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Vermentino Le Coste

Il Vermentino Le Coste di Federici e gli Abbinamenti Cibo Vino

Oggi è la volta di un Vermentino in trasferta: direttamente dal Lazio assaggeremo il Vermentino Le Coste di Federici, antica ma rinnovata realtà vitivinicola di Zagarolo … a riprova che anche in questa regione si possono ottenere dei vini a base di Vermentino davvero gustosi e assolutamente non atipici.

Un Vermentino davvero piacevole e dall’ottimo rapporto qualità prezzo, un vino con cui potete arricchire con gusto la vostra tavola di tutti i giorni.

Volete sapere com’è? Allora proseguite la lettura!

 

Il Vermentino Le Coste di Federici: Colore, Profumi e Sapori

Le Coste è un Vermentino cristallino e di un bel giallo paglierino, da ammirare e gustare al meglio all’interno di un bel calice da degustazione classico, a una temperatura di massimo 10°.

L’annata 2017, al naso, è intensamente fruttata e floreale: pesca gialla, albicocca, ananas, litchi e passion fruit compongono un bouquet davvero esotico, dolce e invitante; ai profumi più fruttati ed esotici seguono anche note più delicate di fiori nostrani, come ginestra e mimosa.

All’assaggio il Vermentino Le Coste è piacevolmente salino, con la giusta freschezza e un bell’equilibrio tra durezze e dolcezze che lo rende piuttosto morbido e rotondo al palato, un Vermentino che scivola delicato ma lascia una bella sensazione marina, sapida ma dolcemente accompagnata da una sensazione fruttata più vellutata.

Un Vermentino ben bilanciato in tutte le sue caratteristiche organolettiche e pertanto capace di sostenere anche speziature e piccantezze non eccessive.

Spaghetti alle Vongole
Spaghetti alle Vongole

 

Il Vermentino Le Coste di Federici: Abbinamenti Cibo Vino

Stavolta vinco davvero facile … il Vermentino Le Coste di Federici è davvero easy da abbinare. Com’è tipico dell’uva Vermentino, è un bianco che accompagna molto bene il gusto del pesce, dei molluschi e dei crostacei e pertanto, una volta scelti questi come ingredienti principale, diventa poi facile scegliere la pietanza specifica.

Se proprio devo scegliere l’abbinamento che mi è sembrato meglio riuscito, allora devo dire che è un vino che si abbina molto bene agli intramontabili spaghetti alle vongole: il gusto così delicato e salino di questi molluschi, unito a un pizzico di pepe bianco, a un po’ di origano, a uno spicchio d’aglio a un pochino di peperoncino, esalta alla perfezione il gusto esotico e fruttato di questo Vermentino laziale.

In questo specifico abbinamento il Vermentino Le Coste si arricchisce di una deliziosa speziatura e l’aggiunta del peperoncino acuisce il gusto salmastro delle vongole.

Oltre che a berlo, provate anche a sfumare le vongole con un bicchiere di questo Vermentino – si, lo so, sembra un delitto, ma così vi accorgerete meglio di come effettivamente il vino riesca ad esaltare il gusto di questa pietanza, aumentandone le piacevoli sensazioni gustative e la persistenza.

Un abbinamento in grado di rendere un piatto semplice e genuino ancora più buono, degno delle più grandi feste.

Buon appetito e cheers, ovviamente!

 

p.s. non è un vino proprio semplice da reperire, specie online. Tuttavia ho avuto la fortuna di farne scorta all’enoteca Stradivarius, di Stefano Pollastrini, a Lavino.

 

Simandro e linguine allo scoglio

Il Simandro di Tenuta Ca’ Sciampagne

 

Il Bianchello del Metauro DOC SimandroSimandro

Oggi vi descrivo un altro vino biologico e vegano che mi è piaciuto davvero tanto: il Simandro di Tenuta Ca’ Sciampagne.

Un vino saporito ma estremamente versatile negli abbinamenti, per il suo ottimo equilibrio.

Siamo nelle Marche, vicino ad Urbino, nell’area della DOC Bianchello del Metauro.

Il protagonista di questo post, il Simandro, è proprio un degno appartenente a questa denominazione, prodotto solo negli migliori annate da una delle realtà biologiche più giovani e attive della zona che è la Tenuta Ca’ Sciampagne, azienda in regime biologico e vegano da diversi  anni.

Il Simandro è il primo vino che assaggio di questa azienda e ora non vedo l’ora di provarne anche gli altri.

Per mia fortuna sono dei vini facilmente reperibili, presenti proprio in un’enoteca di vini biologici del mio quartiere.

 

SimandroIl Simandro di Tenuta Ca’ Sciampagne: gli Abbinamenti Cibo Vino

Sono sempre un filino sospettosa quando devo provare dei nuovi vini “biologici” … sarà che ogni tanto mi è capitato di provarne alcuni davvero sbagliati e altri semplicemente non di mio gusto … ma il mio sospetto è svanito nell’istante in cui ho assaggiato il primo sorso di Simandro.

E’ un vino vivissimo in tutte le sue caratteristiche organolettiche, già è bello a guardarlo con il suo colore giallo paglierino brillante.

E’ un Bianchello del Metauro caratterizzato da profumi floreali, fruttati ed erbacei: fiori di sambuco, biancospino, un pizzico di mimosa, salvia e maggiorana, nespola e dei lievissimi accenni agrumati compongono un bouquet intrigante e piacevole.

E’ all’assaggio che il Simandro mi ha definitivamente conquistato, con la sua vibrante acidità e una lunghissima scia sapida, caratteristiche evidenti e legate da una particolare morbidezza.

E’ un vino incredibilmente equilibrato e persistente, perfette per accompagnare specialità gastronomiche di grande sapore e aromaticità.

Per il suo gusto delicatamente floreale e vegetale il Simandro sposa benissimo il gusto del pesce e di molti ortaggi e, con la sua sapidità e freschezza, ne ravviva il sapore.

Il Simandro di Tenuta Ca’ Sciampagne è un vino davvero perfetto per accompagnare primi piatti di pesce o anche solo verdure: sta benissimo soprattutto con gli spaghetti tonno e pomodorini, con le linguine allo scoglio e  il risotto ai frutti di mare.

Questo weekend provatelo per crederci e stupirvi 🙂

Pecorino Bio di Michele Sartori e gli abbinamenti cibo - vino

Il Pecorino Bio dell’Azienda Santori

 

Oggi assaggiamo insieme questo delizioso Pecorino biologico, frutto del lavoro dell’azienda Santori, dedita alla valorizzazione del territorio piceno e dei suoi fantastici vitigni autoctoni.

Etichetta Pecorino Sartori 2016
Bellissima!

Il lavoro svolto si vede, si sente e si beve.

Per ora ho avuto modo di assaggiare più volte solo il loro pecorino in diverse annate e l’ho trovato sempre ottimo. L’annata 2016, l’ultima che ho provato recentemente, è stata anche premiata con i 3 bicchieri del Gambero Rosso.

Non avrebbe potuto essere altrimenti … assaggiate con noi questo Pecorino e ve ne renderete conto.

Un Pecorino godibilissimo da solo e – con il cibo giusto –davvero spettacolare.

 

Il Pecorino Bio dell’Azienda Santori: tutti gli Abbinamenti Cibo – Vino

La bottiglia è di per sé bellissima, con quell’etichetta perfetta per celebrare la vite; ma è ciò che sta dentro la bottiglia il vero tesoro … un pecorino dorato e splendente.

Un naso intenso fruttato e floreale: pesca gialla, albicocca, agrumi e a seguire note di glicine e tiglio.

In sottofondo si percepiscono anche delle note erbacee delicate di salvia e menta che emergono anche in finale di assaggio.

Il Pecorino di Tenuta Santori è davvero perfetto all’assaggio, con una viva sapidità e un’acidità ben integrata in una struttura equilibrata, intensa e molto persistente.

Con questa piacevole sapidità è un vino che sposa benissimo i piatti a base di pesce e crostacei.

Colore Pecorino Sartori 2016
Un Pecorino Dorato

E’ un vino che – a mio parere – è davvero delizioso in accompagnamento a degli spaghetti gamberi e asparagi.

Altri abbinamento possibili per questo fantastico pecorino?

Eccone solo alcuni ma, sulla stessa scia, ne potete scegliere tantissimi altri: spiedini di gamberi e calamari, involtini di platessa e dell’ottimo sushi.

Già, questo pecorino che ho avuto modo di provare recentemente tante volte sposa benissimo non solo la cucina di mare nostrana ma anche il sushi, arricchendolo con una sapidità che ti fa completamente dimenticare l’utilizzo della soia.

Se vi piacciono le pietanze molto saporite, potete anche abbinarlo a un bel piatto di spaghetti con le vongole: la sapidità generale rimarrà comunque piacevole e mai eccessiva, anche se aggiungete un pizzico di pepe nero in più.

E’ un vino che, per il suo ottimo equilibrio, si abbina bene anche a primi piatti di pesce esotici e piccanti: l’ho provato con un riso thai ai gamberi e l’abbinamento è stato decisamente gustoso.

Osate anche voi e poi fateci sapere !

p.s. Siete alla ricerca di altri vini per le pietanze di pesce?

Li trovate qui:

I Vini per i Piatti di Pesce, Crostacei, Molluschi

Voglio un Rosso da Pesce! Guida all’abbinamento vino rosso – pesce

Il Vino per il Sushi

Il Cacchione dell’azienda agricola Casa della Divina Provvidenza

Il Vermentino Etichetta Grigia di Cantina Lunae e i Primi di Pesce

Un Delizioso Vino da Pesce: il Capolemole Bianco

 

 

Il Cacchione secondo l’azienda agricola Casa della Divina Provvidenza

Il Cacchione dell’azienda agricola Casa della Divina Provvidenza

 

In questo articolo vi torno a parlare di vini e vitigni tipici del Lazio, una regione spesso trascurata per quanto riguarda la produzione di vini di qualità, accendendo i riflettori su un’uva che amo particolarmente e che ho scoperto, in realtà, solo da un paio di anni.

Un vitigno che pochi conoscono, di cui poco si parla ma che è davvero perfetto per creare un vino adatto ad accompagnare delle pietanze di prelibato pesce.

Un vino prodotto da uve autoctone dell’area costiera meridionale della regione, usate con successo nella produzione di bianchi fermi, frizzanti e spumanti di qualità.

Curiosi di scoprire di quali uve e di quali vini sto parlando?

 

Il Cacchione DOP e gli Abbinamenti Cibo – Vino

Probabilmente lo conoscerete altrove come Bellone, ma è comunque sempre lui: il vitigno Cacchione, così chiamato in una specifica area del litorale laziale.

Siamo di fronte a un vitigno autoctono della regione Lazio, di quell’area costiera splendida che ha visto il magico approdo di Enea nell’antica penisola italica.

Il Cacchione è un’uva citata anche da Plinio il Giovane proprio come tipicissima dell’antica Antium che diede i natali all’imperatore Nerone.

Un vitigno così legato a questo territorio  che, nella zona di Anzio e Nettuno, il cosiddetto Agro Pontino,  troviamo ancora molti vigneti di Cacchione a “piede franco”.

Neroniano
Neroniano

I vini a base di Cacchione, prodotti in questa specifica area, che costituisce proprio la sede eletta della DOP Cacchione, hanno caratteristiche organolettiche che li rendono dei prodotti fantastici per accompagnare tantissime pietanze di pesce.

Fritture, zuppe di pesce, crostacei e molluschi, primi e risotti, pesci al cartoccio e al forno … esistono diversi esemplari di vini a base di Cacchione, ognuno in grado di valorizzare diverse pietanze al sapore di “mare”.

Oggi vi voglio presentare due vini a base di Cacchione dell’azienda agricola Casa della Divina Provvidenza, che ho avuto modo di assaggiare l’estate scorsa, provandoli con più pietanze.

Forse ci ho messo un po’ a parlarvene ma visto che ci avviciniamo nuovamente all’estate sto già pregustando un calice di entrambi i vini di fronte alla brezza marina, su una spiaggia al tramonto.

 

Il Neroniano dell’Azienda Agricola Casa della Divina Provvidenza

Il Neroniano dell’Azienda Agricola Casa della Divina Provvidenza è un Cacchione con un ampio profilo organolettico, un bianco fermentato in barrique e invecchiato in legno che presenta un bouquet aromatico piacevolissimo e invitante.

Profumi marcati di agrumi, albicocca, frutta esotica, leggere note floreali e vegetali di acacia e maggiorana.

All’assaggio il Neroniano è un vino sapido, dal gusto intenso, morbido ed equilibrato.

Per me è un vino da TUTTO pesce.

Va benissimo con i secondi di pesce al forno, con le paste ai frutti di mare, con le capesante in salsa di cognac, con i frutti di mare in guazzetto, con le zuppe di pesce.

Sinceramente, tra le numerose pietanze di mare con cui l’ho assaggiato, non ho mai provato un abbinamento davvero sbagliato, in grado di rovinare cibo e vino.

L’unico abbinamento con cui ho sentito il Neroniano un po’ sprecato è stato con la frittura di pesce, ma in tutti gli altri casi si è rivelato un vino davvero incredibile, con la mutevole capacità di esaltare il gusto del pesce, attraverso il suo bouquet aromatico e il suo gusto pieno e rotondo.

E’ un vino che per profumi, gusto e corpo si abbina benissimo alla zuppa di pesce: un connubio di frutti di mare, calamari, polpo e gallinella che, in accompagnamento a un buon bicchiere di Neroniano, acquista quel pizzico di sapore in più e una persistenza ancora più lunga e piacevole, improntata su note deliziosamente saline.

Mare divino
Mare divino

 

Il Mare Divino Spumante dell’Azienda Casa Divina Provvidenza

Ecco, se il Neroniano poteva risultare poco adatto alla frittura di pesce, lo stesso non vale per il Mare Divino, metodo classico della stessa azienda.

E’ un vino spumante davvero perfetto, con i suoi profumi prettamente agrumati e la sua bellissima effervescenza, per accompagnare un fritto di paranza.

Un metodo classico che presenta un bouquet fresco, fruttato e vegetale, con note di limone, albicocca, salvia. Deliziosamente minerale all’assaggio, dove emerge e rimane persistente la componente fruttata dolce e agrumata, accompagnata da una sapidità che richiama chiaramente la salinità marina.

Se non lo volete assaggiare con il fritto di paranza, provatelo con degli spiedini di gamberi alla griglia o con dell’ottimo polpo e patate e non rimarrete delusi.

 

Ora che avete fatto la conoscenza con il Cacchione, sapete con cosa potete abbinare tante specialità di pesce: un vitigno e dei vini che vanno senz’altro scoperti e assaggiati.

Ma torneremo ancora a parlare del Cacchione … quindi restate con noi!

 

 

I Vini perfetti per la Frittura di Calamari

I Vini perfetti per la Frittura di Calamari

Ecco che oggi si parla di uno degli abbinamenti più sfiziosi dell’estate (e non solo).

E come potrebbe essere altrimenti, visto che la pietanza protagonista di oggi è la frittura di calamari!

Cartoccio calamari fritti
Cartoccio!

Un piatto di pesce dal gusto delicato ma davvero ricco di sapore per il quale abbiamo a disposizione diversi compagni vinosi, altrettanto piacevoli.

Accompagnare degnamente, con un buon vino, una frittura di calamari ( se ci scappa qualche gambero va bene uguale 🙂 ) non è una missione difficile e, nelle mie prove, ho avuto modo di assaggiare diversi vini in grado di renderle giustizia.

Tuttavia, dovendo fare una scelta ponderata, devo ammettere che, almeno per quanto testato finora, sono tre i vini che davvero riescono ad esaltare il gusto e i profumi della frittura di calamari.

Non vi resta che scoprire di quali vini si tratta leggendo oltre!

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Il Blanc de Sers di Casata Monfort: ecco gli Abbinamenti

Per questo Venerdì niente bollicine. Delusi?

Lo sarete di meno non appena scoprirete la meraviglia di prodotto che vado a proporvi.

Non un vino bianco fermo qualunque, non un vino da un unico tipo di uva vinificata in purezza.

Blanc de Sers di Casata Monfort
Il Blanc de Sers di Casata Monfort
p style=”text-align: justify;”>Piuttosto un blend di uve, profumi e sapori diversi di un territorio speciale e ricco come quello della Valsugana in Trentino, con le sue profonde radici vitivinicole.

Dai pendii che racchiudono il torrente Fersina ecco che arriva un gioiello bianco atto a celebrare la particolarità delle viti e delle uve in uno specifico terroir.

Il Blanc de Sers di Casata Monfort nasce nell’ambito di un progetto per mettere in luce diverse varietà di uve autoctone della regione, alcune veramente poco conosciute e poco utilizzate, ma che trovano in questo prodotto un’ottima espressione: un 25 % di Vanderbara, un 20% di Veltliner Rosso, un 20% di Nosiola, un 15 % sia di Chardonnay sia di Moscato e, per finire, un 5 % di Vernaza compongono un prodotto veramente accattivante, nei profumi, nel gusto e nel corpo.

Vanderbara? L’uva “principale” nella composizione del prodotto rappresenta un uvaggio antico e proprio della Valsugana, ormai difficilmente vinificato in purezza, ma recuperato dalle Cantine Monfort in questo blend di autoctonicità.

Un vino con uve così variegate e così strettamente legate al territorio, con cosa potrà abbinarsi?

Gli abbinamenti per il Blanc de Sers (annata 2013) possono essere tanti e se siete ansiosi di conoscerli e di provare il gusto particolare di questo vino, vi basta leggere oltre.

 

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Abbinamenti Cibo Vino: il Teresa e gli Spaghetti Vongole e Zucchine

Teresa 2013
Teresa 2013

Anche per questa settimana siamo arrivati al Venerdì … che serata sarebbe senza qualcosa di divertente da preparare, gustoso da mangiare e delizioso da bere?

Alla faccia del primo week-end di Ottobre, oggi vi propongo un abbinamento decisamente estivo , sempre ottimo e che si prepara praticamente da sé: un’idea non male per chi torna dal lavoro sotto la pioggia.

Torno quindi nel Lazio per presentarvi il bianco Teresa dell’Azienda Agricola Cavalieri.

Se vi state chiedendo perchè dovreste provare questo vino leggete oltre!

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Un Delizioso Vino da Pesce: il Capolemole Bianco

Capolemole bianco 2014

Per questo caldo Sabato parliamo di un delizioso vino da pesce per allietare a tutti la serata.

Ecco quindi che vi presento uno dei tesori enologici della regione Lazio: il Capolemole bianco, annata 2014, di Marco Carpineti, ideato e realizzato a partire da uve Bellone e da una piccola parte di uve Greco Moro.

Un vino gioiello che valorizza perfettamente l’uvaggio autoctono rappresentato dall’uva Bellone che ci offre profumi fruttati e minerali deliziosi.

E’ dai terreni vulcanici laziali tra Velletri e Norma, nei pressi del delizioso borgo di Cori, che le uve di Bellone del Capolemole bianco traggono il loro particolare aroma: pesca, ananas, lievi tocchi agrumati, camomilla, ginestra e soffi di ardesia compongono un bouquet veramente profumato e irresistibile, reso ancora più intenso dalla vibrante sapidità del vino, dalla sua freschezza e dalla sua persistenza.

Se ti è venuta voglia di provarlo, leggi di seguito con cosa puoi abbinarlo per gustare qualcosa di davvero speciale!

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Il Vermentino di Gallura e il Vermentino di Sardegna: gli Abbinamenti con il Cibo

Visto che il caldo sembra ancora non voler mollare del tutto la presa, non ci resta che cavalcare questa torrida estate godendoci ciò che la bella stagione può offrirci: belle giornate e le fresche acque del mare.

Per tutti i fortunati che hanno trovato refrigerio tra le onde e le acque cristalline che cosa può completare una bella giornata di vacanza se non un piatto di ottimo pesce da gustare in compagnia?

E parlando di piatti marini non si può non menzionare uno dei vini italiani “da pesce” per eccellenza.

E per i secondi di pesce che si fa?

astice
Astice!

Figlio del mare è sicuramente il Vermentino di Gallura e il suo parente più stretto, il Vermentino di Sardegna, entrambi grandi vini bianchi italiani da pesce.

Vini “da pesce” perché le loro caratteristiche organolettiche si sposano splendidamente per accompagnare ogni pietanza caratterizzata da ingredienti con questa specifica provenienza: sono vini che danno il meglio in abbinamento ai profumi salini, freschi, delicati e tendenzialmente dolci dei crostacei, dei frutti e dei pesci di mare.

Tuttavia, a seconda del piatto di pesce che vogliamo assaggiare, possiamo trovare il Vermentino Sardo che meglio può valorizzarlo.

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Il Vermentino di Gallura Canayli: il Vino dell’Estate

Decisamente uno dei vini di questa torrida estate 2015.

Canayli - Etichetta
Canayli – Etichetta

Se non avete ancora avuto modo di provare questo Vermentino di Gallura Superiore, leggete questo breve articolo e sicuramente vi verrà voglia di trovarlo e berlo fino all’ultima goccia!

Non vi preoccupate, è semplice da reperire 😉

Anche solo considerando l’ottimo rapporto qualità prezzo è un Vermentino che merita di essere provato non una ma più volte … senza ombra di dubbio!

Già menzionato nell’articolo dedicato ai Vermentini sardi, il Canayli 2014 della Cantina Gallura è veramente uno di quei Vermentini che più facilmente riesco ad abbinare.

Se quindi cercate un ottimo vino da pesce, a un prezzo modico, che possa accompagnarvi per un’intera cena, senza crearvi problemi o dubbi, ebbene il Canayli di Cantina Gallura è ciò che fa per voi.

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