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In Viaggio nel Chianti Classico: La Porta di Vertine

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La visita alla Porta di Vertine, azienda che produce vini naturali, a ridosso del suggestivo borgo fortificato di Vertine, rispecchia un po’ la natura di alcuni produttori naturali: austeri, forse addirittura burberi, ma che si accendono di passione quando parlano dei propri prodotti, delle proprie tecniche di coltivazione e dei propri terreni.
Per avere precisazioni su cosa sia un “vino naturale” leggete qui.

Siamo a meno di tre chilometri dal centro di Gaiole in Chianti.
L’avventura dei proprietari della Porta di Vertine parte con l’acquisto di un vigneto, molto suggestive per la forma ad anfiteatro, orientato verso sud, e adagiato placidamente su una collina di oltre 500 metri slm.

Iniziano la produzione nel 2006, incarnando la filosofia, che definiscono: less is more. L’estensione totale è di una decina di ettari circa, prevalentemente piantati a sangiovese, ma troviamo anche cabernet sauvignon e merlot oltre a canaiolo, colorino e malvasia nera.

La filosofia che hanno sposato e quella di lasciar esprimere, in vigna e in cantina, il sangiovese e il suo terroir.

Ad esempio credono molto nel sovescio, per arieggiare il terreno e non limitare la lavorazione ai primi 20/30 cm di suolo.
All’inizio hanno insistito molto sulla pratica, piantando cereali, alternati ai filari, mentre oggi fanno semplicemente leva sull’inerbimento spontaneo.

La fertilizzazione del terreno è fatta con compost derivato dagli scarti delle potature degli ulivi e dal letame di mucca. Le rese che ottengono in vigna sono intorno ai 50 quintali per ettaro, quindi ben al di sotto del limite imposto dal Consorzio del Chianti Classico.

Per quanto riguarda la fermentazione dei loro vini, hanno alternato acciaio e cemento, ma si stanno orientando sempre più verso il cemento; la ragione è che non vogliono fare assolutamente controllo delle temperature. La macerazione sulle bucce è piuttosto lunga, sui due mesi, ma ci sono anche sperimentazioni che arrivano a quattro mesi.

Le uve non vengono mai solfitate, talvolta vengono aggiunti i raspi, e dopo la macerazione non c’è travaso, quindi i vini riposano sulle proprie fecce fino all’imbottigliamento.
Solo a questo punto viene aggiunta la solforosa, raggiungendo valori intorno ai 70 mg/l; un valore decisamente inferiore a quanto stabilito dalla legge (150 mg/l) anche se l’Organizzazione Mondiale della Sanità stabilisce in 49 mg il limite massimo giornaliero per un uomo. Ma non pensate che la solforosa sia presente solo nel vino! Si tratta di un valido antisettico e validissimo antiossidante e quindi lo troviamo presente in moltissimi alimenti quotidiani.

La produzione annua di La Porta di Vertine si aggira intorno alle 35000 bottiglie ed è destinata per la gran parte al mercato estero.

Passiamo ora alla cantina, dove assaggiamo il Chianti Classico Riserva 2010, e la versione d’annata 2012. Inoltre proviamo, direttamente dalla botte, il vino atto a divenire Chianti Classico 2014.

Tutti molto interessanti, vinosi i più giovani, fruttati e piacevoli all’olfatto.

Freschi e tannici, com’è ragionevole attendersi dalla zona e quindi con ancora tanto da “dire” negli anni a venire.

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