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Tonnarelli Gamberi, Zafferano e Zucchine

Il Satres della Cantina Le Lase

Oggi vi parlo di una bianco, deliziosamente macerato, assaggiato di recente e che mi ha piacevolmente colpita: il Satres della Cantina Le Lase, annata 2017.

Il Satres è un Pinot Grigio del Lazio, prodotto attraverso una breve macerazione di 24 ore e affinato poi per 3 mesi in bottiglia.

Un bianco sicuramente diverso dai più classici ma davvero gustoso, soprattutto se se ne valorizzano le potenzialità espressive con il giusto abbinamento cibo vino.

Non è certo un vino che si abbina facilmente a un risottino di pesce … è un Pinot Grigio che va sicuramente bene per i piatti di mare, ma per quelli con un sapore più intenso e deciso.

Curiosi di conoscere il Satres della Cantina Le Lase e i suoi possibili abbinamenti? Allora leggete oltre!

 

Satres della Cantina Le Lase
Satres 2017 – Le Lase

Il Satres della Cantina Le Lase: Colore, Profumi e Gusto

Un pinot grigio leggermente ramato, quasi buccia di cipolla, un colore limpido e brillante con leggere  sfumature metalliche.

I profumi richiamano la frutta secca, nocciola e mandorla, l’ananas e l’albicocca disidratata, gli agrumi, i fiori di biancospino e di mimosa, la melissa, il timo e la salvia, con un tocco burroso, quasi di brioche.

Un’aromaticità intensa che colpisce subito, fragranze variegate che compongono un bouquet invitante e deciso.

All’assaggio il Satres sfoggia una bella freschezza e una sapidità contenuta che gioca soprattutto nel finale, dove richiama i sentori di frutta secca e tropicale, con un tocco balsamico a ricordare il timo, in un finale di bocca davvero persistente.

Una struttura corposa, una grande morbidezza e un bell’equilibrio per un vino, solo delicatamente macerato, che ha grandi potenzialità evolutive ma è già perfettamente godibile in questa giovanissima 2017.

Con cosa lo abbiniamo? Il Satres della Cantina Le Lase si abbina facilmente a …

 

Il Satres della Cantina Le Lase: Abbinamenti Cibo Vino

… ma è ovvio! Piatti caratterizzati da una grande aromaticità e una spiccata tendenza dolce.

Il Satres rende giustizia alle uve di partenza per la sua grande espressività in compagnia di piatti di pesce e crostacei, come ogni vino a base Pinot Grigio promette.

Tuttavia questo Pinot Grigio ramato del Lazio ha quel qualcosa in più, quel bouquet aromatico, quell’intensità gustativa che lo rende perfetto nell’esaltare ben altri ingredienti profumati e saporiti.

Il Satres della Cantina Le Lase si abbina con gran gusto a dei tonnarelli gamberi, zucchine e zafferano.

Gli aromi del vino trovano piena corrispondenza in quelli della pietanza, esaltati dalla presenza dello zafferano e dalla delicata pseudo-dolcezza dei gamberi e della pasta all’uovo.

Anche senza i gamberi l’abbinamento non sarebbe stato affatto sbagliato.

Il solo binomio zucchine e zafferano, a condimento della pasta, avrebbe reso piacevolissimo ogni sorso di Satres.

Infatti questo Pinot Grigio macerato è un vino che accompagna benissimo anche solo il gusto delle verdure, a patto che queste siano molto aromatiche o accompagnate da qualche altro ingrediente in grado di conferire maggiore persistenza gustativa all’intera pietanza.

Il Satres è un vino equilibrato in ogni suo aspetto, di grande espressività gusto – olfattiva, perfetto anche su un classico risotto alla milanese oppure su delle capesante gratinate ai funghi porcini.

Tre abbinamenti e un solo vino assolutamente da provare!

Che ne pensate?

 

p.s. Se siete di Roma potete acquistare il Satres qui, a un prezzo di circa 13 Euro.

 

 

 

 

Syrah di Cantine Capitani

Il Syrah di Cantine Capitani e gli Abbinamenti Cibo Vino

Per questi ultimi weekend di agosto vi voglio proporre un abbinamento da pranzo all’aperto, gustoso, semplice ed economico: il protagonista di oggi è il Syrah di Cantine Capitani, altra realtà vitivinicola della Tuscia, poco conosciuta, che ci offre vini interessanti con un ottimo rapporto qualità prezzo.

Con cosa può essere abbinato? Il Syrah di Cantine Capitani si può abbinare facilmente a tante pietanze ma, come si usa dire, “la morte sua” è con una bella lombata di maiale con peperoni.

Curiosi di assaporare più da vicino questo gustoso abbinamento? Continuate a leggere il post!

 

Il Syrah di Cantine Capitani: Colore, Profumi e Gusto

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Questo Syrah, annata 2016, è intensamente rosso, di un bel rubino profondo e lievemente trasparente.

I profumi sono piacevoli e immediatamente percepibili: vi sfido a non riconoscere in questo Syrah, il gustoso profumo di frutti rossi freschi, lampone e ciliegia soprattutto. Niente frutta in confettura, ma solo frutti freschi, croccanti e appena colti come una bella cerasa.

Gli aromi di questo Syrah non si fermano alla frutta.

Ancora prima di lievi accenni floreali di peonia e iris, è dominante la componente speziata che arricchisce il bouquet con sentori chiari di pepe nero e un pizzico di peperoncino.

Chiudono le note tostate di tabacco, di cannella e di liquirizia dolce, percepibili con vigore soprattutto all’assaggio, sensazioni sicuramente regalateci dall’affinamento in rovere.

In bocca è – come c’era da aspettarsi – decisamente fruttato, con chiare sensazioni di lampone e ciliegia. Una beva non così “dolce” come sembrerebbe, dal momento che ogni sorso è ravvivato da una bella acidità, dalle intense note speziate e da quelle tostate che ci accompagnano anche in finale d’assaggio.

Si beve volentieri, si beve facile, un vino rosso che rallegra anche sotto la calura estiva, assolutamente perfetto per … una grigliata, no??

 

Il Syrah di Cantine Capitani: Abbinamenti Cibo Vino

Il Syrah di Cantine Capitani sposa alla perfezione il gusto della carne alla brace: sarà il suo gusto fruttato e speziato, sarà la sua bella acidità, sarà per la sua giusta morbidezza … difficile a dirsi, ma è chiaro che, con questo vino la carne cucinata in questo modo acquista ancora più sapore.

Tuttavia, cercherò di essere precisa: salsicce, lombatine con l’osso e braciole di maiale, con un bel contorno di peperoni, anche in agrodolce, il tutto rigorosamente alla brace, stanno incredibilmente bene insieme a qualche bicchiere di questo Syrah del Lazio.

La croccantezza e il tipico sapore che acquista la carne di maiale e i peperoni cotti in questo modo sono sensazioni che vengono degnamente celebrate da questo rosso, attraverso un’acidità fruttata, non così intensa da portare in bocca sentori amari, ma assolutamente giusta per arricchire di una componente dolce, fruttata e delicatamente acidula il gusto della carne e delle verdure.

Un assaggio che viene prolungato in tutto il suo sapore dalle sensazioni tostate che questo Syrah ci regala.

Un vino poco noto ma davvero eccezionale in questo abbinamento.

Portatelo con voi alla prossima grigliata e gli altri commensali vi giureranno amore eterno.

Cheers!

 

p.s. Potete acquistare il Syrah di Cantine Capitani 2016 qui!

 

Malvasia Vendemmia Tardiva di Donnardea

La Malvasia Vendemmia Tardiva di Donnardea

In questo articolo vi parlo di un vino da dessert: la Malvasia Vendemmia Tardiva di Donnardea.

Un vino dolce strutturato ma leggero in termini di alcool,con un grandissimo sapore e profumi ammalianti.

La Malvasia Vendemmia Tardiva di Donnardea
La Malvasia Vendemmia Tardiva di Donnardea

Un dolce non così dolce, tant’è che potete sperimentarlo piacevolmente anche su alcune tipologie di formaggi, come ad esempio il Roquefort oppure a crosta lavata come il nostro classico Taleggio.

Tuttavia trovo che questo vino mostri il suo gusto migliore in compagnia di alcuni specifici dessert … e se volete sapere quali, leggete oltre per deliziarvi.

 

La Malvasia Vendemmia Tardiva di Donnardea: colore, profumi e sapori

Nel bicchiere brilla un’ambra chiara e luminosa che ricorda il riflesso del sole sull’acqua al tramonto.

I profumi sono incredibilmente variegati ed emergono con grande forza, aromi di scorza di arancia candita dominano l’olfatto accompagnati dalla caramella mou, dalla cannella, da un cenno di vaniglia e di biscotto speculoos e da una delicata nota di croccante alle mandorle.

All’assaggio si percepisce subito la densità di questa vendemmia tardiva, sembra quasi masticabile nelle sue sensazioni di frutta di secca e biscotto, ma il sorso viene subito ravvivato da una bella freschezza che rende questa Malvasia dolce piuttosto beverina e pericolosa 🙂

Con le sue potenzialità gusto-olfattive la Malvasia Vendemmia Tardiva di Donnardea si presta bene ad accompagnare dei dolci strutturati e invitanti.

 

La Malvasia Vendemmia Tardiva di Donnardea: Abbinamento Cibo Vino

Sinceramente non pensavo che sarebbe stato un vino dolce capace di tenere testa al gusto intenso del cioccolato.

Nelle prime prove d’assaggio l’ho infatti abbinato a una Torta di Mele e a una Torta della Nonna: con la sua freschezza questa vendemmia tardiva riesce benissimo a sostenere e a ravvivare il gusto delle creme e, con la sua rotondità e bouquet aromatico, esalta il gusto della frutta.

Tuttavia in entrambi gli abbinamenti mancava qualcosa, quel quid in più in grado di tener testa alla varietà aromatica e all’intensità gustativa di questa Malvasia.

Ho trovato il quid mancante nel cioccolato, usato nella realizzazione di una torta ricotta, pere e cioccolato, un dessert classico ma decisamente amato e sempre di tendenza nel menù dei dolci di tanti ristoranti.

La trama gusto olfattiva di questa Malvasia, dolce e lievemente frizzante, per la presenza delle note di arancia candita, celebra perfettamente il sapore intenso del cioccolato fondente usato per la realizzazione di questo dessert. La freschezza del vino rivela l’inaspettata leggerezza della ricotta e il bouquet aromatico avvolge perfettamente il gusto e il tipico profumo delle pere.

Un’accoppiata dal gusto vincente, assolutamente da provare … un abbinamento che rasenta la dipendenza.

Vini di Andrea Occhipinti

I Vini di Andrea Occhipinti: Degustazione a Roma

I Vini di Andrea Occhipinti a Roma

Vi voglio segnalare un piccolo ma importante evento, un’occasione per conoscere e degustare i Vini di Andrea Occhipinti, prodotti a Gradoli, sulle colline del Lago di Bolsena.

Se non conoscete ancora Andrea Occhipinti, per non rovinarvi la sorpresa, vi dico solo che i suoi vini vogliono celebrare soprattutto l’espressività dell’Aleatico in purezza, vinificato in modi diversi e non solamente nella realizzazione dei più conosciuti passiti.

Tuttavia non si parla solo di Aleatico, ma anche di Grechetto rosso, un vitigno locale in grado di regalare prodotti davvero profumati, intensi e saporiti, come vi scrivevo in questo articolo.

Quella di Andrea Occhipinti è una produzione biologica che vuole esaltare le uve prodotte nel loro luogo di elezione, in quel microclima particolare che caratterizza Gradoli.

 

I Vini di Andrea Occhipinti a Roma: Cosa si degusterà?

Un produttore e un’azienda vitivinicola sicuramente da non perdere e, se non avete ancora avuto modo di visitare lo splendido paesaggio in cui sorgono le vigne di Andrea Occhipinti a Gradoli, come Stefano vi ha raccontato in questo bell’articolo, allora non potete mancare questo gustoso evento romano.

In occasione di questa degustazione estiva, potrete assaggiare i seguenti vini di Andrea Occhipinti: il Fremito 2017, un Grechetto in purezza, l’Alea Rosa 2017, un rosato a base di Aleatico, l’ Alea Viva 2016, un aleatico in purezza e, infine, il Rosso Arcaico 2017, una saporita unione di Grechetto rosso e Aleatico, vinificato in anfora.

Sarà poi possibile parlare direttamente con il produttore per farsi raccontare i suoi particolarissimi vini e, perché no, eventualmente acquistarli.

Per partecipare all’evento, leggete le informazioni seguenti.

 

I Vini di Andrea Occhipinti a Roma: Quando, Dove e Come?

Quando: 15 Giugno, dalle 19:30

Dove: Enobottega 75, Via Gabriello Chiabrera 58a, 00145, Roma

Come: Il costo di partecipazione è di 10 Euro da versare in loco, potete registrarvi all’evento a questo link.

Cantina Formiconi

Visita alla Cantina Formiconi

La visita alla Cantina Formiconi, ad Affile (Rm), in località Farinella, mi riconcilia con il mondo del vino laziale. Chi mi ha seguito, avrà notato che avevo espresso qualche perplessità sull’attenzione mostrata verso il cliente, specialmente se degustatore e appassionato, durante alcune delle mie precedenti visite in realtà vitivinicole regionali.

Cantina Formiconi
Cantina Formiconi

Livio Formiconi si è mostrato particolarmente disponibile e ha fatto di tutto per soddisfare le mie esigenze per organizzare una visita alla sua cantina. Sebbene non sia potuto essere presente, mi ha accompagnato suo nipote Michael, appassionato e capace comunicatore.

Iniziamo osservando alcuni dei vigneti aziendale, che si estendono per circa due ettari e che sono dedicati alla produzioni di due Cesanese, il Cisinianum e il Capozzano.

Il “Cesanese di Affile” è ottenuto da un vitigno autoctono originario di questo piccolo territorio di montagna e conosciuto fin dai tempi della Roma Antica. I coloni romani, sedotti dall’ottimo clima, si dedicarono ad un’intensa opera di disboscamento per fare spazio a splendidi vigneti (cesae: luoghi dagli alberi tagliati).

Un vino che deliziò il palato di Papi e Imperatori; un prodotto della terra, che accompagnò il lento ritmo del lavoro nei campi, fornendo ispirazione a poeti e letterati.

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Il Vino Perfetto per la Pasta all’Arrabbiata

Il Vino Perfetto per la Pasta all’Arrabbiata

Finalmente! Un abbinamento che ricercavo da tempo ha finalmente trovato la sua degna espressione.

Penne all'arrabbiata
Penne all’arrabbiata

Amo le pietanze fatte con ingredienti semplici ma saporiti e genuini, ingredienti che hanno solo bisogno di essere trattati e valorizzati nel modo giusto per offrire il massimo del sapore.

Proprio l’altro giorno ho comprato dei pomodorini ciliegino veramente belli e profumati e mi è venuta voglia di farne un bel sugo per condire una pasta … ecco che allora, come al solito, il mio viziaccio per il vino e gli abbinamenti mi ha prontamente sussurrato: sissì, brava , bella idea, e ora con che vino li abbini?

I piatti più semplici sono spesso quelli più complicati da abbinare, il rischio è quello di scegliere sempre un vino troppo sopra alle righe o un vino sbagliato nel gusto e nei profumi … se poi chiamiamo in ballo un sugo di pomodoro un po’ piccante e saporito ecco che i rischi aumentano.

Quindi quale vino possiamo abbinare a un bel piatto di pasta all’arrabbiata per gustarla al meglio?

Ho provato tanti vini per questo abbinamento e finalmente ne ho trovato uno in particolare davvero incredibile nell’esaltare il gusto di questa pietanza.

Venite a conoscerlo leggendo il seguito!

 

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Damiano Ciolli

Visita alla Cantina Damiano Ciolli

Una realtà vitivinicola ad Olevano Romano che vale assolutamente la pena di visitare e’ quella di Damiano Ciolli. L’azienda si trova a Olevano Romano, grazioso paesino arroccato a circa 600 metri sul livello del mare sul Monte Celeste, a sud-est della provincia di Roma. Hanno 5 ha di vigneto e producono intorno alle 20000 bottiglie annue, su due linee: Silene e Cirsium.

Cirsium e Silene
Cirsium e Silene

L’Azienda inizia la sua attività nel 2001, quando l’attuale titolare Damiano Ciolli e il padre Costantino, eredi di una tradizione viticola famigliare di almeno quattro generazioni, convinti del grande potenziale dell’uva Cesanese d’Affile, decidono di imbottigliare la loro produzione, che prima era commercializzata come vino sfuso.

Non e’ impresa facile in quanto in quegli anni il vino di Olevano era ancora conosciuto come il vino dolce e/o frizzante.

Tuttavia proprio in quell’anno ci fu un evento atmosferico che danneggiò piu’ del 60% della produzione; rimasero quindi pochissimi grappoli, e il vino che si ottenne era completamente diverso: migliore, molto migliore di quello a cui si era abituati.

Quell’episodio cambio le sorti del vino di Olevano.

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Vini Sergio Mottura

Visita all’Azienda Sergio Mottura

La tana dell'istrice
La tana dell’istrice

Uno dei principali produttori di Grechetto dell’Alto Lazio è sicuramente Sergio Mottura.

La sua tenuta si estende su oltre cento ettari di vigna a conduzione biologica, nel territorio di Civitella d’Agliano (Viterbo), delimitata ad ovest dalle colline e dai calanchi argillosi e ad est dalla pianura umbra bagnata dal Tevere.

L’appezzamento appartiene alla famiglia Mottura dal 1933, ma è verso l’inizio degli anni sessanta che parte la riscoperta e la focalizzazione sul Grechetto.

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Cantina Le Macchie

Visita alla Cantina Le Macchie

L’accoglienza di Antonio di Carlo, proprietario della Cantina Le Macchie e del prestigioso Ristorante La Foresta a Castelfranco a Rieti, è particolarmente calorosa e attenta. Addirittura premurosa direi, visto che lo incontriamo lungo la strada che porta ai suoi vigneti, preoccupato che non trovassimo la tenuta. Molto bello l’ingresso, con le vigne sulla sinistra e uno stuolo di vivaci maialini neri, di razza antica allevati a terra.

I vigneti della Cantina Le Macchie
I vigneti della Cantina Le Macchie

L’azienda si trova a Castelfranco, e i loro nostri vigneti si estendono sulle colline situate tra la conca Reatina e il Monte Terminillo, l’altitudine è compresa tra i 610 e 650 mt s.l.m. con esposizioni a sud per i vitigni tardivi, a sud-ovest per i vitigni precoci. Il terreno risulta essere ricco in minerali e garantisce ai loro vini freschezza e sapidità. Hanno 5 ha di proprietà e altri 3.5 in affitto.

Antonio ci porta subito a visitare il vigneto alla destra della cantina, si tratta di gewürztraminer: un clone acquistato a Termeno, tra i più profumati e con rese molto basse (si parla di 30/40 quintali per ettaro). Siamo a 620 metri di altezza, in una zona particolarmente ventilata, che facilita una selezione naturale dei grappoli migliori: semplicemente alcuni non allegano. Il traminer aromatico è un vitigno che matura relativamente presto, e la vendemmia avviene tipicamente tra la prima e la seconda settimana di settembre.

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Tenuta Santa Lucia

Visita alla Tenuta Santa Lucia

Tra le colline di Poggio Mirteto, in provincia di Rieti, nella bella Valle del Tevere, scopriamo la Tenuta Santa Lucia.

Una realtà importante di circa 35 ha di vigneto, piantati con Sangiovese, Cabernet, Merlot, Syrah, Alicante e Carignano, e per le bacche bianche: Malvasia Trebbiano, Falanghina e Pecorino.

La vista dalla Tenuta
La vista dalla Tenuta

Interessante scoprire il Carignano, vitigno molto diffuso in Sardegna, con colori rossi non particolarmente intensi, caratterizzato da un buon fruttato e da una contenuta alcolicità. Per rendere il colore più profondo si ricorre addirittura al salasso, soprattutto in Sardegna, ci dice Massimo, l’enologo che ci accompagna nella visita.
L’Azienda è adagiata ai piedi del Monte Soratte, con i vigneti tra I 150 e 200 metri slm. L’azienda rientra nell’areale della DOC Colli della Sabina, anzi è forse l’unica azienda che produca vini, oltre alla cantina sociale. I terreni sono di medio impasto, argilloso-sabbioso, con una percentuale di sabbia che cresce all’avvicinarsi al fiume Tevere.

Insieme al competente e disponibile Massimo parliamo delle origini dell’azienda; a metà anni 90 risalgono i primi vigneti, mentre la cantina nasce nel 2005, con le prime bottiglie prodotte un paio di anni prima.

 

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