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Il Bramaterra di Roccia Rossa

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Sono tornata da questo Vinitaly 2015 con diverse chicche … nuovi prodotti scoperti e degustati, vini che difficilmente avrei modo di scoprire stando ferma qui a Roma, come ad esempio la Malvasia di Castelnuovo Don Bosco di cui ho parlato qui.

Nelle mie peregrinazioni nel gigantesco Stand 10 di questo Vinitaly 2015 ho avuto modo di conoscere alcuni dei prodotti del Consorzio Vitivinicolo dei Nebbioli dell’Alto Piemonte.

Ebbene si! Oltre ai prodotti più conosciuti di questa regione, esistono tantissime altre piccole DOC che caratterizzano e mettono in luce i diversi aspetti della vasta e diversificata produzione vitivinicola della regione; una produzione che vede tantissime e diverse interpretazioni di quell’uva Nebbiolo che tutti conosciamo come protagonista di quei prodotti di fama internazionale come il Barolo e il Barbaresco.

Tuttavia quest’uva autoctona della regione Piemonte (e non solo!) si mostra in maniera diversa a seconda dello specifico terreno da cui proviene e dal microclima in cui viene coltivata.

Nonostante la sua probabile origine nel territorio delle Langhe, luogo eletto per la produzione del Barolo, il Nebbiolo è perfettamente in grado di esprimersi e diversificarsi anche in terroir diversi, ad una maggiore altitudine e con un clima più rigido.

Ecco quindi che il Nebbiolo viene diversamente valorizzato anche attraverso le produzioni vitivinicole dell’Alto Piemonte.

Sicuramente tra le aree di produzione più conosciute di quest’area troviamo, nel bacino del fiume Sesia, la zona di Gattinara, città che presta il nome a una DOCG di cui mi riservo di parlare a breve; ma in questo articolo voglio spostarmi più ad Ovest e arrivare nel territorio vitivinicolo conosciuto come Bramaterra.

Il territorio della DOC Bramaterra è davvero limitato ma estremamente caratteristico: quest’area collinare e boschiva comprende i comuni di Villa del Bosco, Lozzolo, Sostegno, Roasio, Curino, Brusnengo e Masserano.

 

La produzione vitivinicola dell’Azienda Roccia Rossa

In particolare, a questo Vinitaly 2015, ho avuto il piacere di degustare l’espressione del Bramaterra presentata dall’azienda Roccia Rossa, con sede nel comune di Villa del Bosco.

In questa zona il terroir che va a definire l’interazione potenziale con i vitigni coltivati presenta, non solamente un’ottimale escursione termina tra notte e giorno, necessaria ad accrescere i profumi e la qualità delle uve, ma soprattutto un terreno di natura franco-sabbiosa e rocciosa, dal caratteristico colore bruno-rossastro, in grado di conferire una particolare struttura, saporosità e longevità al vino prodotto dalle uve nebbiolo qui coltivate.

L’azienda Roccia Rossa è giovane ma con una grande energia e voglia di comunicare le caratteristiche della produzione vitivinicola del proprio territorio, ancora decisamente poco conosciuto e valorizzato.

La produzione dell'azienda Roccia Rossa
La produzione dell’azienda Roccia Rossa

Una produzione, quella di Roccia Rossa, che mette in evidenza soprattutto i risultati più importanti dei vitigni caratteristici della zona: quindi, oltre al Bramaterra, principalmente a base di Nebbiolo (minimo il 50% come da disciplinare), Croatina, Bonarda Novarese (o uva rara) e Vespolina, abbiamo il Coste della Sesia, un’altra DOC sempre a base di Nebbiolo con Barbera e Croatina in uvaggio.

Oltre alle uve più classiche del territorio la produzione vede anche ottimi risultati dalla coltivazione, in questo terroir, dello Chardonnay, che regala un prodotto dai piacevoli profumi e da una spiccata mineralità.

Chardonnay Roccia Rossa
Chardonnay Roccia Rossa

Parliamo in ogni caso sempre di una produzione di qualità, anche perché dove c’è conoscenza e rispetto della terra che si coltiva i risultati di certo non mancano e il Bramaterra di Roccia Rossa è senz’altro significativo nell’ambito di quella produzione di vini a base principalmente di uve Nebbiolo del Piemonte Settentrionale.

Nella DOC Bramaterra il Nebbiolo perde quell’austerità e quei caratteri fortemente floreali e speziati che tendono a caratterizzarlo nella produzione delle Langhe.

Generalmente un vino come il Bramaterra presenta all’olfatto dei sentori meno cupi, leggermente più fruttati e morbidi, con delle nette note vegetali e lievi accenni di una mineralità ferrosa; un Nebbiolo mitigato dalla presenza di altre uve locali, come la vespolina e l’uva rara.

Ora però vediamo le sensazioni gusto-olfattive che il Bramaterra di Roccia Rossa ci regala.

 

Degustando il Bramaterra di Roccia Rossa

Il Bramaterra 2011 di Roccia Rossa
Il Bramaterra 2011 di Roccia Rossa

Nel caso del Bramaterra 2011 dell’azienda Roccia Rossa (da un uvaggio composto da: Nebbiolo 80%,Vespolina 15%, Croatina 5%) al naso di percepiscono subito le note di frutti di bosco in confettura e quelle di violetta; poi si sentono dei sentori vegetali che ricordano il sottobosco e gli aghi di pino e in chiusura delle tenui note di cuoio.

All’assaggio è senz’altro un vino con una buona freschezza e mineralità, con un tannino abbastanza integrato e morbido ma che ha ancora bisogno di un po’ di riposo per affinarsi.

Un vino con un’ottima e soprattutto piacevole persistenza, con quel finale di bocca leggermente amarognolo che caratterizza i prodotti a base Nebbiolo di questa terra.

Un Nebbiolo, anche quello del Bramaterra di Roccia Rossa, con delle grandi potenzialità di invecchiamento, che necessita ancora di un po’ di tempo per ammorbidirsi e acquistare una maggiore rotondità ma che comunque risulta già da adesso piacevole, nonostante le comprensibili durezze, che fanno parte del carattere originale dell’uva nebbiolo.

 

Il Bramaterra di Roccia Rossa e l’abbinamento con il Cibo

Il Bramaterra dell’azienda Roccia Rossa ha senz’altro quel carattere e quella piacevolezza in grado di renderlo facilmente abbinabile.

Si tratta di un rosso di corpo che può essere sicuramente abbinato a delle carni rosse stufate o a del pollame nobile arricchito con delle salse.

Tagliatelle con ragù di salsiccia
Tagliatelle con ragù di salsiccia

Un prodotto che vedo bene anche con una pasta all’uovo con ragù di coniglio oppure con un risotto funghi e salsiccia, con una polenta con salsicce in umido, arricchita da toma, o ancora con la classica polenta concia: un prodotto quindi in grado di sposarsi con piatti caratterizzati da una buona succulenza, con una struttura significativa e con delle tendenze dolci e un’untuosità in grado di relazionarsi perfettamente con il tannino del prodotto, la sua mineralità e la sua pienezza di corpo.

Spero di riuscire a degustare nuovamente il Bramaterra di Roccia Rossa a Roma, magari anche insieme agli altri prodotti dell’azienda per sperimentare nuovi interessanti abbinamenti.

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