BWined - Pagina 30 di 31 - Tutto sull'Abbinamento Cibo Vino

Il Cori Bianco “Illirio” di Cincinnato

0

Continuiamo a parlare di vini bianchi e soprattutto di vini bianchi non adatti ad un semplice aperitivo.

L’Illirio dell’azienda Cincinnato, un Cori Bianco prodotto da un uvaggio composto da Malvasia del Lazio (40%), Bellone (30%) e Trebbiano (30%), è un bianco di medio corpo, delicato, con una media persistenza all’assaggio.

illirio
L’Illirio … dal nome del Colle

 

Un vino che ricorda al profumo i fiori di campo, in particolar modo le margherite, la frutta secca, come le mandorle e le nocciole; si colgono anche delle note agrumate di limone e pompelmo.

pompelmo giallo
Un pompelmo giallo

Un vino piacevolmente equilibrato, con una media freschezza e una buona sapidità.

Sicuramente un vino che si adatta bene a dei piatti di pesce al forno magari con un contorno di verdure, oppure sfilettati e saltati in padella.

Avendolo già provato in precedenza con degli antipasti, precisamente delle bruschette con pomodoro grigliato e polpo, ho voluto provarlo stavolta con un piatto un po’ più strutturato: i calamari ripieni.

Quest’ultimo abbinamento è riuscito ad esaltare il corpo e il sapore del vino e a migliorarne la persistenza.

Con il primo abbinamento il vino andava a coprire i sapori delle bruschette, pur non alterandone il sapore.

Sicuramente un vino spendibile in ogni occasione in cui si vuole gustare un buon pesce non troppo elaborato.
Da evitare, nell’abbinamento con questo vino, le carni di pesce troppo grasse come ad esempio il salmone e quelle decisamente più “importanti” come ad esempio il pesce spada e il tonno.

Quasi dimenticavo: il prezzo è assolutamente competitivo, intorno ai 6 Euro … il che di certo non guasta.

Ho trovato il prodotto nello scaffale di Eataly, nella sezione dei vini del lazio che ovviamente qui a Roma è stata ben rimpinguata. Comunque è un vino che si può trovare anche su molti siti online dedicati al vino.

Buon assaggio!

I Vini per San Valentino

0

San Valentino si avvicina (brrr)! Invece di girare per locali super affollati, ristoranti gremiti, perché non regalare a chi vogliamo una cenetta rilassante a casa, senza folla, condita con un buon vino?

Dopo un ultimo San Valentino, alcuni anni fa, passato ad attendere ore pur di mangiare in un ristorante preso d’assalto) … e alla fine mangiando pure poco e male, questa è sempre stata la mia tattica: scelgo cosa mangiare e ci abbino il vino che più mi piace, sicuramente con la felicità di chi festeggia con me.

Da qui l’idea di proporre alcune ricette e vini specificamente pensati per un menù di San Valentino.

Magari non per tutti è possibile festeggiare in questo modo ma è sicuramente un’opzione più libera che permette di scegliere come e cosa bere e mangiare e soprattutto quanto spendere.

Poi, se non interessa festeggiare San Valentino, si può sempre sfruttare l’occasione per celebrare qualcos’altro!

Vediamo quindi insieme alcune proposte gustose e romantiche per una cena un po’ speciale … evitando magari i salassi! 🙂

Tartine di Burrata, Mortadella al Pistacchio e chicchi di Melograno

tartine burrata mortadella e melograno
Tartine con burrata, mortadella e melograno

Un antipastino sicuramente semplice semplice ma mooolto sfizioso, difficile resistere a tartine di questo tipo.

berlucchi_brut
Il Berlucchi ’61

Forse non troppo romantiche ma di sicuro effetto e di stagione!

Ad un antipasto così ci si può abbinare un bel Franciacorta Berlucchi ‘61: uno spumante decisamente saporito, in grado di contrastare anche con la sua effervescenza, la grassezza delle tartine e ad aggiungere quel tocco di sapidità in più all’antipasto.

Si tratta di un Franciacorta veramente diffuso, lo potete trovare anche nei supermercati Conad … tuttavia se si cerca nelle enoteche si trova ad un prezzo sicuramente minore e a volte è pure in offerta a prezzi decisamente accessibili. Qui ad esempio lo trovate al prezzo di 12,90€.

Un abbinamento sicuramente da provare anche solo per l’ottimo rapporto qualità prezzo di questo Franciacorta.

Come primo piatto, se si opta per una pasta, si possono provare delle bavette con crema di tartufo e funghi trifolati. Non è per forza necessario utilizzare un tartufo fresco (anche se ovviamente sarebbe l’ideale), ma si possono scegliere delle salse già pronte … alcune hanno veramente un buon quantitativo di tartufo all’interno: quindi l’unico consiglio prima di acquistarla è quello di leggere gli ingredienti sulla confezione.

gewürztraminer san michele appiano
Il gewürztraminer di San Michele Appiano

Ad un piatto così profumato e saporito si può abbinare un Gewürztraminer: quello provato da me con questa pietanza è il Gewürztraminer, annata 2013, della Cantina alto-atesina San Michele Appiano.

Un Gewürztraminer dai bei profumi che ricordano la frutta esotica, i fiori di rosa e di glicine, le mandorle, con alcune note vegetali di eucalipto e leggeri sentori minerali. Un vino sicuramente sapido e abbastanza fresco, con una buona morbidezza.
Un vino dotato di un bel profumo e di una buona persistenza che lo rende adatto ad accompagnare una pasta tartufata … basta non esagerare con il tartufo. Anche la stessa struttura del prodotto e il suo tenore alcolico ben si prestano ad accompagnare un primo piatto strutturato.

Anche questo vino è facilmente reperibile online, ad un prezzo di circa 10-13 Euro.

Qui ad esempio lo si può trovare a circa 10€.

Passiamo ad i secondi … uno di pesce e uno di carne, a seconda delle preferenze!

Gamberi rossi al lardo con mele, primo sale di capra e foglie di ricciola

Per accompagnare questo piatto serve un vino sicuramente bianco, con un buon tenore alcolico, in grado di reggere la succulenza del piatto.

Serve anche un vino con dei profumi abbastanza evidenti e una buona persistenza, dato che il lardo, le mele e gli scampi, con riduzione al miele, hanno degli aromi piuttosto spiccati.

sauvignon lahn - san michele appiano
Sauvignon Lahn di San Michele Appiano

Si dovrebbe scegliere anche un bianco abbastanza morbido, in grado appunto di tenere a bada la sapidità e la tendenza acida del piatto, per la presenza del lardo e delle mele.

Soprattutto serve un vino sicuramente fresco, con una buona acidità quindi, per riequilibrare la forte tendenza dolce del piatto, data dai gamberi, il lardo e il primo sale.

Per una preparazione di questo tipo consiglierei il Sauvignon Lahn, annata 2013, ancora una volta della Cantina San Michele Appiano:
un vino profumato, con sentori di pesca e albicocca, note floreali di glicine e vegetali di foglia di pomodoro.

Un prodotto sicuramente caratterizzato da una buona acidità e da una buona sapidità. All’assaggio è sicuramente piacevole e persistente.

Questo Sauvignon si può trovare facilmente, da Eataly, nelle Enoteche del Gruppo Bernabei e ovviamente su molti siti online.

Ho acquistato questo vino da Bernabei, dove il prezzo del prodotto è di 11,90€.

ricetta_gamberi_rossi
La ricetta dei gamberi rossi al lardo con mele, primo sale di capra e foglie di ricciola

Come secondo di carne, si può proporre un piatto delicato e non troppo pesante, come ad esempio degli “straccetti di manzo con cuore di fiori di zucca, su salsa al Castelmagno.

valpolicella superiore ripasso zonin
L’etichetta del Valpolicella Ripasso sup. di Zonin

Per questo secondo piatto un ottimo abbinamento, verificato con moolto piacere, è quello con il Valpolicella Superiore Ripasso 2012 dell’Azienda Zonin.

Si tratta di un vino con netti sentori fruttati di lamponi e ciliegia, lievemente speziato e vegetale, con leggere note di cacao.
E’ un vino sicuramente morbido, con tannini ben presenti ma comunque delicati e soprattutto è dotato di una buona freschezza che lo rende ottimo per accompagnare la tendenza dolce di questi straccetti.

La sapidità è nella media e pertanto non va ad amplificare quella netta della salsa al castelmagno.

Il prezzo del prodotto è ottimo e si aggira intorno ai 12-13 euro.

E’ un vino facilmente reperibile in molte enoteche, ma può essere anche acquistato online, ad esempio qui.

ricetta_straccetti
La ricetta degli straccetti di manzo con cuore di fiori di zucca, su salsa al Castelmagno

Infine parliamo del dolce!

Brachetto d’Acqui 36
Il Brachetto d’Acqui 36!

Perché non provare un semifreddo alle fragoline di bosco o ai lamponi con una vendemmia tardiva di Brachetto?

dessert_lamponi
Un delizioso semifreddo con fragoline!

 

Splendido l’abbinamento con il Brachetto d’Acqui 36, annata 2012, dell’azienda Isolabella della Croce che esalta il dolce attraverso i suoi profumi di rosa e fragola.

Una vendemmia tardiva che comunque mantiene una buona freschezza in grado di contrastare la grassezza del semifreddo e un tenore alcolico e una struttura che ancora non lo coprono.

Ho acquistato questo vino, trovandolo su una scaffale di Eataly al prezzo di 16€.

 

Eh si, i vini dolci in media hanno prezzi più alti … ma in fondo bisogna pur chiudere in dolcezza e con quest’ultimo abbinamento di sicuro la serata termina ottimamente!

Il Barolo nel Cuore

0

Ecco che nell’ultimo week-end di Febbraio si presenta una bella occasione per conoscere più da vicino il Barolo e i suoi luoghi di produzione.

Dal 28 Febbraio all’1 di Marzo il Radisson Blu Hotel, in Via Filippo Turati 171, ospita l’evento “il Barolo nel Cuore”: banchi d’assaggio e numerosi seminari saranno presenti in entrambe le giornate.

Il costo d’ingresso è sempre di 20€, 30€ per chi si iscrive ad entrambe le giornate.

L’accesso ai seminari avviene previa prenotazione, mentre per l’evento basta presentarsi ai banchi d’accettazione nella hall dell’hotel Radisson, anche il giorno stesso.

E’ comunque possibile prenotare l’ingresso e la partecipazione ai seminari direttamente online, nello shop del sito, a questo link.

grappoli di nebbiolo
Grappoli di Nebbiolo

Questi i Produttori e i Vini in degustazione ai Banchi d’Assaggio:

Anselma Giacomo: Barolo Vigna Rionda 2009.

Aurelio Settimo: Dolcetto d’alba Doc 2012, Langhe Doc Nebbiolo 2008, Barolo Rocche dell’Annunziata 2009/2008/2004, Barolo Riserva Rocche 2004.

Batasiolo: Barolo Briccolina 2001, Barolo Cerequio 2005, 2006, 2007, 2008, Barolo Boscareto 2005, Barolo Bofani 06, Barolo classico 2010

Bosco Agostino: Barolo Neirane 2009/2010, Barolo La Serra 2009/2010, Barbera d’Alba Volupta 2011.

Brezza Giacomo: Langhe Nebbiolo 2012, Barbera d’Alba Superiore 2011, Barolo 2010, Barolo Sarmassa 2010, Barolo Cannubi 2009, Barolo Sarmassa 2008.

Bussia Soprana: Barolo Bussia, Barolo Vigna Mosconi, Barolo Vigna Colonnello, Barolo Gabutti.

Ca Brusà: Dolcetto d’Alba, Barbera d’Alba, Langhe Nebbiolo, Barolo Vigna’d Vai 2009, Barolo Vigna’d Vai 2004

Cascina Massara: Barbera d’Alba 2011, Verduno Pelaverga 2012, Barolo Massara 2009.

Ceretto: Barolo 2008 Bricco Rocche, Brunate de La Morra 2005, 2006, 2008, 2009, Nebbiolo 2011 Bernardina.

Germano Ettore: Barolo Bricco Cerretta 2008, Barolo Prapò 2006.

Marcarini: Barolo la Serra 1997.

Mascarello Giuseppe: Barolo Vigneti di Proprietà 2009, Barolo Villero 2009, Barolo Santo Stefano 2009, Barolo
Monprivato 2009.

Massolino: Barolo Vigna Rionda Riserva 2007, Barolo Parafada 2009, 2010, Barolo Margheria 2009, 2010, Barolo Parussi 2009, 2010, Langhe Chardonnay 2012.

Palladino: Barolo Serralunga 2009, Barolo Parafada 2009, Barolo Ornato 2009.

Porro Guido: Barolo 2009.

Prunotto: Barolo Bussia 2008, Barolo 2010, Bric Turot 2009, Barbaresco 2011, Barolo Vigna Colonnello Bussia Riserva 2008, Nebbiolo Occhetti 2011.

Roddolo Flavio: Barolo 2007.

Rocche Costamagna: Barolo Rocche dell’Annunziata 2010, Barolo Rocche dell’Annunziata Riserva 2007, Langhe Nebbiolo 2011, Barbera d’Alba Superiore 2010.

Rosso Gigi: Barolo Arione 2004.

Sordo Giovanni: Barolo Rocche di Castiglione 2001-2008-2010, Barolo Gabutti 2008, Barolo Parussi 2009, Barolo Perno 2009-2010 .

Monferrato: Cantina Tre Secoli.

 

I Seminari

Quelli riportati di seguito sono i seminari in programma, davvero interessanti, sempre acquistabili online, a questo link.

Nella descrizione dei seminario manca ancora l’elenco dei vini in degustazione di cui comunque conosciamo i produttori: Castello di Verduno, Tommaso Canale, Cavaliere Accomasso, Cavallotto, Ettore Germano, Aurelio Settimo, Agostino Bosco, Sordo Giovanni, Mascarello Giuseppe, Brezza Giacomo, Massolino, Batasiolo, Bussia Soprana.

Seminari nella giornata di Sabato 28 febbraio

Ore 15:00

I terroirs e le zone del barolo

Relatore Marco Cum

Ore 18:00

I Grandi Cru di Barolo secondo la tradizionale mappa del 1979 delle grandi vigne del Barolo tracciata dall’Azienda Renato Ratti

Relatore: Marco Cum

Seminari nella giornata di Domenica 1 marzo

ore 14:00

Confronto tra Barolo e Nebbioli dell’alto Piemonte: Boca, Lessona, Carema, Fara

Relatore: Andrea Petrini

ore 17:00

Focus sulla Vigna Rionda. Degustazione comparata dei Barolo Vigna Rionda: il riflesso di un terroir di eccezione nelle microzone di un’unica grande vigna

Relatore: Armando Castagno

 

 

vigneti nebbiolo a Barolo
Vigneti di Nebbiolo a Barolo

Sicuramente dovrò prepararmi una lista … impossibile provarli tutti!

Difficilmente a Roma ho trovato degustazioni così mirate alla produzione del Nebbiolo, in tutte le sue sfumature, e dedicate in specifico alla produzione del Barolo.

Un evento di degustazione impegnativo ma che non posso lasciarmi sfuggire.

La Fattoria Casetto dei Mandorli

0

La visita alla Fattoria “Casetto dei Mandorli”, a Predappio Alta e la compagnia di Alessandro Nicolucci sono un’esperienza che suggerisco molto caldamente: troverete oltre agli ottimi vini, la tipica ospitalità e cortesia romagnola.

Siamo in una delle zone migliori del Sangiovese di Romagna, dove addirittura sono stati ritrovati statuti comunali, risalenti al 1300, che definivamo le modalità di raccolta, i limiti territoriali e le tecniche di potatura. Dieci ettari di terreno, dove oltre il 90% sono di Sangiovese, mentre nel 10% rimanente troviamo Refosco dal Peduncolo Rosso e un po’ di Merlot.

Terreni ottimamente drenanti, argilloso-calcarei, con venature di zolfo (ci sono ancora le miniere di zolfo, usate oggi per la stagionature del formaggio di grotta, non quello di fossa, per cui dobbiamo spostarci fino a Sogliano).

I vigneti si trovano tra i 300 e i 400 metri, con esposizione sud/sud-est, e riparati dal vento freddo del nord dall’orografia naturale.

E’ zona di sangiovesi importanti, usati addirittura come tagli talvolta: ottima acidità, tannini vivaci, che sono poi tutti aspetti che ci assicurano sulle fortunate evoluzioni e durate di questi vini.

I Mandorli, Tre Rocche e il famoso Predappio di Predappio, cru proveniente dalla “Vigna del Generale”, sono tutti Sangiovese in purezza, mentre l’altro rosso Nero di Predappio è un uvaggio di Sangiovese grosso e Refosco dal peduncolo rosso (e’ stato verificato che questo Refosco è un clone del Terrano, vitigno tipico del Carso).

Tecnica di allevamento a cordone speronato, con distanza tra le piante di circa 80 cm, di circa 2 metri tra I filari e resa contenuta entro i 2 Kg per pianta. I Mandorli e le Tre Rocche usano Sangiovese grosso (clone R24), fanno un affinamento in botte grande 10/40 hl, secondo tempi e modalità diverse, quindi riposano in bottiglia. Entrambi sono Sangiovese di Romagna Superiore; o anzi come il recente cambiamento di disciplinare prevede: Romagna, Sangiovese Superiore.

Il Predappio di Predappio, Sangiovese di Romagna Riserva, impiega Sangiovese piccolo (tipico di Predappio Alta), caratterizzato da acini allungati, grappolo spargolo che sgronda bene l’acqua, limitando la possibilità di muffe e altri possibili deterioramenti sanitari. Fermentazione con lieviti autoctoni o selezionati, in funzione delle annate e dell’evoluzione climatica; macerazione sulle bucce intorno ai 6/7 gg per i Mandorli, 10/12 gg per le Tre Rocche e intorno ai 20gg per il Predappio di Predappio. Vendemmia che avviene tra l’ultima settimana di settembre e l’ultima di ottobre, e che permette un totale di circa 70.000 bottiglie.

Per finire una nota sull’arcinota “Vigna del Cavaliere”, il cru da cui proveniente la Riserva Predappio di Predappio e il cui nome deriva dal fatto che il proprietario fosse un generale dell’esercito che la vendette al nonno dell’attuale proprietario, Amedeo, che al tempo era mezzadro.

E’ la vigna con l’esposizione migliore, acquistata oltre 90 anni fa e rinnovata oggi completamente, sempre con lo stesso clone originario e con un’età media di circa 15 anni. Estensione 3 ha. Oltre al Sangiovese in purezza troviamo anche il Nero di Predappio, uvaggio di 90% Sangiovese e 10% di Refosco e un vino passito, Passolo, che nasce da una selezione di uve Trebbiano dalla fiamma e di Albana, le cui uve vengono lasciate ad appassire in graticci per due mesi, per essere poi fermentate ed affinate in caratelli di legno.

Il Vino e i suoi Accessori Essenziali

0

Anche nel settore degli accessori “vinosi” il mercato attuale punta spesso al senso fashion che ormai avvolge il mondo del vino italiano, proponendo ogni anno strumenti e gadget dal packaging e dalla forme accattivanti.

Molti sono veramente splendidi da guardare … ma la bellezza è spesso la loro unica qualità.

In altri casi i gadget vengono spacciati come  “fescion” (e costosi!) ma anche come indispensabili … ma solo il primo aggettivo gli si addice.

Quindi vediamo quali strumenti sono veramente utili per gli appassionati egli amanti del vino ma anche per chi ha solamente voglia di aprire, utilizzare e conservare una bottiglia in maniera appropriata.

In questo post cominciamo quindi a parlare di …

 

Accessori Essenziali

Una bottiglia di vino va aperta! Eh si, per compiere questa semplice operazione serve un cavatappi … ce ne sono di   tanti tipi, ma il migliore, il più pratico, comodo e soprattutto di dimensioni contenute è questo!

apribottiglie

Dotato di cavatappi (o verme) e lametta taglia capsula.

Sicuramente una versione più elegante di questa!cavatappi_old

 

 

 

I Wine Savers … ovvero le pompette salva vino

Spesso può capitare che una bottiglia di vino non finisca … magari se ne sono aperte diverse, oppure le persone hanno deciso di bere poco o ancora non hanno gradito il vino (sob); qualunque sia il motivo una bottiglia va chiusa bene affinchè il vino si mantenga e non si ossidi nel giro di pochi minuti.

Per richiudere una bottiglia e salvaguardare un vino per i giorni successivi  esistono i wine savers, che non sono altro che delle piccoli strumenti che aspirano l’aria dalle bottiglie, ritardando il fenomeno di ossidazione che avviene normalmente una volta che si apre una bottiglia.

Basta inserire la pompetta nel collo della bottiglia e aspirare finchè non sentiamo resistenza. A quel punto il vino è salvo … almeno per un po’.

La pompetta “salva vino”  viene normalmente venduta insieme a dei tappi ermetici per la chiusura a pressione delle bottiglie.
In genere questi tappi sono fatti apposta per essere usati insieme alla pompetta: si applica prima il tappo e poi si utilizza su di questo la pompetta.

Devo dire che trovo questi wine savers piuttosto validi. Ho provato la pompetta della Pulltex, questa qui  che funziona anche da tappo e devo dire che riesce a mantenere discretamente un vino per altri due giorni dall’apertura.

Anche i vini spumantizzati mantengono l’effervescenza fino a due giorni.

Mi sembra una soluzione nettamente migliore rispetto al semplice utilizzo dei tappi stopper che sinceramente, da quello che ho potuto notare, proteggono il vino per meno tempo, specie se si tratta di uno spumante.

salvavino tappo_wine_saver

Il Salvagoccia (Drop Stop)

Se non si vuole girare per il tavolo a servire il vino ad ogni commensale, muniti di torciolo asciuga goccia, è opportuno usare un drop stop per ogni bottiglia: un beccuccio molto pratico, in alcuni casi anche usa e getta, che va inserito nel collo della bottiglia per evitare che le gocce vadano a macchiare la tovaglia o qualcos’altro.

In realtà come salvagoccia spesso si intendono sia i pourer sia i collarini.

Il pourer aiuta a versare il vino senza creare le malefiche gocce, mentre il collarino serve a catturare le gocce prima che vadano a macchiare.

 

I Refrigeratori

Un accessorio molto utile ed economico per portare il vino a temperatura (e mantenercelo!) è il refrigeratore a strappo: basta metterlo nel freezer qualche ora prima e poi avvolgerlo attorno alla bottiglia, almeno mezz’ora prima se il vino non è già freddo.

Un accessorio magari meno bello di una glacette ma sicuramente più comodo … non abbiamo bisogno di procurarci del ghiaccio e non dobbiamo mettere a tavola accessori ingombranti e … sgocciolanti.

Molti dei refrigeratori hanno anche un design e delle stampe accattivanti.

 

I Set Vino Base

Uno dei set base da vino più completi, a mio parere, è quello della VacuVin.

C’è tutto quello che serve! Spesso nei set già pronti manca sempre qualcosa di essenziale: magari c’è la pompetta ma non il tappo a chiusura ermetica, spesso non c’è il salvagoccia.

In questo set c’è anche il refrigeratore … cosa comoda anche perché non si trova quasi mai incluso in questi set e spesso tocca comprarlo a parte spendendo minimo altri 10 Euro.

Qui trovate il post sugli accessori per gli advanced wine lovers!

Il Brunello Vigna del Fiore

0

Il Vigna del Fiore della Fattoria dei Barbi è un Brunello veramente in grado di accontentare i gusti di molti in fatto di rossi strutturati e importanti.

Un Brunello sicuramente diverso e particolare quello prodotto con le uve di questo podere, conosciuto come “il Fiore” da tempi immemori e coltivato fin dal 1500 a vite: il vino prodotto con le uve provenienti da questo cru presenta infatti dei tannini molto più delicati e una morbidezza molto più evidente, rispetto a quella che si aspetterebbe da molti Brunelli.

I profumi sono netti di ciliegia in confettura, sottobosco, humus, cuoio, note speziate dolci con sentori di cannella di vaniglia.

confettura ciliegie cannella e vaniglia
alcuni sentori …

Un vino dalla struttura importante che ha bisogno di essere accompagnato da carni rosse di lunga cottura, succulenti e salsate: ad esempio, avendolo già assaggiato presso l’azienda e conoscendone le caratteristiche generali, ho deciso di provarlo con uno stracotto di manzo al marsala.

Un vino che si sposa molto bene anche solo con dei formaggi stagionati di contorno al secondo.

L’ho provato ad esempio con dei cubetti di parmigiano, stagionato solo 32 mesi, e con un assaggio di castelmagno e devo dire che in entrambi i casi il risultato è stato gradevole.

Un vino per un’occasione importante o adattissimo per fare un regalo (sicuramente gradito).

Il prodotto è reperibile online qui, al prezzo di 38€.

Il Nero D’Avola Deliella

0

Direttamente dal Veneto … ecco arrivare un Nero D’Avola.

Cosa possibilissima se si visita l’enoteca dell’azienda Zonin, importante realtà vitivinicola italiana con possedimenti in diverse zone del territorio, e ovviamente anche in Sicilia.

L’azienda Feudo Principi di Butera appartiene proprio alla Famiglia Zonin ed è dalle vigne di questa tenuta che arriva il Deliella, comprato quest’estate e provato qualche giorno fa.

Il Deliella 2011 -dell'azienda Feudo Principi di Butera
Il Deliella 2011 – Feudo Principi di Butera

Un nero d’avola profumato, con netti sentori di prugna, more e sottobosco, con note tostate, leggermente amaricanti, di caffè e liquirizia.

Un vino rosso di corpo, anche se non robusto, sicuramente piacevole a abbastanza morbido.

I tannini sono abbastanza delicati e ben inseriti nella struttura.

Un vino di media freschezza e sapidità, gradevole all’assaggio e con una buona persistenza.

L’unica nota importante da considerare per l’abbinamento con questo Nero d’Avola è la leggera nota amaricante del vino, dovuta probabilmente ai netti sentori tostati, percepibili sia all’olfatto che all’assaggio che contribuiscono ad accentuare le durezze del prodotto.

E’ bene quindi dosare nella pietanza gli elementi a tendenza amarognola.

Ad esempio ho voluto abbinare il Deliella, una prima volta, con un filetto di manzo al bleu, ma devo dire che il formaggio utilizzato, lo Stilton, dal gusto lievemente amaricante, tipico nei formaggi erborinati ha accentuato le durezze del vino.

Al contrario l’ho abbinato, in seguito, con un filetto al grana e salsa al marsala e, in questo caso, data anche la sapidità non eccessiva del vino e la salsa a tendenza dolce, più morbida, in grado di “frenare” i tannini, l’abbinamento è risultato più felice.

Si tratta senz’altro di un vino che si può abbinare bene a carni rosse salsate e con formaggi dalla lunga stagionatura.

il valore del prosecco

Il Valore del Prosecco

0

Fino a qualche tempo fa avevo sempre snobbato le “bollicine”, e soprattutto il prosecco, come vini da pasto; al massimo il Prosecco si può usare per accompagnare qualche stuzzichino durante l’aperitivo oppure per realizzare un bello Spritz.

Questo perché trovavo molti Prosecchi troppo semplici come profumi e sapori.

Certo il Prosecco non è un vino particolarmente strutturato e sicuramente non produce una quantità di sensazioni così ampie come invece può accadere con un Metodo Classico, prodotto da uve differenti e realizzato secondo una metodologia specifica che lo rende appunto ben distinguibile.

Proprio per le differenze di base non si può fare un paragone: si tratta di prodotti assolutamente diversi e ciascuno ha delle precise caratteristiche e i propri punti di forza.

 

Il Valore del Prosecco: Caratteristiche Organolettiche

Del Prosecco il punto di forza è senz’altro la piacevolezza immediata, data dalla sua deliziosa acidità a dai suoi spiccati profumi di frutta e fiori.

In molti Prosecchi di Conegliano Valdobbiadene e di Cartizze ritroviamo lampanti gli aromi delle mele croccanti, delle pere kaiser e abate, degli agrumi, della frutta tropicale, della camomilla, delle margherite, della ginestra e del biancospino e, in alcuni casi, anche della menta, della maggiorana e della salvia. 

Non è un vino particolarmente complesso e strutturato ma piace così tanto proprio per la sua incredibile bevibilità in qualsiasi momento e occasione: uno spumante brioso, leggero e davvero profumato.

La sua leggerezza, però, non deve essere intesa come banale semplicità, quanto piuttosto come caratteristica da valorizzare agli occhi di chi ama vini aromatici e, allo stesso tempo, lievi al palato, perfetti per esaltare, come vedremo tra poco, una cucina fatta di ingredienti e sapori poco cucinati ed elaborati, magari arricchiti solamente da erbe, spezie e alcune tipologie di salse.

 

Il Valore del Prosecco: Zona di Produzione

Fino a qualche anno fa non avevo mai veramente riscontrato i pregi menzionato nei Prosecchi che provavo: bisogna dire che a Roma, nonostante la fama internazionale di questo prodotto, i prosecchi non hanno una grande diffusione, in ristoranti e locali, se non come completamento di tanti cocktail in tutti gli aperitivi e apericena romani.

Bisogna andare nelle enoteche, da Eataly e spesso ci si trova a spendere veramente tanti soldi per una bottiglia di quello stesso prosecco che andando alla fonte si può trovare a prezzi decisamente inferiori.

Eh si, in Conegliano – Valdobbiadene, terra d’eccellenza di una DOCG ormai famosa in tutto il mondo, ci sono una miriade di produttori che realizzano prosecchi di qualità eccellente ma che ahimè non toccano il mercato romano.

Lo stesso vale per i tanti piccoli produttori della Prosecco DOC (zona di produzione più ampia tra il Veneto e il Friuli Venezia Giulia), dove comunque troviamo prosecchi di grande qualità.

Infine, le enoteche e i locali che offrono i prosecchi dei Colli Asolani, in quel di Roma, si contano sulle dita di una mano monca.

In generale il maggior numero di Prosecchi in vendita al pubblico (in versione DOC e DOCG mischiate tra loro) si trova sugli scaffali dei grandi supermercati e anche in quei casi spesso troviamo sempre i soliti quattro nomi.

Davvero un peccato trovare una diffusione del prodotto così limitata e frammentata tra tante piccole enoteche di quartiere, soprattutto se pensiamo che si tratta di un prodotto ormai più che famoso … praticamente il vino italiano più conosciuto al mondo.

Un vino che ormai viene anche rivisitato all’estero nelle maniere più improprie, come recentemente a Londra, dove troviamo un “prosecco” che viene direttamente “spillato”, manco fosse birra e servito al modico prezzo di 5 sterline a bicchiere … peccato che in teoria nessun Prosecco possa venir commercializzato al di fuori della bottiglia.

Leggere per credere quanto riportato qui e twittato dal Daily Mail.

Dopo il prosecco alla spina è ancora più facile che anche qui il prosecco venga relegato a vino da fast food e da salatini, sicuramente di gran moda ma buono solo per buttare giù degli stuzzichini prima di andare a cena e bere qualcosa di serio.

 

Il Prosecco: Abbinamenti Cibo Vino

In termini di abbinamento cibo vino il Prosecco ha davvero molte potenzialità ... alcuni Prosecchi di qualità possono essere degni compagni di un’intera cena, basta pensare a cosa mettere a tavola.

La maggior parte dei Prosecchi sono Extra Dry (con un residuo zuccherino compreso tra i 12 e i 17 gr/l): questo vuol dire che siamo di fronte a degli spumanti secchi ma non troppo, più morbidi rispetto alle versioni Brut.

Piuttosto frequenti sono inoltre i Prosecchi Dry (con un residuo zuccherino compreso tra i 17 e i 32 gr/l) che offrono una percezione di morbidezza ancora maggiore.

Tale maggiore morbidezza può essere facilmente sfruttata, in abbinamento alla fantastica aromaticità del Prosecco, per degli abbinamenti “esotici”.

Alcuni Prosecchi Extra Dry e Dry si abbinano bene con il riso al curry, con gli spaghetti saltati con verdure e gamberi, guarniti con un pochino di soia, con il pad thai (senza eccedere con il piccante!), con i gyoza di verdure e quel sushi fusion che oggi va tanto.

Se, invece, si preferisce rimanere in territorio nazionale, i Prosecchi Extra Dry e Dry fanno bella figura anche con le cozze gratinate, con il fritto di alici, con i crudi di pesce guarniti con agrumi e spezie, dove riescono a non acuire la già spiccata sapidità e freschezza degli ingredienti di queste pietanze.  

Trovo invece che i Prosecchi Brut si abbinino meglio con i crostacei in generale, sia negli antipasti sia nei primi piatti, e con i pesci magri al cartoccio, come l’orata e il branzino: tutti ingredienti e piatti dalla spiccata tendenza dolce che vengono esaltati nella loro genuinità dalla freschezza intensa e dalla mineralità delle versioni Brut.

Il Prosecco Superiore di Cartizze, spesso presentato in versione dry, con la sua più importante struttura e intensità aromatica, potenzialmente si sposa bene con i ravioli ripieni agli scampi e con pietanze pregiate come l’astice alla catalana: pietanze che vengono esaltate, senza mai essere nascoste nella loro tipicità gustativa, dai profumi e dalla freschezza di questa tipologia di Prosecco.

C’è anche chi suggerisce un possibile abbinamento tra un buon Cartizze Dry e le pregiate ostriche d’Isigny … ma devo ancora sperimentare 😉

 

Il Prosecco a tutto pasto: un Esempio

Il Prosecco a tutto pasto? Certo! Perchè no?!

L’ultima cena di capodanno ho fatto proprio così: ovviamente ho scelto un Prosecco di qualità, non solo quel prosecco standard frizzante e leggermente alcolico che si può comprare al supermercato, ma un Prosecco profumato e con una buona sapidità e persistenza … un vero Prosecco.

Questo vero Prosecco del capodanno ci è giunto direttamente da Valdobbiadene previa ordinazione: un prosecco già provato e che mi aveva colpito durante delle vacanze estive in quella magica zona.

Sto parlando del Prosecco Millesimato Dry dell’Azienda Alessandro Bortolin, a Santo Stefano in Valdobbiadene, nei pressi della celebre “locanda senza l’oste”.

Con questo Prosecco millesimato, prodotto solo nelle annate migliori, con uve selezionate, non troviamo nessun colore triste e smorto nel bicchiere: si tratta di un prosecco con un bellissimo colore giallo paglierino con riflessi dorati e un perlage veramente persistente e molto fitto.

Prosecco Millesimato Dry di Alessandro Bortolin
Prosecco Millesimato Dry – Alessandro Bortolin

Un Prosecco con forti sentori di pera e mele golden, con un delicato profumo di fiori di campo e una lieve nota agrumata, con una buona sapidità e un’acidità netta ma comunque ben integrata nella struttura del prodotto … verrebbe quasi di parlare di un prosecco “morbido”, ma ricordiamo che stiamo sempre parlando di un dry.

Questo Prosecco è sicuramente molto versatile e si è sposato splendidamente con delle tartine di carpaccio di spada e polpo su letto di rughetta e con dei canapè di salmone affumicato, rughetta e chicchi di melograno.

Ancora migliore l’abbinamento del prodotto con un’insalata di gamberetti, polpo e patate.

Infine l’abbiamo provato anche su una pasta alle vongole e pesto di rucola: la quasi “morbidezza” del prodotto ha accompagnato discretamente anche questa pietanza, decisamente più strutturata delle precedenti.

Pensare che all’inizio volevo usarlo unicamente per l’antipasto … perché rischiare di aprire troppe bottiglie diverse quando se ne può sfruttare al meglio una sola?

Ho voluto sperimentare e anche se l’abbinamento non è stato sempre perfetto è stata un’ottima occasione per valorizzare ancora di più un prodotto che finora avevo utilizzato unicamente per l’aperitivo.

Il Prosecco millesimato Dry di Alessandro Bortolin è un prodotto che potenzialmente si sposa bene con i crudi di mare, con il sushi classico e fusion, ma anche con delle fritture di verdure e pesce.

 

Sicuramente quello provato è un prosecco di qualità … e di certo non è il solo in quel territorio.

Il Prosecco potrà essere anche un vino semplice, ma nella sua semplicità va scoperto bene.

 

P.S. Per chi desiderasse partire alla scoperta dei luoghi del Prosecco, sul sito prosecco.it c’è una bellissima mappa di riferimento in pdf da usare per pianificare il viaggio!

Cannonau Riserva di Sella & Mosca

0

Per il pranzo di Natale di quest’anno, tra i vini scelti ha fatto capolino anche il Cannonau Riserva dell’azienda Sella & Mosca, annata 2010, acquistato presso l’enoteca Bernabei al prezzo di 9,50€.

cannonau_sella_mosca

Prima di parlare dei potenziali abbinamenti, è opportuno dare un piccolo suggerimento sul servizio di questo vino: un consiglio dato dalla stessa azienda che – purtroppo – non ho seguito e che sicuramente me l’avrebbe fatto apprezzare ancora di più.

Per sentire meglio gli aromi del prodotto è senz’altro meglio scaraffarlo in un decanter almeno mezz’ora prima di servirlo: non serve decantarlo, data l’annata giovane non ci sono residui, ma arieggiarlo un po’ lo aiuta a esprimere meglio i suoi aromi … e questi ci sono eccome!

grappolo_cannonau
Grappoli di Cannonau

I profumi sono quelli più caratteristici del Cannonau e del territorio in cui viene prodotto: note fruttate di more e prugne sotto spirito, vegetali di timo, e infine note leggermente balsamiche che ricordano la menta.

E’ un vino dotato di una tannicità ben contenuta, rotonda, e di una moderata freschezza e sapidità.

Si è rivelato un vino molto piacevole, sicuramente adatto ad accompagnare piatti di carni rosse e di cacciagione, magari elaborate in lunghe cotture, rimanendo comunque leggero all’assaggio.

Personalmente lo consiglio con un’anatra alle mele aromatizzata al mandarino oppure con un cosciotto d’agnello lardellato … ho provato entrambi gli abbinamenti e devo dire che in tutti e due il vino sostiene adeguatamente la dolcezza e la grassezza della carne, ma è soprattutto con l’anatra che il prodotto riesce ad esaltare i profumi del condimento, arricchendosi a sua volta.

Probabilmente, per questo Cannonau, può esser vincente l’utilizzo di contorni e condimenti a base di mele rosse mature, annurche, fuji o pink lady, caratterizzate non solo da un’evidente tendenza dolce ma anche da una lieve tendenza acidula e da una spiccata aromaticità.

Un vino rosso importante ma versatile, che sicuramente riproverò.

Il Greco di Tufo Cutizzi

0

Parliamo in questo post di uno dei vini bianchi che più adoro, un vino che ho avuto modo di provare diverse volte anche per la sua facile reperibilità e il suo costo contenuto.

Il Greco di Tufo “Cutizzi” dei Feudi di San Gregorio è uno di quei bianchi che si abbinano veramente bene con tantissime preparazioni, anche elaborate, aventi come protagonista il pesce: quindi non si parla di un vinuccio bianco leggerino da antipasto, ma di un prodotto che lascia bene il segno.

cutizzi

I profumi sono principalmente fruttati, con note di albicocca e agrumi, e soprattutto minerali, quasi di ardesia, a rispecchiare pienamente la salinità che è caratteristica importante dei vini prodotti in questo territorio.

Il Cutizzi ha infatti un’eccezionale sapidità e un buon corpo, quindi può senz’altro andare bene per piatti di pesce salsati o in umido: ad esempio il baccalà servito con patate al forno.

Il vino si può abbinare bene anche a dei piatti di pasta con gamberi o magari frutti di mare come le capesante: la presenza di crostacei, molluschi poco sapidi (come appunto le capesante) e di pesce di mare (come ad esempio il pesce persico) esalta i profumi del vino e allo stesso tempo ne accompagna bene la sapidità.

Nell’abbinamento sono invece da sconsigliare pesci dalle carni particolarmente grasse come ad esempio il salmone o l’anguilla.area_produzione_greco

E’ un vino sicuramente un po’ troppo impegnativo per semplici antipasti o piatti a base di sole verdure, ma queste, e in particolare patate, zucchine e pomodori datterini possono sicuramente accompagnare la portata di pesce principale da abbinare a questo vino.

Il Cutizzi va sicuramente provato! Personalmente l’ho degustato più volte e ha riscosso parecchio successo.

Devo dire che contrariamente a molte “prove” di abbinamento, quelle che ho fatto con il Cutizzi (seguendo i principi di cui sopra) sono sempre andate piuttosto bene, senza incidenti degni di nota!

Sicuramente un vino delizioso e anche di facile abbinamento … e il prezzo è davvero ottimo.

Di recente l’ho trovato In offerta a 12,50 euro dall’Enoteca Bernabei.

L’avete mai provato con delle carni bianche o con dei crudi di mare?