Abbinamento Cibo Vino: l’Hernicus di Coletti Conti

Finalmente ho avuto modo di sperimentare alcuni abbinamenti con un vino che da tempo desideravo assaggiare per bene e di cui abbiamo già parlato, in occasione della visita all’azienda Coletti Conti, di cui potete leggere il resoconto qui.

Probabilmente avrete già capito che l’articolo di oggi è dedicato a un vino rosso in particolare e a uno dei grandi vitigni a bacca rossa del Lazio: il Cesanese di Affile.

Uno scorcio di Anagni
Uno scorcio di Anagni

Il Cesanese di Affile è un vitigno che ha sempre fatto parte del territorio laziale: probabilmente coltivato e vinificato sin dall’antichità, dalle sue uve si otteneva un vino dal gusto e colore intenso, apparentemente molto apprezzato da chi trovava l’occasione di assaggiarlo, almeno da quanto sembrano riportare le fonti.

Con l’abbandono di molti terreni agricoli nel dopoguerra, la crisi economica è arrivata a colpire anche la produzione di questo gioiello enologico delle campagne romane, minandone decisamente la fama.

Oggi poche persone, anche nel Lazio, conoscono e sanno apprezzare i vini a base di Cesanese di Affile e, anche chi magari ama ordinare un buon vino in un ristorante a Roma o in provincia, spesso opta per vini rossi non locali e più conosciuti, senza pensare invece al rosso principe della regione.

Nel tempo infatti è stata erroneamente associata al Cesanese l’immagine di un vino di campagna, magari ritoccato, dal sapore semplice e dolciastro: nulla di più vero.

Il vero Cesanese di Affile, come quello che in diverse versioni l’azienda Coletti Conti ci presenta, è un vino strutturato, potente, di grande intensità gusto-olfattiva, di cui difficilmente si dimenticano le principali caratteristiche di base … che di certo non si limitano alla sua pseudo-dolcezza e morbidezza.

 

Abbinando l’Hernicus di Coletti Conti

l'Hernicus di Coletti Conti
l’Hernicus di Coletti Conti

Il vino protagonista di oggi è l’Hernicus di Coletti Conti, annata 2012, un Cesanese di Affile in purezza, affinato in barrique: un Cesanese del Piglio Superiore DOCG che mi ha veramente colpito per tanti motivi diversi.

Innanzitutto è innegabile l’incredibile intensità dei profumi dell’Hernicus: appena si accosta il bicchiere al viso si viene veramente travolti da profumi decisi e persistenti.

Sicuramente emergono con grande piacevolezza i profumi fruttati, di fragole in confettura e ciliegia sotto spirito, il chiaro sentore dei petali di rosa, gli aromi speziati di pepe nero, cannella e un pizzico di vaniglia e infine quelli vegetali di sottobosco e humus.

Un vino sicuramente con un tannino importante e una grande sapidità, ma al tempo stesso una grande morbidezza gustativa.

Quello che mi ha più stupita – e me ne sono accorta soprattutto al momento dell’abbinamento – è la viva freschezza di questo robusto Cesanese: una freschezza che lo rende adatto ad accompagnare anche delle semplici paste arricchite da un sugo di carne.

Se può sembrare, per tannino, tenore alcolico e robustezza, un vino adatto a grandi arrosti e alla selvaggina, la sua buona acidità e la sua morbidezza lo rendono perfetto anche per abbinamenti diversi e meno impegnativi.

L’Hernicus è un Cesanese che sta benissimo con una pasta al ragù, ma anche con una classica Amatriciana e se lo volete bere anche con il vostro secondo di carne, sta benissimo con degli straccetti al tartufo o con un ossobuco pancetta e piselli: in tutti gli abbinamenti provati e soprattutto con i succitati primi piatti, l’Hernicus aggiunge alla pietanza quel pizzico di speziatura e allo stesso tempo dolcezza che riesce a rendere il piatto ancora più gustoso.

Un vino intenso e piacevole, importante ma comunque versatile, adatto a una sera di festa tra amici ma anche per quella cucina più semplice di tutti i giorni, da gustare in famiglia.

Lo potete trovare qui al prezzo di circa 10 Euro.

Se non avete familiarità con il Cesanese di Affile, l’Hernicus è un ottimo modo per colmare questa lacuna 😉