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E’ Primavera, la terra rinasce … e anche noi che torniamo ad apprezzare le belle giornate con i loro colori vitali. I pranzi all’aperto sono il massimo e con il vino giusto accanto lo sono ancora di più, specialmente se si tratta della Falanghina Persefone, classe 2018. Un bianco campano d’annata che stupisce con la profondità del suo sapore e le sue particolari possibilità di abbinamento, deliziosamente vegetariane, per delle feste primaverili profumate e leggere sotto ogni aspetto. Continua la lettura per scoprire il fascino della Falanghina Persefone di Maria Furgiero e i suoi abbinamenti più gustosi.

La Falanghina Persefone e il lavoro artigianale di Maria Furgiero

La Falanghina Persefone è l’omaggio alla Primavera della Tenuta Maria Furgiero. Siamo a Cigliano, nella DOC dei Campi Flegrei, affacciati sul Golfo di Pozzuoli e prossimi al vulcano, come suggerisce volutamente l’etichetta che rappresenta  insieme il Vesuvio e il mare.

Le vigne di Falanghina, da cui nasce Persefone, guardano verso Napoli e il suo Golfo, situate in una posizione collinare, soleggiata a ventilata, a circa 200 metri sul livello del mare. Il suolo della zona è caratteristico, una caldera vulcanica formatasi attraverso depositi di argille, calcare e sabbie, nonché la tipica terra pozzolanica, derivata dalle antiche eruzioni vulcaniche. Alle ottime premesse ambientali si aggiungono le mani appassionate di Maria che coltiva la sua terra manualmente e di persona, cercando di esaltarne al meglio i frutti. Scelte di principio a cui si resta fedeli anche al momento della vinificazione, presso cantine selezionate del territorio. Per questo l’élevage avviene esclusivamente in acciaio e vetro, affinchè siano terroir e grappoli a parlare.

La Falanghina Persefone del 2018 rivela bene il legame tra vitigno e il particolare habitat scelto, mostrando per bene le potenzialità aromatiche e gustative del vitigno, nonché la sua capacità di affinarsi nel tempo.

La bella etichetta artistica della Falanghina Persefone
La bella etichetta artistica della Falanghina Persefone

La Falanghina Persefone: Colore, Profumi e Gusto

L’annata 2018 della Falanghina Persefone ha un colore dorato intenso, quasi un oro rosso, tonalità degna di un vino che ha riposato a lungo in bottiglia. I suoi profumi sono fruttati, floreali e vegetali, con note evidenti di frutta estiva, fiori di biancospino e salvia. Un gusto vellutato ma con, ancora, una piacevole freschezza, dai succosi ritorni di pesca e melone. Un finish setoso, dotato di una mineralità grintosa che conferisce una particolare persistenza salina, oltre che fruttata, arricchita da lievi ricordi di erbe aromatiche.

La Falanghina Persefone: i Migliori Abbinamenti

Morbidezza e sapore insieme. Con questo duo non stupisce che la Falanghina Persefone sia perfetta compagna di ricette vegetariane, anche a base di ortaggi – per così dire – difficili.

La Falanghina Persefone è ottima con la succulenza di una lasagna al radicchio. Un abbinamento cibo vino in cui la freschezza e la viva sapidità del vino insaporiscono e alleggeriscono il tocco denso e pastoso della lasagna. Il gusto vellutato del vino permette a una verdura come il radicchio di esprimersi al massimo della sua personalità, sfiziosamente amara. Un incontro fruttuoso anche per profumi, dove le note di frutta estiva e di erbe officinali esaltano bene la croccante aromaticità del radicchio.

Lasagne al Radicchio: ottime in abbinamento alla Falanghina Persefone 2018
Lasagne al Radicchio: ottime in abbinamento alla Falanghina Persefone 2018

Il legame con verdure/ortaggi non finisce qui, perché questa Falanghina è gustosissima anche con le lasagne e il risotto ai carciofi. Con il suo tocco morbido, sapido ed equilibrato, Persefone esalta la tendenza amarognola dei carciofi, mantenendola piacevole così com’è. Un wine – food Pairing in cui la pasta si alleggerisce e insaporisce grazie alla sinergia fresco-sapida del vino e i carciofi acquistano gustose note fruttate.

Come la stessa etichetta, anche il contenuto della bottiglia riesce a esaltare la terra e i suoi frutti più appetitosi. Non è un caso che proprio i terreni agricoli vicino a Pompei siano famosi per la qualità dei loro carciofi. Persino il radicchio, una verdura che spesso si reputa legata solo al Veneto, dà deliziose soddisfazioni anche nell’entroterra campano, in provincia di Avellino.

Non la solita Falaghina, ma che Falanghina, carica di gusto e foriera di abbinamenti cibo vino all’insegna del sapore e di una incredibile, profumata leggerezza … anche a Pasqua, perché no.

La puoi trovare online qui, a circa 12 Euro.

Cheers!

Con il Ciliegiolo Zephyrus la ricerca di vini rossi, saporiti e gustosi, da abbinare a ricette vegetariane fa un ulteriore passo avanti. Ecco quindi che il wine – food pairing di oggi può dare una rinfrescata – oltre a che ai sensi – anche ai menù di Pasqua più classici. Per chi preferisce mettere da parte le carni … via libera a ortaggi profumati, formaggi saporiti e cremosi,  e soprattutto al gustoso rosso Zephyrus, un compagno in tavola a tutto tondo.

Il Ciliegiolo Zephyrus e la Tenuta Pizzogallo

Il Ciliegiolo Zephyrus nasce nella Tenuta Pizzogallo, ad Amelia in provincia di Terni, un luogo verdeggiante, al confine tra Lazio e Umbria, perfetto per questo vitigno, considerato ormai autoctono di questa regione e della Toscana. Il nome dell’uva racconta bene i profumi del vino derivante, ricco di note aromatiche che ricordano proprio le ciliegie. Nelle vigne della Tenuta Pizzogallo, il Ciliegiolo trova le condizioni ideali che lo aiutano a sviluppare tutto il suo bagaglio d’invitanti sensazioni.

Nei 23 ettari vitati di proprietà, solo 3 sono quelli destinati alla coltivazione delle uve da cui nasce il Zephyrus. Un habitat in cui le piante di ciliegiolo godono di un’ottima esposizione, sui pendii dell’omonimo colle Pizzogallo, a un’altitudine  di circa 350 metri sul livello del mare, e beneficiano del suolo locale, prettamente argilloso.   

Il Ciliegiolo Zephyrus di Pizzogallo: i Migliori Abbinamenti
La vivida tonalità rosso rubino, con sfumature porpora, del Zephyrus di Pizzogallo

Il Ciliegiolo Zephyrus: Colori, Profumi e Gusto

Come le ciliegie, il Zephyrus vanta un colore rosso rubino, dalle sfumature porpora. Una tonalità vivida che riflette la carica antocianica delle uve, valorizzata da una lavorazione e un elévage in acciaio.

Una vividezza che si esprime anche nei profumi che ricordano, ancora una volta, l’appeal dolce e fresco delle ciliegie mature, accanto a sensazioni più delicate di more, prugne,  violette e giusto un pizzico di pepe nero. Note speziate che sorprendono e donano ancora più sapore all’assaggio.

Il Zephyrus ha un gusto morbido e succoso, dai netti richiami ai frutti rossi, arricchito da una delicata mineralità che ricorda la terra e la vegetazione del sottobosco. Uno di quei rossi che si apprezzano, con piacere, anche in assolo poiché uniscono insieme sapore, persistenza e leggerezza, nonostante il tenore alcolico.

Il Ciliegiolo Zephyrus di Pizzogallo: gli Abbinamenti più Gustosi

Il ciliegiolo dà vini che con le carni, bianche e rosse, stanno benissimo. Il Zephyrus risponde bene a tali doti di base ma si spinge anche oltre. La sua squisitezza fruttata, impreziosita da tratti speziati ed erbacei, e l’assaggio setoso lo rendono un gran compagno anche per ricette vegetariane, a base di formaggi e verdure.

Il Ciliegiolo Zephyrus, ottimo con una tagliata ai funghi
Il Ciliegiolo Zephyrus, ottimo con una tagliata ai funghi

Se il Ciliegiolo Zephyrus è perfetto per accompagnare aromi e succulenza di una tagliata ai funghi, guarnendola con il giusto tocco di sapore e freschezza, è allo stesso tempo un grande amico di ortaggi aromatici come il radicchio e i carciofi, entrambi di stagione (è il periodo giusto per apprezzare il radicchio tardivo di Treviso).

Il Ciliegiolo Zephyrus di Pizzogallo: ottimo con dei tomini al radicchio

Il Zephyrus è perfetto, ad esempio, accanto a dei tomini con radicchio gratinato o con dei carciofi ripieni di brie, cotti al forno o alla brace.

In entrambi i casi, questo rosso insaporisce la tendenza dolce del formaggio ed esalta gli aromi del radicchio e dei carciofi, rendendo la loro tendenza amarognola più piacevole e mai davvero amara.

Insieme alle ricette con protagoniste le carni alla brace, accanto ai secondi e contorni più prelibati, rigorosamente a base di ortaggi, verdure e formaggi a tendenza dolce, il Zephyrus Pizzogallo è grande protagonista, anche grazie al suo ottimo rapporto qualità – prezzo.

Dopo averlo provato, mi è venuta voglia di andare direttamente in sede, per godermi un’autentica vacanza anche all’insegna del buon vino.

Per un weekend all’insegna dell’energia e del gusto … il Vigna Pedale Riserva è perfetto. Un rosso pugliese della DOC Castel del Monte che si apprezza per profumi, gusto e pure per il prezzo. Un vino premiato innumerevoli volte consecutive, con i 3 bicchieri del Gambero Rosso, che i suoi riconoscimenti se li merita proprio. Un rosso strutturato e appagante che sa bene come valorizzare pietanze succulenti dalle sfumature mediterranee. Mi sono davvero impegnata nella ricerca degli abbinamenti ideali per questo Vigna Pedale Riserva di Torrevento: scoprili continuando la lettura, si tratta di validi wine – food pairing anche per vacanze pasquali dal menù diverso.

La Tenuta Torrevento e il Vigna Pedale

La Tenuta Torrevento ha una lunga storia familiare e un profondo legame con quel territorio, al centro della Murgia barese, conosciuto proprio come Torrevento. Un’azienda gestita, fin dall’inizio, dalla famiglia Liantoni che, dagli anni ’50, ha portato avanti la sua idea di valorizzazione del terroir e delle uve più tipiche della regione. Proprio per questo motivo è nata l’idea speciale del Vigna Pedale Riserva, un rosso di Puglia in grado di raccontare il carattere più vero di un’uva locale come il Nero di Troia, coltivata nell’ambito della DOC Castel del Monte, dove riesce davvero a esprimersi al meglio.

Il Vigna Pedale è realizzato con uve selezionate, coltivate esclusivamente in una frazione campestre chiamata contrada Pedale, da cui l’etichetta prende il nome. I filari vitati beneficiano dell’esposizione soleggiata e dell’altitudine ottimale sull’altopiano,  posti tra i 400 e i 500 metri sul livello del mare, e di un suolo argilloso – calcareo. Le uve, dopo la raccolta, vengono vinificate con una prolungata macerazione del mosto, a contatto con le bucce. L’élevage viene svolto prima in acciaio, per 8 mesi, e poi in botti grandi di rovere, dove il vino matura per altri 12 mesi.

Il colore denso, rosso rubino, del Vigna Pedale Riserva 2015 di Torrevento
Il colore denso, rosso rubino, del Vigna Pedale Riserva 2015 di Torrevento

Il Vigna Pedale Riserva: Colore, Profumi e Gusto

Un calice del Vigna Pedale Riserva, annata 2015, non passa inosservato. Il colore, rosso rubino, è intenso e denso … ti sfido a guardare qualcosa attraverso tale nettare. I profumi rispecchiano l’aspetto, con fitte sensazioni di frutti rossi, corredate da accese note di erbe mediterranee, spezie orientali e tabacco da pipa. Il fatto ancora più sorprendente è la particolare varietà delle note fruttate, che ricordano la dolcezza dei frutti di bosco e delle prugne accanto alla freschezza citrina delle arance tarocco.

Potente nei profumi quanto nel gusto, con un sapore inaspettatamente ben fornito di acidità e mineralità, dai tannini ben fusi in una struttura piena e di equilibrata morbidezza. Proprio nella persistenza finale, questo Nero di Troia in purezza rivela le sue carte più gustose: quella perfetta sintonia tra freschezza, mineralità e grinta vellutata, raccontata attraverso ricordi balsamici e terrosi, di erbe aromatiche e sottobosco, e ritorni fruttati di agrumi e frutti rossi, accompagnati da richiami calorosi alla liquirizia e alla noce moscata.

Il Vigna Pedale Riserva: i Migliori Abbinamenti con il Cibo

Un rosso che ama le pietanze che gli sono affini. Il Vigna Pedale è un vino dal carattere deciso che, nonostante il moderato tenore alcolico, lascia davvero il segno. Un vino che si apprezza al meglio accanto a ricette succulente, quindi sugose, cariche di aromi e persistenza.

Il Vigna Pedale Riserva, classe 2015, è gustoso anche solo con delle tagliatelle condite con un ricco ragù, classico o di cacciagione, meglio se profumato con l’aggiunta di rosmarino, alloro e timo.

Tuttavia, trovo che dia il massimo accanto a succosi arrosti di carni bianche, rosse e cacciagione, anche ripieni.  Il Vigna Pedale è il rosso ideale per una faraona ripiena, per un arrosto di coniglio farcito con scamorza ed erbe, per delle braciole di maiale al lardo e rosmarino, per una tagliata di manzo con porcini, per un cosciotto d’agnello con erbe e cipolle.

Per i non carnivori, il Vigna Pedale si apprezza molto bene anche solo con del caciocavallo silano affumicato, grigliato a accompagnato da un contorno di zucchine e melanzane arrostite.

Però, c’è una ricetta migliore con cui amare ancora di più il Vigna Pedale 2015.

Il Vigna Pedale Riserva 2015: ottimo in Abbinamento a un'Anatra all'Arancia
Il Vigna Pedale Riserva 2015: ottimo in Abbinamento a un’Anatra all’Arancia

Il Vigna Pedale Riserva: perfetto con un’Anatra all’Arancia

Il meglio del meglio, il Vigna Pedale lo dà accanto alla classica ricchezza di un’anatra all’arancia. Una ricetta apparentemente semplice che vive della consistenza e del sapore delicatamente selvaggio della carne, alleggerito e arricchito dall’aromaticità succosa delle arance. Un mix d’elementi golosi che si esprime con ancora più bontà insieme a un calice del Vigna Pedale Riserva.

L’aromaticità balsamica e fruttata, dai lievi tocchi agrumati, la vivida mineralità, l’equilibrio dei tannini del vino sono tutti elementi che esaltano il profilo gusto – olfattivo di questa classica ricetta. Un abbinamento che si arricchisce ulteriormente con quelle sfiziose note di tabacco e spezie orientali che completano la lunga persistenza di questo rosso pugliese.

Davvero un wine – food pairing di grande festa e succulenza. Facci più di un pensierino e poi, magari, raccontaci cosa ne pensi.

Cheers!

Petto d'anatra all'arancia: che vini abbinare? il Vigna Pedale Riserva 2015 è perfetto ma ce ne sono anche altri
Petto d’anatra all’arancia: che vini abbinare? il Vigna Pedale Riserva 2015 è perfetto ma ce ne sono anche altri

p.s. Altri vini rossi da abbinare a un’anatra all’arancia? Li trovi nei seguenti articoli:

La Passerina Vigor di Umani Ronchi è il bianco perfetto per i pranzi in famiglia, così come per le cene a base di sushi e sashimi. Merito di profumi esotici e di un fascino morbido e rinfrescante che rendono questo vino sempre piacevole, da bere accanto a ingredienti e piatti diversi. Un ottimo rapporto qualità – prezzo e l’expertise di una grande tenuta vinicola delle Marche ne alimentano ancora di più la bontà.

Pront* a scoprire le caratteristiche della Passerina Vigor e i suoi possibili abbinamenti con il cibo? Allora, prosegui la lettura.

Il Vitigno Passerina

Lo so, il suo nome fa sorridere e, proprio per questo, viene spesso bollato come vitigno per bianchi da poco. In realtà non è così. Il termine Passerina gli è stato dato, tradizionalmente,  per la piccolezza dei suoi acini e per via della predilezione dei passeri a beccarli. Ovviamente, si tratta di una spiegazione folcloristica, tramandata in quei luoghi dove questo vitigno ha avuto più fortuna.

Ci sono, tuttavia, altri nomi comuni che fanno riferimento, a livello locale, sempre a quest’uva a bacca bianca, diffusa nella zona adriatica della nostra penisola, tra le regioni Abruzzo e Marche. Proprio da questi territori arriva l’altro nome noto della Passerina, chiamata anche Cacciadebiti e Pagadebiti, appellativi che alludono alla sua alta produttività e vigoria.

Grappolo Passerina
La tipicità di un grappolo di Passerina, dal Catalogo Nazionale Viti, a questo link

Usata spesso come uva da taglio, negli ultimi decenni la Passerina è stata rivalutata per la creazione, in assolo, di bianchi da tutto pasto e leggeri vini da dessert. Da questo vitigno si ottengono vini di pronta beva, da gustare in gioventù, leggeri ma dotati di una personalità particolarmente piacevole … la vuoi scoprire?

La Passerina secondo Umani Ronchi

Le Marche sono uno dei luoghi eletti per la valorizzazione della Passerina, soprattutto il territorio compreso nella DOC Offida. La Tenuta Umani Ronchi, con sede a Cupramontana,  è da oltre mezzo secolo un ottimo punto di riferimento per chi vuole apprezzare la tipicità dei vitigni autoctoni, declinati in diverse variazioni. Verdicchio e Montepulciano sono le due uve più raccontate, capaci di esprimere con forza le potenzialità della viticoltura delle Marche e dell’Abruzzo, una regione, quest’ultima, in cui Umani Ronchi ha espanso la sua esperienza.

Il loro Vigor è una Passerina IGT delle Marche che riesce bene a catturare le potenzialità del vitigno. Da vigne giovani, con un’età compresa tra i 6 e i 20 anni, coltivate su dolci pendii collinari, a un’altitudine compresa tra i 100 e i 300 metri sul livello del mare, provengono i grappoli alla base del Vigor. Questi vengono vendemmiati al momento giusto, per preservarne il perfetto grado di acidità raggiunto. La vinificazione si svolge in acciaio e ogni operazione viene svolta in assenza di ossigeno, proprio per mantenere vividi la caratteristiche originali degli acini. Prima dell’imbottigliamento, il vino affina in acciaio, a contatto con le fecce fini. Il risultato di tali attente cure è un vino gustoso sotto diversi aspetti … ora provo a raccontarli.

La Passerina Vigor: Colore, Profumi  e Gusto

Già il colore sorprende: una tonalità luminosa di giallo, dalle sfumature dorate, che ben suggerisce la tipologia di aromi racchiusi nel calice. Quelli della Passerina Vigor sono profumi intensamente fruttati, con note evidenti di pesche e albicocche, accompagnate da soffuse sensazioni floreali, di glicine. Il gusto è fresco, solcato anche da una delicata mineralità, equilibrato da una scia setosa, piena di ricordi di frutta estiva. Un bianco leggero e di grande bevibilità, che non manca di morbidezza, con quel suo particolare appeal polposo che ricorda proprio la frutta matura.

La Passerina Vigor è ottima accanto a tartare di pesce e frutta esotica
La Passerina Vigor è ottima accanto a tartare di pesce e frutta esotica

La Passerina Vigor di Umani Ronchi: i Migliori Abbinamenti con il Cibo

La sua aromaticità, nettamente fruttata,  l’equilibrio fresco – sapido e l’effetto setoso sono i tre punti di forza che rendono questo bianco facile da abbinare. La Passerina Vigor è l’accompagnamento perfetto soprattutto di ricette di mare e verdure, sapide ma non troppo, dotate di grassezza e tendenza dolce, anche impreziosite da note affumicate e agrodolci. Proprio per questa sua poliedrica personalità, amante di contrasti e profumi intensi, la Vigor è deliziosa accanto a delle tartine con salmone affumicato, magari anche accompagnate da sottaceti o formaggi cremosi. Altrimenti è ottima anche con i crudi di pesce, come delle tartare di tonno, salmone e gamberi, guarnite con frutta esotica fresca, come mango o avocado. Un bianco che ama anche il sushi più elaborato, realizzato con tonno, salmone, gamberi, orata, condito anche con salse delicatamente piccanti e saporite.

La Passerina Vigor sposa molto bene il gusto del salmone affumicato
La Passerina Vigor sposa molto bene il gusto del salmone affumicato

La Passerina Vigor non disdegna nemmeno i classici, vegetariani  e di pesce. Con i suoi profumi, la struttura e la freschezza, è ottima con un risotto ai carciofi, un’insalata di mare, con del salmone al forno, con asparagi di contorno, o anche con delle vegane cipolle gratinate.

Passerina Vigor e Risotto ai Carciofi
… e non disdegna l’accompagnamento di un classico risotto ai carciofi

Ci farei un pensierino anche per rallegrare le prossime vacanze Pasquali. La Passerina Vigor è quel bianco sfizioso che ti fa apprezzare ancora di più la Primavera.

Protagonista di oggi è l’Ombra Blu, un Sovana Rosso Superiore DOC, prodotto nell’affascinante Maremma etrusca da Sassotondo. Un vino che è un concentrato equilibrato di profumi e sapori, un rosso dal carattere minerale, che unisce giusta morbidezza  a una misurata grinta tannica. Proprio il suo particolare equilibrio, insieme a un’irresistibile aromaticità lo rendono il match perfetto anche per le ricette più inaspettate e – credimi – sono abbinamenti da provare.

Le vie cave etrusche, scavate nel tufo, tipiche della zona vicino alla Cantina Sassotondo
Le vie cave etrusche, scavate nel tufo, tipiche della zona vicino alla Cantina Sassotondo

Sassotondo e il Sovana Rosso

Ho già parlato della Cantina Sassotondo, qui e qui ad esempio, e ho avuto modo di apprezzarne ogni vino. Bianchi e rossi dalla personalità genuina e ben definita che sono ottima testimonianza di un territorio dalla lunga tradizione vinicola, con tante potenzialità. Dai terreni tufacei, di natura vulcanica, su cui poggiano le vigne di Sassotondo, nascono ricche uve di Sangiovese, Merlot e Ciliegiolo, tre dei vitigni più coltivati di questo areale, nel Sud della Toscana, racchiuso tra i tre paesi gioiello di Pitigliano, Sovana e Sorano.

La denominazione Sovana è relativamente giovane, creata nel 1999 per dare maggiore visibilità alle potenzialità di vini rossi davvero espressivi del loro terroir così particolare, dal punto di vista storico, geologico e naturalistico. Protagonista di questa DOC è proprio il Sangiovese, grande autoctono di Toscana, che rappresenta il Sovana Rosso al 50%. Al blend possono poi contribuire altri vitigni, locali e internazionali, come proprio il Ciliegiolo, il Merlot, il Cabernet Franc, l’Aleatico e altri ancora.

Allora … come nasce la bontà particolare dell’Ombra Blu?

L’Ombra Blu di Sassotondo: Sovana Rosso Superiore

L’Ombra Blu viene realizzato da uve di Sangiovese (60% del blend) in unione a grappoli di Merlot (20%) e Teroldego (20%). La fermentazione delle uve avviene in maniera spontanea, senza inoculo di lieviti selezionati, e il successivo elévage viene svolto sia in barrique sia in acciaio, per un periodo di 12 mesi. Dopo l’assemblaggio, il vino affina in bottiglia per almeno 6 mesi, prima di essere messo in commercio.

Il color rosso rubino, dai rifletti porpora, dell'Ombra Blu 2019 di Sassotondo
Il color rosso rubino, dai rifletti porpora, dell’Ombra Blu 2019 di Sassotondo

L’Ombra Blu di Sassotondo: Profumi e Gusto

Hai visto come nasce, ora provo a raccontarti com’è. Buono lo è di certo ma perché? I suoi profumi sono intensi, uno di quei rossi che appena lo stappi senti subito l’aromaticità delle ciliegie. Nuance che ricordano la frutta matura e polposa, che si ampliano con sensazioni di prugne e lamponi. Non c’è solo frutta nell’Ombra blu. Ogni calice esprime anche vivide sensazioni speziate e di erbe di macchia, con sentori quasi di bacche di ginepro, di cannella e finocchietto selvatico. Assaggiando l’Ombra Blu ne apprezzi subito la spiccata mineralità, la piacevolezza dei tannini, grintosi ma non invadenti, e la persistenza lunga, ben dosata tra dolci ricordi fruttati, caldi ritorni speziati e soffusi richiami balsamici.

L'Ombra Blu: ottimo anche solo in abbinamento a del salame
L’Ombra Blu: ottimo anche solo in abbinamento a del salame

L’Ombra Blu di Sassotondo: i Migliori Abbinamenti

L’Ombra Blu è un rosso dal carattere forte e ben delineato. Soprattutto con la sua particolare sapidità è un rosso che si presta ad abbinamenti anche inaspettati. Con salumi e carni rosse fa di certo una grande figura, dal momento che la sua personalità, fruttata, speziata e balsamica, sposa bene il gusto degli insaccati, specialmente se arricchiti con aromi. Non a caso l’Ombra Blu si accosta bene a semplici taglieri di finocchiona o di salame (anche di cinghiale) affumicato alle erbe.

Un succulento filetto di manzo profumato al rosmarino: sta proprio bene in abbinamento all'Ombra Blu
Un succulento filetto di manzo profumato al rosmarino: sta proprio bene in abbinamento all’Ombra Blu

Con i formaggi, la sua spiccata sapidità lo rende ottimo compagno di quelli a pasta filata o semidura, non troppo saporiti: un rosso da non scordare accanto a dell’Emmenthal, a dei tomini o a della scamorza ai ferri. 

Con le carni rosse … be’, ci sta alla perfezione. L’Ombra Blu è fantastico accanto a degli straccetti ai funghi o a una classica e succulenta tagliata di manzo, da solo basta a insaporire e a profumare gli ingredienti.

Un piatto di profumate lenticchie ... ottimo in abbinamento all'Ombra Blu
Un piatto di profumate lenticchie … ottimo in abbinamento all’Ombra Blu

Infine, per tutti i vegani e i vegetariani, posso affermare, con sicurezza e gusto, come l’Ombra Blu di Sassotondo sia un rosso perfetto in abbinamento al gusto pseudo-dolce e alla particolare consistenza delle lenticchie. Con i suoi aromi e la sua saporosità, questo Sovana superiore completa magnificamente il gusto di un risotto con lenticchie, funghi e rosmarino o, addirittura, anche solo di una polenta con lenticchie rosse ed erbe aromatiche.

C’è un rosso adatto a ogni tavola: è il Morellino di Scansano Roggiano, prodotto dalla cooperativa Vignaioli del Morellino. Un rosso così piacevole che si merita – a pieno titolo – un intero articolo. Con la sua bevibilità, può vantare tante possibilità di abbinamento con il cibo … e ce n’è davvero per tutti i gusti. Scopriamo insieme il fascino classico e succoso di questo tipico Morellino.

Il Morellino di Scansano: storica antica e moderna

Il Morellino di Scansano è un rosso che vede come protagonista il più celebre vitigno toscano, il Sangiovese, presente nel blend come minimo all’85%. Il nome “Morellino” riprende quello storico dei particolari cavalli localmente utilizzati per il traino delle carrozze, i cosiddetti Morelli, dal manto scuro con sfumature rosse.
Quella del Morellino è una denominazione famosa, riconosciuta come DOCG nel 2006, che abbraccia il territorio del Sud della Toscana, collinare e prossimo al mare, racchiuso tra i fiumi Albegna e Ombrone, comprendente interamente il comune di Scansano e parte di quelli di Grosseto, Magliano in Toscana, Manciano, Roccalbegna, Semproniano e Campagnatico. Un’area della Maremma Toscana rinomata sin dall’epoca etrusca proprio per le sue potenzialità vinicole che, nel corso dei secoli, sono state valorizzate da produttori lungimiranti che hanno ben intravisto le promesse di questo terroir, con fulcro a Scansano.

Il Morellino di Scansano Roggiano della Cantina Vignaioli di Scansano

Questo particolare Morellino è frutto dell’esperienza di una cooperativa, forte di ben 170 soci, che conosce bene il territorio e le sue uve. Le loro etichette, tra cui proprio il Roggiano, mettono in mostra ogni aspetto di un rossi di carattere come il Morellino. Il Roggiano, in particolare, viene realizzato con un 85% di uve Sangiovese e un piccolo contributo di Alicante, coltivate su pendii collinari, a circa 250-300 metri d’altitudine, su suoli ricchi di limo e arenarie.
Un rosso che affina prima in acciaio e, poi, per alcuni mesi anche in bottiglia … dopodiché è pronto per essere apprezzato pienamente, a un costo di pari appetibilità.

Il Morellino di Scansano Roggiano: Colore, Profumi e Gusto

Il colore parla da sé, rubino, denso e luminoso. Solo a guardarlo si capisce che è un rosso nel pieno delle sue forze, giovane, ancora fresco che saprà ammorbidirsi e arricchirsi un po’ di più fra un paio d’anni. Ora conquista con i suoi profumi vividi e succosi, che ricordano le ciliegie e le fragole, le violette, il muschio e le erbe aromatiche, con appena un tocco speziato di pepe. Un gusto che sorprende per la finezza dei tannini, presenti ma per nulla invadenti, amalgamati in una struttura di equilibrata acidità, segnata da una persistenza setosa, generosa di ricordi fruttati e balsamici. Con un carattere così, le possibilità di abbinamento sono numerose e diverse, dagli antipasti ai secondi, di carne e persino di pesce.

Morellino di Scansano Roggiano Abbinamenti
Il Morellino di Scansano Roggiano è ottimo con dei pici al ragù

Il Morellino di Scansano Roggiano: i Migliori Abbinamenti

Con i suoi profumi invitanti, nettissimi nelle sensazioni fruttate e balsamiche, è un rosso capace di esaltare il tocco erbaceo caratteristico di molti ingredienti e ricette.
Già con un bel tagliere assortito, con assaggi di finocchiona, speck e mortadella con pepe e pistacchio, il Roggiano rende ancora più giustizia al fascino aromatico dei salumi. Un rosso ottimo anche accanto ad appetizer vegani, come dei funghi arrostiti e profumati con prezzemolo e rosmarino.

Un Morellino di Scansano ottimo anche con i primi conditi con un ragù di cacciagione, di lepre o anatra, di cui riesce a rendere ancora più lunga e golosa la persistenza.

Morellino di Scansano Roggiano Abbinamenti
… ugualmente ideale per accompagnare arrosti profumati

Un rosso ideale anche accanto ai profumi e al gusto pseudo-dolce di un arrosto di coniglio alle erbe, di una fiorentina o di un cosciotto d’agnello al rosmarino: ricette importanti che trovano ottima compagnia nella vivida aromaticità del vino.

Infine, proprio per il suo fascino fresco e profumato, il Morellino di Scansano Roggiano si presta bene ad accompagnare anche una tagliata di tonno alle erbe.

Solo a ricordarlo, mi vien voglia di riassaggiarlo.
Per fortuna, anche se non sono in Maremma, posso trovarlo qui, a circa 9 Euro.

Dici Chianti e si apre un mondo. Se, però, dici Vigna di Pallino sei sicuro di gustare un rosso tipico e buono, con tante succulenti possibilità di abbinamento. Realizzato dalla Tenuta Sette Ponti, questo Chianti Riserva viene prodotto con sole uve di Sangiovese, raccolte nell’omonima Vigna. Un rosso che non è semplice vino ma il racconto di un vigneto e del suo speciale legame con le uve. Non mi è solo piaciuto, l’ho adorato. Pensare che non sono mai stata una grande fan del Chianti e questo riesce a unire ottimi sapori a un bel prezzo.

Il Vigna di Pallino: il Chianti secondo la Tenuta Sette Ponti

La Tenuta Sette Ponti, proprietà della famiglia Moretti dagli anni ‘50, si trova in Valdarno, un territorio boschivo di grande fascino, tra Firenze e Arezzo. L’azienda si estende per ben 330 ettari, ma solo una cinquantina sono coltivati a vigna. Per la parte restante la tenuta raccoglie boschetti ricchi di flora e fauna e una natura tipica e incontaminata … come la personalità dei vini prodotti. Un terroir che è patria ideale per un vitigno come il Sangiovese, grazie ai pendii collinari non troppo elevati e a un suolo formato da argille e calcare. Come tutti i vini della Tenuta, il Chianti Vigna di Pallino nasce per raccontare le sue uve, perché è tra i filari che si fanno nascere i vini, come afferma il proprietario Antonio Moretti Cuseri.

Il bel rosso rubino del Chianti Riserva Vigna di Pallino, annata 2016
Il bel rosso rubino del Chianti Riserva Vigna di Pallino, annata 2016

Il Chianti Riserva Vigna di Pallino: Colore, profumi e gusto

Considerando che l’ho pagato circa 15 euro, non mi aspettavo tanta bontà … ma mi piace sempre stupirmi in positivo. Già il colore è bello. Mentre facevo la foto – di cui di solito mi secco, poiché mi tiene lontana dall’assaggio di vino e cibo – mi sono trovata a pensare: “Caspita! Ha un colore così vivo che viene bene persino nelle foto scattate da me”.

Un rosso che profuma di ciliegie e lamponi, con note di frutta secca, erba tagliata, rabarbaro e delicate sensazioni speziate e tostate che rimangono in sordina. Ancora meglio dei profumi è il gusto di questo Chianti, dotato di bella freschezza, di una mineralità ferrosa e di tannini decisi che asciugano un po’ l’assaggio. Morbido ma non troppo … quando si dice ferro e seta . Un assaggio che regala al palato una ricca ed equilibrata persistenza, in cui riascoltare tutte le sensazioni aromatiche percepite, con ritorni di frutti rossi, noci, cannella e caffè. Certo, l’annata 2016, assaggiata oggi, può già vantare un ottimo equilibrio e una bella evoluzione, rispetto alla più recente 2020.

 Carni rosse alla griglia e funghi: ottime accanto al Chianti Riserva Vigna di Pallino
Carni rosse alla griglia e funghi: ottime accanto al Chianti Riserva Vigna di Pallino

Il Chianti Riserva Vigna di Pallino: i Migliori Abbinamenti

Il Chianti Riserva Vigna di Pallino è un rosso che, negli abbinamenti con il cibo, ama i profumi boschivi e le ricette dotate di grande persistenza. Un vino che si abbina facilmente anche a ricette vegetariane, purchè ricche d’aromaticità e gusto. Per questo si tratta di un Chianti ottimo anche solo con delle bruschette con salsa tartufata o con dei tacos farciti con melanzane alla parmigiana. Risulta, però, ancora più gustoso accanto a una tagliata di manzo ai funghi, di cui accompagna alla perfezione la genuina succulenza e i nitidi profumi, grazie alla fitta trama tannica, l’abbraccio intenso e caloroso e la piacevole sapidità.

Oggi racconto un grande Metodo Classico, fantastiche bollicine che rispondono al nome di Luigi Ghislieri, figura di spicco nella spumantizzazione dell’uva Verdicchio. Con gli abbinamenti cibo – vino di oggi si parte dalle Marche per viaggiare in tutto il mondo, perché questo Verdicchio spumante ha un gran gusto, su tutte le tavole.

Il Verdicchio Brut Luigi Ghislieri di Colonnara

Colonnara è una grande azienda delle Marche, con sede a Cupramontana, che ha saputo raccontare l’anima di un vitigno autoctono, come il Verdicchio, sotto ogni aspetto. Già qui, sono stata felice testimone del successo di una sua versione Charmat, fresca, profumata e iper piacevole;  oggi mi trovo a raccontare una storia ancora più gustosa. Il Verdicchio, elaborato in versione Champenoise, attraverso la rifermentazione in bottiglia e un lungo affinamento sui lieviti, dà vita a spumanti fantastici, per il perlage cremoso, per la grande freschezza e la squisita mineralità. L’azienda Colonnara è una grande interprete, fin dagli anni ’70, di questa particolare versione dell’uva Verdicchio. Fu proprio il presidente di quegli anni, Luigi Ghislieri, a voler fortemente intraprendente questa particolare produzione.

L’ottimo risultato è evidente, anche solo con questa omonima Cuvée, evolutasi sulle fecce fini per un periodo di circa 24-30 mesi.

Sfumature di colore e perlage del Luigi Ghislieri Brut di Colonnara
Sfumature di colore e perlage del Luigi Ghislieri Brut di Colonnara

Il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Brut Luigi Ghislieri: Colore, Profumi e Gusto

Quelle vibranti sfumature verdi, che tanto sono legate al Verdicchio, compaiono anche nel colore cristallino del Luigi Ghislieri: bollicine che si presentano subito appetitose.

Uno degli aspetti più particolari e sfiziosi di questo Metodo Classico è la sua fragranza cremosa, con note di mandorle, nocciole e burro salato. Non pensare però che i suoi profumi siano dolci, perché si animano di un’evidente freschezza fruttata ed erbacee e, soprattutto, agrumata, con sensazioni di pesche nettarine, salvia e scorza di limone. Un’acidità succosa e piacevole che si esprime ancora di più all’assaggio … non è un caso che anche i bianchi fermi, a tutto Verdicchio, siano amati per la loro viva freschezza. Nel Brut Luigi Ghislieri troverai un’acidità vibrante e un finish inaspettato, con un’avvincente e duratura scia mineralità fumé, che dona ancora più sapore all’assaggio. Un sorso che si conclude con una carica di ritorni aromatici, citrini, fruttati e fragranti.

Una tartare con tonno, avocado, anacardi, germogli di soia e scorza di limone ... ancora più buona in abbinamento alla Cuvée Luigi Ghislieri
Una tartare con tonno, avocado, anacardi, germogli di soia e scorza di limone … ancora più buona in abbinamento alla Cuvée Luigi Ghislieri

Il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Brut Luigi Ghislieri: i migliori Abbinamenti

Così fresco, così minerale, deliziosamente agrumato e dalle tipiche sensazioni fragranti di mandorle … il Metodo Classico Luigi Ghislieri va a nozze con le ricette di mare. Bollicine perfette soprattutto per accompagnare i crudi di pesce e crostacei, di cui vivacizzano la tendenza dolce e alleggeriscono la grassezza. Abbinamenti in cui gamberi, tonno, salmone & co acquistano sfumature aromatiche sfiziose, di frutta fresca e secca, che li rendono ancora più appetitosi. In particolare, trovo che questo Metodo Classico, da uve Verdicchio, sia impagabile accanto alla semplicità di una tartare di tonno con avocado, anacardi e germogli di soia, con dei nigiri assortiti o con uno sfizioso risotto con crudo di gamberi.

Anche se fantastico accanto a crudi, sushi, sashimi e affini, per chi non ama le ricette di pesce “nature”, il Luigi Ghislieri è successo assicurato anche con dei tagliolini gamberi e limone, con una catalana di crostacei, con un tortino patate e alici o con dei filetti di merluzzo gratinati alle mandorle.

Uno spumante che mette d’accordo tutti, con la sua leggerezza saporita e profumata.

Un nuovo Venerdì, un nuovo avvincente Prosecco e dei gustosi abbinamenti: è il momento del Prosecco Rive di San Pietro di Barbozza di Villa Sandi. Facilmente reperibile, anche nella grande distribuzione, è un Prosecco che si apprezza subito per la rinfrescante bevibilità, guarnita dalla giusta dose di mineralità. Un prezzo molto più che onesto per delle bollicine appaganti, per profumi e sapori, versatili anche negli abbinamenti.

Le Rive di San Pietro di Barbozza secondo Villa Sandi

La produzione Villa Sandi è praticamente sterminata. Già qui, ho raccontato il fascino particolare di un loro Prosecco biologico, gustoso a modo suo. Come quello, anche questo Prosecco Rive di San Pietro di Barbozza ha un fascino particolare, sicuramente diverso nonché diversamente appagante. Un Prosecco realizzato con uve di Glera selezionate, coltivate sulle “rive”, ovvero su quei ripidi pendii collinari situati nella località di San Pietro di Barbozza. Un terroir specifico di Valdobbiadene, con un clima mite e soleggiato e un suolo di derivazione glaciale, ricco di marne. Di che fascino saranno dotate le uve qui coltivate dall’esperienza Villa Sandi?

Prosecco Rive di San Pietro di Barbozza di Villa Sandi
Il Rive di San Pietro di Barbozza di Villa Sandi

Il Prosecco Rive di San Pietro di Barbozza di Villa Sandi: Colore, Profumi e Gusto

Quando hai bisogno di capire com’è un vino brillante … puoi guardare un calice di questo Prosecco, tempestato da tante bollicine, davvero fini per un Metodo Charmat.

Un perlage territoriale, che sprigiona profumi decisi e inconfondibili: tanti agrumi, un tocco di albicocca e un pizzico di note floreali, di rosa gialla e glicine. Un gusto vivace, per effervescenza e acidità, impreziosito anche da un tocco particolare di mineralità, dote che, in molti Prosecco, resta un po’ indietro rispetto alla freschezza generale.

Secco e leggero all’assaggio, questo Prosecco Extra Brut vince grazie ai suoi vividi richiami aromatici che riportano in bocca il fascino della scorza di limone, del succo di lime e la delicatezza dei fiori primaverili.

Il fine perlage del Rive di San Pietro di Barbozza di Villa Sandi

Il Rive di San Pietro di Barbozza di Villa Sandi: gli abbinamenti più Gustosi

Pesce, formaggi cremosi e ortaggi fritti o gratinati … scegli ciò che desideri e abbinalo con successo al Prosecco Rive di San Pietro di Barbozza di Villa Sandi.

Sapido e dalla persistenza agrumata, con quell’appeal quasi dissetante: caratteristiche che lo rendono un Prosecco perfetto per piatti vegetariani e vegani e ricette con protagonisti i crudi di pesce e crostacei.

Tre però sono i piatti con cui lo trovo irresistibile:

  • Tartare di salmone, avocado e anacardi
  •  Crostini con ricotta vaccina e zucchine gratinate
  • Tempura di verdure

Tre ricette completamente diverse che hanno, come comune denominatore, le bollicine briose e profumate di questo Prosecco.

p.s. Se gli abbinamenti Vino e Prosecco ti intrigano … dai un’occhiata anche ai seguenti articoli:

https://www.bwined.it/il-prosecco-otreval-rive-di-guia-i-migliori-abbinamenti/

https://www.bwined.it/prosecco-due-squisite-etichette-per-tanti-abbinamenti/

https://www.bwined.it/abbinamento-prosecco-e-guacamole-its-party-time/

https://www.bwined.it/un-ottimo-vino-per-il-pesto-alla-menta-ecco-il-prosecco-gaio/

https://www.bwined.it/il-prosecco-fontana-vecia-di-colesel-gli-abbinamenti-piu-gustosi/

https://www.bwined.it/il-prosecco-prato-scuro-di-colesel-prezioso-amico-di-gustose-fritture-e-piatti-vegetariani/

https://www.bwined.it/un-ottimo-prosecco-per-uninsalata-fragole-e-asparagi/

Un bianco siciliano sorprendente: è nella natura del Gibelè stupire. Uno Zibibbo in purezza dall’appeal secco e rinfrescante, senza rinunciare a un tocco morbido e deliziosamente fruttato. Un vino di cui è davvero impossibile stancarsi, da gustare con passione in ogni stagione, grazie alle sue molteplici possibilità di abbinamento. Continua la lettura per scoprirle.

Il Gibelè: l’Idea di Cantine Pellegrino

Cantine Pellegrino è IL nome della produzione vinicola siciliana più ricca e variegata. Famosa in origine soprattutto per i suoi Marsala, questa rinomata azienda, attiva da oltre un secolo, ha dimostrato di saper raccontare alla perfezione il fascino dei più importanti vitigni autoctoni siciliani. Non solo passiti e liquorosi, poiché l’esperienza Pellegrino spazia da spumanti raffinati a rossi intensi, passando per bianchi minerali e varietali, come anche il Gibelè.

Un vino che è stato chiamato così in onore della montagna dell’isola dei Dammusi: un bianco che, quindi, è doppiamente omaggio al territorio, per titolo e caratteristiche organolettiche. Uno Zibibbo in purezza secco, dal fascino territoriale, realizzato con uve coltivate sui terreni vulcanici dell’Agro di Petrosino e di Mazara del Vallo. Un’etichetta che, come vuole l’esperienza tutta familiare di Cantine Pellegrino, coniuga bontà a un giusto prezzo.

Gibelè 2020 - Cantine Pellegrino
Gibelè 2020 – Cantine Pellegrino

Il Gibelè: Profumi e Gusto

Per abbinare al meglio il Gibelè, bisogna conoscerne profumi e sapori. Un’indagine che è un vero piacere. La sua aromaticità racconta il tocco frizzante degli agrumi di Sicilia e la dolcezza della frutta estiva, con note di scorza di limone, albicocche e pesche nettarine. Sensazioni che si ampliano con più delicate nuance erbacee e floreali, di basilico e zagara. Un gusto che è un perfetto mix di freschezza succosa e morbidezza, con una persistenza ricca di ritorni fruttati.

Il Gibelè è il vino che assaggi e ricompri sempre con piacere … e aspetta di abbinarlo alle pietanze giuste.

Gibelè e Ostriche: Ottimo Abbinamento
Gibelè e Ostriche: Ottimo Abbinamento

Il Gibelè: gli Abbinamenti con il Cibo più Gustosi

Rinfrescante, setoso … davvero equilibrato, pur non dimenticando la sua lunga e piacevole persistenza, dall’appeal estivo. Un incontro tra intensa aromaticità e morbidezza che permette a questo bianco anche abbinamenti sfidanti. Il Gibelè è un vino ottimo con le ostriche, di cui riesce a esaltare il fascino salmastro grazie al suo finish setoso, fruttato e citrino. Un abbinamento che non sarebbe certo riuscito senza la particolare scia aromatica e la morbidezza di cui il Gibelè è ben dotato.

Proprio per i suoi netti profumi, fruttati, floreali ed erbacei, è un vino che ama la cucina di mare e vegetariana, specialmente quelle ricette in cui la frutta, fresca o secca, incontra il pesce, le verdure e i formaggi cremosi.

Il Gibelè è sempre un successo accanto alle seguenti ricette: tagliatelle con burrata, alici, pistacchi e scorza di limone, uramaki roll con salmone, Philadelphia e mango, sarde a beccafico, spaghetti cozze e melanzane, involtini di pesce spada alla siciliana, tartare di branzino all’arancia.

 Tagliatelle con burrata, alici, pistacchi e scorza di limone: ottime in abbinamento al Gibelè
Tagliatelle con burrata, alici, pistacchi e scorza di limone: ottime in abbinamento al Gibelè

p.s. Non è un caso che il Gibelè sia ottimo anche con il sushi fusion e i crudi pesce: le uve di Zibibbo si prestano bene alla realizzazione di vini perfetti per esaltare questo tipo di ricette. Per saperne di più, dai un’occhiata qui:

https://www.bwined.it/vino-e-sushi-guida-definitiva-per-un-abbinamento-perfetto/

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