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LasteRosse Metodo Classico

Il LasteRosse Metodo Classico: quando il Groppello delle Dolomiti diventa Spumante

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Questa volta voglio proprio raccontarvi un vino delle Dolomiti davvero particolare: il Metodo Classico di LasteRosse.

Particolare perché si tratta di uno spumante prodotto dalle uve di Groppello coltivate sui ripidi pendii che guardano al lago di Santa Giustina, in Val di Non.

Esatto, ho scritto proprio Val di Non, un’area del Trentino che pochi associano ai vini.

Una valle che invece mi ha dato prova di non essere solo simbolo di piacevoli escursioni in montagna, gustosi piatti locali e tipici meleti, ma anche di vini assolutamente deliziosi e davvero particolari nel loro profilo organolettico.

LasteRosse Metodo Classico
LasteRosse Metodo Classico

Proprio recentemente ho assaggiato alcuni dei vini della Cantina LasteRosse di Romallo e oggi vi voglio far venir voglia di conoscere e assaggiare il loro Metodo Classico brut.

Leggete oltre per conoscerne il gusto piacevole e i possibili abbinamenti di questo spumante atipico a base di Groppello Trentino.

 

Il LasteRosse Metodo Classico: Colore, Profumi e Gusto

Quello di Laste Rosse è un Metodo Classico intensamente dorato, caratterizzato da un’evidente brillantezza e da un perlage ben diffuso, fine e persistente.

I profumi non sono quelli che di base ci aspetteremo in un Metodo Classico, ma non scordiamo che in questo spumante non abbiamo uve chardonnay bensì uve Groppello vinificate in bianco.

Al naso è un vino che colpisce decisamente per i suoi profumi fruttati, erbacei e floreali più.

In prima battuta, si sente la frutta secca: nocciole, mele e albicocche disidratate, scorzette d’arancia.

Poi emergono i sentori di salvia, rosmarino, croco, fiori di biancospino, profumi intensi che in parte ritroviamo anche all’assaggio.

Con attenzione si scorgono anche i più classici e attesi sentori di lievito, aromi che in questo caso non ricordano tanto la crosta di pane quanto piuttosto dei panini al burro salato.

All’assaggio risentiamo subito le note di frutta secca, seguite a ruota da quelle erbacee e floreali.

E’ sicuramente uno spumante che non manca di acidità, ma è la sua peculiare sapidità a colpire di più.

Una mineralità piacevole ma non troppo intensa, che conduce a un finale molto lungo improntato su note agrumate e vegetali.

Un sorso fresco e leggero, ma penetrante nei profumi e nei sapori. Un metodo classico assolutamente non scontato e sicuramente divertente e fantasioso in termini di abbinamento.

 

 

Il LasteRosse Metodo Classico: Abbinamenti Cibo Vino

LasteRosse Metodo ClassicoNon è assolutamente un metodo classico da pesce o da fritture e, certamente, non uno spumante da sushi.

Il LasteRosse Metodo Classico si abbina meravigliosamente con gli antipasti e i primi di terra.

Questo non vuol dire necessariamente salumi e carni bianche ma anche verdure e formaggi.

L’importante è che gli ingredienti e le preparazioni siano profumati e saporiti.

Questo spumante esalta alla perfezione il gusto intenso e aromatico dei funghi, soprattutto dei pioppini e dei porcini, usati come condimento a delle paste ripiene.

L’ho trovato assolutamente delizioso in abbinamento a dei plin di borragine con funghi porcini.

LasteRosse Metodo Classico
Plin di Borragine con Porcini

La pasta ripiena viene esaltata dalla freschezza e dall’effervescenza dello spumante e l’aromaticità vegetale del ripieno e dei porcini diventa inebriante grazie ai profumi del vino.

Le opzioni di abbinamento non finiscono qui! La prima volta che ho assaggiato il vino non avevo idea di quali ingredienti potessero davvero valorizzarlo, tuttavia partendo dalla descrizione di base del prodotto avevo preparato alcune pietanze e cibi potenzialmente validi per questo abbinamento.

Ho scoperto che il LasteRosse Metodo Classico si abbina benissimo ad alcuni formaggi e pertanto non potevo non abbinarlo, nei successivi assaggi, a dei funghi ripieni gratinati e a una bella scamorza ai ferri con pioppini.

Tra i formaggi con cui si sposa bene troviamo la Scamorza, l’Asiago, il Montasio e anche il Puzzone di Moena!

Per fortuna ho ricevuto in regalo diverse bottiglie del LasteRosse Metodo Classico 😉 in modo da sperimentare con calma i possibili abbinamenti.

Ora che ho trovato gli abbinamenti perfetti per questo ottimo Metodo Classico, posso godermelo e basta !

 

Cheers!

 

n.b. Potete acquistare il LasteRosse Metodo Classico a questo link, a circa 19 Euro.

 

 

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5 Vini perfetti per gli Spaghetti Pomodoro e Basilico

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Oggi ho in mente una ricetta classica, fantastica, che simboleggia un intero paese, una pietanza che merita solo un compagno in più a tavola … ecco perché in questo post vi voglio raccontare ben  5 vini perfetti per gli spaghetti pomodoro e basilico.

Declinata in tanti modi, quella degli spaghetti pomodoro e basilico è una ricetta classica ma che va ben preparata per essere davvero gustosa e che, per questo, necessita di ingredienti giusti, scelti con cura: pasta di semola di grano duro, pomodori(ni) freschi, basilico fresco, olio evo.

Non a caso è un piatto rivisitato da tantissimi chef, a riprova che anche una pasta con pochi semplici ingredienti a condimento può essere davvero deliziosa.

 

Vini perfetti per gli Spaghetti Pomodoro e Basilico? Come devono essere?

Per abbinarsi a questa pietanza, il vino da scegliere dovrà avere queste caratteristiche:

  • Bella acidità
  • Buona intensità gusto olfattiva
  • Persistenza aromatica adeguata
  • Buona morbidezza
  • Medio corpo
  • Tenore alcolico non eccessivo

 

Perché queste caratteristiche? Ci troviamo di fronte a un piatto sicuramente profumato, pomodori (soprattutto alcune varietà) e basilico sono ingredienti decisamente aromatici. Ovviamente non è un piatto dotato di un’incredibile aromaticità – gli ingredienti sono pochi – ma è sicuramente un punto di forza che, attraverso il vino, merita di essere valorizzato con prodotti profumati.

E’ un piatto dove la tendenza dolce, della pasta e – in alcuni casi – anche dei pomodori, resta in evidenza: pertanto va scelto un vino con una bella freschezza.

Allo stesso tempo, specie se si scelgono dei pomodori particolarmente aciduli o degli oli evo un po’ amarognoli o piccanti, si dovrà puntare su un vino abbastanza morbido ed equilibrato.

Non deve essere un vino troppo strutturato, questo perché la pietanza non è così elaborata: pochi ma buoni ingredienti, preparazione curata ma semplice.

E’ una pasta in cui anche l’olio evo gioca il suo ruolo e va considerato, non solo per la sua aromaticità: l’untuosità della pietanza non è così rilevante, tuttavia è presente e pertanto andrà bene anche un vino con un tenore alcolico di 13 % … oltre non andrei.

Non c’è assolutamente grassezza in questa pietanza, pertanto la sapidità non è una caratteristica fondamentale del vino che si andrà a scegliere. Allo stesso modo non è una pietanza che si presta bene ad abbinarsi a un bicchiere di bollicine.

Ora che abbiamo chiarito quali caratteristiche deve avere un vino per sposarsi con gli spaghetti pomodoro e basilico, vediamo le migliori opzioni. Leggete oltre e scoprite i vini di oggi!

 

Vini perfetti per gli Spaghetti Pomodoro e Basilico: 5 Proposte

 

1. Biferno Bianco Gironia 2017– Borgo di Colloredo (Molise)

Inizio con il mio vino preferito per questo particolare abbinamento!

Un interessante e sorprendente vino molisano, con un rapporto qualità prezzo davvero ottimo.

Un bianco a base Trebbiano e Malvasia molto profumato.

Un’aromaticità viva e avvolgente, dove regnano insieme, in sintonia e con la stessa forza, profumi fruttati, floreali, erbacei e tostati.

Un bouquet dolce, dove troviamo le mele, le albicocche, i fiori d’arancio, di zagara, il miele millefiori e il croccante alle mandorle.

All’assaggio colpisce subito per la bella freschezza e una sapidità non invadente ma persistente, che conduce, in finale d’assaggio, a una gustosa nota ammandorlata.

Lo potete trovare online qui, a circa 8 Euro.

 

2. Orvieto 2016 – Trappolini (Lazio)

Un bianco laziale profumato, fresco e leggero.

Sentori chiari e intensi di agrumi, ananas e mela golden, con cenni di basilico a inverdire l’olfatto. Con la sua bella verve acida riesce perfettamente a contrastare la tendenza dolce della pasta, mantenendo comunque un buon equilibrio. La mineralità è ugualmente presente ma resta concentrata sul finale d’assaggio che chiude su rinfrescanti note agrumate.

E’ un Orvieto con un ottimo prezzo, specialmente se avete modo di reperirlo localmente, altrimenti lo potete trovare online qui, a circa 10 Euro.

 

 

3. Falerno del Massico Bianco Anthologia 2015 – Masseria Felicia (Campania)

Sentori di pesca, agrumi e mela golden caratterizzano il profilo olfattivo di questo gustoso Falerno del Massico, aromi che sono chiaramente percepibili anche all’assaggio, dove troviamo anche delle piacevoli note erbacee di salvia e maggiorana.

All’assaggio è un vino campano piacevolmente fresco e sapido, con un bilanciamento quasi perfetto tra le due durezze. Un vino saporito e profumato che rende particolarmente giustizia all’aromaticità dei pomodori.

Lo potete trovare qui a circa 15 Euro.

 

4. Amanter 2017 – Cantine Adanti (Umbria)

Un Sangiovese rosato fresco e gentile, con profumi vivaci e schietti di rosa, melograno e ribes, con tocchi vegetali di felce e timo. Un rosè molto delicato nel gusto ma con quella spinta acida perfetta per accompagnare una pietanza come gli spaghetti pomodoro e basilico.

Un vino leggero e beverino, con la giusta mineralità, che trova ottimo arricchimento nel gusto dei pomodori e nell’aromaticità del basilico. Da gustare a una temperatura non superiore ai 10 gradi.

Lo potete acquistare qui, a un prezzo di circa 10 Euro.

 

5. Tintilia del Molise 200 Metri 2016 – Tenimenti Grieco (Molise)

Siamo di nuovo in Molise, ma stavolta vi propongo un vino rosso. Una classica e tipica Tintilia molisana, viva e leggera. Profumi di fragoline, melograna e ribes accompagnano un sorso fresco e snello, condito da note sapide in cui emerge l’aromaticità dei fiori di cappero e del tarassaco.

Un vino rosso che può andare benissimo anche per piatti di pesce, come ad esempio una pasta al ragù di pesce spada.

Non scordate però di provarlo con un bel piatto di spaghetti pomodoro e basilico! I profumi del vino sposano benissimo quelli della pasta e, al gusto di quest’ultima, il vino aggiunge una punta di sapidità in più a condire il piatto. Un abbinamento insolito, ma assolutamente buono ed economico.

Potete trovare questa Tintilia qui, all’ottimo prezzo di circa 9 Euro.

 

Questi sono solo alcuni dei vini perfetti per gli spaghetti pomodoro e basilico … quelli che finora ho scovato e sperimentato con successo.

E voi? Che vino abbinate agli spaghetti pomodoro e basilico?

vini perfetti per le lasagne al forno

7 vini perfetti per le lasagne al forno

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Non poteva assolutamente mancare un articolo dedicato agli abbinamenti cibo vino per una delle ricette italiane più amate da tutti: le lasagne al forno.

Un piatto che non ha bisogno di presentazione, proposto in declinazioni diverse in tutte le regioni e rielaborato da tantissimi chef nel rispetto della tradizione ma con dei tocchi di innovazione.

Perché, si sa, la creatività in cucina è un ingrediente che può davvero fare la differenza.

Qualsiasi sia la ricetta che seguite per preparare delle ottime lasagne al forno, c’è solo una cosa che dovete aggiungere per renderle ancora più buone: il vino giusto.

Di seguito trovate 7 proposte di vini che accompagnano benissimo il gusto delle lasagne al forno e degli ingredienti principali che le caratterizzano. Vini gustosi, con un ottimo qualità prezzo e assolutamente italiani e facile da reperire online.

 

Vini perfetti per le lasagne al forno? Ecco le caratteristiche per non sbagliare

Basta solo guardarle le lasagne al forno per capire che un vino bianco è assolutamente fuori luogo. Pensate ai profumi che riescono veramente ad accentuare la piacevolezza di un ragù fatto come si deve.

Non li trovate nei vini bianchi.

Pertanto dovete sempre cercare un vino rosso per questo abbinamento.

Non un vino rosso qualsiasi, però.

Vi serve un vino caratterizzato da una bella acidità, per contrastare la tendenza dolce generale della pietanza: in fondo sia la pasta all’uovo, sia le carni e le verdure utilizzate nel ragù sono caratterizzate da questa sensazione gusto olfattiva.

Il vino rosso da scegliere dovrà essere sapido ma non troppo, questo perché le lasagne presentano una certa “grassezza” all’assaggio ma se sono servite belle calde, questa sensazione non sarà così tanto percepibile, come invece sarà l’untuosità della pietanza.

Per questo motivo cercate un vino che abbia un tannino percepibile ma non esagerato.

Infine dovrete considerare i profumi e l’aromaticità della pietanza, specialmente se avete preparato un ragù particolarmente saporito, e scegliere un vino con la giusta intensità olfattiva e la persistenza adeguata.

Se non volete impazzire nella scelta, seguite i consigli di seguito, dove vi indico ben 7 vini perfetti per le lasagne al forno, tutti ben sotto i 20 Euro, gustosi e facilmente acquistabili.

Leggete oltre per scoprire i vini protagonisti di oggi!

 

7 vini perfetti per le lasagne al forno

 

1. Lambrusco di Sorbara Vigna del Cristo 2017 – Cavicchioli

Cominciamo con un abbinamento davvero classico. Il Lambrusco è, in generale, un vino che viene spesso consigliato in abbinamento alle lasagne al forno. Questo perché, con la sua vivacità e freschezza, il suo corpo agile e il gusto morbido, smorza alla perfezione la grassezza e la tendenza dolce degli ingredienti di questa classica pietanza italiana.

Il Lambrusco che scelgo per voi sta incredibilmente bene con le lasagne al forno, non solo per l’acidità, la bella sapidità e l’elegante frizzantezza, ma anche per i profumi che lo contraddistinguono.

Ribes, pepe nero, marmellata di fragole, sottobosco e note balsamiche  sono sentori che compongono una sinfonia di profumi che accompagnano con maggiore intensità e gusto ogni boccone di lasagna, dove la pasta all’uovo e il ragù trovano perfetta esaltazione e una maggiore persistenza gusto olfattiva.

Davvero un abbinamento tradizionale e perfetto.

Potete trovare questo Lambrusco a questo link, a circa 10 Euro.

 

2. Piedirosso Plutone 2016 – Cantine Ocone (Campania)

Profumi invitanti e adatti a esaltare aromi e gusto delle lasagne al forno.

Sentori di violetta e geranio, con note fruttate dolci di prugna e ciliegia, appena un tocco di speziatura che ricorda i lacci di liquirizia. Un Piedirosso fresco e sapido, con un tannino ancora scalpitante ma in via d’integrazione.

Un rosso campano buono e davvero incredibilmente economico, lo potete trovare qui a soli 7 euro.

 

3. Barbera d’Asti Libera 2016 – Cantine Bava (Piemonte)

Aromi di prugna, ciliegie e sottobosco, con un tocco speziato di radice di liquirizia e pepe nero. Una Barbera d’Asti davvero morbida, dove la freschezza è perfettamente inserita in un corpo polposo e fruttato che lascia in bocca dolci e intense sensazioni di frutti rossi.

Un vino godibilissimo con tantissime pietanze, specie con dei primi piatti di carne, ma deliziosa soprattutto con le lasagne al forno.

La potete trovare facilmente online, a questo link, a soli 10 Euro.

 

 

4. Lagrein Raut 2017 – Peter Zemmer (Alto Adige)

Il Raut è un Lagrein dai profumi esuberanti e vivaci: lamponi e more appena colte, confettura di prugne, note balsamiche di timo e menta, un pizzico di cacao.

Tannino elegante e piacevolmente asciugante, perfetto per mitigare l’untuosità della pietanza e sostenerne l’evidente succulenza. Un sorso gustoso e potente che non stanca affatto. Un Lagrein destinato a finire molto in fretta, specie se lo abbinate alle lasagne al forno.

Potete acquistare questo Lagrein online, a un prezzo di soli 10 Euro.

 

5. Cesanese del Piglio Superiore Massitum – Cantina Pileum (Lazio)

Un Cesanese che ricorda in tutto e per tutto la macchia mediterranea. Una selva di profumi intensi e scuri: more, fiori di mirto, confettura di ciliegie, sottobosco e un accenno di felce e humus. Solo una leggera nota speziata di cannella, in sottofondo.

Il sorso è di pari intensità, arricchito da una bella trama tannica piacevole e assolutamente non eccessiva. Grande freschezza e una bella mineralità accompagnano tutto l’assaggio che chiude morbidamente su note fresche e fruttate.

Un Cesanese del Piglio poco conosciuto ma davvero fantastico. Provatelo, specialmente su delle succulente lasagne al forno!

Lo potete trovare online qui, nell’annata 2013, a circa 16 Euro.

 

6. Montepulciano d’Abruzzo 2016 – Villa Medoro

Bella espressione di Montepulciano d’Abruzzo, con un ottimo rapporto qualità prezzo.

Un vino che si esprime piacevole su note fruttate, floreali e speziate.

Violette appena colte, mirtilli, pepe nero e radice di liquirizia, con un tocco di rabarbaro. Profumi netti e tendenti al dolce. Al palato, il vino esprime tutta la sua freschezza con una persistenza dove ritroviamo i profumi dei mirtilli e le spezie dolci. Un assaggio sicuramente morbido, dove il tannino gioca con discrezione ma da quel tocco meno dolce.

Lo potete acquistare online qui, a soli 7 Euro.

 

7. Nero d’Avola Regaleali 2016 – Tasca D’Almerita

Per chiudere non poteva non mancare un Nero d’Avola facilissimo da reperire, saporito e davvero economico.

Fiori di gelso, amarena, lamponi, sottobosco, cacao e vaniglia compongono un bouquet aromatico davvero invitante, dominato dalla componente fruttata. All’assaggio è un Nero d’Avola che sorprende per la sua bevibilità. Grande bilanciamento tra sapidità e freschezza, con un tannino già ben integrato in una struttura corposa, dove il tenore alcolico rimane in sordina. Forse un po’ pericoloso ma gustoso.

Assolutamente da provare con delle lasagne al forno o con delle paste ripiene condite con del ragù alla bolognese.

Lo potete trovare online qui, a 7,50 Euro.

 

Ora ditemi: quali altri vini aggiungereste a questa lista? Scriveteli nei commenti!

 

Cheers!

 

Pinot Grigio Ciari di Borgo Molino Abbinamenti Cibo Vino

Il Pinot Grigio Ciari di Borgo Molino

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In questo giorno di metà settimana, voglio tornare ai bianchi e al mare, per ricordare a tutti che l’estate ancora non è finita.

Quindi vi presenterò un ottimo Bianco veneto, con un ottimo rapporto qualità prezzo, perfetto per i piatti a tema mare: il Pinot Grigio Ciari di Borgo Molino.

Se già qui vi avevo raccontato il Pinot Nero della stessa azienda, oggi ne approfitto per farvi assaporare il loro buon Pinot Grigio, un vino che si beve con grande piacevolezza e una facilità micidiale.

Se pensate che una bottiglia sola possa bastare per una cena a due … ebbene, vi sbagliate.

Ma potrete confermarmi il fatto, solo dopo averlo conosciuto e assaggiato.

Pronti per sapere qualcosa in più sul Pinot Grigio Ciari di Borgo Molino?

Continuate la lettura …

 

Pinot Grigio Ciari 2017
Pinot Grigio Ciari 2017

Il Pinot Grigio Ciari di Borgo Molino: Colore, Profumi e Gusto

Un netto giallo paglierino, luminoso e cristallino, ci introduce a questo Pinot Grigio della DOC Venezia.

Nei profumi è un bianco chiaramente fruttato, con delle note vegetali, speziate e minerali più soffuse.

Subito si percepiscono gli aromi di frutta esotica, ananas e lime con un pizzico di zenzero, a rendere più pungente il bouquet. A seguire arrivano al naso le note più dolci di una pesca gialla e di albicocca e, più in sordina, i profumi che richiamano la salvia, l’erba cipollina e la selce.

All’assaggio è decisamente fresco, sapido ma non troppo, con un bel gioco d’equilibrio tra mineralità e acidità.  Quello che colpisce di più è la piacevole persistenza, improntata su note pseudo dolci di albicocca e lime, che chiude la degustazione con una bella scia minerale.

 

Il Pinot Grigio Ciari di Borgo Molino: Abbinamenti Cibo Vino

Questo Pinot Grigio 2017 di Borgo Molino è un perfetto vino da piatti di mare, in grado di abbinarsi splendidamente a pietanze a base di pesci, crostacei e molluschi.

E’ un bianco che regge bene l’acidità e pertanto va benissimo per tutte quelle numerose e classiche pietanze di mare che hanno i pomodori come contorno al pescato.

Trovo che il Pinot Grigio Ciari di Borgo Molino sia delizioso in abbinamento a un bel piatto di spaghetti totani e pomodorini.

Questo bianco riesce perfettamente a insaporire il gusto dolce dei totani, arricchendoli di una sfumatura più fresca, esotica e delicatamente speziata.

Potete abbinarlo con grande successo anche a un secondo di pesce gustoso come i totani con patate e piselli.

Tuttavia il Pinot Grigio Ciari non è solo un vino da pesce. Come forse avrete intuito, è un bianco che riesce ad abbinarsi con facilità anche a dei primi piatti vegetariani.

Rimane sempre gustoso anche semplicemente con una pasta con pomodorini e zucchine, a cui, volendo, potete aggiungere del tonno o dei filetti di sgombro fresco, o in abbinamento a delle lasagne ai carciofi.

 

Potete trovare questo vino online a questo link, a soli 8 Euro.

 

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Dunarobba rosso di Briziarelli abbinamenti cibo vino

Il Dunarobba rosso di Briziarelli

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Questo Martedì siamo in compagnia di un vino rosso profumato e piacevole, perfetto per questo preludio autunnale: il Dunarobba Rosso di Briziarelli, annata 2014.

Foresta Fossile di Dunarobba
Foresta Fossile di Dunarobba

Un rosso perfetto per questo clima ancora estivo, dove regnano ancora il sole e il caldo.

Un riuscito blend di Sangiovese e Merlot che ricorda davvero le foreste dell’Umbria, ricche di sottobosco e flora e fauna selvatica.

Se la foresta di Dunarobba è ormai fossile, quella raccontata da questo vino rosso omonimo è invece viva e vegeta.

Curiosi di conoscere il buon Dunarobba rosso di Briziarelli? Continuate la lettura e non ve ne pentirete!

 

Dunarobba rosso di Briziarelli
Dunarobba rosso 2014 – Briziarelli

Il Dunarobba rosso di Briziarelli: Colore, Profumi e Gusto

Un bel rosso rubino regna sovrano nel bicchiere, con qualche timido riflesso porpora.

Il Dunarobba rosso di Briziarelli è un vino che profuma davvero di sottobosco e dei suoi frutti: fragoline, more, violette, mentuccia, con note speziate che ricordano il pepe nero e la radice dolce di liquirizia.

All’assaggio è piacevolmente vinoso, fresco e sapido con moderazione, decisamente morbido, con una persistenza dolce e fruttata, incentrata su note di mora e accenni speziati di liquirizia.

Un rosso che scivola giù con una facilità incredibile lasciando in bocca una bella sensazione fresca e fruttata.

 

Il Dunarobba rosso di Briziarelli: Abbinamenti Cibo Vino

Un vino come il Dunarobba rosso di Briziarelli ha tantissime possibilità di abbinamento.

Personalmente lo trovo irresistibile in abbinamento a degli straccetti al grana e balsamico.

Con la sua bella freschezza, è un rosso che esalta la tendenza dolce della carne di manzo, senza coprirne le caratteristiche note organolettiche.

Con la sua morbidezza, è un vino che non va in contrasto con l’aceto balsamico di Modena ma, anzi, ne esalta l’aromaticità attraverso quel profumo intenso di fragoline che lo contraddistingue.

Questo rosso tutto umbro è un vino che regge tranquillamente il confronto con un formaggio stagionato e saporito come il Grana Padano, rendendolo più fresco e deliziosamente fruttato.

Un abbinamento semplice e saporito, un vino profumato e morbido … che altro si potrebbe aggiungere?

Forse devo menzionare anche l’ottimo prezzo di questo rosso beverino? Di certo vi stupirà in positivo!

Potete acquistare il Dunarobba rosso di Briziarelli a questo link, a soli 9 Euro.

 

Cheers!

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Tonnarelli Gamberi, Zafferano e Zucchine

Il Satres della Cantina Le Lase

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Oggi vi parlo di una bianco, deliziosamente macerato, assaggiato di recente e che mi ha piacevolmente colpita: il Satres della Cantina Le Lase, annata 2017.

Il Satres è un Pinot Grigio del Lazio, prodotto attraverso una breve macerazione di 24 ore e affinato poi per 3 mesi in bottiglia.

Un bianco sicuramente diverso dai più classici ma davvero gustoso, soprattutto se se ne valorizzano le potenzialità espressive con il giusto abbinamento cibo vino.

Non è certo un vino che si abbina facilmente a un risottino di pesce … è un Pinot Grigio che va sicuramente bene per i piatti di mare, ma per quelli con un sapore più intenso e deciso.

Curiosi di conoscere il Satres della Cantina Le Lase e i suoi possibili abbinamenti? Allora leggete oltre!

 

Satres della Cantina Le Lase
Satres 2017 – Le Lase

Il Satres della Cantina Le Lase: Colore, Profumi e Gusto

Un pinot grigio leggermente ramato, quasi buccia di cipolla, un colore limpido e brillante con leggere  sfumature metalliche.

I profumi richiamano la frutta secca, nocciola e mandorla, l’ananas e l’albicocca disidratata, gli agrumi, i fiori di biancospino e di mimosa, la melissa, il timo e la salvia, con un tocco burroso, quasi di brioche.

Un’aromaticità intensa che colpisce subito, fragranze variegate che compongono un bouquet invitante e deciso.

All’assaggio il Satres sfoggia una bella freschezza e una sapidità contenuta che gioca soprattutto nel finale, dove richiama i sentori di frutta secca e tropicale, con un tocco balsamico a ricordare il timo, in un finale di bocca davvero persistente.

Una struttura corposa, una grande morbidezza e un bell’equilibrio per un vino, solo delicatamente macerato, che ha grandi potenzialità evolutive ma è già perfettamente godibile in questa giovanissima 2017.

Con cosa lo abbiniamo? Il Satres della Cantina Le Lase si abbina facilmente a …

 

Il Satres della Cantina Le Lase: Abbinamenti Cibo Vino

… ma è ovvio! Piatti caratterizzati da una grande aromaticità e una spiccata tendenza dolce.

Il Satres rende giustizia alle uve di partenza per la sua grande espressività in compagnia di piatti di pesce e crostacei, come ogni vino a base Pinot Grigio promette.

Tuttavia questo Pinot Grigio ramato del Lazio ha quel qualcosa in più, quel bouquet aromatico, quell’intensità gustativa che lo rende perfetto nell’esaltare ben altri ingredienti profumati e saporiti.

Il Satres della Cantina Le Lase si abbina con gran gusto a dei tonnarelli gamberi, zucchine e zafferano.

Gli aromi del vino trovano piena corrispondenza in quelli della pietanza, esaltati dalla presenza dello zafferano e dalla delicata pseudo-dolcezza dei gamberi e della pasta all’uovo.

Anche senza i gamberi l’abbinamento non sarebbe stato affatto sbagliato.

Il solo binomio zucchine e zafferano, a condimento della pasta, avrebbe reso piacevolissimo ogni sorso di Satres.

Infatti questo Pinot Grigio macerato è un vino che accompagna benissimo anche solo il gusto delle verdure, a patto che queste siano molto aromatiche o accompagnate da qualche altro ingrediente in grado di conferire maggiore persistenza gustativa all’intera pietanza.

Il Satres è un vino equilibrato in ogni suo aspetto, di grande espressività gusto – olfattiva, perfetto anche su un classico risotto alla milanese oppure su delle capesante gratinate ai funghi porcini.

Tre abbinamenti e un solo vino assolutamente da provare!

Che ne pensate?

 

p.s. Se siete di Roma potete acquistare il Satres qui, a un prezzo di circa 13 Euro.

 

 

 

 

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Vini Macerati e Vini Ossidati

Vini Macerati e Vini Ossidati? Facciamo Chiarezza!

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In questo post vorrei delineare le ENORMI differenze che esistono tra Vini Macerati e Vini Ossidati.

Se nel secondo caso siamo di fronte a un’evidente e grave alterazione del vino, come già scrivevo qui, nel primo si parla di un procedimento produttivo che mira a ottenere un vino con un gusto e una colorazione particolare.

 

Bianchi Macerati e Orange Wines

Avrete sicuramente sentito parlare dei vini bianchi macerati, dei vini bianchi ramati e dei cosiddetti “orange wines”.

Non si tratta di una moda recente – anche se attualmente sta riscuotendo più successo che in passato – ma di una pratica usata già da molti anni soprattutto dai produttori del Collio e del Carso e che ora viene utilizzata un po’ in tutta Italia, dal Piemonte alla Sicilia, passando per il Lazio.

Se durante il processo di vinificazione il contatto del mosto con le bucce è un procedimento comune nei vini rossi (infatti questo tipo di vinificazione a contatto viene comunemente definita come “in rosso”), la vinificazione moderna “in bianco” non lo prevede e per questo i vini bianchi mantengono un colore scarico che vira dal giallo verdolino al giallo dorato.

Nell’enologia moderna il giallo ambrato è un colore caratteristico dei vini passiti o di quei bianchi ottenuti ad esempio da uve surmature, così come viene finora spiegato nella maggior parte dei corsi per aspiranti sommelier.

Nel caso dei bianchi macerati, quindi vinificati in rosso, il colore può partire dal buccia di cipolla fino ad arrivare proprio a un bell’arancione carico.

 

Bianchi Macerati e Orange Wines in Italia

Ribolla Gialla
Ribolla Gialla

La vinificazione “in rosso” delle uve bianche, prediletta da molti produttori friulani, rappresenta una scelta dettata soprattutto dalla tipologia di vitigno coltivata in questo specifico territorio.

La Ribolla Gialla, vitigno autoctono del Friuli Venezia Giulia, è un vitigno che si presta davvero bene alla procedura di macerazione, regalando vini dal sapore intenso e dalla struttura persistente e piacevole.

Ovviamente la scelta o meno della macerazione dipende dal tipo di uve di partenza e dal tipo di vino che si vuole ottenere: non tutti i vitigni a bacca bianca si prestano bene a essere vinificati in rosso, il rischio è quello di stravolgere le potenzialità organolettiche delle uve di partenza.

 

Cosa sono i Bianchi Macerati e come li riconosco?

Sia nei bianchi ossidati sia nei bianchi macerati possiamo avere un colore “ambrato” o“aranciato”: un colore che, in assenza di macerazione, è sicuramente “sbagliato” e che, invece, con una macerazione costituisce tipicità.

La macerazione è un procedimento della vinificazione in cui il mosto in fermentazione è lasciato a contatto con le bucce. Più a lungo il mosto rimane in contatto con le bucce, più il prodotto acquisterà colorazione e tannicità: questo perché i polifenoli presenti nella buccia dell’uva rilasciano nel mosto tannini e sostanze coloranti (gli antociani).

Ovviamente il tempo di macerazione viene attentamente valutato in base alle uve di partenza.

Ormai esistono vini bianchi che fanno 7-10 giorni di macerazione e quelli che passano addirittura mesi a contatto con le bucce … magari anche dentro anfore.

 

Bianchi Macerati e Orange Wines: Abbinamenti Cibo Vino

Si tratta di vini che hanno ovviamente un gusto diverso, poiché il processo di macerazione non ne coinvolge solamente l’aspetto ma anche la struttura e le caratteristiche organolettiche all’assaggio.

Si tratta di bianchi non bianchi che al naso possono ricordare intensamente le resine, le erbe aromatiche, la frutta secca, mandorle, nocciole, prugne, le castagne.

Allo stesso tempo, ci sono bianchi macerati con bouquet più freschi che richiamano gli agrumi, il potpourri di fiori secchi, i petali di rosa, le mandorle tostate e la frutta secca in generale.

Sono vini bianchi in cui troviamo strutture corpose, quasi robuste, tannini decisi, dei sapori intensi e mai così freschi come percepiamo invece nei classici vini realizzati “in bianco”.

Tuttavia anche negli “orange wine” più intensi, come può essere la famosa Ribolla Gialla di Gravner o il Jakot di Radikon, troviamo sempre quella verve fresca, quel guizzo acido, quella sapidità più o meno elettrica che è caratteristica di ogni vino, a livelli diversi, e che rende la beva sempre piacevole e mai piatta o bruciaticcia.

I bianchi macerati sono vini perfetti per la cucina agrodolce, per i piatti thailandesi, per l’agnello alla marocchina, e accompagnano splendidamente gli ingredienti nostrani più saporiti e aromatici, come i funghi, lo zafferano, la bottarga e i tartufi.

Scordateveli su un risotto gamberi e zucchine.

Sono vini a cui rendere giustizia con abbinamenti specifici, per cui un vino rosso è inadatto e per cui servono dei bianchi strutturati e dal gusto deciso e tendente al morbido, con un’acidità meno scalpitante.

 

Cosa sono i Vini Ossidati?

Ormai l’avrete capito, l’ossidazione non centra nulla con la macerazione.

È un’alterazione del prodotto finito che, innanzitutto, ne modifica il colore. E’ un’alterazione che coinvolge sia i vini bianchi sia i rossi ma nei bianchi ne determina un colore virante verso l’ambra.

Soprattutto, è un’alterazione che non si ferma al colore ma intacca il gusto del vino.

Una delle caratteristiche fondamentali di un vino che ne determina la longevità potenziale è l’acidità, data dalla presenza di tre principali acidi fondamentali: l’acido tartarico, citrico e malico, quest’ultimo sicuramente il più importante per definire le potenzialità di maturazione ed evoluzione di un prodotto..

 

vino macerato in via d'ossidazione
Vino macerato in via d’ossidazione
Vino macerato ossidato
Vino macerato completamente ossidato

Un vino che ha perso completamente la sua componente acida è un vino morto … e dal cattivo sapore: un gusto piatto, amaro, cotto, quasi bruciato, per questo si chiamano vini ossidati.

Vini Macerati e Vini Ossidati: come li distinguo?

Ci sono diversi livelli di ossidazione. Molto spesso è lampante, colore brunito, sapore piatto, amaro e bruciato.

In altri casi, quando magari l’ossidazione è appena cominciata, il colore sarà tendente all’ambra e un po’ di acidità ci sarà ancora nel prodotto. Tuttavia sarà un vino (macerato o meno non fa differenza) piatto nei profumi, con un sapore di frutta cotta e privo di persistenza.

Se in questo caso il cambiamento alla vista non è lampante, l’assaggio fugherà sempre ogni dubbio.

Pertanto se non conoscete il vino che avete appena pensato, se siete in dubbio e non sapete se è effettivamente ossidato oppure un tipico orange wine, assaggiatelo: un vino ossidato, anche solo leggermente, non sarà MAI buono.

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Pinot Nero Scuri di Borgo Molino

Il Pinot Nero Scuri di Borgo Molino

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Oggi vi racconto un Pinot Nero: lo Scuri di Borgo Molino, annata 2017, un vino assaggiato di recente, quasi per caso, poiché reperibile in un’enoteca vicinissima a casa.

Il Pinot Nero Scuri di Borgo Molino è stato davvero una piacevole scoperta.

Direttamente dal territorio delle Tre Venezie, vi devo assolutamente presentare questo rosso IGT che ho apprezzato davvero tanto.

Se siete alla ricerca di un vino piacevole, di facile beva, economico, con profumi e un gusto accattivante … allora amerete davvero anche voi il Pinot Nero Scuri di Borgo Molino.

Perché Treviso non è solo Prosecco.

 

Il Pinot Nero Scuri di Borgo Molino: Colore, Profumi e Gusto

Pinot Nero Scuri 2017
Pinot Nero Scuri 2017

Questo Scuri è un rosso di un bel color rubino, con leggeri riflessi porpora, bello trasparente come solo il Pinot Nero sa essere.

Profuma chiaramente di fragole, ribes e lamponi, di petali di rosa, con un cenno di liquirizia dolce e una leggerissima speziatura di pepe nero. Profumi sicuramente tendenti al dolce ma che vengono ravvivati all’assaggio da una bella freschezza gustativa che metto in risalto, al palato, le note speziate.

Un Pinot Nero dal tannino davvero delicato, una sapidità ben contenuta e una freschezza che quasi definirei morbida.

 Un rosso leggero, profumato, gustoso e davvero beverino, perfetto per una cucina di tutti i giorni e per serate tra amici.

 

Il Pinot Nero Scuri di Borgo Molino: Abbinamenti Cibo Vino

Non che sia un vino complesso da abbinare, con le sue caratteristiche organolettiche lo potete infatti accompagnare tranquillamente e con successp a piatti di carne e anche di pesce.

Tuttavia se pensate ai suoi profumi non potete non abbinarlo alle carni.

 Il Pinot Nero Scuri di Borgo Molino sa veramente come esaltare il gusto di una lombata di maiale al radicchio (trevigiano, mi raccomando!).

In abbinamento al tonno in salsa teriyaki
In abbinamento al tonno in salsa teriyaki

Si sa, i frutti rossi rinfrescano e esaltano il sapore della carne di maiale. La morbidezza e la freschezza di questo Pinot Nero smorzano alla perfezione le note amarognole del radicchio e ne fanno apprezzare pienamente la persistenza gusto olfattiva.

Forse non sarà un abbinamento particolarmente elegante ma di certo è ottimo: provare per credere!

Se poi volete provarlo con il pesce, abbinatelo  a un bel trancio di tonno in salsa teriyaki e ne rimarrete deliziati.

Potete acquistare il Pinot Nero Scuri di Borgo Molino, annata 2017, online a questo link, a meno di 8 Euro.

Un Pinot Nero Veneto davvero con un bel rapporto qualità prezzo.

 

Che ne dite?

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Fiano di Avellino di Villa Raiano

Il Fiano di Avellino di Villa Raiano

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Oggi voglio proprio iniziare bene la settimana, parlandovi del Fiano di Avellino di Villa Raiano, annata 2017.

L’azienda avellinese in questione non ha certo bisogno di presentazioni, per chi il vino lo conosce e lo apprezza, ma dobbiamo senz’altro ricordarne la qualità generale, evidente in una produzione diversificata, con una linea classica e una dedicata ai cru aziendali, sempre caratterizzata da un eccellente rapporto qualità prezzo dei vini.

Il Fiano di Avellino di cui vi parlo oggi appartiene alla linea basic dell’azienda ma di certo è un vino che si fa piacevolmente notare.

Scoprite con noi perché, leggendo oltre!

 

Il Fiano di Avellino di Villa Raiano: Colore, Profumi, Sapore

Fiano di Avellino di Villa Raiano
Fiano di Avellino di Villa Raiano

L’annata 2017 ha un bellissimo bouquet aromatico, ricco e intenso, un ensemble di profumi floreali e fruttati con delle caratteristiche note fumé che conferiscono una maggiore sapidità all’assaggio.

Fiori di tiglio, ginestra, mimosa, margherite di campo, agrumi e mela selvatica sono i primi aromi percepibili che lasciano spazio, dopo pochi secondi, a classiche note di salvia e nocciole tostate.

All’assaggio è un vino che incanta per la sua lunga persistenza, in cui ritroviamo la bella mineralità, delicatamente affumicata, e un’acidità ben presente ma apparentemente nascosta, poiché ben integrata in una struttura scalpitante ma già avviata verso la morbidezza.

Un Fiano di Avellino ancora giovanissimo e che può invecchiare davvero bene, arricchendosi di profumi e sapori. Una gioia per chi sa aspettare, alla 2017 date ancora due/tre anni … e pensare che è stata anche un’annata piuttosto difficile per il Fiano di Avellino!

 

Il Fiano di Avellino di Villa Raiano: Abbinamenti Cibo Vino

Veniamo al dunque! Con cosa si sposa alla perfezione questo ottimo Fiano di Avellino di Villa Raiano?

Dovete assolutamente provarlo con una pasta sgombro e pomodorini.

Una ricetta semplice che acquista ancora più gusto se accompagnata da questo giustissimo vino.

L’aromaticità tipica dei pomodorini viene incredibilmente esaltata, come solo il fiano sa fare, dal bouquet del vino.

Il gusto dello sgombro trova il giusto accompagnamento nei profumi e nel sapore del vino, dove anche la sapidità minerale non va in contrasto con le note salmastre del pesce ma si fonde in un trionfo di piacevole saporosità. Questo grazie al bell’equilibrio di questo giovane Fiano di Avellino.

pasta pomodorini e bottarga
pasta pomodorini e bottarga

 

In questo abbinamento bisogna solo far attenzione a non eccedere con l’aggiunta di erbe aromatiche e peperoncino, elementi che andrebbero ad acuire eccessivamente la sapidità, facendo emergere anche una freschezza eccessiva, virante addirittura all’amaro.

Ingredienti profumati si, ma non troppo piccanti, aciduli o amari!

Altre ricette con cui abbinare questo ottimo Fiano di Avellino? Eccone alcune, ampiamente e piacevolmente sperimentate: Spaghetti pomodorini e bottarga, Pesce spada alla Pizzaiola, Pasta all’ortolana, Parmigiana bianca con verdure, trofie zucchine, burro e parmigiano, spaghetti con zucchine alla nerano.

 

Il Fianco di Avellino di Villa Raiano: Provalo con la Pizza!

Non posso non menzionare quanto questo Fiano di Avellino stia bene in abbinamento alla Pizza! E non solo con la classica margherita.

Provate il Fiano di Avellino in compagnia delle seguenti gustose pizze e non ve ne pentirete: Pizza Vegetariana, Pizza Bufala e Pachino, Pizza scamorza e zucchine e Pizza speck e provola.

 

N.B. Potete acquistare questo vino online direttamente dallo shop aziendale, a questo link, all’ottimo prezzo di circa 15 Euro.

Syrah di Cantine Capitani

Il Syrah di Cantine Capitani e gli Abbinamenti Cibo Vino

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Per questi ultimi weekend di agosto vi voglio proporre un abbinamento da pranzo all’aperto, gustoso, semplice ed economico: il protagonista di oggi è il Syrah di Cantine Capitani, altra realtà vitivinicola della Tuscia, poco conosciuta, che ci offre vini interessanti con un ottimo rapporto qualità prezzo.

Con cosa può essere abbinato? Il Syrah di Cantine Capitani si può abbinare facilmente a tante pietanze ma, come si usa dire, “la morte sua” è con una bella lombata di maiale con peperoni.

Curiosi di assaporare più da vicino questo gustoso abbinamento? Continuate a leggere il post!

 

Il Syrah di Cantine Capitani: Colore, Profumi e Gusto

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Questo Syrah, annata 2016, è intensamente rosso, di un bel rubino profondo e lievemente trasparente.

I profumi sono piacevoli e immediatamente percepibili: vi sfido a non riconoscere in questo Syrah, il gustoso profumo di frutti rossi freschi, lampone e ciliegia soprattutto. Niente frutta in confettura, ma solo frutti freschi, croccanti e appena colti come una bella cerasa.

Gli aromi di questo Syrah non si fermano alla frutta.

Ancora prima di lievi accenni floreali di peonia e iris, è dominante la componente speziata che arricchisce il bouquet con sentori chiari di pepe nero e un pizzico di peperoncino.

Chiudono le note tostate di tabacco, di cannella e di liquirizia dolce, percepibili con vigore soprattutto all’assaggio, sensazioni sicuramente regalateci dall’affinamento in rovere.

In bocca è – come c’era da aspettarsi – decisamente fruttato, con chiare sensazioni di lampone e ciliegia. Una beva non così “dolce” come sembrerebbe, dal momento che ogni sorso è ravvivato da una bella acidità, dalle intense note speziate e da quelle tostate che ci accompagnano anche in finale d’assaggio.

Si beve volentieri, si beve facile, un vino rosso che rallegra anche sotto la calura estiva, assolutamente perfetto per … una grigliata, no??

 

Il Syrah di Cantine Capitani: Abbinamenti Cibo Vino

Il Syrah di Cantine Capitani sposa alla perfezione il gusto della carne alla brace: sarà il suo gusto fruttato e speziato, sarà la sua bella acidità, sarà per la sua giusta morbidezza … difficile a dirsi, ma è chiaro che, con questo vino la carne cucinata in questo modo acquista ancora più sapore.

Tuttavia, cercherò di essere precisa: salsicce, lombatine con l’osso e braciole di maiale, con un bel contorno di peperoni, anche in agrodolce, il tutto rigorosamente alla brace, stanno incredibilmente bene insieme a qualche bicchiere di questo Syrah del Lazio.

La croccantezza e il tipico sapore che acquista la carne di maiale e i peperoni cotti in questo modo sono sensazioni che vengono degnamente celebrate da questo rosso, attraverso un’acidità fruttata, non così intensa da portare in bocca sentori amari, ma assolutamente giusta per arricchire di una componente dolce, fruttata e delicatamente acidula il gusto della carne e delle verdure.

Un assaggio che viene prolungato in tutto il suo sapore dalle sensazioni tostate che questo Syrah ci regala.

Un vino poco noto ma davvero eccezionale in questo abbinamento.

Portatelo con voi alla prossima grigliata e gli altri commensali vi giureranno amore eterno.

Cheers!

 

p.s. Potete acquistare il Syrah di Cantine Capitani 2016 qui!

 

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