gennaio 2018 - BWined
La comunicazione del vino: emozione e non noia

La comunicazione del vino: emozione e non noia

Qualche mese fa mi sono imbattuta in un interessante articolo riguardo alla comunicazione del vino.

Si tratta di un articolo rivolto soprattutto a chi produce, pubblicizza e vende il vino  ma i consigli che offre si possono benissimo applicare a tutti coloro – me compresa – che si occupano semplicemente di “comunicare il vino” senza ricercare un guadagno.

Al di là dei consigli che l’esperta intervistata offre sul modo di pubblicizzare il vino sono rimasta colpita soprattutto da ciò che afferma riguardo a come i comunicatori del vino fanno sentire i consumatori e potenziali clienti: IGNORANTI.

“ … se non sapete abbastanza di VINO allora non siete portati per il commercio o anche semplicemente il consumo di vini. Questo tipo di comunicazione ha contribuito a rendere il vino esclusivo …” Reka Haros

Tutte quelle pubblicità di corsi da esperti, quegli articoli su specificità del vino ai più sconosciute, quelle notizie riservate solo a chi conosce l’enologia, quel lessico “enosnob” usato spesso a sproposito  hanno contribuito a rendere il vino un argomento “difficile” e poco emozionante.

Invece è proprio il secondo punto che è cruciale nella comunicazione di questo prodotto.

Il vino, così come la cucina, è EMOZIONE: la scoperta di nuovi sapori, di accostamenti sorprendenti.

Non bisogna per forza essere degli esperti di vino per beneficiare di queste sensazioni: la conoscenza e la curiosità sono cose bellissime ma nascono da un desiderio e da una voglia di approfondire ciò che piace ed emoziona.

E’ giusto che chi si occupa di vino e si rivolge a un pubblico di esperti e appassionati del settore usi tutte le sue conoscenze in merito ma se si comunica con qualcuno che di vino ne sa poco e non vuole approfondire troppo, allora è bene moderare i termini, perché la noia è dietro l’angolo.

Nessuno si emoziona con chiacchiere pedanti e nozioni superflue: ci si appassiona invece davanti alla descrizione di armonie di sapori, gusti particolari, abbinamenti cibo vino sorprendenti.

Sembrano constatazioni banali ma sono aspetti che vengono quasi sempre tralasciati nella comunicazione del vino: ci si sofferma sul grado di conoscenza che bisogna avere per “capire il vino”, su quali bicchieri scegliere, quale budget spendere per una buona bottiglia, la temperatura di servizio, ecc.

Tutti aspetti importanti … ma per gli esperti del settore: la comunicazione del vino deve però poter rivolgersi a tutti, anche a chi vuole semplicemente concedersi qualche buon bicchiere di vino il Venerdì sera con gli amici, senza stare sproloquiare sul terroir di un vitigno, sulla biodinamicità di un’azienda, sulla presunta mineralità del prodotto.

 

Ecco, nel piccolo, questo blog cerca di far conoscere il vino, rendendolo un pochino più emozionante di quanto viene fatto normalmente apparire.

Fateci sapere se siamo sulla buona strada 😉

 

Cheers!

Abbinamento Cibo Vino

L’Abbinamento Cibo – Vino è una cavolata? Ma anche no!

Devi essere un esperto per farti piacere il vino? Ma anche no!

Il mondo del vino è soggetto – ahimè – alle mode, molto più rispetto al mondo culinario.

Questo perché sembra essere un argomento piuttosto di nicchia, riservato a pochi “esperti” del settore, spesso in balia di diverse correnti di pensiero,dei gusti e delle tendenze del momento: quelli che il vino lo “capiscono”.

Secondo le recenti statistiche, la verità è che il consumo del vino in Italia è basso … bassissimo, specie se parliamo di un consumo abituale, magari durante i pasti. Anche quello della birra, che per un momento aveva fatto ben sperare, ha ripreso a scendere.

Gli acquisti del vino impennano unicamente durante il periodo natalizio, esattamente come accade per i libri. Così come pochissima gente legge, almeno secondo le statistiche, ecco che pochissima gente beve abitualmente il vino: entrambe le categorie servono da spunto per fare i regali.

In Italia l’immagine del vino è quella di una bevanda “difficile” e costosa: non si capisce quando e come berla, non si capisce come valutarla e sceglierla: spenderò il giusto, berrò qualcosa di buono?

Queste domande indicano che le persone non sembrano sapere se un vino sia effettivamente buono!

Ma questo è impossibile, perché siamo tutti dotati di papille gustative e una volta che ci togliamo dalla testa tutte le menate che sentiamo dire sul vino, come le seguenti (giusto per citarne alcune tra le più amate tra gli enosnob) …

“il vino, per essere compreso, si beve solo fuori pasto”

“Un vino buono costa almeno 15 euro”

… ecco che riusciamo benissimo a capire se quello che abbiamo nel bicchiere è una porcheria o meno: dobbiamo solo riappropriarci delle nostre capacità gustative.

Ovvio che difficilmente un vino pregiato, dal prezzo cospicuo, risulterà cattivo ma anche in questo caso c’è sempre gente che di fronte al prezzo si “fodera” il gusto e non riesce nemmeno ad ammettere che magari il vino che sta bevendo è andato a male: “l’ho pagato 35 euro … certo che è buono … questo sentore amaricante è CARATTERE (sic!)

 

L’Abbinamento Cibo – Vino è una cavolata? Ma anche no!

Dal momento che ogni vino ha un gusto particolare – che possa piacere o meno è altra storia – non vedo perché delle semplici ma oggettivamente valide regole per l’abbinamento con il cibo debbano essere considerate inutili.

Tutti sappiamo – perché l’abbiamo sperimentato e/o sentito dire – che alcuni ingredienti in cucina si sposano bene tra loro mentre altri al contrario non andrebbero mai abbinati.

Pensate al conosciutissimo accostamento anatra e arancia: dove l’elemento più acido va a sgrassare la pesantezza dell’anatra al palato.

Esiste una vera e propria scienza dell’abbinamento tra i vari ingredienti in cucina: uno studio continuo, portato avanti da chef ed appassionati che regala ogni giorno interessanti proposte di accostamento.

Provate ad esempio a leggere questo libro, magari non così recente ma sempre attuale nell’offrire interessanti accostamenti culinari.

Oppure, se vi piace provare abbinamenti gastronomici arditi ma gustosi, postate le vostre esperienze dirette su questo sito, dedicato interamente a una scienza dell’abbinamento: https://www.foodpairing.com/en/home

Perché questo concetto dell’abbinamento armonico, così riconosciuto in campo culinario, risulta assurdo con il vino?

Si tratta esattamente dello stesso principio.

Perché se abbino il gorgonzola con una bella spigola tutti gridano – giustamente – all’orrore, ma se beve un bicchiere di Barolo con un’impepata di cozze nessuno dice niente?

E badate bene non si grida all’orrore per un fatto meramente tradizionale o salutistico – così come si storce il naso di fronte ad un caffelatte all’ora di pranzo – ma per il fatto che i sapori risultano sgradevoli all’assaggio – non semplicemente in contrasto – ma proprio “cattivi” al palato se assaggiati insieme.

 

Perché devo mangiare e bere qualcosa di gustoso e rovinarlo con un abbinamento insensato?

Il fattore “gusto” personale centra fino a un certo punto: ognuno può avere le proprie preferenze ma difficilmente le persone amano provare sapori sgradevoli.

Chi si occupa di vino e ha interesse a farlo realmente apprezzare, dovrebbe dire questo riguardo all’abbinamento cibo – vino:

scegliete sempre il vino che più vi piace ma se volete berlo a pasto sappiate che il suo sapore può alterare il gusto di quei cibi con cui poco si abbina

Punto.

 

Così ognuno sceglierà per sé in piena consapevolezza.

Ma – per favore – non venite a dirci che l’abbinamento cibo – vino è una cavolata!

 

Cheers!

Ti è piaciuto l'Articolo? Condividilo!