Il Montiano di Falesco e Il Merlot nel Lazio

Avevo un vino (e che vino!) sullo scaffale da un po’ troppo tempo, comprato in attesa di una cena degna e che finalmente ho potuto aprire e degustare. Anche perché non avendo una cantinetta climatizzata rischiava, con il tempo, di rovinarsi, soprattutto con l’arrivo imminente del caldo romano che nulla risparmia.

Si tratta ancora un volta di un vino rosso del Lazio, il Montiano, un merlot in purezza, prodotto dall’azienda Falesco con sede a Montecchio, in Umbria, ma con vigneti sparsi tra l’area del Lago di Bolsena e Orvieto.

Si, lo so, sembro un po’ fissata sui vini del Lazio e dei territori limitrofi ma, in fondo, perché dovrei sempre scegliere vini per così dire “distanti”, quando ancora molte delle caratteristiche della produzione della mia regione e di quelle confinanti mi sono sconosciute?

Ben vengano i prodotti da tutte le regioni, e anche dall’estero, ma la filosofia del Km 0 applicata anche ai vini non mi dispiace, pertanto continuerò a provare molti vini dell’Italia centrale, per cui ho a disposizione un’ampia scelta, e ovviamente anche tutto ciò che mi incuriosisce regione per regione … in questo spero mi aiuterà il Vinitaly 2015 🙂

Il Montiano, nell’annata 2011, è un vino che merita sicuramente di essere degustato.

Si tratta di un vino che viene ormai prodotto dagli anni ’90, dal 1994 per l’esattezza, dai frutti di un vitigno internazionale che nelle regioni centrali d’Italia, a quel tempo, non veniva troppo considerato e di certo non veniva vinificato in purezza ma solo in aggiunta ad altre uve locali: sto parlando proprio del vitigno bordolese Merlot, portato in territorio laziale dagli agricoltori veneti nel periodo della bonifica dell’agro pontino.

Tuttavia, prima la produzione toscana, già negli anni ’80, poi quella Umbra e del Lazio, negli anni successivi, hanno dimostrato sempre più a capacità di questo vitigno di dar vita, vinificato in purezza, a prodotti di grande spessore gusto-olfattivo e di ottima struttura, dei merlot quindi molto diversi da quelli di vibrante freschezza e intensi profumi vegetali tipici delle regione Settentrionali Italiane, molto meno strutturati all’assaggio e, per così dire, più pronti e beverini.

Carattere tipico delle uve Merlot è quello di dare rotondità e morbidezza al prodotto.

Spesso infatti quei vini ricavati completamente da uve di questo tipo sono usati per accompagnare piatti a base di carne di grande spessore gusto-olfattivo, anche con importanti componenti sapide, grasse, a tendenza amarognola o dolce: quindi carni alla brace, carni con salse elaborate e speziate, cacciagione e in generale pietanze a base di carne che possono presentare delle “durezze” all’assaggio, per natura, cottura e condimenti, che la rotondità di un vino a base di Merlot può ammorbidire ed esaltare.

Se abbiamo dubbi sulle potenzialità del Merlot in tal senso, basta pensare all’Apparita del Castello di Ama e a molti altri Supertuscan o toscani IGT per ricredersi: vini a base di Merlot importanti da abbinare, per la loro complessità e struttura, ma comunque di grande morbidezza e finezza.

Il Montiano 2011 - Falesco
Il Montiano 2011 – Falesco

Ma non è solo l’uvaggio di partenza, ricavato da vigne di quindici anni d’età, a rendere importante il Montiano di Falesco: il territorio di provenienza e tutte le operazioni di coltivazione, vinificazione, maturazione in barrique e affinamento contribuiscono decisamente al suo valore.

Le uve Merlot del Montiano di Falesco provengono dalle colline del Viterbese nei pressi del lago di Bolsena, tra i centri di Montefiascone e Castiglione in Teverina.

Si tratta di terreni di origine vulcanica, con una tessitura ricca di scheletro (tufi sciolti, depositi lavici, detriti piroclastici, ecc.), che permettono alla vite di produrre uve con un maggior residuo zuccherino e danno l’opportunità di ottenere un vino con un buon tenore alcolico, una maggiore rotondità e anche una grande finezza dei profumi.

Bisogna dire che il Merlot si è acclimatato bene nell’area in questione e il Montiano è perfetta espressione di tale vocazione.

Un vino di un bel color rubino, con profumi intensi di amarena, anche sotto spirito, lamponi, petali di rosa essiccata, pepe, vaniglia e delle note più delicate di liquirizia e foglia di tabacco.
All’assaggio emerge soprattutto la componente speziata ma quello che stupisce e risulta davvero piacevole è la morbidezza: nessuna punta di freschezza eccessiva, nessun tannino troppo astringente, una delicata sapidità. Un vino equilibrato, di corpo, quasi masticabile, con una lunga persistenza gusto-olfattiva data dalla scia calda lasciata dalla componente speziata.

La morbidezza del vino insieme alla sua freschezza e alla sua struttura importante lo rendono un compagno perfetto per carni succulente, con un’evidente tendenza dolce, una buona grassezza, di grande aromaticità.

Il Montiano di Falesco può sposarsi sicuramente bene con piatti a base di cacciagione da pelo: si potrebbe provare ad esempio in accompagnamento ad uno spezzatino di cinghiale con funghi e patate oppure ad un carrè di capriolo con salsa al ribes.

Ottime potenzialità ha anche un abbinamento con la carne d’agnello: sicuramente il Montiano è da provare con un cosciotto di agnello laccato al miele di agrumi.

Anatra glassata allo Sherry con salsa di mele e mele
Anatra glassata allo Sherry con salsa di mele e mele

Personalmente ho deciso di provarlo con un petto d’anatra glassato allo Sherry, con salsa e contorno alle mele: un abbinamento piuttosto riuscito in cui la freschezza non eccessiva del vino insieme alla lieve acidità delle mele hanno mitigato la grassezza dell’anatra, mettendone in evidenza il gusto particolare.

Un piatto di grande succulenza che senza dubbio ben rispecchia il tenore alcolico del prodotto.

Il Montiano è un vino importante, di certo non si apre e si degusta tutti i giorni, ma il suo profilo gusto-olfattivo non stupisce unicamente per la complessità ma anche per le ampie potenzialità in termini di abbinamento.

Un vino che mi piacerebbe regalare e ricevere in dono … e ovviamente degustare e far degustare.