I Vini per i Primi Piatti Archivi - BWined
Vini per la Carbonara

Tanti Nuovi Vini per la Carbonara

E’ senza dubbio una delle mie pietanze preferite, pertanto è ancora lunga e piacevole la mia ricerca per scovare i Vini per la Carbonara!

Oggi ve ne presento ben 6, in aggiunta a questo e questi, e stavolta la lista comprende anche ben 3 vini rossi!

Scopriteli tutti qui su BWined, basta continuare la lettura!

 

I Vini per la Carbonara: che Caratteristiche Cercare nel Vino?

La classica Carbonara a base di guanciale, pecorino, tuorlo d’uovo, pepe e pasta è senza dubbio un piatto di forte tendenza dolce (cos’è la tendenza dolce? Leggete qua!) e grassezza, quest’ultima data dalla presenta del tuorlo d’uovo e del guanciale, lasciato solo parzialmente sciogliere, e usato come condimento.

Una grassezza a cui si accompagna anche una certa dose d’untuosità data, per l’appunto, dal grasso sciolto del guanciale e dal tuorlo d’uovo ancora allo stato liquido … frittatina giammai!

Non dimentichiamo poi anche la piacevole sapidità del piatto, dovuta alla saporosità del pecorino, e la tipica speziatura su note di pepe nero!

Ecco quindi che abbiamo un bellissimo parterre di sensazioni organolettiche:

Succulenza, Persistenza Gusto Olfattiva, Aromaticità, Tendenza Dolce, Sapidità, Grassezza, Untuosità e Speziatura

Doti che dobbiamo lasciare inalterate e, magari, rendere più gustose con l’aggiunta di un buon vino.

Se scegliamo un bianco, cerchiamo un vino che abbia freschezza e sapidità non eccessiva, una media morbidezza, un tenore alcolico presente, buone intensità olfattiva e PAI.

Se optiamo per un rosso, dobbiamo cercare un vino dotato di freschezza, media sapidità, un tannino delicato, un tenore alcolico non eccessivo, sempre una buona PAI e intensità olfattiva.

Spesso, in abbinamento alla classica Carbonara, si preferiscono i bianchi in quanto riescono meglio, con la loro freschezza innata e il tannino decisamente più misurato, a esaltare le caratteristiche principali della pietanza, ossia Tendenza Dolce e Grassezza.

Con i rossi la scelta è più difficile e deve essere fatta con attenzione, per non coprire il gusto e tutte le caratteristiche che rendono così buona e celebre questa pietanza.

Pensate a un rosso dal tannino vigoroso, con intense sensazioni fruttate e speziate, caldo e saporito … andrà sicuramente a coprire il gusto della pietanza, oscurando la piacevole untuosità dell’uovo e quel gusto tendenzialmente dolce e delicatamente saporito del guanciale.

Comunque, anche tra i rossi italiani, esistono tanti prodotti in grado di sposare bene il gusto della Carbonara, bisogna solo sceglierli con cura: di seguito ne trovate suggeriti diversi ottimi esemplare!

Andiamo a conoscere i Vini per la Carbonara protagonisti di oggi.

 

I Vini per la Carbonara: i Bianchi

 

Cortinie Bianco 2017 - Peter Zemmer
Cortinie Bianco 2017 – Peter Zemmer

Cortinie Bianco 2017 – Peter Zemmer (Trentino Alto Adige)

Il Cortinie Bianco rappresenta un perfetto mix di aromaticità fruttata e vegetale in cui scopriamo i profumi del kiwi e delle mela verde, del gambo di sedano e della santoreggia.

All’assaggio troviamo ancora un fantastico connubio, stavolta tra sapidità e freschezza: vincono entrambe in intensità e persistenza, rendendo l’assaggio piacevolmente lungo.

Un’estensione gustativa che si dipana con richiami agrumati e note saline e rocciose, con una lieve nota affumicata ben percettibile in finale di bocca.

E’ proprio questo tocco fumè a conferire all’abbinamento con la Carbonara uno sprint in più: il gusto del guanciale si ravviva nella sua nota speziata, perdendo leggermente in dolcezza.

Quella tra il Cortinie Bianco e la Carbonara è un’accoppiata leggera ma tanto saporita.

Potete trovare il Cortinie Bianco qui, a circa 14 Euro.

 

Viognier Chardonnay 2017 - Poggio Cavallo
Viognier Chardonnay 2017 – Poggio Cavallo

Viognier Chardonnay 2017 – Cantina Poggio Cavallo (Umbria)

Già il nome del vino dice tutto: l’aromaticità del Viognier, abbinata alla piacevole freschezza e setosità dello Chardonnay.

Questo bianco dell’Umbria ci dona profumi vivaci ed invernali di mandarino ed ananas, con cenni di frutta secca, mimosa e un delicato sentore di miele millefiori.

Al gusto ritroviamo l’attesa morbidezza, accompagnata da una freschezza fruttata particolarmente invitante, che rende ogni sorso leggero e profumato.

Un vino dotato anche di una buona persistenza, su note esotiche, che ben si accorda alla tendenza dolce dalla Carbonara: in questo abbinamento la pasta ottiene una maggiore freschezza e leggerezza gustativa, acquistando quel piacevole spunto fresco e fruttato del vino.

Potete acquistare il Viognier Chardonnay di Poggio Cavallo online, a questo link, a circa 10 Euro.

 

Mongris Riserva 2016 - Marco Felluga
Mongris Riserva 2016 – Marco Felluga

Collio Pinot Grigio Mongris Riserva 2016 – Marco Felluga (Friuli venezia Giulia)

Se ancora non conoscete quest’etichetta, sfruttate la voglia di Carbonara per conoscerla appieno.

Un bouquet aromatico che si dipana tra note di frutta estiva ed esotica, fiori di camomilla e orzo tostato.

Nel Mongris ritroviamo tutto il profumo della pesca gialla matura, del mango, del succo di lime con un pizzico di zucchero di canna, il sapore delle nocciole tostate e della caramella d’orzo.

Profumi dolci che nascondono un sorso di appagante mineralità, davvero saporito nella sua piena morbidezza.

Un Pinot Grigio che racchiude veramente l’essenza del Collio, con una sapidità intrigante e dei sapori piacevolmente fruttati e salini.

Potete trovare il Mongris online, a questo link, a circa 23 Euro.

 

I Vini per la Carbonara: i Rossi

 

Schiava Pagis 2017 - St Michael Eppan
Schiava Pagis 2017 – St Michael Eppan

Alto Adige Schiava Pagis 2017 – Saint Michael – Eppan (Trentino Alto Adige)

Ecco il primo vino rosso italiano che voglio proporvi in abbinamento alla Carbonara: la Schiava, vitigno autoctono dell’Alto Adige, noto per il suo tannino estremamente mite.

La Pagis di Saint Michael – Eppan rispecchia pienamente i connotati del vitigno originario e ci regala profumi freschi e vivaci e una piacevole setosità tannica, nonostante il breve affinamento in legno grande.

Profumi di more e ribes, accompagnati da sentori di violetta e ciclamino sono ben percettibili nella loro fresca dolcezza e invitano all’assaggio.

Al gusto troviamo un grande equilibrio tra acidità e sapidità, un tannino molto gentile, un tenore alcolico adeguato alla succulenza e all’untuosità della Carbonara e una morbidezza che sa di piccoli frutti di bosco, con una leggera e dolce nota boisè.

La Pagis riesce ad accentuare il sapore e l’aromaticità del guanciale senza cancellare la tendenza dolce della pasta e l’aromaticità tipica del tuorlo d’uovo.

Un rosso che, servito a una temperatura di 12 gradi,  potete ben abbinare anche a delle pietanze di pesce, come il trancio di spada su crema di lenticchie o i cuori di merluzzo allo speck.

Potete trovare la Schiava Pagis online, qui, a circa 11 Euro.

 

Rosso alla Meta 2016 - Poggio alla Meta
Rosso alla Meta 2016 – Poggio alla Meta

Rosso alla Meta 2016 – Poggio alla Meta (Lazio)

Un rosso del Lazio a base di Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc , con un’aggiuntina tra Merlot, Lecinaro e altri vitigni idonei alla coltivazione in loco.

Il Poggio alla Meta ha tutto ciò che serve per rendere ancora più buona la Carbonara.

In questo rosso troviamo tutta la freschezza, sia nei profumi sia nel gusto, delle ciliegie e delle prugne, con lievi note speziate e vegetali di pepe nero, mirto e timo.

Un sorso caratterizzato da una piacevole acidità, una percezione alcolica presente ma lieve e quel tannino giusto per asciugare piacevolmente ogni boccone di carbonara: un sapore che ravviva e non copre il gusto della pietanza.

Provatelo perché si tratta di un vino e di un abbinamento che meritano!

Potete acquistare il Rosso alla Meta attraverso il sito del produttore,  a un prezzo di circa 8 Euro.

 

Rosso Piceno Di Gino 2016 - Fattoria San Lorenzo
Rosso Piceno Di Gino 2016 – Fattoria San Lorenzo

Rosso Piceno Di Gino 2016 – Fattoria San Lorenzo (Marche)

Grandissima bevibilità per questo mix di  Montepulciano e Sangiovese delle ridenti colline di Montecarotto.

Il Di Gino regala profumi dolci di prugne e ciliegie fresche, accompagnati da note boschive di aghi di pino, menta e da una piacevole speziatura, con ricordi di chiodi di garofano.

All’assaggio troviamo insieme grande freschezza e mineralità e un tannino solo lievemente ruvido, che ci regala propria quella giusta sensazione tattile in grado di accompagnare alla perfezione l’untuosità della Carbonara.

Un Rosso Piceno ottimo con la Carbonara ma che la fa da padrone in tavola anche con taglieri misti di salumi e formaggi di media stagionatura e con il celebre coniglio in potacchio.

Lo potete trovare online qui, a circa 10 Euro.

 

Ben 6 opzione vinose da abbinare alla Carbonara! E voi avete già fatto la vostra scelta?

Fatecelo sapere nei commenti!

 

Cheers!

 

Vino per i Cannelloni Ricotta e Spinaci

Un ottimo Vino per i Cannelloni Ricotta e Spinaci

Volevo raccontarvelo già da un po’ … uno di quei vini che fa parte della quotidianità, che sposa bene tante delizie di quella cucina casalinga nostrana semplice e buonissima.

La pietanza, con cui ben si abbina il vino protagonista di oggi, fa parte proprio della cucina tradizionale e familiare: un piatto che spesso si mangia insieme alla Domenica e nei giorni di festa.

Se i Cannelloni Ricotta e Spinaci non hanno bisogno di presentazioni, il bianco del Lazio, che ne armonizza così bene i sapori, forse sì.

Pronti a conoscere questo ottimo Vino per i Cannelloni Ricotta e Spinaci?

Proseguite la lettura!

 

Un ottimo Vino per i Cannelloni Ricotta e Spinaci: il Virtù Romane di Tenuta Le Quinte

 

Virtù Romane 2017 - Tenuta Le Quinte
Virtù Romane 2017 – Tenuta Le Quinte

Il Virtù Romane di Tenuta Le QuinteColore, Profumi e Sapore

La Malvasia Puntinata, alla base di questo ottimo bianco del Lazio, con l’aggiunta di altre uve locali a bacca bianca, è sempre in grado di regalare vini saporiti ed estremamente eclettici in termini di abbinamento.

Il Virtù Romane, di un giallo chiarissimo, ci regala profumi floreali, di frutta fresca e secca, con tenui note vegetali.

Un bouquet in cui si affermano sentori di fiori d’acacia, nocciola, pesca bianca e mela renetta, con un tocco vibrante di scorza di limone, erba cipollina e maggiorana.

All’assaggio emergono insieme grande freschezza e sapidità: questo Montecompatri DOC offre un sorso appagante, morbido, con una lunga e persistente scia minerale, lievemente e gradevolmente affumicata.

Davvero un ottimo bianco, estremamente bevibile e ricco di gusto … resta solo da chiarire con cosa abbinarlo per farlo risaltare.

 

Il Virtù Romane di Tenuta Le Quinte: un ottimo Vino per i Cannelloni Ricotta e Spinaci e non solo!

C’è chi lo considera un gran bianco da pesce … personalmente trovo che la Malvasia Puntinata, anche quella che si esprime attraverso il Virtù Romane, renda al meglio con pietanze di terra, a base di salumi, formaggi freschi e verdure.

Spesso infatti, la Malvasia Puntinata, detta anche Malvasia del Lazio, vinificata in purezza, viene consigliata in abbinamento a un must della tradizione locale come la Carbonara.

Nei classici Cannelloni Ricotta e Spinaci, conditi con un po’ di soffice besciamella, la grassezza della salsa, del ripieno e della pasta all’uovo si apprezza molto di più attraverso la sapidità del Virtù Romane, che conferisce quel tocco iodato in grado di rendere più grintoso il gusto della ricotta.

Un bianco con un sapiente equilibrio, di buona morbidezza che riesce a non accentuare il leggero spunto amarognolo degli spinaci.

Non dimentichiamo poi l’evidente tendenza dolce di tutti gli ingredienti presenti in questa tradizionale ricetta: una pseudo dolcezza che viene arricchita dalle note agrumate e vegetali e, soprattutto, dalla viva freschezza del Virtù Romane.

Un’accoppiata veramente ben assortita, da conoscere di persona … la prossima Domenica magari?

 

Cheers!

 

p.s. Il Virtù Romane sta bene anche con la Torta Rustica Prosciutto e Formaggio, con le Scaloppine di Pollo al Rosmarino e, se lo volete provare con il pesce, abbinatelo a una bella Sogliola alla Mugnaia.

 

p.p.s. Potete trovare il Virtù Romane di Tenuta le Quinte qui, a circa 9  Euro.

 

 

I Vini per Pasta e Fagioli

I Vini per Pasta e Fagioli

Un primo piatto mitico, quello protagonista dell’articolo di oggi! Gli serve solo il vino giusto in abbinamento.

Se apprezzate questo classico della cucina italiana, dovete assolutamente provarlo in compagnia dei protagonisti vinosi di oggi: assaporerete una gustosità al quadrato!

Pronti a conoscere degli ottimi Vini per Pasta e Fagioli? Seguitemi!

 

I Vini per Pasta e Fagioli: che Caratteristiche cercare?

Fagioli Borlotti ... perfetti per la pasta
Fagioli Borlotti … perfetti per la pasta

Aromaticità, Grassezza, intensa tendenza dolce, un pochino di acidità, leggera untuosità e speziatura: ecco le sensazioni organolettiche che ritroviamo in una bella pasta e fagioli (se queste sensazioni non ti sono chiare, guarda qui!).

Un piatto semplice, ma indubbiamente gustoso e succulento.

Per rendere giustizia e valorizzare il sapore degli ingredienti di una pasta e fagioli dobbiamo cercare un vino di media struttura, con una buona intensità gusto olfattiva e ricco di sapidità e freschezza.

Non ho parlato di bianco o di rosso! Questo perché entrambe le macrotipologie possono essere abbinate alla Pasta e Fagioli.

Come scegliere tra bianco e rosso? Dovrete considerare il livello di untuosità della Pasta e Fagioli, preparata da voi, e la temperatura di servizio.

Vi ricordate, vero? In questo video vi spiegavo perché la temperatura di un piatto può influire sull’abbinamento. Ecco, quello che vede protagonista la Pasta e Fagioli, è un caso perfetto di come questa variabile sia importante nella scelta di un vino giusto.

Se sapete di servire una Pasta e Fagioli ricca di sugo, untuosa e bella calda, optate per un vino rosso

Se, invece, pensate di gustare una Pasta e Fagioli servita magari a freddo, in versione insalata, accompagnatele un buon bianco.

Chiariti i punti fondamentali della scelta, vediamo i tre protagonisti vinosi di oggi, un bianco e due rossi davvero ottimi in abbinamento alla Pasta e Fagioli.

 

I Vini per Pasta e Fagioli: Due Rossi e un Bianco

 

Barbera d'Asti Bosco Donne
Barbera d’Asti Bosco Donne

1. Barbera d’Asti Bosco Donne – Gianni Doglia

La Barbera d’Asti: un rosso italiano caratterizzato da una bella acidità, perfetta per valorizzare e stemperare la forte tendenza dolce della Pasta e Fagioli.

Quella di Gianni Doglia, poi, è davvero gustosa in abbinamento a questa pietanza.

Un profumo fresco, fruttato e floreale, in cui sono riconoscibili le ciliegie e il ribes, l’iris e la rosa.

Un’aromaticità che si arricchisce di note speziate delicate e tostate che richiamano la vaniglia e il caffè.

All’assaggio troviamo una Barbera densa e vellutata, dal tannino gentile, bella fresca e dotata di una deliziosa scia sapida.

Un rosso che si beve con una facilità incredibile, una Barbera d’Asti che quasi potete usare a tutto pasto e che si abbina facilmente a primi e secondi piatti di carne, verdure e formaggio.

Una struttura media, un tenore alcolico e una gustosa sapida freschezza che la rendono compagna gentile di un bel piatto di Pasta e Fagioli.

In particolare, trovo che i profumi fruttati, floreali e speziati, che riscontriamo anche al gusto, specie sulle note di vaniglia, mettano in risalto le note ferrose e terrigne dei fagioli.

Provatela e ditemi la vostra!

Potete reperire online la Barbera d’Asti Bosco Donne a questo link, a circa 9 Euro.

 

Barbera d'Asti Briga della Mora
Barbera d’Asti Briga della Mora

2. Barbera d’Asti Briga della Mora 2016 – Malgrà

Un’altra Barbera d’Asti, giusto per avere più scelta e vedere quale vi piace di più in abbinamento alla Pasta e Fagioli 😉

Profumi fruttati dolci e scuri, che ricordano l’uva fragola e le more. Sensazioni speziate e vegetali, poco floreali, in cui scopriamo le bacche di ginepro, i fiori di gelso e l’aromaticità del timo.

Un sorso vivace, chiaramente dotato di sprizzante acidità, poco asciugante, per via del tannino delicato e tornito, e piacevolmente sapido.

Un assaggio che si chiude su note dolci fruttate, alleggerite dalle note quasi balsamiche del timo.

Una Barbera d’Asti sicuramente diversa dalla precedente, più vegetale, ma davvero ottima nell’esaltare la semplicità della Pasta e Fagioli, diminuendone la decisa tendenza dolce, arricchendola di sapori fruttati e di un tocco in più di erbe aromatiche.

Trovate la Barbera d’Asti Briga della Mora qui, a circa 10 Euro.

 

Fiano di Avellino Donatus
Fiano di Avellino Donatus

3. Fiano di Avellino Donatus 2017– Cantine di Marzo

Se pensate di servire questa classica pietanza in versione fredda,  a mo’ d’insalata, magari come sfizioso antipasto e con la piacevole aggiunta di un pochino di tonno, allora dovete puntare su un vino bianco in abbinamento.

Non su un bianco qualunque, però, provate l’insalata di Pasta e Fagioli insieme a un buon Fiano  di Avellino: una tipologia vinosa che esalta in maniera eccezionale l’aromaticità del pomodoro e il gusto dei legumi.

Il Donatus è un Fiano che profuma di mela golden, melone, limoni di Sicilia, gelsomino, salvia rosmarino.

Al gusto, un perfetto connubio tra sapidità e freschezza con rimandi alle note agrumate e ricordi di erbe aromatiche.

Un sorso beverino, ben bilanciato tra le durezze, che chiude morbidamente su note dolci, con richiami alla mela gialla e al melone.

Un gusto caldo, con la giusta freschezza e mineralità, davvero ottimo nell’esaltare il gusto dei primi piatti di terra e, ovviamente, l’autentico, genuino sapore di una bella pasta e fagioli.

Potete trovare il Donatus a questo link, a circa 12 Euro.

 

Conoscete altri gustosi Vini per Pasta e Fagioli? Fatemelo sapere ! Nel frattempo …

 

Cheers!

Vini perfetti per gli Gnocchi ai 4 Formaggi

Quattro Vini perfetti per gli Gnocchi ai 4 Formaggi

Un appuntamento consueto, quello degli Gnocchi al Giovedì, ma stavolta invece che per i classici burro e salvia vedremo i Vini perfetti per gli Gnocchi ai 4 Formaggi.

Quattro vini diversi, due bianchi e due rossi, selezionati con cura, fatica, tempo e ricerca, sempre con un occhio di riguardo al portafoglio.

La missione è stata lunga … diciamo pure che ci ho messo 3 anni a individuare questi 4 Vini perfetti per gli Gnocchi ai 4 Formaggi.

Non vedo l’ora di presentarveli!

Pronti a conoscere i 4 protagonisti vinosi di oggi?

Continuate pure la lettura …

 

Vini perfetti per gli Gnocchi ai 4 Formaggi: che Caratteristiche cercare?

Nella ricetta classica degli Gnocchi ai 4 Formaggi troviamo il Taleggio, il Parmigiano, la Groviera e il Gorgonzola dolce, tutti formaggi saporiti e dal tipico gusto.

Alla base di questa pietanza troviamo un ingrediente di grande tendenza dolce, gli gnocchi, che vengono insaporiti proprio dall’aggiunta dalla salsa calda ai formaggi, realizzata con l’aggiunta di un pochino di panna fresca.

C’è chi aggiunge un pizzico di pepe ma, in realtà, la pietanza è profumata e ben saporita anche senza l’aggiunta di spezie.

Il vino da abbinare dovrà avere buona struttura e tenore alcolico, specie se volete abbinare un bianco.

Dovrà avere una bella freschezza e una buona mineralità, per equilibrare la tendenza dolce e la grassezza dalla crema ai 4 formaggi e, allo stesso tempo, una spiccata morbidezza, questo perché i formaggi impiegati hanno una grande sapidità e profumi e sapori davvero intensi e penetranti.

Un piatto apparentemente semplice che richiede un accostamento impegnativo e non così scontato come sembrerebbe, a riprova che, per fortuna, l’abbinamento cibo vino non è proprio una scienza 🙂

Vediamo le proposte vinose da abbinargli!

 

Cinerino 2017
Cinerino 2017

4 Vini perfetti per gli Gnocchi ai 4 Formaggi: 2 Bianchi e 2 Rossi

 

1. Langhe Bianco Cinerino 2017 – Marziano Abbona

Il primo che vi propongo è senz’altro uno degli abbinamenti più classici per degli Gnocchi ai 4 Formaggi: un bel Langhe Bianco, caldo e strutturato.

Profumi intensi e dolci di frutta bianca matura, chiari sentori minerali di pietra pomice, note vegetali fresche e quasi balsamiche di timo e salvia.

All’assaggio sorprende subito la peculiare morbidezza, che avvolge le belle note sapide, e la vibrante acidità che rinfresca subito il palato con note erbacee.

Un sorso perfetto in unione alla salsa ai 4 formaggi: cremosità, sapore, grassezza e aromaticità della pietanza trovano tutto ciò che può esaltarle nel gusto del Cenerino di Marziano Abbona.

Lo potete reperire facilmente online, a questo link, a circa 18 Euro.

 

Falanghina 2017 - Valentina Passalacqua
Falanghina 2017 – Valentina Passalacqua

2. Falanghina 2017 – Valentina Passalacqua

Un accoppiata davvero sorprendente quella che vede gli Gnocchi ai 4 Formaggi in abbinamento a questa Falanghina pugliese.

Una Falanghina apparentemente leggera, non vinificata o affinata in legno, di buon tenere alcolico (fa 13 %), con un grandissimo equilibrio.

In questo vino troviamo vivace freschezza, deliziosa sapidità in perfetto bilanciamento, una bella morbidezza cremosa e un gusto rinfrescante e dolce allo stesso tempo, in cui percepiamo la frutta a polpa bianca, l’erba cipollina e un pizzico di cedro.

Un piacevolissimo finale di bocca che rinfresca alla perfezione dopo un assaggio di gnocchi ai 4 formaggi, lasciando in bocca una scia che sa delicatamente di agrumi, erbe aromatiche e pera abate.

A guardarla e assaggiarla da sola non penseresti subito ad abbinarla a una salsa a base di formaggi … e invece il suo magico equilibrio tra le durezze presenti, assieme a un’aromaticità che sta davvero bene con il gusto della pietanza, la rende davvero una scelta bianca perfetta per gli Gnocchi ai 4 Formaggi.

Provare per credere!

Questa Falanghina non è proprio così facilmente reperibile online, ma spesso si trova nelle enoteche specializzate in vini biologici. Il prezzo di questo bianco si aggira intorno ai 10 Euro.

 

Barbera d'Alba Rocche del Santo 2016
Barbera d’Alba Rocche del Santo 2016

3. Barbera d’Alba Superiore Rocche del Santo 2016 – Brandini

Con il suo bel rubino luminoso, non possiamo che aspettarci sentori fruttati di ciliegie.

Un bouquet aromatico che poggia anche su note delicate di pepe nero, di erbe aromatiche, caratterizzato da un’ulteriore, rinfrescante, sensazione balsamica di timo ed eucalipto.

Un sorso che conquista per freschezza, sapore e vellutatezza, dove anche i tannini si percepiscono amabilmente.

Una Barbera d’Alba che, con la sua persistenza fruttata, esalta soprattutto il gusto lievemente erborinato degli gnocchi ai 4 formaggi, senza mettere in luce spunti amaricanti.

Un rosso che sostiene pienamente la struttura della pietanza e rinfresca la bocca con la giusta acidità.

Potete trovare questa gustosa e rappresentativa Barbera d’Alba online, a questo link, a circa 23 Euro.

 

Charta 2016 - Weingut Niklas
Charta 2016 – Weingut Niklas

4. Charta 2016 – Weingut Niklas

Un’uva autoctona, la Schiava Trentina, un vino tipico, un gusto fresco e brioso, con la giusta sapidità e quell’aromaticità fruttata, perfetta per esaltare il gusto di una salsa ai 4 formaggi.

Profumi piacevolmente aciduli di fragoline di bosco e lamponi, con un’importante aromaticità vegetale di felce, tarassaco e fieno.

Un vino che si abbina benissimo a un gustoso tagliere di salumi e formaggi di malga e che sta davvero bene con gli Gnocchi ai 4 Formaggi.

Un sorso semplice e profumato, in cui ritroviamo tutto ciò di cui abbiamo bisogno per alleggerire il palato dopo un boccone di gnocchi ai 4 formaggi, e che aggiunge alla pietanza un gusto fruttato fresco e una delicata sapidità vegetale.

Potete acquistare questo vino online, registrandovi sul portale di svinando.com.

Direttamente dal produttore potete acquistare questa ottima Schiava a circa 10 Euro.

Un vino godibilissimo ed economico, assolutamente da provare con gli Gnocchi ai 4 Formaggi.

 

p.s. Se siete interessati ad altri abbinamenti cibo vino per pietanze che hanno come protagonisti i formaggi, guardate i seguenti articoli!

 

Due Vini perfetti per le Crêpes Radicchio e Taleggio

La Cantina LasteRosse e il Groppello di Revò

Il Vino Perfetto per la Pasta Funghi e Taleggio

Lo Chambave Muscat della Crotta di Vegneron: un Vino Perfetto per la Fonduta

 

Vini perfetti per il Risotto alla Zucca

Due Vini perfetti per il Risotto alla Zucca

Risotto alla Zucca!
Risotto alla Zucca!

Per Halloween perché non proporre un classico della tradizione gastronomica italiana? Basta aggiungerci il vino giusto per creare una cena da brivido 🙂

Ecco, quindi, che in questo articolo colgo l’occasione per presentarvi due Vini perfetti per il Risotto alla Zucca!

Un piatto profumato ma delicato nel sapore, basta poco per coprire la tipica aromaticità della zucca e snaturarne il sapore.

Tuttavia, bastano pochi accorgimenti per trovare il giusto vino, in grado di esaltare la semplicità di questo conosciutissimo primo piatto.

Pronti  a conoscere questi due Vini perfetti per il Risotto alla Zucca! Eccoli, basta leggere oltre!

… e non si parlerà solo di vini bianchi!

 

Tullum Pecorino Biologico
Tullum Pecorino Biologico

1. Pecorino Biologico Tullum 2017 – Feudo Antico

Quello Biologico proposto da Feudo Antico è un Pecorino con un’aromaticità davvero tipica e piacevolmente intensa: consuete note agrumate ed esotiche di ananas a cui si aggiungono fragranze vegetali aromatiche, appena mentolate, che richiamano l’erba tagliata, il fieno, il timo, la salvia e la menta.

Un corollario di profumi davvero ottimi per esaltare l’aromaticità di un ortaggio come la zucca.

Se già troviamo piacevolezza nel suo bouquet fruttato ed erbaceo, il sorso di questo Pecorino è davvero più penetrante.

Da un Pecorino abruzzese ben fatto ci si aspetta sempre una bella acidità, è così è per il Tullum: appena assaggiato si sente immediatamente l’affilata freschezza a cui si aggiunge anche una lampante sapidità, che chiude l’assaggio su note quasi salate di timo.

Un gran bel pecorino abruzzese, con un bellissimo sorso saporito e quella viva freschezza perfetta per esaltare la netta tendenza dolce della zucca.

Un vino che rende speciale anche la semplicità di un risotto alla zucca … provate e ditemi!

Lo potete trovare online qui, a circa 14 euro.

 

Gavi 2017 - La Scolca
Gavi 2017 – La Scolca

2. Cortese di Gavi 2017 – La Scolca

Un abbinamento classico ma assolutamente delizioso: il Cortese di Gavi della Scolca con un ottimo risotto alla zucca, successo assicurato.

I profumi del Gavi 2017 dell’Azienda La Scolca esaltano alla perfezione quelli della zucca: mela golden, pera abate, un pizzico di scorza di limone e poi tanti fiori selvatici e aromi d’acacia e verbena.

Un Gavi con un gusto dominato da una freschezza vivace che riporta piacevolmente al palato i sentori agrumati.

Il tocco sapido colpisce dopo, lasciano in bocca una piacevole salinità marina e gessosa.

Un abbinamento oserei dire perfetto, dove vino e piatto vanno a braccetto e dove ogni singolo sapore viene percepito nella sua deliziosa e amplificata originalità.

Provatelo e fatemi sapere se anche per voi questa accoppiata è davvero così gustosa!

Potete trovare il Cortese di Gavi 2017 della Scolca qui, a circa 9 Euro.

 

… E se volessi un Rosso per il Risotto alla Zucca?

Con la ricetta classica del risotto alla zucca è sconsigliabile abbinare un vino rosso … specie se volete sentire il sapore della zucca J E’ un piatto in cui troviamo sensazioni evidenti come la tendenza dolce, un po’ di grassezza, la sapidità del parmigiano usato per la mantecatura, una tipica aromaticità e una delicata persistenza gusto olfattiva: caratteristiche che chiamano a gran voce un vino bianco … o, al massimo, un orange wine !

Tuttavia, può bastare una piccola variazione alla classica pietanza per poter assaporare un bel vino rosso in abbinamento alla celebre zucca di Halloween.

Ad esempio, potete servire il Risotto di zucca su una fonduta di Pecorino, Parmigiano o di Taleggio!

Ecco, a una ricetta elaborata così, potete abbinare una gustosa e morbida Barbera d’Alba, un rosso, con la giusta acidità e un tannino elegante e vellutato, soffuso ed equilibrato.

In particolare, con un risotto di zucca su fonduta di Taleggio, sta molto bene la Barbera d’Alba Superiore di Cascina Cucco (la trovate qui all’ottimo prezzo di circa 14 Euro) e, a un risotto di zucca su fonduta di Parmigiano, si accompagna con gusto la Barbera d’Alba 2017 di Matteo Correggia (la trovate qui a circa 11 Euro).

Risotto alla Zucca su Fonduta di Taleggio
Risotto alla Zucca su Fonduta di Taleggio

Due Barbere d’Alba davvero fantastiche, con un equilibrio da urlo, morbide e setose al palato, di guizzante acidità e un’aromaticità bilanciata su note floreali, fruttate e vegetali.

Infine, devo dire che, contrariamente alle aspettative originarie, un bel piatto di risotto alla zucca su fonduta di Taleggio ha trovato, nei miei esperimenti, un ottimo compagno di viaggio nel rosso di Valtellina di ArPePe.

Un rosso intenso nei profumi ma estremamente morbido, fresco e con quell’aromaticità in grado di esaltare il gusto del Taleggio, senza nascondere il gusto e il profumo tipico della zucca. Un abbinamento che mi ha sorpresa.

Potete trovare il Rosso di Valtellina 2016 di ArPePe a questo link, a circa 17 Euro.

Provatelo anche voi e ditemi se vi piace!

 

 

Conoscete altri Vini perfetti per il Risotto alla Zucca

Scegliete il vostro abbinamento … poi fateci sapere cosa avete degustato questo Halloween!

 

Cheers!

Il Cortese di Gavi e gli Abbinamenti Possibili

Il Cortese di Gavi e gli Abbinamenti Possibili

Avevo promesso che ne avrei parlato in dettaglio ed eccomi qua, a raccontarvi tutti i possibili abbinamenti di un grande bianco italiano piemontese: il Cortese di Gavi.

Una DOCG riconosciuta nel 1998, un fazzoletto di terra racchiuso in 11 comuni in provincia di Alessandria, al confine con la Liguria, tra montagne, mare e colline; un’uva cortese, valorizzata da un numero esiguo di viticoltori che hanno voluto puntare sulla tipicità del territorio e su un vitigno autoctono a bacca bianca in grado di regalare vini davvero speciali.

Perché il Piemonte non è solo terra di ottimi rossi.

 

Il Cortese di Gavi: Caratteristiche Organolettiche

Tra tutti i grandi bianchi italiani, il Gavi si distingue per la sua estrema delicatezza e per il grande equilibrio che le uve di Cortese riescono a conferire al vino.

Un bianco che possiamo definire anche piuttosto longevo, capace quindi di migliorarsi anche dopo un periodo di 8-10 anni dalla vendemmia.

Diverse verticali hanno infatti dimostrato come questo particolare Cortese in purezza possa arricchirsi è diventare ancora più intenso e strutturato in un periodo di circa 10 anni.

Pertanto il Gavi è un vino gradevole sin da subito ma anche interessante da conservare: un dono pregiato per chi vuole conoscere un grande bianco nostrano.

Nel bicchiere, caratteristico del Cortese di Gavi, è il vivido colore giallo paglierino, con delicati riflessi verdolini. Il bouquet aromatico è piacevolmente fruttato, floreale e vegetale.

Profumi di frutta fresca, mele, pere, pesche e albicocche, melone, con possibili note agrumate e di frutta secca come mandorle e nocciole. Fragranze floreali di gelsomino, biancospino, margherite e fiori di campo. In moltissimi casi, nel Cortese di Gavi troviamo anche note vegetali, più o meno accentuate, che richiamano le erbe aromatiche.

Con l’evoluzione, spesso il Gavi acquista sentori più minerali che ricordano le rocce calcaree marine.

Un vino bianco che a tavola diventa davvero un passepartout per menù eleganti, a patto di saper scegliere i giusti ingredienti da valorizzare attraverso la compagnia di questa delizia enologica.

Quindi, a cosa abbiniamo questo Chanel dei bianchi italiani?

Assaporate con noi i Gavi che vi sto per presentare e tutti i loro possibili abbinamenti! Leggete Oltre!

 

Il Cortese di Gavi: tutti gli Abbinamenti

 

Roverello Brut
Roverello Brut

Il Gavi Spumante: Metodo Martinotti e Metodo Classico

Il Cortese è in grado di regalarci delle gustose bollicine, sia in metodo Martinotti sia in metodo classico, in una più raffinata e intensa interpretazione.

 

Le versioni elaborate in autoclave, secondo la metodologia Martinotti-Charmat, sono freschissime e piacevoli, da consumare con grande piacevolezza e disinvoltura in abbinamento a ogni tipologia di antipasto.

La “morte loro” è sicuramente in abbinamento alle fritture di crostacei e di verdure.

I sentori piacevolmente citrini, con note di frutta bianca e delicati accenni floreali, arricchiscono l’aromaticità tipica del pesce e delle verdure.

La carbonica tipica di questa versione di Gavi, con bollicine persistenti e di media grandezza, sgrassa alla perfezione la pesantezza della frittura, al momento dell’assaggio.

In particolare, i Gavi metodo Martinotti si abbinano molto bene alle seguenti specialità: fiori di zucca ripieni, crocchette di pollo, tempura di crostacei e verdure.

Tuttavia accompagnano bene anche antipastini sfiziosi come le crocchette di mozzarella e le uova ripiene.

Diverso è il discorso per i Gavi Metodo Classico. A seconda del tempo di permanenza sui lieviti, questi spumanti 100% Cortese si arricchiscono di una struttura minerale, con sentori più marcati di frutta secca e decisamente fragranti, una carbonica molto più vellutata e una persistenza davvero eccellente.

Da degustare a una temperature di circa 6-8 gradi, con la loro eleganza sposano benissimo il gusto di primi piatti conditi con verdure, ortaggi, tuberi aromatici, pesce e crostacei.

Alcuni abbinamenti specifici? Eccoli: Risotto ai finferli o ai funghi porcini, Risotto al Tartufo bianco, Lasagne funghi e piselli, Lasagnette di mare, Ravioli di Cernia con burro e salvia, Risotto alla zucca, Calamari ripieni, Arancini di riso.

Vediamo insieme qualche esempio di questi Gavi effervescenti.

 

Roverello Brut – Broglia

Luminoso, con profumi delicati che ricordano gli agrumi, la pesca bianca e i fiori di campo, con note soffuse di salvia e prezzemolo. Beva freschissima, tagliente e persistente sulle note vegetali e floreali. Piacevole sapidità marina che emerge dopo un paio di secondi dall’assaggio.

Imperdibile se accostato con i Panzerotti Napoletani … Nord e Centro Italia che s’incontrano in un abbinamento cibo vino delizioso.

Brut Millesimato La Scolca
Brut Millesimato La Scolca

Sicuramente un’alternativa gustosa e originalissima rispetto al più conosciuto Prosecco.

Potete acquistare il Roverello Brut qui, a circa 8 Euro.

 

Brut Millesimato – La Scolca

Un Gavi spumante molto diverso dal precedente, un Metodo Classico di grande spessore gustativo, una sfida aziendale rivolta a quei palati in cerca di bollicine speciali, per piatti raffinati e gustosi.

Un perlage fine e persistente, un colore brillante, una carbonica piacevole e pungente all’inizio ma che si evolve in bocca diventando corposa e burrosa. Ve ne ho già parlato qui ma, finalmente, ho avuto modo di sperimentare alcuni abbinamenti.

Un Metodo Classico strutturato ma che resta comunque duttile in tema abbinamento.

Lo potete degustare con una bella frittura di paranza ma anche su piatti di pesce mooolto più raffinati.

All’inizio pensavo di abbinarlo a un bel risotto agli scampi, come avevo scritto qui, tuttavia l’ho trovato assolutamente perfetto con un Astice in Crosta e con dei Roll fusion all’Astice.

I profumi e l’assaggio vellutato di questo millesimato esaltano con grande gusto il sapore tenue, ma tipicamente concentrato, di questo pregiato crostaceo.

Se avete in mente una cena speciale con un menù davvero raffinato, questa è di sicuro un’opzione più che valida.

Potete trovare il Millesimato Brut 2009 dell’Azienda La Scolca qui, a circa 28 Euro.

 

Il Cortese di Gavi fermo

Sicuramente la versione più conosciuta.

Ecco quell’equilibrio di cui vi parlavo, un duetto armonico perfetto tra freschezza e sapidità, giocata in una struttura delicata ma di grande persistenza … e non siamo di fronte a un vitigno aromatico.

Profumi tipicamente fruttati, floreali, con accenni vegetali e, con un minimo di evoluzione, anche minerali, a richiamare quel mare ligure così vicino. Un Cortese che esprime grande coerenza tra aromi a gusto.

Infatti all’assaggio ritroviamo il gusto della frutta, degli agrumi, dei fiori di campo e delle erbe aromatiche.

Una persistenza in cui, generalmente, è la sapidità salina a dominare il finale d’assaggio, più in sordina nel bouquet aromatico.

Un vino delicato e saporito allo stesso tempo, davvero perfetto per esaltare il gusto di crostacei, piatti di pesce in generale e primi conditi con ortaggi aromatici.

Un bianco in grado di sostenere senza esasperare il gusto di ingredienti dal gusto particolare, come ad esempio le olive, le mandorle, i pistacchi, il basilico, la menta, lo zenzero, i pomodori, le acciughe.

Gavi 2017 Villa Sparina
Gavi 2017 Villa Sparina

Alcuni esempi di abbinamento per il Cortese di Gavi fermo? Eccoli: Risotto ai funghi porcini, Risotto alla zucca, Insalata di riso (con carne/verdure/pesce), Parmigiana di Verdure, Zucchine ripiene, Frittura di Calamari, Insalata di Pollo, Sushi e Sashimi, Crudi di Pesce, Risotto alla Crema di Scampi, Spaghetti vongole e zucchine, Ravioli ricotta e spinaci, Pasta al Pesto Genovese, Cappelletti in brodo, Coniglio alle Erbe, Orata in crosta di patate, Spaghetti con ragù di spada in bianco, Baccalà e Ceci.

Come potete vedere la versatilità del Cortese di Gavi è davvero ottima: un vino bianco fermo che potete veramente sfruttare a tutto pasto, dagli antipasti ai secondi di pesce o carni bianche.

Per fare una scelta oculata, per le pietanze più elaborate scegliete Gavi meno giovani che magari sono stati affinati più a lungo in bottiglia, delle versioni riserva, oppure elaborati da vigne storiche spesso in grado di regalare maggiore robustezza e sapore al vino.

Ecco due esempi di due ottimi Gavi, di buon rapporto qualità prezzo e assolutamente esemplificativi dalla versatilità e delle caratteristiche di questo bianco italiano.

 

Il Gavi 2017 – Villa Sparina

Il primo Cortese di Gavi che ho assaggiato nella mia vita.

Un vino semplice, schietto e genuino ma assolutamente non banale. Spesso semplicità è sinonimo di sapore e finezza. Quello di Villa Sparina è davvero un Gavi gradevole ed equilibrato, piacevolmente profumato, con sentori che ricordano la campagna assolata: aromi floreali di margherite e gelsomino, seguiti da note più dolci e fresche di mela bianca e pera kaiser.

Leggero e fresco alla beva, scivola in bocca con grazia, lasciando una piacevole e persistente scia aromatica dal gusto fruttato.

E’un Gavi davvero delizioso per accompagnare un gustoso e tipico antipasto a base di Robiola di Roccaverano.

Altrimenti potete sfruttarlo benissimo a tutto pasto, come degno partner di un carpaccio di pesce spada con verdure, oppure su una pasta al ragù di coniglio.

Un Gavi classico con tanti possibili abbinamenti.

Lo potete acquistare online qui a circa 11 Euro, altrimenti lo trovate facilmente anche da Eataly.

 

Gavi dei Gavi 2017 La Scolca
Gavi dei Gavi 2017 La Scolca

Il Gavi dei Gavi 2017 – La Scolca

Il mio Gavi preferito, ve ne ho già parlato qui, ma stavolta ve ne voglio raccontare tutti i possibili abbinamenti.

Un sorso freschissimo e lungamente sapido, con quella peculiare aromaticità in grado di esaltare il gusto del pesce. Un bouquet floreale, fruttato e vegetale, che vede aggiungersi, alle tipiche note di gelsomino, note fruttate fresche e dolci che ricordano il melone bianco e gli agrumi, sentori di frutta secca, mandorle soprattutto, e note vegetali di salvia, timo e basilico.

Un vino che si abbina molto bene ai primi piatti di verdure e pesce, caratterizzati da gusto e aromaticità.

L’ho trovato delizioso su dei ravioli ripieni di ricotta e basilico con scampi e mazzancolle: un abbinamento di grandissima eleganza che, non a caso, viene spesso proposto per occasioni conviviali importanti dove al vino è riservato un posto d’onore.

Il Gavi Etichetta Nera della Scolca accompagna e non copre, esalta senza disturbare, il sapore dei nobili crostacei e la tendenza dolce e aromatica della pasta all’uovo e del suo ripieno.

Potete trovare il Gavi Etichetta Nera 2017 dell’Azienda La Scolca qui, a circa 21 Euro.

 

Il Cortese di Gavi Dolce

Crostata ricotta e visciole e Gavi Passito
Crostata ricotta e visciole e Gavi Passito

Ebbene si, pochissimi produttori hanno puntato anche su una versione dolce del Cortese di Gavi.

Un passito da uve Cortese selezionate, lasciate surmaturare in pianta e poi raccolte. Un passito che, spesso, viene poi messo a maturare in piccoli tini di rovere.

Un vino dolce inedito ma davvero sorprendente all’assaggio, specie per chi ama i vini dolci ma non troppo.

Un’aromaticità in cui regna la frutta secca, la scorza di limone, le albicocche disidratate, il cedro e la scorzetta d’arancia candita, la mela disidratata,  il miele millefiori, il croccante alle mandorle, note più fresche e vegetali di timo al limone.

Un sorso intenso, attraversato immediatamente da un’intensa freschezza, che chiude su note dolci di miele alle erbe e arancia candita.

Crostata Ricotta e Albicocche e Gavi Passito
Crostata Ricotta e Albicocche e Gavi Passito

Un passito perfetto per molte tipologie di dessert, assolutamente versatile per struttura e gusto: un vino dolce non impegnativo, che non stanca mai il palato.

Potete abbinarlo ai tipici dolci di Natale nostrani e d’Oltralpe, come il Pandoro, il Panettone, la treccia di Natale, lo Stollen, i Lebkuchen e i Berliner Brot, ai ciambelloni, ai plumcake e alle torte a base di ricotta, marmellata e frutta secca.

Alcune ricette specifiche da tutta Italia? Provate il Cortese di Gavi in versione “dessert” con queste celebri ricette: Crostata ricotta e visciole, Rotolo farcito con panna e marmellata di ciliegie, Torta di zucca, Spongarda di Crema alla mele, Nocciolini di Chivasso e i Brutti e Buoni.

 

Pronti a passare un weekend in compagnia di una bella bottiglia di Cortese di Gavi? 😉

Cheers!

Il Gavi e La Scolca … Waiting for Cento

Il Gavi e La Scolca … Waiting for Cento

Sua maestà il Cortese di Gavi, il bianco piemontese più famoso e amato in Italia e nel mondo, raccontato alla perfezione nella produzione storica ed eclettica dell’Azienda La Scolca, della Famiglia Soldati.

 

La Scolca: Cent’Anni di Cortese di Gavi

 

In questo approssimarsi al 2019, La Scolca e il suo armonico Gavi giungono a festeggiare ben cent’ anni di amore per la terra e di passione per il vino.

Cent’anni di valorizzazione dell’Uva Cortese, dal 1919, una storia avventurosa che unisce l’amore per un terroir, estremamente vocato ad esprimere al meglio le potenzialità di questo vitigno autoctono, alle vicende di una famiglia e di un’azienda che è riuscita a portare il fascino e il gusto del Gavi verso nuovi orizzonti.

Nuovi obiettivi che, pur volando all’estero, rimangono strettamente connessi alla tradizione e alla terra d’origine, di cui il loro Gavi è pura espressione.

Una mission che si sta concretizzando non solo nell’estrema cura e tutela del territorio e della produzione ma anche nel rinnovamento completo della cantina, che potrà essere visitata da Gennaio 2019, per permettere ad appassionati, neofiti ed esperti di conoscere un territorio e una tradizione enogastronomica tutta italiana.

Comunicare il vino con passione e innovazione si deve e si può, sia in Italia sia all’estero, questa la metà dell’Azienda La Scolca e della sua Ambasciatrice Chiara Soldati per celebrare al meglio questa importante ricorrenza temporale e traguardo del suo Gavi.

I festeggiamenti per l’atteso centenario, attraverso cui comunicare il fascino moderno e lo storico gusto del Cortese secondo La Scolca, sono già iniziati e continueranno fino agli inizi di Novembre.

 

Il Gavi secondo La Scolca

Proprio ieri sera, in occasione della Vendemmia Romana, presso la boutique di Stuart Weitzman in Via Condotti, a Roma, ho avuto modo di (ri)conoscere alcune diverse interpretazioni di Cortese, prodotte dall’Azienda La Scolca: un Metodo Martinotti che ancora non conoscevo, il loro delizioso Cortese Metodo Classico e, ovviamente, il  Gavi dei Gavi, loro marchio di fabbrica.

Vediamo se riesco a farvi venire voglia di assaggiarli …

 

 

Rugré 2017 – Cortese Metodo Martinotti

Un colore brillante che riflette la freschezza di questo Cortese spumante: una vivacità che si esprime sia nei profumi sia nel gusto.

Fragranze semplici e immediate di mela verde croccante, pera kaiser, litchi e pompelmo, appena un tocco floreale di biancospino.

All’assaggio assaporiamo immediatamente la bella acidità che, dopo pochi secondi, cede il passo a una piacevole sapidità, in un sorso che chiude rapido e deciso su note agrumate.

Quando pensate al metodo Martinotti, non ricordatevi solo del più noto Prosecco.

Il Cortese metodo Charmat della Scolca è davvero una bella sorpresa. Stupitevi anche voi!

Abbinamenti?

Provate il Rugré 2017 su una bella tempura di gamberoni, gli darà quella giusta freschezza e una dolce e citrina aromaticità.

 

Gavi Metodo Classico 2010

Uva Cortese in purezza, 8 anni sui lieviti, un’aromaticità intensa e persistente, facilmente percepibile anche solo avvicinandosi al bicchiere.

Un bouquet dolce e fresco al contempo: mela renetta, pesca gialla, un tocco di banana, margherite e fiori d’acacia, croccante di miele e nocciole, un soffio di cipria e un tocco di croissant integrale.

L’assaggio è quello che più mi ha intrigata: un sorso freschissimo ma equilibrato, quasi cremoso, dove troviamo anche  una bella sapidità minerale che chiude su note persistenti di mandorle caramellate.

Un Metodo Classico di estrema eleganza, dal gusto fine e intenso, con un’aromaticità assolutamente perfetta per accompagnare un risotto ai funghi porcini o un risotto agli scampi.

Devo provare entrambi gli abbinamenti al più presto quindi … stay tuned!

 

Gavi dei Gavi 2017

Essenza stessa del Cortese.

Nel bicchiere, un giallo paglierino vivido. Ci aspettiamo di certo una gran bella freschezza.

I profumi indicano lo stesso ma riflettono anche un’eventuale morbidezza gustativa.

Melone bianco, mela golden, accenni esotici di ananas e pompelmo, albicocche secche, fiori di campo e gelsomino, miele millefiori.

All’assaggio si mostra davvero cortese ed estremamente equilibrato: un sorso giocato su una bella acidità iniziale accompagnata, poco dopo, da una gustosa e persistente mineralità che chiude dolcemente, priva di note tendenzialmente amarognole.

Un Cortese morbido, fine, profumato e delicato, davvero perfetto nell’esaltare il gusto delle pietanze di mare, dall’aperitivo ai secondi di pesce.

Provatelo con degli involtini di sogliola e mazzancolle … un abbinamento di estrema eleganza e gusto.

D’altronde il Gavi secondo La Scolca è così.

Vini perfetti per le Crêpes Radicchio e Taleggio

Due Vini perfetti per le Crêpes Radicchio e Taleggio

Finalmente oggi vi posso descrivere ben due vini perfetti per le crêpes radicchio e taleggio!

Un primo piatto gustoso, che tutti conoscono, saporito, facile da preparare ma davvero complicato in termini di abbinamento cibo vino!

Infatti non è affatto semplice trovare un vino con quell’aromaticità capace di esaltare i profumi e il gusto del radicchio e di un formaggio a crosta lavata come il taleggio.

 Allo stesso tempo, il vino da ricercare dovrà vantare una bella morbidezza,una struttura e un equilibrio adeguati  a sostenere il gusto e la persistenza dei particolari ingredienti di questo piatto, senza metterne in luce le asperità.

Sia il Taleggio sia il radicchio sono infatti caratterizzati da un’evidente aromaticità e, nel caso del radicchio, anche da una spiccata tendenza amarognola, sicuramente piacevole all’assaggio, specie se ingentilita dalla presenza della pasta, ma che non deve essere messa eccessivamente in risalto!

Da tendenza amarognola a piena amarezza il passo è facile e breve, con gli ingredienti e i vini sbagliati!

Ecco, i due vini di oggi riescono perfettamente nell’impresa, risultando davvero giusti in un abbinamento con le crêpes Radicchio e Taleggio!

Scoprite con noi i due protagonisti di oggi, leggendo oltre!

 

1. Due Vini perfetti per le Crêpes Radicchio e Taleggio: il Cretico di Cantina Tollo

Cretico 2016
Cretico 2016

In questo post colgo l’occasione per presentarvi il Cretico di Cantina Tollo, annata 2016, una gustosa espressione italiana e abruzzese dello Chardonnay.

Il Cretico è uno Chardonnay in purezza che, una volta assaggiato, rimane impresso nella memoria gustativa, per la sua incredibile saporosità.

Un vino succoso e vellutato, di grandissima persistenza. Forse qualcuno potrà storcere il naso per l’utilizzo della barrique nella vinificazione di questo bianco, ma i profumi e il sapore del Cretico sono tutt’altro che legnosi e vanigliati.

La morbidezza gustativa c’è ed è perfetta nell’accompagnare il gusto intenso delle crêpes radicchio e taleggio.

Profumi dolci e freschi allo stesso tempo, con pochi tocchi di speziatura: mela bianca, ananas, bergamotto, fiori di acacia, zenzero e pane con noci e agrumi.

All’assaggio è intenso, denso, caldo, ravvivato da note fresche e lievemente piccanti di limone candito e zenzero. Un’acidità presente ma ben inserita in una struttura piena ed avvolgente. La sapidità rimane più in sordina e si percepisce soprattutto alla fine dell’assaggio, con un guizzo persistente su note speziate dolci.

La tendenza amarognola del radicchio viene completamente avvolta e ingentilita dalla pseudo dolcezza aromatica e gustativa del Cretico mentre il gusto cremoso e aromatico del taleggio trova ottimo accompagnamento nella struttura di questo Chardonnay.

Potete acquistare il Cretico direttamente sul sito del produttore, a questo link, a circa 17 Euro.

 

2. Due Vini perfetti per le Crêpes Radicchio e Taleggio: il Cerasuolo d’Abruzzo Superiore Colle Trà di Cantina Strappelli

Cerasuolo d’Abruzzo Colle Trà
Cerasuolo d’Abruzzo Colle Trà

Siamo ancora in Abruzzo e stavolta il degno compagno per le Crêpes Radicchio e Taleggio si presenta in una bella e invitante veste rosata, che richiama pienamente il colore del melograno. Un colore a suggerimento del bouquet aromatico di questo Cerasuolo? Io dico di sì !

Profumi dolci ma non troppo, ravvivati da un’aromaticità vegetale intensa. Note di ciliegia appena matura, mirtilli, fichi, melograno (visto?), finocchietto selvatico e proprio una punta di basilico.

Il Colle Trà è un Cerasuolo d’Abruzzo strutturato ma alleggerito da una bella freschezza, che rallegra il palato con una sapidità giocata su una fusione di aromi vegetali e fruttati.

Un vino in grado veramente di esaltare le sensazioni organolettiche di un ingrediente come il radicchio. Un rosato che viene ingentilito, nelle sue asperità, dalla morbidezza, dalla struttura e dalla tendenza dolce di un formaggio a crosta lavata come il taleggio.

Un abbinamento veramente inaspettato  e azzardato, sicuramente meno morbido del precedente, ma davvero piacevole.

Non è un vino così facile da trovare, tuttavia, al momento potete acquistare questo Cerasuolo d’Abruzzo qui, a circa 9 Euro.

 

E voi avete trovato altri vini perfetti per le le Crêpes Radicchio e Taleggio? Diteci!

Cheers!

 

Vini Perfetti per il Pesto alla Trapanese

3 Vini Perfetti per il Pesto alla Trapanese

Se qui vi avevo indicato un vino perfetto per il Pesto alla Genovese, è finalmente giunta l’ora di raccontarvi ben 3 Vini Perfetti per il Pesto alla Trapanese.

Pesto alla Trapanese
Pesto alla Trapanese

Se il pesto alla trapanese è completamente diverso da quello genovese, ciò che sicuramente li accomuna è la succulenza e l’intensità aromatica e gustativa.

Un piatto di pasta condito con un pesto alla trapanese, profumato e saporito, deve assolutamente essere accompagnato da un buon calice .. del vino più adatto.

E quale sarà mai il vino più adatto a questo piatto? Di seguito ve ne faccio assaggiare due!

 

Vini Perfetti per il Pesto alla Trapanese: Che Caratteristiche Cercare?

Che caratteristiche dovrebbe avere un vino per abbinarsi con gusto a una pasta con pesto alla trapanese?

Sicuramente dovrà essere un vino profumato, con aromi fruttati, floreali e vegetali, di medio corpo, con una buona intelaiatura fresco sapida, una buona morbidezza e una persistenza gusto – olfattiva chiaramente percettibile.

Tanti sono i potenziali compagni vinosi per questa pietanza ma, dobbiamo dire, che la corrispondenza aromatica tra vino e piatto gioca un ruolo molto importante.

Pensate agli ingredienti che creano un pesto alla trapanese? Quali sono i profumi e i sapori che dovremo ricercare in un vino? Quali sentori valorizzano l’aromaticità del pomodoro, del basilico, del pecorino e delle mandorle? 4 ingredienti dal sapore particolare e di spiccata aromaticità in cerca del giusto compagno vinoso.

Vediamo insieme i vini scelti come protagonisti di oggi e scopriamo quali sono le caratteristiche che li rendono perfetti compagni di tavola per una pasta al pesto trapanese!

 

1. Viognier Le Senie –Mandrarossa Cantine Settesoli (Sicilia)

Viognier Le Senie 2017
Viognier Le Senie 2017

Il primo vino è un bianco siciliano, un Viognier in purezza dal territorio di Menfi e delle terre sicane.

Un tripudio di profumi intensi e piacevolmente dolci di frutta a polpa gialla: pesca percoca, melone e albicocca. A seguire si percepiscono le note più delicate e vegetali di maggiorana e dragoncello.

Un sorso agile e fresco, arricchito da una sapidità morbida e succosa che riporta i profumi della frutta estiva.

Un tenore alcolico nascosto che ben risponde alla succulenza nel piatto, grande morbidezza e piacevole mineralità, per un vino che difficilmente stanca e rinfresca il palato con la sua vellutata persistenza aromatica.

Un vino con un eccellente rapporto qualità prezzo, profumato e bevibilissimo: lo trovate online qui a circa 6 Euro.

 

Nero d'Avola Terre dei venti
Nero d’Avola Terre dei venti

2. Nero D’Avola Torre dei Venti – Cantina Fazio (Sicilia)

Di un bellissimo rosso rubino, il Torre dei Venti è un Nero d’Avola che incanta gli occhi, ma soprattutto il naso e la bocca.

Profumi di frutta rossa dolce e fresca: fragole, ciliegie e more con tocchi rinfrescanti di erba tagliata e mentuccia. Un sorso caldo e morbido, con tannini delicati.

Perfetto nella freschezza per rinfrescare il palato dopo una assaggio di pesto alla trapanese e giustamente vellutato nell’accompagnare il gusto particolare delle mandorle e del pecorino.

Un Nero d’Avola estremamente versatile che potete abbinare a formaggi mediamente stagionati e saporiti (come il Ragusano o il Caciocavallo palermitano), a primi e secondi a base sia di carne sia di pesce. Qualche suggerimento?

Provatelo con queste ricette: Pasta con pesto alla trapanese (ovviamente!), pasta alla Norma, Parmigiana di Melanzane,tagliata di manzo al balsamico, trancio di tonno alla griglia, pesce spada con i peperoni.

E’ un vino che potete trovare online a circa 9 Euro.

 

3. Nocera 2015 – Vasari (Sicilia)

Nocera 2015 - Vasari
Nocera 2015 – Vasari

Ancora un vino siciliano ma, stavolta, introduciamo anche un vitigno tipico e poco conosciuto della regione: il Nocera per l’appunto. Coltivato fin dall’antichità (parliamo dell’VIII sec. a.C.) nel Nord Est della Sicilia, è stato finalmente riscoperto e valorizzato in produzioni in purezza.

Un vitigno a bacca rossa che in assolo regala vini profumati, freschi e longevi, davvero eleganti e il Nocera di Vasari ben rispecchia queste potenzialità.

Di un bel rosso granato scarico e trasparente, il Nocera 2015 di Vasari offre profumi immediati e vinosi. Un’aromaticità fresca, di ribes e lamponi, con intensi tocchi vegetali di una fantasiosa macchia mediterranea, composta da felce, aloe e mirto.

All’assaggio buona persistenza, freschezza intensa ma non pungente e una sapidità ferrosa che ricorda la grafite. Trama tannica presente e piacevolmente asciugante.

Un vino rosso leggero, perfetto per i piatti di pesce, come il tonno alla trapanese, ma ottimo anche su un piatto di pasta condito con un delizioso pesto alla trapanese.

Lo potete acquistare online, direttamente sul sito del produttore, a 15 Euro.

 

Si, mi rendo conto di aver giocato un po’ sul sicuro scegliendo solo vini siciliani … ma vedrete che prima o poi troverò altri Vini Perfetti per il Pesto alla Trapanese, da tutta Italia.

 

Cheers!

Il Frascati

Gli abbinamenti possibili per il Frascati

Per me quasi un imperativo morale, non potevo non scrivere un articolo dedicato agli abbinamenti possibili per il Frascati.

Sicuramente è la tipologia di vino italiano che conosco di più, la prima che ho assaggiato.

Sebbene sia stato a lungo un vino estremamente sottovalutato, con una nomea sinistra, il tempo sta lentamente cambiando per questa denominazione che viene ormai molto apprezzata dagli amanti del vino.

Eppure presso il grande pubblico è una tipologia di vino che viene ancora guardata con sospetto.

Nella DOCG laziale del Frascati esistono dei prodotti fantastici, profumati e godibilissimi con tantissime pietanze non solo locali: vini di qualità, buoni e – cosa da non dimenticare – economici.

Anche i più grandi Frascati difficilmente arrivano a costare 15-20 Euro. Forse è proprio per questo che in tanti continuano a snobbare questo ottimo vino?

Ebbene che si ricredano, leggendo per intero questo articolo!

 

Il Monte Tuscolo
Il Monte Tuscolo

Il Frascati: Dove e Come

Un vino simbolo del territorio laziale e, ovviamente, di quella regione dei castelli, sui Colli Albani, che vede come sua perla, proprio l’antico centro di Frascati. Una zona produttiva che tuttavia non comprende solo quest’ultimo centro, ma anche i comuni di Grottaferrata, di Monte Porzio Catone e parte dei territori comunali di Monte Compatri e Roma.

E’ un vino prodotto principalmente con due uve profumate e autoctone del Lazio: la Malvasia di Candia Aromatica (fino a un 50%)  e/o la Malvasia Puntinata (10-40%). A queste si possono generalmente aggiungere (per un massimo del 30% nell’uvaggio complessivo) altre uve autoctone della regione come il Trebbiano Toscano, che ben si presta a migliorare la qualità organolettica delle uve precedenti, oppure il Bellone, il Bombino bianco, o altri vitigni idonei alla coltivazione nel Lazio.

Esistono diverse versioni di Frascati oltre a quella base :

  • Frascati Spumante DOC, prodotto con le stesse uve del Frascati fermo, seguendo il metodo Martinotti
  • Il Frascati superiore DOCG , prodotto in un’area territoriale più limitata, ha un titolo alcolometrico minimo di 12%.
  • Il Frascati superiore riserva DOCG viene affinato per almeno 1 anno, di cui 3 mesi in bottiglia, prima di essere messo in commercio.
  • Il Frascati Cannellino DOCG, un vino dolce prodotto da uve appassite attraverso l’intervento della Botrytis Cinerea.

 

Il Frascati: Colore, Profumi e Sapori Tipici

I profumi principali sono generalmente fruttati e floreali: mela gialla, frutta esotica (ananas soprattutto), agrumi, pesca, albicocca, nespola sono tra gli aromi che maggiormente ricorrono nei Frascati.

Tanti sono anche i possibili sentori floreali compaiono in un bicchiere di Frascati: fiori di acacia, ginestra, mimosa, margherite, elicriso, sono solo alcuni dei profumi floreali che possiamo ritrovare in questa DOCG.

Più raramente, in alcuni Frascati, ritroviamo anche un’aromaticità vegetale che richiama erbe aromatiche come il timo, l’origano, la maggiorana, l’erba tagliata, il fieno.

Poi, specialmente nelle versioni riserva, troviamo la frutta secca, anche tostata, alcune spezie, come ad esempio il pepe bianco.

Al gusto, ciò che colpisce subito del Frascati è la bella sapidità che lo contraddistingue, una mineralità vulcanica e leggermente fumé, che si contende lo scettro del potere con un’intensa ventata di freschezza.

Una mineralità affumicata che spesso conferisce all’assaggio un finale leggermente amarognolo ma rinfrescato da quella tipica freschezza che non manca mai in un buon bicchiere di Frascati.

Un vino che, quando sapientemente prodotto, presenta un bell’equilibrio tra le sue durezze, con una struttura che risulta sempre piena e polposa, soprattutto nelle versioni riserva e superiore.

 

Il Frascati: Abbinamenti Cibo Vino

Il Frascati è un vino incredibilmente versatile perché lo potete utilizzare per accompagnare piatti sia di terra sia di mare.

Per struttura e per profumi non lo consiglierei come vino da aperitivo, questo perché è un bianco che si fa amare soprattutto in compagnia di pietanze corpose e saporite.

Il Frascati è davvero un vino definibile come “da tutto pasto”.

Lo potete abbinare con successo a un omelette con piselli e guanciale e con un bel pesce San Pietro al forno con patate. Lo potete accompagnare a un piatto di ottima carbonara e, allo stesso tempo, a una bella porzione di costolette d’abbacchio.

E’ un vino che sposa molto bene il gusto dei primi di terra, dove sono i salumi, la carne e le verdure a farla da protagonisti: se l’acidità del vino esalta davvero tanto la tendenza dolce della pasta, è proprio il condimento a essere maggiormente valorizzato dagli aromi di questo vino.

Guanciale, uovo, pancetta, pecorino, spinaci, cicoria, carciofi, piselli, zucchine, broccoli, asparagi, sono ingredienti con cui condire un primo piatto perfetto per essere accompagnato da un bicchiere di buon Frascati.

Carbonara di carciofi
Carbonara di carciofi

Ecco, non è un vino che userei per primi piatti conditi con salse al pomodoro.

Per i piatti più importanti, come paste ripiene con verdure e carni bianche o con condimenti misti di verdure e salumi, scegliete magari un Frascati superiore riserva, generalmente più strutturato nei profumi e nei sapori e di struttura più corposa.

Se invece volete accompagnarlo a dei finger food di pesce e salumi (salame, prosciutto cotto, mortadella e- ancora meglio – porchetta!) optate per la versione spumante, più leggera, fresca e profumata.

Il Frascati è una tipologia di vino che si segue anche al momento del dessert.

Amanti dei vini dolci non così dolci, alzate la mano!

Il Cannellino di Frascati è proprio il vino che state cercando.

Una dolcezza assolutamente non eccessiva, condita sempre da una raffinata freschezza e da profumi amabili e mai stucchevoli: mela, pera e albicocca, scorze di agrumi, miele millefiori, frutta secca tostata e/o glassata, fiori d’arancio, di melissa e di camomilla caratterizzano uno spettro aromatico invitante e assolutamente non banale.

Un vino da dessert che si abbina molto bene ai dolci lievitati, come pizze e focacce dolci, brioches, bombe e pandori, oppure ai biscotti e alle torte a base di frutta secca e crema.

Per nessun motivo abbinatelo a dei dolci al cioccolato! Siete avvisati!

 

… ora facciamo qualche esempio concreto di abbinamento!

Ho infatti scelto per voi tre ottimi Frascati (due secchi e un Cannellino) che potete abbinare a pietanze diverse: accompagnamenti che vedono protagonisti dei vini con un eccellente rapporto qualità prezzo.

 

Frascati superiore - Castel De Paolis
Frascati superiore – Castel De Paolis

1. Frascati Superiore 2017 – Castel de Paolis

Un frascati praticamente imbattibile per rapporto qualità prezzo! Per soli 10 euro potete gustare un Frascati davvero profumato, con un grip acido piacevole ed equilibrato e una mineralità stuzzicante

Profumi floreali e fruttati davvero intensi che compongono un quadro aromatico di ampio spessore: fiori di glicine, sambuco, biancospino, sentori vegetali di basilico e maggiorana e poi tanti aromi fruttati e freschi, di pompelmo rosa, limone, albicocca, con un’aggiunta pizzicante e speziata di zenzero.

All’assaggio troviamo piena corrispondenza degli aromi: un sorso fresco, invitante, con una sapidità che conquista e che arricchisce a lungo il palato con sentori agrumati.

Con questo gusto e i suoi particolari e intensi profumi è un Frascati perfetto per le portate di pesce: scegliete un pesce ricco, corposo, di sapore, come ad esempio la coda di rospo, la trota salmonata o il salmone.

Personalmente trovo che il Frascati Superiore di Castel De Paolis, annata 2017, sia davvero ottimo in abbinamento ai tagliolini al salmone oppure con la coda di rospo gratinata al forno con contorno di patate.

Gnam! Provatelo!

Lo potete trovare online qui, a meno di 10 Euro.

 

Luna Mater 2015
Luna Mater 2015

2. Luna Mater 2015 – Fontana Candida

Un Frascati Superiore Riserva ottimo, grande rapporto qualità prezzo, forse meno facilmente reperibile ma sicuramente da non perdere.

Un Frascati ben diverso da quello che vi ho raccontato sopra. Ora vi mostrerò il perché.

Il Luna Mater di Fontana Candida, prodotto solo nelle annate più favorevoli, è uno dei gioielli vinosi che meglio rappresenta il territorio dell’antica Tuscolo e la DOCG Frascati.

Un Frascati dorato nei colori e nei profumi: frutta esotica, limone, mandarino, mela golden, timo serpillo ed elicriso formano un bouquet intensamente fruttato e vegetale. Bellissima e imperdibile è anche l’aromaticità minerale di questo vino; intense note vulcaniche di pietra pomice e tufo arricchiscono ulteriormente il profilo aromatico di questo Frascati riserva.

All’assaggio colpisce subito per l’intensa freschezza esotica e citrina, accompagnata da una sapidità che si percepisce a lungo dopo l’assaggio. Un ottimo equilibrio per un sorso morbidamente fresco, che difficilmente stanca, nonostante il tenore alcolico.

E’ un vino che con la sua morbidezza e freschezza è perfetto per accompagnare un gustoso piatto di carbonara ai carciofi.

Un connubio perfetto di profumi e sapori dove la lunga persistenza fresca e sapida, con intense note di ananas e mango e reminiscenze di salvia e timo, alleggerisce la tendenza amarognola dei carciofi e rallegra la grassezza del condimento a base di uovo e pancetta.

Un mix di gusto dove anche la sapidità del pecorino si amalgama bene a quella vulcanica ma dolce del vino.

Un abbinamento imperdibile che dovrebbe entrare nella tradizione.

Potete acquistare il Luna Mater di Fontana Candida a questo link, all’ottimo prezzo di 15 Euro.

 

Cannellino 17/11
Cannellino 17/11

Devo assolutamente chiudere questo articolo in dolcezza, menzionando uno dei Cannellini di Frascati che più apprezzo.

 

3. Cannellino di Frascati 17/11 – De Sanctis

Un vino dolce ma freschissimo, di un bel giallo paglierino con solo lievissime note più dorate.

Profumi di albicocca, scorzette di limone candite, nocciole glassate, fiori d’arancio e camomilla ti invitano con forza all’assaggio. Ed è proprio qui che questo vino da dessert sorprende.

Si, è dolce, ma con una vibrante acidità e, soprattutto, un’intensa mineralità che rende l’assaggio ancora più piacevole e persistente. Una sapidità che trascina con sé il sapore della frutta secca e degli agrumi canditi.

Provate questo Cannellino con dei classici Maritozzi con la Panna … un abbinamento da svenimento.

maritozzi con la panna
maritozzi con la panna

Lo potete acquistare online qui, a circa 16 Euro.

 

Cheers!

 

… ma torneremo ancora a parlare del Frascati!