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I Vini per i Secondi di Carne

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Da una classica ricetta autunnale, un ottimo abbinamento: Funghi Ripieni e Vino.

Già qui, avevo raccontato un’avventura di questo tipo. Stavolta però, protagonista della storia è la ricetta più nota dei funghi ripieni, quella che prevede una farcitura con uova, carne, parmigiano, con gli aromi e le spezie che più piacciono. Proprio queste due ultime aggiunte sono l’elemento che rende l’abbinamento Funghi Ripieni e Vino così coinvolgente e persistente, in tutte le sue golose e profumate sfumature.

Pront* a scoprire il fascino di alcuni ottimi Vini per i Funghi Ripieni?

Funghi Ripieni: perché piacciono tanto

Porto bello o Champignon, ecco le due varietà che meglio si prestano all’operazione di farcitura. Per preparare i miei funghi ripieni del cuore, personalizzo la ricetta di base con la mia selezione di erbe. Quello che più mi piace, in questa pietanza, che può essere un gustoso secondo, anche in occasioni speciali, è il suo charme boschivo. Pertanto, con l’aggiunta degli aromi e delle spezie, cerco sempre di esaltare questo aspetto dell’ingrediente principali.

L’aromaticità, infatti, è il lato più appetitoso dei funghi, un ingrediente che dal punto di vista alimentare fornisce poco al nostro organismo … però i suoi profumi e sapori sono speciali, soprattutto con i giusti elementi di contorno.

Se negli champignon e nei funghi porto bello i profumi di base restano un po’ in sordina, ben venga la loro esaltazione con il giusto mix di aggiunte.

Timo, pepe nero e una punta di noce moscata contribuiscono ad accrescere l’appetibilità dei già appetitosi ingredienti: il macinato di manzo, l’uovo e il Parmigiano Reggiano. Un piatto semplice e di grande succulenza.

Per esaltarci ancora di più, ecco che arriva il contributo del vino giusto!

L'Artù di Fattoria San Lorenzo in abbinamento ai Funghi Ripieni
L’Artù in abbinamento ai Funghi Ripieni … scoprilo continuando la lettura!

Funghi Ripieni (di carne) e Vino: quali scegliere

Nell’abbinamento Funghi Ripieni e Vino la sinergia tra i profumi è un aspetto che ha grande peso. Se annichiliamo l’aroma generale dell’ingrediente principale, si perde il fascino del piatto. Ecco perché i vini giusti per questo “pairing” hanno invitanti profumi boschivi ed erbacei, capaci di portarti a passaggio in una foresta incantata, oltre a succose note di frutti rossi … di bosco, ovviamente.

Un’aromaticità generale che dovrà avere la giusta persistenza per accompagnare ogni boccone della ricetta.

Poi, anche il gusto vuole la sua parte. I funghi hanno una consistenza delicata e la struttura del piatto si amplia grazie alla presenza del saporito ripieno. Il vino migliore in abbinamento avrà un medio corpo, un buon tenore alcolico, per sostenere la succulenza del Parmigiano e delle carne.

Un pizzico di freschezza e sapidità in più, ed ecco che il vino giusto è servito.

Che vino sarà? Proprio partendo dall’aromaticità, i vini più adatti sono i rossi, che spiccano, per primi, con il loro possibile appeal boschivo e terroso. Con un ripieno di carne rossa, Parmigiano e funghi, la scelta di un rosso diventa proprio necessaria, per accompagnare la gustosa struttura della ricetta.

I bianchi sono, invece, una valida scelta quando nei ripieno dei funghi non c’è la carne, come avviene qui, ad esempio.

Il colore rosso intenso del vino rosso Artù di Fattoria San Lorenzo
Il rosso intenso dell’Artù 2018

Funghi Ripieni (di carne) e Vino: 6 Gustose Opzioni

Che rossi siano! Da tutta Italia, e un po’ anche da fuori, ecco arrivare 8 gustose etichette, a introduzione di ben 9 vitigni, nostrani e internazionali, pronte a sfidare il gusto dei funghi ripieni. Il risultato è scontato: sarà il piacere a vincere. Si parte dalle uve, per arrivare al singolo vino … ma i vitigni proposti sono quelli che, per personalità, sono i migliori nel conferire sensazioni fruttate e boschive ai vini derivanti.

Artù, Fattoria San Lorenzo – Montepulciano e Sangiovese

Nasce da uve di Montepulciano e Sangiovese, com’è nella tradizione dei classici rossi marchigiani. Una Fattoria strettamente legata al suo territorio e una produzione che vive della genuinità dei suoi vini: così è il lavoro di Natalino Crognaletti.  Il suo Artù nasce in omaggio a uno degli amici a 4 zampe della Fattoria, che la mia Jack Russell ha avuto occasione d’incontrare durante una visita alla Cantina.

L’Artù profuma e sa di bosco, con note vivide di frutti rossi e di ciliegie mature, contornate da folate balsamiche e da un gusto sapido e succoso, che lascia il palato fresco e profumato. Un rosso che fa 14% e che scivola come acqua pur regalando grande ricchezza e persistenza aromatica. Per ora, la mia scelta preferita per i Funghi Ripieni.

Ecco l'Artù originale ... e il suo incontro con Melian
Ecco l’Artù originale … e il suo incontro con Melian

Palladium, Martini & Sohn – Pinot Nero

Le uve di Pinot Nero sono un classico accanto alle ricette dallo charme boschivo. Senza scomodare la Borgogna, anche dai nostri paesaggi dolomitici arrivano squisiti Blauburgunder. D’alto canto, i funghi sono di casa in provincia di Trento e Bolzano, pertanto non c’è da stupirsi che un Pinot Nero territoriale come il Palladium accompagni divinamente dei classici Funghi Ripieni.

Profuma di lamponi e mirtilli, di muschio e resina, di spezie dolci. Un gusto carico di ricordi aromatici, dall’invitante freschezza … che richiama uno, due, tre assaggi. Una persistenza saporita, senza strafare, dai tannini gentili. Ecco, proprio quell’unione di profumi ed equilibrio gustativo che sta davvero bene con la ricetta.

Barbera d’Alba Suculé, Lo Zoccolaio – Barbera

La Barbera d’Alba ha la perfetta acidità per vivacizzare la tendenza dolce dei funghi ripieni. Allo stesso tempo, vanta sfiziosi profumi, fruttati, floreali, delicatamente erbacei, con sfumature più calde di spezie, che sono il giusto complemento alla pietanza. Una Barbera come la Suculé mette in campo ricchezza e, allo stesso tempo, equilibrio. Un gusto denso, morbido, energizzato dalla giusta dosa di freschezza.

Bolgheri Moreccio, Casa di Terra – Cabernet Sauvignon

Le uve internazionali regnano a Bolgheri: Merlot e, insieme, i due Cabernet. Proprio da quelle Cuvée a base soprattutto di Cabernet Sauvignon e  Franc, emergono, in questa zona delle Toscana, rossi fascinosi in abbinamento ai funghi ripieni.

Ad esempio, un vino come il Moreccio di Casa di Terra vanta insieme spessore e freschezza. Profumi deliziosi, che ricordano i frutti di bosco, l’erba appena falciata, il rosmarino … anche i funghi stessi, inseriti in un gusto setoso e persistente. Un assaggio ben dosato in freschezza e sapidità che non copre il gusto della ricetta, tutt’altro. Un modo goloso per apprezzare davvero il fascino dei funghi.

Ecco degli ottimi vini rossi in abbinamento ai funghi ripieni (di carne)
Ecco degli ottimi vini rossi in abbinamento ai funghi ripieni (di carne)

Ciliegiolo di Narni 05035, Leonardo Bussoletti – Ciliegiolo

Il Ciliegiolo è un vitigno che ha fatto del centro Italia la sua dimora. Dai suoi grappoli, in Umbria e in Toscana, nascono grandi rossi, intensi, freschi, saporiti e dai vivaci profumi. In particolare, il Ciliegiolo di Narni 05035 sposa benissimo i funghi ripieni. Un’impresa che gli riesce facile grazie ai suoi croccanti profumi di ciliegie, accompagnati da ventate balsamiche e floreali di menta, violette e ciclamini. Un abbinamento in cui trionfano aromi e leggerezza.

Terra del Varo Irpinia Aglianico, Cavalier Pepe – Aglianico

Qui, forse, bisogna agire con attenzione. Dalle uve di Aglianico nascono vini prorompenti, profumati e, spesso, esagerati nella loro forza gustativa. Vini che, però, hanno un’impronta aromatica che esalta l’appeal dei funghi e la scia delle erbe aromatiche. Ad esempio, un Aglianico di media struttura, come il Terra del Varo, di Cavalier Pepe, vanta profumi eccezionali, balsamici, terrosi, fruttati e speziati, avvolti in un gusto armonioso. Tannini setosi, una bella carica fresco-sapida, rendono questo Aglianico un ottimo compagno per i funghi ripieni.

Etna Rosso Nuddu, Cantine di Nessuno – Nerello Mascalese

Un particolare vitigno siculo. Se dici Nerello Mascalese, dici Etna. L’Etna Rosso è proprio una tipologia di vino che, in versioni non troppo calde e strutturate, ben sposa il fascino morbido e aromatico dei funghi ripieni. In particolare, il Nuddu, di Cantine di Nessuno, è magico con questa ricetta. La sua sapidità e il suo trio di sensazioni speziate, mentolate e fruttate, donano ancora più gusto al piatto, ne prolungano la piacevolezza e ne esaltano l’aromaticità.

Gloria, De Moya – Monastrell

Cos’è il Monastrell? Noto anche come Mourvèdre, nella Valle del Rodano, è un vitigno a bacca rossa spesso usato in blend con i più famosi Syrah e Grenache. In realtà, vinificato in assolo, vanta un fascino tutto suo, perfetto in abbinamento a ricette dall’impronta terrosa e boschiva. Vini da grappoli di Monastrell, come il valenciano Gloria, vantano una personalità speciale, fatta di vividi ricordi di frutti rossi, erbe balsamiche e spezie. Un assaggio intenso e saporito, che non perde in freschezza. Ecco perché un vino così, intimamente spagnolo, va scoperto, specialmente accanto a ricette con protagonisti tutti i frutti del bosco.

L’ho comprato d’annata il Cucchetto di Pepi Lignana. Un Cabernet Sauvignon della Maremma Toscana piacevolissimo da bere da solo e accanto alle ricette più semplici. Classe 2015, è un campione di sapore e profondità. Un rosso denso nel colore al gusto.

Un vino un perché … perché non l’ho assaggiato prima? Giustizia per tutti i Cabernet Sauvignon italiani!

Questo rosso è uno spettacolo, di bevibilità e persistenza. E’ passato un quarto d’ora e ancora ne sento in bocca le sensazioni fruttate e boschive. Gustoso, morbido, lungo. E’ così che sono i vini buoni, senza dover spendere uno stipendio.

Pepi Lignana alla Fattoria il Casalone

Intorno a Orbetello il mare è bello, questo è certo. Però, se ti lasci un pochino alle spalle il mare, entri in una terra di grandi vini. La Maremma Toscana abbraccia mare e campagna, regalando bianchi e rossi di spiccato carattere. Non sei a Bolgheri e nemmeno a Bordeaux. Ciò nonostante, i vini della Fattoria il Casalone hanno tanto da raccontare.

Una quest alla ricerca del vino buono che è cominciata negli anni ’60, con quel Giuseppe “Pepi” Lignana che ha dato il là a una nuova produzione familiare. Già esperto ingegnere piemontese, ha trasferito la sua intraprendenza in un ambito ben più godibile e appassionante … quello del vino. Un mestiere difficile, s’intende – ma di grande soddisfazione, perché i suoi buoni risultati sono tangibili. Una passione che ha trasmesso alle future generazioni, nuove custodi di terreni di grande ricchezza.

Infatti, i vigneti della Fattoria il Casalone venivano già annotati nel 1917, dal Granduca di Toscana Leopoldo che creò un catasto dei terreni agricoli della Maremma.
Promesse che, grazie alla lungimirante intraprendenza della famiglia Lignana, non sono andate perdute.

Ogni etichetta pensata alla Fattoria valorizza le antiche parcelle: attraverso le etichette prodotte, ogni terroir può dire la sua.

Il colore denso del Cabernet Sauvignon il Cucchetto 2015, di Pepi Lignana
Il colore denso del Cabernet Sauvignon il Cucchetto 2015, di Pepi Lignana

Il Cucchetto di Pepi Lignana, alla Fattoria il Casalone

Per l’80% Cabernet Sauvignon e per il 20% Petit Verdot, il Cucchetto prende vita dal vigneto più alto della Fattoria, da cui ottiene in prestito anche il nome.

Un vino che è stato affinato a lungo, per ben 18 mesi in barrique di rovere francese e per altri 6 mesi in bottiglia. Una valorizzazione, ma anche una necessità, per mettere in mostra al meglio le doti innate di un vitigno ricco ed elegante come il Cabernet Sauvignon. Le sue uve, coltivate in terreni ben drenanti, ricchi di scheletro, in posizione pedocollinare e rivolti verso il mare, si sono sviluppate al meglio e, con la giusta lavorazione e riposo, hanno saputo esprimersi in tutto il loro fascino. Uno charme indiscusso ed evoluto, dalle note terrose e boschive, che profuma di violette e lamponi, di erba appena tagliata e muschio. Un’aromaticità genuina che si veste con diffuse percezioni di pepe e spezie dolci, di caffè e tabacco.

Nato nel 2015, figlio di un’ottima annata, il Cucchetto di Pepi Lignana rivela tannini già smussati, percettibili in tutta piacevolezza, e un gusto setoso e sapido, ricco di note terrose e boschive, con una freschezza ancora scalpitante che mi dice: ”Ehi, potevi anche aspettare a stapparmi”. Mi dispiace, io non so resistere.

Il Cucchetto di Pepi Lignana si abbina bene anche alla semplicità di un orzotto con pancetta croccante e rosmarino
Il Cucchetto di Pepi Lignana si abbina bene anche alla semplicità di un orzotto con pancetta croccante e rosmarino

Il Cucchetto di Pepi Lignana: i migliori Abbinamenti

Persistente, setoso, denso di profumi, lascia la bocca saporita. Con un tale pedigree, è un vino rosso che sorprende anche in tavola. Sa essere gustoso anche solo con un orzotto con pancetta croccante o con dei tomini con speck o alla boscaiola, di cui amplifica il gusto già goloso. Infine, è perfetto per accompagnare degli involtini di speck e brie e degli assaggi di pecorino al tartufo. Avresti mai pensato a un vino così ricco anche per un aperitivo goloso?

Tartufo nero, affumicatura dello speck, il gusto dolce e fragrante del Brie sono tutti capisaldi nel perfetto abbinamento con un Cabernet Sauvignon. Il Cucchetto esprime bene l’anima raffinata e ricca di questo vitigno.

Un assaggio e degli accostamenti cibo-vino che restano impressi per intensità dei sapori e bevibilità.

Poi, si sa, il Cabernet Sauvignon, si abbina bene a tante specialità di carne, quelle che tieni in serbo per le feste.

Anche il Cucchetto, fedele alle sue origini, si abbina benissimo a un filetto al pepe verde, a un filetto alla Wellignton, a una tagliata ai porcini, a un filetto di maiale con prugne e speck, a un petto d’anatra con miele e spezie, a un carrè d’agnello al rosmarino e pistacchi.

Con il Cucchetto di Pepi Lignana, specie se di classe 2015, i pranzi di festa diventano indimenticabili.

Riscalda i cuori con un assaggio, è il Valtellina Superiore Vita Nova.
Un Nebbiolo in purezza che arriva da vigne terrazzate del Comune di Berbenno di Valtellina e che, una volta versato, regala un’esplosione di tipicità, dal colore al sapore. Un rosso dalla personalità intensa che, pur restando godibile, lascia una duratura impronta a ogni sorso, con ricordi di frutti di bosco, fiori e spezie.
Davvero una “Vita Nova” all’insegna del sapore genuino, sorso dopo sorso.

Vita Nova, solo Vini Buoni

Il Valtellina Superiore Vita Nuova viene prodotto dall’Azienda Agricola Amici di Vitanuova, nata nel 2014, dalla passione ed esperienza di alcuni volontari dell’ Operazione Mato Grosso (OMG), tornati in patria dopo un lungo periodo di attività in America Latina. Forti di questa loro esperienza, gli “Amici” hanno deciso di mettere a frutto la loro esperienza nel campo vinicolo, coltivando uve e creando vini con cui sostenere le attività e gli scopi dell’OMG.
I tre ettari vitati, coltivati dai volontari di Vitanuova, sono stati concessi, in comodato d’uso gratuito, da alcuni viticoltori locali di Berbenno, in provincia di Sondrio. Terreni che sono stati con pazienza recuperati, ripristinando gli storici muretti a secco, sistemando i filari e piantando nuove viti. Un restauro eseguito in rispetto delle antiche tradizioni contadine del luogo, con un occhio rivolto al futuro.
Un’impresa che ha avuto successo … basta provare il loro Valtellina Superiore Vita Nova che mette in mostra tutto il fascino dell’uva Nebbiolo, coltivata in questi luoghi di montagna.
Le uve del vitigno, allevate con cura, sono state poi affidate, per il processo di fermentazione ed evoluzione a famose cantine del territorio, come Nino Negri e la Fondazione Fojanini. Tuttavia, l’obiettivo dell’Associazione è quello di realizzare i propri vini in maniera autonoma: per questo gli Amici hanno da poco inaugurato una loro cantina che verrà utilizzata a partire dalla vendemmia 2022.

Il colore del Valtellina Superiore Vita Nova
Il colore del Valtellina Superiore Vita Nova

Vita Nova Valtellina Superiore: Colore, Profumi e Gusto

Tipicamente Nebbiolo, o Chiavennasca, come viene chiamato questo celebre vitigno in Valtellina.
Una territorialità che emerge già nel colore, un rosso granato vivido e trasparente, di grande luminosità.
Un rosso che sfoggia profumi penetranti, da vero Nebbiolo, con sensazioni scure di more, mirtilli e prugne, di violette appassite e spezie orientali, con un tocco balsamico che ricorda la menta.
Il gusto è sapido, con la giusta forza tannica che asciuga il palato e dà grinta al sorso. Un assaggio che lascia la bocca quasi salata, una sensazione ammorbidita e rinfrescata da richiami ai frutti rossi e alle erbe.
L’aggettivo che meglio descrive il Valtellina Vita Nova è proprio “saporito”.

Valtellina Superiore Vita Nova in abbinamento a roast beef con patate
Roast-beef con patate: un ottimo abbinamento per il Valtellina Superiore Vita Nova

Vita Nova Valtellina Superiore: Abbinamenti con il Cibo

Com’è tradizione dei Nebbioli di questa terra, anche il Valtellina Vita Nova si abbina bene al coniglio alla cacciatora, ai tortellini in brodo di cappone, agli sciatt e, in generale, agli assaggi di formaggi d’alpeggio, come il Raschera, la fontina Valdostana, il Vezzena di Lavarone, l’Asiago d’Allevo e il Bagoss.
Però, quando un vino è buono, i confini si abbattono facilmente.
Per apprezzare ancora di più la grinta del Valtellina Superiore Vita Nova, gustalo accanto alla succulenza degli straccetti di manzo, con scaglie di Grana Padano e salsa al balsamico.

Straccetti con Grana e verdura ripassata: ottimi in compagnia del Valtellina Superiore Vita Nova
Straccetti con Grana e verdura ripassata: ottimi in compagnia del Valtellina Superiore Vita Nova

Una ricetta semplice, in cui la carica sapida del formaggio viene già equilibrata dalla pseudo-dolcezza della carne: in questo duo, il vino s’inserisce alla perfezione, mantenendo inalterato l’equilibrio degli ingredienti, amplificandone profumi, sapori e persistenza.
La stessa gustosa situazione si verifica con le seguenti ricette, con protagoniste carni rosse, pasta e formaggi di media stagionatura:

  • Roast beef con patate e rosmarino
  • Hamburger con fontina e bacon
  • Polenta con spezzatino in umido
  • Tagliatelle al ragù d’agnello
  • Polenta con formaggio fuso e funghi
  • Tartare di manzo al tartufo

Ricette ricche, da gustare nei giorni di festa e nelle stagioni fredde, ma non lasciarti intimidire dal carattere deciso del Nebbiolo!

Questo rosso, quando ne conosci le caratteristiche, te lo gusti anche fuori pasto, magari con un aperitivo sfizioso a base di Brie e prosciutto di Parma oppure con degli involtini di speck e prugne.

Assaggi di Brie e involtini di speck e prugne: un aperitivo perfetto per il Valtellina Superiore Vita Nova

Forza e controllo in un vino rosso che è già al quinto Dan, una promessa del gusto.

Con il Pecorino di Tenuta Ulisse la mezza stagione diventa gustosa. Questo perché è un vino che si abbina bene a ricette rinfrescanti e profumate cosi come accanto a piatti saporiti e sostanziosi. I gusti di tutti convergono in tavola, quando stappi il Pecorino di Tenuta Ulisse, un sapore vivido che tiene fede al nome.

Tenuta Ulisse: l’Abruzzo nel Bicchiere

Tenuta Ulisse è giovane ma i suoi vini rivelano una bontà navigata. Nata nel 2006 a Ortona, ha saputo mettere in campo prodotti di grande territorialità, etichette in grado di mostrare la ricchezza vinicola dell’Abruzzo. Nettari con protagonisti i più importanti vitigni del luogo, come Montepulciano, Pecorino, Passerina, Cococciola e Trebbiano con, accanto, gli internazionali Chardonnay, Merlot e Cabernet Sauvignon.
Quella della famiglia Ulisse è una produzione che, da sempre, unisce tradizione e innovazione, mantenendo le storiche pratiche locali, ancora valide, associandole a tecniche e strumenti all’avanguardia, importanti per salvaguardare la naturale bontà delle uve. In particolare l’azienda, oggi guidata dall’esperienza di Antonio e Luigi Ulisse, ha ampliato la tipologia dei suoi prodotti anche grazie a una cantina rinnovata e moderna, con un efficiente sistema d’imbottigliamento e numerosi serbatoi di vinificazione.
Ammodernamenti necessari per raccontare, con rispetto e qualità, la natura della materia prima. Infatti, attraverso i numerosi impianti, la lavorazione delle uve può avvenire per piccole parcelle, favorendo così la creazione di vini che sono un vero racconto dei loro luoghi d’origine. Infine, la nuova linea d’imbottigliamento permette di conservare l’eccellenza del prodotto originale senza interventi invasivi.
Il gusto genuino del terroir dalla vigna a … me! E a tutti gli appassionati dei nettari abruzzesi, bianchi e rossi.

Pecorino Terre di Chieti 2020 - Tenuta Ulisse
Pecorino Terre di Chieti 2020 – Tenuta Ulisse

Pecorino Tenuta Ulisse: Colore, Profumi e Gusto

Le uve di Pecorino provengono da vigne scelte, nell’ambito del territorio di Chieti. Luoghi in cui i grappoli del vitigno beneficiano dei terreni argilloso-calcarei locali e di un’esposizione in luoghi collinari, freschi e ventilati, segnati da importanti escursioni termiche giornaliere.
La naturale ricchezza fenolica degli acini viene poi valorizzata dalle pratiche di cantina della Tenuta, grazie a un’iniziale criomacerazione pellicolare delle uve, per esaltare il corredo di profumi varietali presenti nelle bucce. A seguire, i grappoli vengono vinificati in acciaio, per poi evolversi a contatto con le fecce fini. Alcuni mesi di affinamento in bottiglia et voilà, la bontà del Pecorino di Tenuta Ulisse è servita!
Già stapparlo è piacevole, grazie al particolare tappo in vetro, da conservare.
La succosità di questo bianco è evidente già nel colore, di un giallo luminoso che ricorda i colori della buccia di limone.
Un vino che risulta polposo persino nei profumi. Le note estive ed esotiche, di pesca e di mango, si sentono bene, quasi le addenti. Note fruttate dolci che si ampliano con un tocco di vivacità agrumata. Le stesse sensazioni tornano al gusto, pieno e rotondo, con un finish setoso arricchito da un piacevole duetto di acidità e sapidità. Quell’equilibrio che rende appagante ogni bicchiere e rende questo Pecorino super beverino.

Pecorino Tenuta Ulisse: un abbinamento vegetariano
Spaghetti con melanzane, ricotta, basilico e crumble di pane: un ottimo abbinamento per il Pecorino di Tenuta Ulisse

Pecorino Tenuta Ulisse: gli Abbinamenti più gustosi

Un bianco morbido che ama le ricette saporite e, allo stesso tempo, un vino rinfrescante, che vuole arricchire i piatti dall’impronta pseudodolce, come quelli che hanno pasta, pesce e verdure come ingredienti principali.
Un Pecorino dalla piacevole persistenza aromatica e che, proprio per questo, entra in sintonia anche con pietanze dall’appeal intenso.
Lo puoi abbinare praticamente a un’infinità di ricette. Se escludiamo il gusto impegnativo di formaggi stagionati, carni rosse e cacciagione, il Pecorino di Tenuta Ulisse si trova splendidamente a suo agio accanto a piatti di terra e di mare, vegani e vegetariani.
Anche solo accanto a degli spaghetti con ricotta, melanzane e crumble di pane, è delizioso, perché prolunga il suo sapore insieme a quello della pasta.
Con la sua viva sapidità, è perfetto accanto ai crudi di pesce, crostacei e molluschi, con dei classici spaghetti allo scoglio, con dei calamari ripieni, con un risotto alla zucca e gamberi, con una zuppa di funghi e crostini alle erbe, con del pesce alla griglia. Inoltre, grazie al suo gusto vellutato, risulta un’ottima scelta anche in abbinamento a ricette di mare speziate, come gli gnocchi vongole e zafferano e i filetti di merluzzo al curry.
Come se non fosse abbastanza, la sua gustosa persistenza aromatica e l’appeal denso, lo rende un gran compagno per una tagliata di pollo con limone e timo.
Un solo vino per tanti abbinamenti appetitosi.
Mezza stagione? Ti godi questo Pecorino in ogni momento dell’anno.

Vacanze finite ma con il ricordo gustoso delle Dune … un vino bianco del Lazio prodotto da Cantina Sant’Andrea. Una sorpresa piacevole, gustata con specialità di mare che, tuttavia, non disdegna ricette con protagoniste anche gli ortaggi e le carni bianche. Un solo nettare, tante possibilità, perché il vino bianco Dune è ricco sotto molti aspetti, tranne che nel prezzo. Ce le ha proprio tutte per piacere! Scoprine il fascino e i migliori abbinamenti, continuando la lettura.

Dune: il Circeo Bianco di Cantina Sant’Andrea

Trebbiano e Malvasia, coltivati sui terreni sabbiosi dei comuni di Terracina e Sabaudia, a pochi km dal mare: la duplice base su cui poggia la bontà del Dune. Uve cresciute sotto il sole e le costanti brezze locali, raccolte leggermente surmature. Ecco le ricche premesse da cui deriva l’intensità del Dune, un bianco DOC del Circeo, maturato in acciaio e, poi, per sei mesi, anche in fusti di rovere. Un periodo d’evoluzione che si completa con un affinamento di tre mesi in bottiglia.

Dune Vino Bianco
Il Dune Bianco 2019

Dune Bianco: colore, profumi e gusto

Oro nel calice e, se non sai come viene realizzato, già ti sorprende. Una tonalità densa che rispecchia i profumi del contenuto. Il Dune profuma di frutta estiva ed esotica, con note così polpose che quasi ti sembra di addentare delle albicocche, dell’ananas e delle pesche gialle. Agli aromi fruttati ben si accompagnano note floreali ed erbacee, che ricordano i fiori di ginestra, la camomilla e la salvia. Un ventaglio di nuance morbide, quasi dolci, che si vivacizza attraverso sfumature di scorza di limone e zafferano. Tale duplicità, tra morbidezza e brio, si ripropone all’assaggio, dove il tocco vellutato del vino fa da delizioso contrasto a una sapidità salmastra e a una succosa acidità, con lunghi richiami alla frutta fresca.

Polpo alla gallega in abbinamento al Dune Bianco
Il Vino Bianco Dune: ottimo con il polpo alla gallega

Dune Bianco: gli abbinamenti migliori con il cibo

Con la sua personalità morbida e aromatica, densa e persistente, il Dune è il vino bianco ideale in abbinamento ricette saporite, speziate e piccanti. Che siano vegetariane, di mare o a base di carni bianche poco importa, l’importante è che siano ricche di gusto e aromi.

Tra le sue tante possibilità, trovo che il Dune accompagni perfettamente il gusto salmastro, delicatamente grasso e molto saporito di un polpo alla gallega. Un abbinamento in cui la carne del mollusco, tendenzialmente dolce, si veste della piccantezza della paprika. Accanto a questa pietanza, il Dune mette in campo la sua morbidezza, insieme alla succosa freschezza e persistenza aromatica: un abbinamento in cui vino e pietanza si sublimano.

Lo stesso discorso vale per il match tra Dune e gamberi grigliati allo zenzero. Il gusto dolce e delicatamente speziato della pietanza trova ancora più equilibrio e persistenza grazie all’accompagnamento vinoso. Un pairing in cui la sapidità dei crostacei, così insaporiti, si allunga ancora di più, rimanendo impressa al palato, in tutta la sua piacevolezza.

gamberi allo zenzero in abbinamento al vino bianco dune
Il Vino Bianco Dune: ottimo anche con i gamberi allo zenzero

Per chi preferisce ricette vegetariane e a base di carne, il Dune si abbina bene anche ai seguenti piatti: risotto carciofi e zafferano, scaloppine di pollo allo zenzero, straccetti di pollo con lime e paprika.

Con quale ricetta ti piacerebbe gustare il Dune? Raccontalo qui, nei commenti.

p.s. Nell’articolo seguente, trovi un altro gustoso bianco firmato dalla Cantina Sant’Andrea. Leggilo per scoprirne gusto e abbinamenti:

Il Rosso di Montepulciano Dei è il nettare rubino di cui hai voglia anche d’Estate. Non risolverà la siccità ma sicuramente allieterà il palato con il suo tocco fresco e saporito, a dispetto dell’imperversante calura. Un rosso che, con la sua particolare bontà e bevibilità, segna i momenti. Un vino che ho apprezzato proprio per il suo tocco genuino e leggero, senza perdere in intensità.

Il Rosso di Montepulciano: il “piccolo” di Casa Dei

Sicuramente un rosso giovane, vista l’annata 2020, forse piccolo di costo ma non certo di piacevolezza. Il Rosso di Montepulciano Dei, primo a uscire in commercio dall’omonima cantina, rispecchia in pieno tutta la filosofia con cui viene portato avanti il lavoro alla sua Tenuta d’origine, alle porte di Montepulciano. Fondata negli anni ’80, da Maria Caterina Dei, l’azienda si basa sulla ricerca di una qualità completa, in vigna e in cantina. Rese bassissime, una cura organica dei terreni, produzione limitata, specie per le grandi riserve aziendali: tutto ciò si traduce in vini rossi di spiccata personalità. Non stupisce, pertanto, trovare un simile carattere anche nel loro Rosso di Montepulciano, classe 2020, un “peperino” da gustare.

Rosso di Montepulciano 2020 - Dei
Rosso di Montepulciano 2020 – Dei

Il Rosso di Montepulciano Dei: Colori, Profumi e Gusto

Prodotto con uve di Sangiovese, e un piccolo contributo di altri vitigni complementari, il rosso di Montepulciano Dei mette in mostra il lato più fruttato e piacevole dei suoi grappoli. Infatti, la maggior parte delle uve vengono raccolte nel vigneto di Martiena che, con i suoi terreni tufacei, contribuisce ad accentuare l’appeal vinoso e morbido nel vino derivante.

Come c’è d’aspettarsi, tipico dei migliori Sangiovesi, è la tonalità rosso rubino del vino, vivida e impenetrabile, con sfumature . I profumi di questo Montepulciano ricordano la rosa canina, le ciliegie ancora croccanti e i lamponi, con una spruzzata di pepe nero. Un’aromaticità che si apprezza al volo, semplicemente genuina e appetitosa, in cui il contributo delle sensazioni speziate lascia spazio alla qualità viva delle uve.

Un rosso di Montepulciano che si conferma più che piacevole anche all’assaggio, grazie alla sua sinergia fresco-sapida. Minerale al punto giusto, con il perfetto quid di acidità che ne aumenta l’appeal succoso.

Rosso di Montepulciano Dei, ottimo anche in abbinamento a delle semplici bruschette al lardo
Rosso di Montepulciano Dei, ottimo anche in abbinamento a delle semplici bruschette al lardo

Il Rosso di Montepulciano Dei: i Migliori Abbinamenti

Con la sua personalità equilibrata, schietta e accattivante, è pure un rosso facile da abbinare, perfetto anche accanto a ricette semplici, a patto che siano ricche di aromi e di giusta succulenza. In accompagnamento a delle bruschette con del lardo toscano, questo Rosso di Montepulciano tira fuori quel suo mantello aromatico in grado d’insaporire, ancora di più, il salume ed accentuare la piacevolezza della cottura del pane alla brace.

Grazie al suo appeal vellutato, questo rosso non esaspera la sapidità del lardo, anzi, ne diminuisce la percezione di grassezza … il rischio è fare troppi assaggi. Dagli antipasti, ai primi! Si tratta, infatti, di un vino ottimo per accompagnare le paste ripiene e i ragù, anche di cacciagione, di cui esalta il fascino saporito. Infine, è il compagno ideale per golosi hamburger gourmet, conditi con bacon, scamorza e cipolle caramellate e, in generale, per le carni rosse accompagnate da profumati funghi e scaglie di tartufo nero.

Dal momento che sposa alla perfezione il carattere fortemente aromatico di questo fungo ipogeo, questo rosso di Montepulciano è perfetto anche solo con degli assaggi di Pecorino di Pienza al tartufo.

Con una descrizione così … c’è subito voglia di rosso, o meglio, del Rosso di Montepulciano della Tenuta Dei!

Cheers!

p.s. Cerchi altri vini rossi da abbinare al fascino del tartufo? Scoprili nei seguenti articoli:

L’Aglianico Demetra è un rosso che mi ha stupita per la sua speciale mineralità e le spettacolari possibilità di abbinamento con il cibo. Tra le etichette ideate da Maria Furgiero, è il vino che ho più apprezzato, succoso e saporito com’è, intenso senza essere pesante. Se ne vuoi avere un gustoso assaggio, continua la lettura.

L’Aglianico Demetra: la Nascita

Come la dea Demetra fa nascere le messi ed è madre di Persefone, questo Aglianico è il primo vino pensato e realizzato da Maria Furgiero, vignaiola di Bacoli in Campania.

Un vino IGP che riporta anche la dicitura territoriale di Roccamonfina, a indicare la provenienza dei suoi grappoli di Aglianico dall’omonimo parco regionale, sorto su un’antica caldera vulcanica. Le uve, selezionate e raccolte manualmente, vengono vinificate in acciaio e, al termine della fermentazione, il vino creato prosegue l’élevage in acciaio e bottiglia, per almeno tre anni. Una lavorazione lunga, lenta, che lascia tempo ai frutti di esprimersi al meglio. Questa prima annata, nata nel 2015, dopo sette anni dalla vendemmia sfoggia ancora intatto il fascino delle sue uve.

Il colore rosso rubino dell'Aglianico Demetra
Il colore rosso rubino dell’Aglianico Demetra

L’Aglianico Demetra: Colore, profumi e Gusto

Rosso rubino, con riflessi porpora, proprio come i profumi che emana. L’Aglianico Demetra è generoso di note fruttate, floreali ed erbacee, con sensazioni di ribes, lamponi e mirtilli, di petali di rosa, resina e maggiorana. Un gusto fresco e saporito, che non ti aspetteresti in un vino del 2015, lavorato unicamente in acciaio e vetro: a testimonianza delle grandi potenzialità evolutive di un vitigno come l’Aglianico.

In questo rosso, grazie anche al terroir di provenienza delle uve, si coglie il lato più minerale e terroso degli acini che hanno contribuito all’evidente e persistente sapidità di ogni assaggio.

A ogni sorso l’Aglianico Demetra conquista il palato con il suo perfetto connubio di richiami dolci e succosi, ai frutti di bosco, e ritorni balsamici e minerali, tutti in perfetta sintonia. Un assaggio in cui regnano sapore, setosità ed equilibrio … per tali ragioni questo rosso è così facile da apprezzare e da abbinare.

Aglianico Demetra, ottimo già dagli antipasti
Aglianico Demetra, ottimo già dagli antipasti

L’Aglianico Demetra: i Migliori Abbinamenti con il Cibo

Con i salumi, con le verdure, con le carni bianche e rosse, con il pesce: praticamente lo puoi abbinare con tutto, un vino evoluto che ama profumi e sapori genuini e mediterranei. Imperdibile accanto a ricette in cui pomodori, peperoni, melanzane e olive sono protagonisti o cooprotagonisti.

Con salumi, formaggi e ortaggi

Anche solo con delle bruschette con crudo di Parma è olive taggiasche, l’Aglianico Demetra è ottimo.

Grazie alla sua saporosità, bilanciata dai tannini morbidi e dal gusto succoso, il vino esalta la viva sapidità del salume, il gusto delicatamente acidulo e amaro dell’oliva, valorizzando l’aromaticità dell’insieme.

L'Aglianico Demetra: ottimo in abbinamento a una scamorza alla pizzaiola
L’Aglianico Demetra: ottimo in abbinamento a una scamorza alla pizzaiola

Un rosso ideale anche per insaporire e alleggerire, con la giusta corposità, la tendenza dolce e la grassezza di una scamorza al forno, guarnita da pomodori o con una salsa ricavata da questi.

Con Carne e Pesce

L’Aglianico Demetra ha il giusto mix, di sapore, morbidezza a freschezza, per accompagnare il fascino delicatamente esotico di un pollo con cipolle, peperoni e salsa teriyaki.

Un equilibrio che viene in aiuto anche in un abbinamento con protagoniste delle salsicce alla brace, profumate al finocchietto: grassezza della carne mitigata, sapori, profumi e persistenza migliorati, proprio grazie a un calice del Demetra.

Aglianico Demetra: perfetto anche con una tagliata di pollo con cipolle e peperoni in salsa teriyaki
Aglianico Demetra: perfetto anche con una tagliata di pollo con cipolle e peperoni in salsa teriyaki

Infine, se cerchi un rosso da pesce, lo trovi in questo Aglianico, squisito anche accanto a una zuppa di pesce o a un polpo al vino, pietanze a cui dona ancora più sapore e persistenza, esaltandone gli aromi.

Con ricette vegane

Il Demetra è speciale anche per questo: riesce a valorizzare tantissimo i più tipici profumi mediterranei. Anche solo con delle melanzane sott’olio, con erba cipollina, con dei panini con pomodori secchi e alloro, continua a essere gustoso e mai coprente … anzi! Riesce a rendere speciali anche questi semplici assaggi vegani.

Ricette vegetariane, carnivore e pure di mare, con l’Aglianico Demetra si azzeccano tanti abbinamenti, per tutti i gusti. Un rosso piacevole da gustare da solo e ancora migliore insieme a tante amatissime ricette.

Lo puoi trovare online qui, a circa 16 Euro. Cheers!

Tornata da una breve vacanza in Toscana, porto con me il ricordo di molti vini affascinanti, tra cui proprio l’ Orcia Rosso Civettaio. Figlio dell’omonima DOC, è un vino che mi ha stupita per la sua grande qualità e, soprattutto, gustosità, a un prezzo più che ottimo. Un rosso che sa essere intenso, profumato e saporito, restando comunque leggero e piacevole, nonostante la tannicità e il calore. L’ Orcia Rosso Civettaio è un vino che regala belle sorprese anche al momento dell’abbinamento con il cibo.

I Rossi della Valle d’Orcia

Nata nel 2000, questa DOC toscana racchiude vini che sono come il paesaggio in cui vengono realizzati: magnifici. Certo, tra le tante pregiate denominazioni e gli innumerevoli rossi toscani di indiscussa qualità, spesso i nomi meno noti tendono a perdersi … ma (ri)scoprire questi vini è una gustosa esperienza, per profumi e sapori.

I rossi della DOC Orcia vengono realizzati soprattutto da uve di Sangiovese, che contribuisce minimo al 60% di ogni Cuvée.

Le piante di vite, destinate ai rossi dell’Orcia DOC, vengono coltivate in territori scelti della valle, caratterizzati da una buona esposizione collinare e un’altitudine inferiore ai 700 metri. Rossi che possono essere intensi ma anche leggeri, freschi e vinosi, con un affinamento minimo di  soli 4 mesi che, molto spesso, a descrizione dei vigneron, si protrae ben più a lungo, sia in acciaio che in legno e vetro.

Le colline della Val d'Orcia, tra Pienza e Monticchiello
Le colline della Val d’Orcia, tra Pienza e Monticchiello

L’ Orcia Rosso Il Civettaio di Bonifazi Conterio

Chi ama Pienza non può non fare visita a una delle sue più storiche cantine, quella di Bonifazi Conterio, situata appena fuori il centro della città ideale, lungo la pittoresca strada che conduce a Monticchiello. Solo due ettari vitati in una Tenuta che coltiva soprattutto grano duro e che produce anche un ottimo olio extra vergine d’oliva dalla Cultivar Leccino, Moraiolo e Frantoio.

Dalle piante di Sangiovese più giovani della tenuta, con circa 8 anni di vita, viene prodotto l’Orcia Rosso Civettaio.

Un vino, a tutto Sangiovese, le cui uve vengono raccolte manualmente per poi essere vinificate in acciaio e maturate per 12 mesi in barrique. Dopo un periodo di riposo in bottiglia, lungo almeno 4 mesi, il vino è pronto per essere gustato. Data la sua bontà e bevibilità, mi pento di non averne fatto una dovuta scorta.

L’ Orcia Rosso Il Civettaio: Colore, Profumi e Gusto

Il Civettaio riempie il calice con la sua densa tonalità rosso rubino. Un vino che colpisce per la nitidezza dei suoi aromi, da cui fanno capolino le tipiche note di ciliegie mature, delicate sensazioni di terra ed erbe aromatiche e soffuse percezioni speziate che rimangono in sottofondo, con nuance di liquirizia e pepe nero. All’assaggio, l’Orcia Rosso Civettaio è ancora più buono. Perché? Per il suo piacevole equilibrio, i tannini presenti ma già ben inseriti, nonostante la gioventù dell’annata, la ricca mineralità, ferrosa e delicatamente terrosa, e la persistenza setosa e fruttata, riscaldata da ritorni di spezie piccanti. Praticamente un micro mondo di saporita piacevolezza, a ogni piccolo sorso.

Orcia Rosso CIvettaio: ottimo con una fonduta di Pecorino al tartufo bianchetto
Orcia Rosso CIvettaio: ottimo con una fonduta di Pecorino al tartufo bianchetto

L’ Orcia Rosso Il Civettaio: i Migliori Abbinamenti

Così saporito e profumato, dal finish vellutato al punto giusto, è un rosso perfetto anche accanto a ingredienti aromatici e pregiati, come il tartufo, e accanto a formaggi saporiti, di media stagionatura. Per tutti coloro convinti che i rossi di carattere vadano abbinati a arrosti di carni rosse, cacciagione &co … l’assaggio e i giusti abbinamenti del Civettaio li faranno ricredere. Già solo con degli assaggi di Pecorino Rosso e Nero di Pienza, con una salsa al tartufo o a base di miele e nocciole, questo  rosso d’Orcia è uno spettacolo, per degli aperitivi memorabili. Sempre perfetto per chi non apprezza la carne, il Civettaio è ideale con una fonduta di pecorino al tartufo o anche con un più elaborato ed elegante risotto con Taleggio pere e noci.

Arrosticini al rosmarino: ottimi in abbinamento all'Orcia Rosso Civettaio
Arrosticini al rosmarino: ottimi in abbinamento all’Orcia Rosso Civettaio

L’Orcia Rosso Il Civettaio, come i migliori rossi toscani,  non potrà mai scontentare gli amanti della carne. Questo vino ha il profilo gustativo e aromatico perfetto per accompagnare delle bruschette al lardo, degli arrosticini o una tagliata al rosmarino, un’arista di maiale con mele e prugne, delle tagliatelle con ragù di cinta. Tutte ricette che acquistano ancora più profumi e sapore grazie all’accompagnamento di questo magico rosso della Val d’Orcia … sempre ideale come la città da cui proviene.

Con il Ciliegiolo Zephyrus la ricerca di vini rossi, saporiti e gustosi, da abbinare a ricette vegetariane fa un ulteriore passo avanti. Ecco quindi che il wine – food pairing di oggi può dare una rinfrescata – oltre a che ai sensi – anche ai menù di Pasqua più classici. Per chi preferisce mettere da parte le carni … via libera a ortaggi profumati, formaggi saporiti e cremosi,  e soprattutto al gustoso rosso Zephyrus, un compagno in tavola a tutto tondo.

Il Ciliegiolo Zephyrus e la Tenuta Pizzogallo

Il Ciliegiolo Zephyrus nasce nella Tenuta Pizzogallo, ad Amelia in provincia di Terni, un luogo verdeggiante, al confine tra Lazio e Umbria, perfetto per questo vitigno, considerato ormai autoctono di questa regione e della Toscana. Il nome dell’uva racconta bene i profumi del vino derivante, ricco di note aromatiche che ricordano proprio le ciliegie. Nelle vigne della Tenuta Pizzogallo, il Ciliegiolo trova le condizioni ideali che lo aiutano a sviluppare tutto il suo bagaglio d’invitanti sensazioni.

Nei 23 ettari vitati di proprietà, solo 3 sono quelli destinati alla coltivazione delle uve da cui nasce il Zephyrus. Un habitat in cui le piante di ciliegiolo godono di un’ottima esposizione, sui pendii dell’omonimo colle Pizzogallo, a un’altitudine  di circa 350 metri sul livello del mare, e beneficiano del suolo locale, prettamente argilloso.   

Il Ciliegiolo Zephyrus di Pizzogallo: i Migliori Abbinamenti
La vivida tonalità rosso rubino, con sfumature porpora, del Zephyrus di Pizzogallo

Il Ciliegiolo Zephyrus: Colori, Profumi e Gusto

Come le ciliegie, il Zephyrus vanta un colore rosso rubino, dalle sfumature porpora. Una tonalità vivida che riflette la carica antocianica delle uve, valorizzata da una lavorazione e un elévage in acciaio.

Una vividezza che si esprime anche nei profumi che ricordano, ancora una volta, l’appeal dolce e fresco delle ciliegie mature, accanto a sensazioni più delicate di more, prugne,  violette e giusto un pizzico di pepe nero. Note speziate che sorprendono e donano ancora più sapore all’assaggio.

Il Zephyrus ha un gusto morbido e succoso, dai netti richiami ai frutti rossi, arricchito da una delicata mineralità che ricorda la terra e la vegetazione del sottobosco. Uno di quei rossi che si apprezzano, con piacere, anche in assolo poiché uniscono insieme sapore, persistenza e leggerezza, nonostante il tenore alcolico.

Il Ciliegiolo Zephyrus di Pizzogallo: gli Abbinamenti più Gustosi

Il ciliegiolo dà vini che con le carni, bianche e rosse, stanno benissimo. Il Zephyrus risponde bene a tali doti di base ma si spinge anche oltre. La sua squisitezza fruttata, impreziosita da tratti speziati ed erbacei, e l’assaggio setoso lo rendono un gran compagno anche per ricette vegetariane, a base di formaggi e verdure.

Il Ciliegiolo Zephyrus, ottimo con una tagliata ai funghi
Il Ciliegiolo Zephyrus, ottimo con una tagliata ai funghi

Se il Ciliegiolo Zephyrus è perfetto per accompagnare aromi e succulenza di una tagliata ai funghi, guarnendola con il giusto tocco di sapore e freschezza, è allo stesso tempo un grande amico di ortaggi aromatici come il radicchio e i carciofi, entrambi di stagione (è il periodo giusto per apprezzare il radicchio tardivo di Treviso).

Il Ciliegiolo Zephyrus di Pizzogallo: ottimo con dei tomini al radicchio

Il Zephyrus è perfetto, ad esempio, accanto a dei tomini con radicchio gratinato o con dei carciofi ripieni di brie, cotti al forno o alla brace.

In entrambi i casi, questo rosso insaporisce la tendenza dolce del formaggio ed esalta gli aromi del radicchio e dei carciofi, rendendo la loro tendenza amarognola più piacevole e mai davvero amara.

Insieme alle ricette con protagoniste le carni alla brace, accanto ai secondi e contorni più prelibati, rigorosamente a base di ortaggi, verdure e formaggi a tendenza dolce, il Zephyrus Pizzogallo è grande protagonista, anche grazie al suo ottimo rapporto qualità – prezzo.

Dopo averlo provato, mi è venuta voglia di andare direttamente in sede, per godermi un’autentica vacanza anche all’insegna del buon vino.

Per un weekend all’insegna dell’energia e del gusto … il Vigna Pedale Riserva è perfetto. Un rosso pugliese della DOC Castel del Monte che si apprezza per profumi, gusto e pure per il prezzo. Un vino premiato innumerevoli volte consecutive, con i 3 bicchieri del Gambero Rosso, che i suoi riconoscimenti se li merita proprio. Un rosso strutturato e appagante che sa bene come valorizzare pietanze succulenti dalle sfumature mediterranee. Mi sono davvero impegnata nella ricerca degli abbinamenti ideali per questo Vigna Pedale Riserva di Torrevento: scoprili continuando la lettura, si tratta di validi wine – food pairing anche per vacanze pasquali dal menù diverso.

La Tenuta Torrevento e il Vigna Pedale

La Tenuta Torrevento ha una lunga storia familiare e un profondo legame con quel territorio, al centro della Murgia barese, conosciuto proprio come Torrevento. Un’azienda gestita, fin dall’inizio, dalla famiglia Liantoni che, dagli anni ’50, ha portato avanti la sua idea di valorizzazione del terroir e delle uve più tipiche della regione. Proprio per questo motivo è nata l’idea speciale del Vigna Pedale Riserva, un rosso di Puglia in grado di raccontare il carattere più vero di un’uva locale come il Nero di Troia, coltivata nell’ambito della DOC Castel del Monte, dove riesce davvero a esprimersi al meglio.

Il Vigna Pedale è realizzato con uve selezionate, coltivate esclusivamente in una frazione campestre chiamata contrada Pedale, da cui l’etichetta prende il nome. I filari vitati beneficiano dell’esposizione soleggiata e dell’altitudine ottimale sull’altopiano,  posti tra i 400 e i 500 metri sul livello del mare, e di un suolo argilloso – calcareo. Le uve, dopo la raccolta, vengono vinificate con una prolungata macerazione del mosto, a contatto con le bucce. L’élevage viene svolto prima in acciaio, per 8 mesi, e poi in botti grandi di rovere, dove il vino matura per altri 12 mesi.

Il colore denso, rosso rubino, del Vigna Pedale Riserva 2015 di Torrevento
Il colore denso, rosso rubino, del Vigna Pedale Riserva 2015 di Torrevento

Il Vigna Pedale Riserva: Colore, Profumi e Gusto

Un calice del Vigna Pedale Riserva, annata 2015, non passa inosservato. Il colore, rosso rubino, è intenso e denso … ti sfido a guardare qualcosa attraverso tale nettare. I profumi rispecchiano l’aspetto, con fitte sensazioni di frutti rossi, corredate da accese note di erbe mediterranee, spezie orientali e tabacco da pipa. Il fatto ancora più sorprendente è la particolare varietà delle note fruttate, che ricordano la dolcezza dei frutti di bosco e delle prugne accanto alla freschezza citrina delle arance tarocco.

Potente nei profumi quanto nel gusto, con un sapore inaspettatamente ben fornito di acidità e mineralità, dai tannini ben fusi in una struttura piena e di equilibrata morbidezza. Proprio nella persistenza finale, questo Nero di Troia in purezza rivela le sue carte più gustose: quella perfetta sintonia tra freschezza, mineralità e grinta vellutata, raccontata attraverso ricordi balsamici e terrosi, di erbe aromatiche e sottobosco, e ritorni fruttati di agrumi e frutti rossi, accompagnati da richiami calorosi alla liquirizia e alla noce moscata.

Il Vigna Pedale Riserva: i Migliori Abbinamenti con il Cibo

Un rosso che ama le pietanze che gli sono affini. Il Vigna Pedale è un vino dal carattere deciso che, nonostante il moderato tenore alcolico, lascia davvero il segno. Un vino che si apprezza al meglio accanto a ricette succulente, quindi sugose, cariche di aromi e persistenza.

Il Vigna Pedale Riserva, classe 2015, è gustoso anche solo con delle tagliatelle condite con un ricco ragù, classico o di cacciagione, meglio se profumato con l’aggiunta di rosmarino, alloro e timo.

Tuttavia, trovo che dia il massimo accanto a succosi arrosti di carni bianche, rosse e cacciagione, anche ripieni.  Il Vigna Pedale è il rosso ideale per una faraona ripiena, per un arrosto di coniglio farcito con scamorza ed erbe, per delle braciole di maiale al lardo e rosmarino, per una tagliata di manzo con porcini, per un cosciotto d’agnello con erbe e cipolle.

Per i non carnivori, il Vigna Pedale si apprezza molto bene anche solo con del caciocavallo silano affumicato, grigliato a accompagnato da un contorno di zucchine e melanzane arrostite.

Però, c’è una ricetta migliore con cui amare ancora di più il Vigna Pedale 2015.

Il Vigna Pedale Riserva 2015: ottimo in Abbinamento a un'Anatra all'Arancia
Il Vigna Pedale Riserva 2015: ottimo in Abbinamento a un’Anatra all’Arancia

Il Vigna Pedale Riserva: perfetto con un’Anatra all’Arancia

Il meglio del meglio, il Vigna Pedale lo dà accanto alla classica ricchezza di un’anatra all’arancia. Una ricetta apparentemente semplice che vive della consistenza e del sapore delicatamente selvaggio della carne, alleggerito e arricchito dall’aromaticità succosa delle arance. Un mix d’elementi golosi che si esprime con ancora più bontà insieme a un calice del Vigna Pedale Riserva.

L’aromaticità balsamica e fruttata, dai lievi tocchi agrumati, la vivida mineralità, l’equilibrio dei tannini del vino sono tutti elementi che esaltano il profilo gusto – olfattivo di questa classica ricetta. Un abbinamento che si arricchisce ulteriormente con quelle sfiziose note di tabacco e spezie orientali che completano la lunga persistenza di questo rosso pugliese.

Davvero un wine – food pairing di grande festa e succulenza. Facci più di un pensierino e poi, magari, raccontaci cosa ne pensi.

Cheers!

Petto d'anatra all'arancia: che vini abbinare? il Vigna Pedale Riserva 2015 è perfetto ma ce ne sono anche altri
Petto d’anatra all’arancia: che vini abbinare? il Vigna Pedale Riserva 2015 è perfetto ma ce ne sono anche altri

p.s. Altri vini rossi da abbinare a un’anatra all’arancia? Li trovi nei seguenti articoli: