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Vini per la Gricia

6 Gustosi Vini per la Gricia … + 1

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Pronti a scoprire tanti deliziosi Vini per la Gricia? Non che i protagonisti di oggi siano gli unici, sia chiaro! Però, nell’attesa di poter avere una lista ancora più ampia di vini bianchi e rossi perfetti per questa delizia gastronomica, mi consolo con qualche singola scelta, come quelle di oggi.

Vini ottimi da soli ma che sanno rivelare tutta la loro bontà con questo classico primo piatto saporito, dal gusto inconfondibile!

Cos’è la Gricia?

Una ricetta storica e tradizionale, così intimamente legata ad alcune ristrette tradizioni culinarie locali che è difficile ripercorrerne le vicende.

La Gricia sarebbe originaria della zona circostante il paese di Amatrice: una pasta tipica, vera sorella maggiore della più nota Amatriciana, preparata senza l’aggiunta della salsa di pomodoro.

Il termine “Gricia o Griscia” indicherebbe, in particolare, il paese di Grisciano, vicino ad Amatrice e all’interno del comune di Accumoli, al confine tra Lazio e Abruzzo. Un paese (e un territorio) diviso e unito da diverse culture enogastronomiche che hanno saputo conquistare l’Italia intera, diventando celeberrime anche a livello internazionale. Che la Gricia sia diventata la pietanza portabandiera di questo storico borgo è testimoniato anche dalla famosa sagra, dedicata proprio al felice assaggio di questo primo piatto, dalla semplicità e dalla saporosità disarmante.

Tuttavia, lo stesso termine Grici o Grisci, diffuso oggi anche nell’onomastica tra Umbria, Lazio e Abruzzo, avrebbe indicato, fin dal 1400, una categoria di panificatori, immigrati a Roma dal Sud della Germania e dalla regione Svizzera del Cantone dei Grigioni. Applicato a queste persone, il termine “Grici” avrebbe avuto una valenza dispregiativa, a indicare il loro modo sciatto nel vestirsi e quel particolare grembiule, sempre sporco, con cui lavoravano all’interno delle botteghe. Affascinante immaginare che la Gricia sia nata all’interno di queste storiche botteghe, come forma di sostentamento povero di intere famiglie di lavoratori, che potevano godere del valore energizzante di un piatto così semplice.

Sebbene la storia della Gricia sia difficile da tracciare con certezza, ciò che si trova di fronte agli occhi –  e alla bocca – di tutti, è la genuina e succulenta bontà di questo primo piatto! Sapete come preparalo?

Provo a descriverlo, brevemente, nelle seguenti righe …

Pasta alla Gricia
Pasta alla Gricia

La Ricetta Tradizionale della Gricia

Una ricetta che, per fortuna, conosciamo bene: prendete dell’ottima pasta di semola di grano duro, preferibilmente lunga, cotta a puntino, e farcitela con del guanciale rosolato, del Pecorino di Amatrice (oppure un Pecorino non troppo stagionato), del peperoncino e del pepe nero.

Mi raccomando, per far sì che il grasso del guanciale sfrigoli a puntino, tagliatelo a piccole fettine sottili e sfumatelo con un bicchierino di vino bianco.

Basta. Eccola qui, la Gricia. Semplice, perfetta … un piatto che può essere facilmente sublimato dal tocco di un cuoco esperto e dal gusto di un buon vino.

Ma quali possono essere i vini giusti per la Gricia?

I Vini per la Gricia: che Caratteristiche Cercare?

Non esiste una tipologia di vino che va sempre bene per la Gricia! Questo è sia uno svantaggio che un vantaggio: perché potete scegliere tra vini bianchi e rossie, in alcuni casi, osando, anche dei vini dolci!

In generale, quando cercate un vino per la Gricia, provate a orientarvi su:

  • Bianchi dotati di morbidezza, freschezza e di una buona mineralità: l’acidità serve a vivacizzare la tendenza dolce della pasta e del guanciale, già insaporita dal condimento, mentre la mineralità aiuta a mitigare la lieve grassezza della pietanza. La morbidezza in un bianco è una dote importante, specie in abbinamento a un piatto saporito e speziato come la Gricia: un vino troppo spinto in acidità e mineralità rischierebbe di accentuare troppo la saporosità del piatto, rendendo il tocco del pecorino troppo salato e tendente all’amaro. La Gricia è un piatto abbastanza cremoso e succulento, spesso dotato di una piacevole untuosità, data dalla presenza del grasso del guanciale, parzialmente sciolto. Proprio per questo è bene optare per dei bianchi di buona struttura, dotati anche di un buon tenore alcolico.
  • Rossi poco tannici, morbidi, abbastanza leggeri e piacevolmente freschi: un vino rosso troppo tannico e/o strutturato andrebbe a nascondere il gusto del piatto, rendendone amara la saporosità. Anche in questo caso, la morbidezza generale del vino è importante: un rosso troppo minerale e saporito andrebbe in contrasto con il gusto sapido e speziato della Gricia. L’acidità di un rosso è ugualmente importante, poiché aiuta a esaltare la tendenza dolce del piatto.

Magari, con qualche gustoso esempio, queste descrizioni generiche diventeranno più chiare. Che dite?

Cominciamo alcuni ottimi Vini Bianchi per la Gricia!

Soave Classico Vigna Turbian - Vini per la Gricia
Soave Classico Vigna Turbian

1. Soave Classico Vigna Turbian 2018 – Nardello

Un vino che esprime una profumosità di fiori e frutta, con una leggera eco minerale. Un sorso che viene accompagnato da sensazioni di piacevole freschezza, con una chiusura morbida e delicata, che lascia al palato gustose sensazioni fruttate e vellutate.

Con la sua morbidezza gustativa, la persistenza vellutata e il buon tenore alcolico, questo Soave Classico riesce benissimo a sposare la gustosa cremosità e la piacevole grassezza della Gricia, il cui sapore viene vivacizzato dalla dolci note fruttate, dalla viva freschezza e dalla delicata sensazione minerale di questo bianco Veneto.

Un abbinamento non proprio regionale, ma assolutamente gustoso …

Potete trovare il goloso Soave Classico Vigna Turbian 2018, qui, a circa 12 Euro.

Pecorino Contesa - Vini per la Gricia
Pecorino Contesa

2. Abruzzo Pecorino 2017 – Contesa

Un pecorino abruzzese, piacevolmente ricco e strutturato, che sprigiona profumi di soave morbidezza, quasi polposi, con note di pesca percoca, pera kaiser, albicocche mature, mandorle glassate e fiori di gelsomino.

Un’aromaticità semplice ma invitante, che guida a un assaggio dov’è la mineralità a regnare, sorretta da un viva freschezza e da un corpo morbidamente avvolgente.

Un bianco saporito ma equilibrato, che riesce, nonostante la pimpante mineralità, a insaporire la pasta alla Gricia senza eccedere, prolungando solamente la già ricca persistenza gustativa di questa pietanza, a cui aggiunge una golosa persistenza su dolci note fruttate.

Puoi scoprire questo gustoso Pecorino qui, dov’è acquistabile a circa 8 Euro.

Bianco del Faet - Vini per la Gricia
Bianco del Faet

3. Collio Bianco Bianco del Faet 2016 – Terre del Faet

Un bianco avvolgente nei profumi e nel gusto. Una setosità che parte con i profumi e termina con un sorso di lussureggiante morbidezza e persistenza. Un’incredibile corrispondenza tra aromi e sapori, dove riscopriamo la dolcezza della frutta esotica, resa briosa da un gentile tocco d’agrume, e la croccantezza della frutta secca. Un’aromaticità che si completa con delicate note vegetali, di erbe aromatiche.

Un vino pieno, caldo e strutturato, ben dosato in acidità e saporosità … per ora una delle mie scelte più gustose e confortevoli in abbinamento alla speziata sapidità della classica Gricia.

Quasi ti dispiace sfumarne un pochino, nella rosolatura del guanciale … una procedura che, però, potete anche saltare, per gustare il vino in originale, assieme a degli ottimi spaghetti alla Gricia.

Trovate questo Collio Bianco qui, a circa 18 Euro.

4. Bombino 2018 – Valentina Passalacqua

Il mio esperimento più recente: questo Bombino in purezza, in abbinamento alla Gricia, si è rivelato particolarmente gustoso.

Un bianco biologico pugliese, a base di uve di Bombino bianco, vinificate in purezza dalla bravura di Valentina Passalacqua. Un vino che, nei sapori, esprime la brezza marina del Gargano, con la sua ricca mineralità, accompagnata a braccetto da una freschezza ugualmente intensa. Doti saporifere equilibrate, già ottime per accompagnare il gusto sostanzioso della Gricia. Il quadro di un abbinamento davvero goloso si completa grazia alla profumosità fruttata di questo bianco pugliese, carica di note esotiche, di mango e ananas, con accenni di frutta secca e tenui sensazioni floreali di mimosa e ginestra.

Un gran buon vino, dalla persistenza soavemente fruttata e delicatamente ammandorlata … super delizioso accanto a degli Spaghetti alla Gricia.

Lo potete ordinare direttamente dal sito della Cantina, a questo link, a circa 12 Euro.

Bombino 2018 - Valentina Passalacqua - Vini per la Gricia
Bombino 2018 – Valentina Passalacqua

Ora, proseguiamo con i Vini Rossi per la Gricia!

5. Alto Adige  Santa Maddalena 2017 – H. Lun

Santa Maddalena - H. Lun - Vini per la Gricia
Santa Maddalena – H. Lun

Profumi che ti riportano all’infanzia in montagna, quando in Estate si coglievano lamponi e more.

Ecco la deliziosa spina aromatica di questa Santa Maddalena, un rosso altoatesino a base di uve autoctone: Schiava e un pizzico di Lagrein.

Un vino davvero leggiadro al palato, dalla freschezza carezzevole e dalla particolare mineralità: due doti ben percettibili ma ben in equilibrio, rese affusolate da una struttura che non manca della giusta setosità. Non stupisce che questo vino riesca ad accompagnare il tipico gusto della Gricia, senza nascondere la saporosità del guanciale e del pecorino e la piacevole speziatura della pasta.

Potete trovare questo tipico rosso altoatesino qui, a circa 7 Euro.

6. Lacrima di Morro d’Alba Superiore 2016 – Stefano Mancinelli

Lacrima di Morro d'Alba Superiore - Stefano Mancinelli - Vini per la Gricia
Lacrima di Morro d’Alba Superiore – Stefano Mancinelli

Un ensemble di piccoli frutti rossi estivi, come more, lamponi e ciliegie, arricchiti da rinfrescanti sensazioni vegetali di macchia mediterranea, con ricordi di menta, timo e rosmarino: ecco le basi dell’invitante profilo aromatico di questa Lacrima di Morro d’Alba Superiore, arricchita da una golosa profumosità peziata, con note di pepe nero.

Forse l’abbinamento più azzardato, ma indubbiamente da provare per l’intensità delle sensazioni che sa regalare. In questo caso la Gricia si arricchisce di note speziate più intense, arrivando al limite della sua golosa saporosità. Nessuna nota amara o acidula si crea al palato, mentre si percepisce una sapidità intensa ma ancora pienamente godibile, grazie al buon equilibrio del vino.

Un rosso saporito e ricco di profumi variegati, che conquista definitivamente con la sua freschezza, i tannini eleganti e la satinata morbidezza, ricca di ricordi dolci e fruttati che incantano, specie se uniti alla saporosità della Gricia. Un rosso rinfrescante e delizioso, che potete trovare online qui, al piccolo prezzo di circa 9 Euro.

Un Vino Dolce per la Gricia?

Infine, concludiamo con l’ipotesi di un vino dolce in abbinamento alla Gricia

Lo so … dolce chiama dolce, pertanto suona davvero come un’eresia l’abbinamento tra un vino “da dessert” e un primo piatto particolare, come proprio la saporita Gricia.

Tuttavia, nel gioco delle contrapposizioni e concordanze, che tanto ci piace e che viene amato ogni giorno, nelle grandi cucine del mondo, non è certo un azzardo coniugare la saporosità intensa di un formaggio con il sapore dolce e intensamente aromatico di un’uva leggermente appassita.

Ecco perché, se avete voglia di rischiare e di osare, vi propongo questo Passito di Uve Moscato in abbinamento alla Pasta alla Gricia.

Moscato d’Asti passito Passrì Scrapona – Marenco

Passrì Scrapona
Passrì Scrapona

Un passito dolce ma non così dolce, ricco di profumi e di sapori persistenti che riportano al palato le note incantevoli di un bouquet carico di sentori di cannella, noce moscata, vaniglia e zafferano, di albicocche disidratate e mele cotogne.

Un gusto delicatamente dolce, certo, ma corredato da piacevoli guizzi sapidi e da una viva freschezza. Uno di quei vini dolci che si abbina alle crostate di frutta, agli strudel di mele ma che, sa destreggiarsi con grande maestria anche accanto ai formaggi stagionati e alla vivida saporosità della Gricia.

Che dite? Se volete sperimentare anche voi questo abbinamento inedito e dissacrante, allora potete trovare questo Moscato passito qui, a circa 26 Euro.

Se poi questi Vini per la Gricia non vi sembrano abbastanza, ecco, a questo link, un altro goloso e ben riuscito esperimento di abbinamento con la Gricia!

Un ottimo Vino per il Riso Gamberi e Zafferano

Un ottimo Vino per il Riso Gamberi e Zafferano

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Spesso mi è stato chiesto: “Ma quale può essere un buon Vino per il Riso Gamberi e Zafferano?” Domanda interessante a cui, fortunatamente, si possono dare più risposte.

Per oggi, ve ne voglio raccontare una: riguarda una tipologia di vino che, in questo caso, può rivelarsi una scelta non solo adatta ma davvero squisita.

Riso Gamberi e Zafferano: che Caratteristiche cercare in un Vino?

Al profumo dello zafferano, delicato ma avvolgente, bisogna accompagnare un bianco nettare ugualmente intenso in quanto ad aromi.

Perché non un rosso? Già solo i tipici profumi, spesso riscontrabili anche nei vini rossi freschi, giovani e leggeri, andrebbero a alterare e a nascondere il sapore e le sensazioni aromatiche di questa pregiata spezia.

Quale tipologia di Bianco scegliere ?

Per un simile abbinamento, in cui possiamo assaporare anche la tenue mineralità e la dolcezza dei gamberi, vi propongo un bel Gewürztraminer … e non uno qualsiasi, ma firmato dall’esperienza di una delle più importanti e rinomate – a ben ragione – cantine dell’Alto Adige.

Ebbene, il Gewürztraminer Selida di Tramin, pur costando poco, è davvero un vino ottimo, perfettamente equilibrato e così profumato da esaltare, senza coprire, il tipico profumo dello zafferano.

Stimmi di Zafferano
Stimmi di Zafferano

Un bianco che, con la sua morbidezza, riesce anche a tenere testa a ingredienti aromatici, anche più importanti e carichi, come  il potente tartufo nero.

Imprese di gran gusto in cui riesce perché … seguitemi che ve lo racconto in poche parole!

Il Gewürztraminer Selida 2018 di Tramin: Colore, Profumi e Gusto

E’ bello da guardare, con le sue intense e piene sfumature dorate. E’ avvincente all’olfatto, con dei profumi invitanti e morbidi di pesca percoca, litchi e ananas, con un sottofondo floreale di fiori di acacia, di sambuco e petali di rosa tea. Una profumosità semplice ma che stupisce per la sua inebriante intensità … staresti anche 5 minuti con il naso sul bordo di un calice, contenente questo goloso Gewürztraminer.

Ma sarebbe un peccato ritardarne l’assaggio.

Infatti, si tratta di un bianco dal gusto seducente, pieno, intenso e morbido, con una succosa persistenza su note fruttate. Un sorso in cui si rivela un ottimo bilanciamento tra le doti di acidità e sapidità: un bianco bello fresco, con il giusto tocco di mineralità salina.

Un Gewürztraminer decisamente aromatico e caldo ma che non ha quella persistenza speziata che spesso riscontriamo in vini della stessa tipologia, più strutturati e che, pertanto, risultano più vigorosi e penetranti.

Tutti questi succosi aspetti, immediatamente godibili e beverini, del Selida 2018 di Tramin sanno incantare ancora di più in abbinamento agli ingredienti e alle pietanze più adatte.

Un ottimo Vino per il Riso Gamberi e Zafferano: il Gewürztraminer Selida 2018 di Tramin

Che degli ottimi Gewürztraminer possano essere la scelta ideale per piatti profumati e dall’appeal orientale, non è una novità. Anche il Selida di Tramin ama i piatti saporiti e i gusti intensi, creati attraverso l’aggiunta di spezie e ingredienti particolarmente aromatici.

In termini di abbinamento, il maggior punto di forza di questo bianco è senz’altro il gusto morbido, equilibrato e intensamente fruttato che, unito alla buona freschezza, permette di esaltare, senza nascondere, il sapore di ingredienti delicati e ricchi di tendenza dolce.

Il secondo punta di forza del Selida è, ovviamente, l’intensità a la persistenza aromatica che aiutano nel valorizzare gusto e profumi di spezie ed erbe.

Perchè proprio il Selida 2018 di Tramin?

Pertanto, non sconvolge che questo Gewürztraminer sia davvero ottimo in abbinamento a un riso saltato con gamberi e zafferano, ricetta dal fascino esotico ma caratterizzata anche da una particolare delicatezza di aromi e struttura.

Con un bicchiere del Selida sentiamo nettamente intensificata la profumosità e la persistenza gusto  – olfattiva sia dei gamberi sia dello zafferano, di cui riusciamo a cogliere ogni singola, deliziosa sfumatura: un vino che non nasconde ma rivela tutta l’eleganza del loro gusto unico.

E le potenzialità di questo Gewürztraminer non finiscono qui! Con quella sua setosità gustativa, riesce benissimo a esaltare le tipiche sensazioni organolettiche dello zafferano anche in piatti più costruiti e complessi, soprattutto a base di pesce e crostacei, anche a crudo, come dei fusion roll, ripieni di tempura di granchio, con avocado e salsa allo zafferano.

fusion roll, ripieni di tempura di granchio, con avocado e salsa allo zafferano,  ... ottimi con il Selida 2018 di Tramin
fusion roll, ripieni di tempura di granchio, con avocado e salsa allo zafferano … ottimi con il Selida 2018 di Tramin

Infine, scommetto che lo apprezzerete ancora di più se vi dico che è un vino ottimo per accompagnare degli sfiziosi piatti dove pesce, crostacei e tartufo nero si incontrano ….

Vi va di scoprirlo di persona?

Potete trovare il Gewürztraminer Selida 2018 di Tramin a questo link, a circa 12 Euro.

Cheers!

p.s. Se cerchi un vino diverso per una pasta con crostacei e zafferano, prova la particolarità del Satres di Cantina La Lase, raccontato qui!

Rosa Rosati Rosé – Un Racconto in Rosa

Rosa Rosati Rosé – Una Guida e un Racconto in Rosa

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E che racconto! Partecipare allo scorso evento, Rosa Rosati Rosé, mi ha permesso di scoprire dei vini davvero interessanti, che non vedo l’ora di assaggiare nuovamente, magari comodamente a casa e in allegra compagnia.

Infatti, quando provi un vino che ti colpisce per le sue qualità, non vedi l’ora di farlo provare anche alle persone a cui vuoi bene … perché il buon vino è un dono che si condivide con grande piacere!

Se il mondo dei vini rosati vi affascina, allora non potete perdere alcune delle chicche in rosa che ho avuto l’occasione di degustare!

I Rosati assaggiati, in molti casi, sono dei raffinati prodotti di nicchia, non così facilmente reperibili … ma non preoccupatevi, presto riuscirò a sperimentarli nelle mie avventurose prove di abbinamento.

Intanto, proverò a ingolosirvi descrivendovi alcune delizie in Rosa provate all’evento …

La Guida al Bere Rosa
La Guida al Bere Rosa

Rosa Rosati Rosé – I Vini Assaggiati

Honor Rosé Extra Dry – Astoria

Comincio con una bollicina gustosa, un Metodo Charmat del Veneto … e non è un Prosecco!

I vini firmati Astoria sanno sempre essere accattivanti, devo proprio dirlo. Questo è anche il caso del loro rosé, dallo splendido color rosa cerasuolo.

Da uve di Raboso e Pinot Nero nasce questo spumante sfizioso, dalla freschezza piacevolissima, affilata e fruttata, in cui si percepiscono subito i profumi delle fragole, il delicato tocco dei petali di rosa e un pizzico di freschezza vegetale.

Un Metodo Charmat che regale un sorso croccante e spumosamente fragoloso, di vivida freschezza. Me lo immagino ancora più gustoso in abbinamento a una pizza, con mozzarella, mortadella e pistacchio.

Una pizza come la gustosa “Porcopistacchio” che si assaggia qui, al Bir & Fud.

Fortunatamente, l’Honor Rosé di Astoria si trova facilmente online, come qui, ad esempio, dove costa solo 7.50 Euro.

Selezione degli Spumanti Astoria al Rosa Rosati Rosé
Selezione degli Spumanti Astoria al Rosa Rosati Rosé

Vetere 2018 Paestum Rosato – Azienda Agricola San Salvatore

Un Aglianico rosato decisamente romantico, nel colore e nei profumi: una delicata nuvola rosa dai profumi di fragole, lamponi e petali di rosa e ciclamino. Un vino dal gusto morbido e rinfrescante, perfettamente equilibrato tra freschezza e sapidità.

Un sorso del Vetere lascia in bocca un piacevole e sfumato ricordo di fragole fresche, sempre godibilissimo e apprezzabile,

A tavola, è sicuramente un grande compagno, uno di quei vini jolly sempre vincenti in abbinamento a tanti ingredienti. Da provare su dei bocconcini di baccalà e pomodorini confit, su un couscous vegetariano, con melanzane a funghetto e pachino o, vista la stagione, con della polenta bianca croccante, con funghi e ciauscolo.

Mi è piaciuto … e tanto. Per fortuna che, online, si può trovare qui, a 15 Euro.

Il Vetere Rosato ... fortunatamente in più formati
Il Vetere Rosato … fortunatamente in più formati
Il Colore del Vetere Rosato 2018
Il Colore del Vetere Rosato 2018

Dopo queste rapide ma gustose toccate e fuga … arrivo nella Maremma Toscana e qui mi fermo, perché in questa regione ho scoperto diversi rosati sfiziosi che ancora non conoscevo.

San Michele 2018 Maremma Toscana Rosato – Poggio l’Apparita

Questo San Michele è un rosato sicuramente intenso, a base di uve Sangiovese, ricco di sensazioni fruttate cariche, con note di lamponi, ciliegie e melograno, e delicati accenni vegetali. Un’aromaticità dal tocco fragrante, dove sembra quasi di percepire la golosità di quei pasticcini da tè con sopra le ciliegie candite.

Profumi dolcemente croccanti che si scontrano con un gusto pienamente secco, fresco e di delicata mineralità. Un rosé ben equilibrato, di buona morbidezza e con una gustosa persistenza su note di frutti rossi.

Un vino che vedo splendidamente in abbinamento a una classica Pizza Margherita o su delle linguine con salmone e pomodoro pachino.

Lo potete trovare facilmente qui, a circa 12 Euro.

San Michele Rosato 2018
San Michele Rosato 2018
Il colore del  San Michele Rosato 2018
Il colore del San Michele Rosato 2018

Ciarlibò 2018 Maremma Toscana Rosato – Tenuta Diegale

 Passiamo all’assaggio del gustoso Ciarlibò, a base di – udite udite, uve di Grenache. Ardito ma, devo dire, davvero gustoso. Un bel mix di profumi di fiori e frutta, con sentori di petali di rosa, ciliegie croccanti, felce, sedano e appena un pizzico di menta e pepe rosa, con delle leggere note fragranti in sottofondo, che quasi ricordano la frutta secca e, in particolar modo, le nocciole.

Un rosato che regala un sorso pieno e potente, con una lunga e succosa persistenza su note di ciliegie dolci, con una leggera punta di persistenza floreale e speziata.

Un vino che dimostra un grande bilanciamento tra freschezza e mineralità, con una persistenza giusto un pelino più sapida, dal tenue tocco salino.

Un rosato così intenso devo assolutamente provarlo in abbinamento a una classica e gustosa Amatriciana.

Un vino che potete richiedere attraverso il sito aziendale, a questo link.

 Ciarlibò 2018 di Tenuta Diegale
Ciarlibò 2018 di Tenuta Diegale
Il Ciarlibò 2018 di Tenuta Diegale visto da vicino
Il Ciarlibò 2018 di Tenuta Diegale visto da vicino

25HL Rosé – Enoforia

Infine, vi racconto il vino che più mi è piaciuto. Una fantastica fusione di profumosità, leggerezza e croccantezza gustativa, racchiusa in uno scrigno dal vivace colore rosato.

Il 25hl, a base di uve di Syrah e Vermentino, rivela un’aromaticità fresca e croccante, con sensazioni di melograno, pesca nettarina e anguria … un vino che, per un attimo, mi ha riportato indietro nel tempo, ai mesi estivi.

Alle più intense note fruttate, seguono i  sentori floreali e delicatamente speziati, con accenni di petali di violetta, erba tagliata e pepe bianco.

Un vino che mi ha incantata con il suo sapore fresco e invitante e la sua persistenza delicatamente minerale, con rimandi di frutta e fiori.

Ecco, questo vino è delizioso in abbinamento a un filetto di salmone alle fragole o ai raffinati e golosissimi maki alle fragole (ichigo hosomaki), dello chef Eiji Yamamoto.

Se, come me, siete ansiosi di assaggiarlo, visitate questo link!

Il 25 HL Rosé di Enoforia
Il Colore del 25 hl Rosé di Enoforia
Il Colore del 25 hl Rosé di Enoforia
Un Ottimo Vino per la Parmigiana di Melanzane

Un Ottimo Vino per la Parmigiana di Melanzane

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Trovare un buon Vino per la Parmigiana di Melanzane non è compito facile: gustoso, sicuramente, ma anche insidioso. Chiunque conosca la bontà e la ricercatezza di questa classica e superba ricetta vegetariana sicuramente sarà d’accordo.

Un delizioso e ben equilibrato connubio tra melanzane, mozzarella, pomodoro e, magari, anche una spolverata di Parmigiano Reggiano, in cui si percepisce la grassezza della frittura e del latticino, la leggera tendenza acida della salsa e il leggero spunto amaro delle melanzane, per un piatto ricco di ingredienti semplici ma incredibilmente succulento.

Esistono tante versioni della Parmigiana di Melanzane, con varianti che riguardano le modalità di cottura delle melanzane e la tipologia di formaggi da impiegare e non potrebbe essere diversamente, dato che si tratta di una ricetta ancora oggi dalle origini incerte, contese tra la Sicilia, Napoli e la città di Parma.

Al di là delle controversie, rimane la grande bontà di questo classico della cucina italiana  e una sola domanda … come lo possiamo valorizzare?

Grazie alla ricchezza e alla molteplicità del vino italiano, le possibilità sono tante. Qui avevo puntato due gustosi rossi, freschi e profumati, mentre stavolta il protagonista sarà …

Il Rosa Ramato del Rosa Terra di Valentina Passalacqua
Il Rosa Ramato del Rosa Terra di Valentina Passalacqua

Il Rosa Terra di Valentina Passalacqua: Colore, Profumi e Gusto

Un rosato pugliese, frutto di una delle uve più tipiche del Foggiano: l’Uva di Troia.

Un vitigno lavorato in purezza che, con il Rosa Terra, ci regala un’incantevole tonalità di rosa “buccia di cipolla”, per via delle sue fascinose sfumature calde e ramate.

Una colorazione che introduce un vino che sprigiona un insieme di profumi, fruttati, freschi e minerali, da cui spicca l’aromaticità, golosa e chic, delle fragoline di bosco, dei lamponi e del melograno.

Un rosé dal gusto equilibrato, fresco, vivace e giustamente saporito, con un finale di bocca delicatamente minerale e salino ma in cui ritroviamo la dolcezza dei frutti.

Un  vino piacevolissimo da bere in assolo, beverino e delicato, perfetto per donare un tocco di freschezza e leggerezza in più addirittura alla maestosità della Parmigiana di Melanzane.

Il Rosa Terra di Valentina Passalacqua: un Ottimo Vino per la Parmigiana di Melanzane

Il Rosa Terra mi piace davvero tanto, specialmente in abbinamento alla Parmigiana di Melanzane, per via di quella sua gustosa freschezza fruttata che incanta il gusto della salsa e smorza la pesantezza della frittura e la grassezza della mozzarella.

Il Rosa Terra 2018
Il Rosa Terra 2018

Il tocco di gusto in più viene dalla piacevolezza dei profumi del vino, perfettamente in sintonia con l’aromaticità delle melanzane e della salsa di pomodoro.

Se proprio devo trovare un “però” a questo abbinamento, riguarderebbe la struttura del vino, forse un pochino delicato per una ricetta così piena e impegnativa.

Ma non c’è problema! Servite la Parmigiana di Melanzane un pochino più fredda ed ecco che la succosa freschezza di questo sfizioso rosato troverà piena giustizia.

Sperimentate, gioite e raccontate!

Cheers!

p.s. Potete trovare il Rosa Terra 2018 di Valentina Passalacqua a questo link, a circa 8 Euro.

Il Bolgheri Rosato Cassiopea: un Vino per il Filetto di Tonno in Salsa di Pistacchi, Yogurt e Basilico

Il Bolgheri Rosato Cassiopea e i Migliori Abbinamenti

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La protagonista di oggi è la costa toscana, insieme alle splendide colline di Bolgheri, con il suo ottimo Rosato Cassiopea, firmato dall’esperienza della famiglia Allegrini, nella rinomata Tenuta di Poggio al Tesoro. Il Cassiopea nasce da una mirata fusione di alcune delle varietà a bacca rossa più legate a questa particolare area vitivinicola della Toscana: Cabernet Franc e Merlot.

Uve che crescono quasi a contatto con il mare, affondando le radici in un suolo profondo, argilloso, ghiaioso e sabbioso, ricco di minerali ferrosi: una potenzialità saporifera che troviamo magnificamente espressa in questo rosato, carico di gusto e salinità.

Un Rosé tutto da scoprire, leggendo oltre!

Il Bolgheri Rosato Cassiopea: Colore, Profumi e Gusto

Un vino dalla tonalità e dalla profumazione incantevole, bello già prima di venir versato … diventa buono un attimo dopo, al primo sorso.

Un rosato, dal raffinato color rosa antico, che sprigiona un’aromaticità elegantissima, fatta di ricordi di melograno, fragoline di bosco, pompelmo rosa, peonia e petali di rosa.

Una sinfonia di profumi che si amplia con lievi sensazioni vegetali di macchia mediterranea, quasi di timo, basilico e cappero, con una leggera percezione fragrante, di mandorle tostate.

All’assaggio, spicca soprattutto un’intensa sapidità, minerale e salmastra, seguita da una più delicata freschezza generale. In ogni sorso del Cassiopea si percepisce una struttura piena e polposa che sfuma in una lunga persistenza, ricca di ricordi iodati e note di erbe e di agrumi.

Un rosato che viene spesso suggerito al momento dell’aperitivo ma che, per intensità dei profumi e spessore gustativo, può rivelare davvero delle sorprese super saporite … come nell’abbinamento che sto per proporvi.

Il Bolgheri Rosato Cassiopea 2018 - Poggio al Tesoro ... foto a bottiglia finita :)
Il Bolgheri Rosato Cassiopea 2018 – Poggio al Tesoro … foto a bottiglia finita 🙂

Il Bolgheri Rosato Cassiopea: un Vino per il Filetto di Tonno in Salsa di Pistacchi, Yogurt e Basilico

Il Rosato Cassiopea di Poggio al Tesoro è un vino che si abbina facilmente a tanti piatti, di terra e mare, dalla tipica impronta mediterranea, come degli spiedini di gamberi, zucchine e pomodori, un antipasto con melone, prosciutto di Parma e mozzarella, un carpaccio di salmone con zeste d’agrumi … e molti altri ancora.

Oggi, voglio proporvelo per accompagnare un gustoso e genuino Filetto di Tonno, con una Salsa di Pistacchi, Yogurt e Basilico. Un piatto fresco, leggero e godurioso, sembra complicato ma si prepara davvero in 10 minuti e richiede una cottura velocissima.

Vi posso raccontare come realizzarlo in poche righe …

La Ricetta del Filetto di Tonno con Salsa di Pistacchi, Yogurt e Basilico

Usate un vasetto di yogurt greco, da 150 gr. Con un frullatore ad immersione, lavoratene metà assieme a 20 gr. di pistacchi, sgusciati e tritati, aggiungendo 7 foglie di basilico e un 1 cucchiaino d’olio. Alla crema così ottenuta, aggiungete la parte restante di yogurt e un altro cucchiaino d’olio, quindi tenetela in fresco.

Salsa di Pistacchi, Yogurt e Basilico
Salsa di Pistacchi, Yogurt e Basilico

Con la parte restante dei pistacchi, finemente tritati, panate leggermente 200 gr. di filetto di tonno, diviso in due tranci, preventivamente bagnato con 2 cucchiaini di salsa di soia e un cucchiaino d’olio evo.

Infine, scottate il tonno 1 minuto per lato, a fiamma alta, su una padella antiaderente, appena unta con un filo d’olio. Servitelo, ancora caldo, accompagnato dalla fresca salsa allo yogurt.

Facile, vero? Una ricetta sfiziosa e immediata per cui avete bisogno solo di questi pochi ingredienti:

Tonno rosso – 200gr

Yogurt Greco – 150 gr

Basilico – 7 foglie

Pistacchi sgusciati – 40gr

Salsa di soia – q.b.

Olio evo – q.b.

L'elegante Rosato del Cassiopea
L’elegante Rosato del Cassiopea

Perché il Bolgheri Rosato Cassiopea è così buono con il Filetto di Tonno in Salsa di Pistacchi, Yogurt e Basilico?

Ecco, a un piatto così semplice ma ugualmente sfizioso, aggiungere un bicchiere (o più!) del Rosato Cassiopea, rappresenta uno squisito completamento, in cui percepiamo facilmente una deliziosa complicità tra cibo e vino.

Un vino come il Cassiopea, intensamente salino e minerale, è perfetto nell’esaltare l’aromaticità, il gusto tendenzialmente dolce e la polposa consistenza di un pesce come il tonno. Una contrapposizione che si completa con una corrispondenza di profumi, tra vino e cibo, dove le particolari note di macchia mediterranea di questo rosato trovano una gustosa complementarietà nell’aromaticità e nella persistenza gustativa della salsa, a base di yogurt, arricchita da pistacchi e basilico.

Un abbinamento forse complicato da spiegare, ma facilissimo e super invitante da sperimentare.

Anche il Cassiopea è facilmente reperibile, come a questo link, dove è acquistabile a circa 10 Euro.

Che ne pensate? Vi va di osare questo particolare abbinamento cibo vino?

Cheers!

Il Roero Arneis Pradalupo di Fontanafredda: un Ottimo Vino per il Pesto di Rucola

Un ottimo Vino per il Pesto di Rucola

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Protagonista di oggi è un condimento dal gusto delicato ma saporito, con quella leggera sfumatura amara che lo rende particolarmente gustoso e sempre avvincente, perfetto su un piatto di linguine e con un calice di vino bianco, sapientemente scelto … come quello che voglio proporvi oggi.

Il Roero Arneis Pradalupo, annata 2017, è davvero un gran Vino per il Pesto di Rucola.

Perché? Scopritelo di persona, leggendo oltre!

Il Roero Arneis Pradalupo di Fontanafredda: Colore, Profumi e Gusto

Ecco, quello che, da manuale, si definisce “giallo paglierino”. Personalmente è una tonalità di cui mi da fastidio scrivere, anche perché non mi è mai capitato di trovare, in un vino, il colore della paglia!

Quella  sfoggiata dall’Arneis Pradalupo è una chioma platinata e luminosa che, di certo, non trasmette l’immagine di un pagliaio, secco e stopposo.

Un vino che, anche nei profumi, allieta decisamente, con le sue note di frutta dolce, fatte di sentori soffusi di pesca bianca, pera e ananas, con quella tipica aromaticità che ricorda un campo fiorito, con sensazioni di melissa, fiori d’acacia e di biancospino e, in sottofondo, appena accennata, una lieve nota fumé.

Un gusto, quello del Roero Arneis Pradalupo, davvero equilibrato; difficile stabilire quale sia la componente dominante, tra acidità e sapidità, sensazioni che chiacchierano insieme, amabilmente, rendendo ogni assaggio bilanciato e accattivante. Sicuramente, in quanto a persistenza, è la sapidità a risultare incisiva, con un sorso che si conclude con note squisitamente minerali.

Roero Arneis Pradalupo 2017 - Fontanafredda
Roero Arneis Pradalupo 2017 – Fontanafredda

Il Roero Arneis Pradalupo di Fontanafredda: un Ottimo Vino per il Pesto di Rucola

La pasta e il condimento, semplice, genuino e gustoso, a base di rucola, pinoli, Grana Padano e Olio evo. Un connubio perfetto, profumato e carico di sapore, tra le tendenza intensamente dolce della pasta, arricchita dagli spunti vagamente amari della rucola e dei pinoli e dalla sapidità del Grana.

Una pietanza, quella degli spaghetti con il Pesto di Rucola che basta da sé ma che, in compagnia del vino giusto, acquista ancora una maggiore persistenza gusto olfattiva.

Questo capita quando al Pesto di Rucola abbiniamo un vino come il Roero Arneis Pradalupo, classe 2017: dotato di freschezza e mineralità e, allo stesso tempo, setoso, perfetto per trasportare all’infinito i sapori del piatto, senza alterarne il piacevole equilibrio.

Un abbinamento in cui non si percepiscono note amare accentuate ma solo il fascino aromatico della frutta secca, con tutta la particolare squisitezza della rucola e la mitica sapidità del Grana.

Non è forse questo l’obiettivo di ogni abbinamento cibo – vino: prolungare l’armonia gustativa di ogni pietanza, rendendola buona ancora più a lungo?

Ecco, il Roero Arneis Pradalupo è perfetto per questa missione, rivelandosi davvero un ottimo Vino per il Pesto di Rucola … ma non solo.

Con le sue doti, risulta adatto a tantissime altre pietanze vegetariane e di mare: provatelo su un riso venere con gamberi e zucchine, su delle linguine con un pesto alla genovese, su un’insalata di pasta con mozzarella, pomodorini, rucola e basilico, su un couscous di verdure, su un’insalata russa, su una torta salata con formaggio caoprino e carciofi gratinati.

Se vi è venuta voglia di scoprire il gusto di questo particolare Roero Arneis, firmato Fontanafredda, lo potete trovare qui, a circa 10 Euro.

Cheers!

Ecco che ti racconto il goloso Taste of Roma 2019

Ecco che ti racconto il goloso Taste of Roma 2019

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Eccomi pronta a raccontarvi e a mostrarvi alcune invitanti, imperdibili e deliziose particolarità di quest’ultima edizione del Taste of Roma 2019, un evento particolare in corso questi giorni, all’Auditorium Parco della Musica di Roma, e di cui avevo annunciato qui l’imminente e gioioso arrivo.

Se volete saperne di più, lasciatevi ingolosire, leggendo oltre!

Il Taste of Roma 2019 – Invitante

Una scatola preziosa che custodisce un ambiente comodo, rilassato ed elegante dove, nonostante la confusione – comunque moderata, posso sinceramente dire – si possono vivere esperienze diverse, capaci davvero di catturare corpo e spirito.

In questo caso possiamo usare il termine “spirito” nella sua accezione più ampia, per descrivere i lounge bar originalmente pensati per rivelare un lato del bere che, in Italia, è ancora considerato esotico e poco battuto: quello che vede proprio gli “Spirits” come protagonisti … anche accanto ai cibi e non solo nel pre e nel post cena.

Gli esploratori più audaci avranno l’opportunità di conoscere nuovi cocktail, pensati dagli esperti bartender del Residence Zacapa e del Tanqueray 10 Bar.

Un’idea divertente che anche i 14 Chef, protagonisti dell’evento, sembrano aver apprezzato, sorseggiando il cocktail servito al momento dell’inaugurazione, rinfrescante e delicato, proprio a base del Gin Tanqueray Ten, dall’inconfondibile aromaticità agrumata, officinale e speziata.

li chef protagonisti brindano all'inizio del Taste of Rome 2019 con lo speciale Gin Drink by Tanqueray Ten
Gli chef protagonisti brindano all’inizio del Taste of Rome 2019 con lo speciale Gin Drink by Tanqueray Ten

Ora starà a voi sperimentare gli sfidanti abbinamenti “Food & Spirits” suggeriti nel programma dell’evento.

Il Taste of Roma 2019 – Imperdibile

A meno che non abbiate tanto tempo a disposizione, conoscere le tante sfumature del Cesanese e i più deliziosi vini rossi del Lazio, a base di quest’uva autoctona, può rappresentare un’impresa davvero lunga e impervia.

Invece, al Taste of Roma 2019 c’è davvero la possibilità di fare una full immersion nel mondo del Rosso Cesanese, provando in un’unica volta le diverse espressioni di questo gran vino, tipicamente laziale.

Alla “Bottega del Cesanese” trovate proprio numerose e selezionate etichette, davvero imperdibili e che meritano di essere degustate, almeno una volta … poi chissà, magari avrete tempo e desiderio di visitare personalmente le magiche vigne dei vari produttori.

La Bottega del Cesanese al Taste of Roma 2019
La Bottega del Cesanese

Un discorso, quello del Vino Cesanese, che avrete anche l’opportunità di approfondire ascoltando i seminari degli esperti sul tema, organizzati all’interno del “Salotto del Vino”.

Salotto del Vino @ Taste of Roma 2019
Il Salotto del Vino

Ecco, se proprio devo trovare quell’unica nota stonata, che non manca mai nei grandi eventi di questo tipo, è la scelta della location per questo “Salotto”. Seriamente? In un pullman? E le energie rinnovabili? E le pratiche in vigna e cantina per la valorizzazione delle biodiversità e il rispetto dell’ecosistema? Trovo che il mezzo scelto per ospitare un luogo d’incontro così importante sia un pochino fuori luogo e fuori tempo.

Giusto per voler puntualizzare quel piccolo tassello che stona un po’ con la bellezza complessiva di questa Kermesse.

L'Ambasciatore della Thailandia al Taste of Roma 2019
L’Ambasciatore della Thailandia al Taste of Roma 2019

Un tocco di magica Thailandia @ Taste of Roma 2019

Tornando all’innegabile splendore generale, ancora più imperdibile, specie se non avete mai progettato o già sperimentato un viaggio nell’enogastronomia Thailandese, è lo Stand del Taste of Thailandia, dove vengono preparate delle delizie – davvero tipiche – di questo paese dell’estremo Oriente, realizzate con cura da chi ben conosce le ricette e gli ingredienti più tradizionali di questa terra, dal fascino esotico, profumato e speziato.

Un tocco di Thailandia al Taste of Roma 2019

Il Taste of Roma 2019 – Delizioso

Un evento super delizioso che invita davvero alla partecipazione tutti i curiosi e gli amanti della cucina rara, genuina e raffinata che, in questa kermesse, è stata presentata da 14 grandi chef del panorama gastronomico romano.

Gli Chef protagonisti al Taste of Roma 2019
Gli Chef protagonisti al Taste of Roma 2019

Chef con un’idea di cucina gourmet diversa, altamente esperienziale, raccontata attraverso un menù composto da tre pietanze più una particolare specialità, squisitamente pensata per esaltare tutti i sensi e, in particolar modo, la vista, poiché ognuna è stata ideata con l’obiettivo di celebrare un colore.

Tonalità che si vedono e che si assaporano con gran piacere!

Gli Chef e i Colori del Taste of Roma 2019
Gli Chef e i Colori del Taste of Roma 2019

I Cibi e i Vini al Taste of Roma 2019

Ho voluto provare alcuni piatti degli Chef proprio in abbinamento ai vini che sono stati selezionati dagli organizzatori dell’evento, in collaborazione con l’enoteca di Roma Trimani. Si tratta, come potete in parte vedere, di etichette davvero ricercate e gustose, non così facilmente reperibili e che avrei voluto sperimentare tutte … specie in abbinamento ai vari piatti proposti dagli chef.

Ma la vita è fatta di scelte e, per fortuna, stavolta sono veramente squisite.

Ve le racconto? Ve le racconto!

Alcune vini selezionati per il Taste of Roma 2019 ... quelli in verde sono da abbinare alle specialità degli chef
Alcune vini selezionati per il Taste of Roma 2019 … quelli in verde sono da abbinare alle specialità degli chef

BWined @Tasting : la Specialità dello Chef Yamamoto Eiji

Data la mia passione per il sushi, non potevo negarmi l’assaggio della specialità proposta da Yamamoto Eiji, chef del ristorante Sushisen di Roma, per celebrare il colore nero: un Maki di Spigola e Capesante di Hokkaido al Thè verde Matcha e Tartufo Nero, Yuzu e Miso al Nero di Seppia, Sweet Kabù e Shishimai … praticamente una novella infinità di profumi, sapori e colori, dove il nero è il punto focale.

Yamamoto Eiji celebra il "nero" con questo piatto speciale per il Taste of Roma 2019
Yamamoto Eiji celebra il “nero” con questo piatto speciale per il Taste of Roma 2019

Un assaggio di roll sapientemente preparati con ingredienti genuini e raffinati: dei maki che conquistano con la loro spiccata tendenza dolce, la delicata sapidità marina, la pro fumosità tartufata e quello spunto delicatamente amaro e sapido dato dalle alghe croccanti e dalla salsa al nero di seppia. Un sushi davvero squisito e ricercato, dove ho trovato davvero adorabile la presenza del rinfrescante e succoso spicchio di sweet kabù.

Il Convenio di Casale Certosa
Il Convenio di Casale Certosa

Il vino in abbinamento, il Trebbiano Toscano Convenio di Casale Certosa, azienda biologica alle porte della capitale, delizioso nelle sue doti di morbidezza glicerica e persistenza fruttata, non mi ha però convinto molto in abbinamento ai maki sfiziosi dello chef Yamamoto Eiji: un wine – food pairing difficile, in cui forse avrei scelto un vino un pochino più profumato, fresco e minerale … una ricerca che mi riservo di perseguire.

Spot la Terrazza dell'Hotel Eden al Taste of Roma 2019
Spot la Terrazza dell’Hotel Eden al Taste of Roma 2019

BWined @Tasting : la Specialità dello Chef Fabio Ciervo

Semplicità pura. Deliziosa. Polpo e Sedano, una ricetta storica del Ristorante La Terrazza dell’Hotel Eden, rivisitata dal giovane Chef Fabio Ciervo.

Un piatto in cui veramente trovi tutto: la dolcezza e la tipica grassezza tenera della carne di polpo, la lieve tendenza acida e amara del sedano e una squisita sapidità e lieve piccantezza generale che condisce e arricchisce ogni assaggio … completato dalla croccantezza delle sfoglie sottilissime di sedano.

Polpo e Sedano by Chef Fabio Ciervo
Polpo e Sedano by Chef Fabio Ciervo

Un piatto delizioso che viene davvero sublimato grazie all’accompagnamento del Fatía , una fusione di Malvasia Puntinata e Trebbiano, prodotta dall’azienda biodinamica Palazzo Tronconi.

Un abbinamento cibo-vino un cui il Fatía incanta con la sua aromaticità morbida e fragrante, dove si sente appena uno sfizioso tocco citrino. Il gusto vellutato di questo bianco, dalla ben bilanciata mineralità si rivela davvero perfetto nel rendere più elettrizzante la consistenza della carne di polpo.

il Fatía 2017 di Palazzo Tronconi
Il Fatía 2017 di Palazzo Tronconi

La associazioni tra vini e piatti gourmet sono spesso difficili, ma quello tra il Fatía 2017 di Palazzo Tronconi e il Polpo e Sedano del Ristorante La Terrazza è un abbinamento strepitosamente gustoso e perfettamente azzeccato. Vorrei potermene dare il merito ma non è così!

Però, vi posso suggerire, caldamente, di sperimentarlo, se vi capita!

Cheers!

Il Grillo Costadune: un Ottimo Vino per i Secondi di Pesce, alla griglia e al forno

Il Grillo Costadune: un ottimo Vino per i Secondi di Pesce

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Se cercate un gustoso Vino Bianco per rendere ancora più saporito un pasto interamente a base di pesce fresco, il Grillo Costadune è la scelta ideale.

Un vino dai profumi briosi, con una succosa freschezza gustativa, perfetto nel suo equilibrio per vivacizzare il gusto squisitamente genuino e marino dei piatti di pesce più semplici e tradizionali.

Pesante a un’orata all’acqua pazza, a un branzino ai ferri, a dei filetti di spigola gratinati, a un’orata al cartoccio, a del persico al gratin, a un rombo in crosta di patate: ricette semplici che fanno della sincerità dei sapori e dei profumi la loro arma più sfiziosa.

Una preziosa naturalità che non va coperta … perché altrimenti a che serve comprare del buon pesce fresco?

Vedrete, anzi, assaporerete tutta un’altra storia, con il Grillo Costadune in abbinamento ai più tradizionali secondi di pesce al forno! Seguitemi in questa squisita e saporita avventura di mare!

Il Grillo Costadune: Colore, Profumi e Gusto

La splendida lucentezza di colore è il primo biglietto da visita di questo bianco siciliano, ottenuto dalle uve del vitigno autoctono Grillo.

Qui il Grillo, vinificato in purezza dall’azienda Settesoli nei terreni costieri, nei pressi del centro di Menfi, esprime bene la sua territorialità.

Un bianco che descrive i profumi della frutta estiva e della costa siciliana, con sensazioni di pesca nettarina, albicocca e scorza di limone, con note floreali ed erbacee di fiori di zagara, ginestra, camomilla e finocchietto selvatico con, infine, sentori più nascosti di salgemma.

Un vino che, anche nel sapore, richiama il mare, con una vibrante freschezza e una mineralità chiaramente salina. Doti che vengono ben avvolte in una struttura morbidamente glicerina, di giusto calore.

Un vino pieno, succoso, con un’acidità piacevolissima, quasi dissetante, anche grazie alla sua particolare persistenza su note di limoni di Sicilia.

Il Grillo Costadune 2018 - Cantine Settesoli
Il Grillo Costadune 2018 – Cantine Settesoli

Il Grillo Costadune: un Ottimo Vino per i Secondi di Pesce, alla griglia e al forno

Avete presente quella fastidiosa e inutile fetta di limone messa nel piatto accanto a dei raffinati e profumati filetti di pesce gratinati? Non solo rischia di rendere molliccia la gustosa e croccantemente leggera panatura, ma di coprire troppo il gusto delicatamente marino del pesce.

Le carni di orata, branzino, pesce persico, merluzzo sono tutte magre e tendenzialmente pseudo-dolci e morbide.

Per ravvivarne il gusto genuino non serve il succo di limone, ma profumi delicati e una freschezza molto meno citrica, come quella che il Grillo Costadune sa regalare a ogni sorso: davvero un raffinato vino da pesce, profumato e dalle vivide note fruttate e agrumate.

Perchè il Grillo Costadune si abbina così bene con molti secondi di pesce?

 Già nel nome è un vino che richiama giustamente il mare e i suoi paesaggi … ma questo non basta!

Siamo di fronte a un bianco che insaporisce la delicatezza delle carni del pescato, con i suoi guizzi aromatici e una piacevole persistenza minerale che ci ricorda, con intensità, che stiamo assaporando il gusto di un pesce di mare.

Un abbinamento dalla semplicità disarmante ma che conquista davvero tutti con l’incredibile saporosità che riesce e sprigionare.

Come riuscire davvero ad estrapolare tutto il gusto del mare dalla semplice e naturale  freschezza di un’orata o di un branzino cucinati al forno, con un pochino d’olio, un po’ di pangrattato profumato e qualche patatina arrostita.

Un vino che davvero non può mancare durante una deliziosa grigliata di pesce e verdure: un bianco siciliano che condisce con raffinatezza, disinvoltura e tanto gusto, la spontaneità marina del pescato.

Provatelo e ditemi che ne pensate!

Cheers!

p.s. Lo potete trovare qui, a meno di 7 Euro 😉

Il Pigato Cycnus: un ottimo Vino per il Risotto al Radicchio

Un Vino per il Risotto al Radicchio

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Uno di quegli abbinamenti cibo vino che incute sempre un po’ di timore, ma con il vino protagonista di oggi si può procedere davvero in tutta tranquillità e, soprattutto, con grande piacere, poiché si tratta di un ottimo Vino per il Risotto al Radicchio.

Un bianco tutto italiano, intimamente ligure, prodotto a base di uve del vitigno autoctono Pigato, coltivate con cura e nel rispetto dei principi cardine dell’ecosostenibilità, dall’azienda Poggio dei Gorglieri, situata nella magica Riviera Ligure di Ponente.

Curiosi di conoscere questo bianco dal carattere goloso e marino?

Scopritelo, leggendo oltre!

Il Pigato Cycnus: Colore, Profumi e Gusto

Il Cycnus è un bianco, dal colore limpido e luminoso, che profuma di limone, pesca e albicocca, di fiori d’acacia e biancospino, con delicate note iodate e sentori vegetali di salvia e origano.

Un vino dalla fine aromaticità, ma dal sapore ricco e avvolgente, che ti trascina in un assaggio superbamente bilanciato tra freschezza intensa e vibrante e persistente mineralità.

Un Pigato in purezza che fa dell’eleganza la sua arma più gustosa, non  a caso il suo stesso nome “Cycnus” significa “Cigno” in latino.

Uno di quei vini che accarezza il palato con delicatezza e con una saporosità sapientemente equilibrata: un sorso del Cycnus ne chiama subito un altro, soprattutto se a fargli compagnia c’è la pietanza adatta.

Il Pigato Cycnus: un ottimo Vino per il Risotto al Radicchio
Il Cycnus 2018 – Poggio dei Gorleri

Il Pigato Cycnus: un ottimo Vino per il Risotto al Radicchio

La grande raffinatezza del Cycnus si completa in abbinamento alla tradizionale bontà di un Risotto al Radicchio.

Certo che si fa presto a dire radicchio! Un tipo di cicoria di cui esistono diverse varietà, tipiche del Nord Est della nostra penisola.

Generalmente, la classica ricetta del risotto al radicchio prevede l’utilizzo del radicchio trevigiano tardivo, dalle tipiche foglie lanceolate, più profumato, pregiato e meno amaro rispetto al suo fratello precoce.

Un radicchio che potrete facilmente reperire nei mesi pienamente invernali: nell’attesa potete scoprire con quale vino quella sua gustosa saporosità può essere magnificamente esaltata.

Il Cycnus di Poggio dei Gorlieri, nonostante le ricche doti minerali e la viva freschezza gustativa, con la sua buona struttura e la setosa e calda morbidezza, compie questa missione alla perfezione.

Un vino che, anche attraverso i suoi profumi fruttati ed erbacei, sposa bene l’aromaticità e la persistenza della frutta secca e di verdure e ortaggi profumati, come i pomodori e il particolare radicchio.

Un ingrediente “difficile” che, accanto alla pseudo-dolcezza del riso e assieme alla morbidezza del Cycnus, esprime pienamente la sua migliore profumosità e lunga saporosità.

Un abbinamento cibo vino sorprendentemente gustoso, con cui stupirsi piacevolmente in allegra compagnia. Anche in una fredda serata invernale, il Cycnus in abbinamento al Risotto al radicchio, saprà portare qualche caldo raggio di sole estivo.

Un’idea gustosa con cui rallegrarsi dell’arrivo del freddo e dei mesi invernali!

Cheers!

p.s. Potete trovare il Cycnus online, ad esempio qui, a circa 11 Euro.

Il Cacc’e Mmitte di Lucera Motta del Lupo di Paolo Petrilli: un ottimo Vino per il Pesto di Peperoni

Un Vino per il Pesto di Peperoni

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Il protagonista di questo articolo è un ortaggio di stagione per un condimento di gran sapore, a cui conferire un delizioso sprint gustativo in più grazie al vino più adatto in abbinamento. Vi va di conoscere un ottimo Vino per il Pesto di Peperoni?

Preparato di recente e usato come condimento di deliziosi strangozzi, un tipo di pasta fresca fatta solo con acqua, farina 00, farina di semola di grano duro e olio evo, mi ha regalato un pranzo davvero gustoso … anche perché ho assaporato questo pesto di peperoni assieme a un rosso dalla personalità particolare: un Cacc’e mitte di Lucera, di origini tipicamente pugliesi.

Leggete oltre per scoprire com’è e perché è davvero un gran Vino per il Pesto di Peperoni!

Il Cacc’e Mitte di Lucera?

Cacc’è Mmitte di Lucera è il nome di una DOC pugliese, poco conosciuta, racchiusa in soli 3 comuni in provincia di Foggia, che produce vini rossi profumati e particolarmente leggeri, piacevoli e beverini, realizzati a partire da uve di Nero di Troia a altre uve locali, a bacca rossa e bianca, come la Malvasia Nera di Brindisi, il Sangiovese, il Montepulciano, il Bombino Bianco e il Trebbiano Toscano.

Si tratta di vini rossi che si presentano in una tipica tonalità rubino, delicata e trasparente, realizzati con una breve permanenza delle bucce a contatto con il mosto, a voler richiamare l’antica tecnica di produzione da cui questa DOC prende il nome.

Infatti, “Cacc’e Mmitte” in dialetto significa “Togli e Metti” a indicare un processo continuo di ricambio e aggiunta di uve al mosto in fermentazione, per la produzione di questo particolare rosso, figlio di Puglia.

La trasparenza del Cacc'e Mmitte di Lucera Motta del Lupo 2017 di Paolo Petrilli
La trasparenza del Cacc’e Mmitte di Lucera Motta del Lupo 2017 di Paolo Petrilli

Il Cacc’e Mmitte di Lucera Motta del Lupo di Paolo Petrilli: Profumi e Gusto

Il Motta del Lupo 2017 di Paolo Petrilli è un rosso biologico che regala profumi intriganti di petali di rosa, di chicchi di melograno e succo di lamponi, con note vegetali, più vivaci e meno dolci, di menta e basilico, con una squisita e piccantina nota speziata di pepe nero.

All’assaggio, il Motta del Lupo sfoggia un fascino soave ed equilibrato, setoso e leggero al palato, pur mantenendo evidenti le sue buone doti di freschezza e sapidità.

Un gusto in cui ritroviamo la lieve acidità pungente del melograno, subito riaccesa da una persistenza speziata, ricca soprattutto delle attese note pepose.

Il Cacc’e Mmitte di Lucera Motta del Lupo di Paolo Petrilli: un ottimo Vino per il Pesto di Peperoni
Cacc’e Mmitte di Lucera Motta del Lupo 2017 – Paolo Petrilli

Il Cacc’e Mmitte di Lucera Motta del Lupo di Paolo Petrilli: un ottimo Vino per il Pesto di Peperoni

Tendenza dolce, tanta aromaticità e una sfiziosa persistenza gustativa sono le caratteristiche che meglio descrivono la squisitezza di un pesto di peperoni: un condimento dal gusto morbido e tanto tanto profumato, in cui spesso percepiamo anche una leggera tendenza amarognola, data dalla presenza delle mandorle e dei pinoli.

Una nota ammandorlata che viene già stemperata dalla natura stessa della salsa e, ovviamente dalla pasta, sempre alla base di una pietanza condita con un gustoso pesto di peperoni.

Il Vino per il Pesto di Peperoni deve essere bianco, rosso o rosato? Fortunatamente, il  vino in abbinamento può rientrare in tutte e tre le tipologie!

Stavolta è il rosso pugliese Cacc’e Mmitte di Lucera Motta del Lupo di Paolo Petrilli il gustoso partner dei miei strangozzi al pesto di peperoni!

Un vino dal tannino gentile, perfetto per accompagnare la leggera untuosità della salsa, e davvero ideale, per il suo equilibrio tra freschezza e sapidità, nel vivacizzare la tendenza dolce e la grassezza presenti nel piatto, senza estrapolarne le più nascoste sensazioni amare, di frutta secca.

Un rosso, il Motta del Lupo, che ama, per via dei suoi profumi e della sua persistenza aromatica, gli ortaggi profumati e le salse da essi ricavate. Se non volete provarlo accanto a una pasta al pesto di peperoni, assaporatene le potenzialità in abbinamento a una scamorza ai ferri con cipolle caramellate, a una parmigiana di melanzane, a una pasta al sugo di pomodoro e olive nere o a delle gustose, e sfiziosamente pugliesi, polpette di lampascioni.

Un vino che potete trovare facilmente online, come qui ad esempio, all’ottimo prezzo di circa 8 Euro.

Cheers!