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Grechetto Le Lucrezie

Il Grechetto Le Lucrezie della Cantina Tudernum

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Oggi vi voglio raccontare di un vino, recentemente scoperto e sperimentato, con un rapporto qualità prezzo davvero ottimo: il Grechetto Le Lucrezie della Cantina Tudernum.

Reduce da un viaggio recente in Umbria, resto ancora sorpresa di come alcuni vini riescano ad esaltare pienamente diverse tipologie di piatti, soprattutto se appartenenti a una stessa cultura enogastronomica.

Pertanto non dovrei stupirmi di come il Grechetto Le Lucrezie della Cantina Tudernum riesca a sposare in maniera sorprendente il gusto di pietanze molto diverse tra loro ma che hanno in comune una tradizione culinaria e degli ingredienti locali.

Curiosi di scoprire il sapore e gli abbinamenti per questo gustoso Grechetto?

Allora leggete oltre!

 

Il Grechetto Le Lucrezie della Cantina Tudernum: Colore, Profumi  e Sapori

Un vino che va bevuto fresco, a una temperatura di massimo 12 gradi, per poter essere apprezzato al massimo dei suoi profumi e sapori.

Nel bicchiere è luminoso, di un bel giallo paglierino carico, con dei lievi riflessi dorati.

I profumi sono immediati, freschi ed estivi principalmente fruttati e floreali, con una nota in sottofondo di erbe aromatiche. L’assaggio conferma nettamente i profumi e li celebra con la giusta intensità gusto olfattiva.

Il Grechetto Le Lucrezie della Cantina Tudernum, annata 2016,ricorda la frutta estiva succosa: una bella pesca gialla croccante, assaggiata in macedonia con qualche goccia di limone. Poi si percepisce al palato la delicata nota di fiori di campo e quella vegetale che riporta i sapori dell’origano.

E’ un Grechetto con una bella morbidezza, un grande equilibrio e un gusto delicato, un’acidità contenuta e ben integrata, con delle note sapide emergenti e una nota finale di nocciola tostata che rendono l’assaggio più piacevole e persistente.

Il Grechetto Le Lucrezie della Cantina Tudernum: Abbinamenti Cibo Vino

Ciriole alla Ternana
Ciriole alla Ternana

 

Questo Grechetto mi ha piacevolmente colpita per la sua grande capacità di accompagnare degnamente piatti con sapori e consistenze diverse. Se all’inizio, semplicemente assaggiandolo, non avevo notato la sua rotondità al gusto, questa si è manifestata in maniera lampante nei diversi abbinamenti sperimentati.

Nonostante l’acidità ben percepibile, è un bianco che sposa benissimo il gusto intenso e delicatamente piccante delle classiche Ciriole alle Ternana: un’autentica armonia di sapori in cui il gusto fruttato e fresco esalta la tenue pseudo dolcezza della pasta e del pomodoro, aumentandone la sapida persistenza.

Un abbinamento gustoso ed equilibrato dove il vino gioca il suo ruolo splendidamente, senza nulla togliere alla pasta e senza, ovviamente, mettere in luce eventuali asperità al gusto: la piccantezza, la sapidità, l’aromaticità del piatto non vengono alterate ma solo esaltate dall’accompagnamento del Grechetto Le Lucrezie.

Se quello con le Ciriole alla Ternana mi è sembrato l’abbinamento meglio riuscito, questo vino ha fatto bella mostra di sé anche con degli spaghetti ai gamberi di fiume e con dei cappellacci scamorza e tartufo.

Com’è possibile? A volte me lo chiedo anch’io ma in questo caso devo dire che i profumi tipici di questo grechetto uniti all’equilibrio, alla morbidezza e alla giusta persistenza giocano un ruolo fondamentale nella riuscita di tutti questi abbinamenti.

Pasta ai Gamberi di Fiume
Pasta ai Gamberi di Fiume

Pensate all’utilizzo delle erbe aromatiche e degli agrumi nell’esaltare spesso il gusto dei crostacei, pensate a come la sapidità riesca ad esaltare il gusto neutro di una pasta e pensate a quali profumi e sapori spesso si utilizzano per aumentare l’aromaticità del tartufo.

Non a caso tante gustose ricette che vedono come protagonisti dei sughi piccanti usano come aromi l’origano e la maggiorana e lo stesso avviene nei condimenti con il tartufo.

Queste doti e affinità aromatiche si riscontrano pienamente nella semplicità del Grechetto Le Lucrezie che è perfettamente in grado di sposare primi piatti con sughi saporiti al pomodoro, primi piatti e antipasti a base di crostacei e pesci di lago e primi piatti di terra arricchiti con del tartufo nero.

Una semplicità, un gusto e una versatilità che rendono questo vino bianco degno compagno di tanti pranzi, anche per l’ottimo rapporto qualità prezzo.

E’ un vino che potete acquistare a circa 5 euro.

 

 

 

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Greco di Tufo Miniere

Il Greco di Tufo Miniere di Cantine dell’Angelo

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Oggi voglio vincere facile e, ancora una volta, mi appresto a parlarvi degli abbinamenti ideali per una grandissima tipologia di vino: il Greco di Tufo.

Se già in questo articolo vi ho parlato degli abbinamenti cibo – vino perfetti per questo meraviglioso prodotto enologico campano, il Greco di Tufo Miniere di Cantine dell’Angelo merita senz’altro una menzione particolare e qualche dettaglio in più in merito ai suoi abbinamenti.

Cantine dell’Angelo rappresenta, senza ombra di dubbio, una pietra miliare nella storia di realizzazione del Greco di Tufo e proprio per questo ve ne abbiamo già parlato in dettaglio in questo articolo.

Ma veniamo a noi e conosciamo ben da vicino, intimamente, l’ottimo Greco di Tufo Miniere!

 

Greco di Tufo Miniere
Greco di Tufo Miniere 2015

Il Greco di Tufo Miniere di Cantine dell’Angelo: Colore, Profumi e Sapori

Di che colore vi sembra? Non è forse di un bellissimo oro? Forse la foto non rende ma si tratta di un giallo dorato davvero brillante che ci suggerisce una bella e vibrante acidità all’assaggio … non ci resta che vedere, o meglio assaggiare!

I profumi sono intensi ed estremamente tipici del Greco di Tufo: agrumi, mela golden, nespola e un tocco esotico d’ananas, fiori di glicine e margherite, pietra focaia e stuzzicante nota fumè.

Al naso sono evidenti proprio quelle intense note saline e leggermente affumicate che tradiscono la natura del suolo di questo particolare territorio vitivinicolo.

All’assaggio emerge lampante e deliziosa la sapidità di questo Greco di Tufo: una salinità che è perfettamente integrata in una struttura che vanta un ottimo bilanciamento con una freschezza, ben percepibile, ma che resta in secondo piano di fronte a un sorso caratterizzato da una lunghissima scia sapida.

 

Il Greco di Tufo Miniere di Cantine dell’Angelo: tutti gli Abbinamenti

E’ un vino che sta benissimo con delle alici gratinate. Nonostante il gusto sapido di questo pesce, la gratinatura della ricetta in combinazione all’equilibrio e la morbidezza del vino, virante sulle note saline,  riescono a esaltare il gusto di questo abbinamento, rendendo più intenso e piacevole ogni boccone.

Un matrimonio di sapori in cui ogni morso chiama forte un bel sorso del Greco di Tufo Miniere.

Non è solo questo l’abbinamento adatto per questo vino, le sue potenzialità sono infatti ampie, ma devo dire che siamo di fronte a un Greco di Tufo sicuramente ottimo per accompagnare pietanze a base di pesce di mare e crostacei.

E’ ugualmente delizioso con le capesante gratinate e con gli gnocchetti al nero di seppia e gamberi.

Nell’abbinamento con il Greco di Tufo Miniere andrebbero evitati ingredienti e preparazioni caratterizzate da un’acidità troppo percettibile: se ad esempio volete utilizzare dei pomodori, sceglietene una tipologia con chiara tendenza dolce oppure usateli insieme ad ingredienti in grado di smorzarne l’acidità.

Evitate di abbinare al Greco di Tufo Miniere una pasta al pomodoro, oppure un primo piatto a base di cozze e pomodorini.

Detto questo vi invito all’assaggio, augurandovi un buon inizio di settimana.

Cheers!

 

p.s. Potete trovare questo vino online da Eataly a circa 15 Euro.

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Malvasia Vendemmia Tardiva di Donnardea

La Malvasia Vendemmia Tardiva di Donnardea

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In questo articolo vi parlo di un vino da dessert: la Malvasia Vendemmia Tardiva di Donnardea.

Un vino dolce strutturato ma leggero in termini di alcool,con un grandissimo sapore e profumi ammalianti.

La Malvasia Vendemmia Tardiva di Donnardea
La Malvasia Vendemmia Tardiva di Donnardea

Un dolce non così dolce, tant’è che potete sperimentarlo piacevolmente anche su alcune tipologie di formaggi, come ad esempio il Roquefort oppure a crosta lavata come il nostro classico Taleggio.

Tuttavia trovo che questo vino mostri il suo gusto migliore in compagnia di alcuni specifici dessert … e se volete sapere quali, leggete oltre per deliziarvi.

 

La Malvasia Vendemmia Tardiva di Donnardea: colore, profumi e sapori

Nel bicchiere brilla un’ambra chiara e luminosa che ricorda il riflesso del sole sull’acqua al tramonto.

I profumi sono incredibilmente variegati ed emergono con grande forza, aromi di scorza di arancia candita dominano l’olfatto accompagnati dalla caramella mou, dalla cannella, da un cenno di vaniglia e di biscotto speculoos e da una delicata nota di croccante alle mandorle.

All’assaggio si percepisce subito la densità di questa vendemmia tardiva, sembra quasi masticabile nelle sue sensazioni di frutta di secca e biscotto, ma il sorso viene subito ravvivato da una bella freschezza che rende questa Malvasia dolce piuttosto beverina e pericolosa 🙂

Con le sue potenzialità gusto-olfattive la Malvasia Vendemmia Tardiva di Donnardea si presta bene ad accompagnare dei dolci strutturati e invitanti.

 

La Malvasia Vendemmia Tardiva di Donnardea: Abbinamento Cibo Vino

Sinceramente non pensavo che sarebbe stato un vino dolce capace di tenere testa al gusto intenso del cioccolato.

Nelle prime prove d’assaggio l’ho infatti abbinato a una Torta di Mele e a una Torta della Nonna: con la sua freschezza questa vendemmia tardiva riesce benissimo a sostenere e a ravvivare il gusto delle creme e, con la sua rotondità e bouquet aromatico, esalta il gusto della frutta.

Tuttavia in entrambi gli abbinamenti mancava qualcosa, quel quid in più in grado di tener testa alla varietà aromatica e all’intensità gustativa di questa Malvasia.

Ho trovato il quid mancante nel cioccolato, usato nella realizzazione di una torta ricotta, pere e cioccolato, un dessert classico ma decisamente amato e sempre di tendenza nel menù dei dolci di tanti ristoranti.

La trama gusto olfattiva di questa Malvasia, dolce e lievemente frizzante, per la presenza delle note di arancia candita, celebra perfettamente il sapore intenso del cioccolato fondente usato per la realizzazione di questo dessert. La freschezza del vino rivela l’inaspettata leggerezza della ricotta e il bouquet aromatico avvolge perfettamente il gusto e il tipico profumo delle pere.

Un’accoppiata dal gusto vincente, assolutamente da provare … un abbinamento che rasenta la dipendenza.

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Passerina del Frusinate Nina

La Passerina del Frusinate Nina di Alberto Giacobbe

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Oggi vi parlo di un vino che si può gustare tranquillamente ogni giorno, in ogni momento: la Passerina del Frusinate Nina di Alberto Giacobbe.

Passerina del Frusinate Nina
Passerina Nina 2017

La Passerina del Frusinate è, ahime, un altro prodotto poco conosciuto anche nel Lazio, figuriamoci altrove. Tuttavia non è un vino da scordare per le sue grandi potenzialità e il suo gusto beverino capace di soddisfare anche quei palati che il vino lo trovano troppo forte, poco digeribile o riservato ad accompagnare pietanze elaborate e ricche.

La Passerina del Frusinate Nina è un vino subito piacevole, leggero, fresco e profumato, capace pertanto di adeguarsi a una cucina leggera, dai sapori delicati, ma comunque gustosa e, perché no, anche sofisticata, fatta di verdure, cereali, uova, pesce, crostacei, frutti di mare ed erbe aromatiche.

 

La Passerina del Frusinate Nina di Alberto Giacobbe: Colore, Profumi e Gusto

Con il suo bel giallo paglierino brillante, con qualche leggera sfumatura dorata, la Passerina del Frusinate Nina richiama subito il tenue colore della sabbia e delle giornate calde ed estive: un vino che si apprezza di più se gustato a una temperatura di circa 10 gradi.

Anche a questa bassa temperatura, la Passerina Nina ci regala i suoi delicati profumi di pesca bianca, limone, fiori di mimosa, arricchiti da una lieve nota vegetale ed aromatica di salvia e da un tocco esotico di mango.

All’assaggio emergono soprattutto le note fruttate, la bella freschezza rinvigorita proprio dalle delicate note citrine che accompagnano il finale d’assaggio dove si percepisce bene anche la gustosa scia sapida.

Passerina del Frusinate Nina
Il Colore di Nina

Una Passerina del Frusinate fresca e piacevolmente profumata, con aromi netti, semplici, immediati e assolutamente perfetti per esaltare alcuni ingredienti, cari alla nostra gastronomia e complici di piatti assolutamente deliziosi. Quali?

Scopriteli leggendo oltre!

 

La Passerina del Frusinate Nina di Alberto Giacobbe: Un Vino perfetto per i pomodori con il riso

Ci sono dei piatti della nostra tradizione gastronomica davvero immortali, riproposti in tutte le regioni e rivisitati in innumerevoli modi e nell’articolo di oggi voglio parlarvi proprio di uno di questi piatti, in abbinamento alla Passerina Nina.

Personalmente adoro i pomodori con il riso, per il loro gusto genuino e mai pesante, per la loro incredibile aromaticità, per la leggerezza d’assaggio che li rende perfetti in qualsiasi stagione e in qualsiasi giornata.

Ecco, la Passerina Nina di Alberto Giacobbe con il suo bouquet aromatico e la sua viva freschezza contribuisce incredibilmente ad aumentare la persistenza gusto olfattiva di questa specialità, esaltando il gusto spiccato dei pomodori e ravvivando la tenue pseudo-dolcezza del riso.

Un abbinamento classico e davvero imperdibile, dove abbiamo due vincitori, la pietanza e, ovviamente, questo ottimo vino.

Potete trovare la Passerina Nina di Alberto Giacobbe online qui, a soli 4,50 Euro.

Se poi volete scoprire questa Passerina del Frusinate ma con un abbinamento diverso, potete provarla con successo e gran gusto anche con questi altri piatti: crocchette di zucchine al forno, insalata di farro, gamberi e verdure, involtini di zucchine, salmone e robiola, una classica e fresca insalata caprese.

 

Cheers!

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Rosso del Lupo

Il Rosso del Lupo dell’Azienda Agricola Rocchi

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Oggi vi voglio descrivere un vino rosso perfetto per accompagnare alcune pietanze di pesce: il Rosso del Lupo, un vino biologico del Lazio, prodotto dall’Azienda Agricola Rocchi, di cui vi ho già parlato qui.

Un vino rosso che va assaggiato piuttosto che spiegato, per capire effettivamente le sue potenzialità in termini di abbinamento e delineare il suo gusto davvero particolare e vibrante.

Rosso del Lupo 2016
Rosso del Lupo 2016 – etichetta

Ho gustato il rosso del Lupo diverse volte, sia con piatti di carne sia di pesce e, finalmente, vi posso dire con quali pietanze sta davvero bene e con quali, invece, si accorda poco.

Pronti per conoscere gli abbinamenti più armonici per questo delizioso Rosso del Lupo?

Leggete oltre!

 

Il Rosso del Lupo: Colore, Profumo e Gusto

Quando ci accingiamo a degustare il Rosso del Lupo, nel bicchiere compare un bel porpora luminoso, un rosso particolare vivido e trasparente.

I profumi sono vivaci, soprattutto fruttati, floreali e vegetali, un bouquet da cui emergono le violette appena colte, la rosa appassita, il lampone fresco, la cerasa primaverile, la mentuccia, la santoreggia e un accenno di bastoncino di liquirizia dolce.

All’assaggio il Rosso del Lupo si dimostra fresco e leggero, con un gusto sorprendentemente fruttato e vegetale, una mineralità delicatamente ferrosa che emerge soprattutto in finale d’assaggio.

Il tannino c’è ma abbastanza equilibrato in una struttura dove sono soprattutto la freschezza in primis e la sapidità poi a far da padrone.

Un vino rosso davvero ottimo per alleggerire il pasto in una calda giornata estiva, con il suo gusto invitante, saporoso ma comunque fresco.

 

Il Rosso del Lupo: Abbinamenti Cibo Vino

La prima volta che lo assaggiai mi piacque subito ma – ahimè – sbagliai completamente l’abbinamento.

Non è un vino rosso da grigliate di carne o da paste ripiene o al ragù: il fatto che possa essere considerato un rosso di medio corpo non lo classifica immediatamente come un rosso da carni alla brace o da carni bianche/rosse preparate con cotture veloci!

L’ho scoperto sperimentando: a mio parere, per esaltare al meglio il gusto del Rosso del Lupo bisogna scegliere alcune pietanze a base di pesce.

Non è semplicemente un gioco di struttura ma anche di profumi e sapori. Il Rosso del Lupo è un vino che scivola veloce all’assaggio ma che risulta davvero intenso nel gusto e, soprattutto, nella sua persistente sapidità. Con una trama tannica piacevolmente invitante ma ben presente e con il suo gusto delicatamente speziato e vegetale si presta bene a insaporire il gusto di pesci e molluschi preparati in intingoli, zuppe, arricchiti da sughi ed elaborati attraverso lunghe cotture.

Davvero gustoso è l’abbinamento di questo vino con degli spaghetti al ragù di polpo, un primo piatto ricco di sapore.

Il gusto intenso del polpo viene esaltato dai profumi vegetali e floreali del vino che, con la sua viva freschezza, riesce ad alleggerire la tendenza dolce e la percezione grassa che questo tipo di ingrediente presenta. L’astringenza del tannino del Rosso del Lupo trova nel ragù di polpo quel giusto grado di untuosità in grado di renderla decisamente più appetibile.

Questo è davvero un abbinamento in cui il Rosso del Lupo diventa più rotondo, morbido e persistente e il ragù di polpo, se mai possibile, acquista in aromaticità e sapore.

Assolutamente da provare, entrambi ovviamente: vino e abbinamento!

 

Cheers!

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Vini di Andrea Occhipinti

I Vini di Andrea Occhipinti: Degustazione a Roma

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I Vini di Andrea Occhipinti a Roma

Vi voglio segnalare un piccolo ma importante evento, un’occasione per conoscere e degustare i Vini di Andrea Occhipinti, prodotti a Gradoli, sulle colline del Lago di Bolsena.

Se non conoscete ancora Andrea Occhipinti, per non rovinarvi la sorpresa, vi dico solo che i suoi vini vogliono celebrare soprattutto l’espressività dell’Aleatico in purezza, vinificato in modi diversi e non solamente nella realizzazione dei più conosciuti passiti.

Tuttavia non si parla solo di Aleatico, ma anche di Grechetto rosso, un vitigno locale in grado di regalare prodotti davvero profumati, intensi e saporiti, come vi scrivevo in questo articolo.

Quella di Andrea Occhipinti è una produzione biologica che vuole esaltare le uve prodotte nel loro luogo di elezione, in quel microclima particolare che caratterizza Gradoli.

 

I Vini di Andrea Occhipinti a Roma: Cosa si degusterà?

Un produttore e un’azienda vitivinicola sicuramente da non perdere e, se non avete ancora avuto modo di visitare lo splendido paesaggio in cui sorgono le vigne di Andrea Occhipinti a Gradoli, come Stefano vi ha raccontato in questo bell’articolo, allora non potete mancare questo gustoso evento romano.

In occasione di questa degustazione estiva, potrete assaggiare i seguenti vini di Andrea Occhipinti: il Fremito 2017, un Grechetto in purezza, l’Alea Rosa 2017, un rosato a base di Aleatico, l’ Alea Viva 2016, un aleatico in purezza e, infine, il Rosso Arcaico 2017, una saporita unione di Grechetto rosso e Aleatico, vinificato in anfora.

Sarà poi possibile parlare direttamente con il produttore per farsi raccontare i suoi particolarissimi vini e, perché no, eventualmente acquistarli.

Per partecipare all’evento, leggete le informazioni seguenti.

 

I Vini di Andrea Occhipinti a Roma: Quando, Dove e Come?

Quando: 15 Giugno, dalle 19:30

Dove: Enobottega 75, Via Gabriello Chiabrera 58a, 00145, Roma

Come: Il costo di partecipazione è di 10 Euro da versare in loco, potete registrarvi all’evento a questo link.

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Solidago di Papalino

Il Solidago di Papalino: Abbinamenti Cibo Vino

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Quando arriva l’estate sembra impossibile continuare a parlare di vini rossi … ma il discorso non è assolutamente valido per lo splendido Solidago di Papalino, azienda agricola situata a Castiglione in Teverina, nel cuore della Tuscia, al confine tra Lazio e Umbria.

Già il nome di questo vino è particolare e racconta una storia, che ha come protagonista una pianta a fiori dorati, comune in Italia e nel Lazio, che si chiama, per l’appunto, Solidago, scelta per caratterizzare con il suo luminoso colore l’etichetta di questo prodotto.

Il Solidago è un rosso realizzato attraverso una sapiente unione di Sangiovese e Violone (Montepulciano), affinato unicamente in acciaio e in bottiglia prima di essere reso disponibile al pubblico.

Un vino che potete bere a tutto pasto e che si abbina con facilità a tantissime gustose pietanze da gustare nella bella e calda stagione estiva.

 

Il Solidago di Papalino: Profumi e SaporiSolidago di Papalino

Il Solidago di Papalino ci regala un colore rubino pieno, intenso, impenetrabile che, con la sua tonalità, suggerisce chiaramente i principali aromi e sapori.

E’ un vino rosso che, nei profumi, ricorda un cestino di ciliegie e frutti di bosco, i boccioli di peonia, le foglie di mentuccia e di eucalipto, un bouquet aromatico piacevole e intenso che si esprime subito, non appena versiamo il vino nel bicchiere.

All’assaggio è fresco, quasi balsamico, con una persistenza che si estende su delle piacevoli note di ciliegia.

Un sorso appagante e non pesante, un tenore alcolico che c’è ma si sente poco, una morbidezza ravvivata da una bella acidità, ancora dopo tre anni dalla vendemmia, e un gusto fresco, fruttato, con una leggerissima speziatura dolce che invita a nuovi assaggi.

 

Il Solidago di Papalino: Abbinamenti Cibo Vino

Il Solidago di Papalino è un vino che accompagna con grande disinvoltura tantissime pietanze a base di carni rosse, preparate attraverso cotture semplici e veloci (griglia, brace, in padella) e, magari, arricchite da un contorno profumato di verdure e formaggi, vista l’intensità del suo bouquet aromatico.

Perché non carni bianche? Le carni rosse si sposano meglio con il Solidago per i suoi bei profumi e sapori di frutta rossa e sottobosco che, in generale, ben si adattano ad accompagnare il gusto di questa tipologia di carni.

Scegliete una bella braciola, un filetto di maiale alle mele, un filetto di manzo ai funghi, un filetto di manzo al tartufo, una salsiccia alla brace con patate e rosmarino e, per me l’accoppiata vincente, una bella tagliata di manzo con aceto balsamico: l’abbinamento risulterà davvero gustoso.

I profumi e il gusto fresco, intenso, fruttato ed erbaceo del Solidago esaltano il gusto della carne e l’aromaticità spiccata del balsamico, avvolgendo ogni boccone con la giusta morbidezza.

Per chi invece non ha propria voglia di carne … sorpresa! Il Solidago di Papalino sta benissimo anche solo in abbinamento a formaggi di media stagionatura, come un Pecorino di Picinisco DOP, ed è ottimo pure con una bella scamorza affumicata fatta alla griglia, accompagnata a delle zucchine, dei funghi alla brace o del gustoso e profumato tartufo nero estivo.

 

E con questi gustosi abbinamenti vi auguro uno splendido weekend! Sempre cheers!

 

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Osteria Social Food

Torna a Roma l’Evento Osteria Social Food

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Ecco a voi un altro evento vinoso e gustoso da non perdere: il 9 e il 10 Giugno a Roma torna l’Evento Osteria Social Food !

Un’occasione promossa da Slow Food per celebrare allo stesso tempo il cibo e l’ambiente.

Saranno presenti, con la loro cucina e i loro prodotti, numerose trattorie Slow Food del Lazio, produttori locali di birra e, ovviamente, di vino.

Un’occasione più che ghiotta per conoscere queste realtà d’eccellenza dell’enogastornomia del Lazio che proporranno un menù dedicato al mangiare bene, senza sprechi, con un occhio di riguardo alla sostenibilità nella scelta di materie prime locali e di stagione, preparate senza sprechi e valorizzando ogni ingrediente.

Non a caso il menù proposto sarà a tema #menuforchange, per sensibilizzare le abitudini delle persone a tavola … poiché anche attraverso questi piccoli gesti, si può lavorare per la salvaguardia dell’ambiente.

Anche i produttori di vino presenti rappresentano una produzione vitivinicola di qualità, dove l’amore del territorio si trasmette nella cura ai vitigni e alla realizzazione del prodotto finito.

 

Osteria Social Food: le Osterie presenti per mangiare bene e con amore

Le osterie romane e laziali che parteciperanno sono le seguenti, alcune contrassegnate dalla classica chiocciola Slow Food:Osteria Social Food

 

Osteria Social Food: i Produttori di Vino e Birra presenti per bere bene e con amore

Alberto Giacobbe

I Pampini

Azienda Agricola Casale Certosa

Cincinnato

Azienda Agricola Migrante

Cantine Silvestri

Trebotti Azienda Biologica

 

Osteria Social Food: non solo cibo e vino!

Oltre agli Stand Enogastronomici saranno presenti numerose botteghe artigiane dedicate a prodotti alimentari del territorio e a oggettistica ecologica ed equosolidale per grandi e piccini: per portarsi anche a casa un qualcosa di bello e buono!

 

Osteria Social Food: Dove, Quando, Come?

Complesso Ex Cartiera Latina

Via Appia Antica 42, 00179 Roma

Dal 9 Giugno alle 10:00 al 10 Giugno alle 23:59

Ingresso GRATUITO

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Scoprendo il Bianco del Lazio di Donnardea

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Continua la mia ricerca sui Vini del Lazio e stavolta la mia deliziosa scoperta è avvenuta a pochi km a Sud di Roma.

In occasione di Cantine Aperte 2018 ho avuto modo di conoscere l’Azienda Agricola Donnardea: un piccolo eden verde nella campagna romana, popolato da simpatici animali da fattoria e circondato da una splendida natura in cui brillano gli ulivi e, ovviamente, la vite.

Un’azienda decisamente particolare, dal momento che vanta una gestione vitivinicola davvero al di fuori dei criteri commerciali, con una produzione contenuta e una gamma di vini che cambia spesso, in virtù della sperimentazione di nuovi blend, in grado di esaltare soprattutto i vitigni locali, come la Malvasia del Lazio, il Bombino e il Cesanese.

Vini davvero poco reperibili al di fuori dell’azienda ma che, a mio parere, vanno assolutamente scoperti e gustati.

 

 

Il Bianco di Donnardea: Abbinamenti Cibo Vino

Bianco Donnardea
il Bianco IGT di Donnardea

Tra tutti i vini che ho assaggiato, oggi vi voglio parlare del loro bianco, un lazio IGT proprio a base di Malvasia Puntinata, Bombino bianco e Trebbiano.

E’ un vino davvero piacevole, profumato, con un grande equilibrio tra acidità e sapidità, con una vibrante mineralità delicatamente fumé che esprime con chiarezza e gusto la natura vulcanica dei terreni aziendali.

I profumi sono vivaci e netti: mela, susina, note di limone, sentori floreali e di erbe aromatiche, come fiori di camomilla, origano e maggiorana.

All’assaggio è un bianco che conquista il palato con la sua freschezza, la mineralità e la leggerezza: un bianco che non stanca alla beva e ti invita a gustarlo ancora, con la briosità delle sue note fruttate.

Ho avuto modo di provarlo con diversi abbinamenti e, sebbene si adatti perfettamente al gusto delicato di un pesce al forno come l’Orata con le Patate e di una fresca insalata di polpo e patate, trovo che dia il meglio, per il suo gusto fruttato e la sua bella sapidità, in abbinamento a primi piatti e ad antipasti a base di porchetta e verdure.

L’abbinamento più riuscito? Con un bel piatto di gnocchi porchetta, datterini e spinaci.

La Malvasia esalta il gusto tendenzialmente dolce ma saporito della porchetta, mitigandone la grassezza e la pesantezza.

Un bianco che, allo stesso tempo, sposa benissimo il gusto delle verdure, mantenendo inalterati i suoi sapori di fronte all’acidità del pomodoro e alla tendenza amarognola degli spinaci.

Un vino, il bianco di Donnardea, di grande equilibrio e gusto, in grado di abbinarsi a tantissime preparazioni gastronomiche, di carne e di pesce, senza mai risultare banale e senza mai stancare.

Un bianco che va apprezzato ora per la sua particolarità e rarità, assolutamente da provare, anche perché non è detto che verrà prodotto per sempre!

Per questa estate non me lo lascerò scappare 🙂

 

Cheers!

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Il Mercurio dell’Azienda Agricola Rocchi: Abbinamenti Cibo Vino

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Il Mercurio dell’Azienda Agricola Rocchi

Il Mercurio dell’Azienda Agricola Rocchi

Oggi vi voglio raccontare la particolarità del vino biologico Mercurio dell’Azienda Agricola Rocchi: un prodotto davvero speciale che ho avuto modo di conoscere presso la Locanda Rossovino, per poi ritrovarlo con piacere all’evento Vino in Musica a Monterosi.

Conoscendolo, l’ho acquistato nuovamente per sperimentarlo in un abbinamento che speravo potesse essere vincente … e così è stato.

Curiosi di conoscere questo vino bianco speciale, dalla bella Tuscania?

Ve lo dico subito che non è un classico bianco da pesce, ma un bianco davvero  … leggete oltre per saperne di più!

 

Abbinamenti Cibo Vino: il Mercurio dell’Azienda Agricola Rocchi

Maurizio Pio Rocchi, proprietario dell’omonima Azienda Agricola è stato il primo produttore nel Lazio a credere e a seguire un approccio biologico nella sua tenuta, riducendo al minimo gli interventi in vigna e cantina, per conferire ai suoi prodotti un gusto vero e originale, mettendo in risalto le caratteristiche delle uve, del terreno e del particolare microcosmo rappresentativo di questa area vitivinicola.

I suoi sono vini che non conoscono legno, vengono affinati unicamente in acciaio e bottiglia per poi essere subito gustati.

Oggi voglio porre l’accento sul Bianco di questa Azienda Biologica di Tuscania: il Mercurio, una fusione di uve di Malvasia di Candia, Trebbiano Toscano, con un tocco di Moscato.

Il Mercurio è un bianco bellissimo e gustoso. Bellissimo, per la sua etichetta pittorica e per il suo bel colore dorato, e gustoso per i profumi e la saporosità che lo contraddistinguono.

Il suo bouquet richiama il sole e la campagna: mela renetta, pera abate, margherite e fiori di camomilla, con lievi note di salvia.

E’ un bianco decisamente strutturato e sapido, dal sorso pieno che avvolge il palato.

arista alle meleNon è un vino da aperitivo ma da tutto pasto e lo trovo davvero ottimo con piatti di carni bianche come l’arista alle mele,  la tagliata di pollo o dei saltimbocca alla romana.

Volendo scegliere una pietanza di pesce per valorizzarlo, allora lo abbinerei con un bel luccio in olio cottura.

Un vino sicuramente unico nel suo genere e davvero particolare nell’ambito della produzione della Tuscia: se capitate dalle parti della bella Tuscania, l’Azienda Agricola Rocchi con la sua splendida natura e il bell’agriturismo meritano sicuramente una lunga visita.

 

Cheers!

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