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L’Azienda La Tosa e i Bianchi dei Colli Piacentini

Qualche Domenica fa ho dato una sbirciata al reparto vini dell’Eataly Roma, alla ricerca di nuovi vini e di idee per gli abbinamenti da realizzare e testare.

Devo dire che ultimamente il settore vini si è parecchio arricchito di nuove aziende, di prodotti e spesso di incontri: proprio lì ho avuto modo di conoscere e soprattutto provare alcuni vini dell’Azienda emiliana La Tosa.

L’azienda si trova a Vigolzone, in provincia di Piacenza, in quei territori agricoli della DOC Colli Piacentini, famosi soprattutto per quei vini leggeri e frizzanti così tipici di questa parte della regione.

Tuttavia in questa zona, oltre ai vini frizzanti e a quelli leggeri e beverini, come ad esempio l’Ortrugo, si producono altri vini di grande struttura e complessità sia sfruttando i vitigni più locali, come la Barbera e la Croatina da cui si produce il Gutturnio (in versione base, classica e riserva), sia i vitigni internazionali, come ad esempio il Cabernet Sauvignon, che sembra dare degli ottimi risultati anche in questo territorio.

In questa occasione, però, voglio parlare di due dei vini bianchi fermi dell’azienda La Tosa che mi hanno inaspettatamente colpito e che ho apprezzato fin dal primo assaggio.

Sauvignon 2013 - Azienda  La Tosa
Sauvignon 2013 – Azienda La Tosa

Il Sauvignon 2013 mi ha veramente stupita per la sua particolare originalità: un Sauvignon ancora diverso da quelli alto-atesini e friulani, così ben conosciuti per i loro peculiari aromi vegetali.

Un vino veramente profumato e intenso all’olfatto con note dolci di pesca gialla, frutta esotica, agrumi, sentori floreali di glicine e leggere note vegetali di erbe aromatiche: quindi un Sauvignon più fruttato rispetto al suo parente alto-atesino e friulano, con note vegetali molto meno evidenti.

Ciò che colpisce è soprattutto la sapidità, molto persistente all’assaggio insieme alle note fruttate tendenti al dolce che conferiscono maggiore rotondità e corpo al vino.

Un vino che, per il suo caratteristico e direi irresistibile profumo, insieme alla sua importante struttura, si abbina molto bene con degli spaghetti al tartufo nero e funghi trifolati.

Deliziosa è stata anche la Malvasia di Candia Aromatica, vinificata in purezza e che qui porta il nome “Sorriso di Cielo”.

Malvasia Sorriso di Cielo 2013 - Azienda La Tosa
Malvasia Sorriso di Cielo 2013 – Azienda La Tosa

Sicuramente me ne aspettavo il profumo delizioso, proprio di questa Malvasia: note fruttate di mela golden, floreali di mimosa, sentori vegetali di salvia, un profumo fragrante di pane e note tostate di mandorle, una rinfrescante acidità e una buona sapidità che permane anche al termine dell’assaggio.

Una malvasia sicuramente di buon corpo e con una buona persistenza.

Per la sua sapidità e anche per la sua freschezza (leggasi acidità) si abbina molto bene a delle paste ripiene alla ricotta e alla zucca, con sughi a base di verdura e formaggi non stagionati e non piccanti: le tendenza dolce e in parte anche la grassezza di queste preparazioni danno quel quid in più al vino, rendendolo ancora più rotondo e quasi “dolce” all’assaggio.

Ho provato la malvasia “Sorriso di Cielo” 2013 dell’azienda La Tosa con dei ravioli ricotta e spinaci con crema di zucca e amaretto: un abbinamento veramente splendido, di facile realizzazione e di sicura riuscita.

Tortelli ricotta e spinaci con salsa alla zucca e amaretti
Tortelli ricotta e spinaci con salsa alla zucca e amaretti

Due vini (e due abbinamenti) che non possono che stupire piacevolmente … anche per quanto riguarda il prezzo!

Ora non mi rimane che provare qualche abbinamento con i principali vini rossi dell’azienda: il Vignamorello e la Luna Selvatica.

Un buon assaggio a tutti!

Benvenuto Brunello: la Riserva 2004 della Fattoria Dei Barbi

Dal momento che Venerdì scorso ha aperto le porte a Montalcino la rassegna Benvenuto Brunello 2015, dedicata alla presentazione dell’annata 2010 (e della riserva 2009) di questo meraviglioso prodotto, ho deciso di festeggiare a modo mio aprendo una bottiglia che finora avevo tenuto da conto.

In fondo mi sembrava giusto sacrificare un Brunello Riserva della Fattoria dei Barbi, vintage 2004, sull’altare di quella che, già a detta degli esperti del settore, sembra essere un’annata strepitosa per lo sommo vino Montalciniano.

Anche se avrei potuto accontentarmi di assaggiare questa riserva 2004 da sola, ho deciso di accompagnarla a qualcosa di assolutamente sostanzioso e appetitoso: uno spezzatino di cinghiale su vellutata ai funghi.

Avevo già avuto il piacere di assaggiare il Brunello Riserva 2004 della Fattoria dei Barbi direttamente presso l’azienda, ormai quasi due anni fa!

I ricordi del vino, nel tempo trascorso dall’assaggio alla sera di Sabato 20, non si erano però già sbiaditi nella mia memoria: lo ricordavo sicuramente come un vino dai toni di sottobosco con note decisamente speziate e tostate, sicuramente tannico, di grande struttura e impatto gustativo.

Se alcune delle percezioni del primo assaggio sono rimaste uguali, altre invece sono mutate in questo secondo (e ben più ampio) assaggio.

Stavolta tra i sentori si percepiva di più la ciliegia in confettura e gli aromi di sottobosco mi sono sembrati più evidenti. Insieme ai chiari sentori di liquirizia e caffè sono emersi anche degli aromi di cuoio e di china, quasi ferrosi, percepibili anche all’assaggio.

Brunello Riserva 2004 Fattoria Dei Barbi
Brunello Riserva 2004 Fattoria Dei Barbi

Quello che mi ha stupito di più è stata però la morbidezza del Brunello … una morbidezza che sicuramente non era una caratteristica del vino che mi aveva colpito nell’estate del 2013: il vino provato all’azienda aveva dei tannini molto più graffianti … comunque piacevoli ma certo percepibilissimi.

Questi tannini nel tempo trascorso dal primo assaggio si sono decisamente ammorbiditi e l’astringenza che ho percepito in questo nuovo assaggio è stata sicuramente minore: i tannini non sono di certo spariti ma si sono evoluti, mitigandosi.

Un’altra nota positiva che mi ha colpito e che indica perfettamente la grande potenzialità di maturazione di questo Brunello, è ancora la buona acidità che ha fatto sembrare questa riserva d’annata ancora fresca e giovane!

Magari avrei potuto aspettare ancora un po’ ad assaggiarlo, ma di certo non è stato un peccato provarlo a cena.

Nell’abbinamento con il cibo posso dire che questo Brunello si sposa molto bene con la carne di cinghiale, stufata e brasata, anche arricchita con erbe e spezie. Un elemento che però ha contribuito a migliorare nettamente l’abbinamento sono stati i funghi: il loro caratteristico aroma e la loro spiccata tendenza dolce hanno senz’altro reso l’abbinamento più armonico, mitigando le durezze sia del cibo sia del vino e esaltando l’aroma boschivo di entrambi (p.s. se il concetto delle “durezze” del vino suona del tutto alieno, leggete qui).

Un Brunello sicuramente più impegnativo rispetto al Vigna del Fiore, sempre della Fattoria dei Barbi, che ho già “testato” e recensito qui, ma che si beve davvero con piacere.

Complice anche la perfetta mimetizzazione della componente alcolica questo vino è terminato con il finire della pietanza e, quando questo accade, allora il vino e l’abbinamento sono proprio una meraviglia.

Un vino da riprovare, magari anche in annata 2009 😉

… e Benvenuto Brunello!

Quel che resta del … Pancake Day

I festeggiamenti di Carnevale non sono ancora (del tutto) finiti!

Almeno si può continuare a festeggiare con un breve resoconto … prima di procedere verso la Pasqua.

Ieri infatti non si è celebrato unicamente il Mardi Gras e il termine del periodo di Carnevale, ma in molte parti del globo si è festeggiato (pure!) il Pancake day (o Shrove Tuesday)!

Durante il Mardi Gras, in Gran Bretagna e negli USA, soprattutto negli Stati del Sud e in particolar modo a New Orleans, viene celebrata anche questa singolare festa del Pancake, occasione che vede radunarsi in varie città, appassionati, cuochi, ristoratori, ecc., tutti uniti nelle “pancreazioni” più originali e gustose e in contest di vario tipo.

In fondo perché privarci di una così bella festa solo perché non siamo negli USA, Inghilterra o in un altro dei fortunati Paesi cultori dei pancake?

E’ pur vero che i pancake non appartengono alla nostra tradizione culinaria ma, in fondo, chi non ha mai assaggiato e/o cucinato dei bei pancake?

pancake dolce
pancake dolci …

Ovviamente, data l’occasione speciale, anche a me ieri è venuta voglia di Pancake e, visti i dolcetti di Carnevale classici già mangiati, ho optato per un pancake salato, semplice ma gustoso, con l’aggiunta di formaggio e prosciutto cotto 🙂

Con quale magico vino ha mai potuto abbinarsi questa creazione semplice ma gustosa?

pancake salato
… e salati

Sicuramente una buona idea è stata quella di provare i pancake con un bel Franciacorta Brut dell’azienda Montenisa, un prodotto di ottima freschezza e sapidità, capace di rendere ancora più piacevole ogni boccone.

Franciacorta Montenisa Brut
Il Montenisa Brut

Un Franciacorta dai profumi delicati di mela, pesca gialla e fiori d’acacia, seguiti da deliziosi aromi di burro e pasta frolla che all’assaggio sono molto più percepibili, tanto da conferire un maggiore senso di morbidezza al prodotto.

L’acidità, la sapidità e l’effervescenza, le cosiddette durezze del vino, (leggete qui per dei chiarimenti, eh!) rendono lo spumante perfetto per mitigare la forte tendenza dolce dei pancake e la loro grassezza … e poi il particolare sapore e i profumi di questo Franciacorta creano una coppia ancora migliore.

Pancake formaggio e prosciutto cotto
pancake formaggio e prosciutto cotto

Un prodotto, questo Brut Montenisa, che mi sembra sempre perfetto per un aperitivo fusion, magari a base di rustici, fritture di gamberi, tempura di verdure e sushi di salmone, ma soprattutto … lo trovo completamente adatto a questi ottimi pancake salati, con prosciutto e formaggio.

Da non dimenticare che anche il prezzo di questo Franciacorta è ottimo: qui si può trovare anche a 14€.

Un abbinamento sicuramente da provare, anche se ormai il giorno ufficiale dei pancake è terminato!

Vini per i Dolci di Carnevale

I Vini per i Dolci di Carnevale

Visto che il Carnevale è giunto ormai al termine e me ne sono appena accorta è giunto il tempo di concludere questo periodo allegro in maniera degna.

Quale modo migliore per festeggiare in compagna se non quello di gustare i dolcetti tipici con un vino adeguato?

Quindi torno a parlare di vini dolci … e comincio con un vino dolce del Lazio, rimanendo in tema con gli ultimi post dedicati ai vini di questa regione.

 

I Vini per i Dolci di Carnevale: l’Idea di Trappolini

L'etichetta dell'Idea di Trappolini
L’etichetta dell’Idea di Trappolini

L’idea di Trappolini, azienda vitivinicola del Viterbese (il sito web è al momento offline), è un aleatico passito di grande qualità: prodotto da uve aleatico vinificate in purezza, per metà fatte appassire.

Al profumo è decisamente fruttato e floreale e ricorda la confettura di visciole e di lamponi, le prugne secche e la rosa appassita.

E’ di pieno corpo, dolce ma non troppo, arricchito al sorso da diverse componenti vegetali, quasi balsamiche, che ne mitigano proprio la sensazione di dolcezza: non si tratta certo di un vino dolce stucchevole ma di grande bevibilità.

Per i profumi e il suo sapore piacevolissimo si può abbinare molto bene con le Zeppole di San Giuseppe e anche a delle Castagnole all’alchermes, dal momento che le alleggerisce con la sua acidità e allo stesso tempo ne accompagna la struttura elaborata.

Castagnole e Zeppole
Castagnole e Zeppole!

Sicuramente non è adatto alle frappe o ad altre tipologie di castagnole, come ad esempio quelle alle crema e alla ricotta, per le quali serve un vino dolce sicuramente più delicato, meno strutturato e soprattutto ancora più fresco, come ad esempio un moscato fiori d’arancio dolce spumantizzato.

 

I Vini per i Dolci di Carnevale: il Moscato Fiori d’Arancio di Borin

Fior D'Arancio - Borin
Fior D’Arancio – Borin

Con le castagnole alla crema è ottimo ad esempio lo spumante proposto dall’azienda Borin, di cui vi ho già parlato qui.

Questo fiori d’arancio spumante mitiga l’effetto di pastosità delle castagnole alla crema rendendole, se è possibile, ancora più gustose ma allo stesso tempo più leggere: se per ogni castagnola facciamo un sorso di spumante si potrebbe continuare all’infinito 🙂

Uno spumante dai profumi delicati di fiori d’arancio (ovvio), mimosa e pesca gialla, con leggere note di mandorla.

 

I Vini per i Dolci di Carnevale: l’Ambar di Cantine Florio

Moscato Ambar - Cantine Florio
Moscato Ambar – Cantine Florio

Per finire ci spostiamo nel Sud della penisola e parliamo di un Moscato dolce siciliano che, a mio parere, si sposa veramente bene con le castagnole alla ricotta: l’Ambar delle Cantine Florio.

Un vino liquoroso, prodotto da uve di moscato bianco e di zibibbo, di grande bevibilità e con una dolcezza contenuta da una buona acidità, che nasce per accompagnare i dolci siciliani più tipici, come ad esempio la Cassata.

Proprio per le sue principali caratteristiche e i suoi profumi di uva passa, miele e fiori d’acacia, trovo che sia ottimo anche per questi specifici dolci di Carnevale: l’acidità del prodotto smorza la grassezza e la dolcezza della ricotta e della frittura di queste particolari castagnole.

 

Quello che rende ancora più appetibili questi vini dolci è il loro prezzo: circa 13 Euro per l’Idea di Trappolini, circa 10 Euro per l’Ambar di Florio e solo 8 Euro per il Moscato Fiori D’Arancio di Borin … per tutti e tre un eccellente rapporto qualità prezzo.

 

I vini di cui ho scritto si bevono benissimo anche da soli, ma sicuramente rendono ancora meglio se accompagnati con qualcosa e qualcuno di adeguato: e allora Buon Carnevale Grasso a tutti!

Il Cori Bianco “Illirio” di Cincinnato

Continuiamo a parlare di vini bianchi e soprattutto di vini bianchi non adatti ad un semplice aperitivo.

L’Illirio dell’azienda Cincinnato, un Cori Bianco prodotto da un uvaggio composto da Malvasia del Lazio (40%), Bellone (30%) e Trebbiano (30%), è un bianco di medio corpo, delicato, con una media persistenza all’assaggio.

illirio
L’Illirio … dal nome del Colle

 

Un vino che ricorda al profumo i fiori di campo, in particolar modo le margherite, la frutta secca, come le mandorle e le nocciole; si colgono anche delle note agrumate di limone e pompelmo.

pompelmo giallo
Un pompelmo giallo

Un vino piacevolmente equilibrato, con una media freschezza e una buona sapidità.

Sicuramente un vino che si adatta bene a dei piatti di pesce al forno magari con un contorno di verdure, oppure sfilettati e saltati in padella.

Avendolo già provato in precedenza con degli antipasti, precisamente delle bruschette con pomodoro grigliato e polpo, ho voluto provarlo stavolta con un piatto un po’ più strutturato: i calamari ripieni.

Quest’ultimo abbinamento è riuscito ad esaltare il corpo e il sapore del vino e a migliorarne la persistenza.

Con il primo abbinamento il vino andava a coprire i sapori delle bruschette, pur non alterandone il sapore.

Sicuramente un vino spendibile in ogni occasione in cui si vuole gustare un buon pesce non troppo elaborato.
Da evitare, nell’abbinamento con questo vino, le carni di pesce troppo grasse come ad esempio il salmone e quelle decisamente più “importanti” come ad esempio il pesce spada e il tonno.

Quasi dimenticavo: il prezzo è assolutamente competitivo, intorno ai 6 Euro … il che di certo non guasta.

Ho trovato il prodotto nello scaffale di Eataly, nella sezione dei vini del lazio che ovviamente qui a Roma è stata ben rimpinguata. Comunque è un vino che si può trovare anche su molti siti online dedicati al vino.

Buon assaggio!

I Vini per San Valentino

San Valentino si avvicina (brrr)! Invece di girare per locali super affollati, ristoranti gremiti, perché non regalare a chi vogliamo una cenetta rilassante a casa, senza folla, condita con un buon vino?

Dopo un ultimo San Valentino, alcuni anni fa, passato ad attendere ore pur di mangiare in un ristorante preso d’assalto) … e alla fine mangiando pure poco e male, questa è sempre stata la mia tattica: scelgo cosa mangiare e ci abbino il vino che più mi piace, sicuramente con la felicità di chi festeggia con me.

Da qui l’idea di proporre alcune ricette e vini specificamente pensati per un menù di San Valentino.

Magari non per tutti è possibile festeggiare in questo modo ma è sicuramente un’opzione più libera che permette di scegliere come e cosa bere e mangiare e soprattutto quanto spendere.

Poi, se non interessa festeggiare San Valentino, si può sempre sfruttare l’occasione per celebrare qualcos’altro!

Vediamo quindi insieme alcune proposte gustose e romantiche per una cena un po’ speciale … evitando magari i salassi! 🙂

Tartine di Burrata, Mortadella al Pistacchio e chicchi di Melograno

tartine burrata mortadella e melograno
Tartine con burrata, mortadella e melograno

Un antipastino sicuramente semplice semplice ma mooolto sfizioso, difficile resistere a tartine di questo tipo.

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Il Berlucchi ’61

Forse non troppo romantiche ma di sicuro effetto e di stagione!

Ad un antipasto così ci si può abbinare un bel Franciacorta Berlucchi ‘61: uno spumante decisamente saporito, in grado di contrastare anche con la sua effervescenza, la grassezza delle tartine e ad aggiungere quel tocco di sapidità in più all’antipasto.

Si tratta di un Franciacorta veramente diffuso, lo potete trovare anche nei supermercati Conad … tuttavia se si cerca nelle enoteche si trova ad un prezzo sicuramente minore e a volte è pure in offerta a prezzi decisamente accessibili. Qui ad esempio lo trovate al prezzo di 12,90€.

Un abbinamento sicuramente da provare anche solo per l’ottimo rapporto qualità prezzo di questo Franciacorta.

Come primo piatto, se si opta per una pasta, si possono provare delle bavette con crema di tartufo e funghi trifolati. Non è per forza necessario utilizzare un tartufo fresco (anche se ovviamente sarebbe l’ideale), ma si possono scegliere delle salse già pronte … alcune hanno veramente un buon quantitativo di tartufo all’interno: quindi l’unico consiglio prima di acquistarla è quello di leggere gli ingredienti sulla confezione.

gewürztraminer san michele appiano
Il gewürztraminer di San Michele Appiano

Ad un piatto così profumato e saporito si può abbinare un Gewürztraminer: quello provato da me con questa pietanza è il Gewürztraminer, annata 2013, della Cantina alto-atesina San Michele Appiano.

Un Gewürztraminer dai bei profumi che ricordano la frutta esotica, i fiori di rosa e di glicine, le mandorle, con alcune note vegetali di eucalipto e leggeri sentori minerali. Un vino sicuramente sapido e abbastanza fresco, con una buona morbidezza.
Un vino dotato di un bel profumo e di una buona persistenza che lo rende adatto ad accompagnare una pasta tartufata … basta non esagerare con il tartufo. Anche la stessa struttura del prodotto e il suo tenore alcolico ben si prestano ad accompagnare un primo piatto strutturato.

Anche questo vino è facilmente reperibile online, ad un prezzo di circa 10-13 Euro.

Qui ad esempio lo si può trovare a circa 10€.

Passiamo ad i secondi … uno di pesce e uno di carne, a seconda delle preferenze!

Gamberi rossi al lardo con mele, primo sale di capra e foglie di ricciola

Per accompagnare questo piatto serve un vino sicuramente bianco, con un buon tenore alcolico, in grado di reggere la succulenza del piatto.

Serve anche un vino con dei profumi abbastanza evidenti e una buona persistenza, dato che il lardo, le mele e gli scampi, con riduzione al miele, hanno degli aromi piuttosto spiccati.

sauvignon lahn - san michele appiano
Sauvignon Lahn di San Michele Appiano

Si dovrebbe scegliere anche un bianco abbastanza morbido, in grado appunto di tenere a bada la sapidità e la tendenza acida del piatto, per la presenza del lardo e delle mele.

Soprattutto serve un vino sicuramente fresco, con una buona acidità quindi, per riequilibrare la forte tendenza dolce del piatto, data dai gamberi, il lardo e il primo sale.

Per una preparazione di questo tipo consiglierei il Sauvignon Lahn, annata 2013, ancora una volta della Cantina San Michele Appiano:
un vino profumato, con sentori di pesca e albicocca, note floreali di glicine e vegetali di foglia di pomodoro.

Un prodotto sicuramente caratterizzato da una buona acidità e da una buona sapidità. All’assaggio è sicuramente piacevole e persistente.

Questo Sauvignon si può trovare facilmente, da Eataly, nelle Enoteche del Gruppo Bernabei e ovviamente su molti siti online.

Ho acquistato questo vino da Bernabei, dove il prezzo del prodotto è di 11,90€.

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La ricetta dei gamberi rossi al lardo con mele, primo sale di capra e foglie di ricciola

Come secondo di carne, si può proporre un piatto delicato e non troppo pesante, come ad esempio degli “straccetti di manzo con cuore di fiori di zucca, su salsa al Castelmagno.

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L’etichetta del Valpolicella Ripasso sup. di Zonin

Per questo secondo piatto un ottimo abbinamento, verificato con moolto piacere, è quello con il Valpolicella Superiore Ripasso 2012 dell’Azienda Zonin.

Si tratta di un vino con netti sentori fruttati di lamponi e ciliegia, lievemente speziato e vegetale, con leggere note di cacao.
E’ un vino sicuramente morbido, con tannini ben presenti ma comunque delicati e soprattutto è dotato di una buona freschezza che lo rende ottimo per accompagnare la tendenza dolce di questi straccetti.

La sapidità è nella media e pertanto non va ad amplificare quella netta della salsa al castelmagno.

Il prezzo del prodotto è ottimo e si aggira intorno ai 12-13 euro.

E’ un vino facilmente reperibile in molte enoteche, ma può essere anche acquistato online, ad esempio qui.

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La ricetta degli straccetti di manzo con cuore di fiori di zucca, su salsa al Castelmagno

Infine parliamo del dolce!

Brachetto d’Acqui 36
Il Brachetto d’Acqui 36!

Perché non provare un semifreddo alle fragoline di bosco o ai lamponi con una vendemmia tardiva di Brachetto?

dessert_lamponi
Un delizioso semifreddo con fragoline!

 

Splendido l’abbinamento con il Brachetto d’Acqui 36, annata 2012, dell’azienda Isolabella della Croce che esalta il dolce attraverso i suoi profumi di rosa e fragola.

Una vendemmia tardiva che comunque mantiene una buona freschezza in grado di contrastare la grassezza del semifreddo e un tenore alcolico e una struttura che ancora non lo coprono.

Ho acquistato questo vino, trovandolo su una scaffale di Eataly al prezzo di 16€.

 

Eh si, i vini dolci in media hanno prezzi più alti … ma in fondo bisogna pur chiudere in dolcezza e con quest’ultimo abbinamento di sicuro la serata termina ottimamente!

Il Brunello Vigna del Fiore

Il Vigna del Fiore della Fattoria dei Barbi è un Brunello veramente in grado di accontentare i gusti di molti in fatto di rossi strutturati e importanti.

Un Brunello sicuramente diverso e particolare quello prodotto con le uve di questo podere, conosciuto come “il Fiore” da tempi immemori e coltivato fin dal 1500 a vite: il vino prodotto con le uve provenienti da questo cru presenta infatti dei tannini molto più delicati e una morbidezza molto più evidente, rispetto a quella che si aspetterebbe da molti Brunelli.

I profumi sono netti di ciliegia in confettura, sottobosco, humus, cuoio, note speziate dolci con sentori di cannella di vaniglia.

confettura ciliegie cannella e vaniglia
alcuni sentori …

Un vino dalla struttura importante che ha bisogno di essere accompagnato da carni rosse di lunga cottura, succulenti e salsate: ad esempio, avendolo già assaggiato presso l’azienda e conoscendone le caratteristiche generali, ho deciso di provarlo con uno stracotto di manzo al marsala.

Un vino che si sposa molto bene anche solo con dei formaggi stagionati di contorno al secondo.

L’ho provato ad esempio con dei cubetti di parmigiano, stagionato solo 32 mesi, e con un assaggio di castelmagno e devo dire che in entrambi i casi il risultato è stato gradevole.

Un vino per un’occasione importante o adattissimo per fare un regalo (sicuramente gradito).

Il prodotto è reperibile online qui, al prezzo di 38€.

Il Nero D’Avola Deliella

Direttamente dal Veneto … ecco arrivare un Nero D’Avola.

Cosa possibilissima se si visita l’enoteca dell’azienda Zonin, importante realtà vitivinicola italiana con possedimenti in diverse zone del territorio, e ovviamente anche in Sicilia.

L’azienda Feudo Principi di Butera appartiene proprio alla Famiglia Zonin ed è dalle vigne di questa tenuta che arriva il Deliella, comprato quest’estate e provato qualche giorno fa.

Il Deliella 2011 -dell'azienda Feudo Principi di Butera
Il Deliella 2011 – Feudo Principi di Butera

Un nero d’avola profumato, con netti sentori di prugna, more e sottobosco, con note tostate, leggermente amaricanti, di caffè e liquirizia.

Un vino rosso di corpo, anche se non robusto, sicuramente piacevole a abbastanza morbido.

I tannini sono abbastanza delicati e ben inseriti nella struttura.

Un vino di media freschezza e sapidità, gradevole all’assaggio e con una buona persistenza.

L’unica nota importante da considerare per l’abbinamento con questo Nero d’Avola è la leggera nota amaricante del vino, dovuta probabilmente ai netti sentori tostati, percepibili sia all’olfatto che all’assaggio che contribuiscono ad accentuare le durezze del prodotto.

E’ bene quindi dosare nella pietanza gli elementi a tendenza amarognola.

Ad esempio ho voluto abbinare il Deliella, una prima volta, con un filetto di manzo al bleu, ma devo dire che il formaggio utilizzato, lo Stilton, dal gusto lievemente amaricante, tipico nei formaggi erborinati ha accentuato le durezze del vino.

Al contrario l’ho abbinato, in seguito, con un filetto al grana e salsa al marsala e, in questo caso, data anche la sapidità non eccessiva del vino e la salsa a tendenza dolce, più morbida, in grado di “frenare” i tannini, l’abbinamento è risultato più felice.

Si tratta senz’altro di un vino che si può abbinare bene a carni rosse salsate e con formaggi dalla lunga stagionatura.

il valore del prosecco

Il Valore del Prosecco

Fino a qualche tempo fa avevo sempre snobbato le “bollicine”, e soprattutto il prosecco, come vini da pasto; al massimo il Prosecco si può usare per accompagnare qualche stuzzichino durante l’aperitivo oppure per realizzare un bello Spritz.

Questo perché trovavo molti Prosecchi troppo semplici come profumi e sapori.

Certo il Prosecco non è un vino particolarmente strutturato e sicuramente non produce una quantità di sensazioni così ampie come invece può accadere con un Metodo Classico, prodotto da uve differenti e realizzato secondo una metodologia specifica che lo rende appunto ben distinguibile.

Proprio per le differenze di base non si può fare un paragone: si tratta di prodotti assolutamente diversi e ciascuno ha delle precise caratteristiche e i propri punti di forza.

 

Il Valore del Prosecco: Caratteristiche Organolettiche

Del Prosecco il punto di forza è senz’altro la piacevolezza immediata, data dalla sua deliziosa acidità a dai suoi spiccati profumi di frutta e fiori.

In molti Prosecchi di Conegliano Valdobbiadene e di Cartizze ritroviamo lampanti gli aromi delle mele croccanti, delle pere kaiser e abate, degli agrumi, della frutta tropicale, della camomilla, delle margherite, della ginestra e del biancospino e, in alcuni casi, anche della menta, della maggiorana e della salvia. 

Non è un vino particolarmente complesso e strutturato ma piace così tanto proprio per la sua incredibile bevibilità in qualsiasi momento e occasione: uno spumante brioso, leggero e davvero profumato.

La sua leggerezza, però, non deve essere intesa come banale semplicità, quanto piuttosto come caratteristica da valorizzare agli occhi di chi ama vini aromatici e, allo stesso tempo, lievi al palato, perfetti per esaltare, come vedremo tra poco, una cucina fatta di ingredienti e sapori poco cucinati ed elaborati, magari arricchiti solamente da erbe, spezie e alcune tipologie di salse.

 

Il Valore del Prosecco: Zona di Produzione

Fino a qualche anno fa non avevo mai veramente riscontrato i pregi menzionato nei Prosecchi che provavo: bisogna dire che a Roma, nonostante la fama internazionale di questo prodotto, i prosecchi non hanno una grande diffusione, in ristoranti e locali, se non come completamento di tanti cocktail in tutti gli aperitivi e apericena romani.

Bisogna andare nelle enoteche, da Eataly e spesso ci si trova a spendere veramente tanti soldi per una bottiglia di quello stesso prosecco che andando alla fonte si può trovare a prezzi decisamente inferiori.

Eh si, in Conegliano – Valdobbiadene, terra d’eccellenza di una DOCG ormai famosa in tutto il mondo, ci sono una miriade di produttori che realizzano prosecchi di qualità eccellente ma che ahimè non toccano il mercato romano.

Lo stesso vale per i tanti piccoli produttori della Prosecco DOC (zona di produzione più ampia tra il Veneto e il Friuli Venezia Giulia), dove comunque troviamo prosecchi di grande qualità.

Infine, le enoteche e i locali che offrono i prosecchi dei Colli Asolani, in quel di Roma, si contano sulle dita di una mano monca.

In generale il maggior numero di Prosecchi in vendita al pubblico (in versione DOC e DOCG mischiate tra loro) si trova sugli scaffali dei grandi supermercati e anche in quei casi spesso troviamo sempre i soliti quattro nomi.

Davvero un peccato trovare una diffusione del prodotto così limitata e frammentata tra tante piccole enoteche di quartiere, soprattutto se pensiamo che si tratta di un prodotto ormai più che famoso … praticamente il vino italiano più conosciuto al mondo.

Un vino che ormai viene anche rivisitato all’estero nelle maniere più improprie, come recentemente a Londra, dove troviamo un “prosecco” che viene direttamente “spillato”, manco fosse birra e servito al modico prezzo di 5 sterline a bicchiere … peccato che in teoria nessun Prosecco possa venir commercializzato al di fuori della bottiglia.

Leggere per credere quanto riportato qui e twittato dal Daily Mail.

Dopo il prosecco alla spina è ancora più facile che anche qui il prosecco venga relegato a vino da fast food e da salatini, sicuramente di gran moda ma buono solo per buttare giù degli stuzzichini prima di andare a cena e bere qualcosa di serio.

 

Il Prosecco: Abbinamenti Cibo Vino

In termini di abbinamento cibo vino il Prosecco ha davvero molte potenzialità ... alcuni Prosecchi di qualità possono essere degni compagni di un’intera cena, basta pensare a cosa mettere a tavola.

La maggior parte dei Prosecchi sono Extra Dry (con un residuo zuccherino compreso tra i 12 e i 17 gr/l): questo vuol dire che siamo di fronte a degli spumanti secchi ma non troppo, più morbidi rispetto alle versioni Brut.

Piuttosto frequenti sono inoltre i Prosecchi Dry (con un residuo zuccherino compreso tra i 17 e i 32 gr/l) che offrono una percezione di morbidezza ancora maggiore.

Tale maggiore morbidezza può essere facilmente sfruttata, in abbinamento alla fantastica aromaticità del Prosecco, per degli abbinamenti “esotici”.

Alcuni Prosecchi Extra Dry e Dry si abbinano bene con il riso al curry, con gli spaghetti saltati con verdure e gamberi, guarniti con un pochino di soia, con il pad thai (senza eccedere con il piccante!), con i gyoza di verdure e quel sushi fusion che oggi va tanto.

Se, invece, si preferisce rimanere in territorio nazionale, i Prosecchi Extra Dry e Dry fanno bella figura anche con le cozze gratinate, con il fritto di alici, con i crudi di pesce guarniti con agrumi e spezie, dove riescono a non acuire la già spiccata sapidità e freschezza degli ingredienti di queste pietanze.  

Trovo invece che i Prosecchi Brut si abbinino meglio con i crostacei in generale, sia negli antipasti sia nei primi piatti, e con i pesci magri al cartoccio, come l’orata e il branzino: tutti ingredienti e piatti dalla spiccata tendenza dolce che vengono esaltati nella loro genuinità dalla freschezza intensa e dalla mineralità delle versioni Brut.

Il Prosecco Superiore di Cartizze, spesso presentato in versione dry, con la sua più importante struttura e intensità aromatica, potenzialmente si sposa bene con i ravioli ripieni agli scampi e con pietanze pregiate come l’astice alla catalana: pietanze che vengono esaltate, senza mai essere nascoste nella loro tipicità gustativa, dai profumi e dalla freschezza di questa tipologia di Prosecco.

C’è anche chi suggerisce un possibile abbinamento tra un buon Cartizze Dry e le pregiate ostriche d’Isigny … ma devo ancora sperimentare 😉

 

Il Prosecco a tutto pasto: un Esempio

Il Prosecco a tutto pasto? Certo! Perchè no?!

L’ultima cena di capodanno ho fatto proprio così: ovviamente ho scelto un Prosecco di qualità, non solo quel prosecco standard frizzante e leggermente alcolico che si può comprare al supermercato, ma un Prosecco profumato e con una buona sapidità e persistenza … un vero Prosecco.

Questo vero Prosecco del capodanno ci è giunto direttamente da Valdobbiadene previa ordinazione: un prosecco già provato e che mi aveva colpito durante delle vacanze estive in quella magica zona.

Sto parlando del Prosecco Millesimato Dry dell’Azienda Alessandro Bortolin, a Santo Stefano in Valdobbiadene, nei pressi della celebre “locanda senza l’oste”.

Con questo Prosecco millesimato, prodotto solo nelle annate migliori, con uve selezionate, non troviamo nessun colore triste e smorto nel bicchiere: si tratta di un prosecco con un bellissimo colore giallo paglierino con riflessi dorati e un perlage veramente persistente e molto fitto.

Prosecco Millesimato Dry di Alessandro Bortolin
Prosecco Millesimato Dry – Alessandro Bortolin

Un Prosecco con forti sentori di pera e mele golden, con un delicato profumo di fiori di campo e una lieve nota agrumata, con una buona sapidità e un’acidità netta ma comunque ben integrata nella struttura del prodotto … verrebbe quasi di parlare di un prosecco “morbido”, ma ricordiamo che stiamo sempre parlando di un dry.

Questo Prosecco è sicuramente molto versatile e si è sposato splendidamente con delle tartine di carpaccio di spada e polpo su letto di rughetta e con dei canapè di salmone affumicato, rughetta e chicchi di melograno.

Ancora migliore l’abbinamento del prodotto con un’insalata di gamberetti, polpo e patate.

Infine l’abbiamo provato anche su una pasta alle vongole e pesto di rucola: la quasi “morbidezza” del prodotto ha accompagnato discretamente anche questa pietanza, decisamente più strutturata delle precedenti.

Pensare che all’inizio volevo usarlo unicamente per l’antipasto … perché rischiare di aprire troppe bottiglie diverse quando se ne può sfruttare al meglio una sola?

Ho voluto sperimentare e anche se l’abbinamento non è stato sempre perfetto è stata un’ottima occasione per valorizzare ancora di più un prodotto che finora avevo utilizzato unicamente per l’aperitivo.

Il Prosecco millesimato Dry di Alessandro Bortolin è un prodotto che potenzialmente si sposa bene con i crudi di mare, con il sushi classico e fusion, ma anche con delle fritture di verdure e pesce.

 

Sicuramente quello provato è un prosecco di qualità … e di certo non è il solo in quel territorio.

Il Prosecco potrà essere anche un vino semplice, ma nella sua semplicità va scoperto bene.

 

P.S. Per chi desiderasse partire alla scoperta dei luoghi del Prosecco, sul sito prosecco.it c’è una bellissima mappa di riferimento in pdf da usare per pianificare il viaggio!

Cannonau Riserva di Sella & Mosca

Per il pranzo di Natale di quest’anno, tra i vini scelti ha fatto capolino anche il Cannonau Riserva dell’azienda Sella & Mosca, annata 2010, acquistato presso l’enoteca Bernabei al prezzo di 9,50€.

cannonau_sella_mosca

Prima di parlare dei potenziali abbinamenti, è opportuno dare un piccolo suggerimento sul servizio di questo vino: un consiglio dato dalla stessa azienda che – purtroppo – non ho seguito e che sicuramente me l’avrebbe fatto apprezzare ancora di più.

Per sentire meglio gli aromi del prodotto è senz’altro meglio scaraffarlo in un decanter almeno mezz’ora prima di servirlo: non serve decantarlo, data l’annata giovane non ci sono residui, ma arieggiarlo un po’ lo aiuta a esprimere meglio i suoi aromi … e questi ci sono eccome!

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Grappoli di Cannonau

I profumi sono quelli più caratteristici del Cannonau e del territorio in cui viene prodotto: note fruttate di more e prugne sotto spirito, vegetali di timo, e infine note leggermente balsamiche che ricordano la menta.

E’ un vino dotato di una tannicità ben contenuta, rotonda, e di una moderata freschezza e sapidità.

Si è rivelato un vino molto piacevole, sicuramente adatto ad accompagnare piatti di carni rosse e di cacciagione, magari elaborate in lunghe cotture, rimanendo comunque leggero all’assaggio.

Personalmente lo consiglio con un’anatra alle mele aromatizzata al mandarino oppure con un cosciotto d’agnello lardellato … ho provato entrambi gli abbinamenti e devo dire che in tutti e due il vino sostiene adeguatamente la dolcezza e la grassezza della carne, ma è soprattutto con l’anatra che il prodotto riesce ad esaltare i profumi del condimento, arricchendosi a sua volta.

Probabilmente, per questo Cannonau, può esser vincente l’utilizzo di contorni e condimenti a base di mele rosse mature, annurche, fuji o pink lady, caratterizzate non solo da un’evidente tendenza dolce ma anche da una lieve tendenza acidula e da una spiccata aromaticità.

Un vino rosso importante ma versatile, che sicuramente riproverò.