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Vini per il Risotto Salsiccia e Zafferano

Due Vini per il Risotto Salsiccia e Zafferano

Poco tempo fa mi è capitata sotto il naso una ricetta che mi ha subito incuriosita, semplice ma in grado di promettere un succulento e immediato piacere. Pertanto, non potevo di certo esimermi dalla ricerca di ottimi Vini per il Risotto Salsiccia e Zafferano.

Devo dire che la ricerca non è stata, almeno in questo caso, troppo lunga e difficile, ma solo ardita e golosa, perché se uno dei vini scelti rappresenta un pò sicurezza, l’altro ha rivelato un abbinamento un pochino “a sorpresa”.

Probabilmente, in futuro, troverò molti altri vini capaci di abbinarsi con successo a questa pietanza. Tuttavia, devo proprio dire che i due bianchi per ora sperimentati hanno fatto una figura davvero deliziosa accanto al Risotto Salsiccia e Zafferano, preparato secondo questa ricetta … se non fossi alla continua ricerca di nuovi abbinamenti, mi potrebbero anche bastare queste due scelte e a vita, per accompagnare tale squisita ricetta.

Seguitemi, in questo breve racconto di gusto, per scoprire i due Vini per il Risotto Salsiccia e Zafferano protagonisti del post di oggi.

Due Vini Bianchi per il Risotto Salsiccia e Zafferano

Enosi Bianco 2018 – Baron di Pauli

Enosi Bianco 2018 - Vini per il Risotto Salsiccia e Zafferano
Enosi Bianco 2018

Un bianco a cui, di certo, non mancano i profumi e che promette grande raffinatezza accanto alla vivida aromaticità dello zafferano. Ma con la salsiccia? Ebbene, devo ammettere, non è che dire “Riesling” evochi subito l’immagine di una succosa e saporita salsiccia … tuttavia, con l’accompagnamento tendenzialmente dolce e delicato di un risotto così profumato, l’abbinamento ardito “ha da farsi”.

Nell’Enosi Bianco 2018, Riesling e Sauvignon si completano, regalando un bouquet dall’impressionante e golosa ricchezza, da cui prorompono delle invitati note di fiori d’acacia, pera abate, nocciole tostate e scorza di limone.

Un bianco che attrae soprattutto per la sua impagabile mineralità gustativa che avvolge il palato con una lunghissima persistenza sapida, con ricordi agrumati.

Un vino che, spesso, si consiglia, a ragione, in abbinamento alle pietanze al profumo di mare. Infatti, è sicuramente ottimo con un risotto zafferano e vongole, con dei tonnarelli agli scampi e zafferano ma – per cambiare e scoprire tutte le sue persistenti e golose note saporifere – provate a scoprire come sa essere giusto ed equilibrato anche accanto a tanti bocconi di un buon risotto autunnale e profumato, come quello con zafferano e salsiccia.

D’altronde i delicati profumi citrini, di questa bianca cuvée, uniti alla sua spiccata sapidità, regalano davvero un tocco magico alla grassezza della salsiccia e alla persistenza aromatica dello zafferano.

Un abbinamento cibo vino un pochino insolito ma dove regnano freschezza, leggerezza e mineralità.

Potete trovare l’Enosi Bianco 2018 a questo link, a circa 14 Euro.

Pensiero 2017 – Antica Cantina Leonardi

Grechetto Pensiero 2017 Antica Cantina Leonardi - Vini per il Risotto Salsiccia e Zafferano
Grechetto Pensiero 2017

Ecco una scelta sempre gustosa ma ben più economica: solo 7,50 Euro per un ottimo e tipico Grechetto, prodotto nel viterbese, sulle sponde del Lago di Bolsena. Ebbene sì, eccovi un poco noto bianco del Lazio che, vi assicuro, vale molto di più del prezzo pagato.

Un bianco dai ricchi profumi e dal gusto pieno che incanta con la sua penetrante profumosità, fatta di sensazioni erbacee, fruttate e speziate. Un concerto di profumi invitanti, in cui risuonano le note della maggiorana e dell’alloro, dei fiori d’acacia, dell’ananas, della papaya e della frutta secca.

Un Grechetto dal sapore intenso e pieno, parzialmente vinificato e affinato in barrique, che ama accompagnare pietanze strutturate e saporite.

Un bianco del Lazio che sa benissimo come scortare, con la giusta pienezza gustativa, sapidità e morbidezza, la ricca saporosità di un risotto salsiccia e zafferano.

Un vino che coniuga gusto ed equilibrio, per un sorso strutturato, minerale e profondamente profumato che sta davvero bene assieme a ogni boccone di questa golosa e semplice pietanza.

… Lo sapevo, ora mi sta venendo voglia di riassaggiarla di nuovo … se solo avessi ancora una bottiglia di questo Pensiero!

Menomale che si può reperire facilmente, a questo link ad esempio.

Quale dei due Vini per il Risotto Salsiccia e Zafferano vi piacerebbe provare?

Mi raccomando, se ne avete in mente altri, scriveteli!

Cheers!

Vini per i Cannelloni Zucca e Ricotta

2 Vini per i Cannelloni Zucca e Ricotta

Quello di oggi è proprio un abbinamento di stagione! Infatti, sto per raccontarvi due gustosi Vini per i Cannelloni Zucca e Ricotta.

Un primo piatto semplice, ma ricco di profumi e tenui note speziate, dalla gradevole grassezza e dall’intensa tendenza dolce, caratteristiche vivacizzate dalla particolare gustosità della ricotta di pecora, saporita e con quella sua tipica ma gradevole leggera punta d’acidità.

Nonostante tali potenzialità, alcuni possono trovare questa pietanza un po’ troppo “morbida” e, magari, anche poco saporita, nonostante la sua particolare persistenza gustativa.

Se anche voi la pensate così, non dovete preoccuparvi, perché con i vini giusti, in accompagnamento a questa “dolce” ricetta, sperimenterete un abbinamento davvero dal gusto esplosivo …

basterà scegliere tra le due delizie enoiche che sto per proporvi 🙂

2 Gustosi Vini per i Cannelloni Zucca e Ricotta … e non solo!

Riflessi Extra Dry – Cantina Sant’Andrea (Lazio)

Riflessi Extra Dry Cantina Sant'Andrea - Vini per i Cannelloni Zucca e Ricotta

Per vivacizzare la tendenza dolce e la grassezza di un piatto di Cannelloni Zucca e Ricotta, la ricca freschezza e la delicata sapidità marina di questo metodo Charmat è davvero una scelta azzeccata. Senza contare quello sprint aromatico che questo spumoso mix, di uve di Trebbiano e di Malvasia, riesce a dare alla ricotta di pecora e alla dolce zucca! Bollicine scoppiettanti che sprizzano profumi fragranti di frutta fresca e di fiori di campo, con setose note di pesca, albicocca e papaya. Aromi dolci ma che acquistano una rinnovata e briosa verve, grazie a delle lievi sensazioni di mandorle e nocciole.

Uno spumante golosissimo e dagli ottimi profumi, poco conosciuto ma che merita tanto … soprattutto se giustamente abbinato alla goduriosa sofficità dei Cannelloni Zucca e Ricotta.

Ha anche un prezzo davvero invitante … lo potete trovare qui, a circa 8 Euro.

Sauvignon 2018 – Villa Russiz (Friuli Venezia Giulia)

Sauvignon 2018 - Villa Russiz - Vini per i Cannelloni Zucca e Ricotta

Con un piatto così semplicemente profumoso, non poteva mancare il tocco speciale che un ottimo Sauvignon friulano riesce a dare: come fa proprio quest’annata 2018 del Sauvignon in purezza, firmato da Villa Russiz.

Un bianco che rivela una squisita aromaticità, composta da note di frutta esotica ed estiva, con dei decisi tocchi erbacei e officinali. Al gusto, si rivela davvero rinfrescante e delicatamente sapido, due doti che gli permettono di alleggerire facilmente la tenera pastosità del piatto.

Inoltre, abbinandolo proprio a dei Cannelloni Zucca e Ricotta, sembra quasi d’insaporirli ulteriormente con quei decisi ricordi di salvia che spiccano nettamente dal suo ricco ventaglio di profumi.  

Un vino che, in generale, sa davvero come incantare il gusto dolce e delicato e l’intensa aromaticità delle verdure profumate e di molti formaggi freschi.

Un Sauvignon che potete abbinare, con grande piacere, anche a una omelette con stracchino ed erbe, a un uovo fritto con funghi porcini o a delle crespelle ai fiori di zucca e mozzarella.

Potete trovare questo Sauvignon del Collio qui, a circa 15 Euro.

Che ne pensate? Curiosi di sperimentare questa doppia accoppiata di profumi e sapori stagionali?

Raccontatemi! Nell’attesa, sempre Cheers!

p.s. Se amate i piatti che hanno la zucca come protagonista, allora non perdete i seguenti post, con delle gustose proposte di abbinamento ;)!

Vini per la Gricia

6 Gustosi Vini per la Gricia … + 1

Pronti a scoprire tanti deliziosi Vini per la Gricia? Non che i protagonisti di oggi siano gli unici, sia chiaro! Però, nell’attesa di poter avere una lista ancora più ampia di vini bianchi e rossi perfetti per questa delizia gastronomica, mi consolo con qualche singola scelta, come quelle di oggi.

Vini ottimi da soli ma che sanno rivelare tutta la loro bontà con questo classico primo piatto saporito, dal gusto inconfondibile!

Cos’è la Gricia?

Una ricetta storica e tradizionale, così intimamente legata ad alcune ristrette tradizioni culinarie locali che è difficile ripercorrerne le vicende.

La Gricia sarebbe originaria della zona circostante il paese di Amatrice: una pasta tipica, vera sorella maggiore della più nota Amatriciana, preparata senza l’aggiunta della salsa di pomodoro.

Il termine “Gricia o Griscia” indicherebbe, in particolare, il paese di Grisciano, vicino ad Amatrice e all’interno del comune di Accumoli, al confine tra Lazio e Abruzzo. Un paese (e un territorio) diviso e unito da diverse culture enogastronomiche che hanno saputo conquistare l’Italia intera, diventando celeberrime anche a livello internazionale. Che la Gricia sia diventata la pietanza portabandiera di questo storico borgo è testimoniato anche dalla famosa sagra, dedicata proprio al felice assaggio di questo primo piatto, dalla semplicità e dalla saporosità disarmante.

Tuttavia, lo stesso termine Grici o Grisci, diffuso oggi anche nell’onomastica tra Umbria, Lazio e Abruzzo, avrebbe indicato, fin dal 1400, una categoria di panificatori, immigrati a Roma dal Sud della Germania e dalla regione Svizzera del Cantone dei Grigioni. Applicato a queste persone, il termine “Grici” avrebbe avuto una valenza dispregiativa, a indicare il loro modo sciatto nel vestirsi e quel particolare grembiule, sempre sporco, con cui lavoravano all’interno delle botteghe. Affascinante immaginare che la Gricia sia nata all’interno di queste storiche botteghe, come forma di sostentamento povero di intere famiglie di lavoratori, che potevano godere del valore energizzante di un piatto così semplice.

Sebbene la storia della Gricia sia difficile da tracciare con certezza, ciò che si trova di fronte agli occhi –  e alla bocca – di tutti, è la genuina e succulenta bontà di questo primo piatto! Sapete come preparalo?

Provo a descriverlo, brevemente, nelle seguenti righe …

Pasta alla Gricia
Pasta alla Gricia

La Ricetta Tradizionale della Gricia

Una ricetta che, per fortuna, conosciamo bene: prendete dell’ottima pasta di semola di grano duro, preferibilmente lunga, cotta a puntino, e farcitela con del guanciale rosolato, del Pecorino di Amatrice (oppure un Pecorino non troppo stagionato), del peperoncino e del pepe nero.

Mi raccomando, per far sì che il grasso del guanciale sfrigoli a puntino, tagliatelo a piccole fettine sottili e sfumatelo con un bicchierino di vino bianco.

Basta. Eccola qui, la Gricia. Semplice, perfetta … un piatto che può essere facilmente sublimato dal tocco di un cuoco esperto e dal gusto di un buon vino.

Ma quali possono essere i vini giusti per la Gricia?

I Vini per la Gricia: che Caratteristiche Cercare?

Non esiste una tipologia di vino che va sempre bene per la Gricia! Questo è sia uno svantaggio che un vantaggio: perché potete scegliere tra vini bianchi e rossie, in alcuni casi, osando, anche dei vini dolci!

In generale, quando cercate un vino per la Gricia, provate a orientarvi su:

  • Bianchi dotati di morbidezza, freschezza e di una buona mineralità: l’acidità serve a vivacizzare la tendenza dolce della pasta e del guanciale, già insaporita dal condimento, mentre la mineralità aiuta a mitigare la lieve grassezza della pietanza. La morbidezza in un bianco è una dote importante, specie in abbinamento a un piatto saporito e speziato come la Gricia: un vino troppo spinto in acidità e mineralità rischierebbe di accentuare troppo la saporosità del piatto, rendendo il tocco del pecorino troppo salato e tendente all’amaro. La Gricia è un piatto abbastanza cremoso e succulento, spesso dotato di una piacevole untuosità, data dalla presenza del grasso del guanciale, parzialmente sciolto. Proprio per questo è bene optare per dei bianchi di buona struttura, dotati anche di un buon tenore alcolico.
  • Rossi poco tannici, morbidi, abbastanza leggeri e piacevolmente freschi: un vino rosso troppo tannico e/o strutturato andrebbe a nascondere il gusto del piatto, rendendone amara la saporosità. Anche in questo caso, la morbidezza generale del vino è importante: un rosso troppo minerale e saporito andrebbe in contrasto con il gusto sapido e speziato della Gricia. L’acidità di un rosso è ugualmente importante, poiché aiuta a esaltare la tendenza dolce del piatto.

Magari, con qualche gustoso esempio, queste descrizioni generiche diventeranno più chiare. Che dite?

Cominciamo alcuni ottimi Vini Bianchi per la Gricia!

Soave Classico Vigna Turbian - Vini per la Gricia
Soave Classico Vigna Turbian

1. Soave Classico Vigna Turbian 2018 – Nardello

Un vino che esprime una profumosità di fiori e frutta, con una leggera eco minerale. Un sorso che viene accompagnato da sensazioni di piacevole freschezza, con una chiusura morbida e delicata, che lascia al palato gustose sensazioni fruttate e vellutate.

Con la sua morbidezza gustativa, la persistenza vellutata e il buon tenore alcolico, questo Soave Classico riesce benissimo a sposare la gustosa cremosità e la piacevole grassezza della Gricia, il cui sapore viene vivacizzato dalla dolci note fruttate, dalla viva freschezza e dalla delicata sensazione minerale di questo bianco Veneto.

Un abbinamento non proprio regionale, ma assolutamente gustoso …

Potete trovare il goloso Soave Classico Vigna Turbian 2018, qui, a circa 12 Euro.

Pecorino Contesa - Vini per la Gricia
Pecorino Contesa

2. Abruzzo Pecorino 2017 – Contesa

Un pecorino abruzzese, piacevolmente ricco e strutturato, che sprigiona profumi di soave morbidezza, quasi polposi, con note di pesca percoca, pera kaiser, albicocche mature, mandorle glassate e fiori di gelsomino.

Un’aromaticità semplice ma invitante, che guida a un assaggio dov’è la mineralità a regnare, sorretta da un viva freschezza e da un corpo morbidamente avvolgente.

Un bianco saporito ma equilibrato, che riesce, nonostante la pimpante mineralità, a insaporire la pasta alla Gricia senza eccedere, prolungando solamente la già ricca persistenza gustativa di questa pietanza, a cui aggiunge una golosa persistenza su dolci note fruttate.

Puoi scoprire questo gustoso Pecorino qui, dov’è acquistabile a circa 8 Euro.

Bianco del Faet - Vini per la Gricia
Bianco del Faet

3. Collio Bianco Bianco del Faet 2016 – Terre del Faet

Un bianco avvolgente nei profumi e nel gusto. Una setosità che parte con i profumi e termina con un sorso di lussureggiante morbidezza e persistenza. Un’incredibile corrispondenza tra aromi e sapori, dove riscopriamo la dolcezza della frutta esotica, resa briosa da un gentile tocco d’agrume, e la croccantezza della frutta secca. Un’aromaticità che si completa con delicate note vegetali, di erbe aromatiche.

Un vino pieno, caldo e strutturato, ben dosato in acidità e saporosità … per ora una delle mie scelte più gustose e confortevoli in abbinamento alla speziata sapidità della classica Gricia.

Quasi ti dispiace sfumarne un pochino, nella rosolatura del guanciale … una procedura che, però, potete anche saltare, per gustare il vino in originale, assieme a degli ottimi spaghetti alla Gricia.

Trovate questo Collio Bianco qui, a circa 18 Euro.

4. Bombino 2018 – Valentina Passalacqua

Il mio esperimento più recente: questo Bombino in purezza, in abbinamento alla Gricia, si è rivelato particolarmente gustoso.

Un bianco biologico pugliese, a base di uve di Bombino bianco, vinificate in purezza dalla bravura di Valentina Passalacqua. Un vino che, nei sapori, esprime la brezza marina del Gargano, con la sua ricca mineralità, accompagnata a braccetto da una freschezza ugualmente intensa. Doti saporifere equilibrate, già ottime per accompagnare il gusto sostanzioso della Gricia. Il quadro di un abbinamento davvero goloso si completa grazia alla profumosità fruttata di questo bianco pugliese, carica di note esotiche, di mango e ananas, con accenni di frutta secca e tenui sensazioni floreali di mimosa e ginestra.

Un gran buon vino, dalla persistenza soavemente fruttata e delicatamente ammandorlata … super delizioso accanto a degli Spaghetti alla Gricia.

Lo potete ordinare direttamente dal sito della Cantina, a questo link, a circa 12 Euro.

Bombino 2018 - Valentina Passalacqua - Vini per la Gricia
Bombino 2018 – Valentina Passalacqua

Ora, proseguiamo con i Vini Rossi per la Gricia!

5. Alto Adige  Santa Maddalena 2017 – H. Lun

Santa Maddalena - H. Lun - Vini per la Gricia
Santa Maddalena – H. Lun

Profumi che ti riportano all’infanzia in montagna, quando in Estate si coglievano lamponi e more.

Ecco la deliziosa spina aromatica di questa Santa Maddalena, un rosso altoatesino a base di uve autoctone: Schiava e un pizzico di Lagrein.

Un vino davvero leggiadro al palato, dalla freschezza carezzevole e dalla particolare mineralità: due doti ben percettibili ma ben in equilibrio, rese affusolate da una struttura che non manca della giusta setosità. Non stupisce che questo vino riesca ad accompagnare il tipico gusto della Gricia, senza nascondere la saporosità del guanciale e del pecorino e la piacevole speziatura della pasta.

Potete trovare questo tipico rosso altoatesino qui, a circa 7 Euro.

6. Lacrima di Morro d’Alba Superiore 2016 – Stefano Mancinelli

Lacrima di Morro d'Alba Superiore - Stefano Mancinelli - Vini per la Gricia
Lacrima di Morro d’Alba Superiore – Stefano Mancinelli

Un ensemble di piccoli frutti rossi estivi, come more, lamponi e ciliegie, arricchiti da rinfrescanti sensazioni vegetali di macchia mediterranea, con ricordi di menta, timo e rosmarino: ecco le basi dell’invitante profilo aromatico di questa Lacrima di Morro d’Alba Superiore, arricchita da una golosa profumosità peziata, con note di pepe nero.

Forse l’abbinamento più azzardato, ma indubbiamente da provare per l’intensità delle sensazioni che sa regalare. In questo caso la Gricia si arricchisce di note speziate più intense, arrivando al limite della sua golosa saporosità. Nessuna nota amara o acidula si crea al palato, mentre si percepisce una sapidità intensa ma ancora pienamente godibile, grazie al buon equilibrio del vino.

Un rosso saporito e ricco di profumi variegati, che conquista definitivamente con la sua freschezza, i tannini eleganti e la satinata morbidezza, ricca di ricordi dolci e fruttati che incantano, specie se uniti alla saporosità della Gricia. Un rosso rinfrescante e delizioso, che potete trovare online qui, al piccolo prezzo di circa 9 Euro.

Un Vino Dolce per la Gricia?

Infine, concludiamo con l’ipotesi di un vino dolce in abbinamento alla Gricia

Lo so … dolce chiama dolce, pertanto suona davvero come un’eresia l’abbinamento tra un vino “da dessert” e un primo piatto particolare, come proprio la saporita Gricia.

Tuttavia, nel gioco delle contrapposizioni e concordanze, che tanto ci piace e che viene amato ogni giorno, nelle grandi cucine del mondo, non è certo un azzardo coniugare la saporosità intensa di un formaggio con il sapore dolce e intensamente aromatico di un’uva leggermente appassita.

Ecco perché, se avete voglia di rischiare e di osare, vi propongo questo Passito di Uve Moscato in abbinamento alla Pasta alla Gricia.

Moscato d’Asti passito Passrì Scrapona – Marenco

Passrì Scrapona
Passrì Scrapona

Un passito dolce ma non così dolce, ricco di profumi e di sapori persistenti che riportano al palato le note incantevoli di un bouquet carico di sentori di cannella, noce moscata, vaniglia e zafferano, di albicocche disidratate e mele cotogne.

Un gusto delicatamente dolce, certo, ma corredato da piacevoli guizzi sapidi e da una viva freschezza. Uno di quei vini dolci che si abbina alle crostate di frutta, agli strudel di mele ma che, sa destreggiarsi con grande maestria anche accanto ai formaggi stagionati e alla vivida saporosità della Gricia.

Che dite? Se volete sperimentare anche voi questo abbinamento inedito e dissacrante, allora potete trovare questo Moscato passito qui, a circa 26 Euro.

Se poi questi Vini per la Gricia non vi sembrano abbastanza, ecco, a questo link, un altro goloso e ben riuscito esperimento di abbinamento con la Gricia!

Il Roero Arneis Pradalupo di Fontanafredda: un Ottimo Vino per il Pesto di Rucola

Un ottimo Vino per il Pesto di Rucola

Protagonista di oggi è un condimento dal gusto delicato ma saporito, con quella leggera sfumatura amara che lo rende particolarmente gustoso e sempre avvincente, perfetto su un piatto di linguine e con un calice di vino bianco, sapientemente scelto … come quello che voglio proporvi oggi.

Il Roero Arneis Pradalupo, annata 2017, è davvero un gran Vino per il Pesto di Rucola.

Perché? Scopritelo di persona, leggendo oltre!

Il Roero Arneis Pradalupo di Fontanafredda: Colore, Profumi e Gusto

Ecco, quello che, da manuale, si definisce “giallo paglierino”. Personalmente è una tonalità di cui mi da fastidio scrivere, anche perché non mi è mai capitato di trovare, in un vino, il colore della paglia!

Quella  sfoggiata dall’Arneis Pradalupo è una chioma platinata e luminosa che, di certo, non trasmette l’immagine di un pagliaio, secco e stopposo.

Un vino che, anche nei profumi, allieta decisamente, con le sue note di frutta dolce, fatte di sentori soffusi di pesca bianca, pera e ananas, con quella tipica aromaticità che ricorda un campo fiorito, con sensazioni di melissa, fiori d’acacia e di biancospino e, in sottofondo, appena accennata, una lieve nota fumé.

Un gusto, quello del Roero Arneis Pradalupo, davvero equilibrato; difficile stabilire quale sia la componente dominante, tra acidità e sapidità, sensazioni che chiacchierano insieme, amabilmente, rendendo ogni assaggio bilanciato e accattivante. Sicuramente, in quanto a persistenza, è la sapidità a risultare incisiva, con un sorso che si conclude con note squisitamente minerali.

Roero Arneis Pradalupo 2017 - Fontanafredda
Roero Arneis Pradalupo 2017 – Fontanafredda

Il Roero Arneis Pradalupo di Fontanafredda: un Ottimo Vino per il Pesto di Rucola

La pasta e il condimento, semplice, genuino e gustoso, a base di rucola, pinoli, Grana Padano e Olio evo. Un connubio perfetto, profumato e carico di sapore, tra le tendenza intensamente dolce della pasta, arricchita dagli spunti vagamente amari della rucola e dei pinoli e dalla sapidità del Grana.

Una pietanza, quella degli spaghetti con il Pesto di Rucola che basta da sé ma che, in compagnia del vino giusto, acquista ancora una maggiore persistenza gusto olfattiva.

Questo capita quando al Pesto di Rucola abbiniamo un vino come il Roero Arneis Pradalupo, classe 2017: dotato di freschezza e mineralità e, allo stesso tempo, setoso, perfetto per trasportare all’infinito i sapori del piatto, senza alterarne il piacevole equilibrio.

Un abbinamento in cui non si percepiscono note amare accentuate ma solo il fascino aromatico della frutta secca, con tutta la particolare squisitezza della rucola e la mitica sapidità del Grana.

Non è forse questo l’obiettivo di ogni abbinamento cibo – vino: prolungare l’armonia gustativa di ogni pietanza, rendendola buona ancora più a lungo?

Ecco, il Roero Arneis Pradalupo è perfetto per questa missione, rivelandosi davvero un ottimo Vino per il Pesto di Rucola … ma non solo.

Con le sue doti, risulta adatto a tantissime altre pietanze vegetariane e di mare: provatelo su un riso venere con gamberi e zucchine, su delle linguine con un pesto alla genovese, su un’insalata di pasta con mozzarella, pomodorini, rucola e basilico, su un couscous di verdure, su un’insalata russa, su una torta salata con formaggio caoprino e carciofi gratinati.

Se vi è venuta voglia di scoprire il gusto di questo particolare Roero Arneis, firmato Fontanafredda, lo potete trovare qui, a circa 10 Euro.

Cheers!

Il Pigato Cycnus: un ottimo Vino per il Risotto al Radicchio

Un Vino per il Risotto al Radicchio

Uno di quegli abbinamenti cibo vino che incute sempre un po’ di timore, ma con il vino protagonista di oggi si può procedere davvero in tutta tranquillità e, soprattutto, con grande piacere, poiché si tratta di un ottimo Vino per il Risotto al Radicchio.

Un bianco tutto italiano, intimamente ligure, prodotto a base di uve del vitigno autoctono Pigato, coltivate con cura e nel rispetto dei principi cardine dell’ecosostenibilità, dall’azienda Poggio dei Gorglieri, situata nella magica Riviera Ligure di Ponente.

Curiosi di conoscere questo bianco dal carattere goloso e marino?

Scopritelo, leggendo oltre!

Il Pigato Cycnus: Colore, Profumi e Gusto

Il Cycnus è un bianco, dal colore limpido e luminoso, che profuma di limone, pesca e albicocca, di fiori d’acacia e biancospino, con delicate note iodate e sentori vegetali di salvia e origano.

Un vino dalla fine aromaticità, ma dal sapore ricco e avvolgente, che ti trascina in un assaggio superbamente bilanciato tra freschezza intensa e vibrante e persistente mineralità.

Un Pigato in purezza che fa dell’eleganza la sua arma più gustosa, non  a caso il suo stesso nome “Cycnus” significa “Cigno” in latino.

Uno di quei vini che accarezza il palato con delicatezza e con una saporosità sapientemente equilibrata: un sorso del Cycnus ne chiama subito un altro, soprattutto se a fargli compagnia c’è la pietanza adatta.

Il Pigato Cycnus: un ottimo Vino per il Risotto al Radicchio
Il Cycnus 2018 – Poggio dei Gorleri

Il Pigato Cycnus: un ottimo Vino per il Risotto al Radicchio

La grande raffinatezza del Cycnus si completa in abbinamento alla tradizionale bontà di un Risotto al Radicchio.

Certo che si fa presto a dire radicchio! Un tipo di cicoria di cui esistono diverse varietà, tipiche del Nord Est della nostra penisola.

Generalmente, la classica ricetta del risotto al radicchio prevede l’utilizzo del radicchio trevigiano tardivo, dalle tipiche foglie lanceolate, più profumato, pregiato e meno amaro rispetto al suo fratello precoce.

Un radicchio che potrete facilmente reperire nei mesi pienamente invernali: nell’attesa potete scoprire con quale vino quella sua gustosa saporosità può essere magnificamente esaltata.

Il Cycnus di Poggio dei Gorlieri, nonostante le ricche doti minerali e la viva freschezza gustativa, con la sua buona struttura e la setosa e calda morbidezza, compie questa missione alla perfezione.

Un vino che, anche attraverso i suoi profumi fruttati ed erbacei, sposa bene l’aromaticità e la persistenza della frutta secca e di verdure e ortaggi profumati, come i pomodori e il particolare radicchio.

Un ingrediente “difficile” che, accanto alla pseudo-dolcezza del riso e assieme alla morbidezza del Cycnus, esprime pienamente la sua migliore profumosità e lunga saporosità.

Un abbinamento cibo vino sorprendentemente gustoso, con cui stupirsi piacevolmente in allegra compagnia. Anche in una fredda serata invernale, il Cycnus in abbinamento al Risotto al radicchio, saprà portare qualche caldo raggio di sole estivo.

Un’idea gustosa con cui rallegrarsi dell’arrivo del freddo e dei mesi invernali!

Cheers!

p.s. Potete trovare il Cycnus online, ad esempio qui, a circa 11 Euro.

Il Cacc’e Mmitte di Lucera Motta del Lupo di Paolo Petrilli: un ottimo Vino per il Pesto di Peperoni

Un Vino per il Pesto di Peperoni

Il protagonista di questo articolo è un ortaggio di stagione per un condimento di gran sapore, a cui conferire un delizioso sprint gustativo in più grazie al vino più adatto in abbinamento. Vi va di conoscere un ottimo Vino per il Pesto di Peperoni?

Preparato di recente e usato come condimento di deliziosi strangozzi, un tipo di pasta fresca fatta solo con acqua, farina 00, farina di semola di grano duro e olio evo, mi ha regalato un pranzo davvero gustoso … anche perché ho assaporato questo pesto di peperoni assieme a un rosso dalla personalità particolare: un Cacc’e mitte di Lucera, di origini tipicamente pugliesi.

Leggete oltre per scoprire com’è e perché è davvero un gran Vino per il Pesto di Peperoni!

Il Cacc’e Mitte di Lucera?

Cacc’è Mmitte di Lucera è il nome di una DOC pugliese, poco conosciuta, racchiusa in soli 3 comuni in provincia di Foggia, che produce vini rossi profumati e particolarmente leggeri, piacevoli e beverini, realizzati a partire da uve di Nero di Troia a altre uve locali, a bacca rossa e bianca, come la Malvasia Nera di Brindisi, il Sangiovese, il Montepulciano, il Bombino Bianco e il Trebbiano Toscano.

Si tratta di vini rossi che si presentano in una tipica tonalità rubino, delicata e trasparente, realizzati con una breve permanenza delle bucce a contatto con il mosto, a voler richiamare l’antica tecnica di produzione da cui questa DOC prende il nome.

Infatti, “Cacc’e Mmitte” in dialetto significa “Togli e Metti” a indicare un processo continuo di ricambio e aggiunta di uve al mosto in fermentazione, per la produzione di questo particolare rosso, figlio di Puglia.

La trasparenza del Cacc'e Mmitte di Lucera Motta del Lupo 2017 di Paolo Petrilli
La trasparenza del Cacc’e Mmitte di Lucera Motta del Lupo 2017 di Paolo Petrilli

Il Cacc’e Mmitte di Lucera Motta del Lupo di Paolo Petrilli: Profumi e Gusto

Il Motta del Lupo 2017 di Paolo Petrilli è un rosso biologico che regala profumi intriganti di petali di rosa, di chicchi di melograno e succo di lamponi, con note vegetali, più vivaci e meno dolci, di menta e basilico, con una squisita e piccantina nota speziata di pepe nero.

All’assaggio, il Motta del Lupo sfoggia un fascino soave ed equilibrato, setoso e leggero al palato, pur mantenendo evidenti le sue buone doti di freschezza e sapidità.

Un gusto in cui ritroviamo la lieve acidità pungente del melograno, subito riaccesa da una persistenza speziata, ricca soprattutto delle attese note pepose.

Il Cacc’e Mmitte di Lucera Motta del Lupo di Paolo Petrilli: un ottimo Vino per il Pesto di Peperoni
Cacc’e Mmitte di Lucera Motta del Lupo 2017 – Paolo Petrilli

Il Cacc’e Mmitte di Lucera Motta del Lupo di Paolo Petrilli: un ottimo Vino per il Pesto di Peperoni

Tendenza dolce, tanta aromaticità e una sfiziosa persistenza gustativa sono le caratteristiche che meglio descrivono la squisitezza di un pesto di peperoni: un condimento dal gusto morbido e tanto tanto profumato, in cui spesso percepiamo anche una leggera tendenza amarognola, data dalla presenza delle mandorle e dei pinoli.

Una nota ammandorlata che viene già stemperata dalla natura stessa della salsa e, ovviamente dalla pasta, sempre alla base di una pietanza condita con un gustoso pesto di peperoni.

Il Vino per il Pesto di Peperoni deve essere bianco, rosso o rosato? Fortunatamente, il  vino in abbinamento può rientrare in tutte e tre le tipologie!

Stavolta è il rosso pugliese Cacc’e Mmitte di Lucera Motta del Lupo di Paolo Petrilli il gustoso partner dei miei strangozzi al pesto di peperoni!

Un vino dal tannino gentile, perfetto per accompagnare la leggera untuosità della salsa, e davvero ideale, per il suo equilibrio tra freschezza e sapidità, nel vivacizzare la tendenza dolce e la grassezza presenti nel piatto, senza estrapolarne le più nascoste sensazioni amare, di frutta secca.

Un rosso, il Motta del Lupo, che ama, per via dei suoi profumi e della sua persistenza aromatica, gli ortaggi profumati e le salse da essi ricavate. Se non volete provarlo accanto a una pasta al pesto di peperoni, assaporatene le potenzialità in abbinamento a una scamorza ai ferri con cipolle caramellate, a una parmigiana di melanzane, a una pasta al sugo di pomodoro e olive nere o a delle gustose, e sfiziosamente pugliesi, polpette di lampascioni.

Un vino che potete trovare facilmente online, come qui ad esempio, all’ottimo prezzo di circa 8 Euro.

Cheers!

Vino per la Pasta Tonno Pomodorini e Capperi

Un Ottimo Vino per la Pasta Tonno, Pomodorini e Capperi

Ecco un abbinamento cibo vino in cui anche la semplicità di una pasta con tonno, pomodorini e capperi si rivela goduriosa. Non sempre infatti si può e si vuole utilizzare del tonno fresco e, pertanto, perché vietarsi del tonno conservato, magari una ventresca di buona qualità? Anche in questo modo si possono creare fantastici abbinamenti!

Proprio per cercare di dimostrare il punto, scrivo oggi questo articolo, per raccontarvi un abbinamento acile ma sfiziosissimo, che ha come protagonisti una ricetta e degli ingredienti semplici che vengono nobilitati dall’accompagnamento del vino giusto: per una vera delizia del palato.

Quindi, ecco a voi un wine – food pairing gustoso ed economico, perché anche il vino che voglio descrivervi  ha un ottimo prezzo!

Scopriamolo insieme, continuando la lettura …

L’Albiola di Casale del Giglio: Colore, Profumi e Gusto

L’Albiola, un rosato del Lazio da uve soprattutto di Syrah, è davvero bellissimo e invitante, nella sua veste color fragola: un colore da cui possiamo facilmente intuire anche la sua parziale aromaticità. Un vino che profuma intensamente di melograno e di fragole fresche di Terracina, con note vegetali e speziate in sottofondo, che regalano piacevoli sensazioni di erba tagliata, rosmarino, lacci di liquirizia e pepe nero.

Profumi prettamente morbidi che ritroviamo espressi anche in ogni sorso, che si rivela piacevolmente fresco e strutturato, con una piacevole persistenza sapida in cui riemergono le ammiccanti note speziate.

Un rosato del Lazio davvero piacevole, dotato di una succosa bevibilità che lo fa finire velocemente.

Vediamo come renderlo ancora più buono!

L'Albìola 2018 di Casale del Giglio
L’Albìola 2018 di Casale del Giglio

L’Albiola di Casale del Giglio: un Ottimo Vino per la Pasta Tonno, Pomodorini e Capperi

L’Albiola è un vino perfetto nell’acuire la profumosità degli ingredienti di una Pasta Tonno, Pomodorini e Capperi: aromi freschi, vegetali che trovano degno accompagnamento nelle note di frutta e di erbe, caratteristiche di questo rosé.

E’ soprattutto all’assaggio che si sperimenta un vero matrimonio di sapori, dove il vino aumenta la persistenza gustativa dolce dei pomodori cotti, mantenendo inalterate le piacevoli doti di pungenza e sapidità, proprie dei capperi.

Il gusto particolare, delicato e lievemente salino del tonno, trova una maggiore espressività proprio attraverso la saporosità dell’Albiola, riemergendo dalla sua “indegna” condizione d’ingrediente conservato.

Davvero un ottimo abbinamento che riesce a rendere strepitosa una pasta semplice, da tutti i giorni.

Provatelo e ditemi cosa ne pensate.

Cheers!

Potete trovare l’Albiola online, a questo link, a circa 8 Euro.

Un Metodo Classico perfetto per i Ravioli Ricotta e Porcini i Ravioli R

Un Metodo Classico perfetto per i Ravioli Ricotta e Porcini

C’è chi dice che il Riesling Renano dia soprattutto dei grandi vini bianchi da pesce, un discorso ancora più accettato se parliamo dei metodi classici a base di quest’uva.

Sicuramente c’è della verità in questa affermazione, gli aromi, la persistenza minerale e la vibrante acidità degli spumanti a base di riesling si prestano molto bene a valorizzare gli ingredienti della cucina di mare.

Tuttavia sono sicura che le riesling-bollicine possano osare ben altro in cucina.

Visto che l’abbinamento cibo vino è una storia in continua evoluzione, oggi voglio contribuire raccontandovi un ottimo Metodo Classico a base di Riesling in purezza, davvero perfetto per – udite udite – anche dei Ravioli Ricotta e Porcini!

Continuate la lettura per scoprire il delizioso perlage del protagonista enoico di questo post.

Il Metodo Classico 1800 di Doria di Montalto: Colore, Profumi e Gusto

Uno spumante brut brillante nel colore e nei profumi. Questo spumeggiante Riesling Renano in purezza sprigiona profumi di mela verde, pesca nettarina, scorza di limone, nocciole, biancospino, gesso e ardesia, con note vegetali di salvia e felce e una tenue pro fumosità di mimosa e camomilla.

Metodo Classico 1800 - I Doria di Montalto: Un Metodo Classico perfetto per i Ravioli Ricotta e Porcini
Metodo Classico 1800 – I Doria di Montalto

Un assaggio dall’iniziale pungente freschezza che subito si stempera in un sorso sapido e succoso, morbido e fruttato, con una persistenza agrumata e minerale.

Un Metodo Classico millesimato davvero invitante, fresco ma non intensamente acidulo, dove anche le note citrine sono ben equilibrate. Un sorso ricco di una persistenza minerale che riempie la bocca, con delle eleganti note affumicate in sottofondo.

Il Metodo Classico 1800 di Doria di Montalto: uno Spumante perfetto per i Ravioli Ricotta e Porcini

E’ chiaramente un vino da pesce, come negarlo! E’ davvero delizioso assieme a delle genuine e gustose polpette di merluzzo, arricchite da erba cipollina.

Un Metodo Classico profumato ed equilibrato che si può anche osare su dell’infido e saporito sushi fusion-caraibico, per la sua grande capacità di alleggerire salse diverse, esaltando l’aromaticità del pesce e dei crostacei, anche in tempura.

Ma questo Riesling spumeggiante non si ferma qui.

Infatti, sta benissimo in abbinamento a dei ravioli con ripieno di ricotta e porcini, un wine pairing sorprendentemente, ma non troppo, fenomenale, in cui i funghi acquistano un’aromaticità pazzesca, grazie ai sentori fruttati e minerali di questo metodo classico.

Nell’abbinamento con le polpette di merluzzo emerge di più la freschezza agrumata del vino, mentre in abbinamento ai suddetti ravioli si accresce parecchio la persistenza gustativa del porcino e, allo stesso tempo, lo spumante risulta più rotondo ed equilibrato nelle sua componente fresco-sapida.

Un unico vino spumeggiante per un doppio abbinamento gustoso! Quale piatto vince? Decidilo tu!

Basta provare 😉

p.s. Puoi trovare questo particolare Metodo Classico qui, a circa 18 Euro.

La Barbera d’Alba San Biagio: un Vino Perfetto per il Ragù Bianco al Tartufo

La Barbera d’Alba San Biagio: un Vino Perfetto per il Ragù Bianco al Tartufo

Un rosso tipico delle Langhe, per un piatto deliziosamente umbro.

Visto che qui sembra ancora di trascorrere un lungo Autunno, ho voluto inebriarmi con le note suadenti di un buon rosso in abbinamento a un ragù in bianco, insaporito con qualche scaglietta di tartufo nero estivo.

La Barbera d’Alba, con la sua versatilità, può essere in generale una buona scelta per questo tipo di pietanze, come accennavo qui.

Tuttavia, bisogna sempre scegliere la Barbera giusta, quella con quel profumo, con quel sapore e quella persistenza perfetta nel rendere giustizia alla sugosità, al gusto e alla delicata grassezza del ragù, nonché alla classica aromaticità del pregiato tubero.

Quella di San Biagio 2017 è riuscita nell’impresa!

Scoprite come, leggendo di seguito …

La Barbera d’Alba San Biagio 2017: Profumi e Gusto

Liquirizia, liquirizia, ecco il primo intenso profumo che questa intrigante Barbera d’Alba ci offre.

Barbera d'Alba San Biagio 2017
Barbera d’Alba San Biagio 2017

La dolce frutta consueta, delicate more e soffici prugne, arriva solo dopo ed è molto più percettibile al gusto che all’olfatto.

Una Barbera dai profondi aromi speziati, con note tostate e torrefatte di corteccia e chicchi di caffè e un lieve accenno erbaceo di felce.

Un vino che, almeno dai profumi, sembrerebbe particolarmente deciso, corposo e denso: invece, all’assaggio, rivela una grande freschezza che ne rende il gusto particolarmente piacevole e per nulla pesante.

Un rosso dai tannini delicati, che velocemente si stemperano, e dove i sentori tostati rimangono in sottofondo.  Una Barbera che spicca soprattutto per la sua calorosa persistenza, contesa tra note speziate e fruttate.

La Barbera d’Alba San Biagio 2017: ottima con il Ragù Bianco al Tartufo

Trovo che la Barbera d’Alba San Biagio, annata 2017, sia particolarmente adatta a sposare bene il gusto delle tagliatelle al ragù bianco e tartufo nero estivo.

Una Barbera d’Alba buona, fresca e saporita, intensa nei profumi e con la giusta persistenza, ottima nel prolungare la scia gustativa del tartufo.

Abbinandola a una pasta con un ragù bianco, il condimento acquista magicamente i profumi dei frutti rossi e il sapore delle spezie.

Le note torrefatte arricchiscono ulteriormente la tendenza dolce della carne, senza coprirne il sapore e senza alterare l’aromaticità del tartufo nero.

Un vino con quella giusta acidità, perfetta per stemperare la pseudo-dolcezza della pasta e della carne.

La Barbera d’Alba San Biagio 2017: tutti gli Abbinamenti

Se non amate il gusto del tartufo, potete abbinare la Barbera d’Alba San Biagio anche a una gustoso filetto di  maialino affumicato, a un ragù d’agnello o con un risotto al Castelmagno.

Una Barbera dotata di piacevole morbidezza e intensità, capace anche di reggere l’importante sapore di un Parmigiano Reggiano 24 mesi, senza esasperarne la sapidità.

Un rosso delle Langhe da sfruttare anche per uno sfizioso aperitivo, di gran sapore: vi dico solo che, al termine della cena, ce ne siamo litigati gli ultimi sorsi proprio accompagnandoli con delle scaglie di Parmigiano: quasi non avremmo più finito di mangiarne e, soprattutto, di berne.

Cheers!

p.s. Potete trovare la Barbera d’Alba San Biagio a questo link, a circa 12 Euro.

Vino per la Carbonara con Asparagi

Un Ottimo Vino per la Carbonara con Asparagi

Pensavo sarebbe stato facile trovare un buon Vino per la Carbonara con Asparagi, ma non è stato così semplice!

Le prove di abbinamento sono durate parecchio, alcuni vini coprivano il gusto degli asparagi, altri accentuavano troppo la saporosità del guanciale.

Però, nonostante le fatiche J, oggi posso dire di aver trovato un ottimo bianco, assolutamente divino per accompagnare il gusto tipico e profumato di questa pietanza.

Curiosi di scoprire quest’ottimo Vino per la Carbonara d’Asparagi?

Lo conoscerete tra qualche riga …

Un Vino per la Carbonara con Asparagi: che Caratteristiche cercare?

Le sensazioni che solo una carbonara fatta bene sa regalare, con l’aggiunta dell’aromaticità classica degli asparagi: ecco perché questa ricetta semplice ed economica piace davvero a tutti!

Carbonara con Asparagi
Carbonara con Asparagi

Per renderle giustizia, abbiamo bisogno di un vino sicuramente profumato e di buona persistenza, ricco di freschezza e sapidità per contrastare la tendenza dolce e la grassezza generale della pietanza.

Un vino con un buon tenore alcolico, per accompagnare gradevolmente la leggera untuosità del piatto e la sua chiara succulenza.

I rossi sono da evitare perché tenderebbero con facilità a coprire e alterare i profumi e il gusto degli asparagi.

Invece tra i bianchi possiamo trovare quel vino giustamente profumato, persistente e ben equilibrato tra freschezza e acidità … com’è il IX Miglio di Riserva della Cascina.

Un Ottimo Vino per la Carbonara con Asparagi: il IX Miglio Bianco di Riserva della Cascina

Ecco a voi un bianco assolutamente tipico della regione Lazio e del suo incantevole territorio tufaceo e vulcanico. Non a caso il “IX miglio” sta proprio a indicare un punto lungo l’Appia Antica dove si trovano i vigneti dell’azienda, ai piedi dei Colli Albani.

IX Miglio Bianco 2017 Vino per la Carbonara con Asparagi
IX Miglio Bianco 2017

Una profumata unione di tre vitigni autoctoni, Malvasia del Lazio, Trebbiano e Malvasia Rossa, per un bianco da agricoltura biologica davvero ricco di sapore.

Il IX Miglio Bianco profuma di frutta dolce, di mela gialla e albicocche mature, con una punta leggermente più aspra che richiama il litchi. Un vino che racchiude anche un’invitante aromaticità fragrante che ricorda il pane bianco appena sfornato.

All’assaggio si rivela fresco e sapido, con un ottimo equilibrio tra le durezze e una persistenza, ricca di note iodate, che si chiude nuovamente sulla dolcezza della frutta.

Profumi intensi e vellutati, una stuzzicante e ben dosata freschezza e una ricca sapidità: tutte doti perfette per esaltare l’aromaticità complessiva della Carbonara agli asparagi, attenuandone grassezza e tendenza dolce.

Un abbinamento quasi da manuale per un gusto sorprendente che mai stanca.

Una combinazione fascinosa, assolutamente territoriale ed economica, dal sapore che difficilmente si dimentica. Una coppia con cui si sta davvero bene insieme, da frequentare più e più volte!

Cheers!

p.s. Potete trovare il IX Miglio Bianco qui, a soli 7 Euro.

p.p.s. Se invece cerchi un vino per la classica Carbonara, dai un’occhiata a questi articoli!