I Vini per i Primi Piatti Archivi - Pagina 13 di 13 - BWined

Il Verdicchio Classico Superiore di Bucci

Altra incursione nel reparto vini di Eataly a Roma e altra preda catturata al giusto prezzo di 10,80 Euro! Qualche giorno fa ho avuto proprio il piacere di acquistare e assaggiare il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore 2013 dell’Azienda Bucci.

Il Verdicchio Classico Superiore 2013 di Villa Bucci
Il Verdicchio Classico Superiore 2013 di Villa Bucci

Siamo quindi nel territorio dei Castelli di Jesi, in provincia di Ancona e Macerata, su quelle colline che rappresentano uno dei luoghi eletti per la coltivazione del Verdicchio, vitigno autoctono della regione Marche di cui abbiamo notizie fin dall’epoca romana: una collocazione territoriale di antica origine che evidentemente ha mostrato le sue potenzialità già nel lontano passato della penisola italica.

I profumi di questo Verdicchio sono tenui, con una percepibile tendenza dolce apparente. Si sentono soprattutto i sentori fruttati e floreali, con delle note che ricordano le erbe aromatiche: un bouquet semplice e piacevole, dove ogni profumo è ben distinguibile.

All’assaggio c’è una piena corrispondenza con i profumi percepiti: il prodotto sa veramente di pesca bianca e di mela golden, con quella tipica freschezza croccante; poi in sottofondo si percepiscono anche la maggiorana e la salvia.

In chiusura si sente bene quella nota delicatamente amara di mandorla, da qui la cosiddetta “scia ammandorlata” di cui spessissimo si parla, percepibile all’assaggio di molti vini e che spesso si ritrova proprio nei Verdicchi di Jesi.

Quello di Villa Bucci è un Verdicchio delicato, con un’ottima morbidezza: leggermente più sapido che fresco ma l’equilibrio tra le morbidezze e le componenti dure è ottimo.

Da questo possiamo dedurre che si tratta di un vino che potenzialmente possiamo accostare anche a piatti dai sapori decisi.
Ovviamente, però, dobbiamo considerare anche la struttura nell’abbinamento; stiamo sempre parlando di un vino bianco che non è stato affinato in legno, un bianco di medio corpo che pertanto andrà abbinato a piatti di struttura simile.

Con un tenore alcolico di 13,5 % possiamo ben affiancarlo a piatti dotati di una succulenza percepibile: non è certo un vino da uovo fritto e rustici agli spinaci, da relegare al momento dell’aperitivo!

 

Il Verdicchio Classico Superiore di Bucci: gli Abbinamenti

In questo personale esperimento ho abbinato il Verdicchio superiore di Bucci a un primo piatto: un riso con sgombro aromatizzato al pesto.

Bavette con pesto alla genovese e gamberoni
Bavette con pesto alla genovese e gamberoni

Le tendenze dolci che si percepiscono nei profumi e all’assaggio, insieme alla morbidezza del prodotto, si sposano bene con la sapidità del pesto e dei filetti di sgombro.

Al di là della preparazione specifica con cui l’ho voluto provare si tratta di un vino sicuramente adatto ad accompagnare dei primi piatti con sughi a base di verdure e pesce, anche speziati e leggermente piccanti: vedrei bene questo verdicchio anche con una pasta al pesto e zucchine, con delle linguine pesto e gamberi, con un risotto alla crema di carciofi oppure anche con una pasta con le sarde.

Inoltre il Verdicchio classico superiore di Bucci è adatto sicuramente ad accompagnare dei secondi piatti di pesce: già lo vedo in perfetta sintonia con un rombo in crosta di patate oppure con un branzino al cartoccio, con cipolle e datterini.

E’ interessante constatare, dopo diversi assaggi, come alcuni Verdicchi dei Castelli di Jesi tendano ad esaltare l’aromaticità del pesto (quello genovese e le sue innumerevoli “rivisitazioni”) … una nota che mi riservo di approfondire con il tempo.

Stay tuned!

Greco di Tufo e gli Abbinamenti

Il Greco di Tufo e gli Abbinamenti Possibili

Amiamo tantissimo il territorio di produzione del Greco di Tufo e, attraverso le visite alle Cantine dell’Angelo e alla Cantine di Marzo a Tufo, abbiamo messo in evidenza le peculiarità di questo limitato e speciale territorio che comprende i comuni di Tufo, Altavilla Irpina, Chianche, Montefusco, Prata di Principato Ultra, Petruro Irpino, Santa Paolina e Torrioni, tutti in provincia di Avellino.

Un territorio che riesce proprio per le sue origini vulcaniche e la sua ricchezza minerale a conferire quella particolare sapidità e quelle note ammandorlate e spesso anche fumé alle sue uve: caratteristiche che riscontriamo in tutta la loro forza degustando un Greco di Tufo DOCG.

Veniamo ora al dunque e assaporiamo insieme il Greco di Tufo e gli Abbinamenti migliori per questo delizioso vino campano.

 

Abbinare il Greco di Tufo al Cibo

Ora … ben vengano gli abbinamenti cibo-vino con questo speciale prodotto del territorio campano! Scegliendo un Greco di Tufo le possibilità di abbinamento sono davvero molte e dalle grandi potenzialità gustative.

Dobbiamo però considerare, come sempre, le differenze esistenti tra prodotti di una stessa tipologia: differenze che vanno testate assaggiando i diversi “Grechi” di Tufo prodotti dalla varie aziende … un compito davvero arduo 😉 ma essenziale per valutare tutti gli aspetti di questo vino, dal fine profilo aromatico e dalla struttura importante.

Tuttavia, personalmente, trovo che il Greco di Tufo sia un vino di facile abbinamento, fatto già notato in questa occasione: basta seguire alcuni semplici accorgimenti per far si che il Greco di Tufo esalti veramente le pietanze a cui viene accompagnato, creando così un perfetto binomio cibo-vino.

Si tratta infatti di un prodotto che presenta sempre e comunque alcune piacevolezze di base, facilmente riconoscibili e apprezzabili.

 

Il Greco di Tufo e gli Abbinamenti Possibili: il pesce e oltre

Il Greco di Tufo è un bianco sicuramente di grande sapidità e freschezza (leggasi sempre acidità) che dà il meglio di sé soprattutto se accompagnato a piatti di pesce (ma non solo!), declinati in molti modi diversi.

Ottimi abbinamenti lo vedono protagonista insieme al baccalà, fritto oppure in umido con verdure, (come il Cutizzi, qui!), insieme ad un orata al forno, con patate e pomodorini confit, magari con un filetto di pesce spada aromatizzato agli agrumi.

In particolar modo i suoi caratteri di spicco, la sapidità e la freschezza, lo rendono un vino perfetto per accompagnare i crostacei: gamberi, scampi, mazzancolle, crudi e grigliati, ma meglio ancora se usati come condimento all’interno di una pasta.

Tortini di Polpa di Granchio con Scampi
Tortini di Polpa di Granchio con Scampi

Anche alcuni molluschi a tendenza dolce possono sposarsi bene con il Greco di Tufo, come ad esempio i calamari, il polpo, le seppie e le capesante.

Il Greco di Tufo è un vino che riesce proprio ad esaltare tutte quelle tendenze dolci presenti in un piatto. (cos’è una tendenza dolce? Scopritelo qui!). Ben vengano quindi, per accompagnare questo vino, tutti i seguenti primi piatti: tagliolini gamberi e zucchine, tagliolini con capesante, riso saltato con gamberi e mozzarella, fusilli con pomodorini, verdure e mozzarella, fusilli con seppioline.

La stessa tradizione culinaria irpina vede il Greco di Tufo come perfetto compagno di alcune ricette tipicissime, con protagonisti degli “ingredienti” a chiara tendenza dolce. Solo per citarne alcune gustosissime: il baccalà con le patate e l’agnello con i piselli.

 

Il Greco di Tufo e gli Abbinamenti Possibili: (pure) la carne

Non solo pesce quindi! Una buona idea consiste proprio nell’usarlo insieme a piatti a base di carne di pollo, di tacchino o di agnello con un contorno di verdure e magari anche arricchite di spezie.

A riguardo degli ottimi abbinamenti potenziali potrebbero essere con le seguenti pietanze: il pollo al curry, le polpette di tacchino in umido al timo e l’agnello in crosta di pinoli e noci … anche se, personalmente, gli abbinamenti con la carne di agnello mi sembrano un pochino azzardati e in generale mi convincono di meno.

Si tratta comunque di un vino che preferisco abbinare con i piatti a base di pesce tuttavia, se la nostra cena prevede un menù di carne, non vedo perché scartare a priori un vino così delizioso 🙂

Pollo al Curry con Riso e Piselli
Pollo al Curry con Riso e Piselli

Se si scelgono le carni è bene optare per delle carni bianche e delle cotture veloci usando dei contorni di verdure e frutta secca per evitare un’eccessiva untuosità della pietanza che richiederebbe la presenza di tannini più evidenti, propri solo di un vino rosso.

Non si dovrebbe mai abbinare un Greco di Tufo a uno stufato di manzo con patate o a un cosciotto d’agnello al forno con patate!

L’untuosità, la succulenza, la cottura lunga e la tendenza amarognola che ne possono derivare andrebbero a minare il rapporto con il vino.

 

Valutare la struttura del Greco di Tufo

Fondamentale nell’abbinamento con un Greco di Tufo è la valutazione del corpo del Vino.
Il Greco di Tufo rappresenta un bianco piuttosto impegnativo per la ricchezza dei suoi aromi, la sua struttura e il suo tenore alcolico ben presente: molti prodotti di tale DOCG hanno un titolo alcolometrico di 13-13,5°, nonostante il minimo previsto dal disciplinare sia 11,5°.

L’importanza di tale struttura può variare in base al Greco di Tufo scelto: alcuni prodotti di questa DOCG sono ricavati da vigne vecchie o da terreni in grado di conferire un corpo notevole al prodotto finale, alcuni vengono affinati a lungo, senza contare tutte le attività umane in vigna e durante la vinificazione in grado di trasformare le uve; pertanto è essenziale considerare anche questo fattore in vista di un abbinamento.

Se abbiamo un Greco di Tufo con un buon tenore alcolico e una struttura importante dovremmo evitare di abbinarlo con preparazioni troppo semplici e poco strutturate.

Ad esempio, non abbinerei mai il Vigna Cicogna di Benito Ferrara con delle semplici mazzancolle alla griglia.

Anche in questo caso è l’assaggio che ci può fornire il quadro completo del vino; tuttavia, se impossibilitati, possiamo sempre consultare il produttore e la scheda che egli stesso fornisce sul vino.

In generale il Greco di Tufo è un vino che sconsiglio di usare per un semplice aperitivo: sempre meglio riservarlo per dei primi o dei secondi piatti e in generale per pietanze dotate di struttura e di una buon livello di succulenza.

Se vi è venuta voglia di provare un Greco di Tufo quiqui e qui, potete leggere alcuni abbinamenti verificati e mooolto gustosi!

Il Greco di Tufo “Devon” delle Cantine Antonio Caggiano: Prova di Abbinamento

Visto che il mese di Marzo si è aperto in omaggio al buon Greco di Tufo DOCG, con due visite ad importanti Cantine del Suo territorio, è opportuno consolidarne la fama di vino delizioso e ben sfruttabile proponendo un bell’abbinamento specifico.

Dico sfruttabile, perché come riportato qui, il Greco di Tufo è un vino bianco che, nonostante la struttura impegnativa e i netti profumi, si presta a molti abbinamenti di sicuro successo.

In questo articolo però ne vediamo solo uno, delizioso e allo stesso tempo elegante.
Altrimenti potete trovare tante altre proposte di abbinamento qui.

 

Il Greco di Tufo Devon 2013 delle Cantine Antonio Caggiano

Per una cena in onore del Greco di Tufo ho scelto il “Devon” delle Cantine Antonio Caggiano: un Greco di Tufo a mio parere dall’ottimo rapporto qualità-prezzo.
E’ facilmente reperibile online e nelle enoteche ad un prezzo compreso tra i 12 e i 14 Euro. In quel di Roma l’ho trovato all’Enoteca Costantini e pagato 13€.

Etichetta Greco di Tufo Devon 2013
Etichetta Greco di Tufo Devon 2013

Il Devon è un vino che rispecchia pienamente quelle caratteristiche che abbiamo visto essere tipiche del Greco di Tufo e ne esalta decisamente la specificità.

Quindi non è una sorpresa constatare la grande sapidità del prodotto che risulta quasi salino all’assaggio, capace di aggiungere quel quid saporoso in più a quei piatti con un’evidente tendenza dolce.

Ovviamente non possiamo dimenticare la freschezza di questo Greco di Tufo, anche se in questo caso mi sembra nettamente meno percepibile della sapidità.

I profumi del Devon sono principalmente fruttati, con sentori di albicocca, ananas, agrumi, frutta secca, e floreali, con note di ginestra. E’ percepibile in sottofondo anche una componente aromatica vegetale.

Tuttavia, secondo me, è senza dubbio all’assaggio che questo vino si fa veramente apprezzare, per la sua struttura, la sua morbidezza e la sua persistenza.

Si tratta infatti di un vino dalla struttura importante, pieno e corposo, non certo un bianco leggerino che scivola via appena bevuto: quindi un prodotto in pieno rispetto di quanto ci si aspetta da un vero Greco di Tufo.

Nonostante l’evidente componente sapida e l’acidità che rimane comunque ben percepibile, si tratta di un vino in cui si percepisce una buona morbidezza: le durezze che si sentono all’assaggio non sono assolutamente fastidiose.

Che dire della qualità dell’assaggio? Il Devon è un vino sicuramente saporito e persistente, con una lunga scia ammandorlata, ben percepibile e che rimane a lungo al termine dell’assaggio.

 

La prova di abbinamento

Come migliorare un vino così piacevole? In realtà è possibile e valgono sempre le regole di abbinamento viste in generale per il Greco di Tufo, magari leggermente calibrate in base a quelle tipicità del prodotto, che ho appena elencato.

Ho deciso si abbinare il Devon a degli spaghetti fritti su crema di zucchine e mozzarella con pomodorini grigliati e calamari.

Spaghetti fritti con calamari e pomodorini grigliati su crema di zucchine e mozzarella
Spaghetti fritti con calamari e pomodorini grigliati zucchine e mozzarella

Un trionfo di ingredienti a tendenza dolce, vivacizzati dalla presenza di una leggera speziatura e dall’acidità contenuta dei pomodorini.

L’acidità del vino e la sapidità agiscono in sinergia per mitigare nettamente la tendenza dolce della pietanza; la spiccata sapidità, in particolare, interviene per alleggerirne la grassezza, data dalla presenza della crema di mozzarella e della frittura.

Quello che mi piace soprattutto, in questo abbinamento, è l’aumento della persistenza del vino all’assaggio: la scia sapida finale del Devon diventa ancora più lunga e più piacevole.

… da provare e riprovare !

L’Azienda La Tosa e i Bianchi dei Colli Piacentini

Qualche Domenica fa ho dato una sbirciata al reparto vini dell’Eataly Roma, alla ricerca di nuovi vini e di idee per gli abbinamenti da realizzare e testare.

Devo dire che ultimamente il settore vini si è parecchio arricchito di nuove aziende, di prodotti e spesso di incontri: proprio lì ho avuto modo di conoscere e soprattutto provare alcuni vini dell’Azienda emiliana La Tosa.

L’azienda si trova a Vigolzone, in provincia di Piacenza, in quei territori agricoli della DOC Colli Piacentini, famosi soprattutto per quei vini leggeri e frizzanti così tipici di questa parte della regione.

Tuttavia in questa zona, oltre ai vini frizzanti e a quelli leggeri e beverini, come ad esempio l’Ortrugo, si producono altri vini di grande struttura e complessità sia sfruttando i vitigni più locali, come la Barbera e la Croatina da cui si produce il Gutturnio (in versione base, classica e riserva), sia i vitigni internazionali, come ad esempio il Cabernet Sauvignon, che sembra dare degli ottimi risultati anche in questo territorio.

In questa occasione, però, voglio parlare di due dei vini bianchi fermi dell’azienda La Tosa che mi hanno inaspettatamente colpito e che ho apprezzato fin dal primo assaggio.

Sauvignon 2013 - Azienda  La Tosa
Sauvignon 2013 – Azienda La Tosa

Il Sauvignon 2013 mi ha veramente stupita per la sua particolare originalità: un Sauvignon ancora diverso da quelli alto-atesini e friulani, così ben conosciuti per i loro peculiari aromi vegetali.

Un vino veramente profumato e intenso all’olfatto con note dolci di pesca gialla, frutta esotica, agrumi, sentori floreali di glicine e leggere note vegetali di erbe aromatiche: quindi un Sauvignon più fruttato rispetto al suo parente alto-atesino e friulano, con note vegetali molto meno evidenti.

Ciò che colpisce è soprattutto la sapidità, molto persistente all’assaggio insieme alle note fruttate tendenti al dolce che conferiscono maggiore rotondità e corpo al vino.

Un vino che, per il suo caratteristico e direi irresistibile profumo, insieme alla sua importante struttura, si abbina molto bene con degli spaghetti al tartufo nero e funghi trifolati.

Deliziosa è stata anche la Malvasia di Candia Aromatica, vinificata in purezza e che qui porta il nome “Sorriso di Cielo”.

Malvasia Sorriso di Cielo 2013 - Azienda La Tosa
Malvasia Sorriso di Cielo 2013 – Azienda La Tosa

Sicuramente me ne aspettavo il profumo delizioso, proprio di questa Malvasia: note fruttate di mela golden, floreali di mimosa, sentori vegetali di salvia, un profumo fragrante di pane e note tostate di mandorle, una rinfrescante acidità e una buona sapidità che permane anche al termine dell’assaggio.

Una malvasia sicuramente di buon corpo e con una buona persistenza.

Per la sua sapidità e anche per la sua freschezza (leggasi acidità) si abbina molto bene a delle paste ripiene alla ricotta e alla zucca, con sughi a base di verdura e formaggi non stagionati e non piccanti: le tendenza dolce e in parte anche la grassezza di queste preparazioni danno quel quid in più al vino, rendendolo ancora più rotondo e quasi “dolce” all’assaggio.

Ho provato la malvasia “Sorriso di Cielo” 2013 dell’azienda La Tosa con dei ravioli ricotta e spinaci con crema di zucca e amaretto: un abbinamento veramente splendido, di facile realizzazione e di sicura riuscita.

Tortelli ricotta e spinaci con salsa alla zucca e amaretti
Tortelli ricotta e spinaci con salsa alla zucca e amaretti

Due vini (e due abbinamenti) che non possono che stupire piacevolmente … anche per quanto riguarda il prezzo!

Ora non mi rimane che provare qualche abbinamento con i principali vini rossi dell’azienda: il Vignamorello e la Luna Selvatica.

Un buon assaggio a tutti!

I Vini per San Valentino

San Valentino si avvicina (brrr)! Invece di girare per locali super affollati, ristoranti gremiti, perché non regalare a chi vogliamo una cenetta rilassante a casa, senza folla, condita con un buon vino?

Dopo un ultimo San Valentino, alcuni anni fa, passato ad attendere ore pur di mangiare in un ristorante preso d’assalto) … e alla fine mangiando pure poco e male, questa è sempre stata la mia tattica: scelgo cosa mangiare e ci abbino il vino che più mi piace, sicuramente con la felicità di chi festeggia con me.

Da qui l’idea di proporre alcune ricette e vini specificamente pensati per un menù di San Valentino.

Magari non per tutti è possibile festeggiare in questo modo ma è sicuramente un’opzione più libera che permette di scegliere come e cosa bere e mangiare e soprattutto quanto spendere.

Poi, se non interessa festeggiare San Valentino, si può sempre sfruttare l’occasione per celebrare qualcos’altro!

Vediamo quindi insieme alcune proposte gustose e romantiche per una cena un po’ speciale … evitando magari i salassi! 🙂

Tartine di Burrata, Mortadella al Pistacchio e chicchi di Melograno

tartine burrata mortadella e melograno
Tartine con burrata, mortadella e melograno

Un antipastino sicuramente semplice semplice ma mooolto sfizioso, difficile resistere a tartine di questo tipo.

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Il Berlucchi ’61

Forse non troppo romantiche ma di sicuro effetto e di stagione!

Ad un antipasto così ci si può abbinare un bel Franciacorta Berlucchi ‘61: uno spumante decisamente saporito, in grado di contrastare anche con la sua effervescenza, la grassezza delle tartine e ad aggiungere quel tocco di sapidità in più all’antipasto.

Si tratta di un Franciacorta veramente diffuso, lo potete trovare anche nei supermercati Conad … tuttavia se si cerca nelle enoteche si trova ad un prezzo sicuramente minore e a volte è pure in offerta a prezzi decisamente accessibili. Qui ad esempio lo trovate al prezzo di 12,90€.

Un abbinamento sicuramente da provare anche solo per l’ottimo rapporto qualità prezzo di questo Franciacorta.

Come primo piatto, se si opta per una pasta, si possono provare delle bavette con crema di tartufo e funghi trifolati. Non è per forza necessario utilizzare un tartufo fresco (anche se ovviamente sarebbe l’ideale), ma si possono scegliere delle salse già pronte … alcune hanno veramente un buon quantitativo di tartufo all’interno: quindi l’unico consiglio prima di acquistarla è quello di leggere gli ingredienti sulla confezione.

gewürztraminer san michele appiano
Il gewürztraminer di San Michele Appiano

Ad un piatto così profumato e saporito si può abbinare un Gewürztraminer: quello provato da me con questa pietanza è il Gewürztraminer, annata 2013, della Cantina alto-atesina San Michele Appiano.

Un Gewürztraminer dai bei profumi che ricordano la frutta esotica, i fiori di rosa e di glicine, le mandorle, con alcune note vegetali di eucalipto e leggeri sentori minerali. Un vino sicuramente sapido e abbastanza fresco, con una buona morbidezza.
Un vino dotato di un bel profumo e di una buona persistenza che lo rende adatto ad accompagnare una pasta tartufata … basta non esagerare con il tartufo. Anche la stessa struttura del prodotto e il suo tenore alcolico ben si prestano ad accompagnare un primo piatto strutturato.

Anche questo vino è facilmente reperibile online, ad un prezzo di circa 10-13 Euro.

Qui ad esempio lo si può trovare a circa 10€.

Passiamo ad i secondi … uno di pesce e uno di carne, a seconda delle preferenze!

Gamberi rossi al lardo con mele, primo sale di capra e foglie di ricciola

Per accompagnare questo piatto serve un vino sicuramente bianco, con un buon tenore alcolico, in grado di reggere la succulenza del piatto.

Serve anche un vino con dei profumi abbastanza evidenti e una buona persistenza, dato che il lardo, le mele e gli scampi, con riduzione al miele, hanno degli aromi piuttosto spiccati.

sauvignon lahn - san michele appiano
Sauvignon Lahn di San Michele Appiano

Si dovrebbe scegliere anche un bianco abbastanza morbido, in grado appunto di tenere a bada la sapidità e la tendenza acida del piatto, per la presenza del lardo e delle mele.

Soprattutto serve un vino sicuramente fresco, con una buona acidità quindi, per riequilibrare la forte tendenza dolce del piatto, data dai gamberi, il lardo e il primo sale.

Per una preparazione di questo tipo consiglierei il Sauvignon Lahn, annata 2013, ancora una volta della Cantina San Michele Appiano:
un vino profumato, con sentori di pesca e albicocca, note floreali di glicine e vegetali di foglia di pomodoro.

Un prodotto sicuramente caratterizzato da una buona acidità e da una buona sapidità. All’assaggio è sicuramente piacevole e persistente.

Questo Sauvignon si può trovare facilmente, da Eataly, nelle Enoteche del Gruppo Bernabei e ovviamente su molti siti online.

Ho acquistato questo vino da Bernabei, dove il prezzo del prodotto è di 11,90€.

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La ricetta dei gamberi rossi al lardo con mele, primo sale di capra e foglie di ricciola

Come secondo di carne, si può proporre un piatto delicato e non troppo pesante, come ad esempio degli “straccetti di manzo con cuore di fiori di zucca, su salsa al Castelmagno.

valpolicella superiore ripasso zonin
L’etichetta del Valpolicella Ripasso sup. di Zonin

Per questo secondo piatto un ottimo abbinamento, verificato con moolto piacere, è quello con il Valpolicella Superiore Ripasso 2012 dell’Azienda Zonin.

Si tratta di un vino con netti sentori fruttati di lamponi e ciliegia, lievemente speziato e vegetale, con leggere note di cacao.
E’ un vino sicuramente morbido, con tannini ben presenti ma comunque delicati e soprattutto è dotato di una buona freschezza che lo rende ottimo per accompagnare la tendenza dolce di questi straccetti.

La sapidità è nella media e pertanto non va ad amplificare quella netta della salsa al castelmagno.

Il prezzo del prodotto è ottimo e si aggira intorno ai 12-13 euro.

E’ un vino facilmente reperibile in molte enoteche, ma può essere anche acquistato online, ad esempio qui.

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La ricetta degli straccetti di manzo con cuore di fiori di zucca, su salsa al Castelmagno

Infine parliamo del dolce!

Brachetto d’Acqui 36
Il Brachetto d’Acqui 36!

Perché non provare un semifreddo alle fragoline di bosco o ai lamponi con una vendemmia tardiva di Brachetto?

dessert_lamponi
Un delizioso semifreddo con fragoline!

 

Splendido l’abbinamento con il Brachetto d’Acqui 36, annata 2012, dell’azienda Isolabella della Croce che esalta il dolce attraverso i suoi profumi di rosa e fragola.

Una vendemmia tardiva che comunque mantiene una buona freschezza in grado di contrastare la grassezza del semifreddo e un tenore alcolico e una struttura che ancora non lo coprono.

Ho acquistato questo vino, trovandolo su una scaffale di Eataly al prezzo di 16€.

 

Eh si, i vini dolci in media hanno prezzi più alti … ma in fondo bisogna pur chiudere in dolcezza e con quest’ultimo abbinamento di sicuro la serata termina ottimamente!

il valore del prosecco

Il Valore del Prosecco

Fino a qualche tempo fa avevo sempre snobbato le “bollicine”, e soprattutto il prosecco, come vini da pasto; al massimo il Prosecco si può usare per accompagnare qualche stuzzichino durante l’aperitivo oppure per realizzare un bello Spritz.

Questo perché trovavo molti Prosecchi troppo semplici come profumi e sapori.

Certo il Prosecco non è un vino particolarmente strutturato e sicuramente non produce una quantità di sensazioni così ampie come invece può accadere con un Metodo Classico, prodotto da uve differenti e realizzato secondo una metodologia specifica che lo rende appunto ben distinguibile.

Proprio per le differenze di base non si può fare un paragone: si tratta di prodotti assolutamente diversi e ciascuno ha delle precise caratteristiche e i propri punti di forza.

 

Il Valore del Prosecco: Caratteristiche Organolettiche

Del Prosecco il punto di forza è senz’altro la piacevolezza immediata, data dalla sua deliziosa acidità a dai suoi spiccati profumi di frutta e fiori.

In molti Prosecchi di Conegliano Valdobbiadene e di Cartizze ritroviamo lampanti gli aromi delle mele croccanti, delle pere kaiser e abate, degli agrumi, della frutta tropicale, della camomilla, delle margherite, della ginestra e del biancospino e, in alcuni casi, anche della menta, della maggiorana e della salvia. 

Non è un vino particolarmente complesso e strutturato ma piace così tanto proprio per la sua incredibile bevibilità in qualsiasi momento e occasione: uno spumante brioso, leggero e davvero profumato.

La sua leggerezza, però, non deve essere intesa come banale semplicità, quanto piuttosto come caratteristica da valorizzare agli occhi di chi ama vini aromatici e, allo stesso tempo, lievi al palato, perfetti per esaltare, come vedremo tra poco, una cucina fatta di ingredienti e sapori poco cucinati ed elaborati, magari arricchiti solamente da erbe, spezie e alcune tipologie di salse.

 

Il Valore del Prosecco: Zona di Produzione

Fino a qualche anno fa non avevo mai veramente riscontrato i pregi menzionato nei Prosecchi che provavo: bisogna dire che a Roma, nonostante la fama internazionale di questo prodotto, i prosecchi non hanno una grande diffusione, in ristoranti e locali, se non come completamento di tanti cocktail in tutti gli aperitivi e apericena romani.

Bisogna andare nelle enoteche, da Eataly e spesso ci si trova a spendere veramente tanti soldi per una bottiglia di quello stesso prosecco che andando alla fonte si può trovare a prezzi decisamente inferiori.

Eh si, in Conegliano – Valdobbiadene, terra d’eccellenza di una DOCG ormai famosa in tutto il mondo, ci sono una miriade di produttori che realizzano prosecchi di qualità eccellente ma che ahimè non toccano il mercato romano.

Lo stesso vale per i tanti piccoli produttori della Prosecco DOC (zona di produzione più ampia tra il Veneto e il Friuli Venezia Giulia), dove comunque troviamo prosecchi di grande qualità.

Infine, le enoteche e i locali che offrono i prosecchi dei Colli Asolani, in quel di Roma, si contano sulle dita di una mano monca.

In generale il maggior numero di Prosecchi in vendita al pubblico (in versione DOC e DOCG mischiate tra loro) si trova sugli scaffali dei grandi supermercati e anche in quei casi spesso troviamo sempre i soliti quattro nomi.

Davvero un peccato trovare una diffusione del prodotto così limitata e frammentata tra tante piccole enoteche di quartiere, soprattutto se pensiamo che si tratta di un prodotto ormai più che famoso … praticamente il vino italiano più conosciuto al mondo.

Un vino che ormai viene anche rivisitato all’estero nelle maniere più improprie, come recentemente a Londra, dove troviamo un “prosecco” che viene direttamente “spillato”, manco fosse birra e servito al modico prezzo di 5 sterline a bicchiere … peccato che in teoria nessun Prosecco possa venir commercializzato al di fuori della bottiglia.

Leggere per credere quanto riportato qui e twittato dal Daily Mail.

Dopo il prosecco alla spina è ancora più facile che anche qui il prosecco venga relegato a vino da fast food e da salatini, sicuramente di gran moda ma buono solo per buttare giù degli stuzzichini prima di andare a cena e bere qualcosa di serio.

 

Il Prosecco: Abbinamenti Cibo Vino

In termini di abbinamento cibo vino il Prosecco ha davvero molte potenzialità ... alcuni Prosecchi di qualità possono essere degni compagni di un’intera cena, basta pensare a cosa mettere a tavola.

La maggior parte dei Prosecchi sono Extra Dry (con un residuo zuccherino compreso tra i 12 e i 17 gr/l): questo vuol dire che siamo di fronte a degli spumanti secchi ma non troppo, più morbidi rispetto alle versioni Brut.

Piuttosto frequenti sono inoltre i Prosecchi Dry (con un residuo zuccherino compreso tra i 17 e i 32 gr/l) che offrono una percezione di morbidezza ancora maggiore.

Tale maggiore morbidezza può essere facilmente sfruttata, in abbinamento alla fantastica aromaticità del Prosecco, per degli abbinamenti “esotici”.

Alcuni Prosecchi Extra Dry e Dry si abbinano bene con il riso al curry, con gli spaghetti saltati con verdure e gamberi, guarniti con un pochino di soia, con il pad thai (senza eccedere con il piccante!), con i gyoza di verdure e quel sushi fusion che oggi va tanto.

Se, invece, si preferisce rimanere in territorio nazionale, i Prosecchi Extra Dry e Dry fanno bella figura anche con le cozze gratinate, con il fritto di alici, con i crudi di pesce guarniti con agrumi e spezie, dove riescono a non acuire la già spiccata sapidità e freschezza degli ingredienti di queste pietanze.  

Trovo invece che i Prosecchi Brut si abbinino meglio con i crostacei in generale, sia negli antipasti sia nei primi piatti, e con i pesci magri al cartoccio, come l’orata e il branzino: tutti ingredienti e piatti dalla spiccata tendenza dolce che vengono esaltati nella loro genuinità dalla freschezza intensa e dalla mineralità delle versioni Brut.

Il Prosecco Superiore di Cartizze, spesso presentato in versione dry, con la sua più importante struttura e intensità aromatica, potenzialmente si sposa bene con i ravioli ripieni agli scampi e con pietanze pregiate come l’astice alla catalana: pietanze che vengono esaltate, senza mai essere nascoste nella loro tipicità gustativa, dai profumi e dalla freschezza di questa tipologia di Prosecco.

C’è anche chi suggerisce un possibile abbinamento tra un buon Cartizze Dry e le pregiate ostriche d’Isigny … ma devo ancora sperimentare 😉

 

Il Prosecco a tutto pasto: un Esempio

Il Prosecco a tutto pasto? Certo! Perchè no?!

L’ultima cena di capodanno ho fatto proprio così: ovviamente ho scelto un Prosecco di qualità, non solo quel prosecco standard frizzante e leggermente alcolico che si può comprare al supermercato, ma un Prosecco profumato e con una buona sapidità e persistenza … un vero Prosecco.

Questo vero Prosecco del capodanno ci è giunto direttamente da Valdobbiadene previa ordinazione: un prosecco già provato e che mi aveva colpito durante delle vacanze estive in quella magica zona.

Sto parlando del Prosecco Millesimato Dry dell’Azienda Alessandro Bortolin, a Santo Stefano in Valdobbiadene, nei pressi della celebre “locanda senza l’oste”.

Con questo Prosecco millesimato, prodotto solo nelle annate migliori, con uve selezionate, non troviamo nessun colore triste e smorto nel bicchiere: si tratta di un prosecco con un bellissimo colore giallo paglierino con riflessi dorati e un perlage veramente persistente e molto fitto.

Prosecco Millesimato Dry di Alessandro Bortolin
Prosecco Millesimato Dry – Alessandro Bortolin

Un Prosecco con forti sentori di pera e mele golden, con un delicato profumo di fiori di campo e una lieve nota agrumata, con una buona sapidità e un’acidità netta ma comunque ben integrata nella struttura del prodotto … verrebbe quasi di parlare di un prosecco “morbido”, ma ricordiamo che stiamo sempre parlando di un dry.

Questo Prosecco è sicuramente molto versatile e si è sposato splendidamente con delle tartine di carpaccio di spada e polpo su letto di rughetta e con dei canapè di salmone affumicato, rughetta e chicchi di melograno.

Ancora migliore l’abbinamento del prodotto con un’insalata di gamberetti, polpo e patate.

Infine l’abbiamo provato anche su una pasta alle vongole e pesto di rucola: la quasi “morbidezza” del prodotto ha accompagnato discretamente anche questa pietanza, decisamente più strutturata delle precedenti.

Pensare che all’inizio volevo usarlo unicamente per l’antipasto … perché rischiare di aprire troppe bottiglie diverse quando se ne può sfruttare al meglio una sola?

Ho voluto sperimentare e anche se l’abbinamento non è stato sempre perfetto è stata un’ottima occasione per valorizzare ancora di più un prodotto che finora avevo utilizzato unicamente per l’aperitivo.

Il Prosecco millesimato Dry di Alessandro Bortolin è un prodotto che potenzialmente si sposa bene con i crudi di mare, con il sushi classico e fusion, ma anche con delle fritture di verdure e pesce.

 

Sicuramente quello provato è un prosecco di qualità … e di certo non è il solo in quel territorio.

Il Prosecco potrà essere anche un vino semplice, ma nella sua semplicità va scoperto bene.

 

P.S. Per chi desiderasse partire alla scoperta dei luoghi del Prosecco, sul sito prosecco.it c’è una bellissima mappa di riferimento in pdf da usare per pianificare il viaggio!

Il Greco di Tufo Cutizzi

Parliamo in questo post di uno dei vini bianchi che più adoro, un vino che ho avuto modo di provare diverse volte anche per la sua facile reperibilità e il suo costo contenuto.

Il Greco di Tufo “Cutizzi” dei Feudi di San Gregorio è uno di quei bianchi che si abbinano veramente bene con tantissime preparazioni, anche elaborate, aventi come protagonista il pesce: quindi non si parla di un vinuccio bianco leggerino da antipasto, ma di un prodotto che lascia bene il segno.

cutizzi

I profumi sono principalmente fruttati, con note di albicocca e agrumi, e soprattutto minerali, quasi di ardesia, a rispecchiare pienamente la salinità che è caratteristica importante dei vini prodotti in questo territorio.

Il Cutizzi ha infatti un’eccezionale sapidità e un buon corpo, quindi può senz’altro andare bene per piatti di pesce salsati o in umido: ad esempio il baccalà servito con patate al forno.

Il vino si può abbinare bene anche a dei piatti di pasta con gamberi o magari frutti di mare come le capesante: la presenza di crostacei, molluschi poco sapidi (come appunto le capesante) e di pesce di mare (come ad esempio il pesce persico) esalta i profumi del vino e allo stesso tempo ne accompagna bene la sapidità.

Nell’abbinamento sono invece da sconsigliare pesci dalle carni particolarmente grasse come ad esempio il salmone o l’anguilla.area_produzione_greco

E’ un vino sicuramente un po’ troppo impegnativo per semplici antipasti o piatti a base di sole verdure, ma queste, e in particolare patate, zucchine e pomodori datterini possono sicuramente accompagnare la portata di pesce principale da abbinare a questo vino.

Il Cutizzi va sicuramente provato! Personalmente l’ho degustato più volte e ha riscosso parecchio successo.

Devo dire che contrariamente a molte “prove” di abbinamento, quelle che ho fatto con il Cutizzi (seguendo i principi di cui sopra) sono sempre andate piuttosto bene, senza incidenti degni di nota!

Sicuramente un vino delizioso e anche di facile abbinamento … e il prezzo è davvero ottimo.

Di recente l’ho trovato In offerta a 12,50 euro dall’Enoteca Bernabei.

L’avete mai provato con delle carni bianche o con dei crudi di mare?

L’Otello NerodiLambrusco 1813

Ho provato l’Otello Nero di Lambrusco, delle Cantine Ceci, per il Pranzo di Natale e devo dire che tutti lo hanno apprezzato, me compresa … con grande e gradita sorpresa.

Difficilmente in passato ho apprezzato il Lambrusco, probabilmente perché se ne trovano in giro veramente tanti di qualità scadente; pertanto mi sono spessa trovata a snobbarlo, anche se per alcuni degli abbinamenti poteva essere una valida opzione.

Tra tutti i lambruschi provati questo è il primo a non darmi subito l’idea dell’uva appena pressata.

Il profumo vinoso di questo vino frizzante è ben integrato tra gli altri aromi fruttati, di fragole, lamponi e more, anche questi davvero poco invadenti.

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I profumi di questo lambrusco sono ben percettibili e di una qualità veramente fine: spesso, appena versati nel bicchiere, molti lambruschi emanano profumi fruttati veramente forti, quasi fastidiosi, che ricordano più un succo di frutta piuttosto che un buon vino.

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Ecco, questo non è assolutamente il caso dell’Otello Nero che rappresenta l’esempio di una nuova e sempre più crescente produzione di Lambruschi di qualità: questo vino riporta sotto una buona luce quel Lambrusco Emiliano che da molti, fino a poco tempo fa, veniva ritenuto un vino da quattro soldi.

Ovviamente non sono solo io a dire questo, tutti i conoscitori del vino di qualità hanno constatato la grande qualità del prodotto, da qui i numerosi premi ricevuti dall’Azienda Ceci, tra cui recentemente il massimo punteggio delle 4 viti AIS.

 

Abbinando L’Otello NerodiLambrusco

L’ Otello Nero di Lambrusco delle Cantine Ceci costituisce un prodotto valido e un vino di grande piacevolezza, estremamente morbido e di buon corpo, che si presta perfettamente ad accompagnare delle lasagne al ragù.

I profumi e i sapori del vino esaltano quelli della pasta all’uovo e del condimento, i tannini delicati si adeguano bene all’untuosità del ragù, la leggera effervescenza di questo vino frizzante mitiga la sensazione di grassezza dell’intera pietanza.

Lasagne
Lasagne!

Sicuramente quello proposto è un abbinamento tradizionale, forse un po’ scontato, ma di sicuro successo … provare per credere!

Per quanto mi riguarda una delle prove di abbinamento più riuscite … la bottiglia portata è finita in pochissimo tempo, insieme alle lasagne.

Questo Lambrusco è disponibile sul web su molti siti dedicati alla vendita online di vini. Volendo si può trovare anche da Eataly all’ottimo prezzo di 8,50€.

Molto interessante è anche la versione Rosè dell’Otello, che trovate recensita qui!

Qualcuno ha già sperimentato questo prodotto?

Con quale abbinamento l’avete provato?

Il Moscato Giallo “Fiore di Gaia”

Quella con il “Fiore di Gaia” 2013 dell’azienda veneta Borin, nel territorio dei Colli Euganei, è stata la mia prima prova con un moscato giallo in purezza, secco non spumantizzato.

Si tratta di un vino un po’ difficile da abbinare: è sicuramente molto profumato, con forti sentori floreali di ginestra e margherita.
All’assaggio è equilibrato, di medio corpo, con una buona persistenza e un finale ammandorlato.

La sua intensità lo rende adatto ad accompagnare primi piatti particolarmente saporiti e speziati a base di verdure.

Avendolo già assaggiato ad un banco degustazione a Eataly, l’ho voluto provare con una pasta al pesto senz’aglio, leggermente più speziata e aromatica, con l’aggiunta di un cucchiaino di cumino e uno di maggiorana.

L’abbinamento così realizzato si è rivelato piacevole e in nessun modo i profumi e i sapori del vino hanno coperto quelli della pietanza e vice versa.

Un vino quindi che può andare bene per primi piatti abbastanza strutturati a base di verdure (per un semplice aperitivo sarebbe un po’ troppo pesante, sia come struttura, sia come tenore alcolico), oppure anche per secondi di carne bianca, ad esempio un pollo al curry e latte di cocco come quello qui proposto, oppure a dei secondi di pesce in stile thai come ad esempio dei gamberi satay come quelli della ricetta qui presentata.

Un bianco che sicuramente non passa inosservato.