BWined - Pagina 33 di 40 - Tutto sull'Abbinamento Cibo Vino

Visita all’Azienda Michele Calò e Figli

Continuiamo con le visite alle cantine salentine: dopo una realtà biodinamica e una di grandi dimensioni, passiamo alla scoperta di una di quelle aziende famigliari caratterizzata da una storia di sacrifici e di successo, che vale la pena raccontare.

Si tratta dell’Azienda Michele Calò e Figli di Tuglie (LE), nel cuore del Salento. Nasce nel 1954, fondata da Michele Calò, prematuramente scomparso qualche anno fa.

I suoi vini furono anche chiamati: “i vini del minatore”.

Infatti negli anni dell’immediato dopoguerra la crisi lo spinse ad emigrare in Francia, al pari di tanti altri connazionali, per lavorare nelle miniere. Raggiunto un decente gruzzoletto decise di investirlo nelle terre dove era nato, nella produzione e commercializzazione del vino. Agli inizi, il suo principale mercato era la Lombardia, Milano e il suo hinterland, dove vendeva il vino sfuso, proprio o acquistato da terzi.

A quei tempi, nella lontana Milano, il primitivo, il negroamaro o l’aglianico erano anche un modo per far sentire un po’ più a casa tanti emigrati dal Sud.

Oggi l’azienda è retta dai figli Giovanni e Fernando, produce circa 150.000 bottiglie/anno a fronte di una quarantina di ettari vitati. Giovanni, che con il suo simpatico accento meneghino, ci dice di essere nato in un’osteria a Milano, ci accompagna durante la visita insieme a Marco, il cantiniere.

Oggi il loro mercato di riferimento è Italia e Puglia, anche se sono presenti su diversi mercati esteri.

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Abbinando un ottimo Franciacorta: il Ferghettina Brut

Non temete! Non mi sono scordata delle amate “bollicine”.

Tra vini rossi gustosi e persistenti e i bianchi freschi e saporiti, ho trovato perfettamente il tempo di incastrare qualche degustazione e prova di abbinamento riservata agli amatissimi vini spumeggianti.

Che sia sinonimo di Prosecco, di Franciacorta, di Champagne, di Trento DOC o di altre denominazioni ancora, il vino spumeggiante è uno di quei prodotti immancabili della stagione estiva.

Per molti ormai uno dei vini simbolo della categoria “spumanti” è senz’altro il Franciacorta: un termine che non richiama semplicemente la freschezza delle bollicine ma anche i sapori di un intero territorio e un gusto strutturato, fresco e sapido che va proprio bene a ogni ora di ogni giorno.

Sembra proprio che non si possa fare a meno delle bollicine del Franciacorta … una tendenza, in termini di consumi e visibilità del prodotto, che cresce di anno in anno tra gli amanti del vino e i curiosi – provate a visitare il padiglione del Franciacorta al Vinitaly! – e che ha portato a dichiarare la produzione di Franciacorta simbolo di questa EXPO 2015 milanese.

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Visita all’Azienda Valle Reale

Appena passata la Valle Peligna, lasciando Sulmona sulla destra e attraversando le affascinanti gole di Popoli, dopo aver costeggiato per qualche chilometro il fiume Pescara (il più lungo d’Abruzzo), si arriva nel paese di Popoli.

Si comincia a salire e, dopo circa tre chilometri, si incontra un altopiano, a circa 450 metri, dove ci sono i vigneti e la cantina Valle Reale.

Il paesaggio è bellissimo e le vigne, o meglio i cru più famosi, accolgono con fierezza il visitatore, ognuna di esse descrivendosi e presentandosi con dei cartelli che ne raccontano la storia e le caratteristiche.

L’azienda Valle Reale nasce per opera di un giovane veronese, Leonardo Pizzolo, che si appassiona di questo territorio, rileva le vigne esistenti a Popoli, quali ad esempio il cru san Calisto e, successivamente, si estende anche a Capestrano e Ofena.

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Il Vermentino di Gallura e il Vermentino di Sardegna: gli Abbinamenti con il Cibo

Visto che il caldo sembra ancora non voler mollare del tutto la presa, non ci resta che cavalcare questa torrida estate godendoci ciò che la bella stagione può offrirci: belle giornate e le fresche acque del mare.

Per tutti i fortunati che hanno trovato refrigerio tra le onde e le acque cristalline che cosa può completare una bella giornata di vacanza se non un piatto di ottimo pesce da gustare in compagnia?

E parlando di piatti marini non si può non menzionare uno dei vini italiani “da pesce” per eccellenza.

E per i secondi di pesce che si fa?

astice
Astice!

Figlio del mare è sicuramente il Vermentino di Gallura e il suo parente più stretto, il Vermentino di Sardegna, entrambi grandi vini bianchi italiani da pesce.

Vini “da pesce” perché le loro caratteristiche organolettiche si sposano splendidamente per accompagnare ogni pietanza caratterizzata da ingredienti con questa specifica provenienza: sono vini che danno il meglio in abbinamento ai profumi salini, freschi, delicati e tendenzialmente dolci dei crostacei, dei frutti e dei pesci di mare.

Tuttavia, a seconda del piatto di pesce che vogliamo assaggiare, possiamo trovare il Vermentino Sardo che meglio può valorizzarlo.

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Il Vermentino di Gallura Canayli: il Vino dell’Estate

Decisamente uno dei vini di questa torrida estate 2015.

Canayli - Etichetta
Canayli – Etichetta

Se non avete ancora avuto modo di provare questo Vermentino di Gallura Superiore, leggete questo breve articolo e sicuramente vi verrà voglia di trovarlo e berlo fino all’ultima goccia!

Non vi preoccupate, è semplice da reperire 😉

Anche solo considerando l’ottimo rapporto qualità prezzo è un Vermentino che merita di essere provato non una ma più volte … senza ombra di dubbio!

Già menzionato nell’articolo dedicato ai Vermentini sardi, il Canayli 2014 della Cantina Gallura è veramente uno di quei Vermentini che più facilmente riesco ad abbinare.

Se quindi cercate un ottimo vino da pesce, a un prezzo modico, che possa accompagnarvi per un’intera cena, senza crearvi problemi o dubbi, ebbene il Canayli di Cantina Gallura è ciò che fa per voi.

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Visita all’azienda Gaetano Morella

L’Azienda di Gaetano Morella è una delle realtà biodinamiche più interessanti nella zona di Manduria (Taranto), cuore del primitivo pugliese.

E’ un’azienda di dimensioni contenute rispetto alle grandi realtà della Puglia: “solo” una ventina di ettari, di cui tredici circa di primitivo, allevato ad alberello con vigne che vanno dai 45 agli 80 anni di età.

La rimanente parte è a spalliera, per metà ancora con vitigni a bacca rossa, primitivo e malbek, e per metà con vitigni a bacca bianca: fiano campano.

Il malbek (con il k finale, alla pugliese e non il ch alla francese) fu introdotto dai francesi ed era già presente nel passato in queste zone, tanto da essere addirittura previsto come vitigno complementare in diverse DOC. A oggi è diffuso in tre macro zone: Castel del Monte, Squinzano e appunto Manduria.

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L’Est, Est, Est le Pòggere di Falesco

L’estate chiama senza dubbio vini bianchi, specie per chi sta al mare o al lago, cercando refrigerio dal caldo.

Quindi se una buona Barbera d’Alba può essere la compagna desiderata di una cena tra le montagne della Val Badia, un buon bianco delicato e profumato come l’Est, Est, Est le Pòggere di Falesco è quello che ci vuole per la un’estate cittadina.

Etichetta Le Poggere 2014
Etichetta Le Poggere 2014

L’estate è proprio quel momento in cui si cerca una cucina veloce, fatta di ingredienti freschi e cotture brevi, si prediligono contorni a base di frutta fresca e verdure, come una bella insalata con ananas e songino, e alimenti che sono buoni anche crudi o con una preparazione minima, come una bella tartare di salmone e avocado o un’insalata di riso e polpo.

Ecco allora che l’Est, Est, Est le Pòggere di Falesco, annata 2014, si presta splendidamente ad accompagnare una cena o un aperitivo a base di pesce con contorni di frutta e verdure.

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Visita alla Cantina Francesco Candido

L’Azienda vitivinicola Francesco Candido è una di quelle che ha fatto la storia del vino pugliese. Nasce nel 1929, a San Donaci (Brindisi) dove ci sono ancora parti dell’antica sede, sebbene lasciate per sole ragioni storiche.

Candido rappresenta oggi una realtà moderna e dinamica, sebbene sempre attenta alle tradizioni, che opera su due stabilimenti: San Donaci e Guagnano (Lecce), nato nel 1990.
A Guagnano avviene la prima fase della lavorazione del vino, mentre affinamento, imbottigliamento e commercializzazione avvengono a San Donaci: sede storica dell’Azienda, ubicata nella culla del vitigno negroamaro, nel centro della DOC Salice Salentino.

La mia visita si svolge a San Donaci, la sede storica, e parte dalla visita alla prima bottaia, dove troviamo barrique di Allier a grana fine e media tostatura, oltre a botti di diverse capienze.

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Visita all’Azienda Josetta Saffirio

Uno degli aspetti migliori di queste vacanze langarole, ahimè ormai finite, è stata la possibilità di conoscere aziende vitivinicole e prodotti nuovi, difficilmente reperibili a Roma e che, almeno in questo Vinitaly, ancora non avevo avuto modo di provare.

In realtà, già durante la progettazione della vacanza, avevo puntato l’azienda Josetta Saffirio, per la particolarità dei prodotti offerti, il suo spirito rivolto a un futuro consapevole della produzione vitivinicola e la relativamente giovane età della produzione, seppur consolidata nel territorio da decenni.

Un’azienda giovane e antica allo stesso tempo che presenta prodotti in grado di rispecchiare proprio questa specifica volontà, insieme ai profumi e ai sapori del suo “speciale” territorio.

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Il Langhe Bianco di Josetta Saffirio

Ecco che vi parlo del Langhe Bianco, annata 2012, di Josetta Saffirio, a base di uve Rossese, uno degli ultimi bianchi che ho provato con maggior piacere.

Un bianco particolare e affascinante di cui difficilmente si può dimenticare il sapore.

Un bianco che nonostante le sue classiche note di freschezza e sapidità si mostra pienamente adatto ad accompagnare piatti di grande sapore e di buona struttura.

Etichetta Rossese Bianco Josetta Saffirio
Etichetta Rossese Bianco Josetta Saffirio

A mio parere non si tratta di un classico “Bianco da pesce”, pietanze con cui di solito, parlando di vini bianchi, si pensa di andare sul sicuro.

I profumi delicati del vino, che richiamano soprattutto i fiori di camomilla, le margherite, e i sentori vegetali e fruttati della salvia, degli agrumi e della pesce bianca, non suggeriscono affatto la pienezza strutturale del prodotto che ha un corpo veramente notevole e che di certo non userei mai per un aperitivo o un antipasto leggero a base di pesce.

All’assaggio è sicuramente un bianco intenso e saporito, con una forte componente sapida e una buona spalla acida.

Allo stesso tempo è un vino di grande morbidezza: non si percepisce affatto quella netta pungenza, data dall’acidità, che spesso troviamo nei vini bianchi che si abbinano bene ai primi piatti a base di pesce o di crostacei.

Le componenti dure sono pienamente equilibrate e sostenute da un’ottima struttura e una buona componente alcolica.

 

Abbinando il Langhe Bianco di Josetta Saffirio

Parliamo in dettaglio dell’abbinamento!

Si tratta di un vino che sicuramente si può accompagnare bene a dei secondi a base di carni bianche, anche insaporite con delle salse dal gusto deciso.

Personalmente l’ho trovato ottimo con un vitello tonnato.

Nonostante la presenza della salsa tonnata, componente potenzialmente insidiosa in un abbinamento cibo-vino, il Langhe Bianco di Josetta Saffirio riesce a equilibrare tutti i sapori della pietanze e a diventare più persistente e piacevole.

Spätzle formaggio e cipolla croccante
Spätzle formaggio e cipolla croccante

Allo stesso modo questo Langhe Bianco si presta bene ad accompagnare piatti speziati e ricchi di sapore, sia di carne sia di pesce sia a base di verdure: un risotto alla milanese, degli spätzle al formaggio e cipolla croccante, un pollo al curry, una focaccia con cipolle e funghi, un tortino gamberi e capperi.

Interessante è proprio la capacità di questo vino di smorzare la pungenza di quei sapori che a volte emergono con forza dai piatti, data ad esempio dalla presenza di quegli ingredienti o salse dal sapore intenso, come ad esempio proprio le cipolle e i capperi, la maionese, la salsa tartara, la salsa rosa, ecc.

Straccetti di pollo con cipolle
Straccetti di pollo con cipolle

L’accortezza per un ottimo abbinamento è quella di considerare non solo la morbidezza del prodotto ma anche la sua intensità e struttura: se è vero che non dobbiamo temere ingredienti saporiti, maionesi e salse varie, con questo vino è ugualmente importante evitare abbinamenti con cibi dalla struttura troppo delicata come ad esempio può accadere con un cocktail di gamberi: il sapore e la consistenza dei gamberi così preparati, anche accompagnati dalla salsa rosa e dell’insalata, rischiano di sparire in confronto all’intensità di questo Langhe Bianco di Josetta Saffirio.

Se proprio lo vogliamo provare il Rossese Bianco di Josetta Saffirio con del pesce scegliamo di abbinarlo con un trancio di pesce spada alla tartara o con un insalata di riso con polpo e olive.

 

n.b. Per provare il Rossese Bianco di Josetta Saffirio potete facilmente acquistarlo sull’e-shop dell’azienda, all’ottimo prezzo di 11 Euro.