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Malvasia Vendemmia Tardiva di Donnardea

La Malvasia Vendemmia Tardiva di Donnardea

In questo articolo vi parlo di un vino da dessert: la Malvasia Vendemmia Tardiva di Donnardea.

Un vino dolce strutturato ma leggero in termini di alcool,con un grandissimo sapore e profumi ammalianti.

La Malvasia Vendemmia Tardiva di Donnardea
La Malvasia Vendemmia Tardiva di Donnardea

Un dolce non così dolce, tant’è che potete sperimentarlo piacevolmente anche su alcune tipologie di formaggi, come ad esempio il Roquefort oppure a crosta lavata come il nostro classico Taleggio.

Tuttavia trovo che questo vino mostri il suo gusto migliore in compagnia di alcuni specifici dessert … e se volete sapere quali, leggete oltre per deliziarvi.

 

La Malvasia Vendemmia Tardiva di Donnardea: colore, profumi e sapori

Nel bicchiere brilla un’ambra chiara e luminosa che ricorda il riflesso del sole sull’acqua al tramonto.

I profumi sono incredibilmente variegati ed emergono con grande forza, aromi di scorza di arancia candita dominano l’olfatto accompagnati dalla caramella mou, dalla cannella, da un cenno di vaniglia e di biscotto speculoos e da una delicata nota di croccante alle mandorle.

All’assaggio si percepisce subito la densità di questa vendemmia tardiva, sembra quasi masticabile nelle sue sensazioni di frutta di secca e biscotto, ma il sorso viene subito ravvivato da una bella freschezza che rende questa Malvasia dolce piuttosto beverina e pericolosa 🙂

Con le sue potenzialità gusto-olfattive la Malvasia Vendemmia Tardiva di Donnardea si presta bene ad accompagnare dei dolci strutturati e invitanti.

 

La Malvasia Vendemmia Tardiva di Donnardea: Abbinamento Cibo Vino

Sinceramente non pensavo che sarebbe stato un vino dolce capace di tenere testa al gusto intenso del cioccolato.

Nelle prime prove d’assaggio l’ho infatti abbinato a una Torta di Mele e a una Torta della Nonna: con la sua freschezza questa vendemmia tardiva riesce benissimo a sostenere e a ravvivare il gusto delle creme e, con la sua rotondità e bouquet aromatico, esalta il gusto della frutta.

Tuttavia in entrambi gli abbinamenti mancava qualcosa, quel quid in più in grado di tener testa alla varietà aromatica e all’intensità gustativa di questa Malvasia.

Ho trovato il quid mancante nel cioccolato, usato nella realizzazione di una torta ricotta, pere e cioccolato, un dessert classico ma decisamente amato e sempre di tendenza nel menù dei dolci di tanti ristoranti.

La trama gusto olfattiva di questa Malvasia, dolce e lievemente frizzante, per la presenza delle note di arancia candita, celebra perfettamente il sapore intenso del cioccolato fondente usato per la realizzazione di questo dessert. La freschezza del vino rivela l’inaspettata leggerezza della ricotta e il bouquet aromatico avvolge perfettamente il gusto e il tipico profumo delle pere.

Un’accoppiata dal gusto vincente, assolutamente da provare … un abbinamento che rasenta la dipendenza.

Scopri 6 Vini per il Tiramisù!

6 Vini per il Tiramisù

Finalmente parliamo di dessert … e che dessert! Un delizioso tiramisù con quella sua consistenza dolcemente cremosa, quel suo tocco liquoroso e quel pizzico d’amarezza caffeinosa … Che cosa possiamo aggiungere? Ovviamente un vino! Oggi non mi perdo in chiacchiere e vi parlo di ben 6 Vini per il Tiramisù.

Quindi cominciamo con …

1. Vini per il Tiramisù: Moscato d’Asti Tacco 12 2017 – Scarpa

vini per il tiramisù: moscato tacco 12Iniziamo con il vino dolce più delicato e fresco in abbinamento al Tiramisù.

Chi l’ha detto che il Moscato d’Asti si apre solo a Natale e solo in abbinamento al Pandoro?

E’ vero che, di solito, il Moscato d’Asti si abbina molto bene ai dolci lievitati e ai pasticcini alla crema per la sua bella freschezza e i suoi profumi delicatamente fruttati e floreali.

Tuttavia, come nel caso del Moscato d’Asti Tacco 12 di Scarpa, gli aromi, i sapori e la struttura reggono bene il gusto del Tiramisù.

Il Tacco 12 è un Moscato piacevolissimamente fruttato, con note di mela renetta e pera abate, caramella mou e lievi cenni speziati di liquirizia che ne mitigano la dolcezza aromatica.

All’assaggio è davvero piacevolmente cremoso, con una struttura leggera esaltata da un buon equilibrio tra acidità e sapidità.

Un Moscato dolce e, allo stesso tempo, deliziosamente fresco, perfetto per esaltare il gusto della crema del Tiramisù.

Dimenticavo … la bottiglia è fantastica! Probabilmente me l’hanno regalato perché è l’unico tacco 12 che riesco a portare. Comunque è stato un regalo fantastico.

Pensateci se dovete fare un regalo a una lady amante del buon vino … e del Tiramisù.

Lo potete trovare qui all’ottimo prezzo di circa 9 Euro.

 

2. Vini per il Tiramisù: Puglia Primitivo Passito IGT 2015 – Cantina Arianovini per tiramisù: primitivo passito - cantina ariano

E’ un Primitivo passito dolce ma non troppo. E non potrebbe essere altrimenti per abbinarsi adeguatamente con il tiramisù. La grassezza – che tanto ci piace – di questo dolce trova in questo passito quella nota di freschezza che gli permette di restare piacevole anche dopo numerosi assaggi.

Il Primitivo Passito della Cantina Ariano accompagna il tiramisù con un penetrante bouquet di frutta scura.

Prugne,ciliegie e more spuntano dal bicchiere e ci accompagnano anche all’assaggio dove, a questa componente fruttata dolce e delicatamente acidula, si aggiungono delle note speziate dolci che richiamano la cannella.

Con questo profilo organolettico e una struttura densa e vellutata è un passito perfetto con il classico tiramisù. Provate e ditemi.

Lo potete trovare online qui, all’ottimo prezzo di circa 15 Euro.

 

3. Vini per il Tiramisù: Dindarello 2016 – Maculan

Un Moscato Veneto tutto da bere.

vini per tiramisù: dindarello - maculanE’ uno di quei passiti profumatissimi che si beve con incredibile facilità e piacevolezza.

Il bouquet aromatico del Dindarello cattura anche i più scettici: pesca percoca, albicocche secche, petali di garofano essiccati, miele d’acacia, noce moscata, cannella, zucchero a velo e un pizzico di vaniglia.

Questi sono tutti profumi che sembrano ricordare la preparazione di una crostata alla frutta e, in effetti, il Dindarello è un passito che accompagna benissimo la pasticceria secca e, in particolar modo, le crostate di frutta.

Tuttavia, avendo avuto modo di provarlo tante volte, la sua piacevole freschezza mi ha spinto a provarlo anche con il tiramisù.

Ebbene, l’esperimento si è risolto  positivamente, questo Moscato passito regge benissimo il gusto intenso del tiramisù, riuscendo ad alleggerirne la struttura in modo che ogni boccone sembri una piuma.

Lo potete trovare online qui a 16 Euro.

 

4. Vini per il Tiramisù: Refrontolo Passito 2010 – Colvendràvini per il tiramisù: refrontolo passito colvendrà

Uno degli abbinamenti più riusciti con il classico tiramisù e davvero fantastico per il suo incredibile rapporto qualità – prezzo. Ecco, questo delizioso passito si può comprare al prezzo di circa 18 euro.

Con il suo profumo di ciliegia sotto spirito,confettura di mirtilli, uvetta sultanina, viola appassita e delicate note vegetali di eucalipto, quello di Colvendrà è un passito che smorza la tendenza lievemente amaricante del caffè presente nel tiramisù, esaltandone i profumi della crema e del cacao spolverato.

Questo è un passito che non puoi definire solo dolce!

All’assaggio risulta immediata la freschezza e la leggerezza che mitiga nettamente la dolcezza dei sapori, rendendoli ancora più gradevoli e piacevolmente persistenti.

Un binomio davvero gustoso dove il Tiramisù acquista in sapore e leggerezza.

 

vini per il tiramisù: cashmere - elena walch5. Vini per il Tiramisù: Cashmere 2013 – Elena Walch

Un altro passito ma un sorso completamente diverso: stavolta abbiamo un vino da dessert prodotto da uve bianche di profumatissimo Gewürztraminer.

Un  profilo organolettico variegato e complesso con una quantità inebriante di profumi e sapori.

Non chiamiamelo solamente vino dolce, ma scoperta sensoriale!

Se ci fermiamo un attimo solo ad annusare questo passito scopriremo profumi deliziosi e inaspettati: cedro candito, miele all’arancia, pesche sciroppate formano un bouquet fruttato dolce e penetrante, arricchito da note floreali di rosa tea, mimosa e camomilla e da sentori vegetali, speziati e tostati di melissa, vaniglia e caramello.

All’assaggio emergono soprattutto le note fruttate dolci, stemperate dalla freschezza delle note vegetali e speziate che rendono il sorso più leggero e penetrante.

Un passito da vera festa, lo potete trovare qui a 59 Euro.

Se anche decidete di regalarlo, fate un figurone … giusto un suggerimento 😉

 

6. Vini per il Tiramisù: Montefalco Sagrantino Passito 2011 – Napolinivini per il tiramisù: montefalco sagrantino - napolini

Chiudo in bellezza con uno dei miei abbinamenti preferiti.

Questo Sagrantino di Montefalco ha tutto ciò che serve per esaltare al massimo il gusto del tiramisù.

Al naso si sentono subito le note fruttate … ma c’è ben altro dietro a queste: note dolci di marmellata di visciole e more lasciano il posto a note agrumate di cedro e scorza d’arancia e, a chiudere, note vegetali di mirto e gelso. All’assaggio prevalgono i sapori fruttati, resi più intensi e meno dolci da delle note speziate, appena percettibili al naso, di cannella e anice stellato.

Un sorso intenso e persistente con una forte spalla acida che aiuta a mitigare la grassezza del dessert esaltandone profumi e prolungandone il gusto.

Lo trovate qui a circa 26 Euro.

 

 

Vino perfetto per la Pastiera

Un (altro) Vino perfetto per la Pastiera

 

Un Vino perfetto per la Pastiera ?

Ecco che puntualmente si ripresenta l’annoso problema: che vino abbino alla pastiera?

Avevo già fornito una risposta in questo articolo, tempo fa, ma la mia ricerca non si è conclusa in quel post.

Già, perché esistono sicuramente diversi vini dolci in grado di sposare questo classico della pasticceria partenopea e, finalmente, ne ho trovato un altro.

Quindi oggi assaggiamo insieme un altro vino passito, perfetto per la pastiera, in grado di esaltare questo dessert in tutte le sue sfumature di perfetta dolcezza.

 

Il Sulé di Orsolani: un Vino perfetto per la Pastiera

il Sulé di Orsolani
il Sulé di Orsolani

Eccoci di fronte a un passito con un bouquet aromatico davvero invitante, un ensemble di sapori intenso, vario e, soprattutto, fresco: il Sulé, un Erbaluce di Caluso Passito prodotto da Orsolani.

Spesso i passiti possono risultare pesantemente incollati a delle note mielate e dolcissime che, dopo qualche assaggio, stancano, specie se non siete amanti dei vini da dessert.

Ecco, questo Erbaluce di Caluso Passito ha quella giusta acidità che, ad ogni sorso, apporta una dolcezza mitigata, carica di un bouquet aromatico piacevolissimo, ma priva di quella pastosità stucchevole che dopo poco annoia il palato.

Il Sulé ha dei profumi che ricordano la marmellata di fichi, il miele alle nocciole, con delle note agrumate e speziate che ricordano la scorza di limone, il bastoncino di liquirizia e la cannella: un bouquet vario e non improntato unicamente su note dolci.

All’assaggio sono soprattutto le note di miele e frutta secca a farla da padrone, ma seguite subito dal gusto più fresco degli agrumi con quel finale meno dolce regalato dalla componente speziata.

Un sorso dolce, fresco e vellutato che non stanca e che funziona benissimo in abbinamento alla pastiera napoletana.

Il gusto ricco del ripieno della pastiera viene accompagnato nel gusto e alleggerito dalla freschezza di questo passito.

La componente aromatica di questo dolce pasquale viene ulteriormente arricchita dalle note agrumate e speziate del Sulé.

La struttura densa e vellutata di questo Erbaluce di Caluso passito regge perfettamente l’intensità dei sapori della pastiera, rendendo ogni boccone più piacevole e mai pesante.

Un connubio di sapori davvero perfetto, da provare per chiudere in bellezza il Pranzo Pasquale.

 

Potete trovare questo passito online qui!

La Malvasia di Castelnuovo Don Bosco di Cascina Gilli

Finalmente sembra essere arrivata la primavera, anche se possiamo escludere il vento gelido dei due giorni passati :(, ed è finalmente tempo di dedicarsi a tutti i piaceri che questa stagione offre.

Non sarà la mia stagione preferita ma è un momento delizioso per degustare

… le fragole!

Si, non il vino! Il vino è per tutto l’anno, mica per una sola stagione 😉

Le fragole di questo periodo sono dolci, rosse, mature e davvero saporite, le adoro e mi pare giusto rendergli merito proprio ora preparandole come più ci piacciono.

Proprio per la Pasqua appena trascorsa ho preparato una torta molto semplice e gustosa seguendo la ricetta di questo blog … anche se confesso di aver modificato un po’ il grado di dolcezza previsto in questa “Sbriciolata di Pavesini con ricotta e fragole”.

In realtà, ho deciso questa ricetta non solo perché mi sembrava bella e appetitosa ma perché avevo già in mente quale vino si sarebbe sposato benissimo alla torta “fragolosa” in questione.

 

Abbinando la Malvasia di Castelnuovo Don Bosco di Cascina Gilli

Nel Vinitaly appena trascorso ho avuto modo di provare diversi vini che conoscevo solo di nome e, tra i vari vini da dessert degustati, la Malvasia di Castelnuovo Don Bosco dell’Azienda Cascina Gilli mi ha colpito particolarmente.

Malvasia di Castelnuovo Don Bosco 2014 - Cascina Gilli
Malvasia di Castelnuovo Don Bosco 2014 – Cascina Gilli

Siamo in Piemonte, nelle colline dell’astigiano, ed è proprio nel paese di Castelnuovo Don Bosco e nei comuni limitrofi che questa piccola DOC ha origine e questa particolare Malvasia, conosciuta come Malvasia di Schierano (dall’omonimo paese nei pressi di Castelnuovo Don Bosco), viene coltivata con grandi risultati.

Una malvasia diversa da quelle più famose che generalmente si conoscono: quelle perché di Malvasie ce ne sono veramente tante, coltivate in diverse zone d’Italia, dal Nord al Sud e nelle isole, con caratteristiche e risultati diversi.

Quella di Castelnuovo Don Bosco è una malvasia a bacca rossa, coltivata solamente nell’omonima cittadina e in alcuni comuni limitrofi, che viene usata per produrre un vino da dessert veramente interessante, non solo per il suo gusto fresco e dolce, ma anche per le sue grandi potenzialità in termini di abbinamento.

La Malvasia di Castelnuovo Don Bosco di Cascina Gilli, annata 2014, presenta degli aromi decisamente fruttati, di fragole e frutti di bosco, e dei profumi floreali molto più leggeri di ciclamino e glicine; ma è soprattutto alla degustazione che questo vino si esprime al meglio (p.s. servitela a tavola a circa 6°).

Gli stessi profumi si percepiscono nettissimi all’assaggio e, accompagnati da un buona freschezza (leggasi sempre acidità), diventano ancora più piacevoli, senza scadere in un’eccessiva dolcezza.

Un vino dal tenore alcolico limitato (appena 5,5 % vol)che può essere degustato tranquillamente anche alla fine di un pasto dove si è già bevuto del vino.

Tartine frolla, chantilly e fragole
Tartine frolla, chantilly e fragole
Cheesecake alle fragole
Cheesecake alle fragole

Questa Malvasia di Castelnuovo Don Bosco si abbina benissimo a tutte le crostate e tartine di frutta, con crema o ricotta, e in particolar modo a quelle a base di fragole e frutti di bosco: un abbinamento splendido la vede protagonista anche insieme a una cheesecake alle fragole.

La leggera acidità del vino attenua la sensazione di grassezza dovuta alla presenza della frolla e delle creme e i sapori e i profumi esaltano le sensazioni gusto-olfattive dei frutti di bosco e soprattutto delle fragole.

Proprio per i suddetti motivi questa Malvasia ha fatto un figurone insieme alla torta fragola e ricotta, con sbriciolata di pavesini di cui sopra … ma date tutte le potenzialità di abbinamento di questo vino non si è trattato di una sorpresa.

Ma le potenzialità non finiscono ancora!

In versione spumante, la Malvasia di Castelnuovo Don Bosco di Cascina Gilli, rappresenta un vino da dessert che si può abbinare anche a dei dolci meno strutturati ma comunque cremosi, come ad esempio delle mousse, spumoni o dei semifreddi alle fragole.

Un vino che si può provare e degustare sempre, in ogni stagione, ma di certo non possiamo dimenticarlo ora in questo splendido momento dell’anno.

 

N.B. Nota ancora più dolce sul finale: il prezzo. I vini da dessert sono costosi e, molto spesso, proprio per questo motivo se ne fa a meno; ma non è questo il caso!

La Malvasia di Castelnuovo Don Bosco by Cascina Gilli è acquistabile da Eataly al meraviglioso prezzo di 7,50 Euro.

La Pastiera e il passito Diamante di Tasca D’Almerita

Dal momento che la Pasqua è ormai prossima è il momento di trovare un giusto compagno in grado di esaltare uno dei dolci che preferisco in assoluto e che, guarda un po’, è protagonista della festività della prossima domenica: la Pastiera Napoletana.

Da sempre la Pastiera e sinonimo di festeggiamenti Pasquali e ormai, già da qualche settimana, la troviamo in ogni pasticceria ad allietarci con i suoi tipici profumi; pertanto mi sembra quasi d’obbligo assaggiarla il giorno di Pasqua, nonostante ci siano tanti dolci tipici per questa occasione, appartenenti alle diverse tradizioni culinarie regionali e locali, come ad esempio la ciambella (o zambela) romagnola, il tortano di Gaeta e ovviamente la super conosciuta Colomba con la sua tipica glassatura alle mandorle.

 

Pastiera? Quale Vino abbinare?

Quest’anno mi sono riproposta come missione quella di trovare un vino dolce in grado di accompagnare ed esaltare proprio la Pastiera nella sua versione più classica.

Non è un’impresa facile! Già l’anno scorso mi ero cimentata ma senza troppo successo.

Il problema principale sta nel trovare un vino da dessert in grado di mitigare la grassezza di questo dolce, accompagnarne la struttura importante ed esaltarne il gusto senza sovrastarlo.

Di solito nella tradizione campana, per accompagnare la pastiera napoletana, si utilizzano i vini passiti a base di Falanghina, caratteristici delle DOC Sannio e Sant’Agata dei Goti, come ad esempio il Phileno dell’azienda Mustilli, molto diffusi a livello locale ma, ahimè, spesso difficili da reperire altrove, specie se non si ha voglia di ordinare online.

Quindi ho dovuto cambiare strategia, slegarmi dalla tradizione e sperimentare un abbinamento con un vino potenzialmente valido allo stesso modo, di maggiore diffusione e ovviamente di più facile reperibilità.

 

L’abbinamento con il Diamante di Tasca D’Almerita

Diamante 2011 - Tasca D'Almerita
Diamante 2011 – Tasca D’Almerita

Stavolta l’esperimento ha premiato i miei tentativi pasquali: proprio ieri ho provato la pastiera napoletana classica in abbinamento con il famoso passito Diamante di Tasca D’Almerita, annata 2011, un vino dolce siciliano, originale ed estremamente piacevole e bevibile.

Originale perché al contrario di molti passiti siciliani a base di Moscato, sfrutta un’interessante combinazione con un altro vitigno ugualmente profumatissimo: il traminer aromatico (aka gewürztraminer) conosciuto soprattutto nell’ambito di quella produzione vitivinicola legata a terroir caratterizzati da un clima più freddo, come quelli in Alto Adige.

Ovviamente si tratta di un passito estremamente profumato, un vero trionfo di fragranze: miele d’acacia, marmellata di fichi, mandorle, scorza d’arancia candita, zucchero di canna e note floreali a ricordare la camomilla.

E di certo non perde all’assaggio! Anche qui si riscontra una grande finezza nei sapori che rispecchiano pienamente gli aromi percepiti.

la pastiera
La Pastiera

La leggerezza e la freschezza di questo passito, accostate a una grande morbidezza, lo rendono un compagno eccellente per un dolce come la Pastiera Napoletana: l’acidità contenuta del Diamante di Tasca D’Almerita, che lo rende così piacevole e per nulla pesante o stucchevole, alleggerisce perfettamente la grassezza del ripieno e la struttura si adegua a quella del dolce senza cancellarne i sapori.

Ma sono i profumi del vino, presenti anche nell’assaggio, a rendere ancora più deliziosi gli aromi del dolce: il sapore e l’aromaticità della frolla e il gusto del ripieno si fanno più netti e la loro percezione, al momento della degustazione, si fa lunghissima.

E’ decisamente piacevole prolungare l’assaggio di un fetta di pastiera, voi che dite? 😉

 

p.s. Anche il prezzo del Diamante di Tasca D’Almerita è ottimo, soprattutto considerando la grande qualità riscontrata nel prodotto.

Per quanto mi riguarda l’ho acquistato a circa 18 Euro da Eataly ma si trova facilmente in molte enoteche in tutta italia e anche online, ad esempio qui oppure su Tannico.

I Vini per i Dolci di Carnevale

Visto che il Carnevale è giunto ormai al termine e me ne sono appena accorta è giunto il tempo di concludere questo periodo allegro in maniera degna.

Quale modo migliore per festeggiare in compagna se non quello di gustare i dolcetti tipici con un vino adeguato?

Quindi torno a parlare di vini dolci … e comincio con un vino dolce del Lazio, rimanendo in tema con gli ultimi post dedicati ai vini di questa regione.

L'etichetta dell'Idea di Trappolini
L’etichetta dell’Idea di Trappolini

L’idea di Trappolini, azienda vitivinicola del Viterbese (il sito web è al momento offline), è un aleatico passito di grande qualità: prodotto da uve aleatico vinificate in purezza, per metà fatte appassire.

Al profumo è decisamente fruttato e floreale e ricorda la confettura di visciole e di lamponi, le prugne secche e la rosa appassita.

E’ di pieno corpo, dolce ma non troppo, arricchito al sorso da diverse componenti vegetali, quasi balsamiche, che ne mitigano proprio la sensazione di dolcezza: non si tratta certo di un vino dolce stucchevole ma di grande bevibilità.

Per i profumi e il suo sapore piacevolissimo si può abbinare molto bene con le Zeppole di San Giuseppe e anche a delle Castagnole all’alchermes, dal momento che le alleggerisce con la sua acidità e allo stesso tempo ne accompagna la struttura elaborata.

Castagnole e Zeppole
Castagnole e Zeppole!

Sicuramente non è adatto alle frappe o ad altre tipologie di castagnole, come ad esempio quelle alle crema e alla ricotta, per le quali serve un vino dolce sicuramente più delicato, meno strutturato e soprattutto ancora più fresco, come ad esempio un moscato fiori d’arancio dolce spumantizzato.

Fior D'Arancio - Borin
Fior D’Arancio – Borin

Con le castagnole alla crema è ottimo ad esempio lo spumante proposto dall’azienda Borin, di cui vi ho già parlato qui.

Questo fiori d’arancio spumante mitiga l’effetto di pastosità delle castagnole alla crema rendendole, se è possibile, ancora più gustose ma allo stesso tempo più leggere: se per ogni castagnola facciamo un sorso di spumante si potrebbe continuare all’infinito 🙂

Uno spumante dai profumi delicati di fiori d’arancio (ovvio), mimosa e pesca gialla, con leggere note di mandorla.

Moscato Ambar - Cantine Florio
Moscato Ambar – Cantine Florio

Per finire ci spostiamo nel Sud della penisola e parliamo di un Moscato dolce siciliano che, a mio parere, si sposa veramente bene con le castagnole alla ricotta: l’Ambar delle Cantine Florio.

Un vino liquoroso, prodotto da uve di moscato bianco e di zibibbo, di grande bevibilità e con una dolcezza contenuta da una buona acidità, che nasce per accompagnare i dolci siciliani più tipici, come ad esempio la Cassata.

Proprio per le sue principali caratteristiche e i suoi profumi di uva passa, miele e fiori d’acacia, trovo che sia ottimo anche per questi specifici dolci di Carnevale: l’acidità del prodotto smorza la grassezza e la dolcezza della ricotta e della frittura di queste particolari castagnole.

Quello che rende ancora più appetibili questi vini dolci è il loro prezzo: circa 13 Euro per l’Idea di Trappolini, circa 10 Euro per l’Ambar di Florio e solo 8 Euro per il Moscato Fiori D’Arancio di Borin … per tutti e tre un eccellente rapporto qualità prezzo.

I vini di cui ho scritto si bevono benissimo anche da soli, ma sicuramente rendono ancora meglio se accompagnati con qualcosa e qualcuno di adeguato: e allora Buon Martedì Grasso a tutti!

I Vini per San Valentino

San Valentino si avvicina (brrr)! Invece di girare per locali super affollati, ristoranti gremiti, perché non regalare a chi vogliamo una cenetta rilassante a casa, senza folla, condita con un buon vino?

Dopo un ultimo San Valentino, alcuni anni fa, passato ad attendere ore pur di mangiare in un ristorante preso d’assalto) … e alla fine mangiando pure poco e male, questa è sempre stata la mia tattica: scelgo cosa mangiare e ci abbino il vino che più mi piace, sicuramente con la felicità di chi festeggia con me.

Da qui l’idea di proporre alcune ricette e vini specificamente pensati per un menù di San Valentino.

Magari non per tutti è possibile festeggiare in questo modo ma è sicuramente un’opzione più libera che permette di scegliere come e cosa bere e mangiare e soprattutto quanto spendere.

Poi, se non interessa festeggiare San Valentino, si può sempre sfruttare l’occasione per celebrare qualcos’altro!

Vediamo quindi insieme alcune proposte gustose e romantiche per una cena un po’ speciale … evitando magari i salassi! 🙂

Tartine di Burrata, Mortadella al Pistacchio e chicchi di Melograno

tartine burrata mortadella e melograno
Tartine con burrata, mortadella e melograno

Un antipastino sicuramente semplice semplice ma mooolto sfizioso, difficile resistere a tartine di questo tipo.

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Il Berlucchi ’61

Forse non troppo romantiche ma di sicuro effetto e di stagione!

Ad un antipasto così ci si può abbinare un bel Franciacorta Berlucchi ‘61: uno spumante decisamente saporito, in grado di contrastare anche con la sua effervescenza, la grassezza delle tartine e ad aggiungere quel tocco di sapidità in più all’antipasto.

Si tratta di un Franciacorta veramente diffuso, lo potete trovare anche nei supermercati Conad … tuttavia se si cerca nelle enoteche si trova ad un prezzo sicuramente minore e a volte è pure in offerta a prezzi decisamente accessibili. Qui ad esempio lo trovate al prezzo di 12,90€.

Un abbinamento sicuramente da provare anche solo per l’ottimo rapporto qualità prezzo di questo Franciacorta.

Come primo piatto, se si opta per una pasta, si possono provare delle bavette con crema di tartufo e funghi trifolati. Non è per forza necessario utilizzare un tartufo fresco (anche se ovviamente sarebbe l’ideale), ma si possono scegliere delle salse già pronte … alcune hanno veramente un buon quantitativo di tartufo all’interno: quindi l’unico consiglio prima di acquistarla è quello di leggere gli ingredienti sulla confezione.

gewürztraminer san michele appiano
Il gewürztraminer di San Michele Appiano

Ad un piatto così profumato e saporito si può abbinare un Gewürztraminer: quello provato da me con questa pietanza è il Gewürztraminer, annata 2013, della Cantina alto-atesina San Michele Appiano.

Un Gewürztraminer dai bei profumi che ricordano la frutta esotica, i fiori di rosa e di glicine, le mandorle, con alcune note vegetali di eucalipto e leggeri sentori minerali. Un vino sicuramente sapido e abbastanza fresco, con una buona morbidezza.
Un vino dotato di un bel profumo e di una buona persistenza che lo rende adatto ad accompagnare una pasta tartufata … basta non esagerare con il tartufo. Anche la stessa struttura del prodotto e il suo tenore alcolico ben si prestano ad accompagnare un primo piatto strutturato.

Anche questo vino è facilmente reperibile online, ad un prezzo di circa 10-13 Euro.

Qui ad esempio lo si può trovare a circa 10€.

Passiamo ad i secondi … uno di pesce e uno di carne, a seconda delle preferenze!

Gamberi rossi al lardo con mele, primo sale di capra e foglie di ricciola

Per accompagnare questo piatto serve un vino sicuramente bianco, con un buon tenore alcolico, in grado di reggere la succulenza del piatto.

Serve anche un vino con dei profumi abbastanza evidenti e una buona persistenza, dato che il lardo, le mele e gli scampi, con riduzione al miele, hanno degli aromi piuttosto spiccati.

sauvignon lahn - san michele appiano
Sauvignon Lahn di San Michele Appiano

Si dovrebbe scegliere anche un bianco abbastanza morbido, in grado appunto di tenere a bada la sapidità e la tendenza acida del piatto, per la presenza del lardo e delle mele.

Soprattutto serve un vino sicuramente fresco, con una buona acidità quindi, per riequilibrare la forte tendenza dolce del piatto, data dai gamberi, il lardo e il primo sale.

Per una preparazione di questo tipo consiglierei il Sauvignon Lahn, annata 2013, ancora una volta della Cantina San Michele Appiano:
un vino profumato, con sentori di pesca e albicocca, note floreali di glicine e vegetali di foglia di pomodoro.

Un prodotto sicuramente caratterizzato da una buona acidità e da una buona sapidità. All’assaggio è sicuramente piacevole e persistente.

Questo Sauvignon si può trovare facilmente, da Eataly, nelle Enoteche del Gruppo Bernabei e ovviamente su molti siti online.

Ho acquistato questo vino da Bernabei, dove il prezzo del prodotto è di 11,90€.

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La ricetta dei gamberi rossi al lardo con mele, primo sale di capra e foglie di ricciola

Come secondo di carne, si può proporre un piatto delicato e non troppo pesante, come ad esempio degli “straccetti di manzo con cuore di fiori di zucca, su salsa al Castelmagno.

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L’etichetta del Valpolicella Ripasso sup. di Zonin

Per questo secondo piatto un ottimo abbinamento, verificato con moolto piacere, è quello con il Valpolicella Superiore Ripasso 2012 dell’Azienda Zonin.

Si tratta di un vino con netti sentori fruttati di lamponi e ciliegia, lievemente speziato e vegetale, con leggere note di cacao.
E’ un vino sicuramente morbido, con tannini ben presenti ma comunque delicati e soprattutto è dotato di una buona freschezza che lo rende ottimo per accompagnare la tendenza dolce di questi straccetti.

La sapidità è nella media e pertanto non va ad amplificare quella netta della salsa al castelmagno.

Il prezzo del prodotto è ottimo e si aggira intorno ai 12-13 euro.

E’ un vino facilmente reperibile in molte enoteche, ma può essere anche acquistato online, ad esempio qui.

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La ricetta degli straccetti di manzo con cuore di fiori di zucca, su salsa al Castelmagno

Infine parliamo del dolce!

Brachetto d’Acqui 36
Il Brachetto d’Acqui 36!

Perché non provare un semifreddo alle fragoline di bosco o ai lamponi con una vendemmia tardiva di Brachetto?

dessert_lamponi
Un delizioso semifreddo con fragoline!

 

Splendido l’abbinamento con il Brachetto d’Acqui 36, annata 2012, dell’azienda Isolabella della Croce che esalta il dolce attraverso i suoi profumi di rosa e fragola.

Una vendemmia tardiva che comunque mantiene una buona freschezza in grado di contrastare la grassezza del semifreddo e un tenore alcolico e una struttura che ancora non lo coprono.

Ho acquistato questo vino, trovandolo su una scaffale di Eataly al prezzo di 16€.

 

Eh si, i vini dolci in media hanno prezzi più alti … ma in fondo bisogna pur chiudere in dolcezza e con quest’ultimo abbinamento di sicuro la serata termina ottimamente!

Sangiovese Purosangue … the day after

Non proprio the day after ma … ecco il mio personalissimo resoconto su quanto provato all’Evento Sangiovese Purosangue, che ho recentemente pubblicizzato qui.

I prodotti presenti alla degustazione erano veramente tanti e forse lo spazio a disposizione non gli rendeva molta giustizia anche visto l’alto numero di persone presenti.

Nel banco dell’Enoclub Siena, dove venivano presentati tanti produttori insieme era difficile vedere tutti i vini presenti in assaggio.

Al di là dell’organizzazione, un po’ confusionaria, è stata una bella degustazione, in cui sono riuscita a provare quella selezione di vini che mi ero ripromessa di assaggiare.

Ho voluto principalmente provare prodotti che non conoscevo e da alcuni sono rimasta veramente stupita.

Innanzitutto questa è stata una ghiotta occasione per conoscere il Sangiovese di Romagna di cui finora a Roma ho trovato pochissimi esemplari … magari andando a caccia in ogni enoteca qualcosa si trova ma gli unici esempi li ho visti ad Eataly. Se qualcuno ha notizie più precise in quel di Roma, mi faccia sapere!

Data la mia ignoranza del Sangiovese romagnolo, sono stata più che contenta di assaggiare il Petra Honorii 2011 della Tenuta La Viola.

Un Sangiovese veramente diverso da quelli Toscani a cui sono abituata: sicuramente dalle forti note balsamiche e vegetali, con sentori molto più lievi, fruttati e floreali, di frutti rossi in confettura e rosa appassita. Un prodotto sicuramente sapido, morbido, con tannini rotondi e caratterizzato da una buona persistenza.

Anche se non l’ho potuto testare potrebbe abbinarsi bene con un brasato di maiale alle prugne.

Sempre della Tenuta La Viola ho voluto provare un altro Sangiovese, l’Anfora, da uve sangiovese lavorate per l’appunto in anfore di terracotta durante la fermentazione.

L’anfora è un sangiovese romagnolo ancora differente, molto più floreale e fruttato dell’Honorii, privo di tracce speziate, con un’ottima freschezza e un tannino ben integrato. Tuttavia rispetto all’Honorii si rivela sicuramente meno persistente.

Entrambi i vini hanno una gradazione di 14,5 e bisogna dire che in nessuno dei due l’alcool viene messo in evidenza … anzi sembrano quasi due rossi leggeri.

Peccato che l’azienda per ora non abbia ancora un rivenditore a Roma.

Tuttavia ho fatto una rapida ricerca e ho visto che i prodotti della Tenuta sono in vendita online qui, al prezzo più che onesto di 17,50€.

Parliamo ora dei vari Chianti provati.

Un prodotto che non conoscevo e che ho parecchio apprezzato è il Chianti Classico Berardenga 2011 dell’Azienda Felsina .
E’ un Chianti decisamente fruttato, con una buona acidità e sapidità e un tannino ben integrato: un vino che sicuramente può maturare ma che già da ora si rivela delizioso.

Anche le note “legnose”, dovute all’affinamento in botti (botti grandi e barrique di secondo e terzo passaggio) sono veramente lievi, molto più percepibili nella versione riserva, e lasciano il posto a dei sentori speziati più delicati.

Un vino che proverei volentieri con uno spezzatino di manzo ai finferli.

Anche il prezzo per un vino del genere è più che ragionevole, online si trova infatti anche a 16,90 Euro.

Un altro Chianti Classico che mi ha piacevolmente colpito è “Le Stinche” Vigna Castello di Lamole 2011, della Fattoria Di Lamole.

I profumi del vino sono sicuramente particolari: il prodotto presenta una forte nota di sottobosco, terra bagnata e sentori fruttati che ricordano le ciliegie sotto spirito.

All’assaggio si dimostra un Sangiovese dotato di buona sapidità e persistenza e con tannini non troppo marcati: un vino che può abbinarsi bene ad un cosciotto di cinta senese.

Questo ottimo prodotto si può trovare online ad un prezzo veramente competitivo, intorno ai 15€.

Infine un Chianti Classico da segnalare sicuramente per l’ottimo rapporto qualità prezzo è quello prodotto dal Castello La Leccia.

Un Chianti, quello dell’annata 2011, veramente delicato e piacevole: note fruttate e speziate piuttosto evidenti lasciano il posto ad una lunga scia minerale, abbastanza persistente.
Ciò che più stupisce nel prodotto, soprattutto confrontandolo con tanti Chianti, anche prodotti nello stesso territorio della Castellina, è la morbidezza dei tannini, molto ben integrati.

Un vino rosso a mio parere molto versatile che potrebbe abbinarsi bene sia con carni rosse sia con carni bianche magari condite da qualche salsa e non semplicemente arrostite.

Potrebbe essere interessante un abbinamento con il Coq au vin, con il Pollo alla Cacciatora oppure anche con dei Saltimbocca alla Romana.

In questa degustazione ho avuto modo anche di provare il Sangiovese di Carmignano, un’area di produzione piuttosto limitata ma significativa, nella zona di Prato.

Ho assaggiato due riserve: Il Carmignano “Elzana” e il “Montalbiolo” entrambi prodotti dalla Fattoria Ambra, principalmente con uve sangiovese provenienti da due diversi cru.

Le due riserve all’assaggio si rivelano diverse, specialmente nei profumi: l’Elzana presenta forti sentori erbacei e speziati, di fiori secchi e delle lievi note fruttate, mentre la riserva Montalbiolo ha invece dei profumi più fruttati.

In entrambi i casi si tratta di vini che devono ancora maturare, caratterizzati da una buona acidità e tannini evidenti. L’Elzana tuttavia mi è sembrata più morbida ma caratterizzata da una minore sapidità rispetto alla Montalbiolo.

In entrambi i casi si tratta di prodotti veramente interessanti e piacevoli, versioni ancora diverse di quel Sangiovese così importante in Toscana.

Si potrebbe provare entrambe con un bel filetto di maiale lardellato, su crema di pecorino.

In generale si tratta di vini corposi che hanno bisogno di essere accompagnati da carni rosse arrosto o brasate (soprattutto maiale e agnello) e formaggi stagionati.

Entrambi i prodotti sono reperibili online al prezzo di circa 18€.

Parliamo ora di un Bolgheri veramente interessante: il Cavaliere di Michele Satta.

Ho avuto l’opportunità di assaggiare l’annata 1996 … veramente speciale. Un vino maturo, morbido, con ancora un discreta acidità, caratterizzato da sentori di confettura di ciliegie, speziati di liquirizia e caffè.

Il finale è nettamente sapido e molto persistente.

Molto meno matura è ovviamente l’annata del 2008, la più recente in assaggio, che si rivela molto più fruttata, con tannini ben più evidenti sicuramente meno persistente.

Un vino comunque importante, anche come prezzo, che andrebbe provato con uno spezzatino di cinghiale.

Per concludere parliamo di un delizioso Vin Santo del Chianti Rufina provato durante l’occasione: quello dell’azienda biologica Le Frascole, annata 2002.

Sono chiarissimi i profumi e i sapori di frutta secca, mandorle e nocciole, e di miele di castagno. All’assaggio è veramente un nettare, piacevolissimo, con un alcolicità per niente invasiva.

Sicuramente un Vin Santo da provare insieme a delle pasticceria secca, a base di pasta di mandorle e canditi, oppure anche con dei dolci a base di cioccolato come ad esempio la Torta Pistocchi, di cui era presente il banco d’assaggio … quindi ho potuto verificare direttamente la bontà dell’abbinamento.

Il prodotto si può acquistare anche a Roma presso l’enoteca Trimani, ad un prezzo di circa 62€.

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