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Vino Perfetto per la Pasta con la Bottarga

Il Vino Perfetto per la Pasta con la Bottarga

Si torna a parlare di Verdicchi e di conseguenza di abbinamenti gustosi!

Sicuramente vi sarà ormai chiara la mia passione per questo delizioso vino bianco, dall’incredibile varietà di sfumature di sapore.

Un bianco tutto italiano in grado di ravvivare quasi qualsiasi pietanza … basta solo scegliere quel Verdicchio che fa al caso nostro.

Bottarga di Muggine
Bottarga di Muggine

Recentemente sono stata proprio nelle Marche e ho colto l’occasione per assaggiare qualche Verdicchio che a Roma non ho modo di trovare facilmente.

Proprio una delle mie ultime scoperte mi ha permesso di raccontarvi lo splendido abbinamento di oggi.

Curiosi si conoscere un vino perfetto per la pasta con la bottarga?
Allora leggete oltre!

 
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Il Verdicchio dei Castelli di Jesi Federico II di Montecappone

Continuiamo il nostro piacevole studio del Verdicchio degustando un prodotto diverso da quello che ho descritto qui, alcuni giorni fa.

Si, perché il Verdicchio dei Castelli di Jesi pur avendo delle chiare tipicità si mostra di volta in volta con note di diversa piacevolezza, in base all’interpretazione dei produttori e, ovviamente, alla particolare interazione delle uve con l’ambiente.

Etichetta Verdicchio Federico II
Etichetta Verdicchio Federico II

Il Verdicchio Classico Superiore Federico II A.D. 1194 dell’azienda Montecappone spicca soprattutto per la sua struttura importante: un vino di corpo, pieno che quasi non sembra un vino bianco, un prodotto che all’assaggio colpisce veramente per la sua intensità.

I profumi tradiscono del tutto quello che bisogna aspettarsi in fase di degustazione: decisa nota fumé, profumi di mandorle e pinoli, aromi di ananas e pesca gialla, sentori vegetali di maggiorana e salvia, un delicato profumo di biancospino e delle lievissime note agrumate.

All’assaggio ritroviamo il gusto dolce della frutta esotica, la viva freschezza (leggasi sempre acidità) delle note agrumate, le sensazioni gradevolmente amarognole della frutta secca e del biancospino; ma è soprattutto la sapidità a essere protagonista, racchiusa in una struttura importante in cui le durezze tendono a smorzarsi grazie anche alla componente polialcolica.

Questa nota salina importante, che rende il prodotto saporito e gustoso, lo rende pero un po’ più complesso da abbinare.

 

Come abbinare il Verdicchio Federico II

Complesso è una parola grossa! In realtà anche in questo caso bastano pochi accorgimenti per creare diversi deliziosi abbinamenti, tutti da provare.

Se è la sapidità a far da regina, accompagnata da una buona verve acida, siamo di fronte a delle durezze che attraverso il cibo dobbiamo semplicemente andare a equilibrare.

Bisogna però considerare che, nonostante la grande sapidità, in questo Verdicchio troviamo anche un evidente tenore alcolico (14%) e una buona morbidezza: elementi necessari affinchè le varie durezze di un vino possano risultare comunque piacevoli.

Un vino “troppo” sapido non è certo appetibile e di sicuro sarebbe veramente complesso da abbinare e questo non è certo il caso del Federico II.

Il Verdicchio Federico II dell’azienda Montecappone è un vino sicuramente pronto da assaggiare, che non presenta elementi acerbi, potenzialmente fastidiosi all’assaggio.

Volendo creare un abbinamento, nei cibi andremo a ricercare soprattutto delle tendenze dolci ma non allontaneremo del tutto quegli elementi caratterizzati da un sapore più deciso e pungente, che magari serviranno da contorno alla pietanza principale.

Con il Verdicchio Federico II, annata 2014, abbiamo tantissime possibilità di abbinamento, perfettamente in grado di mitigare ed esaltare allo stesso tempo le principali doti del prodotto.

Abbiamo bisogno di pietanze strutturate, ricche di profumi e di intensi sapori, con una spiccata tendenza dolce.

Risotto spigola e asparagi
Risotto spigola e asparagi

Pertanto, se teniamo conto anche dei possibili abbinamenti consigliati per un Verdicchio di Jesi, come quelli indicati qui, abbiamo un’infinità di primi piatti di mare e verdure tra cui scegliere.

Personalmente trovo che il Verdicchio Federico II si abbini benissimo con un risotto gamberi e calamari, con un risotto con spigola e asparagi oppure con un risotto ai funghi: piatti strutturati, a tendenza dolce, con una buona succulenza e soprattutto ricchi di gusto.

I sapori delicati e “dolci” del riso, del pesce, dei crostacei, dei molluschi e dei funghi saranno vivacizzati dall’importante freschezza e sapidità del vino.

Risotto ai funghi
Risotto ai funghi

Inoltre, con un risotto dai profumi di mare o di bosco e dalla decisa tendenza dolce, riusciremo senz’altro a mettere in evidenza gli aromi caratteristici di questo Verdicchio, rendendo ancora più piacevole la nota salina e assecondandone la struttura importante.

Come accennato sopra, questa stessa struttura, unita alla morbidezza del prodotto, ci permette anche di inserire nelle pietanze elementi sapidi e a tendenza acida.

Di certo non si può escludere un abbinamento di questo vino con una bella orata all’acqua pazza, con un’insalata di gamberi e rughetta oppure con una pasta al pesto genovese: l’importante è contenere la quantità di “durezze” presenti nelle pietanze.

Altri possibili abbinamenti? Se ne possono ideare a volontà, basta seguire gli accorgimenti appena evidenziati: evitiamo di inserire nelle pietanze troppi elementi di durezza che magari possono accentuare la sapidità e la tendenza amarognola del prodotto e via libera a tutti quegli alimenti a tendenza dolce che ormai conosciamo bene.

In questo modo avremo un abbinamento di sicuro successo, con una spesa veramente contenuta.

Se vi è venuta voglia di provare il buon Federico II, potete trovarlo qui, altrimenti qui, al prezzo di circa 9-11 Euro.

Il Verdicchio dei Castelli di Jesi e gli Abbinamenti Possibili

Oggi parliamo di un grande vino, veramente caratteristico della produzione vitivinicola italiana, conosciuto, bevuto e amato da tantissime persone: il Verdicchio dei Castelli di Jesi.

Un nome che non rappresenta una moda del momento ma una colonna portante della storia vitivinicola italiana che affonda le sue origini nel territorio probabilmente sin dal 1600, nonostante la viticoltura in quello stesso territorio abbia origine molto più antiche e il verdicchio fosse un’uva già conosciuta ma non usata per produrre vino.

il verdicchio dei castelli di jesi
La tipica anfora

Un vino “Verdicchio”, ovviamente diverso da come lo conosciamo noi ma sempre ricavato dalle uve omonime, è stato invece prodotto nei secoli successivi, tra la fine del ‘700 e gli inizi del ‘800, e ciò che ci colpisce ancora di più e che fosse già considerato un prodotto caratteristico di quello che oggi è il territorio delle Marche e in particolar modo della valle dell’Esino .

Una DOC quella del Verdicchio di Jesi che, considerando la lunga e tortuosa storia di questo prodotto, è arrivata anche troppo tardi, nel 1968.

Ma non è stata certo la consacrazione a DOC a fare di questo vino un bicchiere di storia e di gusto.

Chi non ha mai sentito parlare del Verdicchio, quel vino così particolare con quei brillanti riflessi verdi?

I miei nonni avevano sempre sulla tavola della Domenica la tipica bottiglia ad “anfora” che spesso ancora oggi è ritenuta emblematica del prodotto, non solamente in Italia.

La fama del vino che trae forza dalle uve “Verdicchie” deriva proprio dall’incredibile sapore e gusto che sfido chiunque a non trovare piacevole.

Ebbene in questo articolo approfondirò cosa significa degustare un Verdicchio dei Castelli di Jesi, perché ci piace e soprattutto con quali abbinamenti può piacerci ancora di più!

 

Le Caratteristiche del Verdicchio dei Castelli di Jesi

Il Verdicchio dei Castelli di Jesi viene prodotto dalle uve omonime, di verdicchio bianco, autoctone del territorio delle Marche e in particolar modo di quell’area collinare compresa tra la provincia di Ancona e Macerata, dove scorre il fiume Esino e possiamo ammirare un paesaggio costellato da cittadine fortificate.

L'area di produzione del Verdicchio dei Castelli di Jesi
L’area di produzione del Verdicchio dei Castelli di Jesi

Quando si parla di Verdicchio Classico si fa invece riferimento a un’area di produzione più ristretta che va a definire il luogo storico di coltivazione eletta di queste uve, in grado di offrire un prodotto con delle caratteristiche organolettiche specifiche, percepibili in maniera ancora più intensa rispetto a quelle riconoscibili normalmente negli altri verdicchi non classici.

Dalle uve Verdicchio si ricava un vino dalle grande potenzialità organolettiche: un vino dai netti profumi fruttati, di pesca bianca, mela e agrumi, floreali e vegetali, di biancospino e salvia, sicuramente intensi e piacevoli, con delle leggere sfumature di mandorla e frutta secca.

Il verdicchio dei Castelli di Jesi è un vino bianco caratterizzato da sapidità e freschezza mai eccessive, con un’ottima persistenza all’assaggio e una buona morbidezza.

Un vino che può essere degustato fin da giovane, magari anche in una versione spumantizzata, ma che mostra il meglio di sé soprattutto quando viene affinato più a lungo, dando vita ad un prodotto di grande intensità gusto-olfattiva.

Parlando della famiglia del vino Verdicchio è bene delineare tutti i diversi prodotti che rientrano in questa categoria.

Il Verdicchio dei Castelli di Jesi è diverso dal Verdicchio di Matelica e di quest’ultimo mi riservo di parlare più in là (quando avrò terminato le mie prove d’assaggio).

Il Verdicchio dei Castelli di Jesi viene prodotto e commercializzato in diverse opzioni, tra cui è bene sapersi orientare:

– Il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico – da uve coltivate nelle più antica zona di produzione che esclude i comuni di Senigallia e Ostra e l’area posta alla sinistra del fiume Misa.

– Il Verdicchio dei Castelli di Jesi Riserva (una DOCG) – affinato più a lungo, anche in legno, per un periodo di almeno 18 mesi, di cui 6 in bottiglia.

– Il Verdicchio dei Castelli di Jesi Superiore – con un tenore alcolico maggiore.

Poi è facilissimo e fortunoso imbattersi nel Verdicchio di Jesi Classico anche nelle versioni Superiore e Riserva.

Sebbene le caratteristiche principali del prodotto siano di base le stesse, a seconda della versione si possono constatare alcune differenze che ci possono aiutare nell’abbinamento se, ovviamente, le conosciamo.

Ad esempio un Verdicchio di Jesi Classico in versione superiore ci aiuterà, con la sua maggiore gradazione, ad accompagnare piatti con maggiore succulenza e un po’ di untuosità.

Invece un Verdicchio di Jesi Classico in versione riserva ci potrà servire per accompagnare piatti strutturati, ricchi di sapori e aromi.

 

Il Verdicchio dei Castelli di Jesi e gli Abbinamenti Possibili

 

Il Verdicchio dei Castelli di Jesi e gli Antipasti

Il Verdicchio dei Castelli di Jesi in versione spumante può abbinarsi benissimo a degli antipasti a base di verdure, pesce e pure carne.

Si parla sempre di stuzzichini e finger food con una struttura limitata, adatti quindi ad essere accompagnati da uno spumante con una struttura abbastanza debole ma profumi spiccati.

Ecco quindi che il verdicchio spumante si presta benissimo ad abbinamenti con zucchine fritte, tempura di gamberi, mozzarelline fritte, crocchette di pollo e di patate, le classicissime olive ascolane e delle deliziose bruschette al ciauscolo.

Olive Ascolane!
Olive Ascolane!

In tutti questi casi la spiccata freschezza del prodotto spumantizzato assieme alla sua effervescenza garantisce una maggiore intensità nell’assaggio dei cibi e una sensazione di minore grassezza in bocca che fa sembrare ogni fritto ancora più delicato: una pericolosa sensazione 😉

Se invece abbiamo voglia di preparare dei finger food più leggeri, non fritti, possiamo accompagnare ad un Verdicchio spumante un bel crudo di gamberi o del sashimi.

Invece un Verdicchio dei Castelli di Jesi giovane ma fermo si può benissimo accostare a del sushi facendogli una compagnia migliore rispetto alla sua versione spumantizzata: nel caso del sushi infatti la grassezza è molto minore, mentre invece la grande tendenza dolce non potrà che essere esaltata dalla vivace acidità di un verdicchio giovane.

 

Il Verdicchio dei Castelli di Jesi e i Primi Piatti

Un Verdicchio dei Castelli di Jesi si presta benissimo ad accompagnare paste e risotti di diversa tipologia ma è soprattutto con i condimenti a base di pesce e verdure che presenta i suoi lati migliori: un risotto alla pescatora o con i finferli, oppure una pasta con vongole e zucchine, un risotto gamberi e asparagi, delle fettuccine al tartufo e, perché no, una bella pasta al pesto genovese.

Il Verdicchio dei Castelli di Jesi presenta insieme quelle caratteristiche di sapidità, freschezza, corpo e morbidezza che gli permettono pienamente di accompagnare piatti dai sapori intensi, decisi e persistenti.

Fettuccine ai Frutti di Mare
Fettuccine ai Frutti di Mare

Più volte ho provato delle bavette al pesto Genovese con dei Verdicchi di Jesi Classici e, in diversi casi, il risultato non è stato solo piacevole ma veramente delizioso: l’unico accorgimento in questo caso consiste nello scegliere un Verdicchio Classico Riserva, affinato per un periodo più lungo e quindi potenzialmente dotato di una maggiore struttura, oppure un Verdicchio Classico Superiore in grado di supportare con un maggiore grado alcolico la succulenza della pietanza … e delle bavette al pesto genovese eccome se sono succulente!

Per una pasta vongole e zucchine, molto più delicata come sapore rispetto a quella con un condimento al pesto, un Verdicchio di Jesi anche classico, potrà andare più che bene.

E’ proprio in questa sezione che, a mio parere il Verdicchio dei Castelli di Jesi, anche in versione Classico, Superiore e Riserva, mostra il suo lato più delizioso: quindi per i vostri prossimi gustosi primi piatti fateci un pensierino!

 

Il Verdicchio dei Castelli di Jesi e i Secondi di Pesce

Data la piacevole sapidità e freschezza del Verdicchio Jesino, i crostacei sono senz’altro accompagnabili come pietanza centrale e non solo in veste di antipasti.

Un Verdicchio di Jesi si sposa benissimo con uno spiedino di mazzancolle, che magari può essere arricchito da un pesto di rucola.

Un abbinamento vincente è anche quello che vede il Verdicchio in accompagnamento a delle cozze gratinate: i molluschi nonostante la loro sapidità si prestano bene in abbinamento al la morbidezza del Verdicchio, specie se accompagnati da elementi a tendenza dolce come, ad esempio, proprio la gratinatura.

Scampi grigliati
Scampi grigliati

Molto spesso le carni dei pesci hanno dei sapori ben caratteristici ma comunque delicati: un Verdicchio dei Castelli di Jesi può sicuramente accompagnare dei secondi di pesce in guazzetto o al forno ma, visto il suo sapore deciso e persistente, è sempre bene aggiungere un contorno di verdure alla pietanza principale per non permettere al vino di coprire totalmente il gusto del pesce.

Ecco quindi che un Verdicchio dei Castelli di Jesi può accompagnare bene un bel rombo con le patate o un’ombrina alle zucchine gratinate, un’orata al cartoccio o un persico al gratin.

In questo caso l’accorgimento non è quello di fare attenzione alle possibili durezze del vino quanto piuttosto quello di non scegliere un Verdicchio troppo strutturato che potrebbe nascondere gli aromi e la delicatezza delle carni.

Certo, se stiamo preparando una carne di pesce più strutturata e saporita, come può essere quella di un pesce spada cucinato al gratin, allora un bel Verdicchio di Jesi Classico riserva farà una bellissima figura.

E parlando sempre di carni …

 

Il Verdicchio dei Castelli di Jesi e le Carni (bianche, eh!)

Anche qui il Verdicchio dei Castelli di Jesi non tradisce; probabilmente non uno dei miei abbinamenti preferiti, ma devo proprio constatare come questo vino si presti molto bene ad accompagnare diverse preparazioni aventi come protagoniste le carni di pollo e tacchino.

Rollè di Tacchino
Rollè di Tacchino

Un Verdicchio dei Castelli di Jesi rende sicuramente giustizia anche alle preparazioni più semplici, basate su queste due tipologie di carne: polpette di tacchino aromatizzate, rollé di pollo, bocconcini di pollo all’alloro e limone, petti di pollo con i funghi … tutte ricette che guadagnano in gusto se accompagnate con un buon bicchiere di Verdicchio di Jesi.

Tutte le preparazioni appena citate sono semplici ma presentano sempre una buona aromaticità e struttura: sicuramente il Verdicchio non andrebbe abbinato a piatti poco saporiti o senza contorno.

Il verdicchio può andare sicuramente bene anche per la cucina di tutti i giorni ma cerchiamo di non sprecarlo con il pollo alla piastra, grigliato o il bollito.

Carni bianche si, ma con qualche condimento o salsa l’abbinamento sarà di certo migliore.

 

E per i dolci … il Verdicchio dei Castelli di Jesi passito

Concludiamo sempre in dolcezza con la versione passita di questo prodotto.

Non se ne trovano poi così tanti di Verdicchi passiti ma, una volta assaggiati non si scordano.

Un passito che colpisce per la dolcezza dei profumi e, allo stesso tempo, per la sua acidità contenuta che non lo rende affatto stucchevole all’assaggio e ne esalta i profumi.

Pasticceria secca
Pasticceria secca

Un passito non troppo corposo e denso che si sposa bene con i pasticcini da tè arricchiti di canditi e frutta secca, con un dolce saporito e profumato come lo stollen, con bella fetta di torta di mele oppure con un delizioso ciambellone ricotta e albicocche.

Torta di Mele
Torta di Mele

In generale il Verdicchio passito, con i suoi profumi caratteristici di miele, fichi, camomilla e mandorle, dà sempre ottimi risultati in accompagnamento a dolci secchi, biscotti e torte, o comunque non troppo cremosi.

Di certo non andrebbe abbinato a semifreddi, torte cremose a base di pan di spagna, bignè, millefoglie e charlotte.
Quindi se vogliamo un dolce da abbinare ad un Verdicchio passito puntiamo non sulle creme ma sulla sostanza e gli aromi dell’impasto.

 

Ora che abbiamo delineato le basi per una sapiente e ottimale degustazione del Verdicchio dei Castelli di Jesi vediamo qualche prodotto e abbinamento specifico …

Ancora un po’ di pazienza quindi ma, se volete subito qualche suggerimento leggete qui!