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Buono … non lo conoscevo!

Da non perdere domani, Martedì 22 Settembre, a Roma, l’evento “vinoso” “Buono … non lo conoscevo!” all’Hotel Quirinale.

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Una degustazione organizzata dall’associazione Go Wine che vedrà protagonisti tantissimi interessanti produttori italiani, ahimè poco conosciuti.

Il costo della degustazione sarà di € 15,00 (€ 10,00 per i Soci Go Wine e € 12,00 per i soci di altre associazioni di settore). L’ingresso sarà gratuito per coloro che decideranno di associarsi a Go Wine direttamente al banco accredito della serata.

 

Ecco il programma dell’evento:

Ore 16,30 – 19,00: degustazione riservata ad operatori professionali (titolari di Ristoranti, Enoteche e Wine Bar).

Ore 19,00: apertura Banchi d’Assaggio al pubblico alla presenza delle aziende.

Ore 22,00: chiusura dei Banchi d’Assaggio

Si tratta di un’ottima occasione per ampliare un po’ i propri orizzonti e degustare vini deliziosi che spesso non sono facilmente reperibili online.

Già guardando l’elenco delle aziende presenti vedo che i vini splendidi non mancheranno di certo.

Cliccate su “approfondisci” per conoscere tutti i protagonisti dell’evento!

 

Approfondisci

Visita alla Cantina Masciarelli

Visitare la Cantina Masciarelli vuol dire incontrare uno dei pilastri della viticultura abruzzese, ma soprattutto degli innovatori assoluti nel panorama vitivinicolo abruzzese della fine del secolo scorso. Incontrare metaforicamente, perché’ purtroppo Gianni Masciarelli ci ha lasciato prematuramente nel 2008 a soli 50 anni.

Il fondatore dell’Azienda è proprio Gianni Masciarelli, che come studente di economia, partecipa a un viaggio Erasmus in Francia, e lì inizia ad approfondire una sua vecchia passione: il vino e le modalità di produzione. In Francia apprende gli arcani della vinificazione in barrique, dei metodi di allevamento a filare, in particolare il guyot e per finire ‘scopre’ vitigni come cabernet sauvignon, merlot o lo chardonnay. Negli anni 80 torna in Italia e stabilisce nell’attuale Villa Gemma la propria cantina, con tanto di bottaia, e uffici commerciali.

Peraltro Villa Gemma è oggi il nome della linea top dei vini di Cantina Masciarelli. Dalla Francia, oltre alle innovative tecniche di vinificazione, Gianni importa la filosofia della qualità. Oggi in azienda, capeggia questo motto:

“La Ricerca della qualità non è una singola azione di cui ci si può ricordare una volta a settimana oppure una volta al mese … è un pensiero costante con il quale ci si sveglia la mattina e ci si addormenta la sera”.

Qualità nell’Abruzzo degli anni ottanta vuol dire eliminare la produzione a tendone, ridurre la produzione favorendo la selezione dei grappoli. Questo cambiamento fa anche si che Masciarelli si attiri le preoccupazioni, e qualche volta le ire, dei suoi colleghi.
L’Abruzzo, nota ‘cantina d’Italia’, tende a produrre in quantità piuttosto che in qualità, anche aiutata dal fatto che il Montepulciano e il Trebbiano sono uve molto produttive. Tuttavia la decisione e la determinazione di Gianni spacca il fronte conservatore e apre l’Abruzzo a un nuovo futuro.

Oggi Cantine Masciarelli possiede circa 400 ha, in tutto il territorio abruzzese, in modo da essere in grado di selezionare il meglio dalle diverse zone:

Aquila e Teramo sono infatti a metà tra collina e montagna; Pescara è marittima; Chieti è a metà tra mare e montagna (Maiella); la cantina si trova proprio in provincia di Chieti, dominate dalla Maiella, e i vigneti adiacenti sono a 400/500 esposti a un’escursione termica molto spinta, con un beneficio facilmente immaginabile.

La produzione annuale si attesta sui 3.000.000 di bottiglie, per la metà circa commercializzate in Italia (percentuale mediamente più alta rispetto a molto alti produttori), con un 20/25% proprio in Abruzzo; la rimanente parte è destinata ai mercati esteri. Attualmente hanno cinque linee di prodotti: Villa Gemma, Marina Cvetic (moglie di Gianni, attualmente a capo dell’Azienda), il Castello di Semivicoli e la linea Classica (la prima linea creata da Gianni Masciarelli) in cui troviamo il Villa Gemma Rosso e il Bianco.

Villa Gemma Rosso, vino top e pluripremiato, è prodotto con uve Montepulciano, cru ‘Vigneto Colle Cave’ a San Martino della Marrucina. E’ disponibile anche in versione Cerasuolo, sempre dalle stesse vigne.
Il bianco proviene da uve: Trebbiano 80%, Cococciola 15% e Chardonnay 5%. Da notare che il Villa Gemma Rosso esce dopo sei anni di affinamento: due anni in tini di legno, poi altri due anni in barrique e quindi ulteriori due anni di affinamento in vetro, dove completa il suo ampio bouquet.

In una cantina fondata da chi per primo ha portato il legno nella vinificazione abruzzese, non potevano mancare delle bottaie molto interessanti e particolari. La prima che visito è quella dedicata ai genitori, Amedeo e Liberata, dove si trovano i tini dedicati al riposo dei primi due anni del Villa Gemma.

Passiamo quindi alla barricaia dei rossi, impressionante, con oltre mille barrique, tutte rigorosamente di rovere francese e sempre utilizzate in primo passaggio. E’ chiara l’impronta stilistica aziendale e anche l’impatto economico di tali scelte. In questi locali maturano i rossi Marina Cvetic e Villa Gemma.

Gli altri rossi: Castello di Semivicoli e la Linea Classica fanno solo vinificazione in acciaio.

I vini della linea Marina Cvetic passano 12 mesi in barrique e un ulteriore anno in vetro. Da notare che il Trebbiano utilizzato per il Castello di Semivicoli deriva da vigne di oltre 120 anni. Ciò regala una profondità e longevità a questo prodotto che altrimenti solo il legno permetterebbe.

Passiamo alla barricaia dei bianchi, che è letteralmente scavata nella roccia, con una barriera di sassi, che oltre ad avere una funzione estetica, concorre al perfetto equilibrio termico; il sistema di condizionamento è assolutamente naturale il ricircolo dell’aria è garantito solo da ventilatori: insomma un vero e proprio caveau di prezioso liquido.

 

Degustando i Vini della Cantina Masciarelli

Passiamo alle note di degustazione:

Villa Gemma Cerasuolo: si tratta di uno di questi rosati dal colore e dal profumo accattivante, in cui la nota del Montepulciano è evidente, oltre al lampone all’amarena. Al gusto risulta fresco in un perfetto equilibrio e lunghezza rimarchevole.

Marina Cvetic Montepulciano d’Abruzzo: colore intenso e profondo tipico del vitigno, comunque vivace e luminoso. Al naso regala sentori di frutta scura, matura, mineralità che ricorda la cenere, la pietra focaia e poi eleganti note dolci. Un gusto pieno, con tannini presenti ed eleganti che offrono un sorso di particolare pregio. D’altra parte non è un caso se Wine Spectator l’ha definite come un dei 100 vini migliori al mondo!

Marina Cvetic Trebbiano D’Abruzzo: il colore dorato, vivace e cristallino, tradisce l’affinamento in legno e la maturazione sui lieviti, di ben diciotto mesi. Un profumo intenso, di fiori gialli e frutta matura, camomilla e fiori secchi. Un gusto opulento che la fanno sposare bene con primi piatti importanti della cucina abruzzese o carni bianche, anche piuttosto elaborate.

Marina Cvetic Merlot: è un Merlot un po’ atipico, non trovi quella fruttosità o quella patina di glicerina che ti accarezza la bocca. Trovi invece un vino gentile, ma non appiattito o costruito per piacere a prescindere. Zona di produzione Ofena, da vigneti di circa 500 metri.

Gianni Masciarelli Linea Classica: è il vino che trovo più interessante, soprattutto in relazione al costo. Un vino di una piacevolezza unica, chiaramente meno intenso e carico dei sui fratelli più blasonati, ma proprio per questo più facile da abbinare alla cucina di tutti giorni. Profumi di frutta rossa, ciliegia su tutte, sfumate da note dolci.

Cantine Aperte nel Lazio … e non solo!

Il 30 e il 31 Maggio si preannuncia un ricco weekend enogastronomico in tutta Italia.

Regione per regione avrà luogo l’evento “Cantine Aperte 2015” dove professionisti, appassionati, esperti e curiosi potranno visitare diverse aziende vitivinicole conoscendo produttori e prodotti.

Normalmente per poter visitare una cantina e provarne i prodotti si deve prenotare la visita con un po’ di anticipo e spesso bisogna organizzarsi al di fuori del weekend ma, in questi due ultimi giorni di Maggio, si potrà improvvisare in allegria visitando le cantine che più ci interessano senza dover progettare la visita in anticipo, anche con la possibilità di pranzare in loco.

Se non avete ancora avuto modo di partecipare a questa rassegna annuale approfittate del bel tempo di questi giorni (si spera!) per approfondire il discorso degustazione e i vini che più desiderate degustare e scoprire.

Si tratta anche di un’ottima occasione per comprendere più vicino il mondo del vino e tutto il lavoro che ci consente di degustare tanti bei prodotti comodamente a casa

Per avere un elenco completo delle Cantine che aderiscono all’evento, almeno nella regione Lazio, consultate questo link per vedere tutte le attività proposte.
Di certo non rimarrete delusi dal corposo elenco di partecipanti!

Qui potete anche scaricare il depliant generale dell’evento realizzato dal sito Movimento Turismo Vino.

Per avere informazioni dettagliate sulle altre regioni cliccate qui!

Buon weekend a tutti!

Il Solstizio d’Estate 2015

Un evento che vi devo assolutamente consigliare è il Solstizio D’Estate che si terrà Lunedì prossimo, 25 Maggio, a Villa Miani a Roma.

Un’occasione veramente splendida per conoscere grandi produttori, ottimi vini e specialità gastronomiche da tutta Italia e non solo.

Per me questa sarà la terza partecipazione e sono sicura che avrò modo di conoscere nuove chicche e incontrare di nuovo anche quelle che negli scorsi anni mi hanno stupito ma che purtroppo non ho avuto modo di recensire.

Se volete vedere chi effettivamente sarà presente, magari per preparare un piano d’attacco  leggete la lunghissima lista a questo link, troverete tutti i produttori divisi per categorie enogastronomiche … c’è da perdersi solo nell’elenco.

Giusto citando alcuni nomi del panorama “vinoso”, Romano Dal Forno, Falesco, Elena Walch, Giovanni Terenzi, Gabutti Boasso, Mastroberardino, Vallerosa Bonci (e l’elenco continua e continua …), potete capire che l’occasione val bene una visita.

Un evento cui vale la pena partecipare anche solo per la splendida cornice offerta da Villa Miani e dal panorama mozzafiato che si può godere su Roma.

Villa Miani
Villa Miani

Il mio personale consiglio è: non mancate!

Veniamo quindi alle informazioni logistiche.

L’evento inizierà alle 12:30 e si concluderà alle 21:30.

Il biglietto per gli operatori del settore (sommelier, ristoratori, giornalisti, ecc.) ha un costo ridotto di 8 € mentre per tutti gli altri il costo è di 20 € a persona.

Nel prezzo d’ingresso è compreso anche il bicchiere da degustazione e il portabicchiere che si possono tranquillamente conservare (non bisogna versare una cauzione).

Per far prima potete compilare il modulo di accredito già online a questo link, così perderete meno tempo sul posto e potrete subito dare il via agli assaggi.

Lo so, purtroppo il Lunedì sembra un giorno un pochino strano per organizzare un evento ma, se si ha la possibilità in termini di orario, per tutti gli appassionati di enogastronomia è veramente importante non mancare.

Per chi teme il traffico in zona Trionfale è possibile anche usufruire di un servizio navetta gratuito per Villa Miani, che parte da Piazzale Clodio e da Piazzale degli Eroi, altrimenti chi arriva in macchina potrà parcheggiare all’interno della villa gratuitamente (finchè c’è posto).

L’indirizzo esatto di Villa Miani è: Via Trionfale 151.

Buon weekend e a Lunedì!

La Giornata Nazionale della Cultura del Vino e dell’Olio

Ormai siamo vicinissimi ma vorrei comunque comunicare l’interessante “Giornata nazionale della cultura del vino e dell’olio” che avrà luogo domani, Sabato 16, allo Sheraton Golf di Roma (Viale Salvatore Rebecchini 39, Ingresso Sheraton 1), a partire dalle 16 fino alle ore 20.

Stavolta però non vi parlo di un’occasione gastronomica limitata a Roma. Infatti non si tratta di un evento organizzato esclusivamente a Roma e nel Lazio ma una giornata che avrà luogo nello stesso giorno in molte altre città italiane, con l’obiettivo di valorizzare la produzione enogastronomica di ogni territorio.

Qui potete trovare l’elenco di tutti i luoghi dove si terrà l’evento.

Degustando
Degustando

In specifico quello che avrà luogo allo Sheraton Golf di Roma sarà evento dedicato alle tipicità vitivinicole , gastronomiche e olearie del Lazio in cui sarà possibile conoscere e soprattutto assaggiare tantissimi prodotti e conoscere chi li produce, magari per organizzare future piacevoli visite enogastronomiche.

Ho già partecipato lo scorso anno a quest’evento a Roma e devo dire che ho avuto modo di approfondire nettamente la conoscenza dei vini e dei vitigni della regione.

Quindi come consiglio vi dico “andateci”. Come ulteriore incentivo l’ingresso all’evento è pure libero, bastano solo 5 euro di cauzione per avere in prestito il bicchiere e il gioco è fatto.

Dalle olive ...
Dalle olive …

Per chi vuole approfondire ulteriormente ci saranno anche dei seminari e precisamente:

Ore 16.30 – Seminario sulla Qualità dell’Olio Extravergine d’Oliva

Ore 18.30 – Seminario dedicato al Cesanese, il Vitigno e i suoi Vini

I seminari hanno posti limitati e vanno prenotati scrivendo qui segreteria@aislazio.it oppure telefonando direttamente alla segreteria dell’AIS Lazio che organizza l’evento, al numero 3343938848.

 

Buon divertimento e buon week-end enogastronomico a tutti!

I Baroli nel Cuore

Sabato scorso ho partecipato all’evento di degustazione “Barolo nel Cuore” di cui avevo parlato qui.

Ovviamente ho provato diversi prodotti da quelli che mi ero ripromessa, ma si sa che la curiosità in queste occasioni la fa da padrona e quindi come dire di no a Baroli e altre meravigliosità inaspettatamente presenti?

Rispetto all’elenco fornito sul sito e alla lista che mi ero preparata alcune aziende e vini non erano presenti, mentre altre non menzionate come partecipanti all’evento avevano il loro banchetto d’assaggio con tanti bei prodotti.

Visti tutti i vini provati credo sia opportuno contestualizzare i vari prodotti, che provengono da diverse zone all’interno di quel territorio così vocato ad ospitare le uve nebbiolo e destinato pertanto alla produzione del Barolo (e non dimentichiamo la Barbera e il Dolcetto).

Il territorio in questione comprende i seguenti comuni, una lista utile per chi decidesse di ampliare la conoscenza di tali luoghi: Barolo, La Morra, Serralunga, Monforte, Castiglion Falletto, Cherasco, Verduno, Roddi, Grinzane Cavour, Diano D’Alba e Novello, tutti in provincia di Cuneo.

Il territorio su cui sono collocati tali comuni presenta un’identità morfologica simile.
Si tratta di colline formatesi attraverso il sollevamento del livello del mare e pertanto ricche di formazioni calcaree; tuttavia le varie zone territoriali che compongono questa macro area presentano caratteri dissimili per quanto riguarda la specifica composizione del terreno che, come sappiamo, ha il potere di conferire caratteristiche diverse alle uve.

Il terreno compreso nei comuni di Serralunga D’Alba, Castiglione Falletto e Monforte, definito geologicamente come Tortoniano, è ricco di marne brune e grigie molto compatte che garantiscono al vino, prodotto da uve coltivate in questa zona, una maggiore struttura e longevità potenziale.

Il territorio rientrante nei comuni di Barolo e di La Morra, definito invece come Tortoniano, è caratterizzato da marne azzurre meno compatte, che conferiscono al vino, prodotto con uve coltivate in questa zona, una grande finezza dei profumi ma una minore struttura e longevità potenziale.

Comincerò quindi con il parlare di quei Baroli assaggiati all’evento, legati al territorio di La Morra e ai suoi singoli cru.

E già! Da tempo ormai gli stessi produttori hanno notato che singoli lembi di terra all’interno dell’intera area di produzione del Barolo conferiscono al vino caratteri ancora diversi rispetto a quelli generali, comuni nelle due macro aree principali, sopra nominate.

Dell’azienda Agostino Bosco, situata appunto nel comune di La Morra, ho voluto cominciare con l’assaggio della Barbera Superiore Volupta 2012, dall’ottimo rapporto qualità prezzo: una Barbera sicuramente molto fruttata che richiama i lamponi e le fragole in confettura, con sentori floreali di rosa e note speziate di pepe nero. Una Barbera di buona persistenza, con una lunga scia speziata e leggermente amaricante. La abbinerei molto volentieri, per la sua ottima freschezza (leggasi sempre “acidità”) e la sua piacevole speziatura, con delle costolette d’agnello panate.

Passiamo però ai due Baroli dell’azienda, provenienti da vigne (o cru) diverse e pertanto con due caratteri completamente differenti.

Il Barolo Neirane 2009, dall’omonima vigna nel comune di Verduno, caratterizzata da un terreno argilloso e sabbioso, appare ancora giovane, caratterizzato da una spiccata freschezza e note decisamente floreali.

Il Barolo La Serra 2009 presenta invece note molto più fruttate di confettura di prugne e frutti di bosco, seguire da delicati sentori erbacei e speziati. Le uve Nebbiolo sono in questo caso coltivate nell’omonimo cru “La Serra”, caratterizzato da un terreno calcareo e più ricco di scheletro rispetto a quello della vigna “Neirane”, e conferiscono al vino una persistenza maggiore, una decisa morbidezza e un’ottima bevibilità.

Un Barolo sicuramente da provare, al giusto prezzo di circa 35 euro, e magari da accompagnare ad un Filetto di Manzo su Fonduta.

In questo pomeriggio dedicato ai Baroli, una bella scoperta è stata l’Azienda Aurelio Settimo, sempre posizionata a La Morra, di cui ho potuto provare diverse annate, realizzate con uve provenienti dalla vigna “speciale” Rocche dell’Annunziata.

Il Barolo Riserva Rocche 2004, da un’annata eccezionale, presenta dei piacevolissimi profumi floreali di rosa canina e violetta, accompagnati da sentori speziati di liquirizia. Quello che stupisce all’assaggio sono la struttura piena e la morbidezza, seguiti da una lunga e calda persistenza che assolutamente non scade in note amaricanti.
Mi riservo di provarlo prima o poi con dei bocconcini di capriolo ai porcini.

Il Rocche dell’Annunziata 2008 è invece molto più fresco della riserva 2004, sempre con profumi floreali dominanti e delle note erbacee in più, balsamiche e resinose: un Barolo che esalta particolarmente il carattere naturale delle uve, senza presentare forti speziature e note legnose.

Il Barolo Rocche dell’Annunziata 2009, figlio di un’annata piuttosto fredda, ha un’acidità ancora più spiccata rispetto al 2008 e offre dei piacevolissimi profumi di violetta e sottobosco. Un Barolo con tannini in evidenza ma comunque integrati nella struttura e piacevoli all’assaggio.

Infine il Rocche dell’Annunziata 2010, il più giovane, con note fruttate di lamponi e prugne, floreali di violetta e con forti sentori speziati che richiamano il pepe e anche il tabacco: un Barolo che sembra già morbido, nonostante la tenera età, con un’ottima persistenza e che proverei molto volentieri con uno spezzatino di manzo e patate.

Passiamo ora al territorio del comune di Barolo, spesso conosciuto per il celebre Barolo Cannubi, e parliamo dell’assaggio del Barolo Sarmassa 2008, che prende il nome dall’omonimo cru, prodotto dall’azienda Brezza.

Un vino sicuramente notevole: al naso è ampio, con note di more e lamponi, violetta, sentori mentolati e di sottobosco e per finire note speziate che risultano molto persistenti all’assaggio.
Quello che stupisce soprattutto di questo vino è la grande freschezza accompagnata comunque da una grande morbidezza: un vino dalle grandi potenzialità d’invecchiamento.
Lo vedrei bene con un arrosto di cervo alle prugne con salsa al marsala e spero presto di verificare tale abbinamento.
Anche il prezzo è competitivo per questo Barolo di altissima qualità: lo si può trovare intorno ai 40 €.

Tra i vini messi che avevo messo in lista c’era anche il Langhe Nebbiolo 2013 sempre dell’azienda Brezza.

Anche se non si parla di Barolo, si tratta di un prodotto dotato di una buona struttura e complessità olfattiva, improntata su note vegetali, balsamiche e fruttate: un vini sicuramente meno strutturato di un Barolo ma con un buon equilibrio e tannini e vena alcolica integrati.
Un prodotto che proverei anche su delle paste all’uovo magari con un ragù di coniglio o di cacciagione.

Viaggiamo ora verso Sud-Est e arriviamo nell’area delle marne brune, giungendo a Castiglione Falletto.

Dell’azienda Agricola Sordo ho potuto assaggiare un’ampia gamma dei diversi Baroli in produzione, ognuno legato a vigne diverse, in grado di dare sfumature speciali e particolari alle uve Nebbiolo.

La versione base del Barolo Sordo 2011, la più giovane, appena imbottigliata, ha un profumo notevole, molto speziato e quasi piccante … lo vedrei bene abbinato ad una toma tartufata ai funghi o con il tartufo d’alba.

Il Barolo Monvigliero 2010 è sempre improntato su dei toni speziati e piccanti ma si presenta meno fresco, più boisè (termine elegante per indicare nel vino quei sentori legnosi tipici della maturazione in botte) e meno morbido.

Sia nel Barolo Base sia nel Monvigliero sono molto più evidenti le note floreali rispetto a quelle fruttate che, anche se presenti, sono ben nascoste dalla speziatura, che richiama i chicchi di caffè e la radice di liquirizia, e dai profumi di violetta appassita.

Il Barolo Rocche di Castiglione 2009 si discosta un po’ dai precedenti, dal punto di vista organolettico: è più fruttato, con note di prugna e fragola in confettura; le spezie qui riconoscibili sono più dolci.

Il Parussi 2010 presenta al naso degli spiccati aromi floreali di viola e geranio, le note fruttate invece si sentono appena e ricordano le more. Evidente è senz’altro la speziatura, con note di pepe e liquirizia. Un vino sicuramente tannico ma con una piacevole e lunga persistenza.

Il Barolo Gabutti 2010 rimane molto speziato ma si arricchisce di note erbacee e balsamiche: un prodotto veramente persistente e sicuramente tannico che necessita ancora di maturare per raggiungere un ottimo equilibrio.
Più fruttata è invece la riserva 2007, con note fruttate di ciliegia sotto spirito e vegetali di eucalipto che smorzano un po’ la componente speziata.
Sicuramente molto longeva e da invecchiamento questa riserva, data ancora l’evidente acidità, ma con un tannino già ben integrato e una componente alcolica importante ma non invasiva.
Si tratta già da ora di un Barolo eccellente, sicuramente impegnativo, specialmente dal punto di vista dell’abbinamento, ma senz’altro da provare in assolo, meglio se in una giornata fredda.
Mi riservo comunque di provarlo su una polenta al capriolo con funghi chiodini.

Spostiamoci ora nel territorio di Serralunga D’Alba con le sue numerose aziende e celebri cru.

Dell’azienda Vinicola Palladino ho avuto l’opportunità di provare 3 annate di Barolo Parafada, dall’omonima vigna sita nel comune di Serralunga D’Alba: la 2005, la 2007 e la 2009, molto diverse tra loro.

La 2005 è decisamente boisè e sicuramente molto meno morbida e fresca rispetto alle altre due.

La 2007 è quella che mi è sembrata più rotonda e gradevole all’assaggio, con note fruttate di lamponi e fragole, floreali di rosa appassita e speziature dolci di cannella e vaniglia. Un’annata con ancora una buona acidità e già un perfetto equilibrio tra tutte le componenti.
Un Barolo da provare assolutamente, visto anche il giustissimo prezzo di circa 35 €, con dei petti d’anatra in salsa di toma.
Meno morbida della 2007 ma più profumata e speziata della precedente è invece la versione del 2009, con un tannino che deve ancora maturare e una freschezza importante.

Un Barolo che ho apprezzato subito al primo sorso è stato il Barolo 2011 di Massolino: decisamente fruttato, con ricordi di ciliegia in confettura, prugne secche al rum … un prodotto veramente piacevole e persistente, che lascia il segno.

Un vino sicuramente meraviglioso se bevuto da solo e di abbinamento non proprio semplice: mi piacerebbe molto provarlo su un filetto di manzo con crema alla ricotta e pinoli e vedremo come va :).

Dell’azienda Gabutti Boasso ho assaggiato il Barolo Gabutti 2009, dall’omonimo cru in Serralunga D’Alba, improntato decisamente su toni floreali e speziati, caratterizzato da una grande intensità all’assaggio, da una netta tannicità e da una buona freschezza. Un Barolo sicuramente dai toni decisi, in attesa di una morbidezza che l’affinamento in bottiglia gli saprà dare.
Lo vedrei bene abbinato ad uno stufato di selvaggina ma bisogna sempre verificare!

Restiamo in Serralunga d’Alba con il Barolo Prapò 2008 di Ettore Germano. Un Barolo caratterizzato da sentori frutta secca e di spezie dolci, con ricordi di vaniglia, molto meno floreale rispetto al Gabutti già provato.
Un Barolo questo di Ettore Germano sicuramente persistente all’assaggio, dove emergono di più le note speziate di cannella.

Una menzione a parte, in quel di Serralunga D’Alba, spetta all’azienda agricola di Anselma Giacomo che adotta dei metodi di vinificazione naturali.
Tra i prodotti presenti ho assaggiato il Barolo Collaretto 2009 e la Riserva Vigna Rionda 2008.

Il Barolo 2009 ha un ‘ottima struttura e un buon equilibrio tra le componenti: si presenta veramente morbido e con tannini ben integrati.

La riserva Vigna Rionda, dall’omonimo e ormai sempre più celebre cru, è veramente speciale e presenta una marcia in più rispetto al Collaretto. Un vino ampio nei profumi e molto intenso all’assaggio, con una persistenza lunghissima. Un prodotto ottimo, dai profumi mentolati insieme a quelli floreali e fruttati.

Infine chiudo questo articolo, un po’ troppo lungo, descrivendo l’assaggio del Barolo Vigna Rionda 2010 di Pira Luigi.
Un vino molto corposo, quasi da masticare, mentolato e floreale, con decise note balsamiche e solo lievi note fruttate e floreali di ribes e rosa canina appassita.

Un Barolo veramente di grande persistenza, che mantiene comunque una buona freschezza e una componente alcolica perfettamente integrata nella robusta struttura: un vino già perfettamente equilibrato in tutti i suoi elementi e dalle grandissime potenzialità in termini di longevità.
Che dire? Un vino che mette in evidenza quel carattere così particolare e diverso che proprio la Vigna Rionda in Serralunga D’Alba riesce a conferire alle sue uve.
Ho quasi paura di rovinarlo con il cibo ma mi piacerebbe provarlo in abbinamento con un carrè d’agnello con timo e lardo di colonnata.

Ovviamente ci sarebbe ancora molto altro da dire e molti altri prodotti da descrivere presenti alla manifestazione organizzata dall’Enoclub Siena, ma l’evento di degustazione trascorso, dedicato al Barolo, mi è stato utile soprattutto per verificare di persona le diversità territoriali della zona di produzione del Barolo per riscontrarne i diversi contributi nel prodotto finale … uno studio che sicuramente va portato avanti, magari direttamente sul posto.

Arrivo!

Il Barolo nel Cuore

Ecco che nell’ultimo week-end di Febbraio si presenta una bella occasione per conoscere più da vicino il Barolo e i suoi luoghi di produzione.

Dal 28 Febbraio all’1 di Marzo il Radisson Blu Hotel, in Via Filippo Turati 171, ospita l’evento “il Barolo nel Cuore”: banchi d’assaggio e numerosi seminari saranno presenti in entrambe le giornate.

Il costo d’ingresso è sempre di 20€, 30€ per chi si iscrive ad entrambe le giornate.

L’accesso ai seminari avviene previa prenotazione, mentre per l’evento basta presentarsi ai banchi d’accettazione nella hall dell’hotel Radisson, anche il giorno stesso.

E’ comunque possibile prenotare l’ingresso e la partecipazione ai seminari direttamente online, nello shop del sito, a questo link.

grappoli di nebbiolo
Grappoli di Nebbiolo

Questi i Produttori e i Vini in degustazione ai Banchi d’Assaggio:

Anselma Giacomo: Barolo Vigna Rionda 2009.

Aurelio Settimo: Dolcetto d’alba Doc 2012, Langhe Doc Nebbiolo 2008, Barolo Rocche dell’Annunziata 2009/2008/2004, Barolo Riserva Rocche 2004.

Batasiolo: Barolo Briccolina 2001, Barolo Cerequio 2005, 2006, 2007, 2008, Barolo Boscareto 2005, Barolo Bofani 06, Barolo classico 2010

Bosco Agostino: Barolo Neirane 2009/2010, Barolo La Serra 2009/2010, Barbera d’Alba Volupta 2011.

Brezza Giacomo: Langhe Nebbiolo 2012, Barbera d’Alba Superiore 2011, Barolo 2010, Barolo Sarmassa 2010, Barolo Cannubi 2009, Barolo Sarmassa 2008.

Bussia Soprana: Barolo Bussia, Barolo Vigna Mosconi, Barolo Vigna Colonnello, Barolo Gabutti.

Ca Brusà: Dolcetto d’Alba, Barbera d’Alba, Langhe Nebbiolo, Barolo Vigna’d Vai 2009, Barolo Vigna’d Vai 2004

Cascina Massara: Barbera d’Alba 2011, Verduno Pelaverga 2012, Barolo Massara 2009.

Ceretto: Barolo 2008 Bricco Rocche, Brunate de La Morra 2005, 2006, 2008, 2009, Nebbiolo 2011 Bernardina.

Germano Ettore: Barolo Bricco Cerretta 2008, Barolo Prapò 2006.

Marcarini: Barolo la Serra 1997.

Mascarello Giuseppe: Barolo Vigneti di Proprietà 2009, Barolo Villero 2009, Barolo Santo Stefano 2009, Barolo
Monprivato 2009.

Massolino: Barolo Vigna Rionda Riserva 2007, Barolo Parafada 2009, 2010, Barolo Margheria 2009, 2010, Barolo Parussi 2009, 2010, Langhe Chardonnay 2012.

Palladino: Barolo Serralunga 2009, Barolo Parafada 2009, Barolo Ornato 2009.

Porro Guido: Barolo 2009.

Prunotto: Barolo Bussia 2008, Barolo 2010, Bric Turot 2009, Barbaresco 2011, Barolo Vigna Colonnello Bussia Riserva 2008, Nebbiolo Occhetti 2011.

Roddolo Flavio: Barolo 2007.

Rocche Costamagna: Barolo Rocche dell’Annunziata 2010, Barolo Rocche dell’Annunziata Riserva 2007, Langhe Nebbiolo 2011, Barbera d’Alba Superiore 2010.

Rosso Gigi: Barolo Arione 2004.

Sordo Giovanni: Barolo Rocche di Castiglione 2001-2008-2010, Barolo Gabutti 2008, Barolo Parussi 2009, Barolo Perno 2009-2010 .

Monferrato: Cantina Tre Secoli.

 

I Seminari

Quelli riportati di seguito sono i seminari in programma, davvero interessanti, sempre acquistabili online, a questo link.

Nella descrizione dei seminario manca ancora l’elenco dei vini in degustazione di cui comunque conosciamo i produttori: Castello di Verduno, Tommaso Canale, Cavaliere Accomasso, Cavallotto, Ettore Germano, Aurelio Settimo, Agostino Bosco, Sordo Giovanni, Mascarello Giuseppe, Brezza Giacomo, Massolino, Batasiolo, Bussia Soprana.

Seminari nella giornata di Sabato 28 febbraio

Ore 15:00

I terroirs e le zone del barolo

Relatore Marco Cum

Ore 18:00

I Grandi Cru di Barolo secondo la tradizionale mappa del 1979 delle grandi vigne del Barolo tracciata dall’Azienda Renato Ratti

Relatore: Marco Cum

Seminari nella giornata di Domenica 1 marzo

ore 14:00

Confronto tra Barolo e Nebbioli dell’alto Piemonte: Boca, Lessona, Carema, Fara

Relatore: Andrea Petrini

ore 17:00

Focus sulla Vigna Rionda. Degustazione comparata dei Barolo Vigna Rionda: il riflesso di un terroir di eccezione nelle microzone di un’unica grande vigna

Relatore: Armando Castagno

 

 

vigneti nebbiolo a Barolo
Vigneti di Nebbiolo a Barolo

Sicuramente dovrò prepararmi una lista … impossibile provarli tutti!

Difficilmente a Roma ho trovato degustazioni così mirate alla produzione del Nebbiolo, in tutte le sue sfumature, e dedicate in specifico alla produzione del Barolo.

Un evento di degustazione impegnativo ma che non posso lasciarmi sfuggire.

Sangiovese Purosangue … the day after

Non proprio the day after ma … ecco il mio personalissimo resoconto su quanto provato all’Evento Sangiovese Purosangue, che ho recentemente pubblicizzato qui.

I prodotti presenti alla degustazione erano veramente tanti e forse lo spazio a disposizione non gli rendeva molta giustizia anche visto l’alto numero di persone presenti.

Nel banco dell’Enoclub Siena, dove venivano presentati tanti produttori insieme era difficile vedere tutti i vini presenti in assaggio.

Al di là dell’organizzazione, un po’ confusionaria, è stata una bella degustazione, in cui sono riuscita a provare quella selezione di vini che mi ero ripromessa di assaggiare.

Ho voluto principalmente provare prodotti che non conoscevo e da alcuni sono rimasta veramente stupita.

Innanzitutto questa è stata una ghiotta occasione per conoscere il Sangiovese di Romagna di cui finora a Roma ho trovato pochissimi esemplari … magari andando a caccia in ogni enoteca qualcosa si trova ma gli unici esempi li ho visti ad Eataly. Se qualcuno ha notizie più precise in quel di Roma, mi faccia sapere!

Data la mia ignoranza del Sangiovese romagnolo, sono stata più che contenta di assaggiare il Petra Honorii 2011 della Tenuta La Viola.

Un Sangiovese veramente diverso da quelli Toscani a cui sono abituata: sicuramente dalle forti note balsamiche e vegetali, con sentori molto più lievi, fruttati e floreali, di frutti rossi in confettura e rosa appassita. Un prodotto sicuramente sapido, morbido, con tannini rotondi e caratterizzato da una buona persistenza.

Anche se non l’ho potuto testare potrebbe abbinarsi bene con un brasato di maiale alle prugne.

Sempre della Tenuta La Viola ho voluto provare un altro Sangiovese, l’Anfora, da uve sangiovese lavorate per l’appunto in anfore di terracotta durante la fermentazione.

L’anfora è un sangiovese romagnolo ancora differente, molto più floreale e fruttato dell’Honorii, privo di tracce speziate, con un’ottima freschezza e un tannino ben integrato. Tuttavia rispetto all’Honorii si rivela sicuramente meno persistente.

Entrambi i vini hanno una gradazione di 14,5 e bisogna dire che in nessuno dei due l’alcool viene messo in evidenza … anzi sembrano quasi due rossi leggeri.

Peccato che l’azienda per ora non abbia ancora un rivenditore a Roma.

Tuttavia ho fatto una rapida ricerca e ho visto che i prodotti della Tenuta sono in vendita online qui, al prezzo più che onesto di 17,50€.

Parliamo ora dei vari Chianti provati.

Un prodotto che non conoscevo e che ho parecchio apprezzato è il Chianti Classico Berardenga 2011 dell’Azienda Felsina .
E’ un Chianti decisamente fruttato, con una buona acidità e sapidità e un tannino ben integrato: un vino che sicuramente può maturare ma che già da ora si rivela delizioso.

Anche le note “legnose”, dovute all’affinamento in botti (botti grandi e barrique di secondo e terzo passaggio) sono veramente lievi, molto più percepibili nella versione riserva, e lasciano il posto a dei sentori speziati più delicati.

Un vino che proverei volentieri con uno spezzatino di manzo ai finferli.

Anche il prezzo per un vino del genere è più che ragionevole, online si trova infatti anche a 16,90 Euro.

Un altro Chianti Classico che mi ha piacevolmente colpito è “Le Stinche” Vigna Castello di Lamole 2011, della Fattoria Di Lamole.

I profumi del vino sono sicuramente particolari: il prodotto presenta una forte nota di sottobosco, terra bagnata e sentori fruttati che ricordano le ciliegie sotto spirito.

All’assaggio si dimostra un Sangiovese dotato di buona sapidità e persistenza e con tannini non troppo marcati: un vino che può abbinarsi bene ad un cosciotto di cinta senese.

Questo ottimo prodotto si può trovare online ad un prezzo veramente competitivo, intorno ai 15€.

Infine un Chianti Classico da segnalare sicuramente per l’ottimo rapporto qualità prezzo è quello prodotto dal Castello La Leccia.

Un Chianti, quello dell’annata 2011, veramente delicato e piacevole: note fruttate e speziate piuttosto evidenti lasciano il posto ad una lunga scia minerale, abbastanza persistente.
Ciò che più stupisce nel prodotto, soprattutto confrontandolo con tanti Chianti, anche prodotti nello stesso territorio della Castellina, è la morbidezza dei tannini, molto ben integrati.

Un vino rosso a mio parere molto versatile che potrebbe abbinarsi bene sia con carni rosse sia con carni bianche magari condite da qualche salsa e non semplicemente arrostite.

Potrebbe essere interessante un abbinamento con il Coq au vin, con il Pollo alla Cacciatora oppure anche con dei Saltimbocca alla Romana.

In questa degustazione ho avuto modo anche di provare il Sangiovese di Carmignano, un’area di produzione piuttosto limitata ma significativa, nella zona di Prato.

Ho assaggiato due riserve: Il Carmignano “Elzana” e il “Montalbiolo” entrambi prodotti dalla Fattoria Ambra, principalmente con uve sangiovese provenienti da due diversi cru.

Le due riserve all’assaggio si rivelano diverse, specialmente nei profumi: l’Elzana presenta forti sentori erbacei e speziati, di fiori secchi e delle lievi note fruttate, mentre la riserva Montalbiolo ha invece dei profumi più fruttati.

In entrambi i casi si tratta di vini che devono ancora maturare, caratterizzati da una buona acidità e tannini evidenti. L’Elzana tuttavia mi è sembrata più morbida ma caratterizzata da una minore sapidità rispetto alla Montalbiolo.

In entrambi i casi si tratta di prodotti veramente interessanti e piacevoli, versioni ancora diverse di quel Sangiovese così importante in Toscana.

Si potrebbe provare entrambe con un bel filetto di maiale lardellato, su crema di pecorino.

In generale si tratta di vini corposi che hanno bisogno di essere accompagnati da carni rosse arrosto o brasate (soprattutto maiale e agnello) e formaggi stagionati.

Entrambi i prodotti sono reperibili online al prezzo di circa 18€.

Parliamo ora di un Bolgheri veramente interessante: il Cavaliere di Michele Satta.

Ho avuto l’opportunità di assaggiare l’annata 1996 … veramente speciale. Un vino maturo, morbido, con ancora un discreta acidità, caratterizzato da sentori di confettura di ciliegie, speziati di liquirizia e caffè.

Il finale è nettamente sapido e molto persistente.

Molto meno matura è ovviamente l’annata del 2008, la più recente in assaggio, che si rivela molto più fruttata, con tannini ben più evidenti sicuramente meno persistente.

Un vino comunque importante, anche come prezzo, che andrebbe provato con uno spezzatino di cinghiale.

Per concludere parliamo di un delizioso Vin Santo del Chianti Rufina provato durante l’occasione: quello dell’azienda biologica Le Frascole, annata 2002.

Sono chiarissimi i profumi e i sapori di frutta secca, mandorle e nocciole, e di miele di castagno. All’assaggio è veramente un nettare, piacevolissimo, con un alcolicità per niente invasiva.

Sicuramente un Vin Santo da provare insieme a delle pasticceria secca, a base di pasta di mandorle e canditi, oppure anche con dei dolci a base di cioccolato come ad esempio la Torta Pistocchi, di cui era presente il banco d’assaggio … quindi ho potuto verificare direttamente la bontà dell’abbinamento.

Il prodotto si può acquistare anche a Roma presso l’enoteca Trimani, ad un prezzo di circa 62€.

Vignaioli Naturali a Roma

Segnalo fin da ora la sesta edizione dell’evento “Vignaioli Naturali a Roma” che avrà luogo il 7 e l’8 Febbraio 2015 e si terrà all’Hotel Westin Excelsior, a Via Vittorio Veneto 125.

Sicuramente una cornice splendida per questa rassegna che vede presenti più di 80 aziende di viticultori italiani e internazionali.

Un’ottima occasione per conoscere un modo vitivinicolo attualmente in espansione e i suoi prodotti di punta, per assaggiare effettivamente i risultati di questo nuova metodologia di approccio biodinamico alla vigna.

Per informazioni più dettagliate sull’evento “ Vignaioli Naturali a Roma” potete far affidamento ai seguenti dati:

Organizzatrice : Tiziana Gallo
Tel: 3388549619
Email: info@vignaiolidilanga.com  oppure tizianagallo@libero.it
Sito web dell’evento: http://www.vininaturaliaroma.com
Costo: 1 Giorno – 20 Euro, 2 Giorni – 32 Euro. Gli ingressi sono acquistabili online sul sito dell’evento

Coloro che si definiscono come vignaioli naturali adottano infatti un approccio alla vigna in totale rispetto dell’ecosistema, minimizzando l’intervento umano e annullando l’impiego di sostanze chimiche nella cura dei vigneti e nella produzione del vino.

Un’attività che si propone quindi di esaltare la cura del terreno e la naturalità della vigna e quelli che sono le caratteristiche originali dei suoi frutti, per avere di conseguenza un prodotto più in linea, da un punto di vista organolettico, con le caratteristiche originali della pianta, per poter meglio apprezzare le diversità dei numerosi cultivar presenti in territorio italiano.

Pertanto i vignaioli naturali e il vino biodinamico (le cui caratteristiche produttive sono strettamente legate al disciplinare europeo dedicato all’agricoltura biodinamica) si distanziano ancora di più dal concetto di Vino Libero, una produzione quest’ultima caratterizzata da una riduzione dei prodotti chimici in vigna e in cantina e ad un impiego di tecniche di coltivazione meno invasive e dannose per il terreno.

Il recente concetto di “Vino Libero”, introdotto dal fondatore di Eataly, Oscar Farinetti, è stato abbracciato da diversi produttori su suolo italiano, che pertanto fanno riferimento ad uno statuto che essi stessi hanno specificamente creato per la loro produzione vitivinicola.

Il Sangiovese Purosangue a Roma

 

Il prossimo weekend (17-18/01/2015) torna l’appuntamento con il Sangiovese Purosangue, rassegna dedicata ad uno dei più importanti e famosi vitigni autoctoni del territorio italiano.

Questi gli orari dell’evento al Radisson Blue Hotel, Via Filippo Turati 171, Roma:

Sabato 17 Gennaio 2015
ore 14:00 – Apertura banchi di assaggio
ore 21:00 – Chiusura banchi di assaggio

Domenica 18 Gennaio 2015
ore 11.00 – Apertura banchi di assaggio
ore 19.00 – Chiusura banchi di assaggio

Il costo d’ingresso ai banchi d’assaggio è di 20 euro, ma ci sono degli sconti per Sommelier Ais/Fisar/Fis e soci Onav e per Soci Enoclub & Riserva Grande che potranno accedere pagando 15 Euro.

Inoltre, fino al 16 gennaio 2014, è per tutti possibile acquistare on-line il biglietto di ingresso al prezzo scontato di 16€

Purtroppo l’anno scorso non ho avuto modo d’andarci ma stavolta non mi lascerò scappare l’evento.

sangiovese_purosangue_logo

Il programma è particolarmente ricco e offre un’ottima opportunità per conoscere anche la produzione locale meno nota.

Spesso nelle enoteche romane trovo le stesse etichette e gli stessi produttori e considerando quanti sono i produttori in Toscana, Romagna, Lazio (ecc. ecc.) che fanno del Sangiovese uno dei loro cavalli di battaglia i banchi d’assaggio previsti sono una deliziosa opportunità.

Sul sito dell’evento, nella sezione “Aziende Presenti” potete vedere la lunga lista di produttori presenti.

Interessanti anche i seminari-degustazione in approfondimento che possono essere prenotati e acquistati online qui (il numero dei posti è limitato).

ore 14.00 – Gli invisibili del Sangiovese: piccoli produttori sconosciuti e misconosciuti. Relatore Davide Bonucci, Enoclub Siena. Costo: 25€

ore 16.00 – Il territorio e le declinazioni della Rufina. Relatore Armando Castagno, Docente AIS. Costo 35€

ore 18.00 – Il Sangiovese di Montepulciano. Relatore Francesco Falcone, Redattore Enogea e Guida Vini d’Italia L’Espresso. Costo 25€

Potete leggere il mio personale resoconto dell’evento qui>/a>!