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Vino Perfetto per la Pasta con la Bottarga

Il Vino Perfetto per la Pasta con la Bottarga

Si torna a parlare di Verdicchi e di conseguenza di abbinamenti gustosi!

Sicuramente vi sarà ormai chiara la mia passione per questo delizioso vino bianco, dall’incredibile varietà di sfumature di sapore.

Un bianco tutto italiano in grado di ravvivare quasi qualsiasi pietanza … basta solo scegliere quel Verdicchio che fa al caso nostro.

Bottarga di Muggine
Bottarga di Muggine

Recentemente sono stata proprio nelle Marche e ho colto l’occasione per assaggiare qualche Verdicchio che a Roma non ho modo di trovare facilmente.

Proprio una delle mie ultime scoperte mi ha permesso di raccontarvi lo splendido abbinamento di oggi.

Curiosi si conoscere un vino perfetto per la pasta con la bottarga?
Allora leggete oltre!

 
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Il Cacchione secondo l’azienda agricola Casa della Divina Provvidenza

Il Cacchione dell’azienda agricola Casa della Divina Provvidenza

 

In questo articolo vi torno a parlare di vini e vitigni tipici del Lazio, una regione spesso trascurata per quanto riguarda la produzione di vini di qualità, accendendo i riflettori su un’uva che amo particolarmente e che ho scoperto, in realtà, solo da un paio di anni.

Un vitigno che pochi conoscono, di cui poco si parla ma che è davvero perfetto per creare un vino adatto ad accompagnare delle pietanze di prelibato pesce.

Un vino prodotto da uve autoctone dell’area costiera meridionale della regione, usate con successo nella produzione di bianchi fermi, frizzanti e spumanti di qualità.

Curiosi di scoprire di quali uve e di quali vini sto parlando?

 

Il Cacchione DOP e gli Abbinamenti Cibo – Vino

Probabilmente lo conoscerete altrove come Bellone, ma è comunque sempre lui: il vitigno Cacchione, così chiamato in una specifica area del litorale laziale.

Siamo di fronte a un vitigno autoctono della regione Lazio, di quell’area costiera splendida che ha visto il magico approdo di Enea nell’antica penisola italica.

Il Cacchione è un’uva citata anche da Plinio il Giovane proprio come tipicissima dell’antica Antium che diede i natali all’imperatore Nerone.

Un vitigno così legato a questo territorio  che, nella zona di Anzio e Nettuno, il cosiddetto Agro Pontino,  troviamo ancora molti vigneti di Cacchione a “piede franco”.

Neroniano
Neroniano

I vini a base di Cacchione, prodotti in questa specifica area, che costituisce proprio la sede eletta della DOP Cacchione, hanno caratteristiche organolettiche che li rendono dei prodotti fantastici per accompagnare tantissime pietanze di pesce.

Fritture, zuppe di pesce, crostacei e molluschi, primi e risotti, pesci al cartoccio e al forno … esistono diversi esemplari di vini a base di Cacchione, ognuno in grado di valorizzare diverse pietanze al sapore di “mare”.

Oggi vi voglio presentare due vini a base di Cacchione dell’azienda agricola Casa della Divina Provvidenza, che ho avuto modo di assaggiare l’estate scorsa, provandoli con più pietanze.

Forse ci ho messo un po’ a parlarvene ma visto che ci avviciniamo nuovamente all’estate sto già pregustando un calice di entrambi i vini di fronte alla brezza marina, su una spiaggia al tramonto.

 

Il Neroniano dell’Azienda Agricola Casa della Divina Provvidenza

Il Neroniano dell’Azienda Agricola Casa della Divina Provvidenza è un Cacchione con un ampio profilo organolettico, un bianco fermentato in barrique e invecchiato in legno che presenta un bouquet aromatico piacevolissimo e invitante.

Profumi marcati di agrumi, albicocca, frutta esotica, leggere note floreali e vegetali di acacia e maggiorana.

All’assaggio il Neroniano è un vino sapido, dal gusto intenso, morbido ed equilibrato.

Per me è un vino da TUTTO pesce.

Va benissimo con i secondi di pesce al forno, con le paste ai frutti di mare, con le capesante in salsa di cognac, con i frutti di mare in guazzetto, con le zuppe di pesce.

Sinceramente, tra le numerose pietanze di mare con cui l’ho assaggiato, non ho mai provato un abbinamento davvero sbagliato, in grado di rovinare cibo e vino.

L’unico abbinamento con cui ho sentito il Neroniano un po’ sprecato è stato con la frittura di pesce, ma in tutti gli altri casi si è rivelato un vino davvero incredibile, con la mutevole capacità di esaltare il gusto del pesce, attraverso il suo bouquet aromatico e il suo gusto pieno e rotondo.

E’ un vino che per profumi, gusto e corpo si abbina benissimo alla zuppa di pesce: un connubio di frutti di mare, calamari, polpo e gallinella che, in accompagnamento a un buon bicchiere di Neroniano, acquista quel pizzico di sapore in più e una persistenza ancora più lunga e piacevole, improntata su note deliziosamente saline.

Mare divino
Mare divino

 

Il Mare Divino Spumante dell’Azienda Casa Divina Provvidenza

Ecco, se il Neroniano poteva risultare poco adatto alla frittura di pesce, lo stesso non vale per il Mare Divino, metodo classico della stessa azienda.

E’ un vino spumante davvero perfetto, con i suoi profumi prettamente agrumati e la sua bellissima effervescenza, per accompagnare un fritto di paranza.

Un metodo classico che presenta un bouquet fresco, fruttato e vegetale, con note di limone, albicocca, salvia. Deliziosamente minerale all’assaggio, dove emerge e rimane persistente la componente fruttata dolce e agrumata, accompagnata da una sapidità che richiama chiaramente la salinità marina.

Se non lo volete assaggiare con il fritto di paranza, provatelo con degli spiedini di gamberi alla griglia o con dell’ottimo polpo e patate e non rimarrete delusi.

 

Ora che avete fatto la conoscenza con il Cacchione, sapete con cosa potete abbinare tante specialità di pesce: un vitigno e dei vini che vanno senz’altro scoperti e assaggiati.

Ma torneremo ancora a parlare del Cacchione … quindi restate con noi!

 

 

Vini per un Pranzo di Pasqua Originale

 

Se qui abbiamo parlato dei vini più adatti ad accompagnare uno dei classici del menù pasquale – la carne di agnello – in questo articolo vediamo quali vini possiamo scegliere per un menù di pasqua alternativo con accenni più moderni alla tradizione.

Cercando qualche idea semplice, facile e gustosa per un pranzo di Pasqua alternativo, mi sono imbattuta in questo interessante articolo che riporta alcune ricette che guardano al menù di Pasqua con un occhio più moderno ma sempre gustoso.

Ecco, oggi vi voglio presentare alcuni vini che possono sposare bene alcune di queste ricette, perfette per un menù di pasqua alternativo.

Ahimé, non ho avuto modo di provarle tutte e sperimentare adeguatamente i possibili abbinamenti ma, per alcune di queste pietanze, ho trovato davvero dei compagni vinosi perfetti!

Pronti per conoscere queste accoppiate vincenti per una pasqua originale? Allora leggete oltre!

 

Rollè di pollo ripieno e tartufo nero

In questa ricetta pollo e tartufo sono i protagonisti.

Degli involtini di pollo, facili ed economici, ripieni di asparagi, sono arricchiti dal prezioso profumo del tartufo nero: ne bastano poche scaglie per elevare i profumi e la succulenza di questa pietanza pasquale originale ma con accenni alla tradizione.

Ho trovato da pochissimo il compagno perfetto per questa ricetta! Portato con me da una mia recente vacanza in Umbria, il rosso Biologico Vibio della Fattoria di Monticello è perfetto in abbinamento a questa pietanza.

E’ un rosso delicato, con una piacevole freschezza, una buona sapidità e quel giusto tannino che rinforza ogni assaggio e ripulisce la bocca.

I profumi, principalmente di ribes, pepe nero, liquirizia e menta, riemergono tutti all’assaggio, ben amalgamati in un sorso persistente al gusto che non stanca dopo ogni bicchiere.

E’ un rosso versatile, lo potreste bere piacevolmente, anche con un tagliere di profumi e formaggi ma, se le provate con questa pietanza con il tartufo, lo vedrete arricchirsi nel suo già piacevolissimo gusto. Provare per credere.

Il prezzo è davvero ottimo: lo trovate online qui a 5 Euro

 

Salmone marinato, puntarelle e uova in cocotte

Pesce a Pasqua, perché no? Perché non variare? A chi non piace il salmone?

In questa ricetta troviamo il gusto particolare e corposo del salmone arricchito dalle uova (tipicamente pasquali) e dalle puntarelle che sono perfette per la stagione e rinfrescano l’assaggio.

Una ricetta semplice ma gustosa.

Non dimenticatevi il vino! Con questa pietanza potete abbinare con successo il Riesling Aristos della Cantina Valle Isarco.

Un vino che mette in mostra un tripudio di profumi e sapori che richiamano un cesto di frutta esotica composta da Ananas, Mango e lime. Un sorso caratterizzato da una piacevole freschezza e una ricca mineralità.

E’ un bianco perfetto, con la sua freschezza e la sua sapidità, per esaltare il sapore di questo ricetta.

Per non parlare degli aromi di questo vino, così intensi, assolutamente perfetti per accompagnare sia il gusto del salmone sia delle uova e delle puntarelle.

Lo potete trovare qui a circa 17 Euro.

 

 

Uova sode con tre farciture

Un a ricetta sicuramente pasquale ma originale, scenica e divertente da preparare.

In questa pietanza le uova sono arricchite, nel loro gusto, dai sapori e dall’aromaticità del pesce e delle verdure.

Con questa ricetta vegetariana, priva di carne, sta benissimo il Pinot Grigio di Casata Monfort.

Un bianco piacevolmente profumato di mimosa, limoni, cedro candito e maggiorana.

E’ un Pinot Grigio caratterizzato da un’ottima freschezza, in grado di sgrassare il palato dal ricco assaggio di queste uova ripiene: un vino con un ottimo equilibrio e un profilo organolettico che gli permette di accompagnare con la giusta intensità e morbidezza i diversi e saporiti ripieni.

Un bianco assolutamente beverino che non stanca mai dopo ogni assaggio … provatelo con questa ricetta pasquale e ve ne accorgerete … finirà in un attimo!

Lo trovate online qui,  all’ottimo prezzo di circa 10 Euro.

 

Seitan di Verdure

Ed ecco un’ultima opzione per un menù di pasqua originale – addirittura vegana questa volta.

A essere sincera non sono una fan particolare del seitan tuttavia questa ricetta è davvero gustosa e semplice da preparare e il vino perfetto da abbinarle è davvero stupefacente.

Se vi sembra una ricetta poco pasquale considerate di arricchirla con quelle che sono le verdure che più vi piacciono in questa stagione.

Per questo abbinamento ho usato – oltre alle melanzane – delle cime di rapa e qualche chips di carciofi.

Per questa ricetta particolare che potete arricchire in tanti modi, aggiungendo spezie e verdure, ho trovato un degno e piacevole compagno nel Prosecco Val D’Oca Rive di Colbertaldo.

E’ un Prosecco Extra Dry dai profumi dolci di pera e mela golden,degli accenni agrumati con note vegetali di salvia e floreali di acacia.

Un Prosecco Superiore di Conegliano Valdobbiadene con un gusto sapido  e una morbidezza davvero perfetti per sposare ed arricchire il gusto del seitan in abbinamento e spezie e verdure dal gusto deciso e – in alcuni casi – amaricante.

Ah, quasi dimenticavo, la bottiglia è bellissima quasi ti dispiace aprirla … quasi.

Potete acquistare questo meraviglioso prosecco qui, al prezzo di circa 9 Euro.

Altrimenti potete ordinarne una cassa da 6 direttamente sul sito del produttore.

 

Ora che avete delle possibili alternative per il Pranzo Pasquale non vi resta che scegliere quale usare e – ovviamente – ordinare il giusto vino in abbinamento per un Pranzo davvero perfetto!

Cheers!

 

L’Abbinamento perfetto per il Luna Selvatica della Cantina La Tosa

L’Abbinamento perfetto per il Luna Selvatica della Cantina La Tosa

 

Oggi vi parlo di un abbinamento per un vino rosso importante.

Un Cabernet Sauvignon emiliano, prodotto dall’Azienda Agricola La Tosa, di cui Stefano ci ha parlato qualche tempo fa.

Ho avuto modo di assaggiare tutti i vini prodotti da questa azienda emiliana e, per alcuni, ho già avuto modo di sperimentare dei gustosissimi abbinamenti.

Stavolta sono riuscita a trovare l’abbinamento perfetto anche per il loro delizioso Luna Selvatica, un Cabernet Sauvignon (e un 10% Merlot) tutto italiano e davvero particolare da un punto di vista organolettico: un rosso che lascia il segno e, con l’abbinamento giusto, diventa davvero il protagonista di un pasto speciale!

Luna Selvatica - La Tosa
Luna Selvatica – La Tosa

 

Il Luna Selvatica della Cantina La Tosa: gli Abbinamenti Perfetti

La Luna Selvatica esalta tutte le migliori caratteristiche del Cabernet Sauvignon, vitigno che regala vini che profumano davvero di  foresta: frutti di bosco, come ribes, more e lamponi, corteccia, aghi di pino, ardesia, sono profumi naturali che compaiono chiaramente nel bouquet aromatico di questo vino.

All’assaggio la Luna Selvatica si dimostra ancora un vino che sa di bosco: assaporandolo riemergono i profumi e i sapori fruttati e balsamici del sottobosco, accompagnati da una netta sapidità, leggermente fumé, e da un’acidità contenuta.

A un’analisi più attenta il Luna Selvatica mette anche in luce tutta una serie di sapori e profumi secondari dovuti all’affinamento in botte: china, liquirizia e un pizzico di caffè completano un quadro aromatico, variegato,  complesso e davvero intenso.

All’assaggio è un vino sicuramente corposo, con un ottimo equilibrio, ma che – come qualcuno mi ha detto – ruggisce 🙂

Per il suo gusto così marcato e i suoi profumi di bosco è un vino che si accompagna benissimo ai piatti di cacciagione.

Non a caso gli spezzatini di cacciagione vengono spesso realizzati con salse e marinature al profumo di bacche di ginepro e frutti di bosco.

Ecco, la Luna Selvatica, così come una marinatura, esalta il gusto della cacciagione da pelo e da piuma e, in particolar modo, sposa benissimo il sapore del daino ai lamponi.

Se invece non avete voglia della cacciagione – perché non vi piace o non l’avete a disposizione – potete provare il Luna Selvatica con un carrè di agnello ai lamponi, il risultato all’assaggio sarà ugualmente piacevolissimo e un po’ meno “selvatico”.

Tuttavia gli abbinamenti perfetti per il Luna Selvatica non finiscono qui!

Considerate il tartufo come un ingrediente jolly per questo vino: l’aroma speciale di questo pregiato tubero viene esaltato in maniera incredibile dal gusto del Luna Selvatica, diventando ancora più persistente all’assaggio.

Considerate che ho fatto una prova di questo vino in aperitivo con una semplicissima patatina fritta al tartufo … nonostante la misera struttura della patatina, il connubio aromatico tra “cibo” e vino è risultato davvero ottimo.

Provate quindi ad abbinare il Luna Selvatica anche con una tagliata al tartufo e non ve ne pentirete!

Provate e fateci sapere!

 

p.s. vi ho detto che è un vino che da solo ruggisce! Per questa sua forza gustativa, evitate di abbinarlo con pietanze che hanno una componente amaricante marcata … ad esempio non abbinatelo a una carne con un contorno di carciofi!! Gli ingredienti aciduli vanno bene con questo vino ma quelli tendenti all’amaro … proprio no! Siete stati avvisati!

Cheers!

 

Un Vino perfetto per la Carbonara

Ogni tanto c’è un “segreto” nell’abbinamento cibo-vino che, se seguito con un certo criterio, funziona davvero.

L’arcano consiste nell’abbinare ad un piatto tradizionale un vino (e un vitigno) tipico del posto.

Abbiamo già verificato questa potenzialità parlando del Lambrusco Ceci e delle lasagne in questo articolo.

Protagonista di questo post è però la “Malvasia Puntinata”, un vitigno dal nome significativo, autoctono probabilmente da secoli del territorio laziale e conosciuto proprio per questo come “Malvasia del Lazio”.

Il nome è significativo poiché la definizione “puntinata” deriva proprio dai “puntini” presenti sulla buccia degli acini di questo vitigno a bacca bianca.

Grappolo malvasia puntinata
Gli acini “puntinati” della Malvasia del Lazio

Soprattutto nel territorio dei Castelli Romani ci sono delle belle espressioni di questo vitigno, che ormai viene vinificato in purezza e non solamente in uvaggio con i più conosciuti Trebbiani e le altre numerose Malvasie.

E’ proprio questo il caso della Malvasia Puntinata di Fontana Candida, un vino prodotto unicamente con uve di questo tipo, così legate alla viticultura del territorio dei Castelli, e in particolar modo di Marino, sin dal 1800.

La malvasia puntinata di fontana candida
Fontana Candida – Malvasia Puntinata

I profumi della Malvasia Puntinata di Fontana Candida sono evidenti ma comunque non pungenti: mela verde, fiori di gelso con spiccate note vegetali di salvia.

Si percepiscono anche degli aromi più dolci, di crosta di pane e di mandorle.
Un vino decisamente fresco, ricco di acidità quindi, e mediamente sapido.

Non si tratta di un vino bianco particolarmente strutturato, ma la sua componente alcolica, che comunque resta poco percepibile, regge bene la complessità e la succulenza di un piatto.

Un prodotto che come profumi e sensazioni gustative si sposa veramente bene con un bel piatto di tipicissima Carbonara: una pietanza dove sicuramente è percepibile una certa grassezza e un’evidentissima tendenza dolce.

Quindi, già sulla carta, questo vino sembrava promettere bene … ma è proprio all’assaggio che la bella combinazione porta i suoi frutti.

 

Per scoprire altri vini in abbinamento alla Carbonara leggete qui!

Abbinamento Cibo Vino

L’Abbinamento Cibo – Vino è una cavolata? Ma anche no!

Devi essere un esperto per farti piacere il vino? Ma anche no!

Il mondo del vino è soggetto – ahimè – alle mode, molto più rispetto al mondo culinario.

Questo perché sembra essere un argomento piuttosto di nicchia, riservato a pochi “esperti” del settore, spesso in balia di diverse correnti di pensiero,dei gusti e delle tendenze del momento: quelli che il vino lo “capiscono”.

Secondo le recenti statistiche, la verità è che il consumo del vino in Italia è basso … bassissimo, specie se parliamo di un consumo abituale, magari durante i pasti. Anche quello della birra, che per un momento aveva fatto ben sperare, ha ripreso a scendere.

Gli acquisti del vino impennano unicamente durante il periodo natalizio, esattamente come accade per i libri. Così come pochissima gente legge, almeno secondo le statistiche, ecco che pochissima gente beve abitualmente il vino: entrambe le categorie servono da spunto per fare i regali.

In Italia l’immagine del vino è quella di una bevanda “difficile” e costosa: non si capisce quando e come berla, non si capisce come valutarla e sceglierla: spenderò il giusto, berrò qualcosa di buono?

Queste domande indicano che le persone non sembrano sapere se un vino sia effettivamente buono!

Ma questo è impossibile, perché siamo tutti dotati di papille gustative e una volta che ci togliamo dalla testa tutte le menate che sentiamo dire sul vino, come le seguenti (giusto per citarne alcune tra le più amate tra gli enosnob) …

“il vino, per essere compreso, si beve solo fuori pasto”

“Un vino buono costa almeno 15 euro”

… ecco che riusciamo benissimo a capire se quello che abbiamo nel bicchiere è una porcheria o meno: dobbiamo solo riappropriarci delle nostre capacità gustative.

Ovvio che difficilmente un vino pregiato, dal prezzo cospicuo, risulterà cattivo ma anche in questo caso c’è sempre gente che di fronte al prezzo si “fodera” il gusto e non riesce nemmeno ad ammettere che magari il vino che sta bevendo è andato a male: “l’ho pagato 35 euro … certo che è buono … questo sentore amaricante è CARATTERE (sic!)

 

L’Abbinamento Cibo – Vino è una cavolata? Ma anche no!

Dal momento che ogni vino ha un gusto particolare – che possa piacere o meno è altra storia – non vedo perché delle semplici ma oggettivamente valide regole per l’abbinamento con il cibo debbano essere considerate inutili.

Tutti sappiamo – perché l’abbiamo sperimentato e/o sentito dire – che alcuni ingredienti in cucina si sposano bene tra loro mentre altri al contrario non andrebbero mai abbinati.

Pensate al conosciutissimo accostamento anatra e arancia: dove l’elemento più acido va a sgrassare la pesantezza dell’anatra al palato.

Esiste una vera e propria scienza dell’abbinamento tra i vari ingredienti in cucina: uno studio continuo, portato avanti da chef ed appassionati che regala ogni giorno interessanti proposte di accostamento.

Provate ad esempio a leggere questo libro, magari non così recente ma sempre attuale nell’offrire interessanti accostamenti culinari.

Oppure, se vi piace provare abbinamenti gastronomici arditi ma gustosi, postate le vostre esperienze dirette su questo sito, dedicato interamente a una scienza dell’abbinamento: https://www.foodpairing.com/en/home

Perché questo concetto dell’abbinamento armonico, così riconosciuto in campo culinario, risulta assurdo con il vino?

Si tratta esattamente dello stesso principio.

Perché se abbino il gorgonzola con una bella spigola tutti gridano – giustamente – all’orrore, ma se beve un bicchiere di Barolo con un’impepata di cozze nessuno dice niente?

E badate bene non si grida all’orrore per un fatto meramente tradizionale o salutistico – così come si storce il naso di fronte ad un caffelatte all’ora di pranzo – ma per il fatto che i sapori risultano sgradevoli all’assaggio – non semplicemente in contrasto – ma proprio “cattivi” al palato se assaggiati insieme.

 

Perché devo mangiare e bere qualcosa di gustoso e rovinarlo con un abbinamento insensato?

Il fattore “gusto” personale centra fino a un certo punto: ognuno può avere le proprie preferenze ma difficilmente le persone amano provare sapori sgradevoli.

Chi si occupa di vino e ha interesse a farlo realmente apprezzare, dovrebbe dire questo riguardo all’abbinamento cibo – vino:

scegliete sempre il vino che più vi piace ma se volete berlo a pasto sappiate che il suo sapore può alterare il gusto di quei cibi con cui poco si abbina

Punto.

 

Così ognuno sceglierà per sé in piena consapevolezza.

Ma – per favore – non venite a dirci che l’abbinamento cibo – vino è una cavolata!

 

Cheers!

Aglio, Olio, Peperoncino e Vino

Aglio, Olio, Peperoncino e Vino

Per brindare a questo bel Venerdì di sole (almeno qui a Roma) ho pensato di allietare spirito e gola con un abbinamento semplice, economico e davvero saporito.

Aglio, Olio, Peperoncino e Vino
Aglio, Olio, Peperoncino

L’avete già “intuito” 😀 dal titolo ma quello che vi manca è il vino.

Tutti conosciamo i profumi e il sapore speziato e piccantello di un bel piatto di spaghetti aglio, olio, peperoncino ma forse non sapete (ancora) se e come si possano rendere ancora più saporiti, buoni e meno “sempliciotti”.

Se pensate a un aglio, olio, peperoncino come a un piatto troppo semplice, anche banale, che magari non preparereste per una cena tra parenti e amici, leggete oltre e ricredetevi!

 

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Il Médos di Castello Monaci: un Perfetto Abbinamento Cibo Vino

Il nostro viaggio dedicato ai vini rossi continua verso Sud, arrivando in Puglia e, più precisamente, nel Salento dove abbiamo modo di fare la conoscenza di un particolare vitigno autoctono: la Malvasia Nera.

Médos di Castello Monaci
Médos di Castello Monaci

Come avrete ormai capito da tempo, leggendo qui, qui e qui, la famiglia delle Malvasie è davvero vasta e nella nostra penisola, da Nord a Sud, ne troviamo diverse varietà soprattutto a bacca bianca ma anche a bacca nera: Malvasia bianca di Candia, Malvasia bianca lunga, Malvasia Puntinata o del Lazio, Malvasia delle Lipari, la Malvasia di Schierano, di Casorzo e di Brindisi, tutte e tre a bacca nera, e infine, pure la Malvasia Rosa … e l’elenco potrebbe ancora continuare.

Vedrete, prima o poi, avrò la fortuna e il modo di parlarvi dei profumi e dei sapori dei vini ottenuti da tutte queste Malvasie.

Con il vino di oggi ho sperimentato il gusto della Malvasia Nera di Lecce (un altro nome della Malvasia nera di Brindisi), vinificata in purezza, nella produzione del Médos di Castello Monaci: un vino rosso particolare, gustoso e davvero interessante in termini di abbinamento.

Un vino che sicuramente colpisce subito per i profumi che emana appena versato nel bicchiere e all’assaggio mostra la sua spiccata originalità.

Se siete curiosi di conoscere l’abbinamento gustoso di oggi per il Médos proseguite la lettura!

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Il Blanc de Sers di Casata Monfort: ecco gli Abbinamenti

Per questo Venerdì niente bollicine. Delusi?

Lo sarete di meno non appena scoprirete la meraviglia di prodotto che vado a proporvi.

Non un vino bianco fermo qualunque, non un vino da un unico tipo di uva vinificata in purezza.

Blanc de Sers di Casata Monfort
Il Blanc de Sers di Casata Monfort
p style=”text-align: justify;”>Piuttosto un blend di uve, profumi e sapori diversi di un territorio speciale e ricco come quello della Valsugana in Trentino, con le sue profonde radici vitivinicole.

Dai pendii che racchiudono il torrente Fersina ecco che arriva un gioiello bianco atto a celebrare la particolarità delle viti e delle uve in uno specifico terroir.

Il Blanc de Sers di Casata Monfort nasce nell’ambito di un progetto per mettere in luce diverse varietà di uve autoctone della regione, alcune veramente poco conosciute e poco utilizzate, ma che trovano in questo prodotto un’ottima espressione: un 25 % di Vanderbara, un 20% di Veltliner Rosso, un 20% di Nosiola, un 15 % sia di Chardonnay sia di Moscato e, per finire, un 5 % di Vernaza compongono un prodotto veramente accattivante, nei profumi, nel gusto e nel corpo.

Vanderbara? L’uva “principale” nella composizione del prodotto rappresenta un uvaggio antico e proprio della Valsugana, ormai difficilmente vinificato in purezza, ma recuperato dalle Cantine Monfort in questo blend di autoctonicità.

Un vino con uve così variegate e così strettamente legate al territorio, con cosa potrà abbinarsi?

Gli abbinamenti per il Blanc de Sers (annata 2013) possono essere tanti e se siete ansiosi di conoscerli e di provare il gusto particolare di questo vino, vi basta leggere oltre.

 

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Abbinamento cibo vino gattinara travaglini

Abbinamento Cibo Vino: il Gattinara di Travaglini

Oggi voglio proprio iniziare la settimana con un gran vino.

Travaglini - Gattinara 2010
Travaglini – Gattinara 2010

Anche se siamo appena a Lunedì perché dobbiamo aspettare la Domenica per gratificarci con qualcosa di gustoso da sorseggiare?

Dal momento che non mi sovviene alcuna ragione per non premiarci dopo un pomeriggio pieno di lavoro all’inizio di questa settimana, oggi vi propongo di degustare in compagnia il Gattinara di Travaglini.

Eccoci quindi ancora una volta in Piemonte, nella patria del Nebbiolo.

Rispetto alle Langhe siamo più a Nord, a Ovest delle coste del fiume Sesia, un territorio con un clima pedemontano, caratterizzato da importanti escursioni termiche giornaliere e stagionali, con un paesaggio sempre collinare e soleggiato ma con una vegetazione sicuramente differente da quella del regno del Barolo.

Il territorio ci racconta qui un Nebbiolo diverso che conferisce al vino uno spunto più boschivo e minerale e che presenta un insieme di specifiche caratteristiche che troviamo perfettamente rappresentate nel Gattinara di Travaglini, annata 2010, ottenuto da uve di Nebbiolo in purezza.

Se volete scoprire il gusto speciale di questo Gattinara leggete oltre.

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