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La Barbera d’Alba di Anselma Giacomo

Nonostante il caldo, oggi ne approfitto per parlarvi di un rosso che mi ha piacevolmente colpito durante queste vacanze Langarole.

La Barbera d'Alba di Anselma Giacomo
La Barbera d’Alba di Anselma Giacomo, provata sul posto

Torno quindi a parlarvi di una Barbera D’Alba prodotta nella zona di Serralunga: la Barbera d’Alba 2012 dell’Azienda Agricola Anselma Giacomo.

Ancora una volta l’annata 2012, caratterizzata da importanti escursioni termiche stagionali, ci regala un prodotto di incredibile morbidezza e finezza gustativa: una rotondità che di certo rende piacevole questa Barbera anche nelle sere di gran caldo.

 

Abbinando la Barbera d’Alba di Anselma Giacomo

Se il gusto di questa Barbera d’Alba risulta delicato e morbido, gli aromi sono sicuramente più decisi e intensi: la forza dei profumi tipici dei frutti rossi maturi si accompagna a delle note vegetali di sottobosco e funghi e a quelle speziate, più delicate, di pepe e cannella.

Con questi profumi spiccati e piacevoli, la buona freschezza, la morbidezza e la delicata sapidità, riscontrabile all’assaggio, si tratta di una Barbera che può accompagnarsi a molti piatti a base di carne: via libera quindi a secondi piatti aventi come protagonista proprio questo ingrediente basilare.

Tuttavia la Barbera d’Alba di Anselma riesce a mostrarsi nella sua piena bontà soprattutto con quelle carni non troppo salsate, elaborate o arricchite da liquidi.

Cruda al tartufo nero
Cruda al tartufo nero

Abbinamenti deliziosi la vedono protagonista insieme a una tagliata o un filetto con scaglie di tartufo nero, con delle scaloppine ai finferli o con un bel crudo di carne sempre aromatizzato al tartufo.

Se la delicatezza del prodotto, insieme al suo morbido tannino, non ci suggeriscono un abbinamento con delle carni preparate con lunghe cotture e particolarmente sugose, possiamo senz’altro arricchire i nostri secondi piatti con spezie e ingredienti caratterizzati da grande intensità aromatica, come appunto il tartufo o alcuni tipi di funghi.

Tartufo nero
Tartufo nero

In base agli “esperimenti” portati a termine, devo dire che il gusto e i profumi della Barbera d’Alba di Anselma vengono veramente esaltati dal sapore pseudo-dolce delle carni di manzo e di pollo, specie se impreziosite dai particolari profumi del tartufo e dei funghi.

Allo stesso modo pietanze così strutturate acquistano all’assaggio ancora una maggiore persistenza, difficilmente dimenticabile ;)

Forse, con questa descrizione, vi sembrerà un vino più adatto ad una sera autunnale, ma aspettate di provarlo con un bel carpaccio di manzo e scaglie di tartufo … vi sembrerà vellutato, fresco e delizioso, anche con il caldo che fa!

 

p.s. Se siete di Roma (e provincia) e volete provare questo vino e averlo comodamente a casa vostra, senza spese di spedizione, pronto per essere assaggiato, potete rivolgervi alla Pattuglia Enogastronomica.

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L’Azienda Agricola Coletti Conti e il Cesanese di Affile

L’azienda Agricola Coletti Conti è ubicata nelle vicinanze di Anagni, ridente paesino, a una cinquantina di chilometri a sud di Roma, noto per il celebre “schiaffo” del 1303 ai danni di Papa Bonifacio VIII da parte di Sciarra Colonna. Peraltro, Bonifacio VIII, appartenente alla famiglia Caetani, ebbe come madre Emilia Conti.

M’incontro con Anton Maria in un’assolata mattina d’inizio luglio. Mi dà appuntamento appena fuori il casello autostradale di Anagni e poi mi fa salire sulla sua auto e mi porta a visitare i vigneti.
La sua disponibilità e passione è subito evidente; con lui ci sente immediatamente a proprio agio. Scorrazziamo per i vigneti, quelli storici e quelli appena piantati, con le minuscole barbatelle messe a dimora solamente nel marzo corso. Le cultivar sono Cesanese di Affile, e proprio questo è il vitigno che maggiormente caratterizza l’Azienda Coletti Conti.

Il Cesanese di Affile, principale vitigno autoctono a bacca rossa del Lazio, infatti, è un vitigno difficile, imprevedibile, domabile con difficoltà. Esige rispetto, va capito, studiato, interpretato; solo allora sarà capace di sorprendere ed entusiasmare per la sua generosità, la sua complessità, la delicatezza delle sue sfumature, la sua eleganza.

Peraltro siamo proprio nella zona elettiva del Cesanese, dove si concentrano tre denominazioni d’origine: Cesanese del Piglio (DOCG), Cesanese di Affile (DOC) e Cesanese di Olevano Romano (DOC).
Vale la pena sottolineare che il vitigno presente in stragrande maggioranza è il Cesanese di Affile e non il Cesanese Comune, sebbene previsto dai disciplinari di produzione, ma che dal punto di vista genetico non ha affatto tratti comuni, o affinità con il Cesanese di Affile.

Il vitigno prevalente nei vigneti di Coletti Conti è proprio il Cesanese di Affile, ma sono coltivate anche varietà a bacca rossa internazionali quali il Cabernet Sauvignon, il Cabernet Franc, il Petit Verdot, il Merlot e il Syrah. Per quanto riguarda i bianchi, accanto alle varietà tradizionali della zona, quali la Passerina, la Malvasia del Lazio, il Bellone, il Trebbiano giallo, i nuovi impianti vedono l’impiego di cultivar di pregio quali il Fiano, il Grechetto e, soprattutto, il Manzoni Bianco.

Iniziamo la visita ai vigneti dal podere “la Caetanella”, il cui nome è legato a una precisa circostanza storica: esso, infatti, già proprietà della famiglia Conti, fu acquistato dalla famiglia Caetani durante il pontificato di Bonifacio VIII, come attestano i documenti tuttora conservati presso l’Archivio della Fondazione Caetani in Roma.

La natura vulcanica del terreno, la sua dolce giacitura collinare, la splendida esposizione e la sua ricchezza di preziosi elementi minerali ne fanno l’habitat ideale per la vite, che qui occupa circa 15 ha dell’intera tenuta.

Prendendo spunto dal nuovo vigneto, cogliamo anche l’occasione per parlare un po’ di portainnesti. Ho di fronte un esperto al riguardo e non posso esimermi dal chiedergli lumi sulle scelte fatte e sulle ragioni delle stesse. Quello usato per le nuove barbatelle è il 420A*. Per approfondimenti suggerisco questo link.

Il portainnesto ha un effetto in primo luogo sulla fase vegetativa e poi chiaramente sul vino. Nella scelta entrano in gioco molti fattori, ma uno dei principali criteri è la “vigoria”, sulla marza che viene innestata. Un portainnesto vigoroso favorisce una vegetazione lussureggiante, con conseguente lieve ritardo nella vendemmia. Attenzione! Si parla di 5/10 giorni, non di settimane o mesi.

È questo un beneficio? Beh dipende dalla particolare annata; sicuramente il rischio di maggiori esposizioni a piogge e quindi umidità e malattie fungine aumenta. Ma se l’annata è fredda, una vendemmia un po’ ritardata permette una migliore maturazione fenolica (che vedremo essere di particolare importanza per il cesanese).

Un altro aspetto è la “compatibilità” tra vitigno e portainnesto”. Ciò dipende molto dalla struttura del terreno, e dal particolare ambiente chimico e fisico, è evidente che a seconda del portainnesto la nutrizione della pianta viene influenzata. Per chiarire meglio questo aspetto, Anton Maria mi fa notare che in un filare ci sono delle foglie con delle anomale macchie rosse.
La ragione è la mancanza di magnesio, che se particolarmente severa può portare il rachide (raspo) a seccarsi.

Ma perchè queste piante non riescono ad assorbire il magnesio presente nel terreno?

Il motivo è legato al particolare portainnesto 44-53-Malegue (Malegue è il nome dello scopritore) che ha la caratteristica di assorbire il potassio. Ora essendo potassio e magnesio due sostanze ‘antagonistè, ciò crea nella pianta una sofferenza dell’assorbimento dell’altra sostanza, cioè il magnesio. La carenza di quest’ultimo genera la colorazione rossa delle foglie.

La scelta dei portainnesti dell’Azienda coletti Conti è affidata a vivaisti francesi, in Borgogna.

Ci avventuriamo poi nella motivazioni che hanno portato l’Azienda a perfezionarsi sul Cesanese e all’introduzione di vitigni di fama internazionale. Anton Maria mi dice, che il Cesanese è il vitigno autoctono che ha qualità intrinseche (al contrario di molti altri, meno noti, che se forse erano sul viale del tramonto una ragione c’era).

Tuttavia, come già detto si tratta di un vitigno ostico, che non perdona errori agronomici in vigna ed enologici in cantina. Bisogna essere attentissimi alla piena maturazione fenolica (il momento in cui si garantisce il massimo trasferimento di antociani nel vino, in fase di macerazione), che spesso è ritardata rispetto alla maturazione tecnologica (momento di equilibrio tra acidi e zuccheri nell’uva).

Si vendemmia a maturazione fenolica: quindi si possono ottenere vini anche da quindici o sedici gradi, visto che gli zuccheri tendono ad aumentare nell’acino, ciò che comunque dona ulteriore morbidezza al vino. È comunque sia, il momento della vendemmia è sempre una situazione di compromesso, dipendente dalle particolari situazioni climatiche dell’annata.

È un’azienda all’avanguardia, che ha anche avviato un progetto con l’Università di Cassino per il monitoraggio, tramite droni, dello stato di salute delle vigne. La fortuna vuole che incontriamo i partecipanti al progetto e scambiamo con loro qualche parola.
L’ “uccello” (il drone) ci dicono che è già in volo. Lo vediamo bene, con il suo profilo a boomerang, ma troppo in alto per essere fotografato con i miei mezzi. Da notare che la cantina/deposito è costruito sul principio auto-sostenibile di emissioni prossime allo zero.

 

I Vini dell’Azienda Agricola Coletti Conti

I vini dell’Azienda Agricola Coletti Conti sono molteplici. Al vertice troviamo il Romanico, pluripremiato rosso da cesanese in purezza.
Qui la selezione delle uve è particolarmente rigorosa, le rese molto contenute ( 1 / 1.2 Kg in media per pianta, con una densità di circa 5000 ceppi / ha. Ciò significa che ci si attesta intorno ai 50 q/ha di resa). Affina in barrique nuove di rovere francese.

A seguire abbiamo un altro cesanese in purezza, Hernicus che prevede rese fino a 75q/ha e affina in botti di II/III passaggio. I vigneti sono attigui, tuttavia, essendo un suolo vulcanico, originato dall’eruzione del vulcano “Albano”, la diversità tra microzone è evidente, a causa della casuale distribuzione dei lapilli sui terreni adiacenti.

I lieviti utilizzati sono tutti selezionati e appropriati per gestire in modo ottimale le caratteristiche del Cesanese, prima aspetto tra tutti, l’elevata alcolicità a cui può dare vita L’altro rosso si chiama Arcadia, un blend di sei diversi vini: Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot, Syrah, Petit Verdot e Cesanese di Affile.

Per finire un bianco, Arcadia, da Incrocio Manzoni in purezza, che fa solo acciaio e un Hernicus da passerine del frusinate, all’85%.

Le cantine hanno sia acciaio che cemento, oltre chiaramente a una bella barricaia, cosa da cui è difficile esimersi trattando con il cesanese.

 

Degustando i Vini dell’Azienda Agricola Coletti Conti

Parliamo degli assaggi. Anton Maria mi ha fatto provare quattro diversi Cesanese in purezza, tutti del 2014, provenienti da diversi vigne; due delle quali destinate al Romanico e due delle quali destinate all’Hernicus.

Tutti molto piacevoli, con note vinose, fruttate e tannino soffice, tutt’altro che invadente, nonostante la gioventù del prodotto. Sentori diversi tra loro, qualcuno con note più vegetali, ma tutti accomunati da una piacevolezza e eleganza.

L’assaggio è di estremamente gradevole, avvolgente, con la giusta freschezza per un vino dell’anno scorso. Se pensiamo a come è andata l’annata 2014, dobbiamo dire che Coletti Conti è risultato immune ai disastrosi effetti climatici.

Concludo con una novità, un Cabernet Franc in purezza, che mi lascia veramente stupito per l’eleganza, i profumi e la complessiva gradevolezza. Forse un mio pregiudizio, ma non immaginavo che il Cabernet Franc potesse arrivare a tali livelli. Sempre il 2014, con i sentori vegetali tipici del vitigno, e una frutto rosso scuro. Tannini molto delicati, eleganti a riempire e arrotondare la bocca.

Una piacevole sorpresa!

 

* Caratteristiche del 420A: portinnesto di modesta vigoria adatto ad ambienti asciutti e terreni pesanti, anche leggermente clorosanti. Lo sviluppo iniziale è lento soprattutto in terreni freddi; successivamente induce un ottimo equilibrio vegeto-produttivo.

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Aperitivo con il Prosecco dei Fratelli Bortolin

Se il caldo estivo ci scoraggia da cene pesanti e ricche di pietanze cotte e infornate, le alternative a disposizione sono tante … anche se si parla di vini in abbinamento.

Prosecco Extra Dry - Fratelli Bortolin
Prosecco Extra Dry – Fratelli Bortolin

Il Prosecco è il re delle serate estive che necessitano di una rinfrescata e di un tocco di allegria in più.

Quindi, anche per questo Venerdì, voglio consigliarvi un buon Prosecco per l’aperitivo e oltre!

Il protagonista di questa sera è il Prosecco Extra Dry dei Fratelli Bortolin di cui ora approfondiremo la conoscenza.

 

Abbinando il Prosecco Extra Dry dei Fratelli Bortolin

Visto che già conosciamo le caratteristiche di base di un buon Prosecco (ma se volete rinfrescarvi la memoria vi suggerisco di leggere qui) vediamo cosa ci può davvero piacere di più nell’extra dry dei Fratelli Bortolin.

I profumi sono quelli della frutta estiva: pesca e albicocca, accompagnate dalle note più delicate dei fiori di campo.

Com’è giusto aspettarsi, la freschezza la fa da padrona e insieme all’effervescenza rende l’assaggio veramente piacevole e dissetante. Sicuramente un Prosecco più semplice da abbinare e da degustare in ogni momento, rispetto al Cartizze di cui ho parlato qui.

Per esaltare il Prosecco dei Fratelli Bortolin si può organizzare un aperitivo a base di un’infinità di finger food e antipastini gustosi, tutti da preparare in poco tempo e senza cuocere nulla.

Involtini prosciutto e formaggio
Involtini prosciutto e formaggio? Anche !

Visto che siamo giunti all’estate perché non deliziarci con delle tartine con philadelphia, prosciutto crudo e fichi, gustose e leggere, che hanno tutto ciò che serve per sposarsi alla perfezione con il Prosecco extra dry dei Fratelli Bortolin.

In questo abbinamento la tendenza dolce e la delicata grassezza delle tartine mitiga pienamente l’acidità del prosecco mentre l’effervescenza di quest’ultimo rinfresca ad ogni boccone.

Infine la lieve sapidità del prosciutto crudo conferisce all’abbinamento quel tocco in più che aiuta a percepire ancora di più i profumi del Prosecco, aumentandone la persistenza.

Bruschettine crudo e frittata
Bruschettine crudo e frittata. Anche !

Provatelo e scommetto sarete più che d’accordo! Poi, se proprio avete voglia di un aperitivo più caldo si possono preparare degli spiedini di pesce oppure dei fritti di zucchine e gamberi o ancora degli involtini cotto e formaggio e delle mini bruschette con crudo e frittata … in ogni caso lo splendido abbinamento resta assicurato ;)

Un buon Venerdì a tutti!

… trovare i prodotti dei Fratelli Bortolin è semplice con il loro e-shop e, dato il prezzo fantastico, non ci sono scuse per non provarli.

p.s. se siete a Roma potete trovare tutti i loro prosecchi all’enoteca Costantini in zona Prati.

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Il Prosecco Superiore di Cartizze dei Fratelli Bortolin

Facciamo una piccola pausa dai vini rossi e in particolar modo dalla Barbera d’Alba per considerare un vino più estivo.

Cartizze Superiore - Fratelli Bortolin
Cartizze Superiore – Fratelli Bortolin

Anzi, potrei quasi dire che si tratti di uno dei prodotti “vinosi” più rappresentativi di questo periodo.

Sicuramente, al suo assaggio, è in grado di ricordarci, con la sua tipica freschezza, il gusto e la croccantezza dei frutti estivi e, con la sua effervescenza, la piacevole asprezza degli agrumi.

Di sicuro avete già capito di quale prodotto vinoso sto parlando: ovvio … del Prosecco.

La zona di Cartizze
La zona di Cartizze

Non vi parlo però di un Prosecco a caso ma del Prosecco Superiore di Cartizze dei Fratelli Bortolin di Santo Stefano in Valdobbiadene, già provato al Vinitaly, e che ho deciso di degustare nuovamente in questi giorni, per un piacevole pranzo estivo.

Cartizze? Una DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) che è indice di un Prosecco più strutturato e ricco di profumi, una descrizione che rispecchia pienamente il prodotto presentato dai fratelli Bortolin.

Quindi come possiamo abbinare correttamente un prodotto di questo tipo?

 

Abbinando il Prosecco Superiore di Cartizze dei Fratelli Bortolin

In realtà è molto più semplice di quanto si possa pensare! Come già sappiamo, spesso il Prosecco si presenta come un vino che può abbinarsi a tutto pasto, specie se le pietanze hanno del pesce come ingredienti principe.

La delicatezza dei sapori della carne di alcuni pesci e crostacei, insieme alla loro tipica tendenza dolce, ben si sposano con il gusto pungente e rinfrescante di un Prosecco.

Spesso però la struttura poco corposa del Prosecco può non essere in grado di sostenere l’importanza di primi piatti ricchi e saporiti, anche a base di pesce, come possono essere dei tagliolini allo scoglio oppure un risotto alla pescatora.

Infatti per questi piatti, di solito, si prediligono vini bianchi decisamente più corposi e più intensi come un Greco di Tufo oppure un Vermentino di Gallura.

Lasagnetta con pesce e verdure
Lasagnetta con pesce e verdure

Se questo discorso può essere valido per un Prosecco Trevigiano e, in molti casi, anche per un Prosecco “Base” di Conegliano – Valdobbiadene, la situazione è diversa per un prodotto particolare come il Cartizze dei Fratelli Bortolin: qui la struttura importante di questo Prosecco è chiaramente percepibile e i profumi sono sicuramente più importanti e intensi.
Inoltre è ben evidente l’impronta sapida e leggermente ammandorlata, che di certo ci può suggerire qualche abbinamento vincente.

Un Prosecco così intenso, per la sua acidità di base, può accompagnare bene anche dei primi piatti come una lasagna di pesce e verdure oppure delle crespelle ai funghi e formaggio.

L’importante è che il piatto, a base di pesce o verdure, presenti un’importante tendenza dolce e una grassezza percepibile, affinchè l’effervescenza del Cartizze riesca ad esaltarne pienamente sapori e profumi.

Questo non vuol dire che non si può cominciare ad assaggiare questo vino anche prima! Anche da solo o con un bel antipasto di scampi, melone e avocado è un Prosecco che non smetteresti mai di bere … ma ricordiamoci di lasciarne un po’ per il dopo ;)

Se si vuole iniziare con un Prosecco più leggero per poi passare al Cartizze, si può partire da questo qui, sempre dei Fratelli Bortolin!

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