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Vini per la Tagliata al Balsamico

Due Ottimi Vini per la Tagliata al Balsamico

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Se siete ancora alla ricerca dei migliori Vini per la Tagliata al Balsamico, leggete i consigli di BWined e i due compagni vinosi qui suggeriti, entrambi capaci di sposare il gusto particolare di questo nobile taglio di carne guarnito della particolarità e preziosità dell’aceto balsamico.

Leggete oltre, per scoprire i due Vini protagonisti di oggi.

 

Due Ottimi Vini per la Tagliata al Balsamico: che Caratteristiche cercare

La pseudo dolcezza della carne di manzo può essere facilmente insaporita e vivacizzata dall’acidità e dalla sapidità di un buon vino rosso.

Tuttavia, l’aceto Balsamico di Modena può essere un ingrediente particolarmente insidioso al momento dell’abbinamento con un Vino.

Se a una succulenta tagliata di manzo, sapientemente cotta e arricchita dall’aromaticità di un pizzico di rosmarino e una spruzzata di pepe nero, possiamo abbinare tantissimi rossi, anche di grande freschezza, aggiungendo l’acidità dell’aceto balsamico dobbiamo optare per un rosso caratterizzato anche da una buona dose di morbidezza.

Pregio che accompagna tutti i vini che ho selezionato e che sposano così bene il gusto della tagliata al balsamico.

Ora ve li racconto, due rossi saporiti provenienti dal centro Italia.

 

Due Ottimi Vini per la Tagliata al Balsamico

 

Vigna delle Lepri 2012
Vigna delle Lepri 2012

1. Sangiovese Superiore Vigna delle Lepri 2012 – Fattoria Paradiso

Questo Sangiovese romagnolo rivela profumi quasi balsamici, di aghi di pino e menta, un’aromaticità fresca e boschiva a cui si aggiungono più miti note di confettura di fragole e ciliegie.

In questa apparente aromaticità iniziale trovano posto aromi più tesi di noce moscata a e tabacco.

Questa annata 2012 del Vigna Le Lepri ci porge ancora un sorso di buona freschezza ma, soprattutto, sapido, con una persistenza piacevolmente speziata, dove le note marcatamente dolci restano in sottofondo, senza dominare il gusto.

Un rosso corposo e morbido, reso particolarmente convincente da quella piacevole mineralità che porta con sé i profumi della terra e del bosco.

Provato di recente su una bella tagliata al balsamico, ha rivelato la sua dote vellutata, mantenendo comunque bene in mostra la piacevole sapidità e la persistenza speziata, senza accentuare l’acidità del balsamico.

Un unico accorgimento: non l’abbinate a una tagliata rucola e grana … la sapidità del Vigna Le Lepri risulterebbe eccessiva al palato.

Potete trovare il Sangiovese Superiore Vigna delle Lepri 2012 a questo link, a circa 14 Euro.

 

Montescuro Conero Riserva 2014
Montescuro Conero Riserva 2014

2. Conero Riserva Montescuro 2014 – Moncaro

Questo Conero Riserva dell’arcinota azienda Moncaro è stato uno dei miei primi amori in abbinamento alla tagliata al balsamico.

Un rosso marchigiano corposo, caldo e satinato che sembra non tradire mai in questo delizioso e classico abbinamento.

L’annata 2014 del Montescuro profuma di ciliegie e frutti di bosco appena colti, con un’importante aromaticità speziata, ricca di ricordi di noce moscata e cannella, con un accenno di tostatura che richiama i chicchi di caffè.

Morbidezza e grintosa persistenza tostata e speziata sono le doti che meglio raccontano il gusto di questo vino, armonizzati all’interno di un corpo rotondo, dal soffice tannino, con una piacevole punta di freschezza.

Un vino che va splendidamente a braccetto con il gusto dell’aceto balsamico: in questo abbinamento, con il Montescuro andate sempre sul sicuro, con gran piacere dei sensi.

Potete trovarlo facilmente online, ad esempio a questo link, a circa 12 Euro.

 

E voi? Quale vino amate in abbinato a una tagliata la balsamico?

Fatemi sapere!

 

Cheers!

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Vino per i Cannelloni Ricotta e Spinaci

Un ottimo Vino per i Cannelloni Ricotta e Spinaci

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Volevo raccontarvelo già da un po’ … uno di quei vini che fa parte della quotidianità, che sposa bene tante delizie di quella cucina casalinga nostrana semplice e buonissima.

La pietanza, con cui ben si abbina il vino protagonista di oggi, fa parte proprio della cucina tradizionale e familiare: un piatto che spesso si mangia insieme alla Domenica e nei giorni di festa.

Se i Cannelloni Ricotta e Spinaci non hanno bisogno di presentazioni, il bianco del Lazio, che ne armonizza così bene i sapori, forse sì.

Pronti a conoscere questo ottimo Vino per i Cannelloni Ricotta e Spinaci?

Proseguite la lettura!

 

Un ottimo Vino per i Cannelloni Ricotta e Spinaci: il Virtù Romane di Tenuta Le Quinte

 

Virtù Romane 2017 - Tenuta Le Quinte
Virtù Romane 2017 – Tenuta Le Quinte

Il Virtù Romane di Tenuta Le QuinteColore, Profumi e Sapore

La Malvasia Puntinata, alla base di questo ottimo bianco del Lazio, con l’aggiunta di altre uve locali a bacca bianca, è sempre in grado di regalare vini saporiti ed estremamente eclettici in termini di abbinamento.

Il Virtù Romane, di un giallo chiarissimo, ci regala profumi floreali, di frutta fresca e secca, con tenui note vegetali.

Un bouquet in cui si affermano sentori di fiori d’acacia, nocciola, pesca bianca e mela renetta, con un tocco vibrante di scorza di limone, erba cipollina e maggiorana.

All’assaggio emergono insieme grande freschezza e sapidità: questo Montecompatri DOC offre un sorso appagante, morbido, con una lunga e persistente scia minerale, lievemente e gradevolmente affumicata.

Davvero un ottimo bianco, estremamente bevibile e ricco di gusto … resta solo da chiarire con cosa abbinarlo per farlo risaltare.

 

Il Virtù Romane di Tenuta Le Quinte: un ottimo Vino per i Cannelloni Ricotta e Spinaci e non solo!

C’è chi lo considera un gran bianco da pesce … personalmente trovo che la Malvasia Puntinata, anche quella che si esprime attraverso il Virtù Romane, renda al meglio con pietanze di terra, a base di salumi, formaggi freschi e verdure.

Spesso infatti, la Malvasia Puntinata, detta anche Malvasia del Lazio, vinificata in purezza, viene consigliata in abbinamento a un must della tradizione locale come la Carbonara.

Nei classici Cannelloni Ricotta e Spinaci, conditi con un po’ di soffice besciamella, la grassezza della salsa, del ripieno e della pasta all’uovo si apprezza molto di più attraverso la sapidità del Virtù Romane, che conferisce quel tocco iodato in grado di rendere più grintoso il gusto della ricotta.

Un bianco con un sapiente equilibrio, di buona morbidezza che riesce a non accentuare il leggero spunto amarognolo degli spinaci.

Non dimentichiamo poi l’evidente tendenza dolce di tutti gli ingredienti presenti in questa tradizionale ricetta: una pseudo dolcezza che viene arricchita dalle note agrumate e vegetali e, soprattutto, dalla viva freschezza del Virtù Romane.

Un’accoppiata veramente ben assortita, da conoscere di persona … la prossima Domenica magari?

 

Cheers!

 

p.s. Il Virtù Romane sta bene anche con la Torta Rustica Prosciutto e Formaggio, con le Scaloppine di Pollo al Rosmarino e, se lo volete provare con il pesce, abbinatelo a una bella Sogliola alla Mugnaia.

 

p.p.s. Potete trovare il Virtù Romane di Tenuta le Quinte qui, a circa 9  Euro.

 

 

Vini per i Casoncelli alla Bergamasca

I Vini per i Casoncelli alla Bergamasca

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Confesso … ho provato anche a cercare i Vini per i Casoncelli alla Bergamasca: una ricetta totalmente fuori dalla mia confort zone, ma che ho provato comunque a replicare e ad abbinare al vino più adatto.

I Casoncelli preparati da me non saranno propriamente quelli più tradizionali, ma seguendo questa ricetta e alcuni consigli del luogo, credo di aver rispettato i sapori originali e individuato alcuni vini ottimi da associare con piacere alla pietanza.

Un piatto ricco di sapori e aromaticità che ha certamente bisogno di un vino che lo accompagni, allo stesso tempo, con grinta e leggerezza.

Vediamo i protagonisti vinosi di oggi, capaci di sposare al meglio il gusto dei Casoncelli alla Bergamasca!

 

I Vini per i Casoncelli alla Bergamasca: che Caratteristiche cercare nel Vino?

Un ripieno a base di carne di manzo arrostita e salsiccia, arricchito da uvetta, amaretti, Grana Padano, pangrattato, prezzemolo, aglio e uovo: un concentrato di sapori, non c’è che dire.

E il condimento? I Casoncelli classici vengono serviti guarniti con della pancetta dolce e una salsa di burro e salvia.

Una pietanza tipica in cui troviamo tanta aromaticità e persistenza gusto – olfattiva, una spiccata tendenza dolce, ammansita dalla presenza dell’amaretto, e una sapidità stemperata dalla dolcezza dell’uvetta. Non dimentichiamo, poi, la piacevole untuosità della salsa e la grassezza della pancetta!

A un piatto così strutturato e complesso vanno abbinati dei vini rossi di medio corpo, di buona freschezza, equilibrio, sicuramente profumati e persistenti, di buon tenore alcolico, con un tannino non troppo esuberante.

Tradizionalmente, ai Casoncelli alla Bergamasca si abbinano alcuni rossi del luogo, come il Valcalepio Rosso,  a base di Merlot e Cabernet Sauvignon, un vino piacevolmente morbido e fresco, con intensi profumi fruttati.

Tuttavia le possibilità di abbinamento possono essere molteplici, alcune sempre legate al territorio originario dei Casoncelli e altre decisamente più distanti geograficamente.

Andiamo quindi ad assaggiare insieme questi 4 specifici Vini per i Casoncelli alla Bergamasca che ho scoperto finora!

 

Vini per i Casoncelli alla Bergamasca

 

I Vini per i Casoncelli alla Bergamasca

 

Rosso del Lupo 2017 - Tosca
Rosso del Lupo 2017 – Tosca

Rosso del Lupo 2017 Valcalepio Rosso DOC – Azienda Agricola Tosca

Eccolo, il famigerato Valcalepio Rosso DOC, tradizionalmente ottimo per i Casoncelli alla Bergamasca.

Alla tradizione non possiamo dar torto, specie assaggiando il Rosso del Lupo dell’Azienda Agricola Tosca.

Un vino profumato con tutta la dolcezza dei frutti di bosco e della spezie dolci, caratterizzato da un sorso fresco e saporito, estremamente vellutato e dal tannino gentile.

Aromi e sapori perfettamente in sintonia nell’accompagnare il gusto particolare dei Casoncelli.

Un abbinamento tradizionale davvero ottimo ed economico … in fondo i tipici Casoncelli nascono come un piatto popolare.

Potete trovare il  Rosso del Lupo a questo link, a soli 12 Euro.

 

Imberghem 2017 - Pecis
Imberghem 2017 – Pecis

Imberghem 2017 Terre dei Colleoni DOC – Pecis

Dall’uva Franconia (originaria dell’Austria), coltivata nel bergamasco con il nome “Imberghem”, nasce questo vino estremamente locale, intensamente profumato e avvolgente.

Profumi immediati di fragole e ciliegie, violetta e iris, ci guidano verso un sorso caratterizzato da importante freschezza, dal tannino delicato e da una persistenza dolce, su note di frutti rossi.

Un grande equilibrio è la dote finale che permette all’Imberghem di Pecis di esaltare il sapore del ripieno e del condimento dei Casoncelli, bilanciandone la grassezza.

Sicuramente un prodotto particolare ma che merita di essere scoperto, per il tipico sapore e la fine qualità produttiva.

Potete reperire l’Imberghem di Pecis anche online, a questo link, a circa 8 Euro.

 

Bigin 2016 - Francesca Castaldi
Bigin 2016 – Francesca Castaldi

Bigin 2016 – Francesca Castaldi

Dalle Colline Novaresi, arriva questa gustosa espressione del Nebbiolo o Spanna.

Profumi di rosa, di lamponi freschi e marmellata di fragole, cedono lentamente il passo a note speziate di liquirizia e noce moscata. Più in sottofondo troviamo delle gradevoli e rinfrescanti note vegetali, di tarassaco e felce.

Un Nebbiolo estremamente equilibrato, nonostante la sua scalpitante tipicità. Il Bigin ci regala un sorso ricco di freschezza, con tannini percettibili ma misurati, leggero all’assaggio e piacevolmente lungo su note di spezie e fragole.

Con il suo tannino lievemente asciugante e il suo gusto vinoso, fresco e intenso, di frutta e spezie dolci, il Bigin di Francesca Castaldi riesce alla perfezione ad accompagnare la grassezza del condimento dei Casoncelli e il gusto particolare del loro ripieno.

Potete acquistare il Bigin di Francesca Castaldi online, a questo link, a 12 Euro.

 

Siebeneich 2015 - Cantina Bolzano
Siebeneich 2015 – Cantina Bolzano

Siebeneich 2015 Alto Adige Merlot – Cantina Bolzano

Ancora una volta, la morbidezza del Merlot riesce alla perfezione ad accompagnare lo spunto agrodolce e la succulenta saporosità dei Casoncelli alla Bergamasca.

Lontani dal loro luogo d’appartenenza, ecco che trovano nel merlot Siebeneich della Cantina Bolzano, un degno compagno.

Il Siebeneich, annata 2016, ci regala un’aromaticità boschiva scura e intensa in cui riconosciamo il profumo dei lamponi e delle more, della legna appena tagliata, dell’incenso, della liquirizia e del cardamomo, con lieve note vegetali di cola.

Al sorso troviamo grande morbidezza e una mite acidità, un gusto caratterizzato soprattutto dalla dolcezza dei frutti di bosco e delle spezie, appena rinvigorito da una piacevole nota boisè.

Un vino sicuramente intenso ma che, nel suo equilibrio, riesce a non nascondere le varie peculiarità di tutti quei sapori che rendono i Casoncelli alla Bergamasca un piatto così gustoso.

Sebbene venga spesso consigliato in abbinamento a brasati di selvaggina e carni rosse, è un vino così vellutato da poter accompagnare con successo anche delle carni con condimenti agrodolci o arricchite dalla presenza della frutta secca.

Lo potete trovare online, qui, a circa 27 Euro.

 

Vi è venuta voglia di assaggiare i tipici Casoncelli alla Bergamasca? Che li prepariate voi o li gustiate sul posto, non dimenticate di abbinargli il vino giusto!

 

Cheers!

Alta Langa di Rizzi: un Vino perfetto per Burrata, Puntarelle e Alici

L’Alta Langa di Rizzi: un Vino perfetto per Burrata, Puntarelle e Alici

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Proprio di recente ho sperimentato un abbinamento davvero fantastico nella sua semplicità: un abbinamento costruito e imperniato sulla bontà degli ingredienti e su un Metodo Classico nostrano, fantastico e particolare.

In questo post vi voglio raccontare il l’Alta Langa di Rizzi, azienda sicuramente celebre per il Barbaresco ma che sa regalare ottimi spumanti e vini bianchi, come il loro Chardonnay, che vi ho raccontato in questo post.

Ora scoprirete qui su BWined la saporosità vincente del loro Metodo Classico Pas Dosè, annata 2013.

 

Alta Langa Pas Dosè 2013 - Rizzi
Alta Langa Pas Dosè 2013 – Rizzi

L’Alta Langa di Rizzi: Colore, Profumi e Gusto

Uno spumante estremamente profumato, fin dal primo istante. Già dall’apertura, senza nemmeno versarlo nel bicchiere, si percepiscono delle invitanti note fragranti di pane alle noci.

Appena servito, comincia a emanare profumi fruttati e freschi, esotici e nostrani, di albicocca, pesca noce, ananas e kumquat e, solo dopo, rilascia quell’attesa fragranza con sentori di frutta secca.

Con una maggiore attenzione, si colgono in sottofondo delle note floreali e vegetali aromatiche, di biancospino, finocchietto e menta.

Assaggiandolo, scopriamo subito un gusto freschissimo, quasi pungente al palato, con note agrumate, e a seguire sentiamo una sfuggente mineralità iodata che scivola piacevole e fragrante su ricordi di arachidi tostate.

L’Alta Langa di Rizzi si presenta, senza dubbio, come un metodo classico complesso e ampio nei profumi e nei sapori, con un profilo gusto olfattivo che lascia il segno.

Con cosa lo possiamo abbinare?

 

Alta Langa di Rizzi: un Vino perfetto per Burrata, Puntarelle e Alici

 

L’Alta Langa di Rizzi: un Vino perfetto per Burrata, Puntarelle e Alici

Un sorso deciso e per nulla morbido : la dote più intensa e invitante di questo metodo classico è senz’altro l’immediata freschezza.

Dote che va sfruttata ed esaltata, senza essere accentuata inutilmente.

E’ chiaro che a questo Metodo Classico non vanno abbinati ingredienti e sapori con netta tendenza acida: scartate pietanze con la presenza decisa e cospicua di limone e pomodorini.

Allo stesso modo vanno evitati come la peste quei piatti che hanno come protagonisti ingredienti con tendenza amarognola: se cercate un metodo classico da abbinare a carciofi e radicchio, l’Alta Langa di Rizzi non costituisce la scelta migliore.

La vibrante acidità di questo Metodo Classico, corroborata dalla sua piacevole sapidità, rende immensa giustizia alla tendenza dolce e alla grassezza di una burrata fresca, guarnita dalle puntarelle e qualche alice.

Un abbinamento in cui percepiamo chiaramente sapori e consistenze della pietanza: la pseudo-dolcezza della burrata, la croccantezza e la freschezza erbacea delle puntarelle, il tocco sapido delle alici, sensazioni esaltate alla perfezione da un sorso dell’Alta Langa di Rizzi che conferisce a questo semplice piatto nuovi aromi e delicatezza.

Autentico matrimonio di sapori, per un assaggio che si desidera continui all’infinito.

Provatelo e datemi il vostro parere!

 

Cheers!

 

p.s. Potete trovare l’Alta Langa di Rizzi qui, a circa 23 Euro.

 

p.p.s. Se non avete voglia di Burrata, provate l’Alta Langa di Rizzi anche con le Fritture di Pesce, Calamari e Crostacei e non rimarrete delusi 😉

 

Vini per il Pollo alle Mandorle

Tre Vini per il Pollo alle Mandorle

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Una ricetta dal sapore orientale che è diventata anche un classico nostrano, per la sua semplicità e il sapore particolare. Ecco perché oggi voglio suggerirvi tre ottimi Vini per il Pollo alle Mandorle.

Se questa pietanza vi sembra troppo semplice anche per una cena tra amici, ricredetevi provando il vino giusto in abbinamento: quel prodotto in grado di far risaltare il gusto delle mandorle e insaporire l’apparente banalità del pollo.

Scoprite qui i tre protagonisti vinosi, deliziosi da abbinare al pollo alle mandorle

 

Tre Vini per il Pollo alle Mandorle: che caratteristiche cercare nel Vino?

Pollo alle mandorle! Una ricetta dove troviamo la classica tendenza dolce del pollo, l’aromaticità, la saporosità e la lieve tendenza amarognola delle mandorle.

Quello di cui abbiamo bisogno, per arrivare a un abbinamento cibo vino armonioso, è un bel bianco, di media struttura, abbastanza morbido, dotato di buona freschezza e sapidità, magari caratterizzato anche da un bouquet aromatico con note fruttate e vegetali che ben sposano il tipico profumo delle mandorle.

Sono tantissimi i bianchi italiani rispondenti a questa descrizione ma, se non abbiamo il tempo di metterci a caccia, quelli di seguito sono i vini, finora sperimentati, che meglio rispondono alle suddette esigenze di abbinamento.

Scopriamoli!

 

Tre Vini per il Pollo alle Mandorle

 

Sauvignon 2017 - Russiz Superiore
Sauvignon 2017 – Russiz Superiore

Collio Sauvignon 2017  – Russiz Superiore

La prima proposta di abbinamento racchiude la paglierina radiosità di un tipico Sauvignon del Collio.

Un bagaglio aromatico intenso, improntato su note agrumate ed erbacee, con profumi di sambuco, ortica, maggiorana e dragoncello.

Un sorso morbido e pieno, perfettamente equilibrato dove sapidità e acidità si contengono il podio, entrambe presenti e ben dosate.

Un assaggio che si chiude su note lievemente tostate ed erbacee, a ricordare la frutta secca dolce e l’aroma dell’ortica.

Un vino davvero perfetto per non accentuare la tendenza amarognola delle mandorle e arricchire di aromaticità e sapore tutti gli ingredienti.

Lo potete trovare qui, a circa 16 Euro.

 

Pecorino Tua Pina 2017 - Centorame
Pecorino Tua Pina 2017 – Centorame

Pecorino Tua Pina 2017 – Centorame

Qui troviamo tutti i tropici nel bicchiere: sentori di ananas e mango, rinfrescati da note di limoni di Sicilia. A seguire, si percepiscono, con grande piacere, i sentori vegetali del tarassaco e della felce.

Un assaggio morbido, dove si viene attratti da un’invitante freschezza e una suadente sapidità.

Un gusto piacevolmente persistente, in cui ritroviamo la freschezza delle erbe e la dolcezza della frutta tropicale.

Un vino che si abbina bene anche a una gustosa carbonara o a delle omelette di prosciutto e verdure.

Lo potete trovare online, a questo link, a soli 10 Euro.

 

Pinot Grigio 2017 - Ermacora
Pinot Grigio 2017 – Ermacora

Colli Orientali del Friuli Pinot Grigio 2017 – Ermacora

Torniamo in Friuli, con un ottimo Pinot Grigio dei Colli Orientali.

Veniamo accolti da profumi intensi di mela golden e pera kaiser con, alle spalle, tocchi floreali e aromatici di glicine, rosmarino e alloro.

All’assaggio, si resta sorpresi dalla morbidezza fruttata e dal sapiente equilibrio tra freschezza e sapidità, doti nette ed evidenti ma che si esprimono con grande grazia e piacevolezza.

Un sorso delizioso e sapido dove scopriamo tutta la mineralità di un territorio, racchiusa in un bicchiere di questo Pinot Grigio, poco conosciuto ma estremamente rappresentativo.

Lo potete acquistare online, qui, a circa 12 Euro.

 

Tra questi tre Vini per il Pollo alle Mandorle, quale vi attira di più?

Se avete già sperimentato abbinamenti vincenti con questa ricetta, fateceli sapere, lasciando un commento!

 

Cheers!

 

Massifitti di Suavia

Il Massifitti di Suavia: Abbinamenti Cibo Vino

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Conoscete il Trebbiano di Soave? Si tratta di un antico vitigno della penisola italica, probabilmente originario del territorio veneto sin dal XIII sec. , e geneticamente assimilato al noto Verdicchio marchigiano, nonostante le profonde differenze organolettiche.

Due vitigni italici imparentati e felicemente riscoperti nell’attuale produzione enoica.

Tuttavia, se tutti conosciamo le grandi espressioni del Verdicchio nelle Marche, la stessa notorietà non abbraccia di certo l’antico Trebbiano di Soave.

Fortunatamente questo vitigno viene  oggi riscoperto attraverso il lavoro della Cantina Suavia che ha dedicato la sua attività proprio alla valorizzazione in purezza del  Trebbiano di Soave e degli altri autoctoni del territorio.

Gioiello di produzione della Cantina Suavia è il loro Massifitti, un Trebbiano di Soave ottenuto da vigne antiche situate nell’area Sud/Ovest del Cru Fittà, coltivate su un suolo vulcanico e basaltico tipico dell’area.

Oggi voglio raccontarvene il gusto, le particolarità e, come di consueto, i suoi possibili abbinamenti.

 

Il Massifitti di Suavia 2015: Colore, Profumi e Gusto

Massifitti 2015 - Suavia
Massifitti 2015 – Suavia

Quello di Suavia è un Trebbiano di Soave caratterizzato da un bel giallo paglierino con riflessi dorati.

Profumi fruttati e minerali, freschi e frizzanti, dominano l’olfatto, emanando sentori netti di mela verde, kiwi, pompelmo, ananas, silice, un pochino di menta e di finocchietto selvatico.

Un vino che profuma di roccia vulcanica e di conchiglie e, all’assaggio, dimostra tutta la sua sapidità incisiva, vero punto di forza di ogni sorso.

Una mineralità lunghissima che lascia una saporosità iodata e pietrosa con, in sottofondo, l’acidità dell’agrume e la dolcezza della frutta esotica.

La deliziosa sapidità del Massifitti merita di essere valorizzata attraversi gli abbinamenti più adatti.

Vediamoli insieme!

 

Il Massifitti di Suavia: Abbinamenti Cibo Vino

I profumi fruttati, frizzanti ed esotici, e la meravigliosa sapidità del Massifitti trovano piena armonia in abbinamento a una tartare di salmone, magari arricchita anche da salse fresche, speziate e lievemente piccanti.

Pensate il Massifitti in abbinamento a un carpaccio di salmone con salsa Ponzu,  a un carpaccio di salmone e burrata, a una gustosa tartare con protagonisti salmone e avocado, a un sushi di aragosta o, anche, a un semplice ma perfetto sashimi di salmone.

Ricette caratterizzate da tendenza dolce e dalla tipica e inconfondibile grassezza del salmone: dote che il Massifitti riesce a stemperare con maestria e delizia.

Se non amate i crudi di pesce e il sashimi, provate il Massifitti di Suavia in abbinamento a una lasagna ai gamberi, a delle crepe di salmone, a dei ravioli di cernia con pomodorini o a un’aragosta alla catalana.

Tutti abbinamenti in cui il Massifitti acquista maggiore equilibrio e perfezione, regalando al pesce, alla tendenza dolce e grassezza degli ingredienti quello un’aragosta alla catalana, pietanze in cui sia il vino sia gli ingredienti di mare escono vincenti, perfettamente armonizzati e insaporiti dalla quel pizzico di sapidità in più.slancio di aromaticità e sapore in più.

Scegliete l’abbinamento che preferite e ditemi se vi piace. Il Massifitti di Suavia merita di essere scoperto e abbinato al meglio!

Se già lo conoscete, condividete qui la vostra esperienza degustativa 🙂

 

Cheers!

 

p.s. Potete trovare questa chicca italiana a un prezzo assolutamente fantastico: si può acquistare qui a circa 14 Euro!

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Il Piedirosso di Cautiero: un Vino perfetto per il Baccalà con i Pomodorini

Il Piedirosso di Cautiero: un Vino perfetto per il Baccalà con i Pomodorini

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Per la rubrica “vini rossi da pesce”, oggi voglio descrivervi un ottimo Vino per il Baccalà con i Pomodorini

Per l’occasione ci rechiamo in Campania, terra d’origine di questo vitigno autoctono, in fase di piena riscoperta.

Un rosso tipico che ben risponde alle esigenze della cucina di mare e riesce perfettamente ad accompagnare il gusto del baccalà e del pomodoro.

Voglio proprio farvelo conoscere!

 

Il Piedirosso di Cautiero: un ottimo Vino Rosso da Pesce

Piedirosso 2017 - Cautiero
Piedirosso 2017 – Cautiero

Chiamatelo Piedirosso o Per’e Palummo, tanto è sempre lui, quel difficile autoctono campano, ora felicemente valorizzato in purezza da diverse aziende, caratterizzato dal tipico raspo che ricorda una zampina di piccione (da cui l’appellativo per’e palummo).

Un rosso riconoscibile per l’accesa freschezza e una profumazione che si bilancia tra note fruttate e floreali.

Un vino da uve rosse che regala un sorso dal tannino gentile.

Tutte doti che rendono questo vitigno e i vini da lui ottenuti, potenzialmente ottimi per condurre a braccetto il gusto di molti secondi piatti mediterranei di pesce.

Ecco, trovo che il Piedirosso di Cautiero rispecchi pienamente queste doti tipiche.

 

 Il Piedirosso di Cautiero: tutti gli Abbinamenti

Delicati profumi di prugna, ciliegia e geranio, con tocchi di menta, rosmarino e origano, si accompagnano al rosso rubino di questo Piedirosso.

All’assaggio ritroviamo il gusto dolce e fruttato e, in finale di bocca, scopriamo dei sentori minerali e iodati, arricchiti dalle attese note erbacee aromatiche.

Un sorso invigorito da una piacevole freschezza e una sapidità salmastra, con quel giusto equilibrio che permette di non insaporire eccessivamente il già saporito baccalà confit.

Quello tra il Baccalà con pomodorini confit e il Piedirosso di Cautiero è un abbinamento in cui permane in bocca la tipica salinità del pesce, la sua dolcezza e nota consistenza, arricchita da note leggere di prugna e di origano.

Non a caso, in molte note ricette, lo stesso amato baccalà può essere servito condito con una sfiziosa salsa alle prugne.

Senza contare poi che il Piedirosso di Cautiero, con i suoi profumi, rende ancora più piacevole e aromatico il gusto dei pomodorini.

Quello di oggi è un abbinamento assolutamente da provare se amate il contrasto di sapori e quella punta di dolcezza fruttata applicata su un delizioso baccalà con pomodorini.

Un Piedirosso che potete sperimentare con successo e piacere anche in abbinamento al tonno in agrodolce, con il pesce spada pomodori e olive e con il coniglio all’ischitana.

Scegliete, assaggiate e fatemi sapere!

Sempre Cheers!

 

Trovate il Piedirosso di Cautiero online qui, a circa 11 Euro.

 

p.s. Se cercate altri Vini Rossi da Pesce, guardate i seguenti articoli!

 

Voglio un Rosso da Pesce! Guida all’abbinamento vino rosso – pesce

3 Vini per le Sarde a Beccafico

I Vini per l’Anguilla in Umido

Il Rosso del Lupo dell’Azienda Agricola Rocchi

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Vino per la Crostata di Frutta

Un Vino per la Crostata di Frutta

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Devo dire che il Natale passato si è rivelato un periodo proficuo per conoscere nuovi vini dolci e i loro potenziali abbinamenti. Proprio così, ho avuto modo di conoscere un ottimo Vino per la Crostata di Frutta.

Inizialmente provato su una Cheesecake, con cui non si abbinava male ma nemmeno così gustosamente, l’ho in seguito sperimentato su una fresca e saporita pasta frolla guarnita con crema pasticcera e frutta fresca.

Com’è stato quest’ultimo abbinamento? Delizioso e ora voglio raccontarvi perché …

 

Un Vino per la Crostata di Frutta: che Caratteristiche cercare?

Tortina di Frutta
Tortina di Frutta

Un’invitante grassezza e cremosità, una dolcezza evidente rinfrescata dall’acidità della frutta, profumi tipici non solo dei frutti ma anche della crema pasticcera e della frolla, arricchite dai profumi della scorza di limone.

Il vino dolce da abbinare a questa delizia pasticcera dovrà risultare nettamente sapido e di buona freschezza, per alleviare la sensazione di grassezza e  pastosità tipica della frolla e della crema.

Dovremmo cercare un vino profumato, in grado di esaltare gli aromi classici e spiccati di questa crostata.

Infine, abbiamo bisogno di un vino non troppo strutturato, per non rischiare di coprire la delicatezza dei sapori dei diversi frutti, dell’impasto e della farcia.

Sicuramente, in questo specifico abbinamento, è bene puntare su un vino da dessert ottenuto da uve bianche, un vino spumante o fermo, magari una vendemmia tardiva, che non sia stata affinata in legno.

Tra le opzioni vinose più gettonate e potenzialmente valide per questo abbinamento troviamo lo spumeggiante Moscato d’Asti  e, in generale, i vini dolci ottenuti da Moscato bianco, il dolce Fior d’Arancio spumante dei Colli Euganei e il Moscadello di Montalcino.

A queste opzioni, oggi ne voglio aggiungere un’altra, inedita ma assolutamente perfetta!

Pronti per conoscere l’Ottimo Vino per la Crostata di Frutta, protagonista di questo articolo?

Eccolo!

 

Un Vino per la Crostata di Frutta: il Verduzzo di Paolo Rodaro

 

Il Verduzzo di Paolo Rodaro: Colore, Profumi e Gusto

Verduzzo 2016 - Paolo Rodaro
Verduzzo 2016 – Paolo Rodaro

Un oro rosso quasi brillante, una colore vivido che già suggerisce la leggerezza e la freschezza di questo vino dolce.

Profumi di agrumi canditi, di datteri, di albicocca disidratata, di kiwi e di ananas, aromi invitanti e assolutamente non stucchevoli.

Un gusto fresco, vivido, che ricorda la piacevole acidità della frutta, degli agrumi, del kiwi e delle albicocche.

Una sapidità evidente, che porta con sé anche il gusto della frutta secca dolce, in un finale di bocca quasi iodato.

Un Verduzzo dolce ma delicato, profumoso, soave al palato, equilibrato, saporito e brioso, tutte doti perfette per accompagnare la classica eleganza di una crostata di frutta.

Finalmente, poi, un vino da dessert in formato generoso … che non ti ritrovi a dover centellinare!

Che desiderare di più?

E’ anche un vino dolce davvero economico … tanto per ricordare che non è il prezzo a rendere un vino buono.

Potete trovare il Verduzzo di Paolo Rodaro qui, a circa 15 Euro.

 

p.s. Quando dovete abbinare una Crostata di Frutta realizzata unicamente con fragole e frutti di bosco, le opzioni di abbinamento migliori coinvolgono il Moscato Rosa dell’Alto Adige, la Malvasia di Castelnuovo Don Bosco e il Brachetto d’Acqui.

 

Vino per il Coniglio in Porchetta

Un Ottimo Vino per il Coniglio in Porchetta

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Ricetta Coniglio Ripieno in Porchetta
Ricetta Coniglio Ripieno in Porchetta

Cercate un delizioso Vino per il Coniglio in Porchetta? Allora vi suggerisco caldamente di provare il protagonista vinoso di questo articolo: un bianco italiano da una regina delle uve autoctone di questo fantastico territorio, davvero ottimo in un abbinamento con le carni bianche e, soprattutto, con il Coniglio in Porchetta, preparato con gli ingredienti e la ricetta a fianco.

Pronti per conoscerlo? Leggete oltre!

 

Un Ottimo Vino per il Coniglio in Porchetta: che Caratteristiche ricercare nel Vino?

 

Il gusto deciso delle olive, la grassezza della pancetta, la sapidità del macinato di maiale e la pseudo dolcezza e delicatezza della carne di coniglio e degli scalogni caramellati sono le caratteristiche principali della pietanza protagonista di questo post.

Un piatto gustoso, preparato attraverso una lunga cottura, in cui la carne di coniglio viene bagnata frequentemente per evitare che si asciughi.

Una ricetta sicuramente molto profumata, soprattutto se aggiungiamo un po’ di rosmarino e qualche foglia di alloro.

Per un piatto del genere, indubbiamente succulento, con una buona untuosità data dalla salsa di cottura, abbiamo bisogno di un vino mediamente tannico e/o con un buon tenore alcolico. Possono abbinarsi bene sia i rossi sia i bianchi, dal momento che entrambe le succitate caratteristiche organolettiche contribuiscono ad asciugare il palato (per chiarimenti, leggete qui!).

Dovremmo cercare un vino di buona struttura ma non robusto, con una buona persistenza aromatica, una generosa freschezza e una piacevole sapidità, doti capaci di contrapporsi alla tendenza dolce della pietanza e alla grassezza leggera del suo ripieno.

Coniglio ripieno in porchetta
Coniglio ripieno in porchetta

Personalmente, come profumi e sapori, in abbinamento al Coniglio in Porchetta, ho sempre trovato più validi i vini bianchi e il protagonista vinoso di oggi rientra proprio in questa grande famiglia.

Ecco, ve lo presento!

 

Un Ottimo Vino per il Coniglio in Porchetta: il Verdicchio dei Castelli di Jesi Grestio di Zannotti

 

Il Verdicchio dei Castelli di Jesi Grestio di Zannotti: Colore, Profumi e Gusto

Grestio 2017 - Zannotti
Grestio 2017 – Zannotti

Questo ottimo Verdicchio, da uve selezionate, si presenta in tutto lo splendore di un caratteristico colore dorato.

Il bouquet del Grestio ci avvolge con profumi, freschi e leggermente dolci, di agrumi, mela golden, aloe, salvia e rosmarino, con importanti note minerali di pietra pomice, in sottofondo.

Un ventaglio aromatico ben bilanciato tra note fruttate, erbacee e minerali, davvero invitante.

Assaggiandolo, troviamo piena corrispondenza con l’olfatto: riscopriamo così la freschezza agrumata e l’aromaticità intensa delle erbe, sapori cullati da una sapiente morbidezza, dovuta alla sinergia tra polialcoli e un tenore alcolico presente e piacevole.

Un sorso, come mi aspettavo, ricco di sapidità più che di freschezza, con  una lunga scia giocata sulle note erbacee e, infine, su quelle più dolci e morbide, di mela gialla.

 

Il Verdicchio dei Castelli di Jesi Grestio di Zannotti: un Ottimo Vino per il Coniglio in Porchetta

Il Grestio, per tutte le sue caratteristiche, sposa stupendamente il gusto del Coniglio in Porchetta.

I profumi delle erbe aromatiche conferiscono alla pietanza ancora più persistenza aromatica, mentre la gustosa sapidità mitiga la grassezza del ripieno e della pancetta.

I sentori vegetali e fruttati di questo ottimo Verdicchio incoronano perfettamente il gusto della carne di Coniglio e del suo saporito ripieno.

Un vino rosso, leggero, fresco e saporito avrebbe magari arricchito il gusto della carne di maiale ma, probabilmente, avrebbe coperto la delicatezza del coniglio e i profumi delle erbe e delle olive.

Per accorgervi della bontà di questo abbinamento dovete senz’altro provarlo: il Grestio vi convincerà sicuramente meglio di tutte le mie parole.

Potete trovare il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Grestio, di Zannotti, a questo link, a circa 10 Euro.

 

p.s. Il Grestio è uno di quei Verdicchi che si abbina meglio con i piatti a base di carne piuttosto che con quelli di pesce.

Per sapere con quali altri secondi di carne potete abbinare un Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico, leggete anche questo articolo, interamente dedicato a questo fantastico e unico vino bianco!

Il Verdicchio dei Castelli di Jesi e gli Abbinamenti Possibili

 

Vino perfetto per la Creme Brulèe

Un Vino perfetto per la Creme Brulèe

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Dopo tanta ricerca e fatica ho meritatamente scoperto, un pochino a sorpresa, un Vino perfetto per la Creme Brulèe.

Intendo un vino dolce, ovviamente, non vorremo mica rovinare un capolavoro dell’arte pasticcera come la Creme Brulèe con un vino secco, vero? (Se vi chiedete perché è meglio accompagnare i dessert con i vini dolci, leggete qui!)

Un passito o meglio un muffato piemontese poco conosciuto ma davvero meritevole di più assaggi.

Scopritelo con noi!

 

Un Vino perfetto per la Creme Brulèe: che Caratteristiche cercare nel Vino?

 

Vini dolci spumanti? Nì

La perfezione della Creme Brulèe
La perfezione della Creme Brulèe

C’è chi spesso consiglia degli spumanti dolci in abbinamento alla Creme Brulèe: una scelta potenzialmente valida ma non è di certo l’unica né la migliore per questo specifico abbinamento.

Infatti, in realtà, la grassezza della Creme Brulèe non conferisce al palato quella pastosità che invece pasta frolla, pasta brisèe, panna montata, panna cotta e crema pasticcera regalano.

Si tratta infatti di una grassezza meno intensa, più delicata, che può anche fare a meno dell’azione meccanica rinfrescante delle bollicine.

Un buon Moscato d’Asti Spumante viene spesso consigliato con successo per i classici dolci lievitati di Natale, per le panne cotte guarnite alla frutta e per i dolci fritti, tuttavia nel caso della Creme Brulèe abbiamo altri aspetti da considerare oltre la nota grassezza e, pertanto, è meglio scegliere un diverso e più adeguato compagno vinoso.

Se, però, siete amanti della tipica aromaticità del Moscato bianco piemontese, provate a sceglierne uno fermo in abbinamento alla Creme Brulèe.

Nella scelta del Moscato Spumante, il maggiore rischio sta nel conferire, attraverso l’acidità e l’effervescenza, un’eccessiva tendenza amarognola al dessert, che ne comprometterebbe la piacevole dolcezza.

 

Vendemmie Tardive e Vini passiti? Sì … ma quali?

Una Creme Brulèe realizzata a dovere è caratterizzata da una lampante dolcezza, da una grassezza dovuta alla presenza dell’uovo e della panna e da quella indimenticabile aromaticità data anche dall’aggiunta della vaniglia.

Un dessert dotato anche di una piacevole tendenza amarognola, per via della bruciatura superficiale con l’apposito cannello.

Con queste doti di base capite già che abbiamo bisogno di un vino dolce, perché dolcezza si abbina a dolcezza,  ma anche dotato di media freschezza e di buona sapidità, per contrastare la grassezza del dessert.

Come accennavo, è bene scegliere anche un vino morbido, in grado di non accentuare la tendenza amarognola del dolce.

Dovremo anche scegliere un vino di media struttura e dotato di una buona profumosità, capace di accompagnare la succulenza ed esaltare l’aroma tipico della Creme Brulèe.

Di solito, in abbinamento alla Creme Brulèe si suggeriscono spesso i Passiti di Pantelleria.

Non a caso, in territorio francese, zona di nascita di questo ottimo dessert, si suggerisce il Muscat de Rivesaltes in abbinamento: un vino dolce naturale, a base di Moscato d’Alessandria.

Tuttavia non tutti i Passiti di Pantelleria sono adatti allo scopo e, pertanto, dobbiamo considerare che anche molti Muffati possono rendere ben giustizia a questo dessert.

Se, in alcuni casi, i passiti di Pantelleria possono mancare di un pizzico di freschezza e sapidità e risultare troppo marcati in dolcezza, lo stesso discorso non vale per i Muffati, spesso più leggeri e meno dolci, ma ugualmente morbidi, profumati e intensi.

Ed è proprio un Muffato il protagonista di oggi … ecco, ve lo presento.

 

Un Vino perfetto per la Creme Brulèe: Vendemmia Tardiva Sito dei Fossili di Bric Cenciurio

 

Vendemmia Tardiva Sito dei Fossili
Vendemmia Tardiva Sito dei Fossili

Vendemmia Tardiva Sito dei Fossili di Bric Cenciurio: Colore, Profumi e Gusto

Un oro intenso e limpido caratterizza l’aspetto di questo Muffato piemontese: una vendemmia tardiva con grappoli attaccati dalla nobile Botrytis Cinerea.

Al naso percepiamo subito profumi freschi e intensi, di frutta secca e candita, minerali, idrocarburi, fiori e spezie.

Un ventaglio aromatico estremamente variegato e piacevolmente intenso dove spiccano le note di cedro candito, kumquat, albicocca disidratata, verbena e lavanda, la granella di nocciole e il bastoncino di liquirizia con, in sottofondo, sentori iodati e di smalto.

All’assaggio si viene subito colpiti da un’invitante freschezza gustativa, giocata su note retro olfattive di limone, cedro e albicocca disidratata.

Sorseggiandolo lentamente, si percepiscono anche le note affumicate delle nocciole tostate e quella sapidità iodata che si estende su dolci note di zucchero a velo vanigliato.

Un muffato profumato, dolce ma estremamente fresco nel suo profilo agrumato di ampio spettro.

 

Vendemmia Tardiva Sito dei Fossili di Bric Cenciurio: un Vino perfetto per la Creme Brulèe

Questa Vendemmia Tardiva di Bric Cenciurio ha tutto ciò di cui abbiamo bisogno per esaltare il gusto tipicissimo della Creme Brulèe: un dolce apparentemente semplice e delicato ma davvero indimenticabile.

Questo Muffato regala alla Creme Brulèe tutta la freschezza degli agrumi, la rallegra con una stuzzicante sapidità iodata, rendendola leggera come zucchero filato che si scioglie in bocca.

Un dessert di cui riusciamo, proprio attraverso l’abbinamento con il vino, a esaltare la dolcezza senza esagerarla, aggiungendo persistenza ai sapori e una maggiore e più incisiva profumosità, fresca e speziata.

Potrei raccontarvi ancora di questo fantastico dolce connubio, ma vi invito a provarlo personalmente!

Potete trovare la Vendemmia Tardiva Sito dei Fossili di Bric Cenciurio qui, a circa 18 Euro.

 

p.s. La Vendemmia Tardiva di Bric Cenciurio si può abbinare bene anche al classico Panettone, al Creme Caramel, la Panna Cotta al Caramello e al Mont Blanc, ma l’abbinamento migliore rimane quello con la Creme Brulèe.

Evitate di abbinare questo Muffato con dolci ricchi di frutta e di cioccolato.