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Vino perfetto per la Coda alla Vaccinara

Un Vino perfetto per la Coda alla Vaccinara

Ecco un’altra specialità tipicamente romana per cui, finalmente, ho trovato un vino d’accompagnamento davvero perfetto. Non mi sono allontanata troppo e ho trovato il vino degno di questa pietanza nel territorio dei Castelli, a pochi passi da Roma.

Un vino con un nomen omen che, già sulla carta, aveva tutte le potenzialità per poter esaltare il gusto della Coda alla Vaccinara e ora posso dire che ha mantenuto la sua promessa.

Di che vino sto parlando? Del Roma Rosso della Cantina Poggio Le Volpi, a Monte Porzio Catone.

Volevo conoscerlo e scoprire perché diventa ancora più buono in abbinamento alla Coda alla Vaccinara?

Degustatelo con noi, leggendo oltre!

 

Un Vino Perfetto per la Coda alla Vaccinara: il Roma Rosso di Poggio Le Volpi

Roma Rosso 2016
Roma Rosso 2016

Prodotto da un un blend di uve Montepulciano, Syrah e Cesanese che ben si prestano ad essere coltivate nel territorio vulcanico su cui poggia la Capitale, il Roma Rosso di Poggio Le Volpi è un vino che non lascia indifferenti, per la bellezza della sua etichetta e per il suo ottimo prezzo.

E’ infatti un vino che potete acquistare online, anche a meno di 10 Euro.

Un rosso che porta alta la recente bandiera della DOC Roma, ma il suo più grande pregio risiede nel suo intenso e caratteristico profilo organolettico.

 

Il Roma Rosso di Poggio Le Volpi: Colore, Profumi e Sapore

Il Roma di Poggio Le Volpi appare nel calice in una veste rosso rubino, carica di colore.

Un vino che ha bisogno di aprirsi qualche minuto nel bicchiere per risultare meno impenetrabile nei suoi numerosi profumi.

Al naso si percepiscono le note fruttate di visciole e prugne, confettura di ciliegie, aromi di sottobosco e di terra, note vegetali di corteccia e felce, con sentori balsamici di menta e speziati di ginepro.

Un bouquet fitto, intenso nei suoi profumi più cupi che ricordano quelli della macchia mediterranea.

Al gusto un vino sapido, abbastanza fresco, caldo, morbido e avvolgente come una coperta di velluto.

Scende giù che è una bellezza, nonostante la potenza iniziale e il grado alcolico.

Un vino in cui il tannino è vigoroso ma compatto e perfettamente inserito, si percepisce chiaramente ma non graffia né asciuga eccessivamente il palato.

Un assaggio che si auto celebra su note conclusive di tabacco e cacao.

 

Un Vino perfetto per la Coda alla Vaccinara: Abbinamento con il Roma Rosso di Poggio Le Volpi

Perché il Roma Rosso di Poggio Le Volpi è un Vino perfetto per la Coda alla Vaccinara?

Con un piatto così succulento e sugoso, di certo non possiamo optare per un rosso leggerino e delicato, abbiamo invece bisogno di potenza,  senza eccedere in tannini e alcolicità: doti che ben ritroviamo in un bicchiere del Roma Rosso di Poggio Le Volpi.

La Coda alla Vaccinara è una pietanza carica di sapore, preparata attraverso la lunga cottura della coda di bue e del suo condimento a base di lardo di maiale e salsa al pomodoro: un piatto sicuramente strutturato che trova un ottimo partner nella ricchezza gusto olfattiva del Roma Rosso.

In questa classica ricetta romana anche la tendenza dolce e la grassezza sono caratteristiche percepibili e hanno bisogno di essere accompagnate dalla giusta sapidità e freschezza, doti ancora una volta presenti nel vino protagonista di oggi.

Rigatoni con sugo di Coda alla Vaccinara
Rigatoni con sugo di Coda alla Vaccinara

Infine, il bel gioco di contrapposizioni e concordanze tra la Coda alla Vaccinara e il Roma rosso, viene esaltato dalla corrispondenza aromatica, dove i profumi fruttati, erbacei e speziati del vino arricchiscono la pietanza di persistenza gusto olfattiva.

Un abbinamento classico, forse un po’ scontato, ma che dovete assolutamente provare di persona!

 

Cheers!

 

p.s. Provate il Roma Rosso di Poggio Le Volpi anche con una gustosissima variante di questa classica ricetta: i Rigatoni con la Coda alla Vaccinara!

 

 

 

 

Syrah di Cantine Capitani

Il Syrah di Cantine Capitani e gli Abbinamenti Cibo Vino

Per questi ultimi weekend di agosto vi voglio proporre un abbinamento da pranzo all’aperto, gustoso, semplice ed economico: il protagonista di oggi è il Syrah di Cantine Capitani, altra realtà vitivinicola della Tuscia, poco conosciuta, che ci offre vini interessanti con un ottimo rapporto qualità prezzo.

Con cosa può essere abbinato? Il Syrah di Cantine Capitani si può abbinare facilmente a tante pietanze ma, come si usa dire, “la morte sua” è con una bella lombata di maiale con peperoni.

Curiosi di assaporare più da vicino questo gustoso abbinamento? Continuate a leggere il post!

 

Il Syrah di Cantine Capitani: Colore, Profumi e Gusto

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Questo Syrah, annata 2016, è intensamente rosso, di un bel rubino profondo e lievemente trasparente.

I profumi sono piacevoli e immediatamente percepibili: vi sfido a non riconoscere in questo Syrah, il gustoso profumo di frutti rossi freschi, lampone e ciliegia soprattutto. Niente frutta in confettura, ma solo frutti freschi, croccanti e appena colti come una bella cerasa.

Gli aromi di questo Syrah non si fermano alla frutta.

Ancora prima di lievi accenni floreali di peonia e iris, è dominante la componente speziata che arricchisce il bouquet con sentori chiari di pepe nero e un pizzico di peperoncino.

Chiudono le note tostate di tabacco, di cannella e di liquirizia dolce, percepibili con vigore soprattutto all’assaggio, sensazioni sicuramente regalateci dall’affinamento in rovere.

In bocca è – come c’era da aspettarsi – decisamente fruttato, con chiare sensazioni di lampone e ciliegia. Una beva non così “dolce” come sembrerebbe, dal momento che ogni sorso è ravvivato da una bella acidità, dalle intense note speziate e da quelle tostate che ci accompagnano anche in finale d’assaggio.

Si beve volentieri, si beve facile, un vino rosso che rallegra anche sotto la calura estiva, assolutamente perfetto per … una grigliata, no??

 

Il Syrah di Cantine Capitani: Abbinamenti Cibo Vino

Il Syrah di Cantine Capitani sposa alla perfezione il gusto della carne alla brace: sarà il suo gusto fruttato e speziato, sarà la sua bella acidità, sarà per la sua giusta morbidezza … difficile a dirsi, ma è chiaro che, con questo vino la carne cucinata in questo modo acquista ancora più sapore.

Tuttavia, cercherò di essere precisa: salsicce, lombatine con l’osso e braciole di maiale, con un bel contorno di peperoni, anche in agrodolce, il tutto rigorosamente alla brace, stanno incredibilmente bene insieme a qualche bicchiere di questo Syrah del Lazio.

La croccantezza e il tipico sapore che acquista la carne di maiale e i peperoni cotti in questo modo sono sensazioni che vengono degnamente celebrate da questo rosso, attraverso un’acidità fruttata, non così intensa da portare in bocca sentori amari, ma assolutamente giusta per arricchire di una componente dolce, fruttata e delicatamente acidula il gusto della carne e delle verdure.

Un assaggio che viene prolungato in tutto il suo sapore dalle sensazioni tostate che questo Syrah ci regala.

Un vino poco noto ma davvero eccezionale in questo abbinamento.

Portatelo con voi alla prossima grigliata e gli altri commensali vi giureranno amore eterno.

Cheers!

 

p.s. Potete acquistare il Syrah di Cantine Capitani 2016 qui!

 

Solidago di Papalino

Il Solidago di Papalino: Abbinamenti Cibo Vino

Quando arriva l’estate sembra impossibile continuare a parlare di vini rossi … ma il discorso non è assolutamente valido per lo splendido Solidago di Papalino, azienda agricola situata a Castiglione in Teverina, nel cuore della Tuscia, al confine tra Lazio e Umbria.

Già il nome di questo vino è particolare e racconta una storia, che ha come protagonista una pianta a fiori dorati, comune in Italia e nel Lazio, che si chiama, per l’appunto, Solidago, scelta per caratterizzare con il suo luminoso colore l’etichetta di questo prodotto.

Il Solidago è un rosso realizzato attraverso una sapiente unione di Sangiovese e Violone (Montepulciano), affinato unicamente in acciaio e in bottiglia prima di essere reso disponibile al pubblico.

Un vino che potete bere a tutto pasto e che si abbina con facilità a tantissime gustose pietanze da gustare nella bella e calda stagione estiva.

 

Il Solidago di Papalino: Profumi e SaporiSolidago di Papalino

Il Solidago di Papalino ci regala un colore rubino pieno, intenso, impenetrabile che, con la sua tonalità, suggerisce chiaramente i principali aromi e sapori.

E’ un vino rosso che, nei profumi, ricorda un cestino di ciliegie e frutti di bosco, i boccioli di peonia, le foglie di mentuccia e di eucalipto, un bouquet aromatico piacevole e intenso che si esprime subito, non appena versiamo il vino nel bicchiere.

All’assaggio è fresco, quasi balsamico, con una persistenza che si estende su delle piacevoli note di ciliegia.

Un sorso appagante e non pesante, un tenore alcolico che c’è ma si sente poco, una morbidezza ravvivata da una bella acidità, ancora dopo tre anni dalla vendemmia, e un gusto fresco, fruttato, con una leggerissima speziatura dolce che invita a nuovi assaggi.

 

Il Solidago di Papalino: Abbinamenti Cibo Vino

Il Solidago di Papalino è un vino che accompagna con grande disinvoltura tantissime pietanze a base di carni rosse, preparate attraverso cotture semplici e veloci (griglia, brace, in padella) e, magari, arricchite da un contorno profumato di verdure e formaggi, vista l’intensità del suo bouquet aromatico.

Perché non carni bianche? Le carni rosse si sposano meglio con il Solidago per i suoi bei profumi e sapori di frutta rossa e sottobosco che, in generale, ben si adattano ad accompagnare il gusto di questa tipologia di carni.

Scegliete una bella braciola, un filetto di maiale alle mele, un filetto di manzo ai funghi, un filetto di manzo al tartufo, una salsiccia alla brace con patate e rosmarino e, per me l’accoppiata vincente, una bella tagliata di manzo con aceto balsamico: l’abbinamento risulterà davvero gustoso.

I profumi e il gusto fresco, intenso, fruttato ed erbaceo del Solidago esaltano il gusto della carne e l’aromaticità spiccata del balsamico, avvolgendo ogni boccone con la giusta morbidezza.

Per chi invece non ha propria voglia di carne … sorpresa! Il Solidago di Papalino sta benissimo anche solo in abbinamento a formaggi di media stagionatura, come un Pecorino di Picinisco DOP, ed è ottimo pure con una bella scamorza affumicata fatta alla griglia, accompagnata a delle zucchine, dei funghi alla brace o del gustoso e profumato tartufo nero estivo.

 

E con questi gustosi abbinamenti vi auguro uno splendido weekend! Sempre cheers!

 

Il Fiamma della Cantina Le Lase

Oggi ho deciso di riscaldarvi con un rosso del Lazio, morbido, caldo, profumato e saporito.

Il Fiamma della Cantina Le Lase
Il Fiamma della Cantina Le Lase

Un vino realizzato non da uve autoctone della regione ma dai frutti di un vitigno che, anche nel Viterbese, si esprime in maniera splendida.

Non vi ho forse già parlato qui del grande potenziale che i vini laziali a base di Merlot mostrano all’assaggio?

Ebbene, il Fiamma della Cantina Le Lase è l’esempio perfetto di un delizioso Merlot in grado di abbinarsi splendidamente con tantissime pietanze.

Un rosso che piace al gusto e alle tasche, per la sua grande bevibilità e il suo ottimo rapporto qualità prezzo.

Un Merlot in purezza, quello proposto dalla Cantina Le Lase, molto piacevole e beverino già da giovane ma che, allo stesso tempo, ha grandi potenzialità evolutive: personalmente ho assaggiato l’annata 2009 del Fiamma e, come avrete modo di leggere, l’ho trovata davvero gustosa e intensa.

Un vino che merita di essere scoperto anche solo per la bellezza e la semplicità della sua etichetta.

Un Merlot che, a cena tra amici, incanterà sicuramente qualche palato: immaginate cosa può succedere servendolo con l’abbinamento giusto!

Se volete scoprire il gusto e gli abbinamenti possibili del Fiamma della Cantina Le Lase, leggete oltre.

Approfondisci

Il Cenereto di Trappolini e i Rossi Versatili

Quando si parla di vino rosso spesso vengono immediatamente in mente i “grandi” vini rossi, quelli adatti ad accompagnare gli stufati di carni rosse, la cacciagione, i formaggi stagionati, tutti quei cibi e preparazioni importanti e ampie da un punto di vista gustativo.

Ecco quindi che diventano sinonimo di vero “vino rosso”, da riservare rigorosamente ai secondi piatti, quei grandi nomi noti a tutti: i Baroli, i Brunelli, i Sagrantini, i Nero d’Avola Siciliani, gli Amaroni e pochi altri.

I nomi riportati, fondamentali nel panorama vitivinicolo italiano, rappresentano però solo una piccola parte della grande varietà produttiva dei vitigni a bacca rossa presenti nel territorio.

E’ sicuramente indispensabile esaltare quelle che sono le produzioni veramente autoctone e uniche del territorio italiano, derivanti dalla cura e lavorazione di uve sangiovese, montepulciano, nebbiolo, così legate a determinate zone della nostra penisola e assolutamente rappresentative delle caratteristiche del territorio, tuttavia non bisogna dimenticare che questi stessi vitigni vengono anche coltivati in altre zone, differenti da quelle elette d’origine, dando spesso ottimi risultati anche se diversi da un punto di vista gustativo.
Le uve Nebbiolo vengono coltivate e lavorate anche in Valtellina, dove si produce il meno noto e diffuso, ma comunque di grande pregio, Valtellina Superiore.

Il Sangiovese, così legato all’immagine del Brunello, viene coltivato anche in Romagna (leggete qui e vorrete di certo provare questo Sangiovese), dando risultati ottimi e contribuendo alla realizzazione di vini di pregio.

Non contiamo poi tutta quella eccellente produzione di vini rossi che proviene dalla reinterpretazione sul nostro suolo dei più famosi vitigni internazionali: merlot, cabernet sauvignon, pinot nero e syrah, primi fra tutti, tra i vitigni internazionali a bacca rossa.

Detto questo, al momento della scelta di un vino rosso, non dovrebbero essere ricordati subito i nomi più famosi, solo quelle eccellenze di fama internazionale.
Esistono moltissimi altri vini rossi, magari con caratteristiche che si prestano molto meglio ad accompagnare ciò che desideriamo mangiare: perché è proprio da questo presupposto che si dovrebbe partire … la voglia di esaltare con un vino ciò che stiamo per mangiare e che magari abbiamo anche preparato e cucinato con cura.

Se abbiamo preparato dei bocconcini di pollo al limone, dobbiamo pensare subito ad accompagnarli ad un Sagrantino di Montefalco, magari giusto per stupire qualcuno con un gran nome e una bottiglia costosa?

I risultati migliori, per il proprio palato e spesso anche le proprie tasche, si fanno andando alla scoperta di altri vini che sicuramente per caratteristiche possono esaltare al meglio il piatto in questione da abbinare… e magari saranno anche molto piacevoli all’assaggio, diversamente da un Sagrantino, ma comunque ben meritevoli di essere bevuti: anche il vino più semplice può essere davvero delizioso se giustamente accompagnato.

Esistono, prodotti su suolo agricolo italiano, infinite tipologie di vini rossi, ognuno con caratteristiche diverse e sensazioni gustative diverse: pertanto anche quando stiamo preparando un piatto basato su ingredienti e cotture semplici abbiamo a disposizione una vasta gamma di prodotti ben adatti ad esaltarlo.
In un panorama così vasto è sicuramente facile perdersi, da qui il rifugiarsi all’ombra dei nomi conosciuti ma, se teniamo in considerazione quanto ricordato qui e ci informiamo sulle caratteristiche del vino che vogliamo acquistare, l’operazione non è così complicata.

In Italia non abbiamo solamente vini rossi strutturati, tannici e dal tenore alcolico elevato, adatti quindi ad accompagnare piatti dalla grande succulenza e struttura, ci sono vini rossi fermi in grado di sposarsi a piatti di carne alla piastra, paste asciutte con sughi particolari e, perché no, anche a piatti di pesce.

Il Cenereto in offerta a Eataly Roma
Il Cenereto in offerta a Eataly Roma

L’abbinamento del Cenereto di Trappolini

Alcune sere fa non avevo intenzione di mangiare qualcosa di elaborato, voglia di cucinare si, ma non avevo ne gli ingredienti ne il tempo per realizzare qualcosa di elaborato: allo stesso tempo, vista la giornata di festa (si, la domenica, anche nella sua fine, va festeggiata!), avevo voglia di bere un vino rosso … buono ma che non fosse ovviamente troppo strutturato.

Ecco quindi che ho deciso di aprire un vino che ho trovato in offerta al magico prezzo di 4,50 da Eataly: il Cenereto 2013 dell’Azienda Trappolini, un’azienda del Viterbese (situata a Castiglione in Teverina) di cui ho avuto già modo di apprezzare alcuni dei prodotti, come qui ad esempio.

Un vino a base di uve Sangiovese e Montepulciano, semplice nei suo profumi fruttati e floreali, di ciliegie, lamponi e petali di violetta, solo vagamente speziato con lievi note di liquirizia.

Un vino rosso di media struttura, con una moderata trama tannica, leggero come tenore alcolico ma comunque saporito e piacevole: un vino caratterizzato soprattutto da una buona acidità che lo rende versatile e spendibile anche per piatti basati su ingredienti e preparazioni semplici, come possono essere degli straccetti di pollo alla paprica e melanzane, un piatto gustoso ma che ho preparato davvero in poco tempo … e in poco tempo è finito anche il Cenereto.