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Le Temperature di Servizio e di Degustazione del Vino

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Misurare la temperatura di un vino non è un’operazione maniacale e, come molti credono, un’inutile esagerazione.

Le sensazioni organolettiche derivanti dall’assaggio di un vino ad una temperatura del tutto diversa da quella adatta al suo servizio, ne cambiano veramente la natura.

Questo discorso vale per ogni vino … non solamente per gli spumanti che, come sappiamo, vengono serviti a temperature più basse rispetto a quelle dei vini fermi.

Perché le temperature di servizio sono ritenute così importanti?

Un’importanza considerata in primis dagli stessi produttori che, nelle schede tecniche di ogni prodotto, tengono a comunicare la temperatura di servizio di un vino proprio affinchè possa essere gustato al meglio delle sue potenzialità.

Per comprendere l’effettiva importanza delle temperature di servizio e di degustazione del vino bisogna tenere a mente i due seguenti punti:

  • Le temperature fredde (inferiori a quelle di servizio consigliate) accentuano le durezze di un vino: acidità, sapidità e tannini.
  • Le temperature calde (superiori a quelle di servizio consigliate) accentuano le morbidezze di un vino: dolcezza, morbidezza e tenore alcolico.

p.s. Se in questi due ultimi punti avete trovato dei termini “alieni”, leggete qui!

Detto questo possiamo più facilmente comprendere perché per dei rossi evoluti, di gran corpo e tannici, vengono consigliate delle temperature di servizio superiori ai 14°: temperature di questo tipo sono ottimali per accentuare la morbidezza del vino e a mitigarne l’astringenza dei tannini … temperature più basse rispetto a quelle valutate come ottimali tenderanno a mettere troppo in evidenza le asperità del prodotto, a discapito delle altre qualità.

Allo stesso modo è comprensibile che si scelgano temperature di servizio piuttosto basse per spumanti, prosecchi e champagne: l’effervescenza del prodotto, insieme alla sapidità e all’acidità, ne vengono esaltate mentre, a temperature più elevate di quelle consigliate, tali caratteristiche perderebbero il loro particolare appeal all’assaggio, così tanto apprezzato.

Chiarito questo, ecco una summa delle temperature di servizio consigliate per le principali categorie di vini.

temperature_servizio

Un consiglio però vale su tutti: nel dubbio basta seguire le indicazioni sulla temperatura di servizio fornite dai produttori … chi meglio di loro che hanno voluto, progettato, seguito e prodotto il vino potrà mai consigliarvi?

N.B. Chiudo infine con una nota importante ma fondamentale: la temperature di servizio è diversa dalla temperatura di consumo!

La temperatura di servizio è sempre più bassa di quella di consumo dal momento che considera il tempo che intercorre tra l’atto del versare il vino nel bicchiere e il momento dell’assaggio vero e proprio!

Ad esempio servendo un Franciacorta intorno ai 6°, andremo ad assaggiarlo ad una temperatura ottimale di circa 8° … considerando che, una volta versato nel calice, la temperatura del vino aumenta di circa un grado ogni cinque minuti.

Quel che resta del … Pancake Day

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I festeggiamenti di Carnevale non sono ancora (del tutto) finiti!

Almeno si può continuare a festeggiare con un breve resoconto … prima di procedere verso la Pasqua.

Ieri infatti non si è celebrato unicamente il Mardi Gras e il termine del periodo di Carnevale, ma in molte parti del globo si è festeggiato (pure!) il Pancake day (o Shrove Tuesday)!

Durante il Mardi Gras, in Gran Bretagna e negli USA, soprattutto negli Stati del Sud e in particolar modo a New Orleans, viene celebrata anche questa singolare festa del Pancake, occasione che vede radunarsi in varie città, appassionati, cuochi, ristoratori, ecc., tutti uniti nelle “pancreazioni” più originali e gustose e in contest di vario tipo.

In fondo perché privarci di una così bella festa solo perché non siamo negli USA, Inghilterra o in un altro dei fortunati Paesi cultori dei pancake?

E’ pur vero che i pancake non appartengono alla nostra tradizione culinaria ma, in fondo, chi non ha mai assaggiato e/o cucinato dei bei pancake?

pancake dolce
pancake dolci …

Ovviamente, data l’occasione speciale, anche a me ieri è venuta voglia di Pancake e, visti i dolcetti di Carnevale classici già mangiati, ho optato per un pancake salato, semplice ma gustoso, con l’aggiunta di formaggio e prosciutto cotto 🙂

Con quale magico vino ha mai potuto abbinarsi questa creazione semplice ma gustosa?

pancake salato
… e salati

Sicuramente una buona idea è stata quella di provare i pancake con un bel Franciacorta Brut dell’azienda Montenisa, un prodotto di ottima freschezza e sapidità, capace di rendere ancora più piacevole ogni boccone.

Franciacorta Montenisa Brut
Il Montenisa Brut

Un Franciacorta dai profumi delicati di mela, pesca gialla e fiori d’acacia, seguiti da deliziosi aromi di burro e pasta frolla che all’assaggio sono molto più percepibili, tanto da conferire un maggiore senso di morbidezza al prodotto.

L’acidità, la sapidità e l’effervescenza, le cosiddette durezze del vino, (leggete qui per dei chiarimenti, eh!) rendono lo spumante perfetto per mitigare la forte tendenza dolce dei pancake e la loro grassezza … e poi il particolare sapore e i profumi di questo Franciacorta creano una coppia ancora migliore.

Pancake formaggio e prosciutto cotto
pancake formaggio e prosciutto cotto

Un prodotto, questo Brut Montenisa, che mi sembra sempre perfetto per un aperitivo fusion, magari a base di rustici, fritture di gamberi, tempura di verdure e sushi di salmone, ma soprattutto … lo trovo completamente adatto a questi ottimi pancake salati, con prosciutto e formaggio.

Da non dimenticare che anche il prezzo di questo Franciacorta è ottimo: qui si può trovare anche a 14€.

Un abbinamento sicuramente da provare, anche se ormai il giorno ufficiale dei pancake è terminato!

Vini per i Dolci di Carnevale

I Vini per i Dolci di Carnevale

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Visto che il Carnevale è giunto ormai al termine e me ne sono appena accorta è giunto il tempo di concludere questo periodo allegro in maniera degna.

Quale modo migliore per festeggiare in compagna se non quello di gustare i dolcetti tipici con un vino adeguato?

Quindi torno a parlare di vini dolci … e comincio con un vino dolce del Lazio, rimanendo in tema con gli ultimi post dedicati ai vini di questa regione.

 

I Vini per i Dolci di Carnevale: l’Idea di Trappolini

L'etichetta dell'Idea di Trappolini
L’etichetta dell’Idea di Trappolini

L’idea di Trappolini, azienda vitivinicola del Viterbese (il sito web è al momento offline), è un aleatico passito di grande qualità: prodotto da uve aleatico vinificate in purezza, per metà fatte appassire.

Al profumo è decisamente fruttato e floreale e ricorda la confettura di visciole e di lamponi, le prugne secche e la rosa appassita.

E’ di pieno corpo, dolce ma non troppo, arricchito al sorso da diverse componenti vegetali, quasi balsamiche, che ne mitigano proprio la sensazione di dolcezza: non si tratta certo di un vino dolce stucchevole ma di grande bevibilità.

Per i profumi e il suo sapore piacevolissimo si può abbinare molto bene con le Zeppole di San Giuseppe e anche a delle Castagnole all’alchermes, dal momento che le alleggerisce con la sua acidità e allo stesso tempo ne accompagna la struttura elaborata.

Castagnole e Zeppole
Castagnole e Zeppole!

Sicuramente non è adatto alle frappe o ad altre tipologie di castagnole, come ad esempio quelle alle crema e alla ricotta, per le quali serve un vino dolce sicuramente più delicato, meno strutturato e soprattutto ancora più fresco, come ad esempio un moscato fiori d’arancio dolce spumantizzato.

 

I Vini per i Dolci di Carnevale: il Moscato Fiori d’Arancio di Borin

Fior D'Arancio - Borin
Fior D’Arancio – Borin

Con le castagnole alla crema è ottimo ad esempio lo spumante proposto dall’azienda Borin, di cui vi ho già parlato qui.

Questo fiori d’arancio spumante mitiga l’effetto di pastosità delle castagnole alla crema rendendole, se è possibile, ancora più gustose ma allo stesso tempo più leggere: se per ogni castagnola facciamo un sorso di spumante si potrebbe continuare all’infinito 🙂

Uno spumante dai profumi delicati di fiori d’arancio (ovvio), mimosa e pesca gialla, con leggere note di mandorla.

 

I Vini per i Dolci di Carnevale: l’Ambar di Cantine Florio

Moscato Ambar - Cantine Florio
Moscato Ambar – Cantine Florio

Per finire ci spostiamo nel Sud della penisola e parliamo di un Moscato dolce siciliano che, a mio parere, si sposa veramente bene con le castagnole alla ricotta: l’Ambar delle Cantine Florio.

Un vino liquoroso, prodotto da uve di moscato bianco e di zibibbo, di grande bevibilità e con una dolcezza contenuta da una buona acidità, che nasce per accompagnare i dolci siciliani più tipici, come ad esempio la Cassata.

Proprio per le sue principali caratteristiche e i suoi profumi di uva passa, miele e fiori d’acacia, trovo che sia ottimo anche per questi specifici dolci di Carnevale: l’acidità del prodotto smorza la grassezza e la dolcezza della ricotta e della frittura di queste particolari castagnole.

 

Quello che rende ancora più appetibili questi vini dolci è il loro prezzo: circa 13 Euro per l’Idea di Trappolini, circa 10 Euro per l’Ambar di Florio e solo 8 Euro per il Moscato Fiori D’Arancio di Borin … per tutti e tre un eccellente rapporto qualità prezzo.

 

I vini di cui ho scritto si bevono benissimo anche da soli, ma sicuramente rendono ancora meglio se accompagnati con qualcosa e qualcuno di adeguato: e allora Buon Carnevale Grasso a tutti!

La Franciacorta di Contadi Castaldi

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La visita dell’Azienda Contadi Castaldi è un’avventura in un mondo diverso della vinificazione: quello dei vini spumanti. Uso il termine “vini spumanti” che trovo molto più adatto rispetto all’abusato (e pure un pò snob) “bollicine”.

Ovviamente parliamo di Metodo Classico e di Chardonnay, Pinot Bianco e Pinot Nero. Con circa un milione di bottiglie/anno Contadi Castaldi è una realtà piuttosto importante della Franciacorta; zona che produce in totale circa 15 ml bottiglie/anno (cui vanno aggiunte le 10 ml bottiglie/anno di Berlucchi, che fino a poco tempo fa non faceva parte del Consorzio, e quindi tale numero andava scorporato dal computo totale). Siamo ad Adro, in piena Franciacorta; ricordiamo che il termine “Franciacorta”, secondo la versione più accreditata, deriva dal fatto che nel 1400, sotto il dominio Veneto, fu concesso ai Benedettini di bonificare la zona, evitando loro di pagare le tasse dovute. La zona diventò cosi “franca di corte”, da cui l’evoluzione Franciacorta.

Cinque milioni di anni fa, l’attuale Franciacorta era coperta da un ghiacciaio, che nei millenni ha formato il lago d’Iseo e si è spostato fino ad adagiarsi al monte Orfeo. Questo movimento millenario ha dato origine alla particolare conformazione e composizione dei terreni, che permettono oggi una produzione spumantistica di elevatissima qualità: quindi abbiamo diverse zone vocazionali, oltre a una orografia tale da proteggere dai freddi venti del nord. Estensione totale di circa 25 x 10 Km, che peraltro non può aumentare oltre, proprio in funzione dei confine naturali esistenti.

Molto limitato l’uso delle barrique, che vengono impiegate solo per il vino destinato al Soul Satèn Millesimato, che troviamo disposte in perfetto ordine, al buio, nelle cantine della villa Contadi Castaldi. Nel passato questo era il luogo della vecchia fornace. Diverse linee di produzione e diversi tempi di affinamento sui lieviti, sempre superiori gli stretti disciplinari del Franciacorta: per il Brut si arriva a 20/22 mesi sui lieviti, mentre il minimo prevede soli 18 mesi; il Millesimato, il Soul Satèn, prevede 30 mesi; cioè “mille giorni”, da cui deriva anche il termine “millesimato” (non solo per la scelta di vini tutti proventi dalla stessa annata); la Riserva riposa addirittura 60 mesi sui lieviti. Poi c’è il Rosè, anzi ci sono i Rosè: due versioni, una base e un millesimato.

La maggiore struttura dovuta alla maggiore incidenza di Pinot Nero è evidente. Per le versioni non millesimate si possono avere cuveè con oltre 33 Chardonnay base. Gli ettari di proprietà sono 10, ma quelli da cui raccolgono le uve sono oltre 120, di proprietà di terze parti, ma direttamente gestiti in tutte le fasi e le attività in vigna.

Dopo la passeggiata nella vecchia fornace, dove troviamo le barrique e le pupitre sui cui riposano le bottiglie, passiamo nella zona in cui avviene la vinificazione e conservazione del vino. Dopo la vendemmia agostana, una pressatura soffice permette di ottenere un 60% di mosto destinato alla produzione di spumante, ma non tutto sarà atto a diventarlo. Solo i 2/3 di tale mosto fiore andranno, dopo una lunga evoluzione a riempire una champagnotta. La rimanente parte diventa Curtefranca Bianco (come previsto dal disciplinare).

La pressatura non è mai troppo spinta, per evitare di avere troppi zuccheri nel mosto e quindi andare a penalizzare l’acidità dello stesso, che ovviamente per un vino spumante è uno degli aspetti più importanti. Le vinacce rimanenti vanno in distilleria. Dopo la prima fermentazione il vino è contenuto in vasche d’acciaio refrigerate, che permettono un primo illimpidimento, grazie alla precipitazione dei tartarati.

Ma il bello deve ancora arrivare.

Infatti, quando ci spostiamo nella zona del remuage, vediamo non solo le moderne giropalette (che gestiscono fino a 21000 bottiglie a settimana), e che ruotano di 1/8 di giro le bottiglie, ma casualmente osserviamo anche l’operazione manuale, che permette di gestire “solo” 18000 bottiglie al mese, ma la cui poesia vale da sola la visita in cantina.

Le bottiglie dopo il remuage, vengono conservate approssimativamente per un mese; successivamente passano alla sboccatura.

bottiglie franciacorta pronte
Le bottiglie pronte

La “liquer d’expedition” prevede, da disciplinare, solo una miscela zuccherina, non zucchero di canna o addirittura liquore, come invece permesso oltralpe. Nota sul simbolo della cantina Contadi Castaldi, che rappresenta l’ideogramma di una catasta di bottiglie lasciate orizzontalmente a riposare.

Satèn 2009 - Contadi Castaldi
Satèn 2009 – Contadi Castaldi

Osservate bene il fondo della bottiglia e lo spazio tra quattro di esse, e il logo vi salterà agli occhi.

Esperienza unica.

Il Cori Bianco “Illirio” di Cincinnato

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Continuiamo a parlare di vini bianchi e soprattutto di vini bianchi non adatti ad un semplice aperitivo.

L’Illirio dell’azienda Cincinnato, un Cori Bianco prodotto da un uvaggio composto da Malvasia del Lazio (40%), Bellone (30%) e Trebbiano (30%), è un bianco di medio corpo, delicato, con una media persistenza all’assaggio.

illirio
L’Illirio … dal nome del Colle

 

Un vino che ricorda al profumo i fiori di campo, in particolar modo le margherite, la frutta secca, come le mandorle e le nocciole; si colgono anche delle note agrumate di limone e pompelmo.

pompelmo giallo
Un pompelmo giallo

Un vino piacevolmente equilibrato, con una media freschezza e una buona sapidità.

Sicuramente un vino che si adatta bene a dei piatti di pesce al forno magari con un contorno di verdure, oppure sfilettati e saltati in padella.

Avendolo già provato in precedenza con degli antipasti, precisamente delle bruschette con pomodoro grigliato e polpo, ho voluto provarlo stavolta con un piatto un po’ più strutturato: i calamari ripieni.

Quest’ultimo abbinamento è riuscito ad esaltare il corpo e il sapore del vino e a migliorarne la persistenza.

Con il primo abbinamento il vino andava a coprire i sapori delle bruschette, pur non alterandone il sapore.

Sicuramente un vino spendibile in ogni occasione in cui si vuole gustare un buon pesce non troppo elaborato.
Da evitare, nell’abbinamento con questo vino, le carni di pesce troppo grasse come ad esempio il salmone e quelle decisamente più “importanti” come ad esempio il pesce spada e il tonno.

Quasi dimenticavo: il prezzo è assolutamente competitivo, intorno ai 6 Euro … il che di certo non guasta.

Ho trovato il prodotto nello scaffale di Eataly, nella sezione dei vini del lazio che ovviamente qui a Roma è stata ben rimpinguata. Comunque è un vino che si può trovare anche su molti siti online dedicati al vino.

Buon assaggio!

I Vini per San Valentino

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San Valentino si avvicina (brrr)! Invece di girare per locali super affollati, ristoranti gremiti, perché non regalare a chi vogliamo una cenetta rilassante a casa, senza folla, condita con un buon vino?

Dopo un ultimo San Valentino, alcuni anni fa, passato ad attendere ore pur di mangiare in un ristorante preso d’assalto) … e alla fine mangiando pure poco e male, questa è sempre stata la mia tattica: scelgo cosa mangiare e ci abbino il vino che più mi piace, sicuramente con la felicità di chi festeggia con me.

Da qui l’idea di proporre alcune ricette e vini specificamente pensati per un menù di San Valentino.

Magari non per tutti è possibile festeggiare in questo modo ma è sicuramente un’opzione più libera che permette di scegliere come e cosa bere e mangiare e soprattutto quanto spendere.

Poi, se non interessa festeggiare San Valentino, si può sempre sfruttare l’occasione per celebrare qualcos’altro!

Vediamo quindi insieme alcune proposte gustose e romantiche per una cena un po’ speciale … evitando magari i salassi! 🙂

Tartine di Burrata, Mortadella al Pistacchio e chicchi di Melograno

tartine burrata mortadella e melograno
Tartine con burrata, mortadella e melograno

Un antipastino sicuramente semplice semplice ma mooolto sfizioso, difficile resistere a tartine di questo tipo.

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Il Berlucchi ’61

Forse non troppo romantiche ma di sicuro effetto e di stagione!

Ad un antipasto così ci si può abbinare un bel Franciacorta Berlucchi ‘61: uno spumante decisamente saporito, in grado di contrastare anche con la sua effervescenza, la grassezza delle tartine e ad aggiungere quel tocco di sapidità in più all’antipasto.

Si tratta di un Franciacorta veramente diffuso, lo potete trovare anche nei supermercati Conad … tuttavia se si cerca nelle enoteche si trova ad un prezzo sicuramente minore e a volte è pure in offerta a prezzi decisamente accessibili. Qui ad esempio lo trovate al prezzo di 12,90€.

Un abbinamento sicuramente da provare anche solo per l’ottimo rapporto qualità prezzo di questo Franciacorta.

Come primo piatto, se si opta per una pasta, si possono provare delle bavette con crema di tartufo e funghi trifolati. Non è per forza necessario utilizzare un tartufo fresco (anche se ovviamente sarebbe l’ideale), ma si possono scegliere delle salse già pronte … alcune hanno veramente un buon quantitativo di tartufo all’interno: quindi l’unico consiglio prima di acquistarla è quello di leggere gli ingredienti sulla confezione.

gewürztraminer san michele appiano
Il gewürztraminer di San Michele Appiano

Ad un piatto così profumato e saporito si può abbinare un Gewürztraminer: quello provato da me con questa pietanza è il Gewürztraminer, annata 2013, della Cantina alto-atesina San Michele Appiano.

Un Gewürztraminer dai bei profumi che ricordano la frutta esotica, i fiori di rosa e di glicine, le mandorle, con alcune note vegetali di eucalipto e leggeri sentori minerali. Un vino sicuramente sapido e abbastanza fresco, con una buona morbidezza.
Un vino dotato di un bel profumo e di una buona persistenza che lo rende adatto ad accompagnare una pasta tartufata … basta non esagerare con il tartufo. Anche la stessa struttura del prodotto e il suo tenore alcolico ben si prestano ad accompagnare un primo piatto strutturato.

Anche questo vino è facilmente reperibile online, ad un prezzo di circa 10-13 Euro.

Qui ad esempio lo si può trovare a circa 10€.

Passiamo ad i secondi … uno di pesce e uno di carne, a seconda delle preferenze!

Gamberi rossi al lardo con mele, primo sale di capra e foglie di ricciola

Per accompagnare questo piatto serve un vino sicuramente bianco, con un buon tenore alcolico, in grado di reggere la succulenza del piatto.

Serve anche un vino con dei profumi abbastanza evidenti e una buona persistenza, dato che il lardo, le mele e gli scampi, con riduzione al miele, hanno degli aromi piuttosto spiccati.

sauvignon lahn - san michele appiano
Sauvignon Lahn di San Michele Appiano

Si dovrebbe scegliere anche un bianco abbastanza morbido, in grado appunto di tenere a bada la sapidità e la tendenza acida del piatto, per la presenza del lardo e delle mele.

Soprattutto serve un vino sicuramente fresco, con una buona acidità quindi, per riequilibrare la forte tendenza dolce del piatto, data dai gamberi, il lardo e il primo sale.

Per una preparazione di questo tipo consiglierei il Sauvignon Lahn, annata 2013, ancora una volta della Cantina San Michele Appiano:
un vino profumato, con sentori di pesca e albicocca, note floreali di glicine e vegetali di foglia di pomodoro.

Un prodotto sicuramente caratterizzato da una buona acidità e da una buona sapidità. All’assaggio è sicuramente piacevole e persistente.

Questo Sauvignon si può trovare facilmente, da Eataly, nelle Enoteche del Gruppo Bernabei e ovviamente su molti siti online.

Ho acquistato questo vino da Bernabei, dove il prezzo del prodotto è di 11,90€.

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La ricetta dei gamberi rossi al lardo con mele, primo sale di capra e foglie di ricciola

Come secondo di carne, si può proporre un piatto delicato e non troppo pesante, come ad esempio degli “straccetti di manzo con cuore di fiori di zucca, su salsa al Castelmagno.

valpolicella superiore ripasso zonin
L’etichetta del Valpolicella Ripasso sup. di Zonin

Per questo secondo piatto un ottimo abbinamento, verificato con moolto piacere, è quello con il Valpolicella Superiore Ripasso 2012 dell’Azienda Zonin.

Si tratta di un vino con netti sentori fruttati di lamponi e ciliegia, lievemente speziato e vegetale, con leggere note di cacao.
E’ un vino sicuramente morbido, con tannini ben presenti ma comunque delicati e soprattutto è dotato di una buona freschezza che lo rende ottimo per accompagnare la tendenza dolce di questi straccetti.

La sapidità è nella media e pertanto non va ad amplificare quella netta della salsa al castelmagno.

Il prezzo del prodotto è ottimo e si aggira intorno ai 12-13 euro.

E’ un vino facilmente reperibile in molte enoteche, ma può essere anche acquistato online, ad esempio qui.

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La ricetta degli straccetti di manzo con cuore di fiori di zucca, su salsa al Castelmagno

Infine parliamo del dolce!

Brachetto d’Acqui 36
Il Brachetto d’Acqui 36!

Perché non provare un semifreddo alle fragoline di bosco o ai lamponi con una vendemmia tardiva di Brachetto?

dessert_lamponi
Un delizioso semifreddo con fragoline!

 

Splendido l’abbinamento con il Brachetto d’Acqui 36, annata 2012, dell’azienda Isolabella della Croce che esalta il dolce attraverso i suoi profumi di rosa e fragola.

Una vendemmia tardiva che comunque mantiene una buona freschezza in grado di contrastare la grassezza del semifreddo e un tenore alcolico e una struttura che ancora non lo coprono.

Ho acquistato questo vino, trovandolo su una scaffale di Eataly al prezzo di 16€.

 

Eh si, i vini dolci in media hanno prezzi più alti … ma in fondo bisogna pur chiudere in dolcezza e con quest’ultimo abbinamento di sicuro la serata termina ottimamente!

Il Barolo nel Cuore

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Ecco che nell’ultimo week-end di Febbraio si presenta una bella occasione per conoscere più da vicino il Barolo e i suoi luoghi di produzione.

Dal 28 Febbraio all’1 di Marzo il Radisson Blu Hotel, in Via Filippo Turati 171, ospita l’evento “il Barolo nel Cuore”: banchi d’assaggio e numerosi seminari saranno presenti in entrambe le giornate.

Il costo d’ingresso è sempre di 20€, 30€ per chi si iscrive ad entrambe le giornate.

L’accesso ai seminari avviene previa prenotazione, mentre per l’evento basta presentarsi ai banchi d’accettazione nella hall dell’hotel Radisson, anche il giorno stesso.

E’ comunque possibile prenotare l’ingresso e la partecipazione ai seminari direttamente online, nello shop del sito, a questo link.

grappoli di nebbiolo
Grappoli di Nebbiolo

Questi i Produttori e i Vini in degustazione ai Banchi d’Assaggio:

Anselma Giacomo: Barolo Vigna Rionda 2009.

Aurelio Settimo: Dolcetto d’alba Doc 2012, Langhe Doc Nebbiolo 2008, Barolo Rocche dell’Annunziata 2009/2008/2004, Barolo Riserva Rocche 2004.

Batasiolo: Barolo Briccolina 2001, Barolo Cerequio 2005, 2006, 2007, 2008, Barolo Boscareto 2005, Barolo Bofani 06, Barolo classico 2010

Bosco Agostino: Barolo Neirane 2009/2010, Barolo La Serra 2009/2010, Barbera d’Alba Volupta 2011.

Brezza Giacomo: Langhe Nebbiolo 2012, Barbera d’Alba Superiore 2011, Barolo 2010, Barolo Sarmassa 2010, Barolo Cannubi 2009, Barolo Sarmassa 2008.

Bussia Soprana: Barolo Bussia, Barolo Vigna Mosconi, Barolo Vigna Colonnello, Barolo Gabutti.

Ca Brusà: Dolcetto d’Alba, Barbera d’Alba, Langhe Nebbiolo, Barolo Vigna’d Vai 2009, Barolo Vigna’d Vai 2004

Cascina Massara: Barbera d’Alba 2011, Verduno Pelaverga 2012, Barolo Massara 2009.

Ceretto: Barolo 2008 Bricco Rocche, Brunate de La Morra 2005, 2006, 2008, 2009, Nebbiolo 2011 Bernardina.

Germano Ettore: Barolo Bricco Cerretta 2008, Barolo Prapò 2006.

Marcarini: Barolo la Serra 1997.

Mascarello Giuseppe: Barolo Vigneti di Proprietà 2009, Barolo Villero 2009, Barolo Santo Stefano 2009, Barolo
Monprivato 2009.

Massolino: Barolo Vigna Rionda Riserva 2007, Barolo Parafada 2009, 2010, Barolo Margheria 2009, 2010, Barolo Parussi 2009, 2010, Langhe Chardonnay 2012.

Palladino: Barolo Serralunga 2009, Barolo Parafada 2009, Barolo Ornato 2009.

Porro Guido: Barolo 2009.

Prunotto: Barolo Bussia 2008, Barolo 2010, Bric Turot 2009, Barbaresco 2011, Barolo Vigna Colonnello Bussia Riserva 2008, Nebbiolo Occhetti 2011.

Roddolo Flavio: Barolo 2007.

Rocche Costamagna: Barolo Rocche dell’Annunziata 2010, Barolo Rocche dell’Annunziata Riserva 2007, Langhe Nebbiolo 2011, Barbera d’Alba Superiore 2010.

Rosso Gigi: Barolo Arione 2004.

Sordo Giovanni: Barolo Rocche di Castiglione 2001-2008-2010, Barolo Gabutti 2008, Barolo Parussi 2009, Barolo Perno 2009-2010 .

Monferrato: Cantina Tre Secoli.

 

I Seminari

Quelli riportati di seguito sono i seminari in programma, davvero interessanti, sempre acquistabili online, a questo link.

Nella descrizione dei seminario manca ancora l’elenco dei vini in degustazione di cui comunque conosciamo i produttori: Castello di Verduno, Tommaso Canale, Cavaliere Accomasso, Cavallotto, Ettore Germano, Aurelio Settimo, Agostino Bosco, Sordo Giovanni, Mascarello Giuseppe, Brezza Giacomo, Massolino, Batasiolo, Bussia Soprana.

Seminari nella giornata di Sabato 28 febbraio

Ore 15:00

I terroirs e le zone del barolo

Relatore Marco Cum

Ore 18:00

I Grandi Cru di Barolo secondo la tradizionale mappa del 1979 delle grandi vigne del Barolo tracciata dall’Azienda Renato Ratti

Relatore: Marco Cum

Seminari nella giornata di Domenica 1 marzo

ore 14:00

Confronto tra Barolo e Nebbioli dell’alto Piemonte: Boca, Lessona, Carema, Fara

Relatore: Andrea Petrini

ore 17:00

Focus sulla Vigna Rionda. Degustazione comparata dei Barolo Vigna Rionda: il riflesso di un terroir di eccezione nelle microzone di un’unica grande vigna

Relatore: Armando Castagno

 

 

vigneti nebbiolo a Barolo
Vigneti di Nebbiolo a Barolo

Sicuramente dovrò prepararmi una lista … impossibile provarli tutti!

Difficilmente a Roma ho trovato degustazioni così mirate alla produzione del Nebbiolo, in tutte le sue sfumature, e dedicate in specifico alla produzione del Barolo.

Un evento di degustazione impegnativo ma che non posso lasciarmi sfuggire.

La Fattoria Casetto dei Mandorli

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La visita alla Fattoria “Casetto dei Mandorli”, a Predappio Alta e la compagnia di Alessandro Nicolucci sono un’esperienza che suggerisco molto caldamente: troverete oltre agli ottimi vini, la tipica ospitalità e cortesia romagnola.

Siamo in una delle zone migliori del Sangiovese di Romagna, dove addirittura sono stati ritrovati statuti comunali, risalenti al 1300, che definivamo le modalità di raccolta, i limiti territoriali e le tecniche di potatura. Dieci ettari di terreno, dove oltre il 90% sono di Sangiovese, mentre nel 10% rimanente troviamo Refosco dal Peduncolo Rosso e un po’ di Merlot.

Terreni ottimamente drenanti, argilloso-calcarei, con venature di zolfo (ci sono ancora le miniere di zolfo, usate oggi per la stagionature del formaggio di grotta, non quello di fossa, per cui dobbiamo spostarci fino a Sogliano).

I vigneti si trovano tra i 300 e i 400 metri, con esposizione sud/sud-est, e riparati dal vento freddo del nord dall’orografia naturale.

E’ zona di sangiovesi importanti, usati addirittura come tagli talvolta: ottima acidità, tannini vivaci, che sono poi tutti aspetti che ci assicurano sulle fortunate evoluzioni e durate di questi vini.

I Mandorli, Tre Rocche e il famoso Predappio di Predappio, cru proveniente dalla “Vigna del Generale”, sono tutti Sangiovese in purezza, mentre l’altro rosso Nero di Predappio è un uvaggio di Sangiovese grosso e Refosco dal peduncolo rosso (e’ stato verificato che questo Refosco è un clone del Terrano, vitigno tipico del Carso).

Tecnica di allevamento a cordone speronato, con distanza tra le piante di circa 80 cm, di circa 2 metri tra I filari e resa contenuta entro i 2 Kg per pianta. I Mandorli e le Tre Rocche usano Sangiovese grosso (clone R24), fanno un affinamento in botte grande 10/40 hl, secondo tempi e modalità diverse, quindi riposano in bottiglia. Entrambi sono Sangiovese di Romagna Superiore; o anzi come il recente cambiamento di disciplinare prevede: Romagna, Sangiovese Superiore.

Il Predappio di Predappio, Sangiovese di Romagna Riserva, impiega Sangiovese piccolo (tipico di Predappio Alta), caratterizzato da acini allungati, grappolo spargolo che sgronda bene l’acqua, limitando la possibilità di muffe e altri possibili deterioramenti sanitari. Fermentazione con lieviti autoctoni o selezionati, in funzione delle annate e dell’evoluzione climatica; macerazione sulle bucce intorno ai 6/7 gg per i Mandorli, 10/12 gg per le Tre Rocche e intorno ai 20gg per il Predappio di Predappio. Vendemmia che avviene tra l’ultima settimana di settembre e l’ultima di ottobre, e che permette un totale di circa 70.000 bottiglie.

Per finire una nota sull’arcinota “Vigna del Cavaliere”, il cru da cui proveniente la Riserva Predappio di Predappio e il cui nome deriva dal fatto che il proprietario fosse un generale dell’esercito che la vendette al nonno dell’attuale proprietario, Amedeo, che al tempo era mezzadro.

E’ la vigna con l’esposizione migliore, acquistata oltre 90 anni fa e rinnovata oggi completamente, sempre con lo stesso clone originario e con un’età media di circa 15 anni. Estensione 3 ha. Oltre al Sangiovese in purezza troviamo anche il Nero di Predappio, uvaggio di 90% Sangiovese e 10% di Refosco e un vino passito, Passolo, che nasce da una selezione di uve Trebbiano dalla fiamma e di Albana, le cui uve vengono lasciate ad appassire in graticci per due mesi, per essere poi fermentate ed affinate in caratelli di legno.

Il Vino e i suoi Accessori Essenziali

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Anche nel settore degli accessori “vinosi” il mercato attuale punta spesso al senso fashion che ormai avvolge il mondo del vino italiano, proponendo ogni anno strumenti e gadget dal packaging e dalla forme accattivanti.

Molti sono veramente splendidi da guardare … ma la bellezza è spesso la loro unica qualità.

In altri casi i gadget vengono spacciati come  “fescion” (e costosi!) ma anche come indispensabili … ma solo il primo aggettivo gli si addice.

Quindi vediamo quali strumenti sono veramente utili per gli appassionati egli amanti del vino ma anche per chi ha solamente voglia di aprire, utilizzare e conservare una bottiglia in maniera appropriata.

In questo post cominciamo quindi a parlare di …

 

Accessori Essenziali

Una bottiglia di vino va aperta! Eh si, per compiere questa semplice operazione serve un cavatappi … ce ne sono di   tanti tipi, ma il migliore, il più pratico, comodo e soprattutto di dimensioni contenute è questo!

apribottiglie

Dotato di cavatappi (o verme) e lametta taglia capsula.

Sicuramente una versione più elegante di questa!cavatappi_old

 

 

 

I Wine Savers … ovvero le pompette salva vino

Spesso può capitare che una bottiglia di vino non finisca … magari se ne sono aperte diverse, oppure le persone hanno deciso di bere poco o ancora non hanno gradito il vino (sob); qualunque sia il motivo una bottiglia va chiusa bene affinchè il vino si mantenga e non si ossidi nel giro di pochi minuti.

Per richiudere una bottiglia e salvaguardare un vino per i giorni successivi  esistono i wine savers, che non sono altro che delle piccoli strumenti che aspirano l’aria dalle bottiglie, ritardando il fenomeno di ossidazione che avviene normalmente una volta che si apre una bottiglia.

Basta inserire la pompetta nel collo della bottiglia e aspirare finchè non sentiamo resistenza. A quel punto il vino è salvo … almeno per un po’.

La pompetta “salva vino”  viene normalmente venduta insieme a dei tappi ermetici per la chiusura a pressione delle bottiglie.
In genere questi tappi sono fatti apposta per essere usati insieme alla pompetta: si applica prima il tappo e poi si utilizza su di questo la pompetta.

Devo dire che trovo questi wine savers piuttosto validi. Ho provato la pompetta della Pulltex, questa qui  che funziona anche da tappo e devo dire che riesce a mantenere discretamente un vino per altri due giorni dall’apertura.

Anche i vini spumantizzati mantengono l’effervescenza fino a due giorni.

Mi sembra una soluzione nettamente migliore rispetto al semplice utilizzo dei tappi stopper che sinceramente, da quello che ho potuto notare, proteggono il vino per meno tempo, specie se si tratta di uno spumante.

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Il Salvagoccia (Drop Stop)

Se non si vuole girare per il tavolo a servire il vino ad ogni commensale, muniti di torciolo asciuga goccia, è opportuno usare un drop stop per ogni bottiglia: un beccuccio molto pratico, in alcuni casi anche usa e getta, che va inserito nel collo della bottiglia per evitare che le gocce vadano a macchiare la tovaglia o qualcos’altro.

In realtà come salvagoccia spesso si intendono sia i pourer sia i collarini.

Il pourer aiuta a versare il vino senza creare le malefiche gocce, mentre il collarino serve a catturare le gocce prima che vadano a macchiare.

 

I Refrigeratori

Un accessorio molto utile ed economico per portare il vino a temperatura (e mantenercelo!) è il refrigeratore a strappo: basta metterlo nel freezer qualche ora prima e poi avvolgerlo attorno alla bottiglia, almeno mezz’ora prima se il vino non è già freddo.

Un accessorio magari meno bello di una glacette ma sicuramente più comodo … non abbiamo bisogno di procurarci del ghiaccio e non dobbiamo mettere a tavola accessori ingombranti e … sgocciolanti.

Molti dei refrigeratori hanno anche un design e delle stampe accattivanti.

 

I Set Vino Base

Uno dei set base da vino più completi, a mio parere, è quello della VacuVin.

C’è tutto quello che serve! Spesso nei set già pronti manca sempre qualcosa di essenziale: magari c’è la pompetta ma non il tappo a chiusura ermetica, spesso non c’è il salvagoccia.

In questo set c’è anche il refrigeratore … cosa comoda anche perché non si trova quasi mai incluso in questi set e spesso tocca comprarlo a parte spendendo minimo altri 10 Euro.

Qui trovate il post sugli accessori per gli advanced wine lovers!

Il Brunello Vigna del Fiore

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Il Vigna del Fiore della Fattoria dei Barbi è un Brunello veramente in grado di accontentare i gusti di molti in fatto di rossi strutturati e importanti.

Un Brunello sicuramente diverso e particolare quello prodotto con le uve di questo podere, conosciuto come “il Fiore” da tempi immemori e coltivato fin dal 1500 a vite: il vino prodotto con le uve provenienti da questo cru presenta infatti dei tannini molto più delicati e una morbidezza molto più evidente, rispetto a quella che si aspetterebbe da molti Brunelli.

I profumi sono netti di ciliegia in confettura, sottobosco, humus, cuoio, note speziate dolci con sentori di cannella di vaniglia.

confettura ciliegie cannella e vaniglia
alcuni sentori …

Un vino dalla struttura importante che ha bisogno di essere accompagnato da carni rosse di lunga cottura, succulenti e salsate: ad esempio, avendolo già assaggiato presso l’azienda e conoscendone le caratteristiche generali, ho deciso di provarlo con uno stracotto di manzo al marsala.

Un vino che si sposa molto bene anche solo con dei formaggi stagionati di contorno al secondo.

L’ho provato ad esempio con dei cubetti di parmigiano, stagionato solo 32 mesi, e con un assaggio di castelmagno e devo dire che in entrambi i casi il risultato è stato gradevole.

Un vino per un’occasione importante o adattissimo per fare un regalo (sicuramente gradito).

Il prodotto è reperibile online qui, al prezzo di 38€.