Vini Biologici Archivi - BWined
Montepulciano d’Abruzzo Riserva Gabriel

Il Montepulciano d’Abruzzo Riserva Gabriel: gli Abbinamenti Cibo Vino

In questi giorni di triste e cupa pioggia ho voluto rallegrarmi assaggiando il caldo Montepulciano d’Abruzzo Riserva Gabriel 2010, dell’Azienda Di Berardino.

Una scelta sicuramente azzeccata che mi ha rallegrato l’uggiosa giornata.

Non penserete mica che l’abbia bevuto così, da solo, vero? Ovviamente no, un vino del genere, seppur gustoso già di suo, merita sicuramente un piatto di grande succulenza … una di quelle pietanze che non vedi l’ora di trovarti davanti quando torni a casa dal lavoro, stanco e con il buio.

Curiosi di scoprire gli abbinamenti più adatti per il delizioso Montepulciano d’Abruzzo Riserva Gabriel?

Li trovate, continuando la lettura!

 

Il Montepulciano d’Abruzzo Riserva Gabriel: Colore, Profumi e Gusto

Montepulciano d’Abruzzo Riserva Gabriel 2010
Montepulciano d’Abruzzo Riserva Gabriel 2010

Ho detto che il Gabriel è un Montepulciano d’Abruzzo delizioso … una verità che può essere saggiata solo sorseggiando di persona questo nettare.

Di un rosso rubino scurissimo e denso, già da qui si potrebbe immaginare la stoffa di questo Montepulciano.

Un bouquet aromatico davvero intrigante. Solo all’inizio si avvertono le note fruttate di ciliegia sottospirito, soffiate via immediatamente da sbuffi aromatici erbacei e speziati di timo, dragoncello, ginepro e una punta di cardamono.

L’aromaticità floreale, pur presente, rimane sottotono con leggeri accenni di iris e ciclamino.

Infine, dopo averlo fatto respirare un minuto nel bicchiere, si percepiscono nitidi, in profondità, i sentori di caffè e cacao.

Se già i profumi avvincono e invitano all’assaggio, è il gusto del Gabriel che lascia davvero il segno.

Velluto puro in bocca, con tannini estremamente setosi e una morbidezza dove acidità e sapidità giocano in perfetto equilibrio.

All’assaggio di assaporano pienamente le note tostate di cacao e di caffè, scoprendone di altre, sfuggite prima all’olfatto: una persistenza gusto olfattiva che si arricchisce di ricordi caldi di cannella, tabacco biondo e, nuovamente, di cardamono.

Un sorso che si conclude lunghissimo, speziato e torrefatto, con solo una sensazione calorica piacevole in finale d’assaggio … e siamo di fronte a un vino da 15%.

Un alcool che si sente appena durante l’assaggio e che non appanna assolutamente la mente.

Un assaggio davvero godurioso.

… ma veniamo al dunque e parliamo di abbinamenti!

 

Il Montepulciano d’Abruzzo Riserva Gabriel: gli Abbinamenti Possibili

Il Gabriel è un Montepulciano d’Abruzzo che va esaltato attraverso il gusto della carne rossa e della selvaggina da pelo.

La sua aromaticità scura, speziata e tostata, non eccessivamente fruttata, esalta alla perfezione i profumi della cacciagione e, in particolar modo, della carne di cinghiale.

E’ un Montepulciano morbido, con dei tannini perfettamente integrati, sciolti in un corpo pieno, caldo e rotondo e pertanto va abbinato a pietanze succulenti, più o meno sugose.

Non è un rosso così tannico e scalpitante da richiedere per forza degli spezzatini o dei brasati di cacciagione o carni rosse: vista la freschezza contenuta ma ancora ben presente, potete abbinarlo benissimo a dei primi piatti con un ragù di cacciagione.

Cosciotto d'Agnello in Umido
Cosciotto d’Agnello in Umido

In particolare, ho trovato il Montepulciano d’Abruzzo Riserva Gabriel davvero delizioso in abbinamento a delle pappardelle al ragù di cinghiale e funghi porcini.

L’aromaticità e la persistenza gustativa della pietanza va d’amore e d’accordo con l’intensità aromatica e la saporosità del vino.

Un piatto dal sapore boschivo e selvatico che viene ingentilito dalla pienezza del Gabriel e ravvivato in sapidità e persistenza.

Oltre che alla Pappardelle al ragù di cinghiale e funghi, il Montepulciano d’Abruzzo Riserva Gabriel può essere abbinato con gusto alle seguenti specialità italiane: Cinghiale alla Cacciatora, Spezzatino di cinghiale con polenta taragnaPici al Ragù d’Anatra, Tournedos in salsa di funghi, petto d’anatra con cipolla e noci, cosciotto d’oca con patate.

 

Non amate il gusto della cacciagione e preferite un abbinamento più classico?

Allora, provate il Gabriel in abbinamento a un carrè d’agnello con salsa ai funghi oppure a un bel cosciotto d’agnello in umido.

 

Potete trovare il Montepulciano d’Abruzzo Riserva Gabriel 2010 qui, a circa 20 Euro.

Giusto un’idea calda, gustosa e invitante per il prossimo weekend … 😉

 

Cheers!

Il Frascati

Gli abbinamenti possibili per il Frascati

Per me quasi un imperativo morale, non potevo non scrivere un articolo dedicato agli abbinamenti possibili per il Frascati.

Sicuramente è la tipologia di vino italiano che conosco di più, la prima che ho assaggiato.

Sebbene sia stato a lungo un vino estremamente sottovalutato, con una nomea sinistra, il tempo sta lentamente cambiando per questa denominazione che viene ormai molto apprezzata dagli amanti del vino.

Eppure presso il grande pubblico è una tipologia di vino che viene ancora guardata con sospetto.

Nella DOCG laziale del Frascati esistono dei prodotti fantastici, profumati e godibilissimi con tantissime pietanze non solo locali: vini di qualità, buoni e – cosa da non dimenticare – economici.

Anche i più grandi Frascati difficilmente arrivano a costare 15-20 Euro. Forse è proprio per questo che in tanti continuano a snobbare questo ottimo vino?

Ebbene che si ricredano, leggendo per intero questo articolo!

 

Il Monte Tuscolo
Il Monte Tuscolo

Il Frascati: Dove e Come

Un vino simbolo del territorio laziale e, ovviamente, di quella regione dei castelli, sui Colli Albani, che vede come sua perla, proprio l’antico centro di Frascati. Una zona produttiva che tuttavia non comprende solo quest’ultimo centro, ma anche i comuni di Grottaferrata, di Monte Porzio Catone e parte dei territori comunali di Monte Compatri e Roma.

E’ un vino prodotto principalmente con due uve profumate e autoctone del Lazio: la Malvasia di Candia Aromatica (fino a un 50%)  e/o la Malvasia Puntinata (10-40%). A queste si possono generalmente aggiungere (per un massimo del 30% nell’uvaggio complessivo) altre uve autoctone della regione come il Trebbiano Toscano, che ben si presta a migliorare la qualità organolettica delle uve precedenti, oppure il Bellone, il Bombino bianco, o altri vitigni idonei alla coltivazione nel Lazio.

Esistono diverse versioni di Frascati oltre a quella base :

  • Frascati Spumante DOC, prodotto con le stesse uve del Frascati fermo, seguendo il metodo Martinotti
  • Il Frascati superiore DOCG , prodotto in un’area territoriale più limitata, ha un titolo alcolometrico minimo di 12%.
  • Il Frascati superiore riserva DOCG viene affinato per almeno 1 anno, di cui 3 mesi in bottiglia, prima di essere messo in commercio.
  • Il Frascati Cannellino DOCG, un vino dolce prodotto da uve appassite attraverso l’intervento della Botrytis Cinerea.

 

Il Frascati: Colore, Profumi e Sapori Tipici

I profumi principali sono generalmente fruttati e floreali: mela gialla, frutta esotica (ananas soprattutto), agrumi, pesca, albicocca, nespola sono tra gli aromi che maggiormente ricorrono nei Frascati.

Tanti sono anche i possibili sentori floreali compaiono in un bicchiere di Frascati: fiori di acacia, ginestra, mimosa, margherite, elicriso, sono solo alcuni dei profumi floreali che possiamo ritrovare in questa DOCG.

Più raramente, in alcuni Frascati, ritroviamo anche un’aromaticità vegetale che richiama erbe aromatiche come il timo, l’origano, la maggiorana, l’erba tagliata, il fieno.

Poi, specialmente nelle versioni riserva, troviamo la frutta secca, anche tostata, alcune spezie, come ad esempio il pepe bianco.

Al gusto, ciò che colpisce subito del Frascati è la bella sapidità che lo contraddistingue, una mineralità vulcanica e leggermente fumé, che si contende lo scettro del potere con un’intensa ventata di freschezza.

Una mineralità affumicata che spesso conferisce all’assaggio un finale leggermente amarognolo ma rinfrescato da quella tipica freschezza che non manca mai in un buon bicchiere di Frascati.

Un vino che, quando sapientemente prodotto, presenta un bell’equilibrio tra le sue durezze, con una struttura che risulta sempre piena e polposa, soprattutto nelle versioni riserva e superiore.

 

Il Frascati: Abbinamenti Cibo Vino

Il Frascati è un vino incredibilmente versatile perché lo potete utilizzare per accompagnare piatti sia di terra sia di mare.

Per struttura e per profumi non lo consiglierei come vino da aperitivo, questo perché è un bianco che si fa amare soprattutto in compagnia di pietanze corpose e saporite.

Il Frascati è davvero un vino definibile come “da tutto pasto”.

Lo potete abbinare con successo a un omelette con piselli e guanciale e con un bel pesce San Pietro al forno con patate. Lo potete accompagnare a un piatto di ottima carbonara e, allo stesso tempo, a una bella porzione di costolette d’abbacchio.

E’ un vino che sposa molto bene il gusto dei primi di terra, dove sono i salumi, la carne e le verdure a farla da protagonisti: se l’acidità del vino esalta davvero tanto la tendenza dolce della pasta, è proprio il condimento a essere maggiormente valorizzato dagli aromi di questo vino.

Guanciale, uovo, pancetta, pecorino, spinaci, cicoria, carciofi, piselli, zucchine, broccoli, asparagi, sono ingredienti con cui condire un primo piatto perfetto per essere accompagnato da un bicchiere di buon Frascati.

Carbonara di carciofi
Carbonara di carciofi

Ecco, non è un vino che userei per primi piatti conditi con salse al pomodoro.

Per i piatti più importanti, come paste ripiene con verdure e carni bianche o con condimenti misti di verdure e salumi, scegliete magari un Frascati superiore riserva, generalmente più strutturato nei profumi e nei sapori e di struttura più corposa.

Se invece volete accompagnarlo a dei finger food di pesce e salumi (salame, prosciutto cotto, mortadella e- ancora meglio – porchetta!) optate per la versione spumante, più leggera, fresca e profumata.

Il Frascati è una tipologia di vino che si segue anche al momento del dessert.

Amanti dei vini dolci non così dolci, alzate la mano!

Il Cannellino di Frascati è proprio il vino che state cercando.

Una dolcezza assolutamente non eccessiva, condita sempre da una raffinata freschezza e da profumi amabili e mai stucchevoli: mela, pera e albicocca, scorze di agrumi, miele millefiori, frutta secca tostata e/o glassata, fiori d’arancio, di melissa e di camomilla caratterizzano uno spettro aromatico invitante e assolutamente non banale.

Un vino da dessert che si abbina molto bene ai dolci lievitati, come pizze e focacce dolci, brioches, bombe e pandori, oppure ai biscotti e alle torte a base di frutta secca e crema.

Per nessun motivo abbinatelo a dei dolci al cioccolato! Siete avvisati!

 

… ora facciamo qualche esempio concreto di abbinamento!

Ho infatti scelto per voi tre ottimi Frascati (due secchi e un Cannellino) che potete abbinare a pietanze diverse: accompagnamenti che vedono protagonisti dei vini con un eccellente rapporto qualità prezzo.

 

Frascati superiore - Castel De Paolis
Frascati superiore – Castel De Paolis

1. Frascati Superiore 2017 – Castel de Paolis

Un frascati praticamente imbattibile per rapporto qualità prezzo! Per soli 10 euro potete gustare un Frascati davvero profumato, con un grip acido piacevole ed equilibrato e una mineralità stuzzicante

Profumi floreali e fruttati davvero intensi che compongono un quadro aromatico di ampio spessore: fiori di glicine, sambuco, biancospino, sentori vegetali di basilico e maggiorana e poi tanti aromi fruttati e freschi, di pompelmo rosa, limone, albicocca, con un’aggiunta pizzicante e speziata di zenzero.

All’assaggio troviamo piena corrispondenza degli aromi: un sorso fresco, invitante, con una sapidità che conquista e che arricchisce a lungo il palato con sentori agrumati.

Con questo gusto e i suoi particolari e intensi profumi è un Frascati perfetto per le portate di pesce: scegliete un pesce ricco, corposo, di sapore, come ad esempio la coda di rospo, la trota salmonata o il salmone.

Personalmente trovo che il Frascati Superiore di Castel De Paolis, annata 2017, sia davvero ottimo in abbinamento ai tagliolini al salmone oppure con la coda di rospo gratinata al forno con contorno di patate.

Gnam! Provatelo!

Lo potete trovare online qui, a meno di 10 Euro.

 

Luna Mater 2015
Luna Mater 2015

2. Luna Mater 2015 – Fontana Candida

Un Frascati Superiore Riserva ottimo, grande rapporto qualità prezzo, forse meno facilmente reperibile ma sicuramente da non perdere.

Un Frascati ben diverso da quello che vi ho raccontato sopra. Ora vi mostrerò il perché.

Il Luna Mater di Fontana Candida, prodotto solo nelle annate più favorevoli, è uno dei gioielli vinosi che meglio rappresenta il territorio dell’antica Tuscolo e la DOCG Frascati.

Un Frascati dorato nei colori e nei profumi: frutta esotica, limone, mandarino, mela golden, timo serpillo ed elicriso formano un bouquet intensamente fruttato e vegetale. Bellissima e imperdibile è anche l’aromaticità minerale di questo vino; intense note vulcaniche di pietra pomice e tufo arricchiscono ulteriormente il profilo aromatico di questo Frascati riserva.

All’assaggio colpisce subito per l’intensa freschezza esotica e citrina, accompagnata da una sapidità che si percepisce a lungo dopo l’assaggio. Un ottimo equilibrio per un sorso morbidamente fresco, che difficilmente stanca, nonostante il tenore alcolico.

E’ un vino che con la sua morbidezza e freschezza è perfetto per accompagnare un gustoso piatto di carbonara ai carciofi.

Un connubio perfetto di profumi e sapori dove la lunga persistenza fresca e sapida, con intense note di ananas e mango e reminiscenze di salvia e timo, alleggerisce la tendenza amarognola dei carciofi e rallegra la grassezza del condimento a base di uovo e pancetta.

Un mix di gusto dove anche la sapidità del pecorino si amalgama bene a quella vulcanica ma dolce del vino.

Un abbinamento imperdibile che dovrebbe entrare nella tradizione.

Potete acquistare il Luna Mater di Fontana Candida a questo link, all’ottimo prezzo di 15 Euro.

 

Cannellino 17/11
Cannellino 17/11

Devo assolutamente chiudere questo articolo in dolcezza, menzionando uno dei Cannellini di Frascati che più apprezzo.

 

3. Cannellino di Frascati 17/11 – De Sanctis

Un vino dolce ma freschissimo, di un bel giallo paglierino con solo lievissime note più dorate.

Profumi di albicocca, scorzette di limone candite, nocciole glassate, fiori d’arancio e camomilla ti invitano con forza all’assaggio. Ed è proprio qui che questo vino da dessert sorprende.

Si, è dolce, ma con una vibrante acidità e, soprattutto, un’intensa mineralità che rende l’assaggio ancora più piacevole e persistente. Una sapidità che trascina con sé il sapore della frutta secca e degli agrumi canditi.

Provate questo Cannellino con dei classici Maritozzi con la Panna … un abbinamento da svenimento.

maritozzi con la panna
maritozzi con la panna

Lo potete acquistare online qui, a circa 16 Euro.

 

Cheers!

 

… ma torneremo ancora a parlare del Frascati!

Rosso del Lupo

Il Rosso del Lupo dell’Azienda Agricola Rocchi

Oggi vi voglio descrivere un vino rosso perfetto per accompagnare alcune pietanze di pesce: il Rosso del Lupo, un vino biologico del Lazio, prodotto dall’Azienda Agricola Rocchi, di cui vi ho già parlato qui.

Un vino rosso che va assaggiato piuttosto che spiegato, per capire effettivamente le sue potenzialità in termini di abbinamento e delineare il suo gusto davvero particolare e vibrante.

Rosso del Lupo 2016
Rosso del Lupo 2016 – etichetta

Ho gustato il rosso del Lupo diverse volte, sia con piatti di carne sia di pesce e, finalmente, vi posso dire con quali pietanze sta davvero bene e con quali, invece, si accorda poco.

Pronti per conoscere gli abbinamenti più armonici per questo delizioso Rosso del Lupo?

Leggete oltre!

 

Il Rosso del Lupo: Colore, Profumo e Gusto

Quando ci accingiamo a degustare il Rosso del Lupo, nel bicchiere compare un bel porpora luminoso, un rosso particolare vivido e trasparente.

I profumi sono vivaci, soprattutto fruttati, floreali e vegetali, un bouquet da cui emergono le violette appena colte, la rosa appassita, il lampone fresco, la cerasa primaverile, la mentuccia, la santoreggia e un accenno di bastoncino di liquirizia dolce.

All’assaggio il Rosso del Lupo si dimostra fresco e leggero, con un gusto sorprendentemente fruttato e vegetale, una mineralità delicatamente ferrosa che emerge soprattutto in finale d’assaggio.

Il tannino c’è ma abbastanza equilibrato in una struttura dove sono soprattutto la freschezza in primis e la sapidità poi a far da padrone.

Un vino rosso davvero ottimo per alleggerire il pasto in una calda giornata estiva, con il suo gusto invitante, saporoso ma comunque fresco.

 

Il Rosso del Lupo: Abbinamenti Cibo Vino

La prima volta che lo assaggiai mi piacque subito ma – ahimè – sbagliai completamente l’abbinamento.

Non è un vino rosso da grigliate di carne o da paste ripiene o al ragù: il fatto che possa essere considerato un rosso di medio corpo non lo classifica immediatamente come un rosso da carni alla brace o da carni bianche/rosse preparate con cotture veloci!

L’ho scoperto sperimentando: a mio parere, per esaltare al meglio il gusto del Rosso del Lupo bisogna scegliere alcune pietanze a base di pesce.

Non è semplicemente un gioco di struttura ma anche di profumi e sapori. Il Rosso del Lupo è un vino che scivola veloce all’assaggio ma che risulta davvero intenso nel gusto e, soprattutto, nella sua persistente sapidità. Con una trama tannica piacevolmente invitante ma ben presente e con il suo gusto delicatamente speziato e vegetale si presta bene a insaporire il gusto di pesci e molluschi preparati in intingoli, zuppe, arricchiti da sughi ed elaborati attraverso lunghe cotture.

Davvero gustoso è l’abbinamento di questo vino con degli spaghetti al ragù di polpo, un primo piatto ricco di sapore.

Il gusto intenso del polpo viene esaltato dai profumi vegetali e floreali del vino che, con la sua viva freschezza, riesce ad alleggerire la tendenza dolce e la percezione grassa che questo tipo di ingrediente presenta. L’astringenza del tannino del Rosso del Lupo trova nel ragù di polpo quel giusto grado di untuosità in grado di renderla decisamente più appetibile.

Questo è davvero un abbinamento in cui il Rosso del Lupo diventa più rotondo, morbido e persistente e il ragù di polpo, se mai possibile, acquista in aromaticità e sapore.

Assolutamente da provare, entrambi ovviamente: vino e abbinamento!

 

Cheers!

Vini di Andrea Occhipinti

I Vini di Andrea Occhipinti: Degustazione a Roma

I Vini di Andrea Occhipinti a Roma

Vi voglio segnalare un piccolo ma importante evento, un’occasione per conoscere e degustare i Vini di Andrea Occhipinti, prodotti a Gradoli, sulle colline del Lago di Bolsena.

Se non conoscete ancora Andrea Occhipinti, per non rovinarvi la sorpresa, vi dico solo che i suoi vini vogliono celebrare soprattutto l’espressività dell’Aleatico in purezza, vinificato in modi diversi e non solamente nella realizzazione dei più conosciuti passiti.

Tuttavia non si parla solo di Aleatico, ma anche di Grechetto rosso, un vitigno locale in grado di regalare prodotti davvero profumati, intensi e saporiti, come vi scrivevo in questo articolo.

Quella di Andrea Occhipinti è una produzione biologica che vuole esaltare le uve prodotte nel loro luogo di elezione, in quel microclima particolare che caratterizza Gradoli.

 

I Vini di Andrea Occhipinti a Roma: Cosa si degusterà?

Un produttore e un’azienda vitivinicola sicuramente da non perdere e, se non avete ancora avuto modo di visitare lo splendido paesaggio in cui sorgono le vigne di Andrea Occhipinti a Gradoli, come Stefano vi ha raccontato in questo bell’articolo, allora non potete mancare questo gustoso evento romano.

In occasione di questa degustazione estiva, potrete assaggiare i seguenti vini di Andrea Occhipinti: il Fremito 2017, un Grechetto in purezza, l’Alea Rosa 2017, un rosato a base di Aleatico, l’ Alea Viva 2016, un aleatico in purezza e, infine, il Rosso Arcaico 2017, una saporita unione di Grechetto rosso e Aleatico, vinificato in anfora.

Sarà poi possibile parlare direttamente con il produttore per farsi raccontare i suoi particolarissimi vini e, perché no, eventualmente acquistarli.

Per partecipare all’evento, leggete le informazioni seguenti.

 

I Vini di Andrea Occhipinti a Roma: Quando, Dove e Come?

Quando: 15 Giugno, dalle 19:30

Dove: Enobottega 75, Via Gabriello Chiabrera 58a, 00145, Roma

Come: Il costo di partecipazione è di 10 Euro da versare in loco, potete registrarvi all’evento a questo link.

Simandro e linguine allo scoglio

Il Simandro di Tenuta Ca’ Sciampagne

 

Il Bianchello del Metauro DOC SimandroSimandro

Oggi vi descrivo un altro vino biologico e vegano che mi è piaciuto davvero tanto: il Simandro di Tenuta Ca’ Sciampagne.

Un vino saporito ma estremamente versatile negli abbinamenti, per il suo ottimo equilibrio.

Siamo nelle Marche, vicino ad Urbino, nell’area della DOC Bianchello del Metauro.

Il protagonista di questo post, il Simandro, è proprio un degno appartenente a questa denominazione, prodotto solo negli migliori annate da una delle realtà biologiche più giovani e attive della zona che è la Tenuta Ca’ Sciampagne, azienda in regime biologico e vegano da diversi  anni.

Il Simandro è il primo vino che assaggio di questa azienda e ora non vedo l’ora di provarne anche gli altri.

Per mia fortuna sono dei vini facilmente reperibili, presenti proprio in un’enoteca di vini biologici del mio quartiere.

 

SimandroIl Simandro di Tenuta Ca’ Sciampagne: gli Abbinamenti Cibo Vino

Sono sempre un filino sospettosa quando devo provare dei nuovi vini “biologici” … sarà che ogni tanto mi è capitato di provarne alcuni davvero sbagliati e altri semplicemente non di mio gusto … ma il mio sospetto è svanito nell’istante in cui ho assaggiato il primo sorso di Simandro.

E’ un vino vivissimo in tutte le sue caratteristiche organolettiche, già è bello a guardarlo con il suo colore giallo paglierino brillante.

E’ un Bianchello del Metauro caratterizzato da profumi floreali, fruttati ed erbacei: fiori di sambuco, biancospino, un pizzico di mimosa, salvia e maggiorana, nespola e dei lievissimi accenni agrumati compongono un bouquet intrigante e piacevole.

E’ all’assaggio che il Simandro mi ha definitivamente conquistato, con la sua vibrante acidità e una lunghissima scia sapida, caratteristiche evidenti e legate da una particolare morbidezza.

E’ un vino incredibilmente equilibrato e persistente, perfette per accompagnare specialità gastronomiche di grande sapore e aromaticità.

Per il suo gusto delicatamente floreale e vegetale il Simandro sposa benissimo il gusto del pesce e di molti ortaggi e, con la sua sapidità e freschezza, ne ravviva il sapore.

Il Simandro di Tenuta Ca’ Sciampagne è un vino davvero perfetto per accompagnare primi piatti di pesce o anche solo verdure: sta benissimo soprattutto con gli spaghetti tonno e pomodorini, con le linguine allo scoglio e  il risotto ai frutti di mare.

Questo weekend provatelo per crederci e stupirvi 🙂

Pecorino Bio di Michele Sartori e gli abbinamenti cibo - vino

Il Pecorino Bio dell’Azienda Santori

 

Oggi assaggiamo insieme questo delizioso Pecorino biologico, frutto del lavoro dell’azienda Santori, dedita alla valorizzazione del territorio piceno e dei suoi fantastici vitigni autoctoni.

Etichetta Pecorino Sartori 2016
Bellissima!

Il lavoro svolto si vede, si sente e si beve.

Per ora ho avuto modo di assaggiare più volte solo il loro pecorino in diverse annate e l’ho trovato sempre ottimo. L’annata 2016, l’ultima che ho provato recentemente, è stata anche premiata con i 3 bicchieri del Gambero Rosso.

Non avrebbe potuto essere altrimenti … assaggiate con noi questo Pecorino e ve ne renderete conto.

Un Pecorino godibilissimo da solo e – con il cibo giusto –davvero spettacolare.

 

Il Pecorino Bio dell’Azienda Santori: tutti gli Abbinamenti Cibo – Vino

La bottiglia è di per sé bellissima, con quell’etichetta perfetta per celebrare la vite; ma è ciò che sta dentro la bottiglia il vero tesoro … un pecorino dorato e splendente.

Un naso intenso fruttato e floreale: pesca gialla, albicocca, agrumi e a seguire note di glicine e tiglio.

In sottofondo si percepiscono anche delle note erbacee delicate di salvia e menta che emergono anche in finale di assaggio.

Il Pecorino di Tenuta Santori è davvero perfetto all’assaggio, con una viva sapidità e un’acidità ben integrata in una struttura equilibrata, intensa e molto persistente.

Con questa piacevole sapidità è un vino che sposa benissimo i piatti a base di pesce e crostacei.

Colore Pecorino Sartori 2016
Un Pecorino Dorato

E’ un vino che – a mio parere – è davvero delizioso in accompagnamento a degli spaghetti gamberi e asparagi.

Altri abbinamento possibili per questo fantastico pecorino?

Eccone solo alcuni ma, sulla stessa scia, ne potete scegliere tantissimi altri: spiedini di gamberi e calamari, involtini di platessa e dell’ottimo sushi.

Già, questo pecorino che ho avuto modo di provare recentemente tante volte sposa benissimo non solo la cucina di mare nostrana ma anche il sushi, arricchendolo con una sapidità che ti fa completamente dimenticare l’utilizzo della soia.

Se vi piacciono le pietanze molto saporite, potete anche abbinarlo a un bel piatto di spaghetti con le vongole: la sapidità generale rimarrà comunque piacevole e mai eccessiva, anche se aggiungete un pizzico di pepe nero in più.

E’ un vino che, per il suo ottimo equilibrio, si abbina bene anche a primi piatti di pesce esotici e piccanti: l’ho provato con un riso thai ai gamberi e l’abbinamento è stato decisamente gustoso.

Osate anche voi e poi fateci sapere !

p.s. Siete alla ricerca di altri vini per le pietanze di pesce?

Li trovate qui:

I Vini per i Piatti di Pesce, Crostacei, Molluschi

Voglio un Rosso da Pesce! Guida all’abbinamento vino rosso – pesce

Il Vino per il Sushi

Il Cacchione dell’azienda agricola Casa della Divina Provvidenza

Il Vermentino Etichetta Grigia di Cantina Lunae e i Primi di Pesce

Un Delizioso Vino da Pesce: il Capolemole Bianco

 

 

vini biologici

Vini Biologici, Biodinamici e Naturali

vini biologici

Vini Biologici, Vini Biodinamici e Vini Naturali: facciamo chiarezza

Vi chiedete cosa vuol dire parlare di Vini Biologici, Vini Biodinamici e Vini Naturali ma finora non avete ancora chiare le differenze tra questi termini?

In questo post parleremo di tutte quelle filosofie e tecniche di produzione diverse che dovrebbero rendere il mondo enoico affascinante ma che spesso creano solo gran confusione nella mente dei consumatori che vogliono semplicemente portarsi a casa un buon vino; una confusione generale che colpisce anche gli appassionati di vino che vedono comparire sugli scaffali bottiglie con un infinito numero di diciture e nuove certificazioni tra cui diventa difficile destreggiarsi.

Tanti produttori, tante certificazioni e tutta una terminologia “ bio” ben poco chiara.

Ebbene, togliamo tutti i tecnicismi, le etichette e i paroloni per far luce su tutte le nuove mentalità di produrre vino in Italia e in Europa.

Parliamo di Europa poiché in realtà, in barba alle tante certificazioni che esistono, nazionali e internazionali, esiste una sola normativa europea di riferimento per poter definire un dato vino come “biologico” ed è a questa che i produttori europei si rifanno per poter commercializzare il proprio vino a livello internazionale senza restrizioni e con un marchio veramente BIO.

Se volete saperne di più sulla questione, non vi rimane che continua a leggere ed entrare nel mondo del “biovino”.

 

Vini Biologici, Vini Biodinamici, Naturali e Vegan: eh?

 

I Vini Biologici

Innanzitutto un vino biologico è frutto di pratiche agricole e vitivinicole biologiche.

Come già sappiamo, poiché i prodotti biologici sono diffusi, conosciuti e apprezzati ormai da anni, la viticoltura bio, così come l’agricoltura biologica, mira alla salvaguardia della fertilità dei terreni agricoli, preservando l’equilibrio naturale dell’ambiente in cui si coltiva.

Questo si traduce in un massimo rispetto verso le biodiversità nell’intera logica produttiva.

Un vino biologico sarà pertanto figlio di pratiche agricole orientate alla salvaguardia dell’ambiente agricolo nella sua integrità, con un ridotto impiego di mezzi estranei a questo microcosmo: interventi meccanizzati in vigna del tutto banditi, un utilizzo di antiparassitari alternativi a quelli chimici e in quantità limitata.

La stessa impronta bio la troviamo ovviamente nell’intero processo di vinificazione, dove il libero intervento umano viene in parte imbrigliato al fine di preservare l’originalità e la naturalità del prodotto originale.vini biologici

Questa volontà si traduce nell’utilizzo di lieviti indigeni, appartenenti quindi allo stesso microcosmo agricolo delle uve, e in un controllo selettivo delle tipologie e delle quantità di tutte quelle sostanze e additivi necessari nei vari processi di fermentazione, stabilizzazione, chiarificazione, filtrazione, precedenti all’imbottigliamento e alla messa in vendita.

Vi avevo promesso niente tecnicismi ma, per chi volesse approfondire, nella normativa UE da seguire per poter dichiarare un vino “biologico”, sono indicate tutte le pratiche e le sostanze ammesse . Potete trovare il testo della normativa qui.

Un regolamento europeo (n. 203/2012) specificamente legato al vino che ci ha messo tanto a essere elaborato a causa di Lei: l’anidride solforosa!

Ebbene sì, l’abbiamo alla fine nominata, lei, l’acerrima nemica di ogni produttore di vino.

Con la normativa del 2012 possiamo però tirare un sospiro di sollievo perché ne sono state definite le quantità massime da utilizzare per ogni tipologia di vino (bianchi, rossi, vini dolci, ecc.), affinchè quest’ultimo possa rientrare in un regime biologico.

Quindi anche i vini biologici possono contenere solfiti aggiunti?

Sì, anche se non sempre: generalmente chi produce vini biologici fa sempre attenzione a limitare rigidamente l’utilizzo della solforosa, usandola solo quando è veramente necessario per salvaguardare il prodotto finale.

Questa libertà ci comunica che, al di là delle norme europee di base ormai ben definite, un vino biologico pur partendo da una base comune di regole, può essere interpretato in tantissimi modi diversi a seconda dell’idea che ogni produttore ha della viticoltura e dell’enologia biologica e biodinamica.

I Vini Biodinamici

Visto che l’abbiamo tirata in ballo … associata alla viticoltura biologica troviamo anche quella biodinamica.

vini biologici e biodinamiciQuest’ultima segue delle regole di “produzione” molto più filosofiche, alcuni direbbero (anzi lo dicono proprio!) magiche, poiché ogni ambiente agricolo viene interpretato come un organismo a sé stante da trattare con estrema specificità e nel pieno rispetto del ciclo naturale.

Chi segue la filosofia biodinamica, utilizza nella cura della terra e dei vigneti, dei cosiddetti preparati biodinamici, composti da materiali del tutto naturali e biologici (essenze, piante aromatiche, polveri minerali, ecc,), questo per favorire la corretta crescita delle piante preservandone le caratteristiche nutrizionali e la sanità nel tempo.

La normativa europea di cui sopra non definisce degli standard per poter etichettare un vino come “biodinamico”. Tuttavia – e da qui l’ulteriore confusione – esistono diversi standard di riferimento per i produttori che vogliono commercializzare il proprio vino come biodinamico.

Demeter, BioSuisse, ecc. non rappresentano delle Certificazioni Pubbliche ma dei marchi privati a cui i produttori possono aderire, rispettando gli standard base definiti.

Partendo da questi poi ogni produttore può perseguire in dettaglia la sua personale filosofia biodinamica.

I Vini Naturali

Infine abbiamo il cosiddetto “vino naturale”: una definizione che viene usata spessissimo ma sinceramente trovo che il suo utilizzo fortuito generi ulteriore confusione.

Il termine “naturale” non ha alcuna accezione specifica nel campo della produzione vitivinicola.grapes

E’ un termine che viene usato indifferentemente per parlare dei vini biologici, biodinamici e pure di quelli “liberi dai solfiti (sempre aggiunti)”.

Non esiste alcuna definizione giuridica atta a classificare un vino come “naturale”, tant’è che in molti paesi questa dicitura non può proprio essere utilizzata nell’etichettatura dei vini.

Nel settore vitivinicolo si parla comunque di vino “naturale” per definire indistintamente un vino prodotto secondo i principi biologico e/o biodinamici.

Vi ricordate l’evento “vignaioli naturali” a Roma (sissì, ci sarà anche quest’anno): ecco, in questo caso il termine naturale viene usato in senso lato per abbracciare per intero il mondo dei produttori di vino non convenzionali, biologici, biodinamici e vegani.

I Vini Vegani

Ah già … e il vino Vegan?

Ebbene sì, ora abbiamo anche i vini Vegani.

In che modo un vino può essere definito come vegano. Cosa c’entra la sofferenza animale nella produzione del vino?

vegan_ok
In diverse pratiche enologiche, di filtrazione, chiarificazione, ecc. anche in quelle per i vini biologici, è previsto l’utilizzo di prodotti di origine animale: la farina di ossa animali, la colla di pesce, l’albumina, ecc.

Invece nella produzione dei vini vegan è vietato l’utilizzo di qualsiasi sottoprodotto di origine animale .

Anche per quanto riguarda il vino Vegan la situazione diventa complessa se si considerano tutti i vari marchi a cui un produttore può aderire per commercializzare il proprio prodotto come Vegano: VeganOk, Qualità Vegana, ecc. sono marchi con un proprio disciplinare vegano a cui si deve aderire per poter stampigliare il logo sulle proprie etichette.

Come per il vino biodinamico, non esiste una certificazione unica di riferimento e nessun ente terzo indipendente dal marchio in grado di controllare l’effettiva “veganità” di un prodotto.

Questo non vuol dire che chi espone un marchio vegano non rispetti le regole di base – i vari marchi hanno dei regolamenti precisi ed effettuano dei controlli di garanzia – ma anche qui troviamo piena libertà a partire dai presupposti vegani fondamentali: partendo dai criteri di base appena visti, il concetto di Vino Vegan può essere ulteriormente elaborato da ogni produttore.

Ad esempio un vino Vegan può essere benissimo prodotto da un’azienda che non applica in alcun modo lo sfruttamento animale a fini economici e che non utilizza in alcun modo il lavoro animale nei processi produttivi.

Ancora una volta, da alcune regole di base si dipana un mondo di ulteriori interpretazioni … e ancora una volta avremo molto probabilmente un prodotto diverso.

Personalmente trovo questa diversità produttiva davvero interessante, dal momento che rende libero ogni produttore di scegliere le modalità di espressione che ritiene migliori per i propri prodotti … e chi meglio del produttore conosce il terroir da cui provengono le su uve!

Al di là di tutte le terminologie, classificazioni, prese di posizione su cosa sia giusto bere o non bere, se un prodotto è buono e sano ed elaborato nel rispetto dell’ambiente e della materia originale, le parole stanno davvero a zero.

Quindi meno chiacchiere, più vino buono, gustoso e sano 😉

Rhesan di Cristina Menicocci

Viaggio nel Biodinamico: il Rhesan di Cristina Menicocci

Visto che nel mondo in evoluzione del vino tra gli aggettivi biologico, senza solfiti, biodinamico, naturale, si fa sempre più confusione, ho deciso di guardare la questione da un’angolazione diversa, prettamente gustativa.

rhesan_1
Il Rhesan

 

In questo articolo, che sarà il primo di una luuunga serie, non voglio spiegare le differenze tra le diciture e le varie certificazioni nazionali , europee e mondiali, finora presenti, ma capire in che modo un vino “biodinamico” possa essere diverso da un vino convenzionale.

Che gusto ha un vino biodinamico rispetto a un vino prodotto con pratiche enologiche e agricole convenzionali?
Quali differenze organolettiche ci dobbiamo aspettare?

Ovvio che non basta un assaggio e, forse, nemmeno tra mille assaggi sarà possibile rispondere in maniera univoca a queste domande e svelare l’arcano, perché ogni vino, biodinamico o meno, sarà sempre diverso dal precedente.

Tuttavia voglio provarci comunque e oggi inizierò con il “Rhesan”, un Trebbiano Toscano in purezza di Cristina Menicocci, prodotto nella sua fattoria nel Viterbese, vicino a Civita Castellana.

Seguiteci a scoprire il gusto di questo Trebbiano biodinamico.

Approfondisci

Il Tragugnano di Sergio Mottura e gli Abbinamenti Cibo-Vino

Il Tragugnano di Sergio Mottura e gli Abbinamenti Cibo-Vino

Cosa si può dire dell’ottimo Tragugnano di Sergio Mottura

Il Tragugnano !
Il Tragugnano !

Che sia un vino delizioso è ormai un dato assodato … che il prezzo sia specchio perfetto dell’onesta qualità del vino, anche … che  abbia un’etichetta davvero simpatica e accattivante, pure.

Anche chi lo sceglie solo per la splendida grafica non commette certo un errore ma una scelta fortuita felicissima.

Un vino ottimo da assaggiare tra amici, in famiglia e da infiocchettare per farne un bel regalo.

Un vino del Lazio conosciuto ma nemmeno troppo, come invece meriterebbe.

Un bianco che in quanto ad abbinamenti cibo-vino ha energia da vendere in tante direzioni.

Un vino molto versatile e dal gusto pieno … volete sapere con quali piatti diventa ancora più buono?

Continuate a leggere!

 

Approfondisci

Vini di Andrea Occhipinti

Visita all’Azienda Andrea Occhipinti

Uno dei produttori più noti nella vinificazione dell’aleatico è Andrea Occhipinti a Gradoli.

Il lago di Bolsena dall'azienda
Il lago di Bolsena dall’azienda

Il territorio è quello classico ed elettivo per questo importante vitigno. Non a caso il Lazio ha una delle quattro denominazioni d’origine a base Aleatico, oltre all’Aleatico dell’Elba DOCG, Aleatico di Puglia DOC e la recentissima Pergola DOC, marchigiana.

Occhipinti ha una azienda che si estende su circa 5 ettari, principalmente coltivati con Aleatico, anche se una piccola parte è coltivata con grechetto rosso, vitigno che troviamo presente nella DOC Colli Etruschi Viterbesi (o Tuscia).

Il suo obiettivo è preservare e valorizzare le caratteristiche dei due vitigni autoctoni di Gradoli, attraverso la selezione massale dei vitigni più adatti alla natura vulcanica dei terreni. Siamo sulle colline a ridosso del lago di Bolsena, a circa 450 metri slm con una vista mozzafiato. I vigneti sono prevalentemente orientati nord-sud e godono di una perfetta insolazione.

Approfondisci