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Regali per chi ama il Vino

7 Fantastici Regali per chi ama il Vino

Appuntamento consueto e decisamente felice per scoprire insieme i migliori Regali per chi ama il Vino, un amore che ogni anno sembra catturare sempre più persone … e come potrebbe essere diversamente?

Con il crescere della passione si sono veramente moltiplicate le idee regalo per chi apprezza il vino, quindi con questo articolo vi aiuterò a scegliere i regali attuali più originali e interessanti per tutti i wine lovers.

 

7 Regali per chi ama il Vino

Ecco le mie 7 proposte per questo Natale 2018!

 

1. Bottiglie di Vino

Scontato? Sicuramente si, ma una bottiglia di vino è sempre un presente gradito! Esistono vini fantastici e pregiati in ogni fascia di prezzo, dall’ottimo e tipicissimo Capolemole Bianco di Marco Carpineti, un vino bianco eccellente, storico ma poco conosciuto, con un eccellente rapporto qualità costo (ne ho parlato qui!), fino ad arrivare al celebre Sassicaia 2015, assurto in cima alle classifiche mondiale e divenuto in poco tempo oggetto di desiderio tra amanti del vino e collezionisti di bottiglie pregiate.

Se non sapete come scegliere, non preoccupatevi, date invece un’occhiata a questo post, e a quest’altro articolo, per avere qualche idea, anche in base al budget da spendere.

 

Calice Zalto
Un Calice Zalto

2. Calici da Vino

Chiunque ami il Vino, non rinuncia a degustarlo come si deve. Ogni assaggio del nettare di Dioniso, deve essere assaporato nel calice giusto … o semplicemente nel bicchiere di qualità che più piace.

Oggetto di desiderio di tantissimi amanti del vino (anche mio!!) sono i Calici Zalto: estrema qualità, bellezza delle forme, per calici resistenti, eleganti, che fanno davvero la differenza sulla tavola.

Non sono infrangibili, tuttavia non sono nemmeno quei bicchieri che quando li lavi all’interno si spaccano ai lati, alla minima pressione.

Si puliscono con facilità a mano e in lavastoviglie e letteralmente brillano sulla tavola dopo ogni lavaggio; un cristallo che, se ben curato, non tende a opacizzarci come accade per molti bicchieri commerciali.

Costo? Non economici ma nemmeno proibitivi. Il prezzo di un bel calice Zalto si aggira sui 33 Euro.

Una coppia di calici vi viene a costare su Amazon, più o meno 66 Euro.

 

Altrimenti, una valida opzione, più economica, è rappresentata dai calici Spiegelau & Nachtmann: anche qui bellezza e qualità vanno di pari passo, a un prezzo più contenuto di circa 8 Euro a bicchiere. Qui trovate un bel set da 4 a 35 Euro.

Spesso i calici vengono dimenticati trai potenziali regali di Natale … credetemi, per chi ama il vino, sono un regalo davvero gradito, basta anche un set da due.

 

3. Libri sul Vino

Difficilissimo districarsi tra le tante proposte di lettura dedicate al mondo del vino.

Quelle che vi suggerisco sono tecniche ma non troppo, assolutamente realistiche, senza troppi voli pindarici e auto incensazioni da parte dell’autore: parlano del vino in maniera chiara ed esaustiva, raccontando storie di vini, vignaioli e territori in maniera curata e avvincente.

Li ho trovati belli, utili e non inutilmente raffinati: un elogio del vino, delle sue caratteristiche e di chi lo immagina e lo realizza.

Ecco, quindi, le mie proposte di lettura sul vino, da regalare (o da regalarsi) a Natale:

 

Il Respiro del Vino
Il Respiro del Vino

Il Respiro del Vino di Luigi Moio

Un racconto su come il vino nasce e una guida esaustiva per capirne meglio profumi e gusto.

Una storia tecnica al punto giusto, senza dimenticare più leggeri spunti narrativi.

Un ottimo testo per chi vuole diventare sommelier e per chi vuol comprendere il vino con oggettività e chiarezza.

Lo trovate qui su Amazon a circa 10 Euro.

 

I Profili del Vino – Alla scoperta dell’analisi sensoriale di Mauro Ubigli

Un libro preciso e interessante, che guida con cura alla completa comprensione delle caratteristiche specifiche del vino, trattandone gli aspetti chimico fisici, le caratteristiche organolettiche i vari pregi e i possibili difetti.

Un testo davvero utile per chiunque voglia approfondire la natura di un vino.

Lo trovate qui su Amazon a circa 19 Euro.

 

Le Carte del Vino. Atlante dei Vigneti del Mondo di Jules Gaubert-Turpin

Una guida accurata, esaustiva e graficamente accattivante che guida il lettore alla scoperta dell’incredibile varietà di vitigni presenti in tutto il mondo.

Un libro sicuramente utile per neofiti e appassionati.

Lo trovate sempre su Amazon, a questo link, a circa 24 Euro.

 

Il Vino Capovolto
Il

Il Vino Capovolto. La degustazione geosensoriale e altri scritti di Jacky Rigaux e Sandro Sangiorgi

Un inedito e sorprendente approccio alla degustazione.

Dimenticate per un attimo tutte le regole e le conoscenze acquisite e tuffatevi in un nuovo sistema di avvicinamento al vino.

Un testo curioso, insolito, avvincente, per chi sa che, nel campo del vino, ci sarà sempre qualcosa di nuovo da scoprire e apprendere.

Un regalo adatto a tutti gli appassionati: ben scritto, scorrevole e originale, una lettura che rimane sicuramente impressa.

Lo potete acquistare online, su Amazon, a questo link, a soli 12 Euro.

 

Il Memowine
Il Memowine

4. Quaderno di Appunti Memowine

Un interessante prodotto per chi fa delle degustazioni vinose la sua più amata professione.

Un quaderno strutturato per compilare con cura relazioni sensoriali e analisi organolettiche accurate, senza doversi portare dietro schede volanti e senza dover inserire a mano la nomenclatura delle varie caratteristiche.

Un regalo originale ed economico, sicuramente adatto a chi ha frequentato un corso sul vino e vuol proseguire con serietà lungo questa appassionante strada.

Lo potete ordinale online, a questo link, a un prezzo di 13,50 Euro (la spedizione è gratuita!).

 

5. Un Gadget Vinoso Utile per gli Amanti del Vino e dell’Aria Aperta

Portabicchieri e Bottiglia da Giardino
Portabicchieri e Bottiglia da Giardino

Nel mare magnum dei gadget assurdi per amanti del vino (come quelli che vi ho raccontato qui, ancora in giro e attualissimi!), ogni tanto qualcosa di funzionale, grazioso ed economico si trova.

Come ad esempio il porta vino e bicchiere da giardino: davvero perfetto per chi ama degustare un buon vino anche all’aria aperta, durante un picnic in campagna, montagna o al mare.

Uno strumento poco ingombrante ed economico, adatto a chi vuole assaggiare il vino come si deve, ovunque, con tanto di calice.

Lo potete trovare qui su Amazon, a circa 15 Euro.

 

6. Adotta un Filare: per chi vuol toccare con mano la vera essenza del Vino

Un regalo diverso, meraviglioso, anche se decisamente non economico: un dono da fare a chi si ama.

Un iniziativa proposta ormai da diverse realtà vitivinicole per avvicinare le persone alla terra e alla vera nascita del vino.

Adottando un filare all’interno di un vigneto, le persone potranno partecipare attivamente e di persona alla cura della vite, alla scoperta del territorio e delle sue uve, seguendo il suo ciclo vitale, le trasformazioni e la nascita di quelle uve dalle quali verrà prodotto il vino.

Un modo per seguire in ogni fase la nascita dei prodotti che si degusteranno, fino al momento della vendemmia e della svinatura.

Cercate nella vostra regione o vicino alla persona a cui volete regalare questa iniziativa, per vedere chi la offre e cosa esattamente è compreso nell’adozione.

Oltre alla partecipazione in vigna, chi riceve in regalo questa iniziativa, generalmente ha anche uno sconto sui prodotti finali.

Davvero un’idea interessante per toccare con mano la magia della vite e della creazione del vino.

Di seguito vi indico alcune realtà vitivinicole che hanno già avviato con successo il programma di “adozione”.

 

Josetta Saffirio (Monforte D’Alba – Piemonte)

Cantina Finigeto (Oltrepò Pavese Lombardia)

Pileum – Azienda Vitivinicola del Piglio (Lazio)

Azienda Vitivinicola La Casa Vecchia in Valdobbiadene (Veneto)

Vigne di Pace (Umbria)

Cantine Paolo Leo – Progetto Dorso Rosso (Puglia)

 

7. Regali fai da te: Riciclo creativo dei Tappi di Sughero

Se amate i lavoretti manuali e avete una bella collezione di tappi di sughero, potete provare a realizzare da soli alcuni oggetti natalizi da regalare: una bella idea per valorizzare il vino in ogni suo aspetto e curare l’ambiente.

Pensate a un bel porta candela, un centrotavola, un portachiavi, tutti realizzati con i tappi di sughero riciclati: materiale versatile e resistente che ben si presta a queste realizzazioni.

Se avete tempo e voglia, potrebbero essere dei regali fatti a mano davvero apprezzati!

Riciclo dei Tappi
Riciclo dei Tappi

E se non avete un quantitativo sufficiente di tappi, su Etsy trovate già diversi oggetti pronti di questa tipologia.

 

Se quelle proposte finora non vi sembrano sufficienti, guardate qui altre idee di Regali per chi ama il Vino.

Spero questa piccola guida vi sia utile … scegliere i Regali per chi ama il Vino è sempre semplice e divertente.

 

Cheers!

 

Vini per Natale

I Vini per Natale 2018

Ecco che mi accingo a consigliarvi alcuni ottimi Vini per Natale … con i possibili abbinamenti, è ovvio!

Ogni Vino di questa lista di Natale è stato scelto con cura, passione e con un motivo ben preciso.

Si tratta di Vini che mi sono sembrati speciali per diverse loro caratteristiche, per i profumi, il loro sapore particolare, il loro prezzo che ben riflette la qualità del prodotto: vini degni di celebrare e di essere celebrati in occasioni speciali.

Ho volutamente scelto alcuni vini non troppo conosciuti. Questo perché i più famosi li trovati raccontati in un po’ ovunque e sono, spesso, già ben conosciuti agli appassionati di vino.

Spero quindi che qui troverete spunti interessanti per i Vini da regalare e da degustare durante le feste.

Pronti a conoscere i Vini per Natale, da bere e/o da regalare?

Eccoli che arrivano!

 

Vini per Natale 2018: Bollicine

 

Franciacorta Brut Satèn La Fioca
Franciacorta Brut Satèn La Fioca

Franciacorta Brut Satèn – La Fioca

Un Franciacorta profumato, setoso ed estremamente fragrante. Bella acidità e freschissimo perlage che trascina con sé aromi di agrumi e crema pasticcera. Un Metodo Classico davvero delizioso con un bell’antipasto a base di trota salmonata o con una tartare di salmone e avocado.

Nel mondo dei Franciacorta, davvero un vino con un bel rapporto qualità prezzo: lo trovate qui a circa 17,50 Euro.

 

Prosecco Dry Millesimato – Alessandro Bortolin

Non smetterò mai di consigliare questo fantastico prosecco dry, davvero poco conosciuto.

Una beva profumata e per nulla banale, alla faccia di chi fa di tutta l’erba un fascio e considera il Prosecco come mero prodotto iper commerciale, da tenere al di fuori delle degustazioni di qualità.

Bevete questo Prosecco e godete. Fantastico da solo e ottimo anche con il salmone affumicato e le Ostriche, per la morbidezza e profumosità spumeggiante.

Uno di quei vini di cui potresti bere due bottiglie e non sentirle.

Non è un vino facilmente reperibile online, ma potete contattare direttamente la Cantina, se non avete la fortuna di andarci personalmente.

 

Groppello di Revò Metodo Classico - LasteRosse
Groppello di Revò Metodo Classico – LasteRosse

Groppello di Revò Metodo Classico – Laste Rosse

Una bollicina originale, davvero unica nel suo genere, gustosissima.

Che cosa possiamo desiderare di più? Da gustare nelle vicine Feste in compagnia e/o da regalare per stupire chi pensa di sapere già tanto sul vino.

Un metodo classico che vi ho già raccontato qui, con taaanto gusto.

Sceglietelo e poi fatemi sapere! Non credo rimarrete delusi 😉

Lo potete acquistare online qui, a circa 19 Euro.

 

Paladino Extra Brut Trento DOC – Revì

Eccitante Metodo Classico, un’espressione puramente trentina dello Chardonnay, bottiglia bellissima da guardare e regalare.

Assaggiarla, però, è molto meglio.

Note floreali e fruttate incontrano la fragranza del pane integrale in un sorso cremoso, minerale, con una scia lunghissima che ricorda le mandorle tostate.

Davvero un gran bel Trento DOC, lo trovate qui a circa 45 Euro.

Millesimato d'Antan - La Scolca
Millesimato d’Antan – La Scolca

 

Millesimato d’Antan 2007 della Scolca – La Scolca

Parlando di Metodo Classico, tutti si dimenticano le meraviglie che l’uva cortese può regalare.

Provate e/o regalate il Millesimato d’Antan 2007 della Scolca.

Un corpo intenso, vellutato e carico di aromaticità per delle Bollicine da tutto pasto. 10 anni a contatto con i lieviti regalano un vino estremamente complesso; se ancora non ne avete avuto l’occasione, provatelo.

Assolutamente stupendo in abbinamento a un risotto gamberi e zafferano ma le possibilità sono numerose.

Lo potete trovare qui, a circa 45 Euro.

 

Vini per Natale 2018: Bianchi

 

Frascati Superiore Eremo Tuscolano 2017 – Valle Vermiglia

Non posso non menzionare e includere nella mia lista di consigli questo ottimo Frascati.

Estremamente tipico, profumatissimo e con una persistenza sapida favolosa. Chiunque abbia pregiudizi verso questa denominazione, con un sorso dell’Eremo Tuscolano potrà facilmente ricredersi.

Da provare su tutti i crudi di pesce ma anche su dei ravioli di cernia burro e salvia oppure su una classica carbonara.

Lo potete ordinare da qui … credetemi, ne vale davvero la pena. Una chicca bianca del Lazio.

 

Chardonnay Riserva Crivelli - Peter Zemmer
Chardonnay Riserva Crivelli – Peter Zemmer

Chardonnay Riserva Crivelli – Peter Zemmer

Uno Chardonnay alto atesino poco noto ma incredibilmente saporoso e profumato, giocato su note di frutta matura tropicale, erbe officinali, profonde note vegetali con solo lievi accenni di tostatura. Morbidezza e fragranza in un sorso che riempie di gusto il palato.

Ne ho ancora una bottiglia sullo scaffale … non so ancora se ho trovato l’abbinamento migliore per questa delizia ma vi assicuro che accanto a un bel piatto di pasta con il tartufo bianco, o con i classici agnolotti del plin natalizi con tartufo nero, sta meravigliosamente bene.

In futuro, mi auguro di essere più specifica, voi intanto provatelo e ditemi la vostra.

Potete acquistare lo Chardonnay Riserva Crivelli qui, a circa 27 Euro.

 

Chardonnay 2014 – Monteverro

Un altro Chardonnay di estrema raffinatezza. Altro luogo, altra espressione fantasticamente italiana di un vitigno internazionale.

Un vino che incarna i profumi e i sapori della terra e del mare e non dovrebbe assolutamente stupirmi che rappresenti il degno compagno di un succulentissimo Astice.

Una bottiglia che incarna un regalo di gran pregio e un assaggio difficile da dimenticare.

A voi la scelta: regalarla o tenerla? Ardua decisione …

Intanto che pensate, vi dico che potete acquistare lo Chardonnay di Monteverro, online qui, a 90 Euro.

 

Vini per Natale 2018: Rossi

 

Habemus - San Giovenale
Habemus – San Giovenale

Habemus 2016 – San Giovenale

Un vino fantastico da bere e da regalare. Tutta l’espressività del Syrah del Lazio, in abbinamento a Grenache e Carignano, concentrata in un sorso dell’Habemus.

Certo direte: ancora il Lazio, uffa! Magari mi ripeto, ma spesso nei luoghi meno pensati si trovano vini favolosi come questo qui.

Puro velluto, speziato, minerale e vegetale, che incanta il palato. Un vino strutturato, corposo, ricco di profumi e sapore, che tuttavia si beve con grande facilità, soprattutto se lo abbinate con il petto d’anatra ai porcini.

Lo potete trovare qui, a circa 45 Euro.

 

Amarone della Valpolicella Classico 2012 – Monte dei Ragni

Un Amarone figlio della terra: volutamente poco conosciuto, al di fuori di tutte le classifiche, maturo e austero, con un bouquet aromatico da respirare con attenzione e un gusto da assaggiare con calma … fatelo respirare una mezz’oretta nel bicchiere 😉

Per estimatori del grande Amarone, alla ricerca di nuove scoperte.

Lo potete acquistare online qui, a circa 80 Euro.

 

San Lorenzo- Girolamo Russo
San Lorenzo- Girolamo Russo

Etna Rosso San Lorenzo 2016 – Girolamo Russo

Vino emblematico delle potenzialità di questa denominazione.

Un rosso potente ED equilibrato,  corposo E beverino, denso E fresco. Un vino tipicamente siciliano che è tutte queste cose insieme, e non dimentichiamone i profumi estremamente variegati che spaziano dai frutti di bosco appena colti, all’incenso, passando per le foglie di eucalipto e il bastoncino di liquirizia.

Un vino che sembra solo difficilmente abbinabile. In realtà è così equilibrato da stare bene, allo stesso tempo, su delle costolette di maiale, su una pasta al ragù e su un bel cosciotto d’agnello al forno.

Me lo regalate?

Lo trovate online qui, a circa 45 Euro.

 

Vini per Natale 2018: Per chi beve solo vini naturali

Non vorrei distinguere, perché il vino, quello buono, non ha bisogno di nuove distinzioni.

Tuttavia mi hanno recentemente chiesto, in specifico, qualche spunto su vini naturali gustosi, da abbinare e/o regalare.

Personalmente, questo Natale, scelgo con gioia i seguenti.

 

Rosso delle Macchie 2016 – Il Vinco

Un ottimo vino naturale del Lazio. Un’intensa interpretazione di un autoctono laziale, il Canaiolo Nero, proveniente da vigneti a piede franco.

 Morbidissimo, profumato, equilibrato e piacevole, con note fruttate di more, speziate di liquirizia e tostate di cacao.

Un vino che esalta benissimo il gusto delle salse a base di pomodoro. Ad esempio, sta benissimo in abbinamento a un’amatriciana o a un bel baccalà in umido.

Potete trovare questa piccola rarità online, qui, a circa 19 Euro.

 

Sangiovese Pino 2015 - Fontesecca
Magnum Sangiovese Pino 2015 – Fontesecca

Sangiovese il Pino 2015 – Fontesecca

Un Sangiovese umbro naturale e gustosissimo.
Personalmente celebrerò il Natale con una bella Magnum di questo vino.

Morbidezza e balsamicità uniti in un sorso che racchiude profumi di frutta fresca e sottospirito, note vegetali e terrose di humus, felce e aloe, con solo delicati tocchi speziati dolci.

Un vino dal gusto vellutato e penetrante al contempo. Ve lo consiglio ma per gli abbinamenti … datemi ancora un po’ di tempo. Ho già qualche idee, ma deve essere verificata 😀

Intanto ditemi se l’avete già provato.

Lo potete trovare qui, a 15 Euro.

 

Campo di Raina 2014 – Raina

Un Sagrantino che viene definito “non convenzionale” tanto che quest’annata 2014 non ha potuto cingersi della spettante DOCG.

Personalmente ho trovato questo Campo di Raina 2014 (l’ho assaggiato al VAN) più tipico di tanti altri Sagrantini certificati. Austero, cupo, saporito, con quel tannino intenso ma assolutamente non legnoso che tanto (mi) piace.

Provatelo anche voi per dirimere la questione su questo Non Sagrantino 😀 e se ancora non trovate l’annata 2014, assaggiate una delle vecchie annate del Campo di Raina, come la 2012, davvero speciale.

 

I Vini per Natale 2018 … la lista continua!

Ovvio che questa lista di Vini per Natale potrebbe continuare molto a lungo, forse troppo.

Quelli elencati sopra rappresentano le mie personali scelte per questo Natale: vini italiani gustosi, particolari e ricercati.

Se ancora non siete convinti, di seguito trovate altre proposte di qualità, da tenere o regalare, per far felici tutti gli amanti del vino, facilmente reperibili online e con un ottimo rapporto qualità prezzo.

Sempre vini italiani fantastici, che meritano di essere scoperti e ricordati … ce ne sono davvero tanti tanti, vediamone qualcuno insieme per questo Natale 2018!

 

Capolemole - Marco Carpineti
Capolemole – Marco Carpineti
  • Due vini che rappresentano le potenzialità e il gusto saporito del Bellone (o Cacchione), grande autoctono del Lazio

Capolemole Bianco 2017 – Marco Carpineti (ne ho parlato qui!)

Neroniano 2017 – Casa della Divina Provvidenza (ve l’ho raccontato qui!)

Due ottimi vini da tutto pesce o oltre!

 

  • Due bianchi Toscani fantastici e saporiti, spesso dimenticati

Isolina Bianco di Pitigliano -Sassotondo
Isolina Bianco di Pitigliano -Sassotondo

Bianco di Pitigliano Isolina 2016 – Sassotondo

Uno di quei bianchi che non fa in tempo a entrare in commercio che è già finito ovunque. Se ci riuscite, lo potete acquistare qui, a circa 16 Euro.

Vernaccia di San Gimignano Campo della Pieve 2016 – Colombaio di Santa Chiara

La trovate qui, a circa 19 Euro.

 

  • L’autoctono marchigiano delle Meraviglie: il Bianco Verdicchio

Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Le Sabbionare 2016 – Sabbionare (ve ne ho parlato qui!)

Lo potete reperire online qui, a circa 10 Euro.

Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore Campo delle Oche – Fattoria San Lorenzo (ve ne ho parlato qui, una garanzia di gusto!)

Lo potete acquistare qui, a circa 12 Euro.

 

  • Due vini che esaltano tutta l’espressività del Cesanese di Affile

Nemora Cesanese di Affile - Raimondo
Nemora Cesanese di Affile – Raimondo

Nemora 2016 – Vini Raimondo

Potete trovarlo qui, a circa 13 Euro.

Cesanese di Affile Capozzano Riserva 2013 – Formiconi (scoprite la cantina qui con noi!)

Trovate questa delizia rossa, online qui, a circa 22 Euro.

 

  • Per chi ama la grandezza del Barolo e del Barbaresco, ecco due eccellenti prodotti da mettere sotto l’albero e sulla tavola

Barolo Riserva Vigna Rionda 2010 – Anselma

Davvero una chicca, ma potete trovare questo Barolo online qui, a circa 80 Euro.

Barolo Riserva Vigna Rionda - Anselma
Barolo Riserva Vigna Rionda – Anselma

Barbaresco Nervo Fondetta 2014 – Rizzi

Lo potete trovare qui, a circa 34 Euro.

 

Il Brunello riscoperto: oltre ai nomi d’eccellenza più conosciuti, ecco due grandissimi Brunelli di incredibile e inconfondibile gusto

Brunello Poggio Cerrino  2013 – Tiezzi

Davvero ottimo e di buon prezzo, lo trovate qui, a circa 34 Euro.

Brunello di Montalcino 2013 – Corte dei Venti

Provato da pochissimo, davvero una perla rara, tutta da scoprire anche se non così facilmente reperibile … magari merita una visita di persona, che ne dite?

Per altri Brunelli di Montalcino ottimi, guardate qui!

 

Brunello di Montalcino - Corte dei Venti
Brunello di Montalcino – Corte dei Venti
  • L’Amarone in tutta la sua vellutata potenza, attraverso due esemplari differenti e ottimi

Amarone della Valpolicella 2009 – Trabucchi D’Illasi

Lo potete trovare qui a circa 44 Euro.

Amarone della Valpolicella - Trabucchi d'Illasi
Amarone della Valpolicella – Trabucchi d’Illasi

Amarone della Valpolicella Morar 2010 – Valentina Cubi

Potete reperirlo online qui, a circa 52 Euro.

 

  • L’aglianico e le sue meraviglie

Taurasi Piano di Montevergine Riserva 2012 – Feudi di San Gregorio (scopritene i migliori abbinamenti qui!)

Lo potete reperire facilmente online, qui ad esempio, a circa 25 Euro.

Aglianico Bocca di Lupo 2014 – Tormaresca

Lo trovate qui, a circa 34 Euro.

 

 

E, come vi dicevo, la lista potrebbe continuare … ma direi che già avete qualche ottimo spunto per far felici gli altri e rallegrare le vostre Feste.

Inoltre, cercate pure sul blog e vedete se trovate vini e abbinamenti ancora più di vostro gusto!

 

Cheers!

 

 

Vini per il Cocktail di Scampi

I Vini per il Cocktail di Scampi

Una poltrona per due
Una poltrona per due

Forse un salto negli anni ’80, ma la specialità gastronomica protagonista di oggi conserva ancora la sua dignità e, spesso, un posto importante in tante tavole alla Vigilia di Natale.

Non è il caso di essere blasé di fronte a questo antipasto un po’ datato che, se bene elaborato, con la giusta cura e ingredienti di qualità, può costituire ancora oggi un gustoso starter natalizio … in fondo la sera della Vigilia trasmettono ancora la Poltrona per Due 😀  … i classici difficilmente tramontano!

Pertanto, in questo primo post vinoso, dedicato al Natale (si inizia, evviva!), andrò a raccontarvi quali sono i migliori Vini per il Cocktail di Scampi.

Let’s go together!

 

I Vini per il Cocktail di Scampi: che Caratteristiche cercare nel Vino?

Cocktail di Scampi
Cocktail di Scampi

In generale, per i crostacei serviti a freddo e guarniti con salse a base di olio, com’è la salsa cocktail, servono dei vini bianchi giovani, freschi, con una discreta componente alcolica, in grado di asciugare la tipica untuosità di queste preparazioni.

Non dimentichiamo poi la grassezza della salsa tipica del Cocktail di scampi: caratteristica che ha bisogno di essere un pochino smorzata da un vino con una buona sapidità.

Gli spumanti giocano un ruolo importante, specialmente se consideriamo la tendenza dolce dei crostacei, che richiede giustamente l’esaltazione, tramite un buon perlage.

Una pseudo dolcezza che riscontriamo anche nella stessa salsa rosa, solo mitigata della delicata tendenza acidula del pomodoro.

L’aspetto forse più gustoso del Cocktail di Scampi, rimane il gioco delle consistenza tra il croccante e il morbido e l’aromaticità tipica dei crostacei e della salsa, caratteristica, quest’ultima, che deve essere mantenuta anche attraverso l’accompagnamento del vino, che dovrà apportare la giusta persistenza aromatica all’antipasto.

 

I Vini per il Cocktail di Scampi

Fatte le opportune premesse, ecco che mi accingo a presentarvi i tre protagonisti di oggi, uno Spumante metodo Martinotti, un Rosè e un Bianco fermo, tutti italiani, piacevolmente profumati, tutti con un buon rapporto qualità prezzo  e, ovviamente, assolutamente ottimi in abbinamento al Cocktail di Scampi.

Eccoli.

 

1. Rosato Brut Flavè – Bepin de Eto (Veneto)

Flavé rosato - Bepin De Eto
Flavé rosato – Bepin De Eto

La mia scelta preferita, in abbinamento al Cocktail di Scampi, sia per il gusto, sia per l’affascinante packaging brillante e un po’ retrò … da anni ’80, per l’appunto.

Un originale incrocio di uve, il Manzoni 13.0.25 (tra Raboso e Moscato d’Amburgo), con profumi fruttati variegati, estivi e natalizi: melograno e lamponi, un tocco di mandarino e melone, fiori di violetta, rosa e ciclamino, un pizzico di salvia e origano.

Un perlage sbuffante e persistente che porta con sé i profumi e i sapori della rosa, della salvia e dei mandarini.

Un gusto fresco, sapido al punto giusto, con un finale che scivola morbido su note floreali e fruttate.

Uno spumante metodo Martinotti equilibrato e disarmante nella sua gustosa semplicità e nella sua bontà in abbinamento al cocktail di scampi: un hors d’oeuvre che si arricchisce di spunti dolci e agrumati, regalando alla tipica sapidità degli scampi un gusto più fresco ed intenso, eliminando dal palato la patinosità della salsa.

Potete trovare il Rosato Brut Flavè di Bepin De Eto qui, a circa 10 Euro.

 

2. Rosè 2017 – Planeta (Sicilia)

Rosé 2017 - PlanetaUn’invitante combinazione di profumi fruttati, floreali e vegetali che invoglia subito all’assaggio, un’aromaticità in cui fanno capolino le fragoline di bosco, il melograno, le bacche di mirto, l’iris, la maggiorana e l’acetosella.

Un sorso ben bilanciato tra spiccata freschezza e una piacevole sapidità marina, con un finale di bocca persistente, su note vivaci di melograno.

Un rosè ben giocato tra spinta acida e mineralità salmastra, ottimo nel tenere a bada la lieve tendenza acidula della salsa cocktail, mitigandone con forza grassezza e untuosità, facendone risaltare l’aromaticità classica.

Un abbinamento in cui ogni assaggio rimane fresco e croccante.

Un vino con un bel rapporto qualità prezzo, che potete trovare facilmente online, come qui ad esempio, a circa 9 Euro.

 

Chambave Muscat 2017 - Anselmet
Chambave Muscat 2017 – Anselmet

3. Chambave Muscat 2017 – Anselmet (Valle D’Aosta)

Uno Chambave Muscat che quasi ricorda un cestino di frutta invernale: profumi di mele golden e pere abate, con un tocco esotico di ananas e una punta di limone. Tante erbe aromatiche a completare un quadro profumoso che richiama davvero le montagne, con note di salvia, tarassaco e timo.

Un sorso fresco e leggero, quasi frizzante, in cui ritroviamo profumi e sapori tipici dell’ananas, del limone, della nespola e delle mele.

Una bella scia sapida che lascia in bocca una piacevole sensazione fruttata, delicatamente dolce, con note di mela.

Un vino poco conosciuto che merita davvero di essere presentato sull’imbandita tavola della Vigilia, in compagnia di un bel Cocktail di Scampi.

Se poi lo volete sfruttare a tutto pasto, allora provatelo sul salmone affumicato, su una tartare di gamberi rossi o su un bel sautè di vongole e cozze. Quasi un vino a tutta Vigilia 😀 … profumato e gustosissimo.

Lo potete reperire online, qui, a circa 17 Euro.

 

Per voi quali sono i migliori Vini per il Cocktail di Scampi?

Ditemi la vostra!

 

Vini Macerati e Vini Ossidati

Vini Macerati e Vini Ossidati? Facciamo Chiarezza!

In questo post vorrei delineare le ENORMI differenze che esistono tra Vini Macerati e Vini Ossidati.

Se nel secondo caso siamo di fronte a un’evidente e grave alterazione del vino, come già scrivevo qui, nel primo si parla di un procedimento produttivo che mira a ottenere un vino con un gusto e una colorazione particolare.

 

Bianchi Macerati e Orange Wines

Avrete sicuramente sentito parlare dei vini bianchi macerati, dei vini bianchi ramati e dei cosiddetti “orange wines”.

Non si tratta di una moda recente – anche se attualmente sta riscuotendo più successo che in passato – ma di una pratica usata già da molti anni soprattutto dai produttori del Collio e del Carso e che ora viene utilizzata un po’ in tutta Italia, dal Piemonte alla Sicilia, passando per il Lazio.

Se durante il processo di vinificazione il contatto del mosto con le bucce è un procedimento comune nei vini rossi (infatti questo tipo di vinificazione a contatto viene comunemente definita come “in rosso”), la vinificazione moderna “in bianco” non lo prevede e per questo i vini bianchi mantengono un colore scarico che vira dal giallo verdolino al giallo dorato.

Nell’enologia moderna il giallo ambrato è un colore caratteristico dei vini passiti o di quei bianchi ottenuti ad esempio da uve surmature, così come viene finora spiegato nella maggior parte dei corsi per aspiranti sommelier.

Nel caso dei bianchi macerati, quindi vinificati in rosso, il colore può partire dal buccia di cipolla fino ad arrivare proprio a un bell’arancione carico.

 

Bianchi Macerati e Orange Wines in Italia

Ribolla Gialla
Ribolla Gialla

La vinificazione “in rosso” delle uve bianche, prediletta da molti produttori friulani, rappresenta una scelta dettata soprattutto dalla tipologia di vitigno coltivata in questo specifico territorio.

La Ribolla Gialla, vitigno autoctono del Friuli Venezia Giulia, è un vitigno che si presta davvero bene alla procedura di macerazione, regalando vini dal sapore intenso e dalla struttura persistente e piacevole.

Ovviamente la scelta o meno della macerazione dipende dal tipo di uve di partenza e dal tipo di vino che si vuole ottenere: non tutti i vitigni a bacca bianca si prestano bene a essere vinificati in rosso, il rischio è quello di stravolgere le potenzialità organolettiche delle uve di partenza.

 

Cosa sono i Bianchi Macerati e come li riconosco?

Sia nei bianchi ossidati sia nei bianchi macerati possiamo avere un colore “ambrato” o“aranciato”: un colore che, in assenza di macerazione, è sicuramente “sbagliato” e che, invece, con una macerazione costituisce tipicità.

La macerazione è un procedimento della vinificazione in cui il mosto in fermentazione è lasciato a contatto con le bucce. Più a lungo il mosto rimane in contatto con le bucce, più il prodotto acquisterà colorazione e tannicità: questo perché i polifenoli presenti nella buccia dell’uva rilasciano nel mosto tannini e sostanze coloranti (gli antociani).

Ovviamente il tempo di macerazione viene attentamente valutato in base alle uve di partenza.

Ormai esistono vini bianchi che fanno 7-10 giorni di macerazione e quelli che passano addirittura mesi a contatto con le bucce … magari anche dentro anfore.

 

Bianchi Macerati e Orange Wines: Abbinamenti Cibo Vino

Si tratta di vini che hanno ovviamente un gusto diverso, poiché il processo di macerazione non ne coinvolge solamente l’aspetto ma anche la struttura e le caratteristiche organolettiche all’assaggio.

Si tratta di bianchi non bianchi che al naso possono ricordare intensamente le resine, le erbe aromatiche, la frutta secca, mandorle, nocciole, prugne, le castagne.

Allo stesso tempo, ci sono bianchi macerati con bouquet più freschi che richiamano gli agrumi, il potpourri di fiori secchi, i petali di rosa, le mandorle tostate e la frutta secca in generale.

Sono vini bianchi in cui troviamo strutture corpose, quasi robuste, tannini decisi, dei sapori intensi e mai così freschi come percepiamo invece nei classici vini realizzati “in bianco”.

Tuttavia anche negli “orange wine” più intensi, come può essere la famosa Ribolla Gialla di Gravner o il Jakot di Radikon, troviamo sempre quella verve fresca, quel guizzo acido, quella sapidità più o meno elettrica che è caratteristica di ogni vino, a livelli diversi, e che rende la beva sempre piacevole e mai piatta o bruciaticcia.

I bianchi macerati sono vini perfetti per la cucina agrodolce, per i piatti thailandesi, per l’agnello alla marocchina, e accompagnano splendidamente gli ingredienti nostrani più saporiti e aromatici, come i funghi, lo zafferano, la bottarga e i tartufi.

Scordateveli su un risotto gamberi e zucchine.

Sono vini a cui rendere giustizia con abbinamenti specifici, per cui un vino rosso è inadatto e per cui servono dei bianchi strutturati e dal gusto deciso e tendente al morbido, con un’acidità meno scalpitante.

 

Cosa sono i Vini Ossidati?

Ormai l’avrete capito, l’ossidazione non centra nulla con la macerazione.

È un’alterazione del prodotto finito che, innanzitutto, ne modifica il colore. E’ un’alterazione che coinvolge sia i vini bianchi sia i rossi ma nei bianchi ne determina un colore virante verso l’ambra.

Soprattutto, è un’alterazione che non si ferma al colore ma intacca il gusto del vino.

Una delle caratteristiche fondamentali di un vino che ne determina la longevità potenziale è l’acidità, data dalla presenza di tre principali acidi fondamentali: l’acido tartarico, citrico e malico, quest’ultimo sicuramente il più importante per definire le potenzialità di maturazione ed evoluzione di un prodotto..

 

vino macerato in via d'ossidazione
Vino macerato in via d’ossidazione
Vino macerato ossidato
Vino macerato completamente ossidato

Un vino che ha perso completamente la sua componente acida è un vino morto … e dal cattivo sapore: un gusto piatto, amaro, cotto, quasi bruciato, per questo si chiamano vini ossidati.

Vini Macerati e Vini Ossidati: come li distinguo?

Ci sono diversi livelli di ossidazione. Molto spesso è lampante, colore brunito, sapore piatto, amaro e bruciato.

In altri casi, quando magari l’ossidazione è appena cominciata, il colore sarà tendente all’ambra e un po’ di acidità ci sarà ancora nel prodotto. Tuttavia sarà un vino (macerato o meno non fa differenza) piatto nei profumi, con un sapore di frutta cotta e privo di persistenza.

Se in questo caso il cambiamento alla vista non è lampante, l’assaggio fugherà sempre ogni dubbio.

Pertanto se non conoscete il vino che avete appena pensato, se siete in dubbio e non sapete se è effettivamente ossidato oppure un tipico orange wine, assaggiatelo: un vino ossidato, anche solo leggermente, non sarà MAI buono.

Winedo

Winedo: la startup romana dedicata al mondo del Vino

 

Vi presento Winedo

Il Team di Winedo
Il Team di Winedo

Finalmente una startup romana dedicata al mondo al vino!

Giovedì scorso, presso la Galleria d’Arte Contemporanea Musia, ho avuto modo di partecipare alla presentazione di Winedo, recentissima Startup che vede protagonista sua maestà il vino sotto due importantissimi aspetti:

 

1. Il vino da bere

Winedo è un e-commerce che offre vini italiani e francesi di piccoli produttori, rispondenti a specifici criteri qualitativi e produttivi.

Il sistema di valutazione nella scelta dei produttori si riassume in 3 punti chiave, le 3 Q di Winedo, dove Q sta per qualità:

 

– Qualità Organolettica

Un’attenta analisi dei meriti (aromaticità, equilibrio, salute, ecc.) e degli eventuali difetti (fermentazioni, contaminazioni, ecc.) di un vino permette al team di Winedo di definire la reale qualità organolettica del prodotto.

– Qualità aziendale

Il team di Winedo valuta la provenienza delle uve, le modalità di raccolta ed imbottigliamento nonché la particolare attenzione dell’azienda verso l’ambiente: fattori che determinano la qualità aziendale.

– Qualità prezzo

Il prezzo di un vino si valuta in base al territorio di provenienza, alle difficoltà di produzione, alla tipologia di prodotto e alla metodologia di affinamento: questi sono i principali fattori che permettono al team di Winedo di valutare l’effettivo buon rapporto qualità prezzo.

 

Per queste ragioni, queste 3Q, sull’ e-commerce Winedo troverete solo vini dotati di questi tre pregi qualitativi.

La classificazione per le bollicine prendere il nome specifico “Grandi Bollicine” e risponde alla stessa ricerca di qualità appena vista.

 

Infine, la ricerca della qualità si estende anche alla conservazione delle bottiglie messe in vendita: queste vengono affidate alla custodia di Bucap S.p.A., un magazzino termoregolato, alle porte di Roma dove i vini selezionati sono conservati in condizioni ottimali di temperatura, umidità, posizione e illuminazione.

 

2. Il vino da conoscere

Winedo integra la possibilità di acquisto dei vini con un divertente sistema di apprendimento che parte dall’acquisto di una bottiglia e presenta alcuni esercizi a tappe per imparare a conoscere e degustare il vino. Una formazione online attiva unita alla possibilità di partecipare a interessanti seminari dal vivo, guidati dall’esperienza del Sommelier Luca Boccoli.

I seminari dal vivo saranno tenuti nello stesso luogo in cui è avvenuta la presentazione: l’incantevole spazio espositivo della Galleria Musia aperto da Ovidio Jacorossi.

Uno spazio di charme, arte e gusto totalmente gratuito e che, attraverso Winedo, vi permetterà la scoperta di vini incredibili, come quelli che si degusteranno nel primo seminario dedicato alla Borgogna.

 

Winedo Mission

 

Winedo: Presentazione con Degustazione

I Vini in Degustazione

La presentazione di Venerdì si è conclusa con una degustazione di 3 vini presenti sul portale e-commerce: 3 prodotti di grande qualità, pienamente rispondenti alle caratteristiche richieste da Winedo. Eccoli qua:

 

 Caterina De Plachi, Spumante Etna Doc2013 – Tenute Mannino De Plachi

Uno spumante davvero intenso, nel colore, negli aromi e nel sapore, con una struttura che non può nascondere il vitigno all’orgine: il tipicissimo Nerello Mascalese.

Un Metodo Classico profumato e corposo, di certo non adatto a un semplice aperitivo ma perfetto per piatti di pesce importanti, come il Pesce Spada al Salmoriglio. Lo trovate qui su Winedo a 31 Euro.

 

Maén, Vermentino Riviera Ligure di Ponente 2016 – Podere Grecale

Un vermentino che ricorda nei profumi e all’assaggio il mare e tutti i suoi aspetti: negli aromi ritroviamo la frutta gialla, il rosmarino, il basilico, la salsedine. La bella acidità e la sapidità salmastra, intensa e persistente, lo rendono potenzialmente un vino perfetto per una tartare di gamberi rossi. Dovrò verificare 🙂

Lo trovate qui su Winedo a 15,60 Euro.

 

Giacobbe, Cesanese di Olevano Romano Superiore 2016, Azienda Agricola Alberto Giacobbe

Barbatella di Merlot
La Barbatella di Merlot

Forse sarò di parte poichè proviene dalla mia regione, ma adoro letteralmente questo Cesanese che, per mia fortuna, ho provato diverse volte: quello di Alberto Giacobbe è un vino che esprime perfettamente tutte le caratteristiche del vitigno d’origine, facendo emergere la componente fruttata e quella speziata e vegetale che richiamano i lamponi e le more appena colte, il bastoncino di liquirizia, il pepe nero.

Un Cesanese intenso nei sapori e nella struttura ma con una spina acida che lo rende perfetto in abbinamento a un piatto tipico come la classica Coda alla Vaccinara.

E se per gli altri vini gli abbinamenti pensati sono ancora da verificare, quest’ultimo è stato adeguatamente testato 😉

Lo potete trovare qui su Winedo a 12 Euro.

 

I 3 vini hanno chiuso in bellezza l’interessante presentazione e, oltre al loro sapore, ho portato a casa uno splendido cadeaux, offerto dal team di Winedo, che spero di trattare con tutta la cura di cui sono capace … una bellissima barbatella di Merlot.

 

La Sala Degustazione della Galleria

 

Se le parole che avete letto non vi bastano per comprendere pienamente il funzionamento di Winedo, potete vedere direttamente in questo video come funziona il portale, il suo sistema di selezione dei prodotti e il sistema formativo.

Winedo – Video Dimostrativo

Festa della Mamma 2018

Festa della Mamma 2018: 16 regali “divini” !

 

Cercate dei Regali “divini” per questa Festa della Mamma 2018?

Vostra mamma è un’appassionata o un’esperta di Vini? Vostra mamma adora il vino e vorrebbe approfondire l’argomento? Vostra mamma ama il vino e adora gustarlo in compagnia?
Se vostra madre risponde a una di queste caratteristiche, in questa lista regalo troverete sicuramente il dono “vinoso” che fa al suo caso.

In questa lista troverete regali adatti a tutti i gusti e a tutti i budget e tutti dedicati esclusivamente al mondo del vino.

Pronto a scoprire i Regali di vini per la festa della Mamma 2018?
Scorri questo slideshow e trova quello più adatto a tua mamma e al tuo budget!

 

Lista di Regali “divini” per la Festa della Mamma 2018

Gioco da Tavolo sul Vino

Immagine 1 di 31

Lo trovate qui a 19 Euro

 

Lista di bottiglie “divine” per la Festa della Mamma 2018

A questa lista di doni non possiamo non aggiungere delle bottiglie di vino come regali “divini” per questa festa della mamma 2018!

Ecco a voi 3 fantastici prodotti “vinosi” da regalare o da assaporare tutti insieme per celebrare questa festa.

 

1. Sauvignon Lafóa 2016 – Colterenzio

un Sauvignon eccezionale, con una persistenza e una morbidezza incredibili.Lafoa Sauvignon

Un Sauvignon da grandi piatti di pesce: provatelo con una deliziosa pasta alle capesante!

Non preoccupatevi, tornerò a parlare approfonditamente di questo vino 🙂

Lo potete acquistare online qui.

 

2. Castagnino 2016 – Fabrizio Dioniso

Castagnino Fabrizio DionisoCome rosso vi suggerisco il Castagnino di Fabrizio Dioniso, un Syrah incredibilmente profumato: un tripudio profumato di piccoli frutti rossi e spezie e un gusto improntato su note di mirtilli, e soffi erbacei di rabarbaro a rinfrescare la ricchezza dell’assaggio. Per concludere in bellezza, è un vino che ci regala una bella persistenza su vivaci note di pepe nero.

E’ un rosso davvero perfetto in abbinamento al coniglio porchettato.

Un vino che lascia il segno per il suo sapore intenso e il suo ottimo rapporto qualità prezzo.

Un bellissimo regalo per celebrare questa festa e, visto che ogni mamma è donna, anche l’occhio vuole la sua parte e l’etichetta di questo vino è davvero elegante nella sua semplicità, un vino del cuore.

Lo potete acquistare online qui.

 

3. Passito di Pantelleria Ben Ryé 2016 – DonnafugataBen Ryé Donnafugata

Lo so, il Ben Ryé” di Donnafugata non ha bisogno di presentazioni: un passito di grande dolcezza, ma arricchito da fresche note di erbe aromatiche, come il mirto, dal profumo di datteri, dalla delicatezza asprezza dell’arancia candita e dal sentore speciato tipico della cannella a completare un profilo aromatico incredibilmente vario e accattivante.

E’ un vino che – lo dico raramente – si può bere tutto anche in assolo ma se lo abbinate con un dolce sceglietene uno davvero in grado di tenergli testa.

Potete acquistare il Ben Ryé online, qui.

Provate il Ben Ryé con dei biscotti al cioccolato fondente oppure osatelo con una torta deliziosa come quella della seguente ricetta … una degna conclusione in super dolcezza per questa festa della mamma 2018.

La comunicazione del vino: emozione e non noia

La comunicazione del vino: emozione e non noia

Qualche mese fa mi sono imbattuta in un interessante articolo riguardo alla comunicazione del vino.

Si tratta di un articolo rivolto soprattutto a chi produce, pubblicizza e vende il vino  ma i consigli che offre si possono benissimo applicare a tutti coloro – me compresa – che si occupano semplicemente di “comunicare il vino” senza ricercare un guadagno.

Al di là dei consigli che l’esperta intervistata offre sul modo di pubblicizzare il vino sono rimasta colpita soprattutto da ciò che afferma riguardo a come i comunicatori del vino fanno sentire i consumatori e potenziali clienti: IGNORANTI.

“ … se non sapete abbastanza di VINO allora non siete portati per il commercio o anche semplicemente il consumo di vini. Questo tipo di comunicazione ha contribuito a rendere il vino esclusivo …” Reka Haros

Tutte quelle pubblicità di corsi da esperti, quegli articoli su specificità del vino ai più sconosciute, quelle notizie riservate solo a chi conosce l’enologia, quel lessico “enosnob” usato spesso a sproposito  hanno contribuito a rendere il vino un argomento “difficile” e poco emozionante.

Invece è proprio il secondo punto che è cruciale nella comunicazione di questo prodotto.

Il vino, così come la cucina, è EMOZIONE: la scoperta di nuovi sapori, di accostamenti sorprendenti.

Non bisogna per forza essere degli esperti di vino per beneficiare di queste sensazioni: la conoscenza e la curiosità sono cose bellissime ma nascono da un desiderio e da una voglia di approfondire ciò che piace ed emoziona.

E’ giusto che chi si occupa di vino e si rivolge a un pubblico di esperti e appassionati del settore usi tutte le sue conoscenze in merito ma se si comunica con qualcuno che di vino ne sa poco e non vuole approfondire troppo, allora è bene moderare i termini, perché la noia è dietro l’angolo.

Nessuno si emoziona con chiacchiere pedanti e nozioni superflue: ci si appassiona invece davanti alla descrizione di armonie di sapori, gusti particolari, abbinamenti cibo vino sorprendenti.

Sembrano constatazioni banali ma sono aspetti che vengono quasi sempre tralasciati nella comunicazione del vino: ci si sofferma sul grado di conoscenza che bisogna avere per “capire il vino”, su quali bicchieri scegliere, quale budget spendere per una buona bottiglia, la temperatura di servizio, ecc.

Tutti aspetti importanti … ma per gli esperti del settore: la comunicazione del vino deve però poter rivolgersi a tutti, anche a chi vuole semplicemente concedersi qualche buon bicchiere di vino il Venerdì sera con gli amici, senza stare sproloquiare sul terroir di un vitigno, sulla biodinamicità di un’azienda, sulla presunta mineralità del prodotto.

 

Ecco, nel piccolo, questo blog cerca di far conoscere il vino, rendendolo un pochino più emozionante di quanto viene fatto normalmente apparire.

Fateci sapere se siamo sulla buona strada 😉

 

Cheers!

Abbinamento Cibo Vino

L’Abbinamento Cibo – Vino è una cavolata? Ma anche no!

Devi essere un esperto per farti piacere il vino? Ma anche no!

Il mondo del vino è soggetto – ahimè – alle mode, molto più rispetto al mondo culinario.

Questo perché sembra essere un argomento piuttosto di nicchia, riservato a pochi “esperti” del settore, spesso in balia di diverse correnti di pensiero,dei gusti e delle tendenze del momento: quelli che il vino lo “capiscono”.

Secondo le recenti statistiche, la verità è che il consumo del vino in Italia è basso … bassissimo, specie se parliamo di un consumo abituale, magari durante i pasti. Anche quello della birra, che per un momento aveva fatto ben sperare, ha ripreso a scendere.

Gli acquisti del vino impennano unicamente durante il periodo natalizio, esattamente come accade per i libri. Così come pochissima gente legge, almeno secondo le statistiche, ecco che pochissima gente beve abitualmente il vino: entrambe le categorie servono da spunto per fare i regali.

In Italia l’immagine del vino è quella di una bevanda “difficile” e costosa: non si capisce quando e come berla, non si capisce come valutarla e sceglierla: spenderò il giusto, berrò qualcosa di buono?

Queste domande indicano che le persone non sembrano sapere se un vino sia effettivamente buono!

Ma questo è impossibile, perché siamo tutti dotati di papille gustative e una volta che ci togliamo dalla testa tutte le menate che sentiamo dire sul vino, come le seguenti (giusto per citarne alcune tra le più amate tra gli enosnob) …

“il vino, per essere compreso, si beve solo fuori pasto”

“Un vino buono costa almeno 15 euro”

… ecco che riusciamo benissimo a capire se quello che abbiamo nel bicchiere è una porcheria o meno: dobbiamo solo riappropriarci delle nostre capacità gustative.

Ovvio che difficilmente un vino pregiato, dal prezzo cospicuo, risulterà cattivo ma anche in questo caso c’è sempre gente che di fronte al prezzo si “fodera” il gusto e non riesce nemmeno ad ammettere che magari il vino che sta bevendo è andato a male: “l’ho pagato 35 euro … certo che è buono … questo sentore amaricante è CARATTERE (sic!)

 

L’Abbinamento Cibo – Vino è una cavolata? Ma anche no!

Dal momento che ogni vino ha un gusto particolare – che possa piacere o meno è altra storia – non vedo perché delle semplici ma oggettivamente valide regole per l’abbinamento con il cibo debbano essere considerate inutili.

Tutti sappiamo – perché l’abbiamo sperimentato e/o sentito dire – che alcuni ingredienti in cucina si sposano bene tra loro mentre altri al contrario non andrebbero mai abbinati.

Pensate al conosciutissimo accostamento anatra e arancia: dove l’elemento più acido va a sgrassare la pesantezza dell’anatra al palato.

Esiste una vera e propria scienza dell’abbinamento tra i vari ingredienti in cucina: uno studio continuo, portato avanti da chef ed appassionati che regala ogni giorno interessanti proposte di accostamento.

Provate ad esempio a leggere questo libro, magari non così recente ma sempre attuale nell’offrire interessanti accostamenti culinari.

Oppure, se vi piace provare abbinamenti gastronomici arditi ma gustosi, postate le vostre esperienze dirette su questo sito, dedicato interamente a una scienza dell’abbinamento: https://www.foodpairing.com/en/home

Perché questo concetto dell’abbinamento armonico, così riconosciuto in campo culinario, risulta assurdo con il vino?

Si tratta esattamente dello stesso principio.

Perché se abbino il gorgonzola con una bella spigola tutti gridano – giustamente – all’orrore, ma se beve un bicchiere di Barolo con un’impepata di cozze nessuno dice niente?

E badate bene non si grida all’orrore per un fatto meramente tradizionale o salutistico – così come si storce il naso di fronte ad un caffelatte all’ora di pranzo – ma per il fatto che i sapori risultano sgradevoli all’assaggio – non semplicemente in contrasto – ma proprio “cattivi” al palato se assaggiati insieme.

 

Perché devo mangiare e bere qualcosa di gustoso e rovinarlo con un abbinamento insensato?

Il fattore “gusto” personale centra fino a un certo punto: ognuno può avere le proprie preferenze ma difficilmente le persone amano provare sapori sgradevoli.

Chi si occupa di vino e ha interesse a farlo realmente apprezzare, dovrebbe dire questo riguardo all’abbinamento cibo – vino:

scegliete sempre il vino che più vi piace ma se volete berlo a pasto sappiate che il suo sapore può alterare il gusto di quei cibi con cui poco si abbina

Punto.

 

Così ognuno sceglierà per sé in piena consapevolezza.

Ma – per favore – non venite a dirci che l’abbinamento cibo – vino è una cavolata!

 

Cheers!

Abbinamento cibo-vino: 10 consigli fondamentali per non sbagliare

Abbinamento cibo-vino: 10 consigli fondamentali per non sbagliare

Spesso si tende a fornire consigli di abbinamento cibo-vino indicando dei vini specifici di difficile reperibilità.

Ad esempio “i cannelloni al ragù stanno benissimissimo con un il Montepulciano d’Abruzzo della Cantina Tollo, annata 2015”!!

Si, ok, grazie del suggerimento … ma se non riesco a trovarlo questo vino? Offro anch’io consigli di questo tipo e mi rendo conto che non sono sempre così utili.

Spesso chi ha bisogno di comprare un vino da servire a cena, si ricorda di comprarlo solo poche ore prima.

Che vino scelgo?
Che vino scelgo?

In questi casi non si può certo sperare di trovare proprio QUEL vino.

Non disperate, però! Infatti si possono facilmente trovare dei sostituti in grado di fare in tavola la loro bella figura, senza ammazzare il gusto di una pietanza preparata con tanta cura.

Per trovare in poco tempo il vino che meglio si abbina a una data pietanza leggete oltre e seguite 10 facili consigli.

 

1.       Leggete cosa suggeriscono i produttori.

Nell’era di Internet potete facilmente andare in enoteca e consultare online il sito del produttore di un dato vino per capirne le caratteristiche organolettiche e a cosa il produttore consiglia di abbinarlo: chi fa il vino con amore vuole che gli altri lo assaggino al meglio e pertanto suggerirà abbinamenti validi.

2.       Se proponente in tavola una pietanza regionale, cercate tra i vini del luogo.

Spesso quei vini sono stati prodotti proprio per sposare la cucina locale a cui ben si abbinano per le loro caratteristiche, in termini di profumi e sapori.

3.       A delle pietanze semplici abbinate dei vini semplici

Se pensate di servire delle scaloppine al limone evitate di aprire una costosa bottiglia di Brunello solo per fare scena … riservatela per quei piatti che davvero la richiedono.

Nulla da togliere alla bontà delle scaloppine al limone … semplicemente richiedono dei vini meno strutturati ma non per questo poco piacevoli.

4.       A carni rosse abbinate vini rossi

C’è poco da fare, se volete andare sul sicuro non osate abbinamenti improbabili soprattutto se avete poco tempo per scegliere.

Bistecche di manzo, braciole di maiale, salsicce, filetti di manzo, petto d’anatra al forno, carrè d’agnello, Spezzatino di manzo chiamano a gran voce dei vini rossi.

Vini bianchi o rosè possono essere considerati solo quando si tratta di carni servite fredde, carni impanate e fritte a base di pollame, e di salumi.

5.       Al pesce abbinate vini bianchi o vini spumanti (anche rosé)

Esistono dei vini rossi che possono abbinarsi bene a pesci importanti … tuttavia se dovete scegliere un vino in poco tempo e con poca scelta, non rischiate … un abbinamento DAVVERO sbagliato è facilmente dietro l’angolo.

il vino per il pesce?
il vino per il pesce?

6.       Se servite pietanze fredde e/o fritte optate per dei vini bianchi freschi e leggeri o per dei vini spumanti.

Quando una pietanza è fritta oppure servita fredda (pensate ad un antipasto di pesce, a una tartare, a un vitello tonnato) ha bisogno di poco tannino e ha bisogno di essere alleggerita all’assaggio, per la sua ovvia grassezza.

7.       Quando nella pietanza è protagonista il pomodoro scegliete vini rosè (fermi o spumanti) oppure dei bianchi campani o siciliani.

E’ effettivamente così, i vini rosé hanno quel giusto bilanciamento organolettico che permette di esaltare il gusto dei pomodori in una pasta o in un contorno per il pesce. In alternativa al rosè potete anche optare per dei vini bianchi della Campania e/o della Sicilia: un azzardo maggiore, dato il vastissimo repertorio vinicolo che queste due regione offrono, ma che comunque può risolversi per il meglio. Nel dubbio scegliete un Falerno del Massico Bianco, un Costa d’Amalfi, un Biancolella, oppure un Etna Bianco.

8.       Quando scegliete un vino leggete bene l’etichetta

In particolare guardate che il vino venga prodotto, imbottigliato e venduto da una società vitivinicola di cui potete trovare informazioni online. Se non conoscete il vino almeno potete verificare l’eventuale serietà dell’azienda.

Guardate anche l’annata! Spesso, specie se comprate i vini al supermercato (si, dico a voi!), rischiate di incappare in annate vecchie stravecchie e, quindi, in vini ormai passati a miglior vita, anche perché conservati in dubbie condizioni.

9.       Per le paste ripiene e/o condite con salse a base di carne optate per dei rossi leggeri, di medio corpo o per dei rossi frizzanti

Con la carne, si sa, nella maggior parte dei casi, i rossi la fanno da padrone. Quando il gusto della carne è ammorbidito dalla tendenza dolce di una pasta è bene optare per vini rossi non troppo corposi (se la pasta è ricca di sugo, basta scegliere un rosso un pochino più alcolico) o per dei vini frizzanti – primo fra tutti il Lambrusco – in grado di mitigare questa sensazione all’assaggio.

Qualche suggerimento in più? Eccoli qui!

Barbera d’Alba, Barbera d’Asti, Dolcetto di Dogliani, Dolcetto d’Alba, Rosso di Montalcino, Rosso di Montepulciano, Montepulciano d’Abruzzo, Valpolicella Ripasso, Schiava.

10.   Per le paste ripiene e/o condite con salse a base di verdure e/o pesce optate per dei vini bianchi.

Con queste pietanze sono le caratteristiche organolettiche di molti vini bianchi a fornire i migliori abbinamenti possibili! Ovviamente qui le opzioni sono tantissime.

Qualche suggerimento in più? Eccoli qui!

Paste ripiene e/o condite con salse a base di verdure: Frascati, Etna Bianco, Chardonnay Friulano, Chardonnay e Sauvignon dell’Alto Adige, Trento DOC, Franciacorta Brut,  Vermentino Ligure, Pigato, Orvieto Classico, Soave Classico.

Paste ripiene e/o condite con salse a base di pesce: Vermentino Sardo, Vermentino Ligure, Verdicchio dei Castelli di Jesi, Fianco di Avellino, Falanghina del Sannio, Pinot Grigio Alto Adige, Costa d’Amalfi Bianco, Collio Sauvignon e Pinot Bianco, Ribolla Gialla, Curtefranca Bianco, Prosecco di Valdobbiadene Superiore di Cartizze.

Dolce chiama vino dolce
Dolce chiama vino dolce

 

… Quasi mi dimenticavo! Non l’ho voluta mettere in lista perchè è davvero un’indicazione scontata ma che non va assolutamente dimenticata: mi raccomando, per i dolci scegliete dei vini dolci!

 

Questi sono tutti i  consigli base che mi sento di darvi, soprattutto ora che vi accingete a fare scorta di vini per le feste.

Se poi volete approfondire, chiedete pure!