I Vini per i Secondi di Carne Archivi - BWined
Terre de' Puri

Il Terre de’ Puri di Villa Puri

Siamo di nuovo nel Lazio, stavolta in compagnia di una tipologia di vino davvero storica, l’Est! Est!! Est!!! Di Montefiascone, nella saporita versione proposta dalla storica Cantina Villa Puri a Bolsena.

Il Terre de’ Puri 2017 è un Est! Est!! Est!!! davvero indimenticabile, ti porta direttamente sulle colline a Sud del Lago di Bolsena, tra le vigne, a respirare i profumi della vegetazione portati dalla brezza.

Un vino di gran gusto che lascia il segno ad ogni sorso. L’ho scoperto solo di recente in occasione del MU.VI di Monterosi e ne sono rimasta colpita per l’intensità e la persistenza.

In questo articolo ve lo voglio raccontare in dettaglio, sperando di invogliarvi a provarlo, magari in compagnia della giusta pietanza.

 

Il Terre de’ Puri: Colore, Profumi e Sapori

Terre de’ Puri 2017

Con il suo giallo brillante e dorato, arricchito da lievi sfumature verdi , il Terre de’ Puri ci suggerisce i profumi che racchiude: pesca gialla, albicocca, un accenno di mandarino, fiori di acacia e sambuco, prezzemolo, elicriso, nocciole e un pizzico di pepe bianco.

Un bouquet davvero profumato e intenso dove spiccano soprattutto le note dolci fruttate insieme a quelle vegetali e floreali, seguite dai sentori speziati e di frutta secca.

E’ un vino intensamente sapido ma equilibrato, strutturato e quasi denso, nei suoi colori e nei suoi sapori.

Un Est! Est!! Est!!! che quasi si mastica e non si beve semplicemente, ma si sorseggia a lungo, grazie alla sua decisa e saporita persistenza.

Curiosi di conoscere gli abbinamenti speciali per questo vino?

 

Il Terre de’ Puri: Abbinamenti Cibo Vino

Generalmente si tende ad abbinare l’Est! Est!! Est!!! di Montefiascone a semplici antipasti a base di verdure e pesci di lago, a dei delicati risotti al lavarello, a delle zuppe di pesce di lago e a dei pesci di acqua dolce cotti in olio cottura o al forno: tutti piatti che si possono abbinare bene anche al Terre de’ Puri ma, oltre a questi classici abbinamenti, trovo che questo gustoso Est! Est! Est! possa offrire di più in compagnia di pietanze anche più elaborati e di tipologia ben diversa.

Se si vuole rimanere sui classici sapori che ben si abbinano a questa tipologia di vino, il Terre de’ Puri è un vino che sposa splendidamente la carne di luccio, una carne magra e tendenzialmente dolce che trova nella sapidità di questo Est! Est!! Est!!! una grande esaltazione gustativa.

Ravioli di Luccio

Il Terre de’ Puri sta benissimo insieme a un bel piatto di ravioli ripieni di luccio: una variazione, rispetto al più classico filetto di luccio al forno, in cui sia la pasta sia il pesce acquistano maggior sapore e piacevolezza.

Tuttavia possiamo sfruttare la lunga persistenza sapida di questo vino anche con piatti più strutturati e con ingredienti diversi.

Ad esempio, provate ad abbinarlo con un bel piatto di gnocchetti ai calamari, un ensemble di sapori in cui il gusto tipico dei molluschi brilla grazie alla salinità del vino e dove la spiccata tendenza dolce degli gnocchi si alleggerisce e si rinfresca, rendendo ogni boccone più leggero.

Le possibilità di abbinamento non finiscono qui! Questo perché il Terre de’ Puri sta benissimo anche con dei piatti di carne: visto il caldo estivo, provate ad abbinarlo a una fresca insalata di pollo.

Infine, se volete osare, sperimentare pure in tranquillità il Terre de’ Puri in abbinamento a delle Fettuccine al Ragù di Coniglio oppure con una Faraona alle erbe.

Con cosa non dovreste mai abbinarlo? Evitate pietanze in cui il pomodoro è protagonista e, in generale, cercate di non abbinarlo a ingredienti e piatti troppo sapidi: ecco, non assaggiatelo insieme a un sauté di cozze.

Con questi ultimi consigli, vi invito assolutamente a provarlo, potete trovarlo facilmente online qui, all’ottimo prezzo di circa 10 Euro.

 

Solidago di Papalino

Il Solidago di Papalino: Abbinamenti Cibo Vino

Quando arriva l’estate sembra impossibile continuare a parlare di vini rossi … ma il discorso non è assolutamente valido per lo splendido Solidago di Papalino, azienda agricola situata a Castiglione in Teverina, nel cuore della Tuscia, al confine tra Lazio e Umbria.

Già il nome di questo vino è particolare e racconta una storia, che ha come protagonista una pianta a fiori dorati, comune in Italia e nel Lazio, che si chiama, per l’appunto, Solidago, scelta per caratterizzare con il suo luminoso colore l’etichetta di questo prodotto.

Il Solidago è un rosso realizzato attraverso una sapiente unione di Sangiovese e Violone (Montepulciano), affinato unicamente in acciaio e in bottiglia prima di essere reso disponibile al pubblico.

Un vino che potete bere a tutto pasto e che si abbina con facilità a tantissime gustose pietanze da gustare nella bella e calda stagione estiva.

 

Il Solidago di Papalino: Profumi e SaporiSolidago di Papalino

Il Solidago di Papalino ci regala un colore rubino pieno, intenso, impenetrabile che, con la sua tonalità, suggerisce chiaramente i principali aromi e sapori.

E’ un vino rosso che, nei profumi, ricorda un cestino di ciliegie e frutti di bosco, i boccioli di peonia, le foglie di mentuccia e di eucalipto, un bouquet aromatico piacevole e intenso che si esprime subito, non appena versiamo il vino nel bicchiere.

All’assaggio è fresco, quasi balsamico, con una persistenza che si estende su delle piacevoli note di ciliegia.

Un sorso appagante e non pesante, un tenore alcolico che c’è ma si sente poco, una morbidezza ravvivata da una bella acidità, ancora dopo tre anni dalla vendemmia, e un gusto fresco, fruttato, con una leggerissima speziatura dolce che invita a nuovi assaggi.

 

Il Solidago di Papalino: Abbinamenti Cibo Vino

Il Solidago di Papalino è un vino che accompagna con grande disinvoltura tantissime pietanze a base di carni rosse, preparate attraverso cotture semplici e veloci (griglia, brace, in padella) e, magari, arricchite da un contorno profumato di verdure e formaggi, vista l’intensità del suo bouquet aromatico.

Perché non carni bianche? Le carni rosse si sposano meglio con il Solidago per i suoi bei profumi e sapori di frutta rossa e sottobosco che, in generale, ben si adattano ad accompagnare il gusto di questa tipologia di carni.

Scegliete una bella braciola, un filetto di maiale alle mele, un filetto di manzo ai funghi, un filetto di manzo al tartufo, una salsiccia alla brace con patate e rosmarino e, per me l’accoppiata vincente, una bella tagliata di manzo con aceto balsamico: l’abbinamento risulterà davvero gustoso.

I profumi e il gusto fresco, intenso, fruttato ed erbaceo del Solidago esaltano il gusto della carne e l’aromaticità spiccata del balsamico, avvolgendo ogni boccone con la giusta morbidezza.

Per chi invece non ha propria voglia di carne … sorpresa! Il Solidago di Papalino sta benissimo anche solo in abbinamento a formaggi di media stagionatura, come un Pecorino di Picinisco DOP, ed è ottimo pure con una bella scamorza affumicata fatta alla griglia, accompagnata a delle zucchine, dei funghi alla brace o del gustoso e profumato tartufo nero estivo.

 

E con questi gustosi abbinamenti vi auguro uno splendido weekend! Sempre cheers!

 

Il Mercurio dell’Azienda Agricola Rocchi: Abbinamenti Cibo Vino

Il Mercurio dell’Azienda Agricola Rocchi

Il Mercurio dell’Azienda Agricola Rocchi

Oggi vi voglio raccontare la particolarità del vino biologico Mercurio dell’Azienda Agricola Rocchi: un prodotto davvero speciale che ho avuto modo di conoscere presso la Locanda Rossovino, per poi ritrovarlo con piacere all’evento Vino in Musica a Monterosi.

Conoscendolo, l’ho acquistato nuovamente per sperimentarlo in un abbinamento che speravo potesse essere vincente … e così è stato.

Curiosi di conoscere questo vino bianco speciale, dalla bella Tuscania?

Ve lo dico subito che non è un classico bianco da pesce, ma un bianco davvero  … leggete oltre per saperne di più!

 

Abbinamenti Cibo Vino: il Mercurio dell’Azienda Agricola Rocchi

Maurizio Pio Rocchi, proprietario dell’omonima Azienda Agricola è stato il primo produttore nel Lazio a credere e a seguire un approccio biologico nella sua tenuta, riducendo al minimo gli interventi in vigna e cantina, per conferire ai suoi prodotti un gusto vero e originale, mettendo in risalto le caratteristiche delle uve, del terreno e del particolare microcosmo rappresentativo di questa area vitivinicola.

I suoi sono vini che non conoscono legno, vengono affinati unicamente in acciaio e bottiglia per poi essere subito gustati.

Oggi voglio porre l’accento sul Bianco di questa Azienda Biologica di Tuscania: il Mercurio, una fusione di uve di Malvasia di Candia, Trebbiano Toscano, con un tocco di Moscato.

Il Mercurio è un bianco bellissimo e gustoso. Bellissimo, per la sua etichetta pittorica e per il suo bel colore dorato, e gustoso per i profumi e la saporosità che lo contraddistinguono.

Il suo bouquet richiama il sole e la campagna: mela renetta, pera abate, margherite e fiori di camomilla, con lievi note di salvia.

E’ un bianco decisamente strutturato e sapido, dal sorso pieno che avvolge il palato.

arista alle meleNon è un vino da aperitivo ma da tutto pasto e lo trovo davvero ottimo con piatti di carni bianche come l’arista alle mele,  la tagliata di pollo o dei saltimbocca alla romana.

Volendo scegliere una pietanza di pesce per valorizzarlo, allora lo abbinerei con un bel luccio in olio cottura.

Un vino sicuramente unico nel suo genere e davvero particolare nell’ambito della produzione della Tuscia: se capitate dalle parti della bella Tuscania, l’Azienda Agricola Rocchi con la sua splendida natura e il bell’agriturismo meritano sicuramente una lunga visita.

 

Cheers!

Chardonnay Day

Chardonnay Day: festeggia con 3 ottimi Chardonnay Italiani

Domani è lo Chardonnay Day, una festa mobile che si celebra il Giovedì prima dell’ultima Domenica di Maggio.

Per l’occasione non posso non consigliarvi alcuni degli Chardonnay in purezza, tutti italiani, provati nel corso degli ultimi anni, che più mi hanno colpito.

Se state cercando anche voi il giusto Chardonnay italiano con cui festeggiare, sceglietene uno da questa lista per passare un’incantevole serata!

 

 

1. Chardonnay Day: scopri il Goccia della Cantina Le Lase

Nella mia lista non può mancare un degno esemplare di Chardonnay del lazio come il Goccia 2015 della Cantina Le Lase: uno di quei vini che non smetteresti mai di bere.

I profumi di frutta sono chiari e piacevoli e ricordano proprio l’inizio dell’estate: melone, pesca bianca, un tocco di cocco. Alle intense note di frutta seguono in sordina dei delicati sentori floreali, vegetali e tostati di mimosa, melissa e miele alle nocciole. Se i profumi sono improntati su note dolci, all’assaggio questo Chardonnay è davvero sapido, con un leggero tocco fumè, una mineralità che accompagna con gusto e giusta persistenza il finale d’assaggio. Uno Chardonnay di media struttura ma con una bella acidità, capace di regalargli ancora una bella vitalità: se resistete potete lasciarlo in cantina anche per 5 anni.

Assolutamente delizioso in abbinamento a del pollo miele e sesamo.

Ahimé, spesso i vini della Tuscia sono di difficile reperibilità online, allora vi consiglio di andarlo a prendere direttamente in cantina anche perché il rapporto qualità prezzo di questo vino è davvero incredibile!

 

2. Chardonnay Day: assaggia il Laicale 2015 della Cantina Apollonio

Direttamente dalla bella Puglia, uno dei miei Chardonnay preferiti e con un rapporto qualità prezzo davvero ottimo.

Il Laicale di Apollonio è un vino che ti avvolge con degli aromi vellutati di frutta mela golden, fiori d’acacia, melissa, cipria e un pizzico del classico profumo di un baccello di vaniglia. All’assaggio è incredibilmente invitante con un gusto fresco – sapido di grande equilibrio e morbidezza.

E’ un vino che si abbina molto bene sia alle carni bianche sia a pesci cotti al forno o al cartoccio.

Assolutamente da provare con degli straccetti di pollo ai funghi, come quelli di questa gustosa ricetta oppure con un bel rombo al forno con patate.

Lo trovate online qui a soli 13 Euro.

 

3. Chardonnay Day: celebra con l’Abate Nero Brut Trento DOC

Nella lista non può mancare uno Chardonnay Metodo Classico. A riguardo l’elenco è potenzialmente lunghissimo ma se devo fare una scelta in termini di piacevolezza e prezzo d’acquisto, allora è proprio il momento di parlarvi dell’ottimo Abate Nero Brut Trento DOC.

Mela golden e pera, fiori d’acacia, note burrose di biscotti di frolla e un tocco di croccante alla nocciola caratterizzano il bouquet aromatico di questo Trento DOC. Anche solo a descriverne gli aromi, mi viene voglia di berlo adesso … e sono le 8 di mattina!

All’assaggio è piacevolmente cremoso, con una bella effervescenza e una persistente sapidità e con un finale d’assaggio in cui troviamo tutta la delicatezza della frutta secca.

L’ho abbinato con grande piacere e successo a degli gnocchetti con calamari.

Lo potete trovare online su Winepoint, a circa 18 Euro.

 

La lista degli ottimi Chardonnay Italiani potrebbe continuare con tantissimi altri nomi, di cui ancora non vi ho parlato ma che spero di potervi raccontare assieme a dei gustosi abbinamenti.

 

Intanto a questi link potete conoscere degli altri ottimi Chardonnay italiani in purezza:

 

Abbinamento Cibo Vino: Due Chardonnay con le Pappardelle ai Funghi Porcini

Un Ottimo Vino per la Cacio e Pepe

Il Cacchione secondo l’azienda agricola Casa della Divina Provvidenza

Il Cacchione dell’azienda agricola Casa della Divina Provvidenza

 

In questo articolo vi torno a parlare di vini e vitigni tipici del Lazio, una regione spesso trascurata per quanto riguarda la produzione di vini di qualità, accendendo i riflettori su un’uva che amo particolarmente e che ho scoperto, in realtà, solo da un paio di anni.

Un vitigno che pochi conoscono, di cui poco si parla ma che è davvero perfetto per creare un vino adatto ad accompagnare delle pietanze di prelibato pesce.

Un vino prodotto da uve autoctone dell’area costiera meridionale della regione, usate con successo nella produzione di bianchi fermi, frizzanti e spumanti di qualità.

Curiosi di scoprire di quali uve e di quali vini sto parlando?

 

Il Cacchione DOP e gli Abbinamenti Cibo – Vino

Probabilmente lo conoscerete altrove come Bellone, ma è comunque sempre lui: il vitigno Cacchione, così chiamato in una specifica area del litorale laziale.

Siamo di fronte a un vitigno autoctono della regione Lazio, di quell’area costiera splendida che ha visto il magico approdo di Enea nell’antica penisola italica.

Il Cacchione è un’uva citata anche da Plinio il Giovane proprio come tipicissima dell’antica Antium che diede i natali all’imperatore Nerone.

Un vitigno così legato a questo territorio  che, nella zona di Anzio e Nettuno, il cosiddetto Agro Pontino,  troviamo ancora molti vigneti di Cacchione a “piede franco”.

Neroniano
Neroniano

I vini a base di Cacchione, prodotti in questa specifica area, che costituisce proprio la sede eletta della DOP Cacchione, hanno caratteristiche organolettiche che li rendono dei prodotti fantastici per accompagnare tantissime pietanze di pesce.

Fritture, zuppe di pesce, crostacei e molluschi, primi e risotti, pesci al cartoccio e al forno … esistono diversi esemplari di vini a base di Cacchione, ognuno in grado di valorizzare diverse pietanze al sapore di “mare”.

Oggi vi voglio presentare due vini a base di Cacchione dell’azienda agricola Casa della Divina Provvidenza, che ho avuto modo di assaggiare l’estate scorsa, provandoli con più pietanze.

Forse ci ho messo un po’ a parlarvene ma visto che ci avviciniamo nuovamente all’estate sto già pregustando un calice di entrambi i vini di fronte alla brezza marina, su una spiaggia al tramonto.

 

Il Neroniano dell’Azienda Agricola Casa della Divina Provvidenza

Il Neroniano dell’Azienda Agricola Casa della Divina Provvidenza è un Cacchione con un ampio profilo organolettico, un bianco fermentato in barrique e invecchiato in legno che presenta un bouquet aromatico piacevolissimo e invitante.

Profumi marcati di agrumi, albicocca, frutta esotica, leggere note floreali e vegetali di acacia e maggiorana.

All’assaggio il Neroniano è un vino sapido, dal gusto intenso, morbido ed equilibrato.

Per me è un vino da TUTTO pesce.

Va benissimo con i secondi di pesce al forno, con le paste ai frutti di mare, con le capesante in salsa di cognac, con i frutti di mare in guazzetto, con le zuppe di pesce.

Sinceramente, tra le numerose pietanze di mare con cui l’ho assaggiato, non ho mai provato un abbinamento davvero sbagliato, in grado di rovinare cibo e vino.

L’unico abbinamento con cui ho sentito il Neroniano un po’ sprecato è stato con la frittura di pesce, ma in tutti gli altri casi si è rivelato un vino davvero incredibile, con la mutevole capacità di esaltare il gusto del pesce, attraverso il suo bouquet aromatico e il suo gusto pieno e rotondo.

E’ un vino che per profumi, gusto e corpo si abbina benissimo alla zuppa di pesce: un connubio di frutti di mare, calamari, polpo e gallinella che, in accompagnamento a un buon bicchiere di Neroniano, acquista quel pizzico di sapore in più e una persistenza ancora più lunga e piacevole, improntata su note deliziosamente saline.

Mare divino
Mare divino

 

Il Mare Divino Spumante dell’Azienda Casa Divina Provvidenza

Ecco, se il Neroniano poteva risultare poco adatto alla frittura di pesce, lo stesso non vale per il Mare Divino, metodo classico della stessa azienda.

E’ un vino spumante davvero perfetto, con i suoi profumi prettamente agrumati e la sua bellissima effervescenza, per accompagnare un fritto di paranza.

Un metodo classico che presenta un bouquet fresco, fruttato e vegetale, con note di limone, albicocca, salvia. Deliziosamente minerale all’assaggio, dove emerge e rimane persistente la componente fruttata dolce e agrumata, accompagnata da una sapidità che richiama chiaramente la salinità marina.

Se non lo volete assaggiare con il fritto di paranza, provatelo con degli spiedini di gamberi alla griglia o con dell’ottimo polpo e patate e non rimarrete delusi.

 

Ora che avete fatto la conoscenza con il Cacchione, sapete con cosa potete abbinare tante specialità di pesce: un vitigno e dei vini che vanno senz’altro scoperti e assaggiati.

Ma torneremo ancora a parlare del Cacchione … quindi restate con noi!

 

 

Vini per un Pranzo di Pasqua Originale

 

Se qui abbiamo parlato dei vini più adatti ad accompagnare uno dei classici del menù pasquale – la carne di agnello – in questo articolo vediamo quali vini possiamo scegliere per un menù di pasqua alternativo con accenni più moderni alla tradizione.

Cercando qualche idea semplice, facile e gustosa per un pranzo di Pasqua alternativo, mi sono imbattuta in questo interessante articolo che riporta alcune ricette che guardano al menù di Pasqua con un occhio più moderno ma sempre gustoso.

Ecco, oggi vi voglio presentare alcuni vini che possono sposare bene alcune di queste ricette, perfette per un menù di pasqua alternativo.

Ahimé, non ho avuto modo di provarle tutte e sperimentare adeguatamente i possibili abbinamenti ma, per alcune di queste pietanze, ho trovato davvero dei compagni vinosi perfetti!

Pronti per conoscere queste accoppiate vincenti per una pasqua originale? Allora leggete oltre!

 

Rollè di pollo ripieno e tartufo nero

In questa ricetta pollo e tartufo sono i protagonisti.

Degli involtini di pollo, facili ed economici, ripieni di asparagi, sono arricchiti dal prezioso profumo del tartufo nero: ne bastano poche scaglie per elevare i profumi e la succulenza di questa pietanza pasquale originale ma con accenni alla tradizione.

Ho trovato da pochissimo il compagno perfetto per questa ricetta! Portato con me da una mia recente vacanza in Umbria, il rosso Biologico Vibio della Fattoria di Monticello è perfetto in abbinamento a questa pietanza.

E’ un rosso delicato, con una piacevole freschezza, una buona sapidità e quel giusto tannino che rinforza ogni assaggio e ripulisce la bocca.

I profumi, principalmente di ribes, pepe nero, liquirizia e menta, riemergono tutti all’assaggio, ben amalgamati in un sorso persistente al gusto che non stanca dopo ogni bicchiere.

E’ un rosso versatile, lo potreste bere piacevolmente, anche con un tagliere di profumi e formaggi ma, se le provate con questa pietanza con il tartufo, lo vedrete arricchirsi nel suo già piacevolissimo gusto. Provare per credere.

Il prezzo è davvero ottimo: lo trovate online qui a 5 Euro

 

Salmone marinato, puntarelle e uova in cocotte

Pesce a Pasqua, perché no? Perché non variare? A chi non piace il salmone?

In questa ricetta troviamo il gusto particolare e corposo del salmone arricchito dalle uova (tipicamente pasquali) e dalle puntarelle che sono perfette per la stagione e rinfrescano l’assaggio.

Una ricetta semplice ma gustosa.

Non dimenticatevi il vino! Con questa pietanza potete abbinare con successo il Riesling Aristos della Cantina Valle Isarco.

Un vino che mette in mostra un tripudio di profumi e sapori che richiamano un cesto di frutta esotica composta da Ananas, Mango e lime. Un sorso caratterizzato da una piacevole freschezza e una ricca mineralità.

E’ un bianco perfetto, con la sua freschezza e la sua sapidità, per esaltare il sapore di questo ricetta.

Per non parlare degli aromi di questo vino, così intensi, assolutamente perfetti per accompagnare sia il gusto del salmone sia delle uova e delle puntarelle.

Lo potete trovare qui a circa 17 Euro.

 

 

Uova sode con tre farciture

Un a ricetta sicuramente pasquale ma originale, scenica e divertente da preparare.

In questa pietanza le uova sono arricchite, nel loro gusto, dai sapori e dall’aromaticità del pesce e delle verdure.

Con questa ricetta vegetariana, priva di carne, sta benissimo il Pinot Grigio di Casata Monfort.

Un bianco piacevolmente profumato di mimosa, limoni, cedro candito e maggiorana.

E’ un Pinot Grigio caratterizzato da un’ottima freschezza, in grado di sgrassare il palato dal ricco assaggio di queste uova ripiene: un vino con un ottimo equilibrio e un profilo organolettico che gli permette di accompagnare con la giusta intensità e morbidezza i diversi e saporiti ripieni.

Un bianco assolutamente beverino che non stanca mai dopo ogni assaggio … provatelo con questa ricetta pasquale e ve ne accorgerete … finirà in un attimo!

Lo trovate online qui,  all’ottimo prezzo di circa 10 Euro.

 

Seitan di Verdure

Ed ecco un’ultima opzione per un menù di pasqua originale – addirittura vegana questa volta.

A essere sincera non sono una fan particolare del seitan tuttavia questa ricetta è davvero gustosa e semplice da preparare e il vino perfetto da abbinarle è davvero stupefacente.

Se vi sembra una ricetta poco pasquale considerate di arricchirla con quelle che sono le verdure che più vi piacciono in questa stagione.

Per questo abbinamento ho usato – oltre alle melanzane – delle cime di rapa e qualche chips di carciofi.

Per questa ricetta particolare che potete arricchire in tanti modi, aggiungendo spezie e verdure, ho trovato un degno e piacevole compagno nel Prosecco Val D’Oca Rive di Colbertaldo.

E’ un Prosecco Extra Dry dai profumi dolci di pera e mela golden,degli accenni agrumati con note vegetali di salvia e floreali di acacia.

Un Prosecco Superiore di Conegliano Valdobbiadene con un gusto sapido  e una morbidezza davvero perfetti per sposare ed arricchire il gusto del seitan in abbinamento e spezie e verdure dal gusto deciso e – in alcuni casi – amaricante.

Ah, quasi dimenticavo, la bottiglia è bellissima quasi ti dispiace aprirla … quasi.

Potete acquistare questo meraviglioso prosecco qui, al prezzo di circa 9 Euro.

Altrimenti potete ordinarne una cassa da 6 direttamente sul sito del produttore.

 

Ora che avete delle possibili alternative per il Pranzo Pasquale non vi resta che scegliere quale usare e – ovviamente – ordinare il giusto vino in abbinamento per un Pranzo davvero perfetto!

Cheers!

 

I Vini perfetti per l’Agnello

I Vini perfetti per l’Agnello

Anche quest’anno è Pasqua e quindi ci tocca … 🙂 un bell’articolo sul menù Pasquale e sui vini da abbinare alle specialità di questa festa.

Sebbene il trend stia cambiando, il pranzo della Domenica di Pasqua per molti è ancora sinonimo di “agnello”.

Che sia un abbacchio alla scottadito, un moderno carrè, un cosciotto al forno con patate o un ragù, per molti la scelta del secondo non può che richiamare questo particolare tipo di carne.

Anche se questo tipo di carne può non piacere … rallegratevi, perché i vini capaci di abbinarglisi alla perfezione sono tantissimi e, soprattutto, davvero deliziosi.

In questo articolo ne vedremo solo alcuni ma scelti accuratamente per la loro bontà e il loro ottimo qualità prezzo … prodotti perfetti anche solo per essere regalati specie se temete che i vostro ospiti vi propinino vini di dubbia provenienza 🙂

Se poi siete più inclini a interrompere questa tradizione dell’agnello pasquale, qui trovate pietanze e proposte vinose alternative, adatte anche ai vegetariani.

Ma ora torniamo a noi, al protagonista “classico” del pranzo pasquale e ai suoi vini in abbinamento.

 

I migliori Vini da abbinare all’Agnello

 

Cenerentola
Cenerentola

1. Cenerentola Orcia DOC– Donatella Cinelli Colombini

Ho parlato in altre occasioni di questo vino e, per me, rimane in assoluto uno dei migliori in abbinamento ad un classico cosciotto di agnello con patate.

I profumi del Cenerentola sono davvero romantici: frutti di bosco, violetta appassita, pepe nero cannella, cacao e un pizzico di menta compongono un bouquet aromatico vario e intenso.

All’assaggio è un vino che stupisce per il suo gusto fruttato e speziato, con una componente fresca e mentolata che alleggerisce il sorso corposo.

Tramonti Rosso
Tramonti

In questo abbinamento, tra Cenerentola e coscio d’agnello al forno, l’armonia dei sapori è davvero perfetta e la mia lista dei vini perfetti per l’agnello non può mai dimenticarsi del Cenerentola.

 

2. Tramonti Rosso Costa D’Amalfi – Giuseppe Apicella

Una fusione di Aglianico, Tintore e Piedirosso (vitigni autoctoni campani) davvero speciale, un  vero trionfo di profumi di bosco e di spezie: cannella, pepe nero, ribes e mora sono i profumi e i sapori che ci allietano a ogni sorso di questo rosso, fresco e saporito.

Un vino che sta benissimo con le costolette d’agnello al forno, a cui regala quel quid speziato e fruttato in più.

Lo trovate online qui, all’ottimo prezzo di 11 Euro.

 

Refosco
Refosco

3. Refosco Colli Orientali del Friuli – Giovanni Dri Il Roncat

Un Refosco caldo e morbido, dal sorso avvolgente e speziato.

Un rosso con un tannino delicato, una buona freschezza, una bella sapidità e un ensemble di aromi piacevole che spaziano dalla

confettura dei lamponi alla  ciliegia sotto spirito, dal potpourri di fiori secchi, al bastoncino di liquirizia.

Per il suo profilo organolettico è un rosso perfetto per dei tagliolini al ragù d’agnello.

Lo trovate qui, per ora scontato a 18,40 Euro.

 

Varneri
Varneri

4. Varneri Merlot Collio – Marco Felluga

Un Merlot piacevole ad ogni sorso: un rosso intenso nei sapori ma che non stanca per le sensazioni vellutate che lascia al palato.

Cioccolato, foglie di tabacco e, soprattutto, more e lamponi compongono un bouquet intenso, caldo, fruttato e speziato.

D’altro canto sono proprio questi alcuni dei sapori che riescono meglio ad esaltare il gusto della carne d’agnello.

A voi la prova! Sperimentatelo con un abbacchio alla scottadito.

Lo potete trovare online qui, a circa 12 Euro.

 

5. Villa Cocceia Lazio IGT – Colfiorito

Villa Cocceia
Villa Cocceia

Ecco una ben riuscita fusione tra Sangiovese e Cesanese, perfetta per accompagnare il gusto dell’agnello.

Profumi di ciliegie in confettura e more, con un gusto leggermente affumicato, speziato, tostato e boisé che richiama la pietra focaia, la vaniglia, il caffè e il legno di sandalo.

Un rosso intenso ma con una morbidezza ed equilibrio in grado di sposare il sapore di pietanze dal gusto intenso.

Sta benissimo con le costolette d’agnello panate per la sua bella freschezza.

Lo trovate online qui, all’ottimo prezzo di 10 Euro.

 

6. Cimerio Rosso Conero Riserva – Moncaro

Cimerio
Cimerio

Un rosso Conero con intensi profumi di erbe aromatiche –  mirto, rosmarino, salvia – frutti di bosco in confettura e note speziate dolci di vaniglia e una punta di cannella.

All’assaggio emerge soprattutto il gusto dolce e fruttato dei lamponi e delle fragoline di bosco, seguito dalla morbidezza della componente speziata: un rosso piacevolissimo alla beva, con un ottimo equilibrio.

E’ davvero perfetto con un carrè di agnello al timo e lardo di colonnata, come quello di questa ricetta.

Lo potete trovate qui, sul sito del produttore, al prezzo di circa 10 Euro.

e per finire uno dei miei preferiti in abbinamento all’agnello!

 

Kirchhügel
Kirchhügel

7. Kirchhügel Cabernet – Cortaccia (Kurtatsch)

Un Cabernet Sauvignon (con un pizzico di Cabernet Franc) intensissimo.

All’assaggio è un connubio di amarena e cioccolato, liquirizia e pepe nero.

Tannini intensi ma ben inseriti in una struttura imponente, dal gusto davvero persistente sulle sue note speziate e lievemente balsamiche.

Un cabernet davvero in grado di esaltare il gusto tendenzialmente “dolce” dell’agnello con un bouquet aromatico speziato e fruttato.

Un rosso che, nonostante il tannino evidente e il gusto deciso, ha quell’equilibrio in grado di accompagnare e smorzare la tendenza amarognola di alcuni ingredienti.

Per questo è un vino perfetto per accompagnare l’agnello al forno con carciofi gratinati … più pasquale di così!!

Trovate questo vino online, qui, all’ottimo prezzo di circa 15 Euro.

 

 

Direi che la scelta vinosa per un pranzo pasquale tradizionale è ampia.

Provate e diteci i vostri pareri … e se avete scoperto un ulteriore abbinamento, allora condividete la scoperta!

Cheers!

 

L’Abbinamento perfetto per il Luna Selvatica della Cantina La Tosa

L’Abbinamento perfetto per il Luna Selvatica della Cantina La Tosa

 

Oggi vi parlo di un abbinamento per un vino rosso importante.

Un Cabernet Sauvignon emiliano, prodotto dall’Azienda Agricola La Tosa, di cui Stefano ci ha parlato qualche tempo fa.

Ho avuto modo di assaggiare tutti i vini prodotti da questa azienda emiliana e, per alcuni, ho già avuto modo di sperimentare dei gustosissimi abbinamenti.

Stavolta sono riuscita a trovare l’abbinamento perfetto anche per il loro delizioso Luna Selvatica, un Cabernet Sauvignon (e un 10% Merlot) tutto italiano e davvero particolare da un punto di vista organolettico: un rosso che lascia il segno e, con l’abbinamento giusto, diventa davvero il protagonista di un pasto speciale!

Luna Selvatica - La Tosa
Luna Selvatica – La Tosa

 

Il Luna Selvatica della Cantina La Tosa: gli Abbinamenti Perfetti

La Luna Selvatica esalta tutte le migliori caratteristiche del Cabernet Sauvignon, vitigno che regala vini che profumano davvero di  foresta: frutti di bosco, come ribes, more e lamponi, corteccia, aghi di pino, ardesia, sono profumi naturali che compaiono chiaramente nel bouquet aromatico di questo vino.

All’assaggio la Luna Selvatica si dimostra ancora un vino che sa di bosco: assaporandolo riemergono i profumi e i sapori fruttati e balsamici del sottobosco, accompagnati da una netta sapidità, leggermente fumé, e da un’acidità contenuta.

A un’analisi più attenta il Luna Selvatica mette anche in luce tutta una serie di sapori e profumi secondari dovuti all’affinamento in botte: china, liquirizia e un pizzico di caffè completano un quadro aromatico, variegato,  complesso e davvero intenso.

All’assaggio è un vino sicuramente corposo, con un ottimo equilibrio, ma che – come qualcuno mi ha detto – ruggisce 🙂

Per il suo gusto così marcato e i suoi profumi di bosco è un vino che si accompagna benissimo ai piatti di cacciagione.

Non a caso gli spezzatini di cacciagione vengono spesso realizzati con salse e marinature al profumo di bacche di ginepro e frutti di bosco.

Ecco, la Luna Selvatica, così come una marinatura, esalta il gusto della cacciagione da pelo e da piuma e, in particolar modo, sposa benissimo il sapore del daino ai lamponi.

Se invece non avete voglia della cacciagione – perché non vi piace o non l’avete a disposizione – potete provare il Luna Selvatica con un carrè di agnello ai lamponi, il risultato all’assaggio sarà ugualmente piacevolissimo e un po’ meno “selvatico”.

Tuttavia gli abbinamenti perfetti per il Luna Selvatica non finiscono qui!

Considerate il tartufo come un ingrediente jolly per questo vino: l’aroma speciale di questo pregiato tubero viene esaltato in maniera incredibile dal gusto del Luna Selvatica, diventando ancora più persistente all’assaggio.

Considerate che ho fatto una prova di questo vino in aperitivo con una semplicissima patatina fritta al tartufo … nonostante la misera struttura della patatina, il connubio aromatico tra “cibo” e vino è risultato davvero ottimo.

Provate quindi ad abbinare il Luna Selvatica anche con una tagliata al tartufo e non ve ne pentirete!

Provate e fateci sapere!

 

p.s. vi ho detto che è un vino che da solo ruggisce! Per questa sua forza gustativa, evitate di abbinarlo con pietanze che hanno una componente amaricante marcata … ad esempio non abbinatelo a una carne con un contorno di carciofi!! Gli ingredienti aciduli vanno bene con questo vino ma quelli tendenti all’amaro … proprio no! Siete stati avvisati!

Cheers!

 

Il Brunello di Montalcino e gli Abbinamenti Possibili

Il Brunello di Montalcino e gli Abbinamenti Possibili

Come promesso, eccolo!

In questo articolo vi mostrerò i piatti con cui il Brunello di Montalcino può essere abbinato, senza rischiare accoppiate disgustose in grado di rovinare pietanze e, soprattutto, questo fantastico vino.

Dico fantastico, perché il Brunello di Montalcino è DAVVERO un prodotto favoloso, con delle caratteristiche organolettiche davvero speciali e una capacità di superare gli anni non solo indenne, ma migliorandosi.

Una longevità messa in luce, verso la fine del XIX secolo, dalla famiglia Biondi Santi che, selezionando un clone specifico di sangiovese per la produzione in purezza del Brunello, scegliendo di vinificare solo le migliori annate e valorizzando il prodotto attraverso una lunga maturazione in botte, sancì le grandissime potenzialità evolutive di questo vino.

Tenuta il Greppo
Tenuta il Greppo

Lo studio e le attività della famiglia Biondi Santi hanno dato i loro frutti nel corso degli anni fino ad oggi, dove troviamo Brunelli di Montalcino che, non solo, non si sono alterati nel corso degli anni ma si sono evoluti nei profumi e nei sapori, senza perdere quella particolare vena acida che ne garantisce la vitalità nel tempo.

Non a caso è proprio il Brunello prodotto dalla famiglia Biondi Santi, nella tenuta “il Greppo”, a portare la bandiera dell’estrema longevità di questo vino eccezionale.

Le annate più vecchie del Brunello Riserva di Biondi Santi sono infatti ancora oggi in vendita e vengono solamente “rabboccate” con annate più giovani, questo per ovviare alle normali scolmature all’interno delle bottiglie, dovute alla perdita di aderenza del tappo di sughero.

Un’operazione che non viene compiuta unicamente per la cantina ma anche a servizio di quei clienti, già in possesso di un’annata storica, che portano le loro bottiglie alla tenuta del Greppo proprio per la ricolmatura.

 

Infografica Brunello di Montalcino

Ora, ovviamente, non è solamente la famiglia Biondi Santi a produrre dei grandi Brunelli.Infografica Brunello Facts

Ogni cantina, rispettando le regole di realizzazione della DOCG, sceglie i propri ulteriori metodi e una filosofia produttiva mirata ad esaltare, non solo il gusto, ma anche le potenzialità di maturazione dei propri Brunelli.

Pertanto di “Brunelli” di Montalcino ne esistono tanti, tanti quanti sono i produttori che operano nel terroir eletto alla produzione di questa DOCG : ognuno lavora con pratiche di cantina e tecniche in vigna volte sempre più a creare dei vini non solo deliziosi ma longevi, elaborando anche diverse versioni di Brunello oltre a quella base e, ovviamente, la più pregiata versione riserva.

Di base, il Brunello di Montalcino DOCG è un vino prodotto unicamente da uve sangiovese “grosso”, chiamato proprio “Brunello” in questa specifica area della Toscana.

Le uve di “Brunello sono coltivate e raccolte esclusivamente nel comune di Montalcino, dove troviamo tantissimi terroir con caratteristiche pedoclimatiche differenti: troviamo terreni più o meno ricchi di scheletro, aree con escursioni termiche maggiori o minori tra notte e giorno, un orientamentodiverso e tante piccole altre differenze che distinguono i diversi appezzamenti di terreno, scelti con cura, per la coltivazione del Sangiovese migliore per creare il Brunello.

Il Brunello di Montalcino viene invecchiato obbligatoriamente per un periodo di minimo 5 anni, di cui 2 in legno, e 6 anni, di cui 3 in legno, per la sua versione riserva.

Invece il periodo di affinamento minimo in bottiglia è di 4 mesi, per la versione base, e6 mesi per la riserva.

Il processo di maturazione, in seguito alla vinificazione, è una pratica di cantina importantissima per un vino come il Brunello di Montalcino. Me ne sono resa conto personalmente, visitando diverse cantine del comune.

In particolare, qualche anno fa, ho avuto modo di assaggiare il Brunello in diversi fasi d’invecchiamento precedenti all’imbottigliamento, un’attività davvero interessante, svolta con gran piacere presso la tenuta Cinelli Colombini a Montalcino.

Quello che ho potuto constatare, anche dopo quasi 4 anni passati in botte, è che il giovanissimo Brunello mostra una nettissima acidità e dei tannini davvero intensi … tutti elementi destinati ad ammorbidirsi e a integrarsi attraverso l’ulteriore affinamento e maturazione, ma che di certo ne mettono in evidenza le potenzialità evolutive.

 

Le Caratteristiche Organolettiche del Brunello di Montalcino

Nonostante le differenze di produzione tra tutti i vari Brunelli, questo vino particolare si distingue per delle specifiche caratteristiche organolettiche che possono variare di aromi, intensità tra i singoli vini e a seconda dell’annata e del cru di produzione.

Chi ne ha assaggiati alcuni, ormai lo sa: il Brunello di Montalcino non si dimentica, è un vino che all’assaggio lascia il segno per la sua incredibile intensità e ampiezza di profumi e sapori.

Già versarlo in un bicchiere è un’emozione e, già dal suo colore, potete capire cosa vi aspetta.

Dal rosso rubino, caratteristico dei Brunelli ancora giovani, al rosso granato, particolare dei Brunelli più invecchiati, il colore mostra la sua evoluzione e ci suggerisce cosa aspettarci in termini di profumi e sapori.

La gamma dei profumi riconoscibili in un bicchiere di buon Brunello di Montalcino può essere davvero vasta: generalmente, soprattutto nei Brunelli ancora giovani, si percepisce subito l’aroma della ciliegia fresca, anche in confettura o sotto spirito, un delicato profumo floreale di fiori secchi , note vegetali e balsamiche e un’ampia gamma speziata, tostata e animale di pepe nero, liquirizia, caffè, tabacco, cuoio ecc.

Più il Brunello invecchia più acquista aromi definibili come “terziari”, dovuti alla sua permanenza in botte e al suo lungo affinamento: generalmente sono profumi che ricordano il legno, le spezie, il pellame, le foglie di tabacco, l’inchiostro e la vernice … sentori che acquistano sempre più forza in base alla maturazione del vino.

Quando assaggiamo un buon bicchiere di Brunello, tutti i principali profumi riemergono, creando una miscela di sapori e aromi che vanno dalle ciliegie fresche alla confettura di frutti di frutti di bosco, dai profumi di sottobosco alla rosa canina, dalla salvia all’eucalipto, dal pepe nero alla vaniglia, dalla liquirizia al tabacco, dal caffè al cioccolato fondente, dalla pietra focaia alla ceralacca.

Ad un’analisi gusto olfattiva, il Brunello di Montalcino mostra un ampio bouquet di profumi, capace di evolversi e mutare nel corso degli anni, insieme a dei sapori che riescono a diventare più consistenti e persistenti, grazie proprio a quella longevità che permette al vino di addolcire la presenza del forte tannino, e di stemperare l’acidità: entrambe caratteristiche tipiche dei Brunelli giovani che, con il passare, degli anni diventano più setose e piacevoli, mettendo ancora più in evidenza l’equilibrio gustativo del vino.

 

Gli Abbinamenti Perfetti per il Brunello di Montalcino

Ma veniamo ora agli abbinamenti!

Un Brunello di Montalcino giovane presenta generalmente delle caratteristiche organolettiche già importanti: non è un vino rosso beverino ma ha già una struttura corposa che non lo rende molto adatto ad accompagnare dei primi piatti, anche se di carne.

Nemmeno i primi di cacciagione si sposano bene con l’intensità e la struttura di un brunello, anche se giovane.

Quello che un Brunello richiede sono dei secondi di carne strutturati.Brasato di Manzo

Per strutturati intendo carni di diversa tipologia – non solo cacciagione – preparati attraverso lunghe cotture, arricchiti con odori, ingredienti e salse o sughi ricchi.

Tale complessità nelle pietanze serve a bilanciare la complessità gustativa e aromatica del Brunello, mitigandone gli eventuali tannini e sostenendone l’importante struttura.

Se siete familiari con questo fantastico vino saprete che ad ogni assaggio il Brunello lascia un’importante impronta: di base è un rosso corposo e persistente e pertanto vuole le stesse caratteristiche anche nella pietanza.

Se cercate un vino che possa accompagnare primi piatti al ragù di carne e di cacciagione, trovate un compagno migliore nel Rosso di Montalcino, caratterizzato da un gusto più delicato, da una minore persistenza e da una struttura meno imponente in grado di accompagnare con la giusta intensità il gusto di una pasta al ragù.

Ecco invece di seguito alcune ricette classiche in grado di rendere giustizia a un vino come il Brunello: complessità richiama complessità e basta provare uno di questi abbinamenti per rendersene conto.

Cinghiale in Dolceforte, Cinghiale in agrodolce, Filetto di Daino ai Mirtilli, Fagiano alle castagne, Spezzatino di Manzo, Filetto di Manzo al Tartufo, Filetto di Manzo al Lardo, Filetto di Manzo con Porcini, Filetto di Maiale in salsa di senape e miele, Tacchino ripieno, Brasato, Carrè di Agnello, Lepre in Salmì, Anatra in salsa di fichi

e ne potrei aggiungere altri sulla stessa scia!

In generale, un vino come il Brunello di Montalcino richiede dei gusti intensi e persistenti nei cibi, pertanto alle carni potete aggiungere ingredienti estremamente aromatici come i funghi porcini, il tartufo, formaggi stagionati, per portare le pietanze al giusto livello di armonia con questo vino.

Ora però, facciamo degli esempi concreti, scegliendo alcuni Brunelli che, nel tempo, ho avuto modo di assaggiare e conoscere bene, scegliendo per questi quello che mi sembra l’abbinamento perfetto.

 

Brunello di Montalcino – Castello Banfi

Sicuramente uno dei Brunelli più conosciuti anche dai non addetti ai lavori, per la sua disponibilità e il suo ottimo rapporto qualità prezzo. La versione base del Brunello di Castello Banfi si può infatti acquistare a circa 30 Euro, mentre la loro selezione – davvero deliziosa, si trova in commercio a circa 40 Euro.

Brunello Castello Banfi
Brunello Castello Banfi

Signori, per un Brunello di Montalcino questi sono prezzi davvero ottimi … e la qualità c’è e si gusta!

Ho provato sia il Brunello base di quest’azienda, sia la selezione, in diverse annate, e ve li posso descrivere in generale cosi:

Brunello Castello Banfi 2013 – un bellissimo rosso rubino intenso, un profumo incentrato sugli aromi di ciliegie e more, piacevoli sentori  vegetali, speziati che ricordano la violetta secca, l’humus, il pepe nero e la noce moscata. All’assaggio si sentono tanto le dolci note fruttate e speziate, avvolte da una buona sapidità e dei tannini piuttosto delicati e piacevoli.

Brunello di Montalcino Poggio alle Mura 2011: qui siamo su un bel rosso granato e su profumi e sapori molto più intensi nella componente aromatica vegetale, tostata e speziata: all’assaggio si sente soprattutto il gusto della liquirizia e del cioccolato fondente, seguita dalla lunga balsamicità dell’eucalipto. Non è un sorso che si dimentica subito 😉

Con cosa possiamo abbinare queste due versioni di Brunello?

Il Brunello Castello Banfi si può abbinare bene con un cosciotto di agnello al forno.

Il Brunello di Montalcino Poggio alle Mura sta benissimo invece con uno spezzatino di daino.

 

Brunello di Montalcino – Donatella Cinelli Colombini

Ecco un Brunello che ho avuto modo di assaggiare più volte, non solo presso la cantina, ma anche al Vinitaly e, ovviamente, comodamente da casa, sperimentando diversi abbinamenti.

Brunello Donatella Cinelli Colombini
Brunello Donatella Cinelli Colombini

Anche in questo caso abbiamo il Brunello di Montalcino base e la versione speciale Brunello Prime Donne, prodotta solamente in particolari annate.

Sono due Brunelli diversi ma che rispondono perfettamente a un alto livello qualitativo (e ai miei personali gusti J), per la loro intensità all’olfatto e all’assaggio.

Brunello di Montalcino 2012 – è un Brunello davvero piacevole, richiama tantissimo, sia al naso sia all’assaggio, la confettura di ciliegie e una miscela speciale di spezie come il pepe nero, la liquirizia e un pizzico di vaniglia.

Al naso, oltre alle intense note speziate e fruttate fa capolino anche una componente floreale e vegetale che richiama la lavanda, il timo, con lievi accenni di menta, aromi che riemergono con delicatezza anche alla fine dell’assaggio.

E’ un Brunello di Montalcino davvero versatile, per i suoi sapori nettamente fruttati e speziati: sta benissimo con il filetto di maiale in salsa di tartufo estivo.

Brunello di Montalcino Prime Donne 2012 –  molto diverso dal Brunello di base, questa versione “Prime Donne” è intensissima, con dei profumi e dei sapori che ricordano le ciliegie sotto spirito, le prugne secche, il sottobosco, la resina e la ceralacca.

E’ un vino corposo, con un tannino importante, equilibrato e davvero persistente, specialmente nelle sue note aromatiche fruttate ed eteree.

Si tratta di un Brunello speciale che ha bisogno di un secondo di carne dai sapori intensi, persistenti, arricchito da delle salse corpose e aromatiche.

Si abbina molto bene ad uno spezzatino di cervo ai porcini.

 

Brunello di Montalcino – Caparzo

Brunello Caparzo
Brunello Caparzo

Anche qui siamo di fronte a delle versioni di Brunello davvero interessanti e con un ottimo rapporto qualità – prezzo.

Il Brunello di Montalcino “base”, annata 2012, di Caparzo, tra i tanti Brunelli che ho avuto modo di abbinare, è uno di quelli più versatili, in grado di abbinarsi a piatti di struttura diversa.

E’ un Brunello che, già giovane, presenta un ottimo equilibrio tra acidità, tannini e alcool, ben amalgamati in una struttura corposa ma non pesante all’assaggio.

Al naso è un Brunello che sorprende per l’intensità e la tipologia dei profumi: già da giovane è un Brunello che presenta sentori di cuoio e aromi tostati, di caffè, insieme alle consuete note fruttate e speziate.

All’assaggio emerge soprattutto una componente fruttata dolce che richiama le more e le prugne, seguita da sentori di cioccolata e caffè.

Questo è un Brunello che si abbina bene a un carrè di agnello in salsa oppure anche a del pecorino stagionato, grigliato con del lardo di cinta senese.

Il Brunello di Montalcino Vigna le Case 2012 è ben diverso: all’olfatto emergono soprattutto le note fruttate, floreali e vegetali, mentre la nota speziata è decisamente in secondo piano.

Al gusto si percepiscono i frutti di bosco, a seguire le note speziate di cannella e noce moscata e,  in chiusura,  le persistenti note balsamiche di eucalipto e menta.

Un Brunello con dei tannini intensi, ma ben incorporati in una struttura importante, e dal gusto intenso e persistente.

Per la persistenza e freschezza gustativa è un Brunello che si abbina bene con un petto d’anatra al miele.

 

Brunello di Montalcino – Camigliano

Sinceramente? Uno dei miei Brunelli preferiti e – vi dirò – in termini di abbinamento, quasi preferisco la versione base di questo vino, per la sua incredibile morbidezza  e versatilità.

Brunello Camigliano
Brunello Camigliano

Il Brunello di Montalcino “base” di Camigliano, annata 2012, profuma di sottobosco, confettura di ciliegie, pepe nero e liquirizia, con alcune note di cioccolata fondente che emergono soprattutto in finale d’assaggio.

Un Brunello di Montalcino che, all’assaggio, risulta piacevolmente e morbidamente fruttato e speziato, con una lunga persistenza, tannini vellutati e vena alcolica ben integrata. Un vino intenso ma che si beve bene.

E’ davvero delizioso in abbinamento a un filetto di maiale allo scalogno.

Il Brunello di Montalcino Paesaggio Inatteso, annata 2012, è prodotto dalle uve proveniente dal cru aziendale.

Al naso si sentono tantissimo le note fruttate, di confettura di lamponi, le note balsamiche di pino e quelle speziate di cannella e chiodi di garofano.

Anche all’assaggio sono le note dolci fruttate a farla da padrone, seguite dalla freschezza balsamica dei sentori vegetali che sembrano alleggerire la struttura densa del vino.

 

Brunello di Montalcino – Villa Poggio Salvi

Brunello Villa Poggio Salvi
Brunello Villa Poggio Salvi

Un ottimo Brunello a un ottimo prezzo: che desiderare di più?

Quello di Villa Poggio Salvi è un Brunello dal gusto piacevolissimo, fruttato, floreale e speziato al punto giusto, con note dolci di lamponi maturi, fiori secchi, vaniglia e un pizzico di pepe nero.

E’ un Brunello giovane con un tannino robusto, intenso e gradevole, con una notevole persistenza su note speziate.

L’annata 2012, che ho avuto modo di acquistare e assaggiare, si abbina in maniera deliziosa con il tacchino ripieno alle prugne.

La versione speciale dell’azienda, il Brunello Pomona, dall’omonimo cru, riprende in parte il profilo organolettico del Brunello base.

Il Pomona 2011 profuma intensamente di frutti di bosco e petali appassiti di violetta, di cardamomo, noce moscata, pepe nero e  vaniglia, con delle leggere note balsamiche che emergono soprattutto all’assaggio.

Anche all’assaggio la componente fruttata è quella più presente, seguita da sentori speziati che chiudono lunghissimi.

 

 

Quelli che vi ho presentato in questo articolo sono solo alcuni dei Brunelli di Montalcino che più ho avuto modo di assaggiare e sperimentare alla ricerca di abbinamenti perfetti.

Li ho scelti perché, a mio parere, rappresentano, in maniera diversa, alcuni dei molteplici profili gustativi di un vino come il Brunello di Montalcino: sono versioni di questo vino italiano che mettono in evidenza quelle che sono le sue potenzialità fin da giovane, i suoi più peculiari profumi e sapori, insieme a quella struttura importante che lascia il segno ad ogni sorso.

Spero con questo lungo excursus sul Brunello di avervi fatto venir voglia di sceglierne subito uno – così come è venuta a me – che, come sapete, sono sempre alla ricerca di nuovi abbinamenti.

Cheers!

Il Tragugnano di Sergio Mottura e gli Abbinamenti Cibo-Vino

Il Tragugnano di Sergio Mottura e gli Abbinamenti Cibo-Vino

Cosa si può dire dell’ottimo Tragugnano di Sergio Mottura

Il Tragugnano !
Il Tragugnano !

Che sia un vino delizioso è ormai un dato assodato … che il prezzo sia specchio perfetto dell’onesta qualità del vino, anche … che  abbia un’etichetta davvero simpatica e accattivante, pure.

Anche chi lo sceglie solo per la splendida grafica non commette certo un errore ma una scelta fortuita felicissima.

Un vino ottimo da assaggiare tra amici, in famiglia e da infiocchettare per farne un bel regalo.

Un vino del Lazio conosciuto ma nemmeno troppo, come invece meriterebbe.

Un bianco che in quanto ad abbinamenti cibo-vino ha energia da vendere in tante direzioni.

Un vino molto versatile e dal gusto pieno … volete sapere con quali piatti diventa ancora più buono?

Continuate a leggere!

 

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