.

Il sottile perlage del Pinot Nero Spumante di Vanzini
Il sottile perlage del Pinot Nero Spumante di Vanzini

Il Pinot Nero Spumante di Vanzini: Perlage, Profumi e Gusto

Un’accurata lavorazione che dà vita a uno Spumante dotato di un bel perlage, intenso e ricco di profumi e sapori, capace di conservare intatta la sua genuina leggerezza.  

Appena lo stappi, ne senti subito l’aromaticità fragrante, con delle sensazioni dolci e burrose che richiamano i croissant. Poi, arrivano le note frizzanti, agrumate e fruttate, accompagnate da soffusi spunti floreali. Semplice e, allo stesso tempo, generoso di sensazioni.

Un assaggio che inizia con grande freschezza, seguita da una succosa mineralità salina, e concluso da una scia gusto-olfattiva formata da ricordi di scorza di limone, pesche bianche e brioche.

Il Pinot Nero Spumante Extra Dry di Vanzini

Il Pinot Nero Spumante di Vanzini: gli Abbinamenti più gustosi

Un Metodo Martinotti fresco e fragrante, per questo si abbina bene a sfiziosi antipasti e finger food. La sua è una leggerezza che rinfresca il palato, senza mai appesantirlo, lasciando una golosa impronta aromatica.

Il Pinot Nero Spumante di Vanzini è il complemento perfetto per delle tartine, delle pizzette e dei rustici profumati, a base di verdure, formaggi freschi e salumi.

Bollicine che danno il massimo accanto a della pizza bianca con crudo di Parma ed erba cipollina, con della salvia fritta, con delle bruschette con mortadella, ricotta e pistacchi, con degli involtini di sfoglia con tapenade di olive o spinaci.

Ricco com’è di profumi e sapori, è uno spumante che si sposa bene anche con ricette più elaborate, a base di pesce e verdure, di cui esalta la sapidità marina e vivacizza la tendenza dolce degli ingredienti.

Da provare con una tempura di gamberi e verdure, con un couscous con gamberi e spinaci, con una catalana di crostacei o con delle cozze gratinate.

Abbinare Vino e Dim Sum può essere un’impresa, visto il fascino variegato di questi ravioli di tradizione orientale. Ripieni di carne di maiale, verdure, crostacei, accompagnati da una salsa saporita e delicatamente piccante, ricoperti da una pasta sottile, morbida e cremosa, sono dei piccoli scrigni di bontà.

Un classico della cucina cantonese che fa storia da secoli, uno snack fantasioso che è stato e sarà ancora riproposto in un’infinità di varianti. In Italia, sono sempre più numerosi i dumpling bar in cui assaporare gustose versioni di dim sum, al vapore, alla griglia e fritti, persino vegani.

Con tutta questa creatività … non si può certo trascurare il fattore vino.

Per soddisfare la tua curiosità, da un’occhiata a questo breve articolo, interamente dedicato all’abbinamento Vino e Dim Sum.

Dim Sum: quando la storia aiuta nell’Abbinamento

Conoscere la storia di un piatto spesso ci dà utili suggerimenti anche nell’abbinamento con il vino.

Il Dim Sum nasce come snack o antipasto, da gustare sin dalla colazione. Il ripieno, che varia a seconda dei luoghi e degli ingredienti disponibili, si caratterizza per il suo sapore umami e le note piccanti e/o agrodolci. Noti come street food, per chi viaggiava lungo la via della seta, i dim sum venivano accompagnati dal tè, capace con la sua leggera componente tannica di ripulire il palato dalla consistenza pastosa del raviolo. Profumi delicati di una bevanda che serviva a esaltare, senza coprire, i sapori del cibo.

L’obbiettivo dell’Abbinamento Vino e Dim Sum è lo stesso, anche adesso: accompagnare l’assaggio con i giusti profumi,alleggerire il palato con la giusta freschezza.

Vino e Dim Sum Tante tipologie
Tante tipologie di Dim Sum, per ripieno e cottura

Dim Sum: tante Tipologie

Il Dim Sum è stato reinterpretato in tanti modi, nel mondo asiatico ma anche in occidente, dove gli chef hanno elaborato lo stile classico del raviolo con gli ingredienti di altri paesi.

Trovare il vino giusto o i vini giusti per ogni singola tipologia di Dim Sum è impossibile, sarebbe come trovare quel vino che sta bene con ogni primo piatto di pasta.

Tuttavia, ci sono alcune caratteristiche che accomunano ogni varietà di Dim Sum, che dipendono dalla consistenza della pasta che li avvolge, dalla sapidità del ripieno e dalla grinta delle salse usate come accompagnamento.

Che l’abbinamento coinvolga Dim Sum vegetariani, Dim Sum di Carne o Dim Sum di Pesce, ci sono 4 consigli sempre validi. Vediamoli.

Abbinare Vino e Dim: 4 Regole Importanti
Abbinare Vino e Dim: 4 Regole Importanti

Abbinamento Vino e Dim Sum: 4 Regole Fondamentali

Spumanti, bianchi, rosati e, in alcuni casi, anche rossi: tutte scelte valide nell’Abbinamento Vino e Dim Sum, da valutare in base ai propri gusti e alla tipologia del raviolo, seguendo questi 4 consigli fondamentali.

1. Evitare vini troppo strutturati, alcolici e tannici

Questo vuol dire che i rossi corposi, caldi, dalla decisa impronta tannica andrebbero a coprire non tanto il sapore quanto la consistenza stessa del Dim Sum e tenderebbero ad aumentare l’acidità e le note amare delle salse sapide, agrodolci e piccanti in accompagnamento.

2. Scegliere vini dotati di viva freschezza

Che siano al vapore, fritti o grigliati, la freschezza di un vino è perfetta nello sgrassare e rinfrescare il palato dopo ogni boccone.

3. Scegliere vini con netti profumi fruttati

Il vino non deve solo rinfrescare il palato ma deve esaltare i profumi e i sapori del Dim Sum con l’adatto bagaglio gusto – olfattivo. Considerando  le tipologie di ripieno più utilizzate, i vini dalla forte impronta fruttata, con note aromatiche morbide e succose, anche delicatamente agrumate, sono quelli che meglio accompagnano il fascino aromatico della maggior parte dei Dim Sum.

4. Scegliere vini morbidi

Pochi o zero tannini e anche un finish setoso sono i requisiti giusti affinchè un vino possa abbinarsi bene ai Dim Sum. Spesso, infatti, i Dim Sum sono accompagnati da salse sapide e piccanti, dal sapore quasi salino e, in alcuni casi, agrodolce. Per questo il vino giusto dovrà avere una persistenza setosa, per non accentuare la saporosità del condimento e del ripieno.

Abbinamento Vino e Dim Sum: gli Spumanti

Nell’abbinamento Dim Sum e Spumanti si vanno a esaltare gli aromi, le consistenze e la sapidità di questi particolari ravioli. Con un ripieno di verdure, gamberi o carne, e una cottura al vapore, fritta o alla piastra, gli spumanti, sia metodo classico che Charmat, rappresentano un abbinamento all’insegna di profumi e leggerezza.

Un pairing di successo, dove le bollicine svolgono a dovere l’azione meccanica di ripulire il palato dalla pastosità di ogni assaggio. Prosecchi, Franciacorta e bollicine fuori dal coro, tra le migliori opzioni spumeggianti ho individuato le seguenti categorie.

Fondante Ganzo di Cima del Pomer
Il Fondante Ganzo di Cima del Pomer, un rifermentato in bottiglia, da uve Glera: una delizia accanto a ogni tipo di Dim Sum, vegetariani, di carne e di pesce, meglio se fritti o al vapore

Prosecco di Conegliano Valdobbiadene

Data la natura “Street” dei fascinosi Dim Sum, non stupisce che il Prosecco di qualità sia una valida scelta per accompagnarli. Nell’Abbinamento Bollicine e Ravioli, il Prosecco ideale deve avere vividi profumi, un gusto persistente, fresco e cremoso. Un equilibrio che si trova facilmente in alcuni ottimi Prosecchi di Asolo e Valdobbiadene, dove fragranza e aromaticità fruttata si fondono insieme in un assaggio croccante e burroso allo stesso tempo.

Prosecco Superiore Valdobbiadene Vecchie Viti 2020 di Ruggeri
Prosecco Superiore Valdobbiadene Vecchie Viti 2020 di Ruggeri: forza, freschezza e morbidezza insieme. Perfetto soprattutto con dei Dim Sum al vapore con ripieno di carne

Franciacorta

Bollicine eccellenti per questo abbinamento, con protagoniste le uve di Chardonnay e Pinot Nero, dalla perfetta aromaticità ed equilibrio. Con il giusto affinamento,  a contatto con le fecce fini, sono Spumanti Champenoise capaci di valorizzare, senza coprire, la sapidità degli assaggi, accompagnandone la persistenza e la scia aromatica. Una scelta ideale per tutti i ripieni e per tutte le cotture.

Berlucchi '61 Nature 201
Berlucchi ’61 Nature 2014: la persistenza, la freschezza e la sapidità ideale per accompagnare ogni tipo di Dim Sum

Trento DOC  e Trento DOC Blanc de Noir

Una stessa denominazione per due diversi metodo classico: il primo con protagoniste le uve di Chardonnay e il secondo con in evidenza le doti – in bianco – del Pinot Nero. In entrambi i casi, specialmente scegliendo spumanti con un buon élevage alle spalle, l’abbinamento con i Dim Sum è più che riuscito. Questo grazie all’appeal succoso, rinfrescante e sapido, di questi spumanti e all’armonia aromatica che si crea nel pairing, per le evidenti note fruttate,  agrumate e fragranti di queste bollicine di qualità.

Spumanti Metodo Classico, a base di Greco di Tufo

Il Greco è un vitigno che, coltivato nei giusti contesti, regala spumanti di grande spessore aromatico e sapore. Con evidenti profumi floreali, fruttati e agrumati,  e un gusto sapido e cremoso, i Metodi Classici a base di quest’uva, autoctona della regione Campania, sono un successo assicurato anche con i Dim Sum, specialmente con quelli cotti al vapore o alla piastra, con un ripieno di verdure, gamberi o carne.

Dubl+ Feudi di San Gregorio
Dubl+ di Feudi di San Gregorio, Metodo Classico a base di uve Greco, con un affinamento di 30 mesi sui lieviti

In generale, per i Dim Sum con un ripieno di carne, i Metodo Classici, con un buon affinamento sui lieviti, sono quelli che valorizzano al meglio il gusto saporito della farcitura, grazie a una maggiore persistenza e cremosità gustativa. Le bollicine sono, inoltre, la scelta perfetta quando i Dim Sum da gustare sono al vapore o in frittura: due preparazioni in cui si mette in evidenza la consistenza pastosa del raviolo e della sua grassezza, al di là del ripieno.

Abbinamento Vino e Dim Sum: i Bianchi

I vini bianchi ideali, nell’abbinamento con i Dim Sum, sono quelli dotati di freschezza e sapidità in equilibrio, segnati da succosi profumi fruttati. Vini non troppo strutturati o caldi, solcati da quel duetto di acidità e mineralità che serve a rinfrescare e insaporire, con moderazione, il fascino dei ravioli, con ogni ripieno.

Vino Bianco e Dim Sum: le scelte migliori

Tra i bianchi italiani ideali, troviamo sicuramente le seguenti tipologie:

Falanghina del Sannio o dei Campi Flegrei

Greco di Tufo

Verdicchio dei Castelli di Jesi

Sauvignon Blanc del Collio

Pinot Bianco dell’Alto Adige

Riesling Oltrepò Pavese

Quello che accomuna i bianchi citati sono la particolare sapidità e freschezza gustativa e la vivacità e varietà dei profumi, spiccatamente fruttati e agrumati: caratteristiche ottime per rendere ancora più appetitoso il sapore dei Dim Sum. I vini bianchi elencati risultano particolarmente gustosi in abbinamento a quei Dim Sum cotti al vapore e alla griglia.

Falanghina La Fortezza e Dim Sum
Falanghina La Fortezza: ottimo con i Dim Sum di carne, pesce e verdure, al vapore e alla griglia

Abbinamento Vino e Dim Sum: i Rosati

Anche alcuni rosati, sapidi e intensamente fruttati, sia in versione ferma che spumeggiante, sono un’ottima scelta accanto alla tendenza dolce, alla grassezza e alla sapidità dei Dim Sum.

I rosati hanno quel giusto mix di forza, persistenza, freschezza e morbidezza che li rende un jolly intramontabile per molte ricette d’ispirazione orientale.

 Rosati e Dim Sum
Rosati e Dim Sum

Vino Rosato e Dim Sum: le scelte migliori

Tre i rosati migliori accanto ai Dim Sum, troviamo:

Sicilia Rosato, soprattutto se a base di Nero d’Avole e/o Syrah e/o Frappato

Lagrein Kretzer

Raboso Rosato Veneto IGT

Lambrusco di Sorbara Rosé

Oltrepò Pavese Metodo Classico Cruasé

Trento DOC Rosé

Rosé frizzanti, fermi e del tutto spumeggianti … come sceglierli? In generale, per i ravioli grigliati serve un pizzico di setosità in più, per non accentuare le note amaricanti della cottura. Un abbinamento per cui vanno tendenzialmente meglio i rosati fermi e frizzanti, piuttosto che gli spumanti, ideali soprattutto per accompagnare dei ripieni di carne e di pesce.

Planeta Rosato 2021 e Dim Sum
Planeta Rosato 2021: ottimo con i Dim Sum grigliati con ripieno di carne o di pesce e crostacei, anche leggermente piccanti o agrodolci

Abbinamento Vino e Dim Sum: i Rossi

Con i rossi, la scelta si fa più complessa. Serve la giusta sinergia di sapidità e freschezza, profumi  vivaci di frutti rossi, magari una punta di aromaticità agrumata, pochissimi tannini e un finish morbido. Ebbene, in Italia abbiamo vini che rispondono per benino a tale descrizione e che, pertanto, sono ottimi in un Abbinamento Vino e Dim Sum. Per apprezzare al meglio il fascino di questi ravioli, il rosso dovrà essere giovane, poco lavorato e affinato, con un élevage in acciaio e vetro.

Vino Rosso e Dim Sum: le scelte migliori

Tra le opzioni migliori troviamo:

Dolcetto d’Alba: gustoso, succoso e fruttato, quasi vinoso, componente tannica gentile sono le qualità tipiche di un buon Dolcetto d’Alba che, non a caso, è spesso un’ottima scelta in abbinamento a ricette di pesce. Accanto ai Dim Sum, specialmente quelli a base di carne, il Dolcetto d’Alba fa bella figura, valorizzando il gusto del ripieno e della pasta con la sua freschezza. Grazie al suo tocco morbido e fragrante, il Dolcetto rende gustoso l’assaggio del Dim Sum, senza sovrastarne i sapori.

Trentino Marzemino: tannini delicati, tanta freschezza e succosi profumi, fruttati e floreali: con queste caratteristiche, il Marzemino è il vitigno giusto con cui creare rossi perfetti in abbinamento ai Dim Sum alla griglia o al vapore, con un ripieno di carne, pesce o anche solo verdure e ortaggi.

Piedirosso: un vitigno autoctono campano da cui prendono vita vini generosi di leggerezza, acidità e profumi, nonché di una particolare mineralià. Perfetto per esaltare il gusto e i profumi dei Dim Sum grigliati, con un ripieno di carne o a base di pesce e crostacei.

Piedirosso Campi Flegrei Terrazze Romane di Cantine del Mare
Piedirosso Campi Flegrei Terrazze Romane di Cantine del Mare

Cerasuolo di Vittoria: una DOCG siciliana, per un rosso che unisce il carattere del Nero d’Avola a quello delle uve di Frappato. Il risultato è un rosso succoso e minerale, fresco e dai tannini sottili. Una scelta più che valida accanto a dei Dim Sum con un ripieno di carne, soprattutto se grigliati.

Pinot Nero e Merlot dell’Alto Adige: due vitigni e un terroir in cui possono nascere vini rossi dal piacevole appeal fruttato, fresco e rinfrescante.  Certo, quando si parla di Pinot Nero e Merlot vengono in mente vini intensi e opulenti ma, con la giusta valorizzazione dei frutti e una lavorazione mirata, entrambe le uve sanno ben creare nettari dalla sfiziosa freschezza e dalla persistenza succosa e mai invadente. Proprio quello che ci vuole per un abbinamento Vino e Dim Sum in rosso.

Vino e Dim Sum: come scovare l’abbinamento perfetto

Quelli indicati in questo articolo sono solo alcuni dei possibili abbinamenti Vino e Dim Sum di successo. Scopri in assolo i tuoi vini del cuore, perfetti accanto a questa e altre ricette, imparando le basi dell’abbinamento cibo vino, attraverso le lezioni online del Corso di Abbinamento Cibo Vino di BWined.

L’Aglianico Demetra è un rosso che mi ha stupita per la sua speciale mineralità e le spettacolari possibilità di abbinamento con il cibo. Tra le etichette ideate da Maria Furgiero, è il vino che ho più apprezzato, succoso e saporito com’è, intenso senza essere pesante. Se ne vuoi avere un gustoso assaggio, continua la lettura.

L’Aglianico Demetra: la Nascita

Come la dea Demetra fa nascere le messi ed è madre di Persefone, questo Aglianico è il primo vino pensato e realizzato da Maria Furgiero, vignaiola di Bacoli in Campania.

Un vino IGP che riporta anche la dicitura territoriale di Roccamonfina, a indicare la provenienza dei suoi grappoli di Aglianico dall’omonimo parco regionale, sorto su un’antica caldera vulcanica. Le uve, selezionate e raccolte manualmente, vengono vinificate in acciaio e, al termine della fermentazione, il vino creato prosegue l’élevage in acciaio e bottiglia, per almeno tre anni. Una lavorazione lunga, lenta, che lascia tempo ai frutti di esprimersi al meglio. Questa prima annata, nata nel 2015, dopo sette anni dalla vendemmia sfoggia ancora intatto il fascino delle sue uve.

Il colore rosso rubino dell'Aglianico Demetra
Il colore rosso rubino dell’Aglianico Demetra

L’Aglianico Demetra: Colore, profumi e Gusto

Rosso rubino, con riflessi porpora, proprio come i profumi che emana. L’Aglianico Demetra è generoso di note fruttate, floreali ed erbacee, con sensazioni di ribes, lamponi e mirtilli, di petali di rosa, resina e maggiorana. Un gusto fresco e saporito, che non ti aspetteresti in un vino del 2015, lavorato unicamente in acciaio e vetro: a testimonianza delle grandi potenzialità evolutive di un vitigno come l’Aglianico.

In questo rosso, grazie anche al terroir di provenienza delle uve, si coglie il lato più minerale e terroso degli acini che hanno contribuito all’evidente e persistente sapidità di ogni assaggio.

A ogni sorso l’Aglianico Demetra conquista il palato con il suo perfetto connubio di richiami dolci e succosi, ai frutti di bosco, e ritorni balsamici e minerali, tutti in perfetta sintonia. Un assaggio in cui regnano sapore, setosità ed equilibrio … per tali ragioni questo rosso è così facile da apprezzare e da abbinare.

Aglianico Demetra, ottimo già dagli antipasti
Aglianico Demetra, ottimo già dagli antipasti

L’Aglianico Demetra: i Migliori Abbinamenti con il Cibo

Con i salumi, con le verdure, con le carni bianche e rosse, con il pesce: praticamente lo puoi abbinare con tutto, un vino evoluto che ama profumi e sapori genuini e mediterranei. Imperdibile accanto a ricette in cui pomodori, peperoni, melanzane e olive sono protagonisti o cooprotagonisti.

Con salumi, formaggi e ortaggi

Anche solo con delle bruschette con crudo di Parma è olive taggiasche, l’Aglianico Demetra è ottimo.

Grazie alla sua saporosità, bilanciata dai tannini morbidi e dal gusto succoso, il vino esalta la viva sapidità del salume, il gusto delicatamente acidulo e amaro dell’oliva, valorizzando l’aromaticità dell’insieme.

L'Aglianico Demetra: ottimo in abbinamento a una scamorza alla pizzaiola
L’Aglianico Demetra: ottimo in abbinamento a una scamorza alla pizzaiola

Un rosso ideale anche per insaporire e alleggerire, con la giusta corposità, la tendenza dolce e la grassezza di una scamorza al forno, guarnita da pomodori o con una salsa ricavata da questi.

Con Carne e Pesce

L’Aglianico Demetra ha il giusto mix, di sapore, morbidezza a freschezza, per accompagnare il fascino delicatamente esotico di un pollo con cipolle, peperoni e salsa teriyaki.

Un equilibrio che viene in aiuto anche in un abbinamento con protagoniste delle salsicce alla brace, profumate al finocchietto: grassezza della carne mitigata, sapori, profumi e persistenza migliorati, proprio grazie a un calice del Demetra.

Aglianico Demetra: perfetto anche con una tagliata di pollo con cipolle e peperoni in salsa teriyaki
Aglianico Demetra: perfetto anche con una tagliata di pollo con cipolle e peperoni in salsa teriyaki

Infine, se cerchi un rosso da pesce, lo trovi in questo Aglianico, squisito anche accanto a una zuppa di pesce o a un polpo al vino, pietanze a cui dona ancora più sapore e persistenza, esaltandone gli aromi.

Con ricette vegane

Il Demetra è speciale anche per questo: riesce a valorizzare tantissimo i più tipici profumi mediterranei. Anche solo con delle melanzane sott’olio, con erba cipollina, con dei panini con pomodori secchi e alloro, continua a essere gustoso e mai coprente … anzi! Riesce a rendere speciali anche questi semplici assaggi vegani.

Ricette vegetariane, carnivore e pure di mare, con l’Aglianico Demetra si azzeccano tanti abbinamenti, per tutti i gusti. Un rosso piacevole da gustare da solo e ancora migliore insieme a tante amatissime ricette.

Lo puoi trovare online qui, a circa 16 Euro. Cheers!

Tornata da una breve vacanza in Toscana, porto con me il ricordo di molti vini affascinanti, tra cui proprio l’ Orcia Rosso Civettaio. Figlio dell’omonima DOC, è un vino che mi ha stupita per la sua grande qualità e, soprattutto, gustosità, a un prezzo più che ottimo. Un rosso che sa essere intenso, profumato e saporito, restando comunque leggero e piacevole, nonostante la tannicità e il calore. L’ Orcia Rosso Civettaio è un vino che regala belle sorprese anche al momento dell’abbinamento con il cibo.

I Rossi della Valle d’Orcia

Nata nel 2000, questa DOC toscana racchiude vini che sono come il paesaggio in cui vengono realizzati: magnifici. Certo, tra le tante pregiate denominazioni e gli innumerevoli rossi toscani di indiscussa qualità, spesso i nomi meno noti tendono a perdersi … ma (ri)scoprire questi vini è una gustosa esperienza, per profumi e sapori.

I rossi della DOC Orcia vengono realizzati soprattutto da uve di Sangiovese, che contribuisce minimo al 60% di ogni Cuvée.

Le piante di vite, destinate ai rossi dell’Orcia DOC, vengono coltivate in territori scelti della valle, caratterizzati da una buona esposizione collinare e un’altitudine inferiore ai 700 metri. Rossi che possono essere intensi ma anche leggeri, freschi e vinosi, con un affinamento minimo di  soli 4 mesi che, molto spesso, a descrizione dei vigneron, si protrae ben più a lungo, sia in acciaio che in legno e vetro.

Le colline della Val d'Orcia, tra Pienza e Monticchiello
Le colline della Val d’Orcia, tra Pienza e Monticchiello

L’ Orcia Rosso Il Civettaio di Bonifazi Conterio

Chi ama Pienza non può non fare visita a una delle sue più storiche cantine, quella di Bonifazi Conterio, situata appena fuori il centro della città ideale, lungo la pittoresca strada che conduce a Monticchiello. Solo due ettari vitati in una Tenuta che coltiva soprattutto grano duro e che produce anche un ottimo olio extra vergine d’oliva dalla Cultivar Leccino, Moraiolo e Frantoio.

Dalle piante di Sangiovese più giovani della tenuta, con circa 8 anni di vita, viene prodotto l’Orcia Rosso Civettaio.

Un vino, a tutto Sangiovese, le cui uve vengono raccolte manualmente per poi essere vinificate in acciaio e maturate per 12 mesi in barrique. Dopo un periodo di riposo in bottiglia, lungo almeno 4 mesi, il vino è pronto per essere gustato. Data la sua bontà e bevibilità, mi pento di non averne fatto una dovuta scorta.

L’ Orcia Rosso Il Civettaio: Colore, Profumi e Gusto

Il Civettaio riempie il calice con la sua densa tonalità rosso rubino. Un vino che colpisce per la nitidezza dei suoi aromi, da cui fanno capolino le tipiche note di ciliegie mature, delicate sensazioni di terra ed erbe aromatiche e soffuse percezioni speziate che rimangono in sottofondo, con nuance di liquirizia e pepe nero. All’assaggio, l’Orcia Rosso Civettaio è ancora più buono. Perché? Per il suo piacevole equilibrio, i tannini presenti ma già ben inseriti, nonostante la gioventù dell’annata, la ricca mineralità, ferrosa e delicatamente terrosa, e la persistenza setosa e fruttata, riscaldata da ritorni di spezie piccanti. Praticamente un micro mondo di saporita piacevolezza, a ogni piccolo sorso.

Orcia Rosso CIvettaio: ottimo con una fonduta di Pecorino al tartufo bianchetto
Orcia Rosso CIvettaio: ottimo con una fonduta di Pecorino al tartufo bianchetto

L’ Orcia Rosso Il Civettaio: i Migliori Abbinamenti

Così saporito e profumato, dal finish vellutato al punto giusto, è un rosso perfetto anche accanto a ingredienti aromatici e pregiati, come il tartufo, e accanto a formaggi saporiti, di media stagionatura. Per tutti coloro convinti che i rossi di carattere vadano abbinati a arrosti di carni rosse, cacciagione &co … l’assaggio e i giusti abbinamenti del Civettaio li faranno ricredere. Già solo con degli assaggi di Pecorino Rosso e Nero di Pienza, con una salsa al tartufo o a base di miele e nocciole, questo  rosso d’Orcia è uno spettacolo, per degli aperitivi memorabili. Sempre perfetto per chi non apprezza la carne, il Civettaio è ideale con una fonduta di pecorino al tartufo o anche con un più elaborato ed elegante risotto con Taleggio pere e noci.

Arrosticini al rosmarino: ottimi in abbinamento all'Orcia Rosso Civettaio
Arrosticini al rosmarino: ottimi in abbinamento all’Orcia Rosso Civettaio

L’Orcia Rosso Il Civettaio, come i migliori rossi toscani,  non potrà mai scontentare gli amanti della carne. Questo vino ha il profilo gustativo e aromatico perfetto per accompagnare delle bruschette al lardo, degli arrosticini o una tagliata al rosmarino, un’arista di maiale con mele e prugne, delle tagliatelle con ragù di cinta. Tutte ricette che acquistano ancora più profumi e sapore grazie all’accompagnamento di questo magico rosso della Val d’Orcia … sempre ideale come la città da cui proviene.

La Passerina Vigor di Umani Ronchi è il bianco perfetto per i pranzi in famiglia, così come per le cene a base di sushi e sashimi. Merito di profumi esotici e di un fascino morbido e rinfrescante che rendono questo vino sempre piacevole, da bere accanto a ingredienti e piatti diversi. Un ottimo rapporto qualità – prezzo e l’expertise di una grande tenuta vinicola delle Marche ne alimentano ancora di più la bontà.

Pront* a scoprire le caratteristiche della Passerina Vigor e i suoi possibili abbinamenti con il cibo? Allora, prosegui la lettura.

Il Vitigno Passerina

Lo so, il suo nome fa sorridere e, proprio per questo, viene spesso bollato come vitigno per bianchi da poco. In realtà non è così. Il termine Passerina gli è stato dato, tradizionalmente,  per la piccolezza dei suoi acini e per via della predilezione dei passeri a beccarli. Ovviamente, si tratta di una spiegazione folcloristica, tramandata in quei luoghi dove questo vitigno ha avuto più fortuna.

Ci sono, tuttavia, altri nomi comuni che fanno riferimento, a livello locale, sempre a quest’uva a bacca bianca, diffusa nella zona adriatica della nostra penisola, tra le regioni Abruzzo e Marche. Proprio da questi territori arriva l’altro nome noto della Passerina, chiamata anche Cacciadebiti e Pagadebiti, appellativi che alludono alla sua alta produttività e vigoria.

Grappolo Passerina
La tipicità di un grappolo di Passerina, dal Catalogo Nazionale Viti, a questo link

Usata spesso come uva da taglio, negli ultimi decenni la Passerina è stata rivalutata per la creazione, in assolo, di bianchi da tutto pasto e leggeri vini da dessert. Da questo vitigno si ottengono vini di pronta beva, da gustare in gioventù, leggeri ma dotati di una personalità particolarmente piacevole … la vuoi scoprire?

La Passerina secondo Umani Ronchi

Le Marche sono uno dei luoghi eletti per la valorizzazione della Passerina, soprattutto il territorio compreso nella DOC Offida. La Tenuta Umani Ronchi, con sede a Cupramontana,  è da oltre mezzo secolo un ottimo punto di riferimento per chi vuole apprezzare la tipicità dei vitigni autoctoni, declinati in diverse variazioni. Verdicchio e Montepulciano sono le due uve più raccontate, capaci di esprimere con forza le potenzialità della viticoltura delle Marche e dell’Abruzzo, una regione, quest’ultima, in cui Umani Ronchi ha espanso la sua esperienza.

Il loro Vigor è una Passerina IGT delle Marche che riesce bene a catturare le potenzialità del vitigno. Da vigne giovani, con un’età compresa tra i 6 e i 20 anni, coltivate su dolci pendii collinari, a un’altitudine compresa tra i 100 e i 300 metri sul livello del mare, provengono i grappoli alla base del Vigor. Questi vengono vendemmiati al momento giusto, per preservarne il perfetto grado di acidità raggiunto. La vinificazione si svolge in acciaio e ogni operazione viene svolta in assenza di ossigeno, proprio per mantenere vividi la caratteristiche originali degli acini. Prima dell’imbottigliamento, il vino affina in acciaio, a contatto con le fecce fini. Il risultato di tali attente cure è un vino gustoso sotto diversi aspetti … ora provo a raccontarli.

La Passerina Vigor: Colore, Profumi  e Gusto

Già il colore sorprende: una tonalità luminosa di giallo, dalle sfumature dorate, che ben suggerisce la tipologia di aromi racchiusi nel calice. Quelli della Passerina Vigor sono profumi intensamente fruttati, con note evidenti di pesche e albicocche, accompagnate da soffuse sensazioni floreali, di glicine. Il gusto è fresco, solcato anche da una delicata mineralità, equilibrato da una scia setosa, piena di ricordi di frutta estiva. Un bianco leggero e di grande bevibilità, che non manca di morbidezza, con quel suo particolare appeal polposo che ricorda proprio la frutta matura.

La Passerina Vigor è ottima accanto a tartare di pesce e frutta esotica
La Passerina Vigor è ottima accanto a tartare di pesce e frutta esotica

La Passerina Vigor di Umani Ronchi: i Migliori Abbinamenti con il Cibo

La sua aromaticità, nettamente fruttata,  l’equilibrio fresco – sapido e l’effetto setoso sono i tre punti di forza che rendono questo bianco facile da abbinare. La Passerina Vigor è l’accompagnamento perfetto soprattutto di ricette di mare e verdure, sapide ma non troppo, dotate di grassezza e tendenza dolce, anche impreziosite da note affumicate e agrodolci. Proprio per questa sua poliedrica personalità, amante di contrasti e profumi intensi, la Vigor è deliziosa accanto a delle tartine con salmone affumicato, magari anche accompagnate da sottaceti o formaggi cremosi. Altrimenti è ottima anche con i crudi di pesce, come delle tartare di tonno, salmone e gamberi, guarnite con frutta esotica fresca, come mango o avocado. Un bianco che ama anche il sushi più elaborato, realizzato con tonno, salmone, gamberi, orata, condito anche con salse delicatamente piccanti e saporite.

La Passerina Vigor sposa molto bene il gusto del salmone affumicato
La Passerina Vigor sposa molto bene il gusto del salmone affumicato

La Passerina Vigor non disdegna nemmeno i classici, vegetariani  e di pesce. Con i suoi profumi, la struttura e la freschezza, è ottima con un risotto ai carciofi, un’insalata di mare, con del salmone al forno, con asparagi di contorno, o anche con delle vegane cipolle gratinate.

Passerina Vigor e Risotto ai Carciofi
… e non disdegna l’accompagnamento di un classico risotto ai carciofi

Ci farei un pensierino anche per rallegrare le prossime vacanze Pasquali. La Passerina Vigor è quel bianco sfizioso che ti fa apprezzare ancora di più la Primavera.

C’è un rosso adatto a ogni tavola: è il Morellino di Scansano Roggiano, prodotto dalla cooperativa Vignaioli del Morellino. Un rosso così piacevole che si merita – a pieno titolo – un intero articolo. Con la sua bevibilità, può vantare tante possibilità di abbinamento con il cibo … e ce n’è davvero per tutti i gusti. Scopriamo insieme il fascino classico e succoso di questo tipico Morellino.

Il Morellino di Scansano: storica antica e moderna

Il Morellino di Scansano è un rosso che vede come protagonista il più celebre vitigno toscano, il Sangiovese, presente nel blend come minimo all’85%. Il nome “Morellino” riprende quello storico dei particolari cavalli localmente utilizzati per il traino delle carrozze, i cosiddetti Morelli, dal manto scuro con sfumature rosse.
Quella del Morellino è una denominazione famosa, riconosciuta come DOCG nel 2006, che abbraccia il territorio del Sud della Toscana, collinare e prossimo al mare, racchiuso tra i fiumi Albegna e Ombrone, comprendente interamente il comune di Scansano e parte di quelli di Grosseto, Magliano in Toscana, Manciano, Roccalbegna, Semproniano e Campagnatico. Un’area della Maremma Toscana rinomata sin dall’epoca etrusca proprio per le sue potenzialità vinicole che, nel corso dei secoli, sono state valorizzate da produttori lungimiranti che hanno ben intravisto le promesse di questo terroir, con fulcro a Scansano.

Il Morellino di Scansano Roggiano della Cantina Vignaioli di Scansano

Questo particolare Morellino è frutto dell’esperienza di una cooperativa, forte di ben 170 soci, che conosce bene il territorio e le sue uve. Le loro etichette, tra cui proprio il Roggiano, mettono in mostra ogni aspetto di un rossi di carattere come il Morellino. Il Roggiano, in particolare, viene realizzato con un 85% di uve Sangiovese e un piccolo contributo di Alicante, coltivate su pendii collinari, a circa 250-300 metri d’altitudine, su suoli ricchi di limo e arenarie.
Un rosso che affina prima in acciaio e, poi, per alcuni mesi anche in bottiglia … dopodiché è pronto per essere apprezzato pienamente, a un costo di pari appetibilità.

Il Morellino di Scansano Roggiano: Colore, Profumi e Gusto

Il colore parla da sé, rubino, denso e luminoso. Solo a guardarlo si capisce che è un rosso nel pieno delle sue forze, giovane, ancora fresco che saprà ammorbidirsi e arricchirsi un po’ di più fra un paio d’anni. Ora conquista con i suoi profumi vividi e succosi, che ricordano le ciliegie e le fragole, le violette, il muschio e le erbe aromatiche, con appena un tocco speziato di pepe. Un gusto che sorprende per la finezza dei tannini, presenti ma per nulla invadenti, amalgamati in una struttura di equilibrata acidità, segnata da una persistenza setosa, generosa di ricordi fruttati e balsamici. Con un carattere così, le possibilità di abbinamento sono numerose e diverse, dagli antipasti ai secondi, di carne e persino di pesce.

Morellino di Scansano Roggiano Abbinamenti
Il Morellino di Scansano Roggiano è ottimo con dei pici al ragù

Il Morellino di Scansano Roggiano: i Migliori Abbinamenti

Con i suoi profumi invitanti, nettissimi nelle sensazioni fruttate e balsamiche, è un rosso capace di esaltare il tocco erbaceo caratteristico di molti ingredienti e ricette.
Già con un bel tagliere assortito, con assaggi di finocchiona, speck e mortadella con pepe e pistacchio, il Roggiano rende ancora più giustizia al fascino aromatico dei salumi. Un rosso ottimo anche accanto ad appetizer vegani, come dei funghi arrostiti e profumati con prezzemolo e rosmarino.

Un Morellino di Scansano ottimo anche con i primi conditi con un ragù di cacciagione, di lepre o anatra, di cui riesce a rendere ancora più lunga e golosa la persistenza.

Morellino di Scansano Roggiano Abbinamenti
… ugualmente ideale per accompagnare arrosti profumati

Un rosso ideale anche accanto ai profumi e al gusto pseudo-dolce di un arrosto di coniglio alle erbe, di una fiorentina o di un cosciotto d’agnello al rosmarino: ricette importanti che trovano ottima compagnia nella vivida aromaticità del vino.

Infine, proprio per il suo fascino fresco e profumato, il Morellino di Scansano Roggiano si presta bene ad accompagnare anche una tagliata di tonno alle erbe.

Solo a ricordarlo, mi vien voglia di riassaggiarlo.
Per fortuna, anche se non sono in Maremma, posso trovarlo qui, a circa 9 Euro.

Dici Chianti e si apre un mondo. Se, però, dici Vigna di Pallino sei sicuro di gustare un rosso tipico e buono, con tante succulenti possibilità di abbinamento. Realizzato dalla Tenuta Sette Ponti, questo Chianti Riserva viene prodotto con sole uve di Sangiovese, raccolte nell’omonima Vigna. Un rosso che non è semplice vino ma il racconto di un vigneto e del suo speciale legame con le uve. Non mi è solo piaciuto, l’ho adorato. Pensare che non sono mai stata una grande fan del Chianti e questo riesce a unire ottimi sapori a un bel prezzo.

Il Vigna di Pallino: il Chianti secondo la Tenuta Sette Ponti

La Tenuta Sette Ponti, proprietà della famiglia Moretti dagli anni ‘50, si trova in Valdarno, un territorio boschivo di grande fascino, tra Firenze e Arezzo. L’azienda si estende per ben 330 ettari, ma solo una cinquantina sono coltivati a vigna. Per la parte restante la tenuta raccoglie boschetti ricchi di flora e fauna e una natura tipica e incontaminata … come la personalità dei vini prodotti. Un terroir che è patria ideale per un vitigno come il Sangiovese, grazie ai pendii collinari non troppo elevati e a un suolo formato da argille e calcare. Come tutti i vini della Tenuta, il Chianti Vigna di Pallino nasce per raccontare le sue uve, perché è tra i filari che si fanno nascere i vini, come afferma il proprietario Antonio Moretti Cuseri.

Il bel rosso rubino del Chianti Riserva Vigna di Pallino, annata 2016
Il bel rosso rubino del Chianti Riserva Vigna di Pallino, annata 2016

Il Chianti Riserva Vigna di Pallino: Colore, profumi e gusto

Considerando che l’ho pagato circa 15 euro, non mi aspettavo tanta bontà … ma mi piace sempre stupirmi in positivo. Già il colore è bello. Mentre facevo la foto – di cui di solito mi secco, poiché mi tiene lontana dall’assaggio di vino e cibo – mi sono trovata a pensare: “Caspita! Ha un colore così vivo che viene bene persino nelle foto scattate da me”.

Un rosso che profuma di ciliegie e lamponi, con note di frutta secca, erba tagliata, rabarbaro e delicate sensazioni speziate e tostate che rimangono in sordina. Ancora meglio dei profumi è il gusto di questo Chianti, dotato di bella freschezza, di una mineralità ferrosa e di tannini decisi che asciugano un po’ l’assaggio. Morbido ma non troppo … quando si dice ferro e seta . Un assaggio che regala al palato una ricca ed equilibrata persistenza, in cui riascoltare tutte le sensazioni aromatiche percepite, con ritorni di frutti rossi, noci, cannella e caffè. Certo, l’annata 2016, assaggiata oggi, può già vantare un ottimo equilibrio e una bella evoluzione, rispetto alla più recente 2020.

 Carni rosse alla griglia e funghi: ottime accanto al Chianti Riserva Vigna di Pallino
Carni rosse alla griglia e funghi: ottime accanto al Chianti Riserva Vigna di Pallino

Il Chianti Riserva Vigna di Pallino: i Migliori Abbinamenti

Il Chianti Riserva Vigna di Pallino è un rosso che, negli abbinamenti con il cibo, ama i profumi boschivi e le ricette dotate di grande persistenza. Un vino che si abbina facilmente anche a ricette vegetariane, purchè ricche d’aromaticità e gusto. Per questo si tratta di un Chianti ottimo anche solo con delle bruschette con salsa tartufata o con dei tacos farciti con melanzane alla parmigiana. Risulta, però, ancora più gustoso accanto a una tagliata di manzo ai funghi, di cui accompagna alla perfezione la genuina succulenza e i nitidi profumi, grazie alla fitta trama tannica, l’abbraccio intenso e caloroso e la piacevole sapidità.

Oggi racconto un grande Metodo Classico, fantastiche bollicine che rispondono al nome di Luigi Ghislieri, figura di spicco nella spumantizzazione dell’uva Verdicchio. Con gli abbinamenti cibo – vino di oggi si parte dalle Marche per viaggiare in tutto il mondo, perché questo Verdicchio spumante ha un gran gusto, su tutte le tavole.

Il Verdicchio Brut Luigi Ghislieri di Colonnara

Colonnara è una grande azienda delle Marche, con sede a Cupramontana, che ha saputo raccontare l’anima di un vitigno autoctono, come il Verdicchio, sotto ogni aspetto. Già qui, sono stata felice testimone del successo di una sua versione Charmat, fresca, profumata e iper piacevole;  oggi mi trovo a raccontare una storia ancora più gustosa. Il Verdicchio, elaborato in versione Champenoise, attraverso la rifermentazione in bottiglia e un lungo affinamento sui lieviti, dà vita a spumanti fantastici, per il perlage cremoso, per la grande freschezza e la squisita mineralità. L’azienda Colonnara è una grande interprete, fin dagli anni ’70, di questa particolare versione dell’uva Verdicchio. Fu proprio il presidente di quegli anni, Luigi Ghislieri, a voler fortemente intraprendente questa particolare produzione.

L’ottimo risultato è evidente, anche solo con questa omonima Cuvée, evolutasi sulle fecce fini per un periodo di circa 24-30 mesi.

Sfumature di colore e perlage del Luigi Ghislieri Brut di Colonnara
Sfumature di colore e perlage del Luigi Ghislieri Brut di Colonnara

Il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Brut Luigi Ghislieri: Colore, Profumi e Gusto

Quelle vibranti sfumature verdi, che tanto sono legate al Verdicchio, compaiono anche nel colore cristallino del Luigi Ghislieri: bollicine che si presentano subito appetitose.

Uno degli aspetti più particolari e sfiziosi di questo Metodo Classico è la sua fragranza cremosa, con note di mandorle, nocciole e burro salato. Non pensare però che i suoi profumi siano dolci, perché si animano di un’evidente freschezza fruttata ed erbacee e, soprattutto, agrumata, con sensazioni di pesche nettarine, salvia e scorza di limone. Un’acidità succosa e piacevole che si esprime ancora di più all’assaggio … non è un caso che anche i bianchi fermi, a tutto Verdicchio, siano amati per la loro viva freschezza. Nel Brut Luigi Ghislieri troverai un’acidità vibrante e un finish inaspettato, con un’avvincente e duratura scia mineralità fumé, che dona ancora più sapore all’assaggio. Un sorso che si conclude con una carica di ritorni aromatici, citrini, fruttati e fragranti.

Una tartare con tonno, avocado, anacardi, germogli di soia e scorza di limone ... ancora più buona in abbinamento alla Cuvée Luigi Ghislieri
Una tartare con tonno, avocado, anacardi, germogli di soia e scorza di limone … ancora più buona in abbinamento alla Cuvée Luigi Ghislieri

Il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Brut Luigi Ghislieri: i migliori Abbinamenti

Così fresco, così minerale, deliziosamente agrumato e dalle tipiche sensazioni fragranti di mandorle … il Metodo Classico Luigi Ghislieri va a nozze con le ricette di mare. Bollicine perfette soprattutto per accompagnare i crudi di pesce e crostacei, di cui vivacizzano la tendenza dolce e alleggeriscono la grassezza. Abbinamenti in cui gamberi, tonno, salmone & co acquistano sfumature aromatiche sfiziose, di frutta fresca e secca, che li rendono ancora più appetitosi. In particolare, trovo che questo Metodo Classico, da uve Verdicchio, sia impagabile accanto alla semplicità di una tartare di tonno con avocado, anacardi e germogli di soia, con dei nigiri assortiti o con uno sfizioso risotto con crudo di gamberi.

Anche se fantastico accanto a crudi, sushi, sashimi e affini, per chi non ama le ricette di pesce “nature”, il Luigi Ghislieri è successo assicurato anche con dei tagliolini gamberi e limone, con una catalana di crostacei, con un tortino patate e alici o con dei filetti di merluzzo gratinati alle mandorle.

Uno spumante che mette d’accordo tutti, con la sua leggerezza saporita e profumata.

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