Ostriche e Vino: gli abbinamenti possibili

In questo articolo voglio parlarvi del tipo di vino con cui è veramente possibile esaltare il gusto delle ostriche, godendo così di un perfetto abbinamento.

In realtà ci sono diverse “bevande” con cui per tradizione le ostriche vengono abbinate tuttavia, nonostante gli abbinamenti tradizionalmente proposti, a mio parere con una sola tipologia di vino si riesce a gustare pienamente il gusto delle ostriche e a creare una perfetta sintonia dei sapori.

Certo, i potenziali abbinamenti rimangono comunque tanti, così come tanti sono i gusti delle persone ma, dimenticando per un attimo le preferenze personali, l’abbinamento di cui vi parlerò a breve merita veramente di essere provato … poi ognuno continuerà a gustare le ostriche come più gli piace, anche senza vino o birra in accompagnamento.

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Abbinando il Muscadet Pierre de La Grange

Parlando di ostriche e vino non posso non menzionare uno dei miei ultimi assaggi estivi con delle ottime ostriche della Charente.

Com’è ovvio, specie se avete letto qui, ho scelto proprio un buon Muscadet per celebrare l’occasione e degustarle come si deve.

Avendo già avuto modo di sperimentare l’abbinamento ostriche – Muscadet in diverse degustazioni romane e direttamente sul luogo, nei pressi di Nantes, ero certa di andare sul sicuro scegliendo il Muscadet de Sèvre-et-Maine, Pierre de La Grange, prodotto dal Domaine Pierre Luneau-Papin.

pierredelagrangemuscadet

Il territorio di produzione del Muscadet nella Valle della Loira è piuttosto ampio e diviso in zone e pertanto se si vuole acquistare un buon Muscadet può essere difficile orientarsi: a mio parere l’appellation Sèvre-et-Maine è senz’altro una garanzia nella scelta di un buon Muscadet, poiché il territorio dei Paix Nantais sembra conferire alle uve di Melon de Bourgogne tutte quelle qualità in grado di rendere un vino di carattere e perfetto in un abbinamento con delle ostriche.

Quello del 2013, del Domaine Pierre Luneau-Papin, poco a Sud/Est della città di Nantes, è un Muscadet con un ottimo rapporto qualità prezzo, anche se decidiamo di acquistarlo qui in Italia.
Trovandolo in quel di Roma all’ottimo prezzo di 12,90 Euro, presso l’enoteca Trimani, non ho potuto lasciarmelo sfuggire.

Ma veniamo ora alla bellezza degli abbinamenti con questo Muscadet.

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Il Giunco di Cantina Mesa

Visto che siamo in tema e ormai stiamo veleggiando a suon di vini bianchi immaginando il limpido mare della Sardegna, ne approfitto per parlarvi di un abbinamento splendido con un altrettanto ottimo vermentino di Sardegna: il Giunco di Cantina Mesa, annata 2014.

Il Vermentino di Sardegna Giunco
Il Giunco

Mesa è un’azienda che molti appassionati conosceranno già per l’ottimo Carignano del Sulcis “Buio” ma che, in quanto a bianchi, di certo non sfigura, anzi.

A mio parere, se parliamo del Giunco di cantina Mesa siamo di fronte a uno dei Vermentini di Sardegna più incredibili della regione: un vino incredibilmente profumato e intenso che riesce ad abbinarsi a piatti importanti a base di pesce.

Dal particolare territorio costiero del Sulcis, zona geograficamente opposta alla Gallura, caratterizzata da terreni sedimentari sabbiosi con affioramenti calcarei, il Giunco di Cantina Mesa acquista quella sua particolare e intensa mineralità che richiama i profumi del mare e della macchia mediterranea.

Il profumo del Giunco è delicato, semplice ma intenso, con note di frutta esotica e pesca matura, fiori di ginestra e di cappero. La mineralità del vino si percepisce anche al solo olfatto e colpisce subito al primo assaggio, levigata dalla morbidezza del prodotto.

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Visita all’Azienda Michele Calò e Figli

Continuiamo con le visite alle cantine salentine: dopo una realtà biodinamica e una di grandi dimensioni, passiamo alla scoperta di una di quelle aziende famigliari caratterizzata da una storia di sacrifici e di successo, che vale la pena raccontare.

Si tratta dell’Azienda Michele Calò e Figli di Tuglie (LE), nel cuore del Salento. Nasce nel 1954, fondata da Michele Calò, prematuramente scomparso qualche anno fa.

I suoi vini furono anche chiamati: “i vini del minatore”.

Infatti negli anni dell’immediato dopoguerra la crisi lo spinse ad emigrare in Francia, al pari di tanti altri connazionali, per lavorare nelle miniere. Raggiunto un decente gruzzoletto decise di investirlo nelle terre dove era nato, nella produzione e commercializzazione del vino. Agli inizi, il suo principale mercato era la Lombardia, Milano e il suo hinterland, dove vendeva il vino sfuso, proprio o acquistato da terzi.

A quei tempi, nella lontana Milano, il primitivo, il negroamaro o l’aglianico erano anche un modo per far sentire un po’ più a casa tanti emigrati dal Sud.

Oggi l’azienda è retta dai figli Giovanni e Fernando, produce circa 150.000 bottiglie/anno a fronte di una quarantina di ettari vitati. Giovanni, che con il suo simpatico accento meneghino, ci dice di essere nato in un’osteria a Milano, ci accompagna durante la visita insieme a Marco, il cantiniere.

Oggi il loro mercato di riferimento è Italia e Puglia, anche se sono presenti su diversi mercati esteri.

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Abbinando un ottimo Franciacorta: il Ferghettina Brut

Non temete! Non mi sono scordata delle amate “bollicine”.

Tra vini rossi gustosi e persistenti e i bianchi freschi e saporiti, ho trovato perfettamente il tempo di incastrare qualche degustazione e prova di abbinamento riservata agli amatissimi vini spumeggianti.

Che sia sinonimo di Prosecco, di Franciacorta, di Champagne, di Trento DOC o di altre denominazioni ancora, il vino spumeggiante è uno di quei prodotti immancabili della stagione estiva.

Per molti ormai uno dei vini simbolo della categoria “spumanti” è senz’altro il Franciacorta: un termine che non richiama semplicemente la freschezza delle bollicine ma anche i sapori di un intero territorio e un gusto strutturato, fresco e sapido che va proprio bene a ogni ora di ogni giorno.

Sembra proprio che non si possa fare a meno delle bollicine del Franciacorta … una tendenza, in termini di consumi e visibilità del prodotto, che cresce di anno in anno tra gli amanti del vino e i curiosi – provate a visitare il padiglione del Franciacorta al Vinitaly! – e che ha portato a dichiarare la produzione di Franciacorta simbolo di questa EXPO 2015 milanese.

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Visita all’Azienda Valle Reale

Appena passata la Valle Peligna, lasciando Sulmona sulla destra e attraversando le affascinanti gole di Popoli, dopo aver costeggiato per qualche chilometro il fiume Pescara (il più lungo d’Abruzzo), si arriva nel paese di Popoli.

Si comincia a salire e, dopo circa tre chilometri, si incontra un altopiano, a circa 450 metri, dove ci sono i vigneti e la cantina Valle Reale.

Il paesaggio è bellissimo e le vigne, o meglio i cru più famosi, accolgono con fierezza il visitatore, ognuna di esse descrivendosi e presentandosi con dei cartelli che ne raccontano la storia e le caratteristiche.

L’azienda Valle Reale nasce per opera di un giovane veronese, Leonardo Pizzolo, che si appassiona di questo territorio, rileva le vigne esistenti a Popoli, quali ad esempio il cru san Calisto e, successivamente, si estende anche a Capestrano e Ofena.

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Il Vermentino di Gallura e il Vermentino di Sardegna: gli Abbinamenti con il Cibo

Visto che il caldo sembra ancora non voler mollare del tutto la presa, non ci resta che cavalcare questa torrida estate godendoci ciò che la bella stagione può offrirci: belle giornate e le fresche acque del mare.

Per tutti i fortunati che hanno trovato refrigerio tra le onde e le acque cristalline che cosa può completare una bella giornata di vacanza se non un piatto di ottimo pesce da gustare in compagnia?

E parlando di piatti marini non si può non menzionare uno dei vini italiani “da pesce” per eccellenza.

E per i secondi di pesce che si fa?

astice
Astice!

Figlio del mare è sicuramente il Vermentino di Gallura e il suo parente più stretto, il Vermentino di Sardegna, entrambi grandi vini bianchi italiani da pesce.

Vini “da pesce” perché le loro caratteristiche organolettiche si sposano splendidamente per accompagnare ogni pietanza caratterizzata da ingredienti con questa specifica provenienza: sono vini che danno il meglio in abbinamento ai profumi salini, freschi, delicati e tendenzialmente dolci dei crostacei, dei frutti e dei pesci di mare.

Tuttavia, a seconda del piatto di pesce che vogliamo assaggiare, possiamo trovare il Vermentino Sardo che meglio può valorizzarlo.

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Il Vermentino di Gallura Canayli: il Vino dell’Estate

Decisamente uno dei vini di questa torrida estate 2015.

Canayli - Etichetta
Canayli – Etichetta

Se non avete ancora avuto modo di provare questo Vermentino di Gallura Superiore, leggete questo breve articolo e sicuramente vi verrà voglia di trovarlo e berlo fino all’ultima goccia!

Non vi preoccupate, è semplice da reperire 😉

Anche solo considerando l’ottimo rapporto qualità prezzo è un Vermentino che merita di essere provato non una ma più volte … senza ombra di dubbio!

Già menzionato nell’articolo dedicato ai Vermentini sardi, il Canayli 2014 della Cantina Gallura è veramente uno di quei Vermentini che più facilmente riesco ad abbinare.

Se quindi cercate un ottimo vino da pesce, a un prezzo modico, che possa accompagnarvi per un’intera cena, senza crearvi problemi o dubbi, ebbene il Canayli di Cantina Gallura è ciò che fa per voi.

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Visita all’azienda Gaetano Morella

L’Azienda di Gaetano Morella è una delle realtà biodinamiche più interessanti nella zona di Manduria (Taranto), cuore del primitivo pugliese.

E’ un’azienda di dimensioni contenute rispetto alle grandi realtà della Puglia: “solo” una ventina di ettari, di cui tredici circa di primitivo, allevato ad alberello con vigne che vanno dai 45 agli 80 anni di età.

La rimanente parte è a spalliera, per metà ancora con vitigni a bacca rossa, primitivo e malbek, e per metà con vitigni a bacca bianca: fiano campano.

Il malbek (con il k finale, alla pugliese e non il ch alla francese) fu introdotto dai francesi ed era già presente nel passato in queste zone, tanto da essere addirittura previsto come vitigno complementare in diverse DOC. A oggi è diffuso in tre macro zone: Castel del Monte, Squinzano e appunto Manduria.

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L’Est, Est, Est le Pòggere di Falesco

L’estate chiama senza dubbio vini bianchi, specie per chi sta al mare o al lago, cercando refrigerio dal caldo.

Quindi se una buona Barbera d’Alba può essere la compagna desiderata di una cena tra le montagne della Val Badia, un buon bianco delicato e profumato come l’Est, Est, Est le Pòggere di Falesco è quello che ci vuole per la un’estate cittadina.

Etichetta Le Poggere 2014
Etichetta Le Poggere 2014

L’estate è proprio quel momento in cui si cerca una cucina veloce, fatta di ingredienti freschi e cotture brevi, si prediligono contorni a base di frutta fresca e verdure, come una bella insalata con ananas e songino, e alimenti che sono buoni anche crudi o con una preparazione minima, come una bella tartare di salmone e avocado o un’insalata di riso e polpo.

Ecco allora che l’Est, Est, Est le Pòggere di Falesco, annata 2014, si presta splendidamente ad accompagnare una cena o un aperitivo a base di pesce con contorni di frutta e verdure.

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