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Vini per i Supplì

Quattro Ottimi Vini per i Supplì

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Eccovi un altro abbinamento per una delle delizie romane più amate in Italia ma anche così poco conosciute in altre regioni e all’estero: oggi vi voglio proprio raccontare quattro Ottimi Vini per i Supplì!

Pronti? Via

 

Supplì al Telefono
Supplì al Telefono

Vini per i Supplì: che Caratteristiche cercare nel Vino?

Riso, macinato di vitello, passata di pomodoro, mozzarella, uovo, parmigiano, cipolla: ecco i principali ingredienti della classica ricetta romana di un bel supplì al telefono.

Perché il supplì classico, fatto bene, deve filare quando lo assaggiamo 🙂

Ingredienti semplici per una ricetta non così facile come sembrerebbe, dove tutti i sapori vanno valorizzati.

Pertanto il vino per i Supplì deve rispettare il gusto originale di questo indimenticabile fritto, valorizzandone anche le sensazioni organolettiche.

Dobbiamo cercare un vino che abbia i profumi giusti, che non sia stato affinato in legno, che abbia un tannino ben integrato, che abbia una bella freschezza per contrastare la grassezza della frittura e anche una buona sapidità per prolungare la saporosità dei supplì.

Potete scegliere vini bianchi, rossi e rosati: i supplì sono una specialità che ama tutti i colori.

Se scegliete un bianco, optate per un vino sapido e fresco, che abbia fatto solo acciaio e che abbia un buon tenore alcolico: i supplì hanno una bella succulenza, non è forse vero?

Se invece volete un rosso per questo abbinamento, scegliete sempre un vino giovane, ben fresco e sapido, dal tannino fine, con una buona morbidezza.

Ma veniamo al dunque, se ancora non mi sono spiegata bene, vi farò assaggiare ben quattro vini davvero ottimi in abbinamento ai supplì al telefono.

Eccoli!

 

Quattro Ottimi Vini per i Supplì: i Vini in Abbinamento

 

Trento Brut Rosè - Casata Monfort
Trento Brut Rosè – Casata Monfort

1. Trento brut Rosè di Casata Monfort

Un ottimo metodo classico Trentino, con un fantastico rapporto qualità prezzo.

Con una quindicina di Euro vi portate a casa e degustate con gioia un gustoso blend di Pinot Nero e Chardonnay che profuma vigorosamente di lamponi freschi, chicchi di melograno, fiori di geranio, petali di rosa, pane ai 5 cereali. In bocca ritorna la saporosità della frutta fresca, ingentilita dalle note più burrose del pane. Un sorso perfettamente equilibrato tra briosa acidità e stuzzicante sapidità.

Un rosè trentino perfetto per rendere ancora più accattivante e leggero il gusto di un bel supplì al telefono.

Lo potete acquistare qui a circa 16 Euro.

 

Clarignano - Colle Ciocco
Clarignano – Colle Ciocco

2. Clarignano 2016 – Colle Ciocco (Umbria)

Un blend di Grechetto e Viognier, in veste giallo paglierino.

Profumi che coinvolgono soprattutto sentori floreali e di erbe aromatiche, salvia, maggiorana, fiori di campo e melissa, corroborati da note agrumate e sbuffi di minerali di pomice.

Un sorso fresco, bilanciato da una grande sapidità con ritorni agrumati.

Un bianco che sgrassa alla perfezione e rende ancora più piacevole la panatura del supplì. Un ottimo connubio aromatico dove il gusto del supplì si arricchisce di note aromatiche vegetali e viene reso più leggero dalla persistenza agrumata.

Un vino umbro semplice e gustoso, perfetto per antipasti a base di verdure e pesce, zuppette e fritture. Potete trovarlo online qui, a circa 7 Euro.

 

Marte Rosso - Cantina Todini
Marte Rosso – Cantina Todini

3. Marte Rosso 2015 – Cantina Todini (Umbria)

Ecco un ottimo rosso umbro da abbinare ai supplì al telefono.

Un vino di un bellissimo e vivido color porpora che sa di frutti, erbe e spezie.

Minerale e fresco al punto giusto, incentrato su aromi di ciliegia, geranio, rosa, timo, corteccia e cannella.

In bocca scorre vivace, con una persistenza in cui ritroviamo i sentori della ciliegia croccante.

Un Sangiovese leggero ed equilibrato, con una trama tannica finissima e leggera, davvero perfetto per esaltare e non coprire il gusto tipico di un buon supplì, adornandolo con un pizzico di speziatura e un’aromaticità vegetale, mettendo così maggiormente in luce il gusto del ragù di carne.

Potete trovare il Marte di Cantina Todini, online qui, al prezzo di 11 Euro.

 

Plenilunio - La Luna del Casale
Plenilunio – La Luna del Casale

4. Plenilunio 2016 – La Luna del Casale (Lazio)

Infine, non poteva mancare un buon rosso laziale in questa serie di proposte di abbinamento per i supplì.

Magari un rosso non proprio tipico e storico ma, ormai, il Merlot è di casa nel Lazio.

Il Plenilunio è infatti un Merlot in purezza, di un bel netto color rubino. Un rosso che non ha conosciuto legno ma che rallegra l’olfatto con sentori speziati  di liquirizia e cannella, a cui si aggiungono note vegetali di rabarbaro e fruttate di mora, lamponi e ribes.

Un ottimo sorso, ben equilibrato tra spinta sapida e acidità fruttata.

Un merlot caldo e morbido, con dei tannini piacevolmente integrati.

Con la sua aromaticità, il suo gusto fresco e minerale, il Plenilunio funziona davvero bene in abbinamento ai supplì: le note speziate danno maggior risalto ai sapori del ripieno, la verve acida e la sapidità sgrassano la pesantezza della frittura e conferiscono lustro alla tendenza dolce generale di questa specialità romana.

Potete trovare il Plenilunio della Luna del Casale, online qui, a 9 Euro.

 

 

Una buona scelta di Vini per i Supplì che spero presto di ampliare 😉

 

Cheers!

Vino perfetto per la Torta di Verdure

Il Vino perfetto per la Torta di Verdure

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Per la speciale rubrica dedicata ai vini per piatti vegetariani, ecco che oggi voglio presentarvi un Vino perfetto per la Torta di verdure.

Recentemente ho avuto modo di sperimentare questa gustosa ricetta, per la realizzazione di una quiche di verdure e formaggio, ricca e gustosa.

Ebbene, al gusto saporito e agli aromi piacevolissimi e vegetali di questa torta rustica, ho trovato un eccellente accompagnamento nello Chardonnay piemontese protagonista di questo post.

Assaggiatelo con me, basta leggere oltre!

 

Chardonnay 2017 - Rizzi
Chardonnay 2017 – Rizzi

Il Vino perfetto per la Torta di Verdure: lo Chardonnay di Rizzi

Un bianco piemontese, dal territorio di Treiso, terra di Barbaresco ma anche di ottimi Moscato d’Asti e, bisogna ammettere, anche di golosi Chardonnay.

Profumi freschi, molto minerali, quasi croccanti, di mela verde, pompelmo, pietra pomice, ardesia, ingentiliti da note floreali di margherita e camomilla.

Un bouquet salino e agrumato intenso e penetrante.

All’assaggio troviamo uno Chardonnay molto sapido, quasi salmastro, che lascia in bocca una scia saporita e persistente, improntata su dolci aromi floreali e un pizzico di acidità agrumata.

Un sorso brioso e leggero, ma assolutamente non delicato, reso pieno e vibrante da una sapidità davvero affilata.

Sicuramente uno Chardonnay giovane, annata 2017, capace forse di ingentilirsi con un anno in più sulle spalle, ma che fa comunque della sapidità il suo cavallo di battaglia e la sua più piacevole caratteristica.

Dote che va assolutamente sfruttata al momento dell’abbinamento.

 

Torta rustica di verdure
Torta rustica di verdure

Il Vino perfetto per la Torta di Verdure: gli Abbinamenti per lo Chardonnay di Rizzi

Lo Chardonnay 2017 di Rizzi è un vino che si abbina particolarmente bene alle verdure e, soprattutto, alle fritture e alle torte rustiche!

La viva sapidità di questo bianco piemontese, lo rende davvero superbo nell’esaltare la tendenza dolce di tantissime verdure e ortaggi.

Di certo, non è uno Chardonnay particolarmente morbido, lo noterete subito, al primo sorso, ma quel suo gusto salino costituisce un condimento delizioso per zucchine, carote, melanzane, porri, verza, patate, zucca, peperoni e asparagi.

Per lo stesso motivo, la sapidità del vino, in combinazione con la sua freschezza, mitiga alla perfezione la grassezza di una pasta sfoglia o di una pasta brisè, usate spessissimo come basi in tantissime ricette di torte rustiche e quiche di verdure.

A questo vino potete anche abbinare delle torte rustica con dei funghi, caratterizzati solo da una leggera tendenza amarognola, peraltro già ingentilita dalla pasta di base.

Allo stesso modo potete facilmente accostargli una quiche salata, farcita con ricotta e spinaci. La sapidità e la freschezza del vino contribuiranno a vivacizzare la grassezza e la tendenza dolce della ricetta, mentre i profumi e il sapore del vino conferiranno eleganza, sapore e aromaticità al ripieno, senza mettere in luce l’amarezza degli spinaci.

Tempura di verdure
Tempura di verdure

In generale, per profumi e gusto, potete abbinare a questo Chardonnay molte torte rustiche a base di verdure o formaggi non troppo saporiti, freschi o di media stagionatura: provatelo con una quiche zucchine e scamorza, con una torta primo sale e pachino, con una torta salata spinaci e mozzarella.

Infine, devo dire che lo Chardonnay di Rizzi, esalta tantissimo il gusto di una bella frittura.

La viva acidità del vino, a braccetto con la sua famosa sapidità, sono perfetto condimento per tanti fritti di verdure.

Pensate questo Chardonnay con delle crocchette di patate, con una tempura di verdure miste, anche con dei carciofini fritti o degli anelli di cipolla … la grassezza della frittura si sente appena, mentre esplode il gusto della verdura con tutta la sua aromaticità.

Provatelo anche con delle mozzarelline fritte o con dei supplì di verdure.

Un solo vino e tanti abbinamenti da leccarsi davvero i baffi.

Se la frittura vi sembra una pietanza banale o da bimbi … ricredetevi abbinandole questo gustoso Chardonnay!

 

Potete trovare lo Chardonnay 2017 di Rizzi online, a questo link, altrimenti se vi trovate a Roma, potete acquistarlo presso questa enoteca.

 

Cheers!

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Pizza e Vino

Pizza e Vino: gli Abbinamenti per la Margherita

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Si fa presto a parlar di Pizza e Vino!

Una Capricciosa
Una Capricciosa

C’è chi chiama a gran voce i vini rossi, chi dissente e difende solo i bianchi e i rosati in abbinamento a questa grande specialità partenopea.

In realtà il discorso su Pizza e Vino è molto più ampio, vario e gustoso.

Questo perché non ci sono solo pochi vini in grado di abbinarsi alla Pizza.

E poi … che tipo di pizza vogliamo abbinare? Già, perché ogni tipologia di pizza ha il suo proprio e unico gusto.

Pensate a una Margherita, a una Capricciosa, a una Quattro Formaggi, a una Boscaiola … un elenco che potrebbe continuare con tantissime pizze classiche e gustose, ognuna con i propri accaniti fan.

Ebbene, ci sono tanti vini “giusti” per ognuna di queste pizze.

La ricerca sarà sicuramente lunga 😀

Tuttavia, almeno per ora, posso dire con certezza e delizia di aver trovato almeno due vini perfetti per la più classica delle pizze: la Pizza Margherita!

Curiosi di conoscere i Vini da abbinare alla Pizza Margherita? Scopriteli, leggendo oltre!

 

Una boscaiola
Una boscaiola

Pizza e Vino: quale Vino per una Margherita?

La pasta alla base di una Pizza è caratterizzata da una bella tendenza dolce, se poi ci aggiungiamo una salsa di pomodoro, il basilico, una mozzarella di bufala o un fiordilatte di qualità, ecco che aggiungiamo ancora più aromaticità, un’ulteriore tendenza dolce, un po’ di grassezza e magari un pochino di acidità.

Caratteristiche che vanno esaltate con vini caratterizzati da una media struttura, una bella acidità in grado di ravvivare la tendenza dolce della pizza, senza esasperare la pungenza del pomodoro, una sapidità in grado di ingentilire la grassezza della mozzarella e un bouquet aromatico capace di valorizzare i profumi tipici della Margherita.

Capite sicuramente che dei vini rossi tannici e corposi e dei bianchi lungamente affinati, specie se in legno, non fanno al caso nostro.

Serve freschezza, un sorso profumato ma leggero, profumi erbacei e fruttati vivaci, capaci di intensificare e rendere ancora più accattivante l’aromaticità complessiva della Pizza Margherita.

Per gusto e profumi, la scelta vede vincere, al momento, due ottimi rosati … una gustosa selezione tra i due mondi, bianco e rosso.

Ora ve li presento!

 

Pizza e Vino: Due Vini ottimi per la Pizza Margherita

 

Orano 2017
Orano 2017

1. Orano 2017 – Villa Raiano (Campania)

Un Aglianico color cerasuolo, profumatissimo di melograno, ribes e petali di rosa.

Un’aromaticità iniziale che viene ampliata da sentori erbacei di maggiorana e basilico, a creare un bouquet intenso e perfettamente variegato dove ogni profumo si percepisce a sé e si fonde, creando un’unica fragranza intensa e persistente.

Quelli dell’Orano sono profumi che esaltano alla perfezione l’aromaticità di un ortaggio come il pomodoro.

Già solo a un’analisi dei profumi, non stupisce che questo rosè di Villa Raiano stia così bene con la pizza Margherita.

All’assaggio, scopriamo un vino fresco e sapido, ben bilanciato nelle sue asperità.

L’Orano lascia in bocca un piacevole gusto salino e una persistenza che racchiude nuovamente i profumi delle erbe aromatiche.

Una struttura che esalta la tendenza dolce della pizza e ne valorizza gli aromi del tipico condimento.

Un abbinamento che mi ha piacevolmente colpita, anche per l’incredibile rapporto qualità prezzo.

Un rosato che potete acquistare qui a soli 8 Euro. Pensavate forse che il vino giusto in abbinamento a una semplice Margherita fosse troppo costoso? Ricredetevi!

 

Il colore del Nerosa2. Nerosa 2016 Rosato Etna Doc – Cantine di Nessuno (Sicilia)

Di un bel color rosa chiaretto, emana inconfondibili profumi di arancia, petali di rosa e geranio.

All’assaggio è davvero un rosè leggero, fresco e saporito, perfetto per una pizza rossa, una pizza Napoli e per la classica delle classiche: la Margherita.

Questo rosato mostra una bella sapidità, una freschezza quasi frizzante ma ben integrata in una morbidezza gustativa generale.

Un rosè davvero equilibrato, che non stancherebbe mai il palato … immaginatelo con la pizza.

Un boccone, un sorso, un boccone, un sorso … si andrebbe avanti all’infinito … peccato che poi pizza e vino finiscano 😉

Un solo consiglio, provatelo: lo potete acquistare qui all’ottimo prezzo di 12 Euro.

 

Provate il vino che più vi tenta e fatemi sapere come vi è sembrato in abbinamento a una bella margherita!

 

Intanto, continuerò il mio faticoso lavoro per ampliare la tematica Pizza e Vino.

 

Quindi, stay tuned!

Cheers!

 

La Cantina LasteRosse e il Groppello di Revò

La Cantina LasteRosse e il Groppello di Revò

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Con questo articolo voglio riportarvi nella verde Val di Non, tra le Dolomiti.

In questo articolo già vi avevo parlato della Cantina LasteRosse e del loro ottimo Metodo Classico, stavolta voglio raccontarvi la loro visione del Groppello di Revò, un’interpretazione gustosa e assolutamente inaspettata, per un vino con un carattere particolare e una saporosità non scontata … un Groppello davvero diverso.

Dal territorio delle Laste Rosse della Val di Non nasce un’uva Groppello in grado di regalare dei vini di grandissima sapidità e dall’inconfondibile sapore: un gusto deciso che di certo non ricorda quello dei Groppelli più leggeri coltivati dalla zona del Lago di Garda bresciano.

Infatti, se al classico Groppello lombardo abbineremo dei pesci di lago, degli antipasti di salumi e delle carni alla brace, lo stesso discorso non si applica al Groppello di Revò, autoctono del Trentino e – nello specifico – proprio della Val di Non.

 

Il Groppello di Revò e le sue Laste Rosse

Perché Revò? Rispondere a questa domanda è molto semplice. La coltivazione di questo particolare Groppello avviene nel territorio del Comune di Revò, nella Val di Non, un borgo delizioso che si affaccia sul Lago di Santa Giustina.

Perché Laste Rosse? Una definizione che indica il peculiare e difficile territorio su cui sorgono le vigne di Pietro e Silvia Pancheri, su dei ripidi terrazzamenti a strapiombo sul lago di Santa Giustina.

Un terreno caratterizzato da rocce sedimentarie argillose, dotate di quel tipico colore rosso da cui la cantina trae il nome.

Un microclima che regala un vino davvero unico nel suo genere, estremamente autoctono, un vino emblema delle sue montagne e del territorio circostante.

Scopriamo insieme il Groppello di Revò della Cantina LasteRosse, leggendo oltre!

 

 

La Cantina LasteRosse e il Groppello 2016: Colore, Profumi e Gusto

Groppello di Revò 2016
Groppello di Revò 2016

Profumi di ribes, lamponi e prugne secche, note di ciclamino e violetta, felce, pepe nero e cannella, humus, un pochino di menta. Un bouquet variegato, di ampio spettro, sapientemente bilanciato tra le note più dolci fruttate e quelle più fresche e vibranti che ricordano il bosco.

Grande freschezza all’assaggio, quasi pungente sulla lingua, poi si percepisce chiaramente una gustosa e persistente sapidità ferrosa.

Un sorso agile e snello, con un bel tannino, ancora giovane e leggermente asciugante.

Un vino che, per freschezza e tannicità, può accompagnare splendidamente dei primi piatti a base di carne.

 

Il Groppello 2016 della Cantina LasteRosse: Abbinamenti Cibo Vino

Ovviamente non basterà scegliere una carne qualsiasi. L’aromaticità boschiva e la sapidità terrosa di questo vino lo rendono un compagno eccellente per i sughi a base di cacciagione.

Il Groppello LasteRosse 2016 sta veramente bene in compagnia di un piatto di pappardelle al cervo o un fagiano in umido.

 

La Cantina LasteRosse e il Privato 2016: Colore, Profumi e Gusto

Veniamo ora alla versione speciale del Groppello di Revò, proposta dalla Cantina LasteRosse.

Un Groppello di Revò particolare, prodotto solo in un numero limitato di esemplari, attraverso una scelta manuale e attenta dei migliori grappoli in vigna.

Un Groppello misterioso e “privato”, dove ogni bottiglia è diversa nell’aspetto e nel suo gusto specifico.

Degustiamolo insieme!

 

 

Il Groppello di Revò Privato, annata 2016, è caratterizzato da un colore rubino intenso e da uno spettro aromatico ampio, fitto e intenso.

Un Groppello con tenui note fruttate di ribes, more e prugne secche. Un’aromaticità fruttata sicuramente meno dolce rispetto a quella del Groppello di Revò “Classico”.

Tuttavia il Privato è un Groppello soprattutto erbaceo e floreale, con intensi profumi di violetta, salvia e timo e, a seguire, aromi di terra, corteccia e sottobosco, con un piacevole sottofondo di speziatura dolce.

All’assaggio emerge lampante la sapidità che colpisce con forza il palato. La freschezza questa volta rimane indietro, mangiando la polvere di una mineralità intensa che rimanda i sentori della grafite.

Un vino con un carattere davvero particolare, non così immediato da abbinare.

 

Il Privato 2016: Abbinamenti Cibo Vino

Ravioli ai Formaggi con FunghiUn vino che con la sua sapidità particolare accompagna molto bene il gusto dei formaggi e della cacciagione.

Non è un vino da semplici primi piatti di carne, servono pietanze più strutturate, con aromi in grado di sposarsi al gusto alpino, selvatico e terragno di questo particolare Groppello.

L’abbinamento migliore provato finora?

Ho avuto il piacere di abbinare il Privato della Cantina Laste Rosse con dei ravioli ripieni ai formaggi con una salsa burro e salvia: davvero una poesia di sapori.

E’ un vino che sposa bene anche il gusto della cacciagione da pelo, specie se preparata attraverso una sapiente marinatura, una lunga cottura e con il giusto accompagnamento. Provate il Privato con uno spezzatino di daino ai funghi … davvero un bell’abbinamento saporito e profumato, vi farà ricordare le vostre vacanze sui monti.

 

Ora attendo i vostri pareri e se avete qualche altro abbinamento per questi due ottimi vini, non tenetelo per voi!

Cheers!

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Montepulciano d’Abruzzo Riserva Gabriel

Il Montepulciano d’Abruzzo Riserva Gabriel: gli Abbinamenti Cibo Vino

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In questi giorni di triste e cupa pioggia ho voluto rallegrarmi assaggiando il caldo Montepulciano d’Abruzzo Riserva Gabriel 2010, dell’Azienda Di Berardino.

Una scelta sicuramente azzeccata che mi ha rallegrato l’uggiosa giornata.

Non penserete mica che l’abbia bevuto così, da solo, vero? Ovviamente no, un vino del genere, seppur gustoso già di suo, merita sicuramente un piatto di grande succulenza … una di quelle pietanze che non vedi l’ora di trovarti davanti quando torni a casa dal lavoro, stanco e con il buio.

Curiosi di scoprire gli abbinamenti più adatti per il delizioso Montepulciano d’Abruzzo Riserva Gabriel?

Li trovate, continuando la lettura!

 

Il Montepulciano d’Abruzzo Riserva Gabriel: Colore, Profumi e Gusto

Montepulciano d’Abruzzo Riserva Gabriel 2010
Montepulciano d’Abruzzo Riserva Gabriel 2010

Ho detto che il Gabriel è un Montepulciano d’Abruzzo delizioso … una verità che può essere saggiata solo sorseggiando di persona questo nettare.

Di un rosso rubino scurissimo e denso, già da qui si potrebbe immaginare la stoffa di questo Montepulciano.

Un bouquet aromatico davvero intrigante. Solo all’inizio si avvertono le note fruttate di ciliegia sottospirito, soffiate via immediatamente da sbuffi aromatici erbacei e speziati di timo, dragoncello, ginepro e una punta di cardamono.

L’aromaticità floreale, pur presente, rimane sottotono con leggeri accenni di iris e ciclamino.

Infine, dopo averlo fatto respirare un minuto nel bicchiere, si percepiscono nitidi, in profondità, i sentori di caffè e cacao.

Se già i profumi avvincono e invitano all’assaggio, è il gusto del Gabriel che lascia davvero il segno.

Velluto puro in bocca, con tannini estremamente setosi e una morbidezza dove acidità e sapidità giocano in perfetto equilibrio.

All’assaggio di assaporano pienamente le note tostate di cacao e di caffè, scoprendone di altre, sfuggite prima all’olfatto: una persistenza gusto olfattiva che si arricchisce di ricordi caldi di cannella, tabacco biondo e, nuovamente, di cardamono.

Un sorso che si conclude lunghissimo, speziato e torrefatto, con solo una sensazione calorica piacevole in finale d’assaggio … e siamo di fronte a un vino da 15%.

Un alcool che si sente appena durante l’assaggio e che non appanna assolutamente la mente.

Un assaggio davvero godurioso.

… ma veniamo al dunque e parliamo di abbinamenti!

 

Il Montepulciano d’Abruzzo Riserva Gabriel: gli Abbinamenti Possibili

Il Gabriel è un Montepulciano d’Abruzzo che va esaltato attraverso il gusto della carne rossa e della selvaggina da pelo.

La sua aromaticità scura, speziata e tostata, non eccessivamente fruttata, esalta alla perfezione i profumi della cacciagione e, in particolar modo, della carne di cinghiale.

E’ un Montepulciano morbido, con dei tannini perfettamente integrati, sciolti in un corpo pieno, caldo e rotondo e pertanto va abbinato a pietanze succulenti, più o meno sugose.

Non è un rosso così tannico e scalpitante da richiedere per forza degli spezzatini o dei brasati di cacciagione o carni rosse: vista la freschezza contenuta ma ancora ben presente, potete abbinarlo benissimo a dei primi piatti con un ragù di cacciagione.

Cosciotto d'Agnello in Umido
Cosciotto d’Agnello in Umido

In particolare, ho trovato il Montepulciano d’Abruzzo Riserva Gabriel davvero delizioso in abbinamento a delle pappardelle al ragù di cinghiale e funghi porcini.

L’aromaticità e la persistenza gustativa della pietanza va d’amore e d’accordo con l’intensità aromatica e la saporosità del vino.

Un piatto dal sapore boschivo e selvatico che viene ingentilito dalla pienezza del Gabriel e ravvivato in sapidità e persistenza.

Oltre che alla Pappardelle al ragù di cinghiale e funghi, il Montepulciano d’Abruzzo Riserva Gabriel può essere abbinato con gusto alle seguenti specialità italiane: Cinghiale alla Cacciatora, Spezzatino di cinghiale con polenta taragnaPici al Ragù d’Anatra, Tournedos in salsa di funghi, petto d’anatra con cipolla e noci, cosciotto d’oca con patate.

 

Non amate il gusto della cacciagione e preferite un abbinamento più classico?

Allora, provate il Gabriel in abbinamento a un carrè d’agnello con salsa ai funghi oppure a un bel cosciotto d’agnello in umido.

 

Potete trovare il Montepulciano d’Abruzzo Riserva Gabriel 2010 qui, a circa 20 Euro.

Giusto un’idea calda, gustosa e invitante per il prossimo weekend … 😉

 

Cheers!

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Vino perfetto per il Filetto di Maiale con Zucca e Amaretti

Il Vino perfetto per il Filetto di Maiale con Zucca e Amaretti

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Filetto di Maiale con la Zucca
Filetto di Maiale con la Zucca

Lo scorso anno, sempre in questo periodo, incappai in una ricetta che si è rivelata, per me, davvero favolosa.

Una ricetta gourmet  trovata sul sito saporie.com che, con un po’ di timore, sono riuscita a realizzare senza troppi danni :D.

Non una ricetta particolarmente complicata nelle sue dinamiche procedurali, ma sicuramente difficile nel bilanciamento degli ingredienti e dei sapori.

Il  filetto di maiale con crema di zucca e amaretti, di cui trovate la preparazione a questo link, è un piatto giocato su deliziosi contrapposizioni tra il dolce, il sapido e l’amaro, una pietanza che ha, già da sé, il suo bell’equilibrio.

Un sapiente bilanciamento che il vino non deve alterare ma solamente accrescere in gusto, aromaticità e persistenza.

Ovviamente, dopo un anno, ho sciolto la prognosi e oggi vi presento ben due degni compagni vinosi per questa ricetta gourmet!

Pronti a scoprirli? Vi basta leggere qualche altra deliziosa riga!

 

Il Vino perfetto per il Filetto di Maiale con Zucca e Amaretti: che Caratteristiche cercare?

Per una pietanza del genere, succulenta, tendenzialmente dolce, sicuramente sapida e aromatica, con una leggera punta d’amaro, serve indubbiamente un bel vino rosso, caldo, abbastanza fresco, morbido e strutturato, con un bouquet aromatico in grado di tener testa e intensificare piacevolmente il profilo gusto olfattivo degli ingredienti.

Ecco, i due vini descritti di seguito raggiungono egregiamente lo scopo.

 

Cannonau di Sardegna Josto
Cannonau di Sardegna Josto

1. Miglior Cannonau di Sardegna Josto Riserva 2014 – Cantine Jerzu (Sardegna)

Caratterizzato da un vivido color rubino, questo tipicissimo Cannonau emana intensi profumi fruttati e tostati, di lamponi, ribes e cacao, guarniti da sbuffi speziati e mentolati, di radice di liquirizia, di erbe aromatiche e di mirto e da aromi floreali di iris e violetta.

Profumi freschi e dolci alla stesso tempo, che non stancano e invitano alla beva.

Al sorso troviamo un vino saporito e vellutato, caldo, con note solo vagamente fruttate, incentrato piuttosto su una saporosità speziata di liquirizia dolce e di cioccolato. Tannini estremamente torniti e setosi e ancora una viva ma contenuta acidità a rinfrescare ogni sorso.

Un vino che vorresti bere subito ma che probabilmente sarà ancora più suadente al palato tra 3 anni.

Un vino con cui potete accompagnare con gusto non solo il filetto di maiale con zucca e amaretti ma anche carni bianche ripiene, come la faraona farcita con mele e castagne … un’altra delizia di stagione!

Potete trovare questo Cannonau qui, a circa 18 Euro.

 

Don Carlo - Antica Cantina Leonardi
Don Carlo – Antica Cantina Leonardi

2. Don Carlo 2015 – Antica Cantina Leonardi (Lazio)

Direttamente dalle dolci colline del Lago di Bolsena, ecco arrivare questa gustosa fusione di Merlot, Cabernet Sauvignon e Cabernet Franc.

Di un bel rosso rubino cupo, questo rosso laziale colpisce subito per l’intensità dei suoi profumi.

Aromi  tipici di ciliegia ancora croccante, un cassis leggero, violette appassite, geranio, peonia e poi intensi profumi vegetali di fieno, edera, bosso, resina con tocchi speziati e tostati di tabacco biondo e cacao.

Un vino in cui la sostanza fruttata non prevale al gusto, ma viene ingentilita e resa meno dolce e intensa dal gusto vegetale e speziato che rende l’assaggio lungo e piacevole, quasi sgrassante, anche se di acidità all’assaggio non se ne sente poi molta.

Un rosso vellutato, dove l’elegante tannino si percepisce ma graffia quel tanto che serve a pulire il palato.

Un finale di bocca lontanissimo dall’essere amaricante e che esalta alla perfezione la tipica aromaticità e il sapore inconfondibile degli amaretti, della zucca e della carne di maiale.

Un vino che potete abbinare facilmente, vista la morbidezza, a una tagliata di vitellone o a delle pappardelle al ragù di cinghiale.

Un vino saporito, caldo, setoso ed economico: potete acquistare facilmente il Don Carlo online, a questo link, a circa 12 Euro.

 

Ovviamente, non sono solo questi i vini da abbinare alla ghiotta ricetta di oggi … a breve l’assaggerò di nuovo con un altro vino e chissà che non riesca a trovarne un altro perfetto per l’abbinamento.

Quindi, stay tuned!

 

Sempre Cheers!

Vini perfetti per la Torta di Zucca

Tre Vini perfetti per la Torta di Zucca

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Torta soffice di zucca
Torta soffice di zucca

Oggi è un’occasione perfetta per svelarvi un gustoso segreto … i vini perfetti per la Torta di Zucca.

Non credo si possa vivere senza conoscere tal delizioso abbinamento, giusto? 😀

Che domani sia Halloween è solo una dolce scusa ! L’abbinamento vinoso di oggi è perfetto per qualsiasi momento dell’anno!

Che prepariate una crostata di zucca in stile americano o una soffice carrot cake guarnita di panna, qualunque sia la ricetta specifica da voi scelta, i vini protagonisti di questo post contribuiranno sempre a renderla ancora più buona … basta provare.

Curiosi di conoscere i vini perfetti per la Torta di Zucca?

Leggete oltre e scoprite le 3 coppie vincenti di oggi!

 

Tre Vini perfetti per la Torta di Zucca: che caratteristiche cercare?

Crostata di zucca
Crostata di zucca

L’aroma e la caratteristica dolcezza della zucca ben si adatta alla realizzazione di un dolce semplice da preparare ma gustoso, da guarnire a piacimento, magari con un pochino di panna montata.

Se trovate la Torta di Zucca un dessert troppo semplice da servire, provatelo assieme a un sorso del vino giusto.

Quel vino con un bouquet aromatico davvero perfetto per esaltare l’aromaticità della zucca, accompagnare con la giusta intensità e persistenza la speziatura di questo dolce, e con quella dolce freschezza adatta ad alleggerire la pastosità e la grassezza più o meno accentuata di questo dessert.

In questo caso non voglio presentarvi “quel vino” ma “quei vini”.

Il primo?

 

Albana Dolce Vigna del Viale
Albana Dolce Vigna del Viale

1. Albana Dolce Vigna del Viale 2016 – Fattoria Paradiso

L’Albana dolce è un vino davvero perfetto per esaltare dei dessert non troppo dolci, come la classica torta di zucca. Questa vendemmia tardiva è davvero una piacevole chicca, con un ottimo rapporto qualità prezzo, specie considerando il costo generalmente elevato dei vini dolci.

Di un bellissimo color oro, è un vino che esalta l’olfatto con profumi di frutta secca, nocciole e albicocche soprattutto, scorza di mandarino e aromi floreali, vegetali e speziati di humus, foglie di tè, cannella e petali di rosa appassiti.

Profumi dolci ma non troppo, assolutamente coerenti al gusto, dove ritroviamo una bella freschezza agrumata e un sorso mai stucchevole ma solo giustamente zuccherino.

Un vino dolce saporito, piacevole ed economico. Lo potete trovare online qui, a circa 14 Euro.

 

Recioto di Gambellara Capitel Santa Libera Cavazza
Recioto di Gambellara Capitel Santa Libera Cavazza

2. Recioto di Gambellara Classico Capitel Santa Libera – Cantina Cavazza

Il Recioto di Gambellara giusto, in abbinamento a una semplice torta di zucca, la trasforma in un dolce da re.

Uova, burro, zucchero, cannella, un pochino di panna, il gusto non troppo dolce, vagamente grasso e delicatamente speziato della classica torta di zucca, viene celebrato dai profumi e dal gusto di questo saporito Recioto.

Di un bellissimo color ambra luminoso, al naso colpisce subito con le sue note floreali dolci, di fiori di tiglio, camomilla e miele millefiori. In un attimo il bouquet si apre e regala aromi intensi e penetranti di scorzette d’arancia candite, caramello e zafferano.

Al gusto, ancora una volta, è la bella acidità a farsi sentire con forza, accompagnata da una sapidità che porta al palato ricordi d’incenso e frutta secca.

Un sorso strutturato ma ben bilanciato, con una persistenza fresca e sapida che attenua la dolcezza di questo passito.

Una profumosità che amplifica alla perfezione gli aromi di una classica torta di zucca, mettendone in risalto la speziatura dolce e aumentandone la persistenza al palato, in un lunghissimo e dolce abbraccio.

Un vino che potete abbinare anche alle molteplici diverse varianti alla classica ricetta della Torta di Zucca, che prevedono l’aggiunta di frutta secca e, anche, gocce di cioccolato.

Potete trovare questo Recioto di Gambellara online, annata 2010, a questo link, a circa 22 Euro.

 

Canto Cannellino di Frascati
Canto Cannellino di Frascati

3. Canto 2016 Cannellino di Frascati – Merumalia

Un Cannellino che è davvero poesia in abbinamento alla classica torta di zucca.

Profumi di pera, mela, nocciole e mandorle tostate, un tocco di miele d’acacia e cedro candito.

Di dolcezza leggera, ravvivato da una freschezza che richiama la scorza di limone, con una sapidità tufacea che conduce a un finale d’assaggio che ha tutto il sapore del croccante alle mandorle.

Un sorso che arricchisce il gusto della torta con aromi freschi e dolci di frutta matura e agrumi.

Un’occasione ghiotta per scoprire un Cannellino davvero rappresentativo, specie se ancora non conoscete questo vino da dessert fresco e leggero.

Lo potete trovare online, qui, a circa 16 Euro.

 

E voi avete già scelto il vino dolce per domani?

 

Sempre Cheers!

 

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Vini perfetti per il Risotto alla Zucca

Due Vini perfetti per il Risotto alla Zucca

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Risotto alla Zucca!
Risotto alla Zucca!

Per Halloween perché non proporre un classico della tradizione gastronomica italiana? Basta aggiungerci il vino giusto per creare una cena da brivido 🙂

Ecco, quindi, che in questo articolo colgo l’occasione per presentarvi due Vini perfetti per il Risotto alla Zucca!

Un piatto profumato ma delicato nel sapore, basta poco per coprire la tipica aromaticità della zucca e snaturarne il sapore.

Tuttavia, bastano pochi accorgimenti per trovare il giusto vino, in grado di esaltare la semplicità di questo conosciutissimo primo piatto.

Pronti  a conoscere questi due Vini perfetti per il Risotto alla Zucca! Eccoli, basta leggere oltre!

… e non si parlerà solo di vini bianchi!

 

Tullum Pecorino Biologico
Tullum Pecorino Biologico

1. Pecorino Biologico Tullum 2017 – Feudo Antico

Quello Biologico proposto da Feudo Antico è un Pecorino con un’aromaticità davvero tipica e piacevolmente intensa: consuete note agrumate ed esotiche di ananas a cui si aggiungono fragranze vegetali aromatiche, appena mentolate, che richiamano l’erba tagliata, il fieno, il timo, la salvia e la menta.

Un corollario di profumi davvero ottimi per esaltare l’aromaticità di un ortaggio come la zucca.

Se già troviamo piacevolezza nel suo bouquet fruttato ed erbaceo, il sorso di questo Pecorino è davvero più penetrante.

Da un Pecorino abruzzese ben fatto ci si aspetta sempre una bella acidità, è così è per il Tullum: appena assaggiato si sente immediatamente l’affilata freschezza a cui si aggiunge anche una lampante sapidità, che chiude l’assaggio su note quasi salate di timo.

Un gran bel pecorino abruzzese, con un bellissimo sorso saporito e quella viva freschezza perfetta per esaltare la netta tendenza dolce della zucca.

Un vino che rende speciale anche la semplicità di un risotto alla zucca … provate e ditemi!

Lo potete trovare online qui, a circa 14 euro.

 

Gavi 2017 - La Scolca
Gavi 2017 – La Scolca

2. Cortese di Gavi 2017 – La Scolca

Un abbinamento classico ma assolutamente delizioso: il Cortese di Gavi della Scolca con un ottimo risotto alla zucca, successo assicurato.

I profumi del Gavi 2017 dell’Azienda La Scolca esaltano alla perfezione quelli della zucca: mela golden, pera abate, un pizzico di scorza di limone e poi tanti fiori selvatici e aromi d’acacia e verbena.

Un Gavi con un gusto dominato da una freschezza vivace che riporta piacevolmente al palato i sentori agrumati.

Il tocco sapido colpisce dopo, lasciano in bocca una piacevole salinità marina e gessosa.

Un abbinamento oserei dire perfetto, dove vino e piatto vanno a braccetto e dove ogni singolo sapore viene percepito nella sua deliziosa e amplificata originalità.

Provatelo e fatemi sapere se anche per voi questa accoppiata è davvero così gustosa!

Potete trovare il Cortese di Gavi 2017 della Scolca qui, a circa 9 Euro.

 

… E se volessi un Rosso per il Risotto alla Zucca?

Con la ricetta classica del risotto alla zucca è sconsigliabile abbinare un vino rosso … specie se volete sentire il sapore della zucca J E’ un piatto in cui troviamo sensazioni evidenti come la tendenza dolce, un po’ di grassezza, la sapidità del parmigiano usato per la mantecatura, una tipica aromaticità e una delicata persistenza gusto olfattiva: caratteristiche che chiamano a gran voce un vino bianco … o, al massimo, un orange wine !

Tuttavia, può bastare una piccola variazione alla classica pietanza per poter assaporare un bel vino rosso in abbinamento alla celebre zucca di Halloween.

Ad esempio, potete servire il Risotto di zucca su una fonduta di Pecorino, Parmigiano o di Taleggio!

Ecco, a una ricetta elaborata così, potete abbinare una gustosa e morbida Barbera d’Alba, un rosso, con la giusta acidità e un tannino elegante e vellutato, soffuso ed equilibrato.

In particolare, con un risotto di zucca su fonduta di Taleggio, sta molto bene la Barbera d’Alba Superiore di Cascina Cucco (la trovate qui all’ottimo prezzo di circa 14 Euro) e, a un risotto di zucca su fonduta di Parmigiano, si accompagna con gusto la Barbera d’Alba 2017 di Matteo Correggia (la trovate qui a circa 11 Euro).

Risotto alla Zucca su Fonduta di Taleggio
Risotto alla Zucca su Fonduta di Taleggio

Due Barbere d’Alba davvero fantastiche, con un equilibrio da urlo, morbide e setose al palato, di guizzante acidità e un’aromaticità bilanciata su note floreali, fruttate e vegetali.

Infine, devo dire che, contrariamente alle aspettative originarie, un bel piatto di risotto alla zucca su fonduta di Taleggio ha trovato, nei miei esperimenti, un ottimo compagno di viaggio nel rosso di Valtellina di ArPePe.

Un rosso intenso nei profumi ma estremamente morbido, fresco e con quell’aromaticità in grado di esaltare il gusto del Taleggio, senza nascondere il gusto e il profumo tipico della zucca. Un abbinamento che mi ha sorpresa.

Potete trovare il Rosso di Valtellina 2016 di ArPePe a questo link, a circa 17 Euro.

Provatelo anche voi e ditemi se vi piace!

 

 

Conoscete altri Vini perfetti per il Risotto alla Zucca

Scegliete il vostro abbinamento … poi fateci sapere cosa avete degustato questo Halloween!

 

Cheers!

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Il Cortese di Gavi e gli Abbinamenti Possibili

Il Cortese di Gavi e gli Abbinamenti Possibili

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Avevo promesso che ne avrei parlato in dettaglio ed eccomi qua, a raccontarvi tutti i possibili abbinamenti di un grande bianco italiano piemontese: il Cortese di Gavi.

Una DOCG riconosciuta nel 1998, un fazzoletto di terra racchiuso in 11 comuni in provincia di Alessandria, al confine con la Liguria, tra montagne, mare e colline; un’uva cortese, valorizzata da un numero esiguo di viticoltori che hanno voluto puntare sulla tipicità del territorio e su un vitigno autoctono a bacca bianca in grado di regalare vini davvero speciali.

Perché il Piemonte non è solo terra di ottimi rossi.

 

Il Cortese di Gavi: Caratteristiche Organolettiche

Tra tutti i grandi bianchi italiani, il Gavi si distingue per la sua estrema delicatezza e per il grande equilibrio che le uve di Cortese riescono a conferire al vino.

Un bianco che possiamo definire anche piuttosto longevo, capace quindi di migliorarsi anche dopo un periodo di 8-10 anni dalla vendemmia.

Diverse verticali hanno infatti dimostrato come questo particolare Cortese in purezza possa arricchirsi è diventare ancora più intenso e strutturato in un periodo di circa 10 anni.

Pertanto il Gavi è un vino gradevole sin da subito ma anche interessante da conservare: un dono pregiato per chi vuole conoscere un grande bianco nostrano.

Nel bicchiere, caratteristico del Cortese di Gavi, è il vivido colore giallo paglierino, con delicati riflessi verdolini. Il bouquet aromatico è piacevolmente fruttato, floreale e vegetale.

Profumi di frutta fresca, mele, pere, pesche e albicocche, melone, con possibili note agrumate e di frutta secca come mandorle e nocciole. Fragranze floreali di gelsomino, biancospino, margherite e fiori di campo. In moltissimi casi, nel Cortese di Gavi troviamo anche note vegetali, più o meno accentuate, che richiamano le erbe aromatiche.

Con l’evoluzione, spesso il Gavi acquista sentori più minerali che ricordano le rocce calcaree marine.

Un vino bianco che a tavola diventa davvero un passepartout per menù eleganti, a patto di saper scegliere i giusti ingredienti da valorizzare attraverso la compagnia di questa delizia enologica.

Quindi, a cosa abbiniamo questo Chanel dei bianchi italiani?

Assaporate con noi i Gavi che vi sto per presentare e tutti i loro possibili abbinamenti! Leggete Oltre!

 

Il Cortese di Gavi: tutti gli Abbinamenti

 

Roverello Brut
Roverello Brut

Il Gavi Spumante: Metodo Martinotti e Metodo Classico

Il Cortese è in grado di regalarci delle gustose bollicine, sia in metodo Martinotti sia in metodo classico, in una più raffinata e intensa interpretazione.

 

Le versioni elaborate in autoclave, secondo la metodologia Martinotti-Charmat, sono freschissime e piacevoli, da consumare con grande piacevolezza e disinvoltura in abbinamento a ogni tipologia di antipasto.

La “morte loro” è sicuramente in abbinamento alle fritture di crostacei e di verdure.

I sentori piacevolmente citrini, con note di frutta bianca e delicati accenni floreali, arricchiscono l’aromaticità tipica del pesce e delle verdure.

La carbonica tipica di questa versione di Gavi, con bollicine persistenti e di media grandezza, sgrassa alla perfezione la pesantezza della frittura, al momento dell’assaggio.

In particolare, i Gavi metodo Martinotti si abbinano molto bene alle seguenti specialità: fiori di zucca ripieni, crocchette di pollo, tempura di crostacei e verdure.

Tuttavia accompagnano bene anche antipastini sfiziosi come le crocchette di mozzarella e le uova ripiene.

Diverso è il discorso per i Gavi Metodo Classico. A seconda del tempo di permanenza sui lieviti, questi spumanti 100% Cortese si arricchiscono di una struttura minerale, con sentori più marcati di frutta secca e decisamente fragranti, una carbonica molto più vellutata e una persistenza davvero eccellente.

Da degustare a una temperature di circa 6-8 gradi, con la loro eleganza sposano benissimo il gusto di primi piatti conditi con verdure, ortaggi, tuberi aromatici, pesce e crostacei.

Alcuni abbinamenti specifici? Eccoli: Risotto ai finferli o ai funghi porcini, Risotto al Tartufo bianco, Lasagne funghi e piselli, Lasagnette di mare, Ravioli di Cernia con burro e salvia, Risotto alla zucca, Calamari ripieni, Arancini di riso.

Vediamo insieme qualche esempio di questi Gavi effervescenti.

 

Roverello Brut – Broglia

Luminoso, con profumi delicati che ricordano gli agrumi, la pesca bianca e i fiori di campo, con note soffuse di salvia e prezzemolo. Beva freschissima, tagliente e persistente sulle note vegetali e floreali. Piacevole sapidità marina che emerge dopo un paio di secondi dall’assaggio.

Imperdibile se accostato con i Panzerotti Napoletani … Nord e Centro Italia che s’incontrano in un abbinamento cibo vino delizioso.

Brut Millesimato La Scolca
Brut Millesimato La Scolca

Sicuramente un’alternativa gustosa e originalissima rispetto al più conosciuto Prosecco.

Potete acquistare il Roverello Brut qui, a circa 8 Euro.

 

Brut Millesimato – La Scolca

Un Gavi spumante molto diverso dal precedente, un Metodo Classico di grande spessore gustativo, una sfida aziendale rivolta a quei palati in cerca di bollicine speciali, per piatti raffinati e gustosi.

Un perlage fine e persistente, un colore brillante, una carbonica piacevole e pungente all’inizio ma che si evolve in bocca diventando corposa e burrosa. Ve ne ho già parlato qui ma, finalmente, ho avuto modo di sperimentare alcuni abbinamenti.

Un Metodo Classico strutturato ma che resta comunque duttile in tema abbinamento.

Lo potete degustare con una bella frittura di paranza ma anche su piatti di pesce mooolto più raffinati.

All’inizio pensavo di abbinarlo a un bel risotto agli scampi, come avevo scritto qui, tuttavia l’ho trovato assolutamente perfetto con un Astice in Crosta e con dei Roll fusion all’Astice.

I profumi e l’assaggio vellutato di questo millesimato esaltano con grande gusto il sapore tenue, ma tipicamente concentrato, di questo pregiato crostaceo.

Se avete in mente una cena speciale con un menù davvero raffinato, questa è di sicuro un’opzione più che valida.

Potete trovare il Millesimato Brut 2009 dell’Azienda La Scolca qui, a circa 28 Euro.

 

Il Cortese di Gavi fermo

Sicuramente la versione più conosciuta.

Ecco quell’equilibrio di cui vi parlavo, un duetto armonico perfetto tra freschezza e sapidità, giocata in una struttura delicata ma di grande persistenza … e non siamo di fronte a un vitigno aromatico.

Profumi tipicamente fruttati, floreali, con accenni vegetali e, con un minimo di evoluzione, anche minerali, a richiamare quel mare ligure così vicino. Un Cortese che esprime grande coerenza tra aromi a gusto.

Infatti all’assaggio ritroviamo il gusto della frutta, degli agrumi, dei fiori di campo e delle erbe aromatiche.

Una persistenza in cui, generalmente, è la sapidità salina a dominare il finale d’assaggio, più in sordina nel bouquet aromatico.

Un vino delicato e saporito allo stesso tempo, davvero perfetto per esaltare il gusto di crostacei, piatti di pesce in generale e primi conditi con ortaggi aromatici.

Un bianco in grado di sostenere senza esasperare il gusto di ingredienti dal gusto particolare, come ad esempio le olive, le mandorle, i pistacchi, il basilico, la menta, lo zenzero, i pomodori, le acciughe.

Gavi 2017 Villa Sparina
Gavi 2017 Villa Sparina

Alcuni esempi di abbinamento per il Cortese di Gavi fermo? Eccoli: Risotto ai funghi porcini, Risotto alla zucca, Insalata di riso (con carne/verdure/pesce), Parmigiana di Verdure, Zucchine ripiene, Frittura di Calamari, Insalata di Pollo, Sushi e Sashimi, Crudi di Pesce, Risotto alla Crema di Scampi, Spaghetti vongole e zucchine, Ravioli ricotta e spinaci, Pasta al Pesto Genovese, Cappelletti in brodo, Coniglio alle Erbe, Orata in crosta di patate, Spaghetti con ragù di spada in bianco, Baccalà e Ceci.

Come potete vedere la versatilità del Cortese di Gavi è davvero ottima: un vino bianco fermo che potete veramente sfruttare a tutto pasto, dagli antipasti ai secondi di pesce o carni bianche.

Per fare una scelta oculata, per le pietanze più elaborate scegliete Gavi meno giovani che magari sono stati affinati più a lungo in bottiglia, delle versioni riserva, oppure elaborati da vigne storiche spesso in grado di regalare maggiore robustezza e sapore al vino.

Ecco due esempi di due ottimi Gavi, di buon rapporto qualità prezzo e assolutamente esemplificativi dalla versatilità e delle caratteristiche di questo bianco italiano.

 

Il Gavi 2017 – Villa Sparina

Il primo Cortese di Gavi che ho assaggiato nella mia vita.

Un vino semplice, schietto e genuino ma assolutamente non banale. Spesso semplicità è sinonimo di sapore e finezza. Quello di Villa Sparina è davvero un Gavi gradevole ed equilibrato, piacevolmente profumato, con sentori che ricordano la campagna assolata: aromi floreali di margherite e gelsomino, seguiti da note più dolci e fresche di mela bianca e pera kaiser.

Leggero e fresco alla beva, scivola in bocca con grazia, lasciando una piacevole e persistente scia aromatica dal gusto fruttato.

E’un Gavi davvero delizioso per accompagnare un gustoso e tipico antipasto a base di Robiola di Roccaverano.

Altrimenti potete sfruttarlo benissimo a tutto pasto, come degno partner di un carpaccio di pesce spada con verdure, oppure su una pasta al ragù di coniglio.

Un Gavi classico con tanti possibili abbinamenti.

Lo potete acquistare online qui a circa 11 Euro, altrimenti lo trovate facilmente anche da Eataly.

 

Gavi dei Gavi 2017 La Scolca
Gavi dei Gavi 2017 La Scolca

Il Gavi dei Gavi 2017 – La Scolca

Il mio Gavi preferito, ve ne ho già parlato qui, ma stavolta ve ne voglio raccontare tutti i possibili abbinamenti.

Un sorso freschissimo e lungamente sapido, con quella peculiare aromaticità in grado di esaltare il gusto del pesce. Un bouquet floreale, fruttato e vegetale, che vede aggiungersi, alle tipiche note di gelsomino, note fruttate fresche e dolci che ricordano il melone bianco e gli agrumi, sentori di frutta secca, mandorle soprattutto, e note vegetali di salvia, timo e basilico.

Un vino che si abbina molto bene ai primi piatti di verdure e pesce, caratterizzati da gusto e aromaticità.

L’ho trovato delizioso su dei ravioli ripieni di ricotta e basilico con scampi e mazzancolle: un abbinamento di grandissima eleganza che, non a caso, viene spesso proposto per occasioni conviviali importanti dove al vino è riservato un posto d’onore.

Il Gavi Etichetta Nera della Scolca accompagna e non copre, esalta senza disturbare, il sapore dei nobili crostacei e la tendenza dolce e aromatica della pasta all’uovo e del suo ripieno.

Potete trovare il Gavi Etichetta Nera 2017 dell’Azienda La Scolca qui, a circa 21 Euro.

 

Il Cortese di Gavi Dolce

Crostata ricotta e visciole e Gavi Passito
Crostata ricotta e visciole e Gavi Passito

Ebbene si, pochissimi produttori hanno puntato anche su una versione dolce del Cortese di Gavi.

Un passito da uve Cortese selezionate, lasciate surmaturare in pianta e poi raccolte. Un passito che, spesso, viene poi messo a maturare in piccoli tini di rovere.

Un vino dolce inedito ma davvero sorprendente all’assaggio, specie per chi ama i vini dolci ma non troppo.

Un’aromaticità in cui regna la frutta secca, la scorza di limone, le albicocche disidratate, il cedro e la scorzetta d’arancia candita, la mela disidratata,  il miele millefiori, il croccante alle mandorle, note più fresche e vegetali di timo al limone.

Un sorso intenso, attraversato immediatamente da un’intensa freschezza, che chiude su note dolci di miele alle erbe e arancia candita.

Crostata Ricotta e Albicocche e Gavi Passito
Crostata Ricotta e Albicocche e Gavi Passito

Un passito perfetto per molte tipologie di dessert, assolutamente versatile per struttura e gusto: un vino dolce non impegnativo, che non stanca mai il palato.

Potete abbinarlo ai tipici dolci di Natale nostrani e d’Oltralpe, come il Pandoro, il Panettone, la treccia di Natale, lo Stollen, i Lebkuchen e i Berliner Brot, ai ciambelloni, ai plumcake e alle torte a base di ricotta, marmellata e frutta secca.

Alcune ricette specifiche da tutta Italia? Provate il Cortese di Gavi in versione “dessert” con queste celebri ricette: Crostata ricotta e visciole, Rotolo farcito con panna e marmellata di ciliegie, Torta di zucca, Spongarda di Crema alla mele, Nocciolini di Chivasso e i Brutti e Buoni.

 

Pronti a passare un weekend in compagnia di una bella bottiglia di Cortese di Gavi? 😉

Cheers!

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Il Gavi e La Scolca … Waiting for Cento

Il Gavi e La Scolca … Waiting for Cento

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Sua maestà il Cortese di Gavi, il bianco piemontese più famoso e amato in Italia e nel mondo, raccontato alla perfezione nella produzione storica ed eclettica dell’Azienda La Scolca, della Famiglia Soldati.

 

La Scolca: Cent’Anni di Cortese di Gavi

 

In questo approssimarsi al 2019, La Scolca e il suo armonico Gavi giungono a festeggiare ben cent’ anni di amore per la terra e di passione per il vino.

Cent’anni di valorizzazione dell’Uva Cortese, dal 1919, una storia avventurosa che unisce l’amore per un terroir, estremamente vocato ad esprimere al meglio le potenzialità di questo vitigno autoctono, alle vicende di una famiglia e di un’azienda che è riuscita a portare il fascino e il gusto del Gavi verso nuovi orizzonti.

Nuovi obiettivi che, pur volando all’estero, rimangono strettamente connessi alla tradizione e alla terra d’origine, di cui il loro Gavi è pura espressione.

Una mission che si sta concretizzando non solo nell’estrema cura e tutela del territorio e della produzione ma anche nel rinnovamento completo della cantina, che potrà essere visitata da Gennaio 2019, per permettere ad appassionati, neofiti ed esperti di conoscere un territorio e una tradizione enogastronomica tutta italiana.

Comunicare il vino con passione e innovazione si deve e si può, sia in Italia sia all’estero, questa la metà dell’Azienda La Scolca e della sua Ambasciatrice Chiara Soldati per celebrare al meglio questa importante ricorrenza temporale e traguardo del suo Gavi.

I festeggiamenti per l’atteso centenario, attraverso cui comunicare il fascino moderno e lo storico gusto del Cortese secondo La Scolca, sono già iniziati e continueranno fino agli inizi di Novembre.

 

Il Gavi secondo La Scolca

Proprio ieri sera, in occasione della Vendemmia Romana, presso la boutique di Stuart Weitzman in Via Condotti, a Roma, ho avuto modo di (ri)conoscere alcune diverse interpretazioni di Cortese, prodotte dall’Azienda La Scolca: un Metodo Martinotti che ancora non conoscevo, il loro delizioso Cortese Metodo Classico e, ovviamente, il  Gavi dei Gavi, loro marchio di fabbrica.

Vediamo se riesco a farvi venire voglia di assaggiarli …

 

 

Rugré 2017 – Cortese Metodo Martinotti

Un colore brillante che riflette la freschezza di questo Cortese spumante: una vivacità che si esprime sia nei profumi sia nel gusto.

Fragranze semplici e immediate di mela verde croccante, pera kaiser, litchi e pompelmo, appena un tocco floreale di biancospino.

All’assaggio assaporiamo immediatamente la bella acidità che, dopo pochi secondi, cede il passo a una piacevole sapidità, in un sorso che chiude rapido e deciso su note agrumate.

Quando pensate al metodo Martinotti, non ricordatevi solo del più noto Prosecco.

Il Cortese metodo Charmat della Scolca è davvero una bella sorpresa. Stupitevi anche voi!

Abbinamenti?

Provate il Rugré 2017 su una bella tempura di gamberoni, gli darà quella giusta freschezza e una dolce e citrina aromaticità.

 

Gavi Metodo Classico 2010

Uva Cortese in purezza, 8 anni sui lieviti, un’aromaticità intensa e persistente, facilmente percepibile anche solo avvicinandosi al bicchiere.

Un bouquet dolce e fresco al contempo: mela renetta, pesca gialla, un tocco di banana, margherite e fiori d’acacia, croccante di miele e nocciole, un soffio di cipria e un tocco di croissant integrale.

L’assaggio è quello che più mi ha intrigata: un sorso freschissimo ma equilibrato, quasi cremoso, dove troviamo anche  una bella sapidità minerale che chiude su note persistenti di mandorle caramellate.

Un Metodo Classico di estrema eleganza, dal gusto fine e intenso, con un’aromaticità assolutamente perfetta per accompagnare un risotto ai funghi porcini o un risotto agli scampi.

Devo provare entrambi gli abbinamenti al più presto quindi … stay tuned!

 

Gavi dei Gavi 2017

Essenza stessa del Cortese.

Nel bicchiere, un giallo paglierino vivido. Ci aspettiamo di certo una gran bella freschezza.

I profumi indicano lo stesso ma riflettono anche un’eventuale morbidezza gustativa.

Melone bianco, mela golden, accenni esotici di ananas e pompelmo, albicocche secche, fiori di campo e gelsomino, miele millefiori.

All’assaggio si mostra davvero cortese ed estremamente equilibrato: un sorso giocato su una bella acidità iniziale accompagnata, poco dopo, da una gustosa e persistente mineralità che chiude dolcemente, priva di note tendenzialmente amarognole.

Un Cortese morbido, fine, profumato e delicato, davvero perfetto nell’esaltare il gusto delle pietanze di mare, dall’aperitivo ai secondi di pesce.

Provatelo con degli involtini di sogliola e mazzancolle … un abbinamento di estrema eleganza e gusto.

D’altronde il Gavi secondo La Scolca è così.

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