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Da una classica ricetta autunnale, un ottimo abbinamento: Funghi Ripieni e Vino.

Già qui, avevo raccontato un’avventura di questo tipo. Stavolta però, protagonista della storia è la ricetta più nota dei funghi ripieni, quella che prevede una farcitura con uova, carne, parmigiano, con gli aromi e le spezie che più piacciono. Proprio queste due ultime aggiunte sono l’elemento che rende l’abbinamento Funghi Ripieni e Vino così coinvolgente e persistente, in tutte le sue golose e profumate sfumature.

Pront* a scoprire il fascino di alcuni ottimi Vini per i Funghi Ripieni?

Funghi Ripieni: perché piacciono tanto

Porto bello o Champignon, ecco le due varietà che meglio si prestano all’operazione di farcitura. Per preparare i miei funghi ripieni del cuore, personalizzo la ricetta di base con la mia selezione di erbe. Quello che più mi piace, in questa pietanza, che può essere un gustoso secondo, anche in occasioni speciali, è il suo charme boschivo. Pertanto, con l’aggiunta degli aromi e delle spezie, cerco sempre di esaltare questo aspetto dell’ingrediente principali.

L’aromaticità, infatti, è il lato più appetitoso dei funghi, un ingrediente che dal punto di vista alimentare fornisce poco al nostro organismo … però i suoi profumi e sapori sono speciali, soprattutto con i giusti elementi di contorno.

Se negli champignon e nei funghi porto bello i profumi di base restano un po’ in sordina, ben venga la loro esaltazione con il giusto mix di aggiunte.

Timo, pepe nero e una punta di noce moscata contribuiscono ad accrescere l’appetibilità dei già appetitosi ingredienti: il macinato di manzo, l’uovo e il Parmigiano Reggiano. Un piatto semplice e di grande succulenza.

Per esaltarci ancora di più, ecco che arriva il contributo del vino giusto!

L'Artù di Fattoria San Lorenzo in abbinamento ai Funghi Ripieni
L’Artù in abbinamento ai Funghi Ripieni … scoprilo continuando la lettura!

Funghi Ripieni (di carne) e Vino: quali scegliere

Nell’abbinamento Funghi Ripieni e Vino la sinergia tra i profumi è un aspetto che ha grande peso. Se annichiliamo l’aroma generale dell’ingrediente principale, si perde il fascino del piatto. Ecco perché i vini giusti per questo “pairing” hanno invitanti profumi boschivi ed erbacei, capaci di portarti a passaggio in una foresta incantata, oltre a succose note di frutti rossi … di bosco, ovviamente.

Un’aromaticità generale che dovrà avere la giusta persistenza per accompagnare ogni boccone della ricetta.

Poi, anche il gusto vuole la sua parte. I funghi hanno una consistenza delicata e la struttura del piatto si amplia grazie alla presenza del saporito ripieno. Il vino migliore in abbinamento avrà un medio corpo, un buon tenore alcolico, per sostenere la succulenza del Parmigiano e delle carne.

Un pizzico di freschezza e sapidità in più, ed ecco che il vino giusto è servito.

Che vino sarà? Proprio partendo dall’aromaticità, i vini più adatti sono i rossi, che spiccano, per primi, con il loro possibile appeal boschivo e terroso. Con un ripieno di carne rossa, Parmigiano e funghi, la scelta di un rosso diventa proprio necessaria, per accompagnare la gustosa struttura della ricetta.

I bianchi sono, invece, una valida scelta quando nei ripieno dei funghi non c’è la carne, come avviene qui, ad esempio.

Il colore rosso intenso del vino rosso Artù di Fattoria San Lorenzo
Il rosso intenso dell’Artù 2018

Funghi Ripieni (di carne) e Vino: 6 Gustose Opzioni

Che rossi siano! Da tutta Italia, e un po’ anche da fuori, ecco arrivare 8 gustose etichette, a introduzione di ben 9 vitigni, nostrani e internazionali, pronte a sfidare il gusto dei funghi ripieni. Il risultato è scontato: sarà il piacere a vincere. Si parte dalle uve, per arrivare al singolo vino … ma i vitigni proposti sono quelli che, per personalità, sono i migliori nel conferire sensazioni fruttate e boschive ai vini derivanti.

Artù, Fattoria San Lorenzo – Montepulciano e Sangiovese

Nasce da uve di Montepulciano e Sangiovese, com’è nella tradizione dei classici rossi marchigiani. Una Fattoria strettamente legata al suo territorio e una produzione che vive della genuinità dei suoi vini: così è il lavoro di Natalino Crognaletti.  Il suo Artù nasce in omaggio a uno degli amici a 4 zampe della Fattoria, che la mia Jack Russell ha avuto occasione d’incontrare durante una visita alla Cantina.

L’Artù profuma e sa di bosco, con note vivide di frutti rossi e di ciliegie mature, contornate da folate balsamiche e da un gusto sapido e succoso, che lascia il palato fresco e profumato. Un rosso che fa 14% e che scivola come acqua pur regalando grande ricchezza e persistenza aromatica. Per ora, la mia scelta preferita per i Funghi Ripieni.

Ecco l'Artù originale ... e il suo incontro con Melian
Ecco l’Artù originale … e il suo incontro con Melian

Palladium, Martini & Sohn – Pinot Nero

Le uve di Pinot Nero sono un classico accanto alle ricette dallo charme boschivo. Senza scomodare la Borgogna, anche dai nostri paesaggi dolomitici arrivano squisiti Blauburgunder. D’alto canto, i funghi sono di casa in provincia di Trento e Bolzano, pertanto non c’è da stupirsi che un Pinot Nero territoriale come il Palladium accompagni divinamente dei classici Funghi Ripieni.

Profuma di lamponi e mirtilli, di muschio e resina, di spezie dolci. Un gusto carico di ricordi aromatici, dall’invitante freschezza … che richiama uno, due, tre assaggi. Una persistenza saporita, senza strafare, dai tannini gentili. Ecco, proprio quell’unione di profumi ed equilibrio gustativo che sta davvero bene con la ricetta.

Barbera d’Alba Suculé, Lo Zoccolaio – Barbera

La Barbera d’Alba ha la perfetta acidità per vivacizzare la tendenza dolce dei funghi ripieni. Allo stesso tempo, vanta sfiziosi profumi, fruttati, floreali, delicatamente erbacei, con sfumature più calde di spezie, che sono il giusto complemento alla pietanza. Una Barbera come la Suculé mette in campo ricchezza e, allo stesso tempo, equilibrio. Un gusto denso, morbido, energizzato dalla giusta dosa di freschezza.

Bolgheri Moreccio, Casa di Terra – Cabernet Sauvignon

Le uve internazionali regnano a Bolgheri: Merlot e, insieme, i due Cabernet. Proprio da quelle Cuvée a base soprattutto di Cabernet Sauvignon e  Franc, emergono, in questa zona delle Toscana, rossi fascinosi in abbinamento ai funghi ripieni.

Ad esempio, un vino come il Moreccio di Casa di Terra vanta insieme spessore e freschezza. Profumi deliziosi, che ricordano i frutti di bosco, l’erba appena falciata, il rosmarino … anche i funghi stessi, inseriti in un gusto setoso e persistente. Un assaggio ben dosato in freschezza e sapidità che non copre il gusto della ricetta, tutt’altro. Un modo goloso per apprezzare davvero il fascino dei funghi.

Ecco degli ottimi vini rossi in abbinamento ai funghi ripieni (di carne)
Ecco degli ottimi vini rossi in abbinamento ai funghi ripieni (di carne)

Ciliegiolo di Narni 05035, Leonardo Bussoletti – Ciliegiolo

Il Ciliegiolo è un vitigno che ha fatto del centro Italia la sua dimora. Dai suoi grappoli, in Umbria e in Toscana, nascono grandi rossi, intensi, freschi, saporiti e dai vivaci profumi. In particolare, il Ciliegiolo di Narni 05035 sposa benissimo i funghi ripieni. Un’impresa che gli riesce facile grazie ai suoi croccanti profumi di ciliegie, accompagnati da ventate balsamiche e floreali di menta, violette e ciclamini. Un abbinamento in cui trionfano aromi e leggerezza.

Terra del Varo Irpinia Aglianico, Cavalier Pepe – Aglianico

Qui, forse, bisogna agire con attenzione. Dalle uve di Aglianico nascono vini prorompenti, profumati e, spesso, esagerati nella loro forza gustativa. Vini che, però, hanno un’impronta aromatica che esalta l’appeal dei funghi e la scia delle erbe aromatiche. Ad esempio, un Aglianico di media struttura, come il Terra del Varo, di Cavalier Pepe, vanta profumi eccezionali, balsamici, terrosi, fruttati e speziati, avvolti in un gusto armonioso. Tannini setosi, una bella carica fresco-sapida, rendono questo Aglianico un ottimo compagno per i funghi ripieni.

Etna Rosso Nuddu, Cantine di Nessuno – Nerello Mascalese

Un particolare vitigno siculo. Se dici Nerello Mascalese, dici Etna. L’Etna Rosso è proprio una tipologia di vino che, in versioni non troppo calde e strutturate, ben sposa il fascino morbido e aromatico dei funghi ripieni. In particolare, il Nuddu, di Cantine di Nessuno, è magico con questa ricetta. La sua sapidità e il suo trio di sensazioni speziate, mentolate e fruttate, donano ancora più gusto al piatto, ne prolungano la piacevolezza e ne esaltano l’aromaticità.

Gloria, De Moya – Monastrell

Cos’è il Monastrell? Noto anche come Mourvèdre, nella Valle del Rodano, è un vitigno a bacca rossa spesso usato in blend con i più famosi Syrah e Grenache. In realtà, vinificato in assolo, vanta un fascino tutto suo, perfetto in abbinamento a ricette dall’impronta terrosa e boschiva. Vini da grappoli di Monastrell, come il valenciano Gloria, vantano una personalità speciale, fatta di vividi ricordi di frutti rossi, erbe balsamiche e spezie. Un assaggio intenso e saporito, che non perde in freschezza. Ecco perché un vino così, intimamente spagnolo, va scoperto, specialmente accanto a ricette con protagonisti tutti i frutti del bosco.

Meglio d’Estate? Il Prosecco Fardér di Follador è ancora meglio in Autunno. Non è un caso che l’abbia già consigliato qui, per festeggiare Halloween. Una piacevolezza mostruosa che continua ad allietare i momenti di svago, con o senza cibo … ma con le ricette giuste è tutto più buono.

1,2,3 … ecco che arrivano gli abbinamenti autunnali più sfiziosi in abbinamento al Prosecco Fardér.

Il Prosecco secondo Follador

Fardér, il Prosecco Treviso DOC che ben riflette la qualità dell’uva Glera curata dall’esperienza Follador. Artigiani del vino dal lontano 1759, nel cuore di Valdobbiadene, hanno saputo trasmettere la propria maestria attraverso il tempo e lo spazio, mantenendo l’attività in famiglia, curando nuove vigne e sistemi di produzione, sempre con passione e propensione al miglioramento.

Oltre 260 anni da cui sono nate eccellenti bollicine territoriali, dalla spiccata personalità: una visione a 360° sulle potenzialità di un’uva autoctona come la Glera. Quella firmata Follador, è una creazione vinicola di pregio, che apprezzi e ricordi, quando hai voglia di gustare o di regalare qualcosa di vero, qualcosa di buono.

Una cura che inizia in vigna e prosegue in cantina dove, nella lavorazione delle uve, viene impiegato il metodo brevettato Gianfranco Follador, che prevede alcune operazioni fondamentali, come la criomacerazione, volte a salvaguardare e valorizzare la bontà della materia prima. Proprio nella Cantina Follador, è stato applicato per la prima volta il metodo Krios che prevede una lavorazione delle uve a basse temperature, limitandone così la possibile ossidazione.

Una vinificazione lenta, secondo il metodo Charmat o Martinotti, e un lungo affinamento sui lieviti, permettono lo sviluppo di Prosecchi intensi ed equilibrati, dal perlage finissimo e fitto, speciale come quello che puoi osservare nel Fardér.

Il perlage del Prosecco Fardér

Il Prosecco Fardér: perlage, profumi e gusto

Bollicine che sono uno spettacolo da guardare. A volte, nemmeno nei Metodi Champenoise ne trovi di così fitte e persistenti.

I profumi del Prosecco Fardér sono eleganti e chiari, con sensazioni di agrumi, mele renette e mandorle, arricchite da gentili sfumature floreali ed erbacee che ricordano l’acacia e la maggiorana.

Il gusto è rinfrescante e, al contempo, cremoso, con una persistenza dalla carbonica setosa, ricca di richiami alla frutta.

Il Prosecco Fardér: i migliori abbinamenti

Il Prosecco dal fascino profumato, fresco e leggero, con una speciale persistenza con cui compie magie in tavola.

Spesso, accanto al Prosecco, si trovano bene ricette delicate, antipasti e primi, a base di pesce e verdure, magari arricchite da aromi e da spezie.

Con il Prosecco Fardér di Follador hai tante altre possibilità. Abbinamenti Prosecco – Cibo che fanno tutti felici. Infatti, questo Prosecco DOC accompagna benissimo specialità di pesce, di carne e vegetariane.

Cominciando proprio da quest’ultime, il Fardér è ottimo con una torta rustica con radicchio, funghi e scamorza e con del Brie ai ferri con zucchine. Due ricette di cui esalta aromi e sapori, mitigando grassezza e le eventuali sfumature amarognole.  

Passando per il pesce, le bollicine di questo Prosecco sono ideali, per aromaticità e consistenza, a vivacizzare la pseudo-dolcezza di un crudo di gamberi con burrata e puntarelle, di una tartare con salmone e avocado e dei ravioli con salmone e ricotta.

Infine, il Fardér fa una gustosa figura anche con delle bruschette con zucca e pancetta croccante, con una piadina con bresaola, rucola e stracchino, con degli assaggi di porchetta con le mele. Ricette di cui vivacizza consistenze e profumi.

Quando ha la giusta intensità, il Prosecco sa proprio stupire.

L’ho comprato d’annata il Cucchetto di Pepi Lignana. Un Cabernet Sauvignon della Maremma Toscana piacevolissimo da bere da solo e accanto alle ricette più semplici. Classe 2015, è un campione di sapore e profondità. Un rosso denso nel colore al gusto.

Un vino un perché … perché non l’ho assaggiato prima? Giustizia per tutti i Cabernet Sauvignon italiani!

Questo rosso è uno spettacolo, di bevibilità e persistenza. E’ passato un quarto d’ora e ancora ne sento in bocca le sensazioni fruttate e boschive. Gustoso, morbido, lungo. E’ così che sono i vini buoni, senza dover spendere uno stipendio.

Pepi Lignana alla Fattoria il Casalone

Intorno a Orbetello il mare è bello, questo è certo. Però, se ti lasci un pochino alle spalle il mare, entri in una terra di grandi vini. La Maremma Toscana abbraccia mare e campagna, regalando bianchi e rossi di spiccato carattere. Non sei a Bolgheri e nemmeno a Bordeaux. Ciò nonostante, i vini della Fattoria il Casalone hanno tanto da raccontare.

Una quest alla ricerca del vino buono che è cominciata negli anni ’60, con quel Giuseppe “Pepi” Lignana che ha dato il là a una nuova produzione familiare. Già esperto ingegnere piemontese, ha trasferito la sua intraprendenza in un ambito ben più godibile e appassionante … quello del vino. Un mestiere difficile, s’intende – ma di grande soddisfazione, perché i suoi buoni risultati sono tangibili. Una passione che ha trasmesso alle future generazioni, nuove custodi di terreni di grande ricchezza.

Infatti, i vigneti della Fattoria il Casalone venivano già annotati nel 1917, dal Granduca di Toscana Leopoldo che creò un catasto dei terreni agricoli della Maremma.
Promesse che, grazie alla lungimirante intraprendenza della famiglia Lignana, non sono andate perdute.

Ogni etichetta pensata alla Fattoria valorizza le antiche parcelle: attraverso le etichette prodotte, ogni terroir può dire la sua.

Il colore denso del Cabernet Sauvignon il Cucchetto 2015, di Pepi Lignana
Il colore denso del Cabernet Sauvignon il Cucchetto 2015, di Pepi Lignana

Il Cucchetto di Pepi Lignana, alla Fattoria il Casalone

Per l’80% Cabernet Sauvignon e per il 20% Petit Verdot, il Cucchetto prende vita dal vigneto più alto della Fattoria, da cui ottiene in prestito anche il nome.

Un vino che è stato affinato a lungo, per ben 18 mesi in barrique di rovere francese e per altri 6 mesi in bottiglia. Una valorizzazione, ma anche una necessità, per mettere in mostra al meglio le doti innate di un vitigno ricco ed elegante come il Cabernet Sauvignon. Le sue uve, coltivate in terreni ben drenanti, ricchi di scheletro, in posizione pedocollinare e rivolti verso il mare, si sono sviluppate al meglio e, con la giusta lavorazione e riposo, hanno saputo esprimersi in tutto il loro fascino. Uno charme indiscusso ed evoluto, dalle note terrose e boschive, che profuma di violette e lamponi, di erba appena tagliata e muschio. Un’aromaticità genuina che si veste con diffuse percezioni di pepe e spezie dolci, di caffè e tabacco.

Nato nel 2015, figlio di un’ottima annata, il Cucchetto di Pepi Lignana rivela tannini già smussati, percettibili in tutta piacevolezza, e un gusto setoso e sapido, ricco di note terrose e boschive, con una freschezza ancora scalpitante che mi dice: ”Ehi, potevi anche aspettare a stapparmi”. Mi dispiace, io non so resistere.

Il Cucchetto di Pepi Lignana si abbina bene anche alla semplicità di un orzotto con pancetta croccante e rosmarino
Il Cucchetto di Pepi Lignana si abbina bene anche alla semplicità di un orzotto con pancetta croccante e rosmarino

Il Cucchetto di Pepi Lignana: i migliori Abbinamenti

Persistente, setoso, denso di profumi, lascia la bocca saporita. Con un tale pedigree, è un vino rosso che sorprende anche in tavola. Sa essere gustoso anche solo con un orzotto con pancetta croccante o con dei tomini con speck o alla boscaiola, di cui amplifica il gusto già goloso. Infine, è perfetto per accompagnare degli involtini di speck e brie e degli assaggi di pecorino al tartufo. Avresti mai pensato a un vino così ricco anche per un aperitivo goloso?

Tartufo nero, affumicatura dello speck, il gusto dolce e fragrante del Brie sono tutti capisaldi nel perfetto abbinamento con un Cabernet Sauvignon. Il Cucchetto esprime bene l’anima raffinata e ricca di questo vitigno.

Un assaggio e degli accostamenti cibo-vino che restano impressi per intensità dei sapori e bevibilità.

Poi, si sa, il Cabernet Sauvignon, si abbina bene a tante specialità di carne, quelle che tieni in serbo per le feste.

Anche il Cucchetto, fedele alle sue origini, si abbina benissimo a un filetto al pepe verde, a un filetto alla Wellignton, a una tagliata ai porcini, a un filetto di maiale con prugne e speck, a un petto d’anatra con miele e spezie, a un carrè d’agnello al rosmarino e pistacchi.

Con il Cucchetto di Pepi Lignana, specie se di classe 2015, i pranzi di festa diventano indimenticabili.

Riscalda i cuori con un assaggio, è il Valtellina Superiore Vita Nova.
Un Nebbiolo in purezza che arriva da vigne terrazzate del Comune di Berbenno di Valtellina e che, una volta versato, regala un’esplosione di tipicità, dal colore al sapore. Un rosso dalla personalità intensa che, pur restando godibile, lascia una duratura impronta a ogni sorso, con ricordi di frutti di bosco, fiori e spezie.
Davvero una “Vita Nova” all’insegna del sapore genuino, sorso dopo sorso.

Vita Nova, solo Vini Buoni

Il Valtellina Superiore Vita Nuova viene prodotto dall’Azienda Agricola Amici di Vitanuova, nata nel 2014, dalla passione ed esperienza di alcuni volontari dell’ Operazione Mato Grosso (OMG), tornati in patria dopo un lungo periodo di attività in America Latina. Forti di questa loro esperienza, gli “Amici” hanno deciso di mettere a frutto la loro esperienza nel campo vinicolo, coltivando uve e creando vini con cui sostenere le attività e gli scopi dell’OMG.
I tre ettari vitati, coltivati dai volontari di Vitanuova, sono stati concessi, in comodato d’uso gratuito, da alcuni viticoltori locali di Berbenno, in provincia di Sondrio. Terreni che sono stati con pazienza recuperati, ripristinando gli storici muretti a secco, sistemando i filari e piantando nuove viti. Un restauro eseguito in rispetto delle antiche tradizioni contadine del luogo, con un occhio rivolto al futuro.
Un’impresa che ha avuto successo … basta provare il loro Valtellina Superiore Vita Nova che mette in mostra tutto il fascino dell’uva Nebbiolo, coltivata in questi luoghi di montagna.
Le uve del vitigno, allevate con cura, sono state poi affidate, per il processo di fermentazione ed evoluzione a famose cantine del territorio, come Nino Negri e la Fondazione Fojanini. Tuttavia, l’obiettivo dell’Associazione è quello di realizzare i propri vini in maniera autonoma: per questo gli Amici hanno da poco inaugurato una loro cantina che verrà utilizzata a partire dalla vendemmia 2022.

Il colore del Valtellina Superiore Vita Nova
Il colore del Valtellina Superiore Vita Nova

Vita Nova Valtellina Superiore: Colore, Profumi e Gusto

Tipicamente Nebbiolo, o Chiavennasca, come viene chiamato questo celebre vitigno in Valtellina.
Una territorialità che emerge già nel colore, un rosso granato vivido e trasparente, di grande luminosità.
Un rosso che sfoggia profumi penetranti, da vero Nebbiolo, con sensazioni scure di more, mirtilli e prugne, di violette appassite e spezie orientali, con un tocco balsamico che ricorda la menta.
Il gusto è sapido, con la giusta forza tannica che asciuga il palato e dà grinta al sorso. Un assaggio che lascia la bocca quasi salata, una sensazione ammorbidita e rinfrescata da richiami ai frutti rossi e alle erbe.
L’aggettivo che meglio descrive il Valtellina Vita Nova è proprio “saporito”.

Valtellina Superiore Vita Nova in abbinamento a roast beef con patate
Roast-beef con patate: un ottimo abbinamento per il Valtellina Superiore Vita Nova

Vita Nova Valtellina Superiore: Abbinamenti con il Cibo

Com’è tradizione dei Nebbioli di questa terra, anche il Valtellina Vita Nova si abbina bene al coniglio alla cacciatora, ai tortellini in brodo di cappone, agli sciatt e, in generale, agli assaggi di formaggi d’alpeggio, come il Raschera, la fontina Valdostana, il Vezzena di Lavarone, l’Asiago d’Allevo e il Bagoss.
Però, quando un vino è buono, i confini si abbattono facilmente.
Per apprezzare ancora di più la grinta del Valtellina Superiore Vita Nova, gustalo accanto alla succulenza degli straccetti di manzo, con scaglie di Grana Padano e salsa al balsamico.

Straccetti con Grana e verdura ripassata: ottimi in compagnia del Valtellina Superiore Vita Nova
Straccetti con Grana e verdura ripassata: ottimi in compagnia del Valtellina Superiore Vita Nova

Una ricetta semplice, in cui la carica sapida del formaggio viene già equilibrata dalla pseudo-dolcezza della carne: in questo duo, il vino s’inserisce alla perfezione, mantenendo inalterato l’equilibrio degli ingredienti, amplificandone profumi, sapori e persistenza.
La stessa gustosa situazione si verifica con le seguenti ricette, con protagoniste carni rosse, pasta e formaggi di media stagionatura:

  • Roast beef con patate e rosmarino
  • Hamburger con fontina e bacon
  • Polenta con spezzatino in umido
  • Tagliatelle al ragù d’agnello
  • Polenta con formaggio fuso e funghi
  • Tartare di manzo al tartufo

Ricette ricche, da gustare nei giorni di festa e nelle stagioni fredde, ma non lasciarti intimidire dal carattere deciso del Nebbiolo!

Questo rosso, quando ne conosci le caratteristiche, te lo gusti anche fuori pasto, magari con un aperitivo sfizioso a base di Brie e prosciutto di Parma oppure con degli involtini di speck e prugne.

Assaggi di Brie e involtini di speck e prugne: un aperitivo perfetto per il Valtellina Superiore Vita Nova

Forza e controllo in un vino rosso che è già al quinto Dan, una promessa del gusto.

Un classico della cucina di mare: alla perfezione degli Spaghetti alle Vongole manca solo il vino giusto in abbinamento.

Un match facile e di sicuro successo. Infatti, sono molte le tipologie di vino, già solo italiane, in grado di sposare bene il carattere gustoso, marino e leggero, di questo primo di pasta.

Per chi ha voglia di approfondire, suggerisco di dare un’occhiata qui!

Per chi cerca una rapida soluzione, ecco che arrivano alcuni ottimi Vini per gli Spaghetti alle Vongole. Scoprine l’incanto istantaneo, continuando la lettura.

Spaghetti alle Vongole: che buoni!

Vongole, un mollusco bivalve che vanta un appeal saporito, profumato ma anche delicato. Un ingrediente che non è segnato da quella sapidità tagliente che è invece caratteristiche delle cugine cozze. Pertanto, quando il fascino delle vongole si unisce alla tendenza dolce della pasta … ecco nascere un primo di grande delicatezza e aromaticità, magari con l’aggiunta di una spolverata di prezzemolo.

Quello che ci vuole, per render ancora più appetitosa questa ricetta, è un vino in grado di esaltarne i profumi e conferire una punta di sapore in più. Un nettare in grado di portare freschezza, sapidità (se queste due caratteristiche ti sembrano incomprensibili, dai un’occhiata qui) e persistenza marina a ogni sorso, dopo ogni boccone.

Quali vini si abbinano bene a degli spaghetto alle vongole veraci?
Quali vini si abbinano bene a degli spaghetto alle vongole veraci?

Spaghetti alle Vongole: i Vini giusti in Abbinamento

Nell’accoppiata Vino e Spaghetti alle Vongole, sono i bianchi a dominare la scena.

Questo perché tale tipologia di vino ha quei profumi e quel profilo gustativo in grado di vivacizzare, valorizzare e non coprire il gusto del piatto. Infatti, si tratta di vini in cui le doti di freschezza e mineralità sono ben evidenti. Inoltre, sono nettari che sprigionano profumi fruttati, agrumati, con note di fiori e di erbe: sensazioni olfattive che stanno benissimo e, addirittura, amplificano gli aromi della ricetta.

Sono proprio tanti i vini bianchi vincenti in questo pairing, tuttavia in questo post ne ho scelti quattro, scoperti di recente e apprezzati ancora di più proprio in abbinamento a degli spaghetti alle vongole.

Spaghetti alle Vongole: 4 Vini in Abbinamento

Passerina San Basso 2021 - Tenuta Cocci Grifoni vino per spaghetti con le vongole
Passerina San Basso 2021 – Tenuta Cocci Grifoni

Passerina San Basso – Tenuta Cocci Grifoni

La Passerina San Basso della Tenuta Cocci Grifoni è un ottimo vino per gli spaghetti alle vongole.

Un abbinamento in cui la ricetta si arricchisce delle raffinate note aromatiche, di salvia, timo e fiori di campo, di questa Passerina delle Marche. Un bianco dotato di un grande equilibrio e di doti di acidità e sapidità che camminano al passo, senza forzature. Proprio ciò che serve per conferire brio alla delicatezza di questo primo di mare.

Il vino perfetto se vuoi apprezzare tutta l’eleganza originale di questa ricetta partenopea.

Un bianco perfetto anche per accompagnare, esaltandola, la delicata sapidità delle cozze gratinate e degli spaghetti gamberi e zucchine.

Roero Arneis Serra Lupini 2020 - Angelo Negro vino per spaghetti con le vongole
Roero Arneis Serra Lupini 2020 – Angelo Negro

Roero Arneis Serra Lupini – Angelo Negro

Dal Piemonte, un’eleganza in bianco da provare. Il Roero Arneis Serra Lupini, classe 2021, si fa notare per i suoi golosi profumi di mele Golden e albicocche, accompagnate da note floreali suadenti di glicine e da una punta di freschezza erbacea che ricorda la maggiorana. L’aromaticità c’è, per accompagnare con gusto gli spaghetti alle vongole, e il gusto pure. Un assaggio ben dosato tra sapidità e freschezza per sorsi scorrevoli, profumati e leggeri che sono un piacere.

Il vino giusto per gli spaghetti alle vongole se vuoi esaltare profumi e leggerezza della ricetta.

Ideale anche accanto a dei dim sum ai gamberi o con una sogliola alla mugnaia, oppure con primi tutti vegetariani, come il risotto ai carciofi o con i ravioli ricotta e spinaci, con salsa burro e salvia.

Verdicchio Grancasale 2019 - Casalfarneto
Verdicchio Grancasale 2019 – Casalfarneto

Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Grancasale – CasalFarneto

Profumi di nespole e fiori di zagara inseguono sensazioni balsamiche di salvia: un’aromaticità vivida che ti rincorre all’assaggio. Coerenza è il primo biglietto da visita del Verdicchio Grancasale che, già con i suoi aromi, si presenta come gran vino da pesce, crostacei e molluschi … nonché verdure profumate. Il gusto è una conferma, ritmato da ricordi fruttati, erbacei e floreali, e segnato da un’importante mineralità, seguita da una vivace freschezza. A equilibrare il tutto, ci pensa un finish morbido e persistente.

Il vino ideale per prolungare la sapidità marina delle vongole e per chi ama l’aggiunta di pepe nero e peperoncino al piatto.

Sempre una valida scelta in abbinamento a primi ricchi di sapore dove pesce, crostacei e molluschi sono protagonisti. Con quella sua netta sapidità, sta bene anche con un tortino di patate con scamorza dolce e alici.

Fiano di Avellino Empatia 2019 - Donnachiara
Fiano di Avellino Empatia 2019 – Donnachiara

Fiano di Avellino Empatia – Donnachiara

Il Fiano di Avellino Empatia, firmato Donnachiara, mette in campo una succosa aromaticità, con note di ananas e albicocche così evidenti che le vorresti addentare. Profumi fruttati soprattutto, accompagnati da sensazioni di mimosa e di salvia. Un bianco campano carico di mineralità più che di freschezza, dalla lunga scia succosa, sapida e fruttata.

Il vino giusto se vuoi regalare al piatto un burst di sapore e persistenza.

Ottimo anche accanto ai pesci gratinati al forno, a un risotto gamberi e zafferano, ai calamari ripieni e, in generale, ai primi e ai secondi in cui verdure, ortaggi e alcune spezie accompagnano il pescato e i frutti del mare.

Il Taif di Cantine Fina è un bianco siciliano adatto ad abbinamenti succulenti, saporiti e speziati, nostrani e d’ispirazione orientale.

Intenso nei profumi, così come nei sapori, è un vino che salta subito all’occhio … e in bocca. Merito anche del suo colore appetitoso. D’altronde, le uve di Zibibbo, da cui nasce il Taif, sono famose per la loro ricchezza aromatica che rimane impressa a lungo.

Non dolci ricordi, stavolta, ma sorsi saporiti, vellutati e di grande piacevolezza.

Cantine Taif: Vini che lasciano il Segno

Chi non conosce la ricca tipicità e il fascino ardito dei Vini Fina? Gli amanti dei nettari siciliani, e non solo loro, sanno che i vini prodotti da questa azienda hanno una personalità decisa e territoriale, sia quelli realizzati da uve autoctone sia gli altri pensati e prodotti da uve internazionali.

L’azienda Fina prende il nome dal suo fondatore, l’enologo Bruno Fina, che nel 2005 ha deciso di ristrutturare una storica Tenuta nella campagna a Nord-Est di Marsala, in Contrada Bausa, vicino alla Riserva Naturale delle Isole dello Stagnone. Una Cantina gestita a livello familiare con un pubblico diventato presto internazionale.
Ciò che distingue la produzione Fina è l’unione tra tradizione e innovazione. Massimo rispetto dei terreni acquisiti, curati in completo regime biologico, e una cantina fornita di moderni impianti. Pratiche ecosostenibili ed evoluzioni tecniche che permettono di raccontare la materia prima in tutto il suo splendore … e le uve coccolate dall’esperienza Fina sanno proprio cantare.

Una musica da gustare in casa o, ancora meglio, come ospiti della stessa Tenuta che organizza visite ed eventi in tema Wine & Food.

Cantine Fina - Taif 2021 Abbinamenti
Cantine Fina – Taif 2021

Taif Cantine Fina: che carattere!

Produzione

Le uve di Zibibbo, con cui viene creato il Taif, provengono da una campagna collinare, soleggiata e ventilata, grazie alla vicinanza del mare. Un habitat in cui i grappoli del vitigno godono di un’ottima esposizione e a loro il sole piace davvero tanto. Vigne poste a 300 metri d’altitudine, su terreni di medio impasto, formati principalmente da argille.

Tali condizioni ambientali favoriscono una perfetta maturazione delle uve di Zibibbo, con acini cosi ricchi d’estratto che quasi li mangeresti, tanto sono succosi e saporiti. Però, è meglio aspettarne il vino, fidati.

Vendemmiato a mano e lavorato unicamente in acciaio, prima di essere imbottigliato, il Taif in fieri riposa a contatto con le fecce fini per ben 6 mesi. Un ottimo modo per acquisire ancora più sapore.

Il risultato di una lavorazione così accurata è un racconto avvincente di uno dei più famosi vitigni di Sicilia, in una versione secca che quasi porta via la corona alla sua parente dolce e passita.

Colore, Profumi e Gusto

Il nome Taif, scelto per questo Zibibbo in purezza, è un omaggio al periodo arabo-bizantino che così intensamente ha influenzato l’arte e la cultura dell’isola.

Senti subito tanti profumi tropicali in un calice del Taif di Cantine Fina. Un colore dorato luminoso, come un raggio di sole al mattino, catturato nel bicchiere. Note di pesche, melone, ananas e scorza di limone, guarnite da balsamici sentori di erbe aromatiche e percezioni fragranti di mandorle tostate … e corri subito ad assaggiarlo.

Un gusto vellutato che scivola in bocca, lasciando una lunga scia di ricordi fruttati e minerali. Sapore e pseudo-dolcezza che si rincorrono per un sorso incantevole, d’Inverno come d’Estate.

Vini per le Sarde a Beccafico
Sarde a beccafico, ancora più buono in abbinamento al Taif di Cantine Fina

Taif Cantine Fina: Abbinamenti che lasciano il Segno

Come il loro Kikè, realizzato principalmente con uve di Traminer Aromatico, e il Sauvignon Blanc Mamarì, anche il Taif spicca per la sua abilità di sposare a meraviglia piatti profumati e carichi di sapore.

Il Taif di Cantine Fina è un campione negli abbinamenti che hanno protagoniste ricette dall’anima agrodolce, agrumata e speziata.

Uno Zibibbo secco che cavalca tutto l’anno e che ti godi facilmente accanto a delle sarde a beccafico, a un pesce spada alla siciliana, a un risotto con zucca, funghi e scquacquerone, a una tagliata di pollo ai peperoni o anche solo con una profumata pizza alle verdure.

In particolare, ho notato come il Taif si abbini particolarmente bene, per profumi e sapore, alle ricette, anche le più semplici, con i peperoni come star. Un ortaggio aromatico e dal sapore delicatamente piccante che ben si presta proprio a lavorazioni “in agrodolce”. Ad esempio, già solo con dei rustici ai peperoni, il Taif è una delizia ancora più irresistibile e rende speciali anche questi semplici appetizer.

Mare, monti e il Taif di Cantine Fina: un bianco siciliano per domarli tutti.

Proprio grazie alla sua aromaticità persistente e al gusto morbido ma anche succoso e saporito, è il vino giusto per accompagnare tante ricette esotiche, dal gusto deciso.

Sperimentalo accanto a un Pad Thai, con un pollo in agrodolce, con dei dim sum ripieni di carne di maiale, erba cipollina e funghi, con una tajine di verdure, con dei calamari all’andalusa, con un filetto di salmone alla senape, con una paella di mare o con una carica moussaka.

Più che un vino … un incontro tra culture e sapori.

p.s. Passione Zibibbo? Non perdere questo articolo dedicato a un altro Zibibbo secco, con gustosi abbinamenti.

Champagne, Franciacorta, Prosecco … esci dalla routine con la particolare bontà dello Spumante Extra Dry Guerrieri. Le sue bollicine profumate raccontano l’incontro tra Chardonnay e Bianchello, un vitigno tipico del Nord delle Marche. L’esito di questo avvincente summit? Una bontà fruttata e fragrante appetitosa da gustare, facile da abbinare.

I Vini firmati Guerrieri

Dalle Marche della famiglia Guerrieri arrivano vini che hanno l’entusiasmo di un incontro tra amici. Il calore della migliore delle accoglienze unito a un sorso tipicamente gustoso.

Per questo l’apprezzamento dei prodotti Guerrieri è un crescendo: vini, bianchi, rossi e bollicine, che ti godi in ogni situazione e con diverse, piacevoli compagnie.

Siamo a Terre Roveresche, in provincia di Pesaro e Urbino, in una campagna soleggiata, a pochi Km dalla costa adriatica. Panorami amati da numerose varietà d’uva. Infatti, nei 48 ettari vitati, di proprietà dell’Azienda Agraria Guerrieri, trovano un habitat idilliaco i più famosi vitigni marchigiani, come Bianchello, Verdicchio, Lacrima, Sangiovese e Montepulciano, accanto a varietà internazionali come Chardonnay, Cabernet Sauvignon e Sauvignon Blanc.

La famiglia Guerrieri, nel campo vinicolo fin dal 1800, non ha mai smesso di curare con passione la propria terra. Anche oggi, con la quinta e sesta generazione dei suoi vigneron, i suoi prodotti fanno parlare per la loro genuina tipicità. Merito della cura con cui sono allevate le vigne, con l’intento di preservare, per le future generazioni, quella naturale ricchezza che è caratteristica secolare della terra che sono chiamati a custodire.

I nettari firmati Guerrieri sono campioni indiscussi del loro terroir, onesti vincitori di ogni torneo. I winemaker di casa Guerrieri ne sono provetti scudieri e li portano alla conquista dei palati più esigenti, grazie un savoir-faire di lungo corso.

Spumante Extra Dry Guerrieri
Spumante Extra Dry Guerrieri

Spumante Extra Dry Guerrieri: Perlage, Profumi e Gusto

Le uve di Bianchello e Chardonnay, alla base dei questo Spumante Extra Dry, crescono sui dolci pendii collinari sulla destra orografica del fiume Metauro, a circa 200 metri d’altitudine sul livello del mare, ottimamente esposti a Sud/Sud-Est. In questi luoghi, le piante di vite beneficiano di un suolo formato da argille marnose grigiastre che, più in profondità, cede il passo a stratificazioni di marne azzurre.

I grappoli, raccolti a mano,  vengono vinificati lentamente, in autoclave, secondo il metodo Charmat, per sviluppare profumi intensi e un perlage vivace e fine.

Lo Spumante Extra Dry Guerrieri nasce ricco di sensazioni agrumate, ma i suoi profumi non sono aspri perchè ricordano il cedro e la scorza di limone piuttosto che il succo. Un’aromaticità croccante ed elegante, anche grazie a percezioni floreali d’acacia e biancospino e a note fruttate più dolci, di mela verde e ananas. Bollicine che regalano un assaggio super rinfrescante, dal delicato guizzo sapido, guarnito da una persistenza fruttata e impreziosita da un tocco di cremosità profumata che quasi ti ricorda un crûmble di mele.

Proprio quello che ci vuole per rilassarsi dopo una giornata o una settimana di lavoro. Bollicine che rinfrancano, da assaporare in allegria, con il sottofondo musicale di Fresh, dei Kool & Gang.

Spumante Extra Dry Guerrieri: Abbinamenti con il Cibo

Lo Spumante Extra Dry Guerrieri, con la sua particolare acidità e il finish morbido, si abbina bene soprattutto con antipasti e primi di riso e pasta dove i profumi del mare sono protagonisti.

La sua intrigante aromaticità fruttata è quel tocco che arricchisce diversi appetizer a crudo, come la tataki di tonno o anche solo dei gamberi raw in salsa di agrumi e zenzero. La sua spiccata freschezza, unita al perlage spumoso e al tocco di salinità, arricchisce di sapore anche il gusto delicato di una poke bowl con salmone e avocado, dei dim sum ai gamberi o di una tartare di salmone.
Come se non fosse abbastanza, il suo mix di profumi, nostrani ed esotici, rinfresca la bocca dopo un succulento assaggio di prosciutto di Parma. Come non amare lo Spumante Extra Dry Guerrieri accanto a una pizza bianca farcita con crudo, rucola, pomodorini e scaglie di Parmigiano.

Con quale abbinamento ti viene più voglia di provarlo? Raccontalo nei commenti!

Con il Pecorino di Tenuta Ulisse la mezza stagione diventa gustosa. Questo perché è un vino che si abbina bene a ricette rinfrescanti e profumate cosi come accanto a piatti saporiti e sostanziosi. I gusti di tutti convergono in tavola, quando stappi il Pecorino di Tenuta Ulisse, un sapore vivido che tiene fede al nome.

Tenuta Ulisse: l’Abruzzo nel Bicchiere

Tenuta Ulisse è giovane ma i suoi vini rivelano una bontà navigata. Nata nel 2006 a Ortona, ha saputo mettere in campo prodotti di grande territorialità, etichette in grado di mostrare la ricchezza vinicola dell’Abruzzo. Nettari con protagonisti i più importanti vitigni del luogo, come Montepulciano, Pecorino, Passerina, Cococciola e Trebbiano con, accanto, gli internazionali Chardonnay, Merlot e Cabernet Sauvignon.
Quella della famiglia Ulisse è una produzione che, da sempre, unisce tradizione e innovazione, mantenendo le storiche pratiche locali, ancora valide, associandole a tecniche e strumenti all’avanguardia, importanti per salvaguardare la naturale bontà delle uve. In particolare l’azienda, oggi guidata dall’esperienza di Antonio e Luigi Ulisse, ha ampliato la tipologia dei suoi prodotti anche grazie a una cantina rinnovata e moderna, con un efficiente sistema d’imbottigliamento e numerosi serbatoi di vinificazione.
Ammodernamenti necessari per raccontare, con rispetto e qualità, la natura della materia prima. Infatti, attraverso i numerosi impianti, la lavorazione delle uve può avvenire per piccole parcelle, favorendo così la creazione di vini che sono un vero racconto dei loro luoghi d’origine. Infine, la nuova linea d’imbottigliamento permette di conservare l’eccellenza del prodotto originale senza interventi invasivi.
Il gusto genuino del terroir dalla vigna a … me! E a tutti gli appassionati dei nettari abruzzesi, bianchi e rossi.

Pecorino Terre di Chieti 2020 - Tenuta Ulisse
Pecorino Terre di Chieti 2020 – Tenuta Ulisse

Pecorino Tenuta Ulisse: Colore, Profumi e Gusto

Le uve di Pecorino provengono da vigne scelte, nell’ambito del territorio di Chieti. Luoghi in cui i grappoli del vitigno beneficiano dei terreni argilloso-calcarei locali e di un’esposizione in luoghi collinari, freschi e ventilati, segnati da importanti escursioni termiche giornaliere.
La naturale ricchezza fenolica degli acini viene poi valorizzata dalle pratiche di cantina della Tenuta, grazie a un’iniziale criomacerazione pellicolare delle uve, per esaltare il corredo di profumi varietali presenti nelle bucce. A seguire, i grappoli vengono vinificati in acciaio, per poi evolversi a contatto con le fecce fini. Alcuni mesi di affinamento in bottiglia et voilà, la bontà del Pecorino di Tenuta Ulisse è servita!
Già stapparlo è piacevole, grazie al particolare tappo in vetro, da conservare.
La succosità di questo bianco è evidente già nel colore, di un giallo luminoso che ricorda i colori della buccia di limone.
Un vino che risulta polposo persino nei profumi. Le note estive ed esotiche, di pesca e di mango, si sentono bene, quasi le addenti. Note fruttate dolci che si ampliano con un tocco di vivacità agrumata. Le stesse sensazioni tornano al gusto, pieno e rotondo, con un finish setoso arricchito da un piacevole duetto di acidità e sapidità. Quell’equilibrio che rende appagante ogni bicchiere e rende questo Pecorino super beverino.

Pecorino Tenuta Ulisse: un abbinamento vegetariano
Spaghetti con melanzane, ricotta, basilico e crumble di pane: un ottimo abbinamento per il Pecorino di Tenuta Ulisse

Pecorino Tenuta Ulisse: gli Abbinamenti più gustosi

Un bianco morbido che ama le ricette saporite e, allo stesso tempo, un vino rinfrescante, che vuole arricchire i piatti dall’impronta pseudodolce, come quelli che hanno pasta, pesce e verdure come ingredienti principali.
Un Pecorino dalla piacevole persistenza aromatica e che, proprio per questo, entra in sintonia anche con pietanze dall’appeal intenso.
Lo puoi abbinare praticamente a un’infinità di ricette. Se escludiamo il gusto impegnativo di formaggi stagionati, carni rosse e cacciagione, il Pecorino di Tenuta Ulisse si trova splendidamente a suo agio accanto a piatti di terra e di mare, vegani e vegetariani.
Anche solo accanto a degli spaghetti con ricotta, melanzane e crumble di pane, è delizioso, perché prolunga il suo sapore insieme a quello della pasta.
Con la sua viva sapidità, è perfetto accanto ai crudi di pesce, crostacei e molluschi, con dei classici spaghetti allo scoglio, con dei calamari ripieni, con un risotto alla zucca e gamberi, con una zuppa di funghi e crostini alle erbe, con del pesce alla griglia. Inoltre, grazie al suo gusto vellutato, risulta un’ottima scelta anche in abbinamento a ricette di mare speziate, come gli gnocchi vongole e zafferano e i filetti di merluzzo al curry.
Come se non fosse abbastanza, la sua gustosa persistenza aromatica e l’appeal denso, lo rende un gran compagno per una tagliata di pollo con limone e timo.
Un solo vino per tanti abbinamenti appetitosi.
Mezza stagione? Ti godi questo Pecorino in ogni momento dell’anno.

Ogni calice del Franciacorta Brut Ca’ de Pazzi va via come le ciliegie … e considerato che la stagione di questi frutti è passata da un pezzo, sai già che la tua scorta di bottiglie è bella che finita.

Pazza io a non averlo raccontato prima e comprato di nuovo.

Il Rhino è un Franciacorta che sa farsi notare, una presenza ingombrante in tavola, solo per la sua fragrante bontà. Un assaggio che ti gusti e a cui ripensi.

Ca’ de Pazzi: Bollicine di Follia

Più di un’azienda, una quest alla ricerca della piacevolezza, con la colonna sonora di Everywhere di Fleetwood Mac . Due appassionati vigneron di Franciacorta si sono uniti per creare le loro bollicine, quel tocco di brillante effervescenza con cui illuminare le giornate. Una delizia oggi quasi necessaria, visto il costo dell’elettricità.

L’avventura Ca’ de Pazzi si avvale di una collaborazione con la rinomata cooperativa Girolamo Conforti per regalare un tocco di genuina follia al gusto fresco, saporito ed elegante dei Metodi Classici franciacortini, a base di Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Bianco.

Le loro etichette, dallo stile pop, sono state pensate in un guizzo di pazzia: illustrazioni scelte in omaggio al film di Totò “animali pazzi”, una commedia italiana all’insegna di trovate rocambolesche, con un umorismo a tratti grottesco.

Una sana follia che va gustata e alimentata … e il Franciacorta Brut creato da Ca’ de Pazzi è proprio quel che ci vuole.

Franciacorta Brut Ca' de Pazzi
Il Franciacorta Rhino entra in campo

Ca’ de Pazzi Franciacorta Brut: Perlage, Profumi e Gusto

Non farti ingannare dal rinoceronte, perché questo Franciacorta Brut ha un  fascino gustoso e camaleontico.  Fragrante al primo colpo, freschissimo al sorso e dal finish intenso e duraturo. Una forza che sa essere delicata.

Rhino, in etichetta, lo sa bene, per questo ha messo i guanti di velluto.

Ecco perché ogni sorso scivola, elargendo aromi e sapore. Una sensazione di grande bevibilità e leggerezza dal primo all’ultimo assaggio.

Un Franciacorta genuino che profuma di agrumi e mele, di croissant alle mandorle e fiori d’acacia. Così come sembra, è. Elegante anche al gusto, con i suoi ricordi di pasticceria, fiori primaverili e frutta fresca.

Franciacorta Brut Ca’ de Pazzi: il Rhino ha la grazia giusta per esaltare dei ravioli alla zucca con funghi

Ca’ de Pazzi Franciacorta Brut: i migliori Abbinamenti

L’ho sempre amato accanto ai crudi di pesce e alle fritture, di verdure, calamari e gamberi ma, stavolta, l’ho voluto sperimentare fuori della mia comfort zone.

In questa pazzia mangereccia stagionale, ho voluto abbinare il Franciacorta Rhino di Ca’ de Pazzi a dei portobello gratinati e a dei ravioli con ripieno alla zucca e parmigiano, conditi da una salsa leggera con burro e funghi.

Grazie al suo charme agrumato e fresco, dal delicato guizzo sapido, questo Franciacorta ha la verve che serve per esaltare la dolcezza della zucca e dei funghi. Con la sua profumata  persistenza, prolunga il fascino di questi ingredienti autunnali, insaporendoli in sinergia al Parmigiano.

Funghi Portobello gratinati al Parmigiano: ottimi con il Franciacorta Brut Ca' de Pazzi
Funghi Portobello gratinati al Parmigiano: ottimi con il Franciacorta Brut Ca’ de Pazzi
Ravioli ripieni di zucca con funghi: ancora più buoni con le bollicine del Franciacorta Brut Ca' de Pazzi
Ravioli ripieni di zucca con funghi: ancora più buoni con le bollicine del Franciacorta Brut Ca’ de Pazzi

Un primo di pasta e un secondo vegetariano che acquistano in succulenza … il Franciacorta Brut Ca’ de Pazzi conquista anche questa nuova stagione.

Comunque, rimane sempre un gustoso compagno per le fritture di mare, per il sushi e il sashimi, per un’insalata di polpo e patate e per dei semplicissimi crostini con burro e acciughe.

p.s. Vuoi scoprire altri gustosi abbinamenti per i Franciacorta? Dai un’occhiata qui

Il Verdicchio si conferma, ancora una volta, il protagonista di abbinamenti particolarmente gustosi: l’Ylice ne è perfetta testimonianza. Un bianco appetitoso da solo, dotato di un’anima fruttata particolarmente succosa e coinvolgente, che mette in risalto ricette di mare saporite e gustosi appetizer vegetariani o a base di salumi. Mi sono tenuta la prima bottiglia provata e penso di trasformarla in una lanterna, ora che è vuota … perché  il Verdicchio Ylice lo voglio sempre davanti.

Il Verdicchio Ylice di Poderi Mattioli

Negli anni ’60, un’attività agricola di famiglia, tra le colline a la campagna di Jesi, con protagonisti olio, grano e vino.

Oggi, una Cantina moderna, a conduzione biologica, circondata da quelle vigne in cui il protagonista indiscusso rimane sempre il Verdicchio, l’uva regina delle Marche.

Il Verdicchio Ylice, classica espressione del vitigno coltivato nella sua zona storica, nasce da uve raccolte da una sola vigna, chiamata “Spina”. Un piccolo Cru, nell’ambito della più ampia denominazione, rigoglioso per flora e fauna, segnato da un suolo principalmente sabbioso.

Un’origine particolare e territoriale che ben si abbina al nome scelto. La parola Ylice, infatti, richiama un’antica villa, ormai perduta, che doveva trovarsi proprio nei pressi del vigneto. Conosciuta, nel XII secolo, come “Il Castellare di Ylice”, aveva ottenuto il suo appellativo per la presenza locale di numerosi lecci.

Con tale passato alla spalle, normale che il Verdicchio Ylice abbia una personalità rigogliosa.

Verdicchio Ylice 2019 colore
Verdicchio Ylice 2019: gran bel colore

Il Verdicchio Ylice: Colore, Profumi e Gusto

Sfumature verdi, come vuole la tradizione, e un colore luminoso. Lo guardi e già ti soddisfa ma è nei profumi e poi al gusto che convince ancora di più. Gli aromi sono intensamente fruttati, con note che richiamano le pesche e le albicocche. Un’aromaticità che, al principio, sembra dolce e che, poi, si veste di sfumature erbacee e floreali, che ricordano la salvia, il finocchietto e i fiori di gelsomino. All’assaggio, è proprio come te lo aspetteresti, già dopo il primo “sniff”: gustoso e dotato di una vivida scia aromatica. Quando lo sorseggi, ne senti chiaramente i richiami alla frutta fresca, vivacizzati da sfumature balsamiche. Un coinvolgente duetto tra morbidezza e acidità a cui si aggiungono delicati tocchi salini che ne completano il sapore appetitoso.

Verdicchio Ylice: ottimo in abbinamento a calamari e totani ripieni
Verdicchio Ylice: ottimo in abbinamento a calamari e totani ripieni

Il Verdicchio Ylice: Abbinamenti con il Cibo

Come descritto già in questo post, dedicato al Verdicchio dei Castelli di Jesi e ai suoi abbinamenti, anche l’Ylice è un bianco da tutto pasto … per tutti i pasti. Il vino che mette insieme, a tavola, carnivori e vegetariani. In particolare l’Ylice, grazie al suo carattere morbido e fruttato, dotato di freschezza e mineralita in equilibrio, si abbina bene a ricette di mare generose di sapore. I classici calamari ripieni – o anche totani – arricchiti da una farcitura saporita, magari con aggiunta di olive o capperi, una bella spruzzata di pepe e peperoncino, trovano degna compagnia nell’abbraccio intenso di questo Verdicchio.

Verdicchio Ylice abbinamenti antipasti vegetariani
… o anche solo con degli involtini di zucchine, casciotta e menta

Il bianco ideale per accompagnare anche dei gamberi al lardo, un pesce spada in salmoriglio, delle linguine tonno e olive nere, degli involtini di speck e robiola e dei roll di zucchine e Casciotta d’Urbino.

Pesci, crostacei, molluschi, salumi e formaggi, freschi e di media stagionatura, … tutti apprezzano la compagnia dell’Ylice.

Cheers!