Giulia Bwined, Autore a BWined
Un Assaggio del Tìaso: un Vino delizioso per la Fiorentina

Un Assaggio del Tìaso: un Vino delizioso per la Fiorentina

I vini a sorpresa sono quelli più piacevoli e intriganti, quelli che ti fanno esclamare, al primo sorso: però! Buono! E’ proprio quello che è avvenuto con il Tìaso, un Sangiovese in purezza prodotto in Maremma e, precisamente, a Scansano, dall’idea di vino, tutto biologico, sposata da Fausto Diamanti e Olimpia Bussani che, da pochi anni, hanno dato vita alla loro associazione vitivinicola.

Per ora, poche etichette in programma, ma che vini! Capaci di esprimere il vero carattere e il fascino della Maremma Toscana.

Lasciatevi sorprendere, come me, da questo rosso ricco di gusto, piacevole e super beverino.

Il Tìaso: Colore, Profumi e Gusto

Ecco, potete rimirare la vivida tonalità rubina del Tìaso, in tutta la sua pienezza,  nella foto seguente.

Il colore del Tìaso 2016
Il colore del Tìaso 2016

Sangiovese, qui sinonimo di assoluta croccantezza delle ciliegie, una profumosità che domina da un bicchiere del Tìaso. A seguire, arrivano le sensazioni speziate dolci, con ricordi di liquirizia e pepe nero e, infine, le note, più delicate e fresche, dei petali di rosa secchi, del rosmarino e del timo che conferiscono un tocco di vivida balsamicità.

Un rosso fresco e morbido, dal tannino perfettamente integrato, caldo ma con una nota alcolica difficile da sentire. Un vino che affina in legno per ben 12 mesi ma che non sprigiona aggressive sensazioni tostate o boisé. Un Sangiovese dai profumi e dal gusto intenso ma pienamente equilibrato, per degli assaggi che si possono prolungare all’infinito.

Spesso, l’estrema bevibilità viene associata a vini setosi e leggeri, semplici, che scivolano bene a ogni sorso.

Il Tìaso, invece, pur risultando beverino e per nulla pesante, rimane pieno di saporosità e persistenza. Un rosso che piace con il caldo e con il freddo e che suscita una squisita sensazione, di mite calore, golosamente speziata e fruttata.

Un rosso con un nome profetico, che già rivela tutto …

 Tìaso 2016 - Dall'omonima Azienda Biovitivinicola
Tìaso 2016 – Dall’omonima Azienda Biovitivinicola

Il Tìaso: i Possibili Abbinamenti

Un vino così “dionisiaco” può essere davvero un degno e tradizionale compagno della più gustosa delle Bistecche alla Fiorentina o anche, semplicemente, di una grigliata di carne, con braciole di maiale e coscette di pollo. Ricette genuine che ben si rispecchiano nel gusto naturale del Tìaso e che vengono meravigliosamente arricchite dall’intrepida freschezza e dalle golose sfumature, aromatiche e gustative, di questo Sangiovese.

Un rosso che, comunque, sa bene come accompagnare tante altre pietanze a base di carni, bianche e rosse, magari più elaborate, attraverso lunghe cotture. Da provare in abbinamento a un ossobuco alla milanese, con delle gustose pappardelle al ragù di lepre, con degli agnolotti al sugo d’arrosto, con un pollo allo spiedo, marinato con le erbe, con un roast-beef di manzo con patate e con un gustosissimo timballo di tortellini al ragù.

Timballo con Tortellini al Ragù ... ottimo con il Tìaso
Timballo con Tortellini al Ragù … ottimo con il Tìaso

Piatti, adatti ai dì di festa così come a una cucina familiare e giornaliera, che vengono ampiamente valorizzati dal gusto fresco, “ciliegioso”, piccante e succoso di questo squisito Sangiovese.

Un vino delizioso, che potete assaporare a soli 10 Euro.

Cheers!

La Scolca ospite a Excellence

La Scolca Ospite ad Excellence

Ultimo giorno oggi, alla Nuvola Convention Center, per la manifestazione Excellence, un ampio e goloso show room dedicato alle specialità enogastronomiche della nostra ricca penisola, da quelle più inedite e ricercate a quelle più celebri e raffinate.

L'Excellence VII Edizione al Nuvola Convention Center a Roma
L’Excellence VII Edizione al Nuvola Convention Center a Roma

Una rassegna dedicata a operatori del settore e ad appassionati che ha visto l’attiva presenza di chef illustri, impegnati in affascinanti show cooking, e di tante aziende, foriere di autentiche chicche deliziose, nel vasto panorama del wine & food italiano.

Olio, Vini, Cibi … eccellenze racchiuse nell’avveniristica cornice della Nuvola.

La "Nuvola" di Fuksas
La “Nuvola” di Fuksas

Ho detto vino … ma che vini! In assaggio a questa VII Edizione dell’Excellence si possono trovare delle autentiche perle del cosmo enoico della nostra penisola.

In particolare, questo Excellence 2019 ha visto protagonista anche l’Azienda La Scolca, vera regina del Gavi, giunta a Roma per celebrare questi suoi primi 100 anni di attività, con la vendemmia n. 100 appena alle spalle.

Come ambasciatrice all’evento, Chiara Soldati ci ha deliziato, in una specifica conferenza, con la storia della sua celebre Tenuta, in un percorso di assoluta eccellenza, di cui possiamo assaggiare la tangibile bontà.

Vuoi scoprire perché i vini de La Scolca sono così speciali, delle autentiche eccellenze?

Scoprilo, leggendo oltre!

Chiara Soldati di La Scolca intervistata a Excellence
Chiara Soldati di La Scolca intervistata a Excellence

La Scolca: 100 anni d’Eccellenza

100 anni di storia, splendidamente raccontati con passione da Chiara, ad Excellence, per descrivere con quale filosofia i loro ottimi Gavi prendono vita.

Spesso si tende a parlare di “eccellenze” con superficialità, a volte considerando semplicemente i vini in base alla loro fama e al loro prezzo.

Per quelli firmati da La Scolca il discorso è ben diverso: si tratta di vini pensati fin dalla terra, elaborati prima attraverso la conoscenza della naturalità dei grappoli e, solo successivamente, trasformati in cantina, con scrupolosa attenzione.

Quelli raccontati da loro sono dei Gavi davvero amati e, di conseguenza, buonissimi. Li conosco da tanti anni e li apprezzo da sempre per quel loro carattere maturo e pieno, carico di una saporosità che sfida gli anni e anche gli abbinamenti più insoliti, come quelli raccontati con audacia nella cena al Mudec, per celebrare i 100 anni dell’azienda.

Qualcuno una volta mi ha detto: “non sono vini per tutti”. Personalmente, invece, ritengo che per la loro tipicità, la trama e le suggestioni che sanno offrire, abbiano un costo più che giusto e siano destinati a piacere a chiunque ricerchi, nel vino, un particolare sentimento.

Spesso, mi è capitato di assaggiare vini noti, ben più costosi e molto più famosi, che non hanno saputo offrirmi le stesse sensazioni.

Il Gavi di La Scolca è genuino, forte, appassionato … lascia il segno.

Chiara Soldati per La Scolca a Excellence
Chiara Soldati

La Scolca e l’Unicità del loro Gavi

100 anni di profondo attaccamento a un territorio particolare, come quello di Gavi, dove l’azienda ha scommesso, puntando alla celebrazione del più noto vitigno a bacca bianca autoctono di quella zona dove, un secolo fa, si producevano dei Nebbioli piuttosto mediocri.

Una scommessa che si è trasformata in successo e che ha spinto la Tenuta a investire, di anno in anno, sempre più, nella conservazione di un terroir così prezioso.

Per questo, ben prima che l’agricoltura ecosostenibile finisse sulla bocca di tutti, la Tenuta si è impegnata a curare l’ambiente circostante e a comprare boschi, proprio per preservare quel rapporto inscindibile uomo – vite – natura che permette di ottenere frutti eccezionali.

Una conduzione agronomica aziendale che vuole farsi custode del territorio, che cerca di trarre da un vitigno difficile, come il Cortese, tutti quei tratti organolettici peculiari, per cui è così amato, mantenendo sane le vigne, favorendo l’inerbimento naturale, abbandonando l’uso dei pesticidi chimici, cercando così di mantenere inalterata la simbiosi tra ambiente e vigna.

Chiara Soldati e la biosostenibilità di La Scolca

Non è un caso che l’azienda La Scolca, attraverso la conservazione della propria identità culturale e territoriale, voglia proporre una tipologia di vini unica, davvero esemplare di un territorio speciale ed esclusivo: quello piemontese di Gavi.

Per avvicinare il pubblico interessato alla cultura del buon vino e alla scoperta di un’attività vitivinicola ragionata, la Cantina La Scolca, rinnovata secondo gli attuali principi di eco sostenibilità, accoglie i suoi visitatori anche al momento della vendemmia.

Un lavoro attento di promozione che, dopo 25 anni d’impegno, da parte di Chiara Soldati, ha portato La Scolca ad acquisire un prestigio internazionale: un’azienda i cui prodotti sono oggi esportati in 45 paesi anche agli antipodi, in Australia e in Corea, così come negli Stati Uniti e in Brasile.

Come affermato da Chiara: “La diversità e l’unicità hanno un’incredibile appeal anche all’estero. Di fronte al rischio di un’omologazione innaturale di molti vini, puntare sulla valorizzazione di un solo e raro vitigno autoctono qualifica l’eccellenza di La Scolca, vista come una voce fuori dal coro tra i tanti produttori italiani, affacciati all’estero.

il Blanc de Blancs di La Scolca
il Blanc de Blancs di La Scolca

La Scolca: verso il Futuro

Sono passati ormai quasi 20 anni dalla creazione del primo Gavi invecchiato 10 anni, proposto in maniera pioneristica da La Scolca.

Ancora oggi il motto “guardare lontano”, insito nello stesso nome aziendale, guida l’operato di questa grande tenuta vitivinicola familiare di Gavi.

Una condotta che vuole continuare con coraggio nella sua mission di scoperta ed esaltazione delle diversità, per un’attività produttiva, in vigna e in cantina, dove sarà sempre la curiosità a regnare.

Nell’attività di La Scolca e nel lavoro di Chiara Soldati traspare quella stessa voglia di scoperta e diversificazione che portava Mario Soldati, agli inizi del ‘900, a pensare a degli innovativi spumanti a base di Nerello Mascalese, che oggi sono golosa realtà, che spinge gli chef a provare nuovi entusiasmanti accostamenti e che conduce i sommelier a pensare ai più arditi abbinamenti cibo-vino.

Sono pienamente d’accordo con Chiara quando dice che:

“Ora più che mai è la curiosità a spingere il mondo enogastronomico. Anche per quanto riguarda i vini e gli abbinamenti con il cibo si tende a veleggiare oltre i confini nazionali, guardando ad abbinamenti esotici, con piatti anche estranei alla sola tradizione italiana”.

Bello immaginare come anche vini particolari, frutto di un terroir unico e limitato, possano diventare nettari  capaci di farsi amare dalle tradizioni e dalle cucine di tutto il mondo.

In questo, secondo me, La Scolca ha lasciato il segno. Nei suoi vini, nonostante la fama raggiunta, si sente ancora l’emozione della vendemmia e quell’armonioso equilibrio capace di sposare diverse sfumature d’incredibile sapore.

Ai prossimi 100 anni e ai prossimi arditi ed eccellenti accostamenti enogastronomici!

Cheers!

BWined a Excellence!
Un Ottimo Vino per il Filetto al Pepe Verde

Un Ottimo Vino per il Filetto al Pepe Verde

Tornata da una troppo fugace vacanzetta nella Maremma Toscana, sono felice di potervi raccontare un gustosissimo Vino per il Filetto al Pepe Verde!

Una ricetta semplice e gustosa, resa intrigante da questa ombra deliziosamente piccante e speziata che conferisce, alla grassezza e alla tendenza dolce della carne e della salsa, sfumature aromatiche e gustative davvero intense e squisite.

A complemento di questa nota e gustosa ricetta, ecco arrivare un rosso toscano davvero incantevole al suo fianco.

Scopritelo, leggendo oltre … non ve ne pentirete!

Quale Vino per il Filetto al Pepe Verde?
Quale Vino per il Filetto al Pepe Verde?

Il Morellino di Scansano 2018 di Fattoria Le Pupille: Colore, Profumi e Gusto

Un celebre rosso della Maremma Toscana, a base di Sangiovese, che, anche in questa giovane versione, firmata dalla Fattoria Le Pupille, rivela un’anima selvaggia, voluttuosa e piccante. Una delizia, dalla tonalità rubina con sfumature porpora, che ipnotizza l’olfatto con sensazioni fruttate dolci e suadenti, di amarene e susine rosse,  e con ricchi sentori speziati di pepe e liquirizia, con un lieve e rinfrescante tocco vegetale che quasi ricorda l’erba appena tagliata.

Un Morellino fresco all’assaggio, succosamente fruttato, con una piacevole persistenza, calda e speziata.

Equilibrato in ogni suo aspetto e davvero deliziosamente beverino e sobriamente saporito, con una gentile scia minerale.

Morellino di Scansano 2018 - Fattoria Le Pupille un Ottimo Vino per il Filetto al Pepe Verde
Morellino di Scansano 2018 – Fattoria Le Pupille

Il Morellino di Scansano 2018 di Fattoria Le Pupille: un Ottimo Vino per il Filetto al Pepe Verde

Con la sua ineccepibile coerenza, la sua freschezza e l’incredibile charme vegetale, fruttato e, soprattutto, speziato, questo Morellino è un vino perfetto anche solo per un antipasto a base di pane, stracchino e finocchiona o accanto a un plateau di Pecorini di media stagionatura, come quello squisito prodotto all’incantevole centro etrusco di Sorano.

Uno di quei rossi che puoi anche aprire già al momento dell’antipasto e continuare a bere fino alla fine, passando per primi e secondi piatti!

Un vino incantevole accanto alla saporosità di un piatto di pappardelle al ragù di cinta senese e ancora più squisito proprio in abbinamento a un classico filetto al pepe verde.

In questa particolare avventura gustativa, il Morellino di Scansano 2018 della Fattoria Le Pupille esalta, senza eccedere, la piccantezza e la tipica saporosità del pepe, vivacizzando il gusto tenero e morbido della carne, a cui aggiunge un gustoso tocco, fruttato ed erbaceo.

Un abbinamento goloso da descrivere e indimenticabile da assaggiare.

Provatelo e raccontatemi!

Cheers!

p.s. Potete trovare facilmente il Morellino di Scansano 2018 delle Fattoria Le Pupille qui, a circa 8 Euro.

Life of Wine 2019

Life of Wine 2019: Lunga Vita a dei Vini Sorprendenti

… assaggiati per voi da BWined … che fatica 😀

E’ da poco trascorso l’evento Life of Wine 2019, un’opportunità ricorrente per saggiare le potenzialità evolutive di diverse tipologie di vini, attentamente selezionati per tipicità e ricercatezza.

Un’occasione splendidamente ampia e, per fortuna, ben organizzata, nella moderna e funzionale cornice del Radisson Blue Hotel, a Roma, un luogo per me storico, in cui ho frequentato l’ultimo livello AIS e sostenuto l’esame finale.

 Questo Life of Wine 2019, nei miei golosi assaggi, ha segnato la vittoria di due rossi sorprendenti e di tre bianchi saporiti, inaspettati e squisiti nella loro territorialità.

Se sei curioso di conoscere le delizie enoiche assaggiate – con impegno e fatica – dalla sottoscritta, leggi oltre per farti invogliare all’assaggio di vini speciali, pieni di vita e saporosità!

Una delle Sale Degustazione del Radisson Blue Hotel, allestite per il Life of Wine 2019
Una delle Sale Degustazione del Radisson Blue Hotel, allestite per il Life of Wine 2019

Life of Wine – I Vini Selezionati

Quando partecipo a questi eventi, dove i vini sono tanti e ottimi, stilo sempre una lista di priorità, per evitare di venir sopraffatta dai troppi assaggi. In occasione del Life of Wine la difficoltà è maggiorata proprio dal voler degustare le diverse annate proposte di uno stesso vino.

La mia selezione, per questa volta, ha voluto privilegiare cantine più di nicchia ma particolarmente rappresentative, con i loro vini, di un dato terroir.

Li scopriamo?

Life of Wine – I Bianchi Assaggiati

L’Enosi Bianco di Baron di Pauli, dal 2018 al 2008

Enosi Bianco di Baron Di Pauli, dal 2018 al 2008
Enosi Bianco di Baron Di Pauli, dal 2018 al 2008

Enosi Bianco 2018

Un vino assaggiato da poco, di cui ho già scritto qui, abbinato a un ghiotto risotto salsiccia e zafferano.

Avendolo apprezzato tanto, non potevo non cogliere questa occasione per scoprire quanto riesce a “invecchiare” con eleganza. Un esperimento che mi ha davvero stupita: un fascinoso blend di Resling e Sauvignon Blanc capace di evolversi, mantenendo intatto il suo sprint fresco – sapido e quella equilibrata morbidezza che lo rende sempre goloso anche dopo una lunga attesa … perché 10 anni per un bianco sono tanti.

Un bianco altoatesino, vendemmia 2018, dai deliziosi profumi tropicali, di ananas e banana. Un’aromaticità in cui regna non solo la dolcezza della frutta ma anche quella di fiori come la mimosa e delle erbe aromatiche delicate, come la salvia. Una setosità che riscopriamo anche al gusto, appena rinvigorito da una lunga persistenza sapida e aromatica, con sbuffi minerali, quasi gessosi.

Enosi 2018
Enosi 2018

Enosi 2010

L’Enosi 2010 si presenta con un colore già leggermente più carico e con una profumazione spiccatamente minerale, più intensa, che quasi fa pensare alla cipria.

Si avverte, nel bouquet di questa 2010, una vaga sensazione speziata e dolce, quasi di pepe bianco e di zenzero, con accenni di frutta secca: sensazioni che vanno ad arricchire le consuete note di frutti tropicali.

Un Enosi dal gusto caldo e lievemente ammandorlato, ben equilibrato tra freschezza e sapidità, con una piacevole persistenza su note di pietra focaia.

Un’annata che sarebbe davvero gustosa in abbinamento a dei ravioli ripieni di patate e burrata, con salsa burro e salvia, o con dei fagottini ripieni di carbonara: primi piatti golosi che trovano nella freschezza, struttura e sapidità dell’Enosi il giusto completamento, saporito e aromatico.

Enosi 2008

10 anni dopo … l’annata 2008 è ancora luminosissima, brilla letteralmente nel bicchiere.

Stavolta vincono le note della frutta tropicale, da cui fa capolino la profumosità, dolce e fresca, del mango e ritorna la particolare aromaticità minerale, con ricordi quasi gessosi.

Al gusto, freschezza e sapidità vanno a braccetto, in piena armonia e ottimo equilibrio. Stavolta la persistenza è meno minerale, risultando più morbida, fruttata e polposa. Anche gli accenni speziati e di frutta secca si rivelano con maggiore vellutatezza, sembra quasi di percepire un tocco di mandorle glassate e di vaniglia sebbene questo vino non veda affatto il legno.

Il Trebbiano Spoletino Reminore di Madrevite, dal 2018 al 2013

Rimanendo comunque tra i bianchi, passiamo a sorseggiare la piacevole vitalità di un delizioso Trebbiano Spoletino, prodotto dall’azienda Madrevite.

Si chiama Trebbiano ma quella alla base di questo bianco è un’uva particolare che non va confusa con il Trebbiano Toscano o quello di Romagna.

Siamo di fronte a un vitigno autoctono dell’Umbria, coltivato e diffuso nella zona di Montefalco e Spoleto, dalla storia antica, originariamente allevato ad alberata, attualmente riscoperto con successo e vinificato in purezza. Un’uva capace di regalare vini dalla caratteristica e morbida impronta olfattiva e dalla struttura intensa, fresca e saporita.

Il Trebbiano Spoletino Reminore di Madrevite
Il Trebbiano Spoletino Reminore di Madrevite

Reminore 2018 – Madrevite

In quest’annata 2018 scopriamo un Trebbiano Spoletino dotato di profumi ben articolati, tra note fruttate, floreali ed erbacee.

Reminore 2018
Reminore 2018

Si avvertono le sensazioni dei fiori di mimosa e di ginestra, la dolcezza polposa della pesca e dell’ananas. Profumi morbidi e vellutati che si arricchiscono con lievi sensazioni erbacee di alloro e sensazioni di frutta secca, quasi di pinoli e mandorle.

Un sorso di sorprendente freschezza, setoso e pieno, dalla piacevole mineralità rocciosa, con ricordi di pomice e conchiglie, dalle sfumature saline, per un vino che racchiude un’anima contesa tra terra e mare.

Un assaggio dal gusto caldo e intenso, delizioso, con una freschezza che invita a ulteriori sorsi.

Reminore 2013

Ecco l’annata 2013, con ben 6 anni alle spalle. In questo Trebbiano Spoletino si sentono di più le note minerali e quelle della frutta secca. Un ventaglio aromatico dalla dolcezza più mite, rispetto a quella percepita nel vintage 2018. In questa versione di Reminore si percepiscono delle note più citrine, quasi di scorza di limone e di marmellata d’agrumi.

Un vino che all’assaggio, sorprendentemente, regala un gusto meno morbido, decisamente più spigoloso e minerale, caratterizzato da una freschezza meno evidente.

Uve figlie di diverse annate, sempre sapientemente elaborate, sono riuscite a regalare due vini gustosi ma dalle interessanti diversità, gustative soprattutto. Una stessa identità, declinata con una diversa accentuazione sapida.

Personalmente, ho quasi apprezzato di più la sontuosa e setosa morbidezza della 2018 ma, devo proprio dirlo: questo Trebbiano Spoletino mi ha davvero incantata, con il suo carattere particolare e la sua grinta minerale.

Un vino che non vedo l’ora di provare accanto a un filetto di salmone alla senape o con del sushi.

Aspettate e, sicuramente, se ne assaggeranno di belle 🙂

Il Pecorino Civitas di Lunaria, dal 2018 al 2013

Sempre tra i Bianchi, questo Life of Wine mi ha permesso di scoprire l’evoluzione di un interessante Pecorino Biologico, denominato Civitas, prodotto da Orsogna, nell’ambito della sua linea di Biodinamici, chiamata Lunaria.

Un’importante realtà vitivinicola Abruzzese, della provincia di Chieti, che sa bene come presentare una gamma di vini altamente territoriali e gustosi tra cui, ovviamente, non può che figurare un gran Pecorino.

Avevo già avuto modo di assaporare questo sfizioso Pecorino, simboleggiato da un simpatico scoiattolo, ma stavolta ho potuto analizzarne bene le diverse potenzialità evolutive e le variegate sfaccettature gustative.

Senza contare che ho avuto la fortuna di assaggiare anche una versione riserva del loro pecorino in purezza, l’Aete, affinata brevemente in legno piccolo.

Pecorino Civitas 2018
Pecorino Civitas 2018

Pecorino Civitas 2018

Un Pecorino dal colore luminoso e leggermente dorato, dotato di profumi fragranti, fruttati e floreali, in cui spiccano i sentori delle nocciole, della pera,delle albicocche e della scorza di limone.

Un vino dal gusto pieno e caldo, dotato di buona freschezza e di una particolare sapidità che arricchisce, con note saline, la già piacevole  persistenza agrumata.

Pecorino Civitas 2013
Pecorino Civitas 2013

Pecorino Civitas 2013

Ben diversa è l’annata 2013!

Un vino che si presenta in una veste intensamente dorata e che regala un caleidoscopio di sensazioni aromatiche, in cui vincono le note sontuose della frutta.

Con 6 anni alle spalle, il pecorino Civitas rivela una profumazione intensa, carica di rimandi alla frutta secca, con note quasi di uvetta, banane e pesche percoche mature.

Un Pecorino dal fascino vintage, con un gusto morbido e pieno, ben equilibrato tra sapidità e acidità e dotato di una bella persistenza, con ricordi di frutta estiva matura e mandorle.

Un bianco così può sposare splendidamente il sapore carico e speziato di una classica cacio e pepe ma può, tranquillamente, anche abbinarsi a degli involtini di pollo, prosciutto e fontina DOP o a una paella di carne e pesce.

Un Pecorino che, sicuramente, non abbinerei alla semplice delicatezza dei crudi di pesce o a pietanze di mare dalla tenue sapidità e tendenza dolce.

Il Pecorino Riserva Aete di Lunaria, dal 2014 al 2011

Aete 2014 – Pecorino Riserva

L’Aete 2014 è molto vicino, come profumi, al Pecorino Civitas del 2013 pur mostrando un gusto ancora più intenso, fresco e sapido.

Già all’olfatto, stupisce con sensazioni minerali più potenti e particolari, iodate e rocciose. Una persistenza che si amplifica in mineralità, perdendo l’intensità della sensazione ammandorlata, che rimane più nascosta.

Un vino dalla saporosità equilibrata, con un gusto goloso, dotato di una piacevolissima freschezza che invita a più assaggi, nonostante la struttura imponente e al suo innegabile calore strutturale.

Pecorino Aete 2014
Pecorino Aete 2014

Aete 2011 – Pecorino Riserva

L’evoluzione di questo Pecorino Riserva, con 8 anni alle spalle, rivela una tonalità quasi ambrata ma sempre luminosissima.

Torna, nel ricco e intenso ventaglio aromatico, la potenza della frutta secca, con note di nocciole, noci e mandorle a cui si aggiungono percezioni speziate penetranti e accenni balsamici, con ricordi di timo e alloro.

Un Pecorino che spicca, al gusto, per la sua prorompente mineralità e una freschezza molto più mite rispetto a quella riscontrata nella 2014.

Un bianco dalla potente saporosità, con una persistenza iodata e una morbidezza setosa e avvolgente. Farebbe davvero una splendida figura anche accanto a pianti importanti di carne, dotati di particolare tendenza dolce e grassezza, come delle fettuccine al ragù d’agnello in bianco o una porchetta al forno con patate arrostite.

Un bianco che mi piacerebbe provare anche con del foie gras

Pecorino Aete 2011
Pecorino Aete 2011

Life of Wine 2019 – I Rossi Assaggiati

Tra gli assaggi mirati, sono stata piacevolmente colpita dalla longevità e dal gusto invitante e indimenticabile del Fiorano Rosso della Tenuta di Fiorano e del Montepulciano d’Abruzzo Coste di Moro, prodotto sempre da Orsogna.

Due rossi ben diversi ma dall’importante gustosità, capaci di cambiare e acquistare spessore aromatico e olfattivo anche a distanza di molti anni.

Scopriamoli insieme … sicuramente mi verrà voglia di assaggiarli di nuovo … maledizione!

Le annate del Fiorano Rosso al Life of Wine 2019
Le annate del Fiorano Rosso al Life of Wine 2019

Il Fiorano Rosso

Vino bandiera della storica produzione vitivinicola della Tenuta di Fiorano, ai confini di Roma, in uno dei suoi panorami più suggestivi, a un passo dallo storico selciato dell’Appia Antica.

Un luogo magico, visitabile anche solo attraverso questo storico cammino, una Tenuta di proprietà del Principe di Venosa, Alberico Boncompagni Ludovisi, oggi guidata da Alessandrojacopo Ludovisi che porta avanti l’amata attività del padre con la stessa integrità, dedizione e amore per quella terra e le sue uve: una produzione di qualità che non cede mai ai compromessi, per regalare vini che sono pura espressione di uno specifico terroir.

Il Fiorano rosso incarna la bellezza e l’eleganza del posto: una sapiente fusione di uve internazionali, un taglio bordolese da cui emerge la tipicità del Merlot e quella del Cabernet Sauvignon.

Durante il Life of Wine ho avuto la rara opportunità di degustarlo in 3 diverse annate, con 10 anni di differenza l’una dall’altra.

Fiorano Rosso 2014
Fiorano Rosso 2014

Fiorano Rosso 2014

La gioventù del Fiorano: un rosso che incanta già per la sua raffinatezza e il suo buon equilibrio.

Un’esplosione di profumi variegati, fruttati, floreali, erbacei, speziati e tostati, con note di prugne, more e amarene, timo ed eucalipto, petali essiccati di violetta, cannella e scatola di sigari, con appena un accenno di cioccolato fondente.

All’assaggio, il Fiorano non lascia affatto indifferenti: difficile non rimanere ammaliati dalla sua setosa morbidezza, la ricca freschezza e la delicata mineralità. Un vino dal gusto particolarmente elegante e raffinato, perfetto per piatti profumati e saporiti, come un ottimo Coq au Vin, un filetto alla Wellington o un manzo alla borgognona.

 Fiorano Rosso 2009
Fiorano Rosso 2009

Fiorano Rosso 2009

Nel 2009, nasce un Fiorano rosso dall’intensa tonalità granato.

Nel ventaglio aromatico di questo rosso vintage, scopriamo delle sensazioni speziate e tostate molto più decise, di liquirizia, tabacco e caffè, addolcite da delicate e meno evidenti note fruttate, di confettura di prugne, e rinfrescate da delicate sensazioni di erbe aromatiche e sottobosco.

Un vino dal sorso setoso e pieno, di pura intensità speziata e boschiva, in cui ritornano le sensazioni dei frutti e dei petali secchi di violetta.

Nonostante l’intensità gustativa e la prorompente persistenza su note speziate e tostate, delicatamente boisé, questo Fiorano sorprende per la sua innata freschezza e il tannino ben integrato.

Fiorano Rosso 1999
Fiorano Rosso 1999

Fiorano Rosso 1999

Ecco che arrivano le prime sfumature mattonate, ad arricchire quel rosso granato, visto in precedenza. Questo Fiorano Rosso, con 20 anni sulle spalle, rivela ancora una tonalità trasparente e limpida e una profumazione in linea con le sensazioni già percepite nella 2014  e nella 2009.

Un ventaglio di profumi che, in questo caso particolare, sembra arricchirsi anche di sfumature eteree, di smalto e ceralacca. Una saporosità dove ritroviamo con piacere i consueti rimandi aromatici, con le attese e morbide note di frutti rossi in confettura, arricchite da corposi sentori speziati e tostati.

Un Fiorano che lascia a lungo, al palato, una scia gustativa unica, calda, speziata, boschiva, a tratti eterea.

Un gran bel vino da gustare in assolo, perfetto anche per la perfezione aromatica e intensa di un assaggio di Pecorini diversi, ben stagionati.

Montepulciano Coste di Moro, dal 2016 al 2012

Spostiamoci nella limitrofa regione d’Abruzzo per scoprire le diverse potenzialità e i tratti gustosi di un ottimo Montepulciano biodinamico, il Coste di Moro di Orsogna, declinato nelle annate 2016 e 2012.

Life of Wine 2019 - I Vini Lunaria in Degustazione
Life of Wine 2019 – I Vini Lunaria in Degustazione

Coste di Moro 2016 Montepulciano D’Abruzzo

Un  bel rosso rubino pieno e luminoso, con riflessi color porpora, per una tonalità che ricorda quella delle amarene. Guarda un po’, chissà quali note aromatiche incontrerò subito in questo Montepulciano?

Un rosso che incanta con i suoi intensi profumi di frutta secca e di amarene, con tocchi speziati di vaniglia, cannella e noce moscata e lievi percezioni vegetali di rosmarino.

Un Montepulciano dal gusto morbidissimo, perfettamente equilibrato tra le doti di freschezza e sapidità, di buona persistenza, apparentemente leggero al palato, nonostante il calore generale.

Un vino già provato nei miei esperimenti di abbinamento, che ho trovato strepitoso accanto a delle pappardelle al ragù di capriolo che acquistano, con questo rosso compagno, delle deliziose sfumature cioccolatose.

Coste di Moro 2016
Coste di Moro 2016

Coste di Moro 2012 Montepulciano D’Abruzzo

Chi ha bisogno della dolcezza consolatoria della cioccolata, con questo nettare a portata di mano!

Non fraintendetemi, non si tratta di un rosso eccessivamente morbido e quasi – orrore – dolce! Tutt’altro.

Un Montepulciano dall’incredibile potenza aromatica, in cui riscopriamo tutta la croccantezza e la freschezza delle ciliegie mature. Profumi vivaci e compositi che vengono intensificati da note speziate dolci e delicatamente boisè, con l’aggiunta di sensazioni aromatiche boschive.

Al gusto sembra quasi di percepire questa fortunata e golosa commistione, per un rosso che lascia al palato una persistenza squisita, dove le note di cioccolato fondente si fondono a quelle balsamiche e scrocchianti delle erbe aromatiche e della nocciole.

Coste di Moro 2012
Coste di Moro 2012

Un Montepulciano che regala attimi davvero deliziosi, risultando incredibilmente setoso e leggero a ogni sorso beva.

Con cosa abbinare questa evoluta squisitezza di aromi e sapori?

Devo ancora scoprirlo! Pertanto, stay tuned!

Cheers!

Wineshop.it

Wineshop.it: 20 Anni di Vino Online

Questo Novembre, lo storico portale enoico Wineshop.it festeggia ben 20 anni di attività.

Un traguardo notevole per l’enoteca online più longeva di tutta Italia, ancora oggi sapientemente guidata dalla passione, per il vasto panorama enologico italiano, del suo fondatore, l’Ingegnere Andrea Gaetano Gatti.

20 Anni di Wineshop.it
20 Anni di Wineshop.it

Wineshop.it – La Ricercatezza delle Etichette

Sin dal 1999 Wineshop.it si è configurato come una finestra magica, aperta sul mondo dei vini italiani di qualità, dov’è possibile scegliere tra etichette attentamente selezionate: non solo nomi noti ma, soprattutto, tanti vini territoriali, capaci di raccontare uve e luoghi della loro nascita.

Nella gamma delle delizie vinose, acquistabili su Wineshop.it, troviamo nomi da sempre sinonimo di qualità come Fontodi, Conterno Fantino, Bruno Giacosa, Elena Walch, Jermann, Leone De Castris, e produttori meno noti, come Bric Cenciurio, Tenuta di Frassineto, Piemaggio, Rizieri, Mimmo Paone, Ampelon e molti altri ancora, capaci di incantare con i loro nettari altamente espressivi e golosi.

Un’enoteca che rappresenta, ancora oggi, dopo ben 20 anni di puntuale e rigorosa attività, un punto di riferimento per chi ama scovare nuove realtà enoiche artigianali, tutte italiane, provenienti da ogni regione.

L'acquisto dei Vini con Wineshop.it
L’acquisto dei Vini con Wineshop.it

Wineshop.it – L’Esperienza d’Acquisto

Ho avuto modo di acquistare su Wineshop in diverse occasioni, proprio per poter assaggiare quei vini particolari, offerti in esclusiva su questo portale. Un utile vantaggio, perché purtroppo non si ha sempre l’opportunità di viaggiare di qua e di là per conoscere di persona vini, produttori e terroir.

In mancanza di tempo, fortunatamente, queste chicche si possono comprare facilmente su Wineshop.it. Un e-commerce di vino che opera con estrema puntualità e che non mi ha mai dato problemi circa lo stato di conservazione dei prodotti: nessun vino rovinato o bottiglie danneggiate, da dover rimandare indietro. Un’attività che poggia su anni di costante affidabilità, non solo per le spedizioni nazionali, ma anche per quelle rivolte all’estero.

Una selezione di vini da Wineshop.it
Una selezione di vini da Wineshop.it

Wineshop.it – La Promozione per festeggiare i 20 anni di Attività

Ogni traguardo deve essere giustamente onorato e, per celebrare i trascorsi 20 anni di alacre attività, Wineshop ha ben pensato di coinvolgere i suoi fedeli clienti, vera anima di questa enoteca online, in una promozione unica.

Fino al 15 Novembre, più di 200 etichette selezionate saranno acquistabili  con uno sconto del 20%.

Personalmente, ho già fatto un pensierino a riguardo, mettendo nel carrello dei vini che sono ansiosa di provare.

E voi?

E’ sempre il momento giusto per lasciarsi cullare da un vino delizioso, soprattutto se a un prezzo ugualmente goloso!

Il Piedirosso di Feudi di San Gregorio: un ottimo Vino per Salsiccia e Patate

Il Piedirosso di Feudi di San Gregorio: un goloso Vino per Salsiccia e Patate

Dai piatti più semplici nascono spesso gli abbinamenti più buoni.

Non si può che essere d’accordo con questa affermazione, soprattutto se si assaggiano insieme una ricca teglia di Salsiccia e Patate con un bicchiere colmo del raffinato Piedirosso 2016 dei Feudi di San Gregorio.

Una tenuta vitivinicola di grande e meritata fama che non sbaglia davvero un colpo.

Il loro Piedirosso rappresenta una saporita espressione dei tratti più distintivi di questo vitigno, coltivato in Irpinia. Un vino piacevolissimo e adatto a una cucina semplice e casalinga … l’ho davvero adorato in abbinamento a un piatto di patate e salsiccia.

Se avete un attimo da perdere, scoprire il perché, leggendo oltre!

Piedirosso 2016 - Feudi di San Gregorio
Piedirosso 2016 – Feudi di San Gregorio

Il Piedirosso di Feudi di San Gregorio: Colore, Profumi e Gusto

Già trovo che la semplicità della sua etichetta sia di una bellezza disarmante. Una bottiglia giustamente scura, a protezione del nettare al suo interno, e la raffigurazione di un affresco dal tema naturalistico.

Carina e simbolica la lepre, intensa la sua tonalità rubino e deliziosi e invitanti i profumi di questo Piedirosso.

Un vino che cattura con un’aromaticità fruttata ma non dolce, ricca anche di rimandi delicatamente floreali, speziati ed erbacei, in cui percepiamo quasi le note del ribes nero, delle more di rovo, dei petali di rosa, del timo, della maggiorana e della radice di liquirizia.

Un rosso equipaggiato di viva freschezza, con  tannini leggeri e ben integrati, e sapidità da vendere, con una piacevole persistenza minerale, con echi ferrosi.

Equilibrio, leggerezza gustativa e tanto sapore: ben tre chiavi di volta che raccontano alla perfezione la bontà di questo Piedirosso in purezza.

Lo possiamo abbinare davvero con tante pietanze, per apprezzarlo ancora di più.

Quali? Ve lo rivelo tra poco.

Vini per Salsiccia e Patate - Piedirosso di Feudi di San Gregorio
Vini per Salsiccia e Patate?

Il Piedirosso di Feudi di San Gregorio: tutti i Migliori Abbinamenti

L’avete già capito. Il Piedirosso dei Feudi di San Gregorio è un ottimo Vino per Salsiccia e Patate.

Sarà per quella sua sapidità innata, che regge bene il gioco tra saporosità speziata delle salsicce e la morbida tendenza dolce delle patate,  o per quella sua briosa acidità, perfetta nello sgrassare la pastosità del piatto. Qualunque sia la motivazione regina, il fatto resta: il gusto e i profumi immediati di questo Piedirosso rendono piena giustizia alla semplice genuinità del piatto.

Devo avvertirvi di una cosa: è un rosso che non sta affatto bene con le pietanze dove regna il pomodoro.

A volte il Piedirosso in purezza, specie quello prodotto da uve allevate nei Campi Flegrei, nelle isole campane e nella Penisola Sorrentina, viene consigliato in abbinamento alla Pizza Margherita, agli Gnocchi alla Sorrentina, al coniglio all’ischitana o, anche, a dei profumati spaghetti pomodoro e basilico.

Ecco, per questi piatti specifici, il Piedirosso declinato dai Feudi non è adatto, poiché va ad accentuare anche la più tenue acidità del pomodoro.

Si tratta, infatti, di un rosso che ama, nelle ricette, una particolare grassezza e aromaticità campestre e che, pertanto, risulta ottimo accanto a degli involtini di pollo, ripieni di prosciutto e formaggio, a un rollé di vitello con verdure, a dei tomini alla boscaiola, a un filetto di maiale ai funghi, a un abbacchio con patate al forno, a un pollo arrosto con patate e rosmarino, a degli arrosticini o anche assieme a un semplice piatto di formaggi assortiti, di breve o media stagionatura e non troppo piccanti o saporiti, come il Provolone Dolce, la Fontina DOP, la Casciotta d’Urbino e l’Asiago DOP.

Se vi incuriosisce, lo potete trovare qui, a circa 11 Euro.

Il Piedirosso di Feudi di San Gregorio: un ottimo Vino per Salsiccia e Patate
Il Piedirosso di Feudi di San Gregorio: un ottimo Vino per Salsiccia e Patate

Cheers!

Vini per il Risotto Salsiccia e Zafferano

Due Vini per il Risotto Salsiccia e Zafferano

Poco tempo fa mi è capitata sotto il naso una ricetta che mi ha subito incuriosita, semplice ma in grado di promettere un succulento e immediato piacere. Pertanto, non potevo di certo esimermi dalla ricerca di ottimi Vini per il Risotto Salsiccia e Zafferano.

Devo dire che la ricerca non è stata, almeno in questo caso, troppo lunga e difficile, ma solo ardita e golosa, perché se uno dei vini scelti rappresenta un pò sicurezza, l’altro ha rivelato un abbinamento un pochino “a sorpresa”.

Probabilmente, in futuro, troverò molti altri vini capaci di abbinarsi con successo a questa pietanza. Tuttavia, devo proprio dire che i due bianchi per ora sperimentati hanno fatto una figura davvero deliziosa accanto al Risotto Salsiccia e Zafferano, preparato secondo questa ricetta … se non fossi alla continua ricerca di nuovi abbinamenti, mi potrebbero anche bastare queste due scelte e a vita, per accompagnare tale squisita ricetta.

Seguitemi, in questo breve racconto di gusto, per scoprire i due Vini per il Risotto Salsiccia e Zafferano protagonisti del post di oggi.

Due Vini Bianchi per il Risotto Salsiccia e Zafferano

Enosi Bianco 2018 – Baron di Pauli

Enosi Bianco 2018 - Vini per il Risotto Salsiccia e Zafferano
Enosi Bianco 2018

Un bianco a cui, di certo, non mancano i profumi e che promette grande raffinatezza accanto alla vivida aromaticità dello zafferano. Ma con la salsiccia? Ebbene, devo ammettere, non è che dire “Riesling” evochi subito l’immagine di una succosa e saporita salsiccia … tuttavia, con l’accompagnamento tendenzialmente dolce e delicato di un risotto così profumato, l’abbinamento ardito “ha da farsi”.

Nell’Enosi Bianco 2018, Riesling e Sauvignon si completano, regalando un bouquet dall’impressionante e golosa ricchezza, da cui prorompono delle invitati note di fiori d’acacia, pera abate, nocciole tostate e scorza di limone.

Un bianco che attrae soprattutto per la sua impagabile mineralità gustativa che avvolge il palato con una lunghissima persistenza sapida, con ricordi agrumati.

Un vino che, spesso, si consiglia, a ragione, in abbinamento alle pietanze al profumo di mare. Infatti, è sicuramente ottimo con un risotto zafferano e vongole, con dei tonnarelli agli scampi e zafferano ma – per cambiare e scoprire tutte le sue persistenti e golose note saporifere – provate a scoprire come sa essere giusto ed equilibrato anche accanto a tanti bocconi di un buon risotto autunnale e profumato, come quello con zafferano e salsiccia.

D’altronde i delicati profumi citrini, di questa bianca cuvée, uniti alla sua spiccata sapidità, regalano davvero un tocco magico alla grassezza della salsiccia e alla persistenza aromatica dello zafferano.

Un abbinamento cibo vino un pochino insolito ma dove regnano freschezza, leggerezza e mineralità.

Potete trovare l’Enosi Bianco 2018 a questo link, a circa 14 Euro.

Pensiero 2017 – Antica Cantina Leonardi

Grechetto Pensiero 2017 Antica Cantina Leonardi - Vini per il Risotto Salsiccia e Zafferano
Grechetto Pensiero 2017

Ecco una scelta sempre gustosa ma ben più economica: solo 7,50 Euro per un ottimo e tipico Grechetto, prodotto nel viterbese, sulle sponde del Lago di Bolsena. Ebbene sì, eccovi un poco noto bianco del Lazio che, vi assicuro, vale molto di più del prezzo pagato.

Un bianco dai ricchi profumi e dal gusto pieno che incanta con la sua penetrante profumosità, fatta di sensazioni erbacee, fruttate e speziate. Un concerto di profumi invitanti, in cui risuonano le note della maggiorana e dell’alloro, dei fiori d’acacia, dell’ananas, della papaya e della frutta secca.

Un Grechetto dal sapore intenso e pieno, parzialmente vinificato e affinato in barrique, che ama accompagnare pietanze strutturate e saporite.

Un bianco del Lazio che sa benissimo come scortare, con la giusta pienezza gustativa, sapidità e morbidezza, la ricca saporosità di un risotto salsiccia e zafferano.

Un vino che coniuga gusto ed equilibrio, per un sorso strutturato, minerale e profondamente profumato che sta davvero bene assieme a ogni boccone di questa golosa e semplice pietanza.

… Lo sapevo, ora mi sta venendo voglia di riassaggiarla di nuovo … se solo avessi ancora una bottiglia di questo Pensiero!

Menomale che si può reperire facilmente, a questo link ad esempio.

Quale dei due Vini per il Risotto Salsiccia e Zafferano vi piacerebbe provare?

Mi raccomando, se ne avete in mente altri, scriveteli!

Cheers!

Vini per il Pollo al Marsala

3 Ottimi Vini per il Pollo al Marsala

Conoscete dei Vini per il Pollo al Marsala? Dopo una lunga ricerca sono riuscita a scovarne diversi, davvero deliziosi in abbinamento a questa classica ricetta.

Avete presente quelle gustose fettine di pollo, tagliate sottili, o quelle croccanti cosce di pollo, rosolate e poi sfumate con una spruzzata di ottimo Marsala?

Un piatto semplice che acquista un gusto particolare, grazie al raffinato e magico tocco del più celebre vino liquoroso siciliano: una delizia intensa, capace di insaporire magnificamente tantissime ricette, soprattutto se a base di carne.

E’ possibile rendere questa pietanza ancora più succulenta e prelibata, magari proprio grazie all’accompagnamento del vino? Personalmente, dico di sì, specie se si seguono alcuni accorgimenti e si sceglie uno dei vini suggeriti di seguito 🙂

Vini per il Pollo al Marsala
Quali Vini per il Pollo al Marsala?

I Vini per il Pollo al Marsala: che Caratteristiche Cercare?

A una ricetta gustosa e saporita come quella del Pollo al Marsala andrebbero abbinati vini dotati di un buon tenore alcolico, con tannini raffinati e non eccessivi, bianchi e rossi caratterizzati da una discreta morbidezza e da una buona freschezza, ricchi in quanto a profumosità e dotati una particolare persistenza aromatica.

Come potete immaginare, sulla carta, i Vini per il Pollo al Marsala possono essere veramente tanti, sia bianchi sia rossi.

Spesso, ai piatti più semplici, che hanno come protagoniste delle carni bianche, cotte alla griglia o in padella, moderatamente salsate, si possono abbinare molti vini bianchi, di buona struttura, acidità e persistenza … ma la presenza del Marsala, in questo piatto specifico, con la sua aromaticità e intensità gustativa, sembra proprio chiamare a gran voce ben altri vini.

Ho cercato, molte volte, dei bianchi in grado di sostenere l’intensità di profumi e di sapore conferita al pollo dal Marsala ma, almeno finora, non ho ancora avuto successo. Magari, qualcuno può darmi qualche suggerimento, in attesa di poter finalmente sciogliere l’arcano  … 😉

Tuttavia, per ora, ho scovato alcuni golosi vini rossi che hanno dimostrato di saper spalleggiare alla perfezione il tocco gustativo del Marsala, applicato alla delicatezza e alla tendenza dolce della carne di pollo.

Si tratta di rossi dotati di profumi boschivi, particolarmente fruttati e delicatamente erbacei e speziati, dal gusto fresco e persistente, morbido e pieno,  tannico senza eccedere: doti che li rendono ottimi Vini per il Pollo al Marsala.

Scopriteli, continuando questa breve lettura!

3 Vini Rossi per il Pollo al Marsala

1. Heredia Lagrein 2016 – Cantina Sociale di Trento

Heredia Lagrein Vini per il Pollo al Marsala
Heredia Lagrein

Un rosso davvero ricco, nei profumi e nei sapori, ottima espressione delle uve trentine di Lagrein in un’annata favorevole.

Un vino che avvolge con profumi intensi , di frutti e fiori di bosco, con note erbacee e speziate delicate, di radice di liquirizia e rosmarino. Una semplicità e una chiarezza aromatica che ritroviamo, con lo stesso corredo gusto – olfattivo, anche all’assaggio, dove questo rosso si rivela piacevolmente vellutato e rotondo, con tannini ancora un filino ruvidi ma una persistenza particolarmente setosa, con netti richiami alla dolcezza della frutta.

Un vino trentino di buona struttura che, grazie alla ricca profumosità e persistenza fruttata, sostiene perfettamente il gusto intenso del Marsala, senza nascondere la delicata consistenza e la tendenza dolce del pollo:  un abbinamento di gusto che si realizza con una spesa davvero minima.

Potete, infatti, trovare il Lagrein Heredia qui, a circa 10 Euro.

2. Dolcetto d’Alba “Dei Grassi” 2018 – Elio Grasso

Dolcetto d'Alba Dei Grassi Vini per il Pollo al Marsala
Dolcetto d’Alba “Dei Grassi” Elio Grasso

Questo di Elio Grasso, è un Dolcetto d’Alba che rispecchia perfettamente le caratteristiche più invitanti e apprezzabili di questo tipico rosso piemontese. Il Dolcetto d’Alba è infatti sinonimo di profumi vinosi e ricche sensazioni fruttate, morbide e dolci, di prugne e ciliegie mature. Percezioni aromatiche che riscopriamo, piacevolmente intense, anche nella deliziosa versione “Dei Grassi”.

In questo Dolcetto troviamo anche delle piacevoli e leggere note speziate, con ricordi di cannella, richiamate anche nella persistenza gustativa: un vino che offre una saporosità fresca e beverina, dal tannino vivace e dalla morbida struttura. Un rosso piacevolmente caldo e avvolgente che conquista con la sua persistenza, su note di frutta e spezie.

Un Dolcetto che, per freschezza, equilibrio e morbidezza, ben si abbina in generale con le carni bianche saporite e cotte alla brace e con le salse a base di formaggi ricchi e aromatici e salumi speziati.

Un vino rosso che, se preferite, potete anche abbinare a dei golosi gnocchi ai 4 formaggi.

Lo potete trovare online, a questo link,  a 11 Euro.

3. Alghero Rosso Tanca Farrà Riserva 2015 – Sella & Mosca

Alghero Rosso Tanca Farrà Vini per il Pollo al Marsala
Alghero Rosso Tanca Farrà

Per concludere, attraversiamo il Mediterraneo, per approdare tra i gustosi rossi sardi. Con il pollo al Marsala, l’Alghero Rosso Tanca Farrà Riserva, di Sella & Mosca sta davvero benissimo.

Con i suoi profumi e quel goloso gusto fruttato, in cui spiccano le sensazioni dei lamponi, delle more e del mirto, è un vino che regala una deliziosa percezione di intensa morbidezza, ravvivata da un’equilibrata freschezza e da una mite sapidità, ben inserita in un contesto strutturato e pieno, dal tannino raffinato e gentile.

Un rosso profumoso e intenso, capace di sostenere la potenza e il gusto indimenticabile del Marsala, per un abbinamento ottimo, che lascia in bocca una piacevole persistenza, delicatamente speziata e boschiva.

Un vino sardo di gran qualità che potete trovare qui, a poco meno di 15 Euro.

Che ne pensate? Vi lascerete conquistare da questi ottimi Vini per il Pollo al Marsala?

Spero di sì!

Cheers!

Simposio 2019 - Trionfo del Gusto

Torna a Roma il Simposio – sempre un Trionfo del Gusto

Questo Ottobre si rivela un mese pieno di Eventi vinosi interessanti: tra i molti, vi consiglio questa VIII Edizione del Simposio: un vero “Trionfo del Gusto” che avrà luogo al Salone delle tre Fontane all’Eur, a Roma (qui il luogo dell’evento su Google Maps).

Il prossimo weekend, dal 19 al 21, sarà quindi all’insegna della scoperta dei sapori della nostra penisola, dei suoi nettari vinosi e delle chicche enogastronomiche più artigianali e prelibate, con un occhio di riguardo in più alla poco nota ma ricchissima produzione laziale.

Un mondo di sapore assoluto, in cui veleggeranno pregiati salumi, preziosi tuberi, sfiziosi formaggi, invitanti gelati, golosissimi cioccolati e, ovviamente, vini ottimi, rari e innovativi.

Simposio Ottobre 2019
Simposio Ottobre 2019

I Vini del  Simposio

Spesso, nel corso del Simposio, a cui ho partecipato in diverse edizioni, ho avuto modo di scovare dei nuovi vini, autentici e particolari, ancora poco conosciuti.

Pertanto, anche da questa edizione 2019, mi aspetto davvero tanto.

Le occasioni di degustazione non mancheranno e meritano senz’altro, almeno a giudicare dalla cantine presenti. Tanto per cominciare, non vedo l’ora di assaggiare i vini laziali firmati “Articoe “MartinoV”… due produzioni diverse che hanno saputo valorizzare differenti varietà di vite sul particolare e diversificato territorio laziale. Vini che ancora mancano nella mia personale conta dei bianchi e rossi della mia regione.

I Vini di Artico al Simposio
I Vini di Artico al Simposio

Per non parlare della bontà, fortunatamente già provata, dei vini siciliani di Alcesti e di quelli umbri della Fattoria di Monticello.

Tuttavia, la lista di chicche enogastronomiche è ancora lunghissima e potete consultarla qui.

Un vero tripudio di bollicine, vini rossi, bianchi e passiti che fanno subito venir voglia di una lunga visita!

Gli Eventi del Simposio

Non solo banchi d’assaggio, ma anche cooking show e seminari, dedicati alle più golose eccellenze all’enogastonomia nostrana, che vedranno presenziare ospiti d’eccezione, come il talento culinario dello chef stellato Giuseppe De Iorio, del ristorante Aroma, di Roberto Franzin del ristorante trevigiano Le Coq,  di Arcangelo Dandini, chef di fama internazionale e celebre realizzatore dello street food gourmet romano, firmato Supplizio, e di Lorenza Bernina, una delle più note maestre gelatiere italiane.

Una serie di appuntamenti di puro e genuino sapore, in cui saranno le fusioni culturali e gastronomiche, tra tradizione e innovazione, le vere protagoniste da scoprire e assaggiare.

Un programma ampio, da consultare in anticipo, per non perdere gli eventi che più interessano.

Trovate tutto il programma di questo Simposio, a questo link.

Simposio 2019 - Appuntamenti golosi
Simposio 2019 – Appuntamenti golosi

Simposio VIII Edizione – La Location

Come ciliegina sull’evento, devo proprio menzionare l’ariosità della location scelta. Il Salone delle Tre Fontane dell’Eur è uno spazio davvero ideale per ospitare grandi kermesse, piacevole e facilmente raggiungibile, anche con i mezzi pubblici.

Un motivo in più per partecipare con gioia, senza rischiare di essere travolti da una folla costretta in spazi angusti … come spesso – ahimé – capita.

Perché la bontà di cibo e vino va assaporata con calma e negli spazi adatti.

Il Simposio non mi ha mai delusa in quanto a organizzazione e a fascino e bontà delle scoperte fatte, specialmente vinose!

Quindi … che dite? Ci vediamo lì?

Cheers!

Vini per i Cannelloni Zucca e Ricotta

2 Vini per i Cannelloni Zucca e Ricotta

Quello di oggi è proprio un abbinamento di stagione! Infatti, sto per raccontarvi due gustosi Vini per i Cannelloni Zucca e Ricotta.

Un primo piatto semplice, ma ricco di profumi e tenui note speziate, dalla gradevole grassezza e dall’intensa tendenza dolce, caratteristiche vivacizzate dalla particolare gustosità della ricotta di pecora, saporita e con quella sua tipica ma gradevole leggera punta d’acidità.

Nonostante tali potenzialità, alcuni possono trovare questa pietanza un po’ troppo “morbida” e, magari, anche poco saporita, nonostante la sua particolare persistenza gustativa.

Se anche voi la pensate così, non dovete preoccuparvi, perché con i vini giusti, in accompagnamento a questa “dolce” ricetta, sperimenterete un abbinamento davvero dal gusto esplosivo …

basterà scegliere tra le due delizie enoiche che sto per proporvi 🙂

2 Gustosi Vini per i Cannelloni Zucca e Ricotta … e non solo!

Riflessi Extra Dry – Cantina Sant’Andrea (Lazio)

Riflessi Extra Dry Cantina Sant'Andrea - Vini per i Cannelloni Zucca e Ricotta

Per vivacizzare la tendenza dolce e la grassezza di un piatto di Cannelloni Zucca e Ricotta, la ricca freschezza e la delicata sapidità marina di questo metodo Charmat è davvero una scelta azzeccata. Senza contare quello sprint aromatico che questo spumoso mix, di uve di Trebbiano e di Malvasia, riesce a dare alla ricotta di pecora e alla dolce zucca! Bollicine scoppiettanti che sprizzano profumi fragranti di frutta fresca e di fiori di campo, con setose note di pesca, albicocca e papaya. Aromi dolci ma che acquistano una rinnovata e briosa verve, grazie a delle lievi sensazioni di mandorle e nocciole.

Uno spumante golosissimo e dagli ottimi profumi, poco conosciuto ma che merita tanto … soprattutto se giustamente abbinato alla goduriosa sofficità dei Cannelloni Zucca e Ricotta.

Ha anche un prezzo davvero invitante … lo potete trovare qui, a circa 8 Euro.

Sauvignon 2018 – Villa Russiz (Friuli Venezia Giulia)

Sauvignon 2018 - Villa Russiz - Vini per i Cannelloni Zucca e Ricotta

Con un piatto così semplicemente profumoso, non poteva mancare il tocco speciale che un ottimo Sauvignon friulano riesce a dare: come fa proprio quest’annata 2018 del Sauvignon in purezza, firmato da Villa Russiz.

Un bianco che rivela una squisita aromaticità, composta da note di frutta esotica ed estiva, con dei decisi tocchi erbacei e officinali. Al gusto, si rivela davvero rinfrescante e delicatamente sapido, due doti che gli permettono di alleggerire facilmente la tenera pastosità del piatto.

Inoltre, abbinandolo proprio a dei Cannelloni Zucca e Ricotta, sembra quasi d’insaporirli ulteriormente con quei decisi ricordi di salvia che spiccano nettamente dal suo ricco ventaglio di profumi.  

Un vino che, in generale, sa davvero come incantare il gusto dolce e delicato e l’intensa aromaticità delle verdure profumate e di molti formaggi freschi.

Un Sauvignon che potete abbinare, con grande piacere, anche a una omelette con stracchino ed erbe, a un uovo fritto con funghi porcini o a delle crespelle ai fiori di zucca e mozzarella.

Potete trovare questo Sauvignon del Collio qui, a circa 15 Euro.

Che ne pensate? Curiosi di sperimentare questa doppia accoppiata di profumi e sapori stagionali?

Raccontatemi! Nell’attesa, sempre Cheers!

p.s. Se amate i piatti che hanno la zucca come protagonista, allora non perdete i seguenti post, con delle gustose proposte di abbinamento ;)!