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I Vini perfetti per l’Agnello

I Vini perfetti per l’Agnello

Anche quest’anno è Pasqua e quindi ci tocca … 🙂 un bell’articolo sul menù Pasquale e sui vini da abbinare alle specialità di questa festa.

Sebbene il trend stia cambiando, il pranzo della Domenica di Pasqua per molti è ancora sinonimo di “agnello”.

Che sia un abbacchio alla scottadito, un moderno carrè, un cosciotto al forno con patate o un ragù, per molti la scelta del secondo non può che richiamare questo particolare tipo di carne.

Anche se questo tipo di carne può non piacere … rallegratevi, perché i vini capaci di abbinarglisi alla perfezione sono tantissimi e, soprattutto, davvero deliziosi.

In questo articolo ne vedremo solo alcuni ma scelti accuratamente per la loro bontà e il loro ottimo qualità prezzo … prodotti perfetti anche solo per essere regalati specie se temete che i vostro ospiti vi propinino vini di dubbia provenienza 🙂

Se poi siete più inclini a interrompere questa tradizione dell’agnello pasquale, qui trovate pietanze e proposte vinose alternative, adatte anche ai vegetariani.

Ma ora torniamo a noi, al protagonista “classico” del pranzo pasquale e ai suoi vini in abbinamento.

 

I migliori Vini da abbinare all’Agnello

 

Cenerentola
Cenerentola

1. Cenerentola Orcia DOC– Donatella Cinelli Colombini

Ho parlato in altre occasioni di questo vino e, per me, rimane in assoluto uno dei migliori in abbinamento ad un classico cosciotto di agnello con patate.

I profumi del Cenerentola sono davvero romantici: frutti di bosco, violetta appassita, pepe nero cannella, cacao e un pizzico di menta compongono un bouquet aromatico vario e intenso.

All’assaggio è un vino che stupisce per il suo gusto fruttato e speziato, con una componente fresca e mentolata che alleggerisce il sorso corposo.

Tramonti Rosso
Tramonti

In questo abbinamento, tra Cenerentola e coscio d’agnello al forno, l’armonia dei sapori è davvero perfetta e la mia lista dei vini perfetti per l’agnello non può mai dimenticarsi del Cenerentola.

 

2. Tramonti Rosso Costa D’Amalfi – Giuseppe Apicella

Una fusione di Aglianico, Tintore e Piedirosso (vitigni autoctoni campani) davvero speciale, un  vero trionfo di profumi di bosco e di spezie: cannella, pepe nero, ribes e mora sono i profumi e i sapori che ci allietano a ogni sorso di questo rosso, fresco e saporito.

Un vino che sta benissimo con le costolette d’agnello al forno, a cui regala quel quid speziato e fruttato in più.

Lo trovate online qui, all’ottimo prezzo di 11 Euro.

 

Refosco
Refosco

3. Refosco Colli Orientali del Friuli – Giovanni Dri Il Roncat

Un Refosco caldo e morbido, dal sorso avvolgente e speziato.

Un rosso con un tannino delicato, una buona freschezza, una bella sapidità e un ensemble di aromi piacevole che spaziano dalla

confettura dei lamponi alla  ciliegia sotto spirito, dal potpourri di fiori secchi, al bastoncino di liquirizia.

Per il suo profilo organolettico è un rosso perfetto per dei tagliolini al ragù d’agnello.

Lo trovate qui, per ora scontato a 18,40 Euro.

 

Varneri
Varneri

4. Varneri Merlot Collio – Marco Felluga

Un Merlot piacevole ad ogni sorso: un rosso intenso nei sapori ma che non stanca per le sensazioni vellutate che lascia al palato.

Cioccolato, foglie di tabacco e, soprattutto, more e lamponi compongono un bouquet intenso, caldo, fruttato e speziato.

D’altro canto sono proprio questi alcuni dei sapori che riescono meglio ad esaltare il gusto della carne d’agnello.

A voi la prova! Sperimentatelo con un abbacchio alla scottadito.

Lo potete trovare online qui, a circa 12 Euro.

 

5. Villa Cocceia Lazio IGT – Colfiorito

Villa Cocceia
Villa Cocceia

Ecco una ben riuscita fusione tra Sangiovese e Cesanese, perfetta per accompagnare il gusto dell’agnello.

Profumi di ciliegie in confettura e more, con un gusto leggermente affumicato, speziato, tostato e boisé che richiama la pietra focaia, la vaniglia, il caffè e il legno di sandalo.

Un rosso intenso ma con una morbidezza ed equilibrio in grado di sposare il sapore di pietanze dal gusto intenso.

Sta benissimo con le costolette d’agnello panate per la sua bella freschezza.

Lo trovate online qui, all’ottimo prezzo di 10 Euro.

 

6. Cimerio Rosso Conero Riserva – Moncaro

Cimerio
Cimerio

Un rosso Conero con intensi profumi di erbe aromatiche –  mirto, rosmarino, salvia – frutti di bosco in confettura e note speziate dolci di vaniglia e una punta di cannella.

All’assaggio emerge soprattutto il gusto dolce e fruttato dei lamponi e delle fragoline di bosco, seguito dalla morbidezza della componente speziata: un rosso piacevolissimo alla beva, con un ottimo equilibrio.

E’ davvero perfetto con un carrè di agnello al timo e lardo di colonnata, come quello di questa ricetta.

Lo potete trovate qui, sul sito del produttore, al prezzo di circa 10 Euro.

e per finire uno dei miei preferiti in abbinamento all’agnello!

 

Kirchhügel
Kirchhügel

7. Kirchhügel Cabernet – Cortaccia (Kurtatsch)

Un Cabernet Sauvignon (con un pizzico di Cabernet Franc) intensissimo.

All’assaggio è un connubio di amarena e cioccolato, liquirizia e pepe nero.

Tannini intensi ma ben inseriti in una struttura imponente, dal gusto davvero persistente sulle sue note speziate e lievemente balsamiche.

Un cabernet davvero in grado di esaltare il gusto tendenzialmente “dolce” dell’agnello con un bouquet aromatico speziato e fruttato.

Un rosso che, nonostante il tannino evidente e il gusto deciso, ha quell’equilibrio in grado di accompagnare e smorzare la tendenza amarognola di alcuni ingredienti.

Per questo è un vino perfetto per accompagnare l’agnello al forno con carciofi gratinati … più pasquale di così!!

Trovate questo vino online, qui, all’ottimo prezzo di circa 15 Euro.

 

 

Direi che la scelta vinosa per un pranzo pasquale tradizionale è ampia.

Provate e diteci i vostri pareri … e se avete scoperto un ulteriore abbinamento, allora condividete la scoperta!

Cheers!

 

Il Brunello di Montalcino e gli Abbinamenti Possibili

Il Brunello di Montalcino e gli Abbinamenti Possibili

Come promesso, eccolo!

In questo articolo vi mostrerò i piatti con cui il Brunello di Montalcino può essere abbinato, senza rischiare accoppiate disgustose in grado di rovinare pietanze e, soprattutto, questo fantastico vino.

Dico fantastico, perché il Brunello di Montalcino è DAVVERO un prodotto favoloso, con delle caratteristiche organolettiche davvero speciali e una capacità di superare gli anni non solo indenne, ma migliorandosi.

Una longevità messa in luce, verso la fine del XIX secolo, dalla famiglia Biondi Santi che, selezionando un clone specifico di sangiovese per la produzione in purezza del Brunello, scegliendo di vinificare solo le migliori annate e valorizzando il prodotto attraverso una lunga maturazione in botte, sancì le grandissime potenzialità evolutive di questo vino.

Tenuta il Greppo
Tenuta il Greppo

Lo studio e le attività della famiglia Biondi Santi hanno dato i loro frutti nel corso degli anni fino ad oggi, dove troviamo Brunelli di Montalcino che, non solo, non si sono alterati nel corso degli anni ma si sono evoluti nei profumi e nei sapori, senza perdere quella particolare vena acida che ne garantisce la vitalità nel tempo.

Non a caso è proprio il Brunello prodotto dalla famiglia Biondi Santi, nella tenuta “il Greppo”, a portare la bandiera dell’estrema longevità di questo vino eccezionale.

Le annate più vecchie del Brunello Riserva di Biondi Santi sono infatti ancora oggi in vendita e vengono solamente “rabboccate” con annate più giovani, questo per ovviare alle normali scolmature all’interno delle bottiglie, dovute alla perdita di aderenza del tappo di sughero.

Un’operazione che non viene compiuta unicamente per la cantina ma anche a servizio di quei clienti, già in possesso di un’annata storica, che portano le loro bottiglie alla tenuta del Greppo proprio per la ricolmatura.

 

Infografica Brunello di Montalcino

Ora, ovviamente, non è solamente la famiglia Biondi Santi a produrre dei grandi Brunelli.Infografica Brunello Facts

Ogni cantina, rispettando le regole di realizzazione della DOCG, sceglie i propri ulteriori metodi e una filosofia produttiva mirata ad esaltare, non solo il gusto, ma anche le potenzialità di maturazione dei propri Brunelli.

Pertanto di “Brunelli” di Montalcino ne esistono tanti, tanti quanti sono i produttori che operano nel terroir eletto alla produzione di questa DOCG : ognuno lavora con pratiche di cantina e tecniche in vigna volte sempre più a creare dei vini non solo deliziosi ma longevi, elaborando anche diverse versioni di Brunello oltre a quella base e, ovviamente, la più pregiata versione riserva.

Di base, il Brunello di Montalcino DOCG è un vino prodotto unicamente da uve sangiovese “grosso”, chiamato proprio “Brunello” in questa specifica area della Toscana.

Le uve di “Brunello sono coltivate e raccolte esclusivamente nel comune di Montalcino, dove troviamo tantissimi terroir con caratteristiche pedoclimatiche differenti: troviamo terreni più o meno ricchi di scheletro, aree con escursioni termiche maggiori o minori tra notte e giorno, un orientamentodiverso e tante piccole altre differenze che distinguono i diversi appezzamenti di terreno, scelti con cura, per la coltivazione del Sangiovese migliore per creare il Brunello.

Il Brunello di Montalcino viene invecchiato obbligatoriamente per un periodo di minimo 5 anni, di cui 2 in legno, e 6 anni, di cui 3 in legno, per la sua versione riserva.

Invece il periodo di affinamento minimo in bottiglia è di 4 mesi, per la versione base, e6 mesi per la riserva.

Il processo di maturazione, in seguito alla vinificazione, è una pratica di cantina importantissima per un vino come il Brunello di Montalcino. Me ne sono resa conto personalmente, visitando diverse cantine del comune.

In particolare, qualche anno fa, ho avuto modo di assaggiare il Brunello in diversi fasi d’invecchiamento precedenti all’imbottigliamento, un’attività davvero interessante, svolta con gran piacere presso la tenuta Cinelli Colombini a Montalcino.

Quello che ho potuto constatare, anche dopo quasi 4 anni passati in botte, è che il giovanissimo Brunello mostra una nettissima acidità e dei tannini davvero intensi … tutti elementi destinati ad ammorbidirsi e a integrarsi attraverso l’ulteriore affinamento e maturazione, ma che di certo ne mettono in evidenza le potenzialità evolutive.

 

Le Caratteristiche Organolettiche del Brunello di Montalcino

Nonostante le differenze di produzione tra tutti i vari Brunelli, questo vino particolare si distingue per delle specifiche caratteristiche organolettiche che possono variare di aromi, intensità tra i singoli vini e a seconda dell’annata e del cru di produzione.

Chi ne ha assaggiati alcuni, ormai lo sa: il Brunello di Montalcino non si dimentica, è un vino che all’assaggio lascia il segno per la sua incredibile intensità e ampiezza di profumi e sapori.

Già versarlo in un bicchiere è un’emozione e, già dal suo colore, potete capire cosa vi aspetta.

Dal rosso rubino, caratteristico dei Brunelli ancora giovani, al rosso granato, particolare dei Brunelli più invecchiati, il colore mostra la sua evoluzione e ci suggerisce cosa aspettarci in termini di profumi e sapori.

La gamma dei profumi riconoscibili in un bicchiere di buon Brunello di Montalcino può essere davvero vasta: generalmente, soprattutto nei Brunelli ancora giovani, si percepisce subito l’aroma della ciliegia fresca, anche in confettura o sotto spirito, un delicato profumo floreale di fiori secchi , note vegetali e balsamiche e un’ampia gamma speziata, tostata e animale di pepe nero, liquirizia, caffè, tabacco, cuoio ecc.

Più il Brunello invecchia più acquista aromi definibili come “terziari”, dovuti alla sua permanenza in botte e al suo lungo affinamento: generalmente sono profumi che ricordano il legno, le spezie, il pellame, le foglie di tabacco, l’inchiostro e la vernice … sentori che acquistano sempre più forza in base alla maturazione del vino.

Quando assaggiamo un buon bicchiere di Brunello, tutti i principali profumi riemergono, creando una miscela di sapori e aromi che vanno dalle ciliegie fresche alla confettura di frutti di frutti di bosco, dai profumi di sottobosco alla rosa canina, dalla salvia all’eucalipto, dal pepe nero alla vaniglia, dalla liquirizia al tabacco, dal caffè al cioccolato fondente, dalla pietra focaia alla ceralacca.

Ad un’analisi gusto olfattiva, il Brunello di Montalcino mostra un ampio bouquet di profumi, capace di evolversi e mutare nel corso degli anni, insieme a dei sapori che riescono a diventare più consistenti e persistenti, grazie proprio a quella longevità che permette al vino di addolcire la presenza del forte tannino, e di stemperare l’acidità: entrambe caratteristiche tipiche dei Brunelli giovani che, con il passare, degli anni diventano più setose e piacevoli, mettendo ancora più in evidenza l’equilibrio gustativo del vino.

 

Gli Abbinamenti Perfetti per il Brunello di Montalcino

Ma veniamo ora agli abbinamenti!

Un Brunello di Montalcino giovane presenta generalmente delle caratteristiche organolettiche già importanti: non è un vino rosso beverino ma ha già una struttura corposa che non lo rende molto adatto ad accompagnare dei primi piatti, anche se di carne.

Nemmeno i primi di cacciagione si sposano bene con l’intensità e la struttura di un brunello, anche se giovane.

Quello che un Brunello richiede sono dei secondi di carne strutturati.Brasato di Manzo

Per strutturati intendo carni di diversa tipologia – non solo cacciagione – preparati attraverso lunghe cotture, arricchiti con odori, ingredienti e salse o sughi ricchi.

Tale complessità nelle pietanze serve a bilanciare la complessità gustativa e aromatica del Brunello, mitigandone gli eventuali tannini e sostenendone l’importante struttura.

Se siete familiari con questo fantastico vino saprete che ad ogni assaggio il Brunello lascia un’importante impronta: di base è un rosso corposo e persistente e pertanto vuole le stesse caratteristiche anche nella pietanza.

Se cercate un vino che possa accompagnare primi piatti al ragù di carne e di cacciagione, trovate un compagno migliore nel Rosso di Montalcino, caratterizzato da un gusto più delicato, da una minore persistenza e da una struttura meno imponente in grado di accompagnare con la giusta intensità il gusto di una pasta al ragù.

Ecco invece di seguito alcune ricette classiche in grado di rendere giustizia a un vino come il Brunello: complessità richiama complessità e basta provare uno di questi abbinamenti per rendersene conto.

Cinghiale in Dolceforte, Cinghiale in agrodolce, Filetto di Daino ai Mirtilli, Fagiano alle castagne, Spezzatino di Manzo, Filetto di Manzo al Tartufo, Filetto di Manzo al Lardo, Filetto di Manzo con Porcini, Filetto di Maiale in salsa di senape e miele, Tacchino ripieno, Brasato, Carrè di Agnello, Lepre in Salmì, Anatra in salsa di fichi

e ne potrei aggiungere altri sulla stessa scia!

In generale, un vino come il Brunello di Montalcino richiede dei gusti intensi e persistenti nei cibi, pertanto alle carni potete aggiungere ingredienti estremamente aromatici come i funghi porcini, il tartufo, formaggi stagionati, per portare le pietanze al giusto livello di armonia con questo vino.

Ora però, facciamo degli esempi concreti, scegliendo alcuni Brunelli che, nel tempo, ho avuto modo di assaggiare e conoscere bene, scegliendo per questi quello che mi sembra l’abbinamento perfetto.

 

Brunello di Montalcino – Castello Banfi

Sicuramente uno dei Brunelli più conosciuti anche dai non addetti ai lavori, per la sua disponibilità e il suo ottimo rapporto qualità prezzo. La versione base del Brunello di Castello Banfi si può infatti acquistare a circa 30 Euro, mentre la loro selezione – davvero deliziosa, si trova in commercio a circa 40 Euro.

Brunello Castello Banfi
Brunello Castello Banfi

Signori, per un Brunello di Montalcino questi sono prezzi davvero ottimi … e la qualità c’è e si gusta!

Ho provato sia il Brunello base di quest’azienda, sia la selezione, in diverse annate, e ve li posso descrivere in generale cosi:

Brunello Castello Banfi 2013 – un bellissimo rosso rubino intenso, un profumo incentrato sugli aromi di ciliegie e more, piacevoli sentori  vegetali, speziati che ricordano la violetta secca, l’humus, il pepe nero e la noce moscata. All’assaggio si sentono tanto le dolci note fruttate e speziate, avvolte da una buona sapidità e dei tannini piuttosto delicati e piacevoli.

Brunello di Montalcino Poggio alle Mura 2011: qui siamo su un bel rosso granato e su profumi e sapori molto più intensi nella componente aromatica vegetale, tostata e speziata: all’assaggio si sente soprattutto il gusto della liquirizia e del cioccolato fondente, seguita dalla lunga balsamicità dell’eucalipto. Non è un sorso che si dimentica subito 😉

Con cosa possiamo abbinare queste due versioni di Brunello?

Il Brunello Castello Banfi si può abbinare bene con un cosciotto di agnello al forno.

Il Brunello di Montalcino Poggio alle Mura sta benissimo invece con uno spezzatino di daino.

 

Brunello di Montalcino – Donatella Cinelli Colombini

Ecco un Brunello che ho avuto modo di assaggiare più volte, non solo presso la cantina, ma anche al Vinitaly e, ovviamente, comodamente da casa, sperimentando diversi abbinamenti.

Brunello Donatella Cinelli Colombini
Brunello Donatella Cinelli Colombini

Anche in questo caso abbiamo il Brunello di Montalcino base e la versione speciale Brunello Prime Donne, prodotta solamente in particolari annate.

Sono due Brunelli diversi ma che rispondono perfettamente a un alto livello qualitativo (e ai miei personali gusti J), per la loro intensità all’olfatto e all’assaggio.

Brunello di Montalcino 2012 – è un Brunello davvero piacevole, richiama tantissimo, sia al naso sia all’assaggio, la confettura di ciliegie e una miscela speciale di spezie come il pepe nero, la liquirizia e un pizzico di vaniglia.

Al naso, oltre alle intense note speziate e fruttate fa capolino anche una componente floreale e vegetale che richiama la lavanda, il timo, con lievi accenni di menta, aromi che riemergono con delicatezza anche alla fine dell’assaggio.

E’ un Brunello di Montalcino davvero versatile, per i suoi sapori nettamente fruttati e speziati: sta benissimo con il filetto di maiale in salsa di tartufo estivo.

Brunello di Montalcino Prime Donne 2012 –  molto diverso dal Brunello di base, questa versione “Prime Donne” è intensissima, con dei profumi e dei sapori che ricordano le ciliegie sotto spirito, le prugne secche, il sottobosco, la resina e la ceralacca.

E’ un vino corposo, con un tannino importante, equilibrato e davvero persistente, specialmente nelle sue note aromatiche fruttate ed eteree.

Si tratta di un Brunello speciale che ha bisogno di un secondo di carne dai sapori intensi, persistenti, arricchito da delle salse corpose e aromatiche.

Si abbina molto bene ad uno spezzatino di cervo ai porcini.

 

Brunello di Montalcino – Caparzo

Brunello Caparzo
Brunello Caparzo

Anche qui siamo di fronte a delle versioni di Brunello davvero interessanti e con un ottimo rapporto qualità – prezzo.

Il Brunello di Montalcino “base”, annata 2012, di Caparzo, tra i tanti Brunelli che ho avuto modo di abbinare, è uno di quelli più versatili, in grado di abbinarsi a piatti di struttura diversa.

E’ un Brunello che, già giovane, presenta un ottimo equilibrio tra acidità, tannini e alcool, ben amalgamati in una struttura corposa ma non pesante all’assaggio.

Al naso è un Brunello che sorprende per l’intensità e la tipologia dei profumi: già da giovane è un Brunello che presenta sentori di cuoio e aromi tostati, di caffè, insieme alle consuete note fruttate e speziate.

All’assaggio emerge soprattutto una componente fruttata dolce che richiama le more e le prugne, seguita da sentori di cioccolata e caffè.

Questo è un Brunello che si abbina bene a un carrè di agnello in salsa oppure anche a del pecorino stagionato, grigliato con del lardo di cinta senese.

Il Brunello di Montalcino Vigna le Case 2012 è ben diverso: all’olfatto emergono soprattutto le note fruttate, floreali e vegetali, mentre la nota speziata è decisamente in secondo piano.

Al gusto si percepiscono i frutti di bosco, a seguire le note speziate di cannella e noce moscata e,  in chiusura,  le persistenti note balsamiche di eucalipto e menta.

Un Brunello con dei tannini intensi, ma ben incorporati in una struttura importante, e dal gusto intenso e persistente.

Per la persistenza e freschezza gustativa è un Brunello che si abbina bene con un petto d’anatra al miele.

 

Brunello di Montalcino – Camigliano

Sinceramente? Uno dei miei Brunelli preferiti e – vi dirò – in termini di abbinamento, quasi preferisco la versione base di questo vino, per la sua incredibile morbidezza  e versatilità.

Brunello Camigliano
Brunello Camigliano

Il Brunello di Montalcino “base” di Camigliano, annata 2012, profuma di sottobosco, confettura di ciliegie, pepe nero e liquirizia, con alcune note di cioccolata fondente che emergono soprattutto in finale d’assaggio.

Un Brunello di Montalcino che, all’assaggio, risulta piacevolmente e morbidamente fruttato e speziato, con una lunga persistenza, tannini vellutati e vena alcolica ben integrata. Un vino intenso ma che si beve bene.

E’ davvero delizioso in abbinamento a un filetto di maiale allo scalogno.

Il Brunello di Montalcino Paesaggio Inatteso, annata 2012, è prodotto dalle uve proveniente dal cru aziendale.

Al naso si sentono tantissimo le note fruttate, di confettura di lamponi, le note balsamiche di pino e quelle speziate di cannella e chiodi di garofano.

Anche all’assaggio sono le note dolci fruttate a farla da padrone, seguite dalla freschezza balsamica dei sentori vegetali che sembrano alleggerire la struttura densa del vino.

 

Brunello di Montalcino – Villa Poggio Salvi

Brunello Villa Poggio Salvi
Brunello Villa Poggio Salvi

Un ottimo Brunello a un ottimo prezzo: che desiderare di più?

Quello di Villa Poggio Salvi è un Brunello dal gusto piacevolissimo, fruttato, floreale e speziato al punto giusto, con note dolci di lamponi maturi, fiori secchi, vaniglia e un pizzico di pepe nero.

E’ un Brunello giovane con un tannino robusto, intenso e gradevole, con una notevole persistenza su note speziate.

L’annata 2012, che ho avuto modo di acquistare e assaggiare, si abbina in maniera deliziosa con il tacchino ripieno alle prugne.

La versione speciale dell’azienda, il Brunello Pomona, dall’omonimo cru, riprende in parte il profilo organolettico del Brunello base.

Il Pomona 2011 profuma intensamente di frutti di bosco e petali appassiti di violetta, di cardamomo, noce moscata, pepe nero e  vaniglia, con delle leggere note balsamiche che emergono soprattutto all’assaggio.

Anche all’assaggio la componente fruttata è quella più presente, seguita da sentori speziati che chiudono lunghissimi.

 

 

Quelli che vi ho presentato in questo articolo sono solo alcuni dei Brunelli di Montalcino che più ho avuto modo di assaggiare e sperimentare alla ricerca di abbinamenti perfetti.

Li ho scelti perché, a mio parere, rappresentano, in maniera diversa, alcuni dei molteplici profili gustativi di un vino come il Brunello di Montalcino: sono versioni di questo vino italiano che mettono in evidenza quelle che sono le sue potenzialità fin da giovane, i suoi più peculiari profumi e sapori, insieme a quella struttura importante che lascia il segno ad ogni sorso.

Spero con questo lungo excursus sul Brunello di avervi fatto venir voglia di sceglierne subito uno – così come è venuta a me – che, come sapete, sono sempre alla ricerca di nuovi abbinamenti.

Cheers!

Un vino perfetto per i calamari ripieni

 

Oggi vi voglio presentare un abbinamento cibo vino gustoso ed economico.

Ci sono tanti vini in grado di sposare splendidamente la gustosa ricetta dei calamari ripieni, tuttavia in questo post vi parlerò di un buon abbinamento anche per il portafoglio.

Stanchi di sentir parlare solo di vini ultra costosi, magari aperti in abbinamento con un tramezzino al tonno?

In cerca di un buon vino da pesce, facilmente reperibile?

Allora leggete oltre e scoprite il vino di oggi!

 

Si può bere un BUON vino sotto i 5 Euro? Si!

Davanti a questo titolo tanti enosnob storceranno il naso poiché cercano ancora di far apparire il vino come un “bene di lusso” e, secondo questo principio malsano, non si dovrebbe recensire né tantomeno parlare di vini a “prezzi infimi” … come se il prezzo fosse un elemento chiave nella valutazione della bontà di un vino.

A me interessa parlare di abbinamenti cibo-di vino e non devo per forza scrivere unicamente del Sassicaia, annata 2004, per mostrare che di vino ne “capisco” solo perché parlo delle “eccellenze”.

Quando si parla di abbinamento cibo – vino non si può partire dalla fama di un vino, tanto più che più un vino è complesso e strutturato, più è complicato da abbinare.

Inoltre, molto spesso, sono poche le persone che hanno l’intenzione e la voglia di comprare e assaggiare questi vini dall’indubbia fama: generalmente le persone del settore, gli appassionati e pochi altri.

Alla maggior parte delle persone che amano il vino, piace conoscerlo, piace assaggiarlo, scoprirne il gusto, indipendentemente dal suo prezzo, se è piacevole ben venga anche una bottiglia con un prezzo di vendita al di sotto dei 5 euro.

Quindi con questo articolo vi voglio parlare di un vino perfetto per i calamari ripieni, una ricetta semplice ma davvero gustosa che trova in questo vino, al di sotto dei 5 Euro, una piacevolissima compagnia.

 

Circeo Bianco - Villa Gianna
Circeo Bianco 2017 – Villa Gianna

Un vino perfetto per i calamari ripieni: il Circeo Bianco di Villa Gianna

Il Circeo Bianco di Villa Gianna è un vino a base di uve Trebbiano, Malvasia del Lazio e Chardonnay.

Come vi dicevo, è un vino con un ottimo rapporto qualità prezzo.

Esistono vini, come il Circeo Bianco di Villa Gianna, che sono piacevoli, versatili in termini di abbinamenti e assolutamente economici, tant’è che li troviamo spesso nella grande distribuzione.

Il Circeo Bianco di Villa Gianna risulta subito gradevole al naso, con i suoi profumi fruttati, floreali e lievemente erbacei: pesca gialla, ananas, mela golden, ginestra e leggere note aromatiche di salvia.

Anche all’assaggio è un bianco che colpisce con la sua pseudo-dolcezza tropicale e il suo gusto sapido ed equilibrato.

Queste caratteristiche lo rendono adatto ad esaltare il gusto caratteristico dei calamari e del loro ripieno.

E’ un vino che sta benissimo con il pesce, soprattutto con i crudi, gli antipasti e i primi con frutti di mare e crostacei quindi, se non avete voglia di provarlo con i calamari ripieni, avete numerose alternative.

Nell’abbinamento con questo vino vanno semplicemente evitati gli ingredienti troppo sapidi: ad esempio, pur essendo un buon vino da pesce non andrebbe abbinato con del baccalà in umido, a meno che quest’ultimo non sia accompagnato da un contorno in grado di smorzarne la sapidità.

… nel caso steste cercando un vino last minute per questo weekend, spero che questo articolo vi sia utile.

 

Cheers!

6 vini perfetti per piatti vegetariani

6 Vini Perfetti per Piatti Vegetariani

 

Quando si parla di abbinamenti cibo – vino sembra che i piatti vegetariani vengano spesso dimenticati.

Oggi cerco di rimediare a questa imperdonabile svista … dal momento che ci sono tantissimi vini in grado di sposarsi perfettamente non solo con piatti vegetariani ma addirittura vegani!

I 6 vini di cui vi parlo oggi, esaltano il gusto di 6 preparazioni culinarie vegane e vegetariane, dove troviamo le verdure da sole o in accompagnamento a pasta e affini.

Zucchine, carote, pomodori, bieta, spinaci, cavolo, carciofi, radicchio … qualunque siano le verdure di stagione che volete utilizzare per guarnire le vostre paste, un riso o il couscous, o per preparare semplicemente degli antipasti al gratin e delle fritture, oggi vi presento 6 vini che ne sposano benissimo l’aromaticità e il gusto.

6 vini piacevoli, con un buon rapporto qualità prezzo e facilmente reperibili.

Vediamoli insieme!

 

1. Pinot Grigio Vigne Orsone – Bastianich

Un vino che conquista subito per la sua lunga e piacevole sapidità: un vino saporito e beverino che ben sposa l’aromaticità delle verdure. Profumi di mela golden, margherita e polline accompagnano piacevolmente l’assaggio che chiude su delle persistenti e dolci note fruttate.

La pietanza vegetariana con cui si abbina meglio? Senz’altro il couscous di verdure.

Lo potete trovare online qui, al prezzo di circa 10 Euro.

 

2. Chardonnay – Castello di Torre in Pietra

Dal Lazio ecco che arriva questa interessante e versatile versione di Chardonnay.

Lo Chardonnay biologico del Castello di Torre in Pietra è un bianco che si può bere in tantissime occasioni, per la sua capacità di sposarsi con ingredienti e pietanze diverse.

Un bianco improntato su note fruttate di pera e mela, con qualche accenno di limone, percepibile soprattutto all’assaggio, fresco e deliziosamente sapido.

Per queste sue qualità è un vino che accompagna benissimo un timballo di pasta vegetariano.

Lo potete trovare sul sito del produttore al prezzo di circa 6 Euro.

 

3. Chiusolillo – Giancarlo Ceci

Dalla Puglia invece arriva lo Chardonnay biologico Chiusolillo di Giancarlo Ceci.

Il Chiusolillo è un altro bianco estremamente beverino e di facile abbinamento.

Per i suoi profumi semplici e netti di melone, pesca e fiori di campo, la sua buona acidità e la sua netta mineralità è un vino che si accosta bene alla delicatezza, all’aromaticità e al sapore delle verdure.

La morte sua in termini d’abbinamento? Le verdure gratinate!

Lo potete trovare online qui, direttamente sul sito del produttore, al prezzo di 8 Euro.

 

 

4. Grechetto Superiore Bianco del Cavaliere – Cantina Todini

Cercate un vino che si abbini bene ai carciofi?

Quando si vuole abbinare una pasta o un riso ai carciofi quello che vi serve è un bianco impostato su profumi fruttati e un gusto morbido e delicatamente citrino.

D’altronde sappiamo che l’acidità del limone, in piccole dosi, sposa bene il gusto intenso e ferroso del carciofo.

Il Bianco del Cavaliere della Cantina Todini ha tutte queste caratteristiche e si abbina benissimo a un gustoso piatto di ravioli ai carciofi, come quelli di questa deliziosa ricetta.

Aromi intensi di pesca gialla, melone e ananas, seguiti all’assaggio da note di limone, accompagnano con la giusta morbidezza le note amare dei carciofi, esaltandone il sapore.

Lo potete trovare online qui, sul sito del produttore, al prezzo di circa 10 Euro.

 

Infine … per chi preferisce le bollicine

 

5. Malvasia Frizzante 2015 – Torre Fornello

Con un fritto di verdure la scelta migliore è senz’altro questa!

Una malvasia che al naso richiama la mela renetta, le margherite e i fiori di mandorlo e che, con i suoi frizzanti profumi, esalta l’aromaticità delle verdure.

Una malvasia davvero piacevole all’assaggio, con una bella acidità e una sapidità non invadente riesce a mitigare la pesantezza della frittura senza cancellare il gusto delle verdure.

La potete trovare online qui, al prezzo di 9 Euro.

 

6. “Senior” Valdobbiadene Prosecco Millesimato Extra Dry- Bortolomiol

Abbinare il radicchio vi sembra un’impresa difficile?

Fidatevi del gusto di questo ottimo Prosecco: fresco, sapido e morbido con note di agrumi all’olfatto, seguite da un intenso aroma e gusto fruttato che ricorda l’ananas, la pesca e il melone.

Un Prosecco fresco ma allo stesso tempo morbido, con un’intensa aromaticità perfettamente in grado di accompagnare un bel risotto al radicchio senza far emergere le note amaricanti di questo ortaggio.

Lo potete trovare online qui, al prezzo di circa 8 Euro.

Vini per San Valentino

Scegliere i Vini per San Valentino

 

A caccia di Vini per San Valentino ?

Già in passato avevo suggerito alcuni vini adatti a celebrare la festa degli innamorati, li potete leggere qui.

Tuttavia questo è un tema che non può concludersi con le scelta di soli 4 vini.

Infatti non sono adatti solo questi pochi vini per celebrare il San Valentino.

I vini che possiamo scegliere per passare una serata speciale sono potenzialmente tantissimi: dipende su cosa vogliamo puntare e su cosa piace a noi e alla persona speciale con cui vogliamo festeggiare.

Pertanto oggi vi voglio proporre 4 nuovi vini speciali, ottimi e particolari: particolari perché non solo sono deliziosi da un punto di vista organolettico, ma hanno anche altre qualità che li rendono ancora più degni di allietare una festa tra innamorati.

Un vino può essere speciale per la sua incredibile qualità, per la sua biologicità, per la bellezza della sua bottiglia o dell’etichetta, per il suo vivido colore e la sua brillantezza, per i suoi profumi intensi e, di certo, per il suo sapore.

Ecco, quelli che vi presento oggi sono tutti vini che hanno queste caratteristiche: vini che sulla tavola non passano inosservati e sono destinati a lasciare il segno.

 

1. Amorino 2012, Montepulciano d’Abruzzo Casauria DOC – Castorani

Non vi preoccupate, non l’ho scelto solo per il nome.

Amorino Montepulciano d'Abruzzo

Il nome “amorino” può anche essere a tema ma mai come il sapore deciso e intenso di questo Montepulciano, il suo splendido colore rubino e la sua lungaaaa persistenza su note fruttate.

Un vino che all’assaggio ti fa sentire il cioccolato, i frutti rossi e il pepe nero e che, alla fine, ti lascia in bocca un delizioso sapore di lamponi, merita senza dubbio di essere definito romantico.

E non lo dico solo io, ma lo dice anche il Gambero Rosso, che ha premiato questa etichetta e questa annata con i 3 bicchieri.

E’ un vino che si abbina molto bene con una bella pasta ripiena condita con il ragù, magari realizzata a forma di cuore, come quella descritta in questa ricetta; altrimenti questo Montelpuciano accompagna perfettamente tantissimi piatti speciali di carne adatti alla cena di San Valentino.

Ecco qualche idea più specifica per l’abbinamento: un filetto di manzo ai funghi oppure un petto d’anatra ai mirtilli.

Anche il prezzo è romantico e vi permette di fare una stupenda figura senza svenarvi! Lo trovate in vendita online qui: https://www.tannico.it/montepulciano-d-abruzzo-casauria-doc-amorino-2012-castorani.html

Anche il prezzo è romantico e vi permette di fare una stupenda figura senza svenarvi! Lo trovate in vendita online qui.

 

2.     Terrebianche zero 2015 – Emilia Bianco Frizzante IGT Metodo Ancestrale -TerraQuilia

Un vino che è stato realizzato secondo il particolare “Metodo Ancenstrale” di cui vi ha parlato Stefano qui.

Terrebianche

Un vino ottimo per colori, profumi , sapori e per l’invitante perlage. Ad ogni assaggio sentiamo i profumi di mimosa e il sapore dolce e lievemente acidulo delle pesche gialle.

Un bianco perfetto per accompagnare tartare e crudi di pesce.

La morte sua? Abbinatelo con un crudo di gamberi rossi e mango!

Un abbinamento decisamente adatto a celebrare il San Valentino …

…e se non avete voglia di preparare una tartare, potete benissimo abbinarlo a dell’ottimo sushi.

Potete trovare questo vino online, direttamente sul sito del produttore, a soli 7 euro.

 

3.     Vigna Bosco Alto 2011, Curtefranca Bianco DOC ” – Ricci Curbastro

Un vino bianco biologico, da uve chardonnay in purezza, che richiama ai profumi e all’assaggio la frutta tropicale.
Vigna Bosco Alto

Morbido, sapido e persistente: un bianco che lascia in bocca un piacevolissimo gusto di ananas.

Non dimentichiamo poi la bellezza della bottiglia e dell’etichetta: al centro della tavola sembra un piccolo dipinto… anche sigillato è un vino che trasmette allegria.

Un bianco che, con tutte queste potenzialità, si presta ad accompagnare antipasti di mare e terra e primi piatti di pesce.

La morte sua? Provatelo a San Valentino con delle Capesante gratinate.

Altrimenti se lo volete abbinare a un primo piatto, provatelo con dei tortelli ai porcini!

Anche in questo caso trovate il vino a disposizione sullo shop online del produttore, a soli 10 Euro.

 

… arriviamo infine al dolce!

 

4.   Arele 2006, Trentino Vin Santo DOC – Pravis

Dal trentino arriva questo gustosissimo vin santo a base di Nosiola.

Vin Santo Arele

Un vin santo dolce ma non stucchevole che richiama all’assaggio le nocciole, il caramello, il pan di spagna e i datteri.

L’ho apprezzato tantissimo questo Natale e, sinceramente, non vedo l’ora di assaggiarlo di nuovo con la scusa di San Valentino.

Un vino da dessert capace di piacere anche a chi il vino lo beve poco, per la sua piacevolezza e leggerezza all’assaggio.

Un vin santo perfetto con una cheesecake al caramello, come quella di questa deliziosa ricetta !

Altrimenti se volete osare qualcosa in più, provatela con una deliziosa Cream Tart fatta a cuore, un dolce che attualmente sta riscuotendo un enorme successo in tutto il mondo.

 

 

Se volete provare questo delizioso vino da dessert, lo trovate qui, su Tannico.

 

Per questo San Valentino ho scelto questi vini, tuttavia se pensavate a qualcos’altro, chiedete pure e saprò consigliarvi altre possibilità vinose!

 

Rosso da pesce

Voglio un Rosso da Pesce! Guida all’abbinamento vino rosso – pesce

 

“Voglio un rosso da pesce!”

Questa è senza dubbio una delle frasi che più ho sentito dire da quando mi interesso di vino. “Voglio un rosso da pesce!” è una frase ricorrente soprattutto nel periodo natalizio dove, si sa, spesso alla vigilia ci si concede del buon pesce: che sia un’orata al cartoccio, il fritto di calamari e gamberi, dell’esotico sushi o del classicissimo capitone in umido, la domanda aleggia sempre nell’aria …  che vino rosso ci abbino?

Chi ama il vino rosso lo vuole bere con tutto! Quindi, dal momento che i gusti personali vanno sempre rispettati, oggi vi propongo alcune soluzioni, tutte rosse, da abbinare a diversi piatti di pesce.

PERO’ … sí, c’è un grande ma a questo obiettivo: non pensate che tutti i vini rossi vadano bene per i piatti di pesce!

Se vi piace il Brunello e durante una festa lo ESIGETE sulla tavola a prescindere da cosa mangerete, proseguite pure la lettura ma, se l’abbinamento risulta inquietante, siete stati avvertiti 😉

C’è chi dice che l’abbinamento cibo vino sia una cavolata pazzesca (giusto per essere delicati) ma, come vi scrivevo qui, per me non è così per il semplice fatto che siamo dotati di papille gustative più o meno funzionanti, in grado di apprezzare l’armonia di sapori quando l’assaggiamo.

Pertanto ora vedremo quali vini rossi possono veramente regalare un’armonia di sapori se abbinati a piatti di pesce.

 

Quali Vini Rossi vanno bene per il Pesce?

Veniamo ora al punto: effettivamente, quali sono i vini rossi adatti ad accompagnare alcuni piatti di pesce?

Non parlo di vini rosati o di rossi frizzanti … quelli si sa che spesso possono abbinarsi con dei piatti di pesce.Rosso da pesce

E no, troppo facile! Stavolta vediamo quali vini rossi fermi si possono abbinare a delle pietanze di pesce.

Con i pesci e i molluschi cucinati al forno, in padella o alla griglia, magari arricchiti con un contorno di verdure, oppure preparati in zuppa o guazzetto, arricchiti di crostini, ci possono andare bene diverse tipologie di vini rossi fermi.

Ci sono poi alcune tipologie di pesce che si sposano particolarmente bene con i vini rossi fermi, come ad esempio il  pesce spada, il tonno, l’anguilla, il polpo (in umido).

Il gusto intenso di queste tipologie di pesci/molluschi riesce con facilità a tenere testa alle caratteristiche organolettiche di molte tipologie di vini rossi.

Questo vale soprattutto per l’anguilla, specie se cotta in umido oppure utilizzata come ripieno di una pasta.

Detto questo, ecco la lista dei vini rossi che meglio riescono a sposare i piatti a base di pesce:

 

  • Bonarda dell’Oltrepò Pavese ferma: un vino DOC rosso fresco e leggero, dai netti profumi di frutti di bosco, a base di uva croatina.
  • Cirò rosso – famoso vino calabrese, nella sua versione rossa si presta benissimo ad abbinarsi ai piatti di pesce.
  • Cerasuolo di Vittoria –una DOCG siciliana molto profumata e fresca, a base di Nero d’Avola e Frappato, due uve della regione
  • Etna Rosso – una DOC siciliana, a base soprattutto di Nerello Mascalese, che offre dei vini in grado di abbinarsi piacevolmente al pesce.
  • Vino a base di Frappato – un’uva siciliana che regala vini morbidi, equilibrati e intensamente profumati di frutti rossi. Se prima veniva utilizzata solo in uvaggio, ora diverse aziende ne presentano delle interessanti versioni in purezza … spesso perfette in abbinamento a dei piatti di mare.
  • Vino a base di Nero d’Avola – quest’ uva e il vino che da essa si ricava non credo abbia bisogno di presentazioni. Spesso il Nero d’Avola, declinato in una versione leggera, si presta molto bene, per le sue caratteristiche organolettiche, ad accompagnare delle paste con un sugo di pesce, dei guazzetti di pesce e moscardini e dei bei tranci di pesce spada con contorno di peperoni (gnam!).
  • Bardolino Classico – una DOC veneta che si abbina perfettamente ai piatti di pesce, specie se di lago, per i suoi vini dal gusto delicato.
  • Freisa delle Langhe – un’uva caratteristica del Piemonte da cui si ottengono dei vini rossi aromatici, freschi e beverini, ottimi con alcune pietanze di pesce.
  • Vini a base di Vermentino nero – un vitigno toscano riscoperto recentemente e ora vinificato con successo in purezza. Da queste uve si ottengono dei vini rossi intensamente fruttati e morbidi.
  • Valle d’Aosta Mayolet -un vino a base di un’uva omonima davvero particolare, sicuramente da provare almeno una volta con dei piatti di pesce, per le sue peculiari caratteristiche organolettiche, con i suoi tannini morbidi e la buona freschezza.
  • Vini a base di Primitivo Pugliese – l’uva primitivo è fantastica per offrirci vini ottimi di diversa tipologia: dei rossi di gran corpo e incredibile intensità e dei rossi più delicati, fragranti e vinosi, più adatti ad accompagnare pietanze di pesce.
  • Vini a base di Malvasia Nera di Brindisi – quest’uva mediamente aromatica regala vini rossi morbidi e fruttati in grado di accompagnare, con la giusta delicatezza, diversi piatti di pesce.
  • Vini a base di Negramaro: un vitigno tipicamente pugliese che può regalare dei vini rossi davvero ottimi con delle specialità di pesce come la zuppa di vongole e cozze.

 

Guida all’abbinamento vino rosso – pesce: criteri di base per scegliere il vino rosso giusto

Quello che caratterizza i vini rossi potenziali degni compagni delle pietanze di pesce è: la delicata tannicità, la morbidezza, il buon equilibrio tra componente acida e sapidità.

Rosso da pesce

Non sono vini rossi che profumano e ricordano l’aroma del tabacco, della liquirizia, delle confetture, del cuoio: sono invece caratterizzati da sapori vivaci e freschi e profumi fruttati e floreali, magari giusto arricchiti da leggere note di pepe, erbe aromatichehumus e un pizzico di cioccolato.

Tutti profumi e sapori che ben si adattano a esaltare il gusto delicato del pesce.

Come avrete intuito, spesso è proprio l’uva di partenza che ben si presta, con la giusta lavorazione in vigna e cantina, ad accoppiarsi per benino al pesce, come ad esempio l’uva primitivo, l’uva negramaro, la malvasia nera, la croatina, il nero d’avola e il nerello mascalese.

Sicuramente sono la Sicilia e la Puglia che ci offrono il maggior numero di tipologie d’uva adatte a produrre vini capaci di sposare con il giusto gusto diverse preparazioni di pesce.

 

Come vedete non vi ho fatto nomi di prodotti specifici, perché l’elenco sarebbe troppo lungo, ma almeno saprete verso quale prodotto orientarvi quando andrete a cercare il vostro rosso da pesce.

Per fare una scelta ancora più azzeccata cercate dei vini rossi giovani che non abbiano fatto legno o che magari abbiano fatto solamente un periodo di affinamento in botti grandi.

 

Guida all’abbinamento vino rosso – pesce: quando il rosso va evitato

Per concludere, ci sono alcune preparazioni a base di pesce che mai andrebbero MAI abbinate ad un vino rosso fermo.

Eccole di seguito:

  1. Fritture di pesce: calamari, gamberi, fritto di paranza, filetti di baccalà, alici fritte, ecc. Con le fritture di pesce vi concedo al massimo un vino rosato spumante.
  2. Crostacei – se volete sentire il gusto dei crostacei e bere insieme del buon vino, non scegliete un vino rosso: ancora una volta, ne ammazzerebbe il gusto.
  3. Ostriche: non avrete mica pensato di abbinarci del rosso, vero?? Se volete sapere quale vino è davvero perfetto per questa delizia marina, allora leggete qui.

 

Questi sono solo alcuni piccoli accorgimenti che mi sento di dare per preservare il sapore sia dei vini che assaggiamo sia dei cibi che gustiamo.

Poi ognuno scelga per sé, in base ai propri personalissimi gusti.

 

Cheers!

La comunicazione del vino: emozione e non noia

La comunicazione del vino: emozione e non noia

Qualche mese fa mi sono imbattuta in un interessante articolo riguardo alla comunicazione del vino.

Si tratta di un articolo rivolto soprattutto a chi produce, pubblicizza e vende il vino  ma i consigli che offre si possono benissimo applicare a tutti coloro – me compresa – che si occupano semplicemente di “comunicare il vino” senza ricercare un guadagno.

Al di là dei consigli che l’esperta intervistata offre sul modo di pubblicizzare il vino sono rimasta colpita soprattutto da ciò che afferma riguardo a come i comunicatori del vino fanno sentire i consumatori e potenziali clienti: IGNORANTI.

“ … se non sapete abbastanza di VINO allora non siete portati per il commercio o anche semplicemente il consumo di vini. Questo tipo di comunicazione ha contribuito a rendere il vino esclusivo …” Reka Haros

Tutte quelle pubblicità di corsi da esperti, quegli articoli su specificità del vino ai più sconosciute, quelle notizie riservate solo a chi conosce l’enologia, quel lessico “enosnob” usato spesso a sproposito  hanno contribuito a rendere il vino un argomento “difficile” e poco emozionante.

Invece è proprio il secondo punto che è cruciale nella comunicazione di questo prodotto.

Il vino, così come la cucina, è EMOZIONE: la scoperta di nuovi sapori, di accostamenti sorprendenti.

Non bisogna per forza essere degli esperti di vino per beneficiare di queste sensazioni: la conoscenza e la curiosità sono cose bellissime ma nascono da un desiderio e da una voglia di approfondire ciò che piace ed emoziona.

E’ giusto che chi si occupa di vino e si rivolge a un pubblico di esperti e appassionati del settore usi tutte le sue conoscenze in merito ma se si comunica con qualcuno che di vino ne sa poco e non vuole approfondire troppo, allora è bene moderare i termini, perché la noia è dietro l’angolo.

Nessuno si emoziona con chiacchiere pedanti e nozioni superflue: ci si appassiona invece davanti alla descrizione di armonie di sapori, gusti particolari, abbinamenti cibo vino sorprendenti.

Sembrano constatazioni banali ma sono aspetti che vengono quasi sempre tralasciati nella comunicazione del vino: ci si sofferma sul grado di conoscenza che bisogna avere per “capire il vino”, su quali bicchieri scegliere, quale budget spendere per una buona bottiglia, la temperatura di servizio, ecc.

Tutti aspetti importanti … ma per gli esperti del settore: la comunicazione del vino deve però poter rivolgersi a tutti, anche a chi vuole semplicemente concedersi qualche buon bicchiere di vino il Venerdì sera con gli amici, senza stare sproloquiare sul terroir di un vitigno, sulla biodinamicità di un’azienda, sulla presunta mineralità del prodotto.

 

Ecco, nel piccolo, questo blog cerca di far conoscere il vino, rendendolo un pochino più emozionante di quanto viene fatto normalmente apparire.

Fateci sapere se siamo sulla buona strada 😉

 

Cheers!

Abbinamento cibo-vino: 10 consigli fondamentali per non sbagliare

Abbinamento cibo-vino: 10 consigli fondamentali per non sbagliare

Spesso si tende a fornire consigli di abbinamento cibo-vino indicando dei vini specifici di difficile reperibilità.

Ad esempio “i cannelloni al ragù stanno benissimissimo con un il Montepulciano d’Abruzzo della Cantina Tollo, annata 2015”!!

Si, ok, grazie del suggerimento … ma se non riesco a trovarlo questo vino? Offro anch’io consigli di questo tipo e mi rendo conto che non sono sempre così utili.

Spesso chi ha bisogno di comprare un vino da servire a cena, si ricorda di comprarlo solo poche ore prima.

Che vino scelgo?
Che vino scelgo?

In questi casi non si può certo sperare di trovare proprio QUEL vino.

Non disperate, però! Infatti si possono facilmente trovare dei sostituti in grado di fare in tavola la loro bella figura, senza ammazzare il gusto di una pietanza preparata con tanta cura.

Per trovare in poco tempo il vino che meglio si abbina a una data pietanza leggete oltre e seguite 10 facili consigli.

 

1.       Leggete cosa suggeriscono i produttori.

Nell’era di Internet potete facilmente andare in enoteca e consultare online il sito del produttore di un dato vino per capirne le caratteristiche organolettiche e a cosa il produttore consiglia di abbinarlo: chi fa il vino con amore vuole che gli altri lo assaggino al meglio e pertanto suggerirà abbinamenti validi.

2.       Se proponente in tavola una pietanza regionale, cercate tra i vini del luogo.

Spesso quei vini sono stati prodotti proprio per sposare la cucina locale a cui ben si abbinano per le loro caratteristiche, in termini di profumi e sapori.

3.       A delle pietanze semplici abbinate dei vini semplici

Se pensate di servire delle scaloppine al limone evitate di aprire una costosa bottiglia di Brunello solo per fare scena … riservatela per quei piatti che davvero la richiedono.

Nulla da togliere alla bontà delle scaloppine al limone … semplicemente richiedono dei vini meno strutturati ma non per questo poco piacevoli.

4.       A carni rosse abbinate vini rossi

C’è poco da fare, se volete andare sul sicuro non osate abbinamenti improbabili soprattutto se avete poco tempo per scegliere.

Bistecche di manzo, braciole di maiale, salsicce, filetti di manzo, petto d’anatra al forno, carrè d’agnello, Spezzatino di manzo chiamano a gran voce dei vini rossi.

Vini bianchi o rosè possono essere considerati solo quando si tratta di carni servite fredde, carni impanate e fritte a base di pollame, e di salumi.

5.       Al pesce abbinate vini bianchi o vini spumanti (anche rosé)

Esistono dei vini rossi che possono abbinarsi bene a pesci importanti … tuttavia se dovete scegliere un vino in poco tempo e con poca scelta, non rischiate … un abbinamento DAVVERO sbagliato è facilmente dietro l’angolo.

il vino per il pesce?
il vino per il pesce?

6.       Se servite pietanze fredde e/o fritte optate per dei vini bianchi freschi e leggeri o per dei vini spumanti.

Quando una pietanza è fritta oppure servita fredda (pensate ad un antipasto di pesce, a una tartare, a un vitello tonnato) ha bisogno di poco tannino e ha bisogno di essere alleggerita all’assaggio, per la sua ovvia grassezza.

7.       Quando nella pietanza è protagonista il pomodoro scegliete vini rosè (fermi o spumanti) oppure dei bianchi campani o siciliani.

E’ effettivamente così, i vini rosé hanno quel giusto bilanciamento organolettico che permette di esaltare il gusto dei pomodori in una pasta o in un contorno per il pesce. In alternativa al rosè potete anche optare per dei vini bianchi della Campania e/o della Sicilia: un azzardo maggiore, dato il vastissimo repertorio vinicolo che queste due regione offrono, ma che comunque può risolversi per il meglio. Nel dubbio scegliete un Falerno del Massico Bianco, un Costa d’Amalfi, un Biancolella, oppure un Etna Bianco.

8.       Quando scegliete un vino leggete bene l’etichetta

In particolare guardate che il vino venga prodotto, imbottigliato e venduto da una società vitivinicola di cui potete trovare informazioni online. Se non conoscete il vino almeno potete verificare l’eventuale serietà dell’azienda.

Guardate anche l’annata! Spesso, specie se comprate i vini al supermercato (si, dico a voi!), rischiate di incappare in annate vecchie stravecchie e, quindi, in vini ormai passati a miglior vita, anche perché conservati in dubbie condizioni.

9.       Per le paste ripiene e/o condite con salse a base di carne optate per dei rossi leggeri, di medio corpo o per dei rossi frizzanti

Con la carne, si sa, nella maggior parte dei casi, i rossi la fanno da padrone. Quando il gusto della carne è ammorbidito dalla tendenza dolce di una pasta è bene optare per vini rossi non troppo corposi (se la pasta è ricca di sugo, basta scegliere un rosso un pochino più alcolico) o per dei vini frizzanti – primo fra tutti il Lambrusco – in grado di mitigare questa sensazione all’assaggio.

Qualche suggerimento in più? Eccoli qui!

Barbera d’Alba, Barbera d’Asti, Dolcetto di Dogliani, Dolcetto d’Alba, Rosso di Montalcino, Rosso di Montepulciano, Montepulciano d’Abruzzo, Valpolicella Ripasso, Schiava.

10.   Per le paste ripiene e/o condite con salse a base di verdure e/o pesce optate per dei vini bianchi.

Con queste pietanze sono le caratteristiche organolettiche di molti vini bianchi a fornire i migliori abbinamenti possibili! Ovviamente qui le opzioni sono tantissime.

Qualche suggerimento in più? Eccoli qui!

Paste ripiene e/o condite con salse a base di verdure: Frascati, Etna Bianco, Chardonnay Friulano, Chardonnay e Sauvignon dell’Alto Adige, Trento DOC, Franciacorta Brut,  Vermentino Ligure, Pigato, Orvieto Classico, Soave Classico.

Paste ripiene e/o condite con salse a base di pesce: Vermentino Sardo, Vermentino Ligure, Verdicchio dei Castelli di Jesi, Fianco di Avellino, Falanghina del Sannio, Pinot Grigio Alto Adige, Costa d’Amalfi Bianco, Collio Sauvignon e Pinot Bianco, Ribolla Gialla, Curtefranca Bianco, Prosecco di Valdobbiadene Superiore di Cartizze.

Dolce chiama vino dolce
Dolce chiama vino dolce

 

… Quasi mi dimenticavo! Non l’ho voluta mettere in lista perchè è davvero un’indicazione scontata ma che non va assolutamente dimenticata: mi raccomando, per i dolci scegliete dei vini dolci!

 

Questi sono tutti i  consigli base che mi sento di darvi, soprattutto ora che vi accingete a fare scorta di vini per le feste.

Se poi volete approfondire, chiedete pure!

 

 

Il Cervaro della Sala: gli Abbinamenti Cibo Vino

Oggi vi parlo di un vino importante.

Un vino veramente da festa, uno di quei vini speciali che spesso si regalano e che vengono riservati per occasioni particolari: un compleanno, un anniversario, un appuntamento speciale … San Valentino!capesante_cervaro_small

Chi è già appassionato di vino lo conoscerà già e probabilmente avrà avuto modo di degustarlo in più occasioni.

Un vino che ho consigliato anche qui, come graditissimo presente natalizio.

Un vino che ho provato più volte in abbinamento … con risultati diversi a seconda dei casi.

Sicuramente chi ha avuto modo di assaggiarlo ne conosce quel gusto particolarmente intenso e persistente e, forse, si sarà chiesto: con quale pietanza lo abbino?

Se ancora non conoscete la risposta a questa domanda allora leggete oltre per scoprire gli abbinamenti cibo-vino per il Cervaro della Sala!

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Vini per i Piatti di Pesce, Crostacei, Molluschi

I Vini per i Piatti di Pesce, Crostacei, Molluschi

Se avete bisogno di un vino al volo e non sapete da che parte guardare, questo articolo vi aiuterà a fare la scelta giusta, minimizzando i rischi e massimizzando il gusto!

Se dovete organizzare una cena domani o siete stati invitati a casa di amici che cucineranno dell’ottimo pesce, portate pure una bella bottiglia seguendo alcune semplici linee guida.

Forse non avrete un abbinamento perfetto ma di certo non rischierete di portare vini che non c’entrano assolutamente nulla con quello che sarà in tavola.

Quindi, non perdiamo tempo ulteriore … leggete oltre per conoscere i Vini per i Piatti di Pesce, Crostacei, Molluschi!

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